Politica
Se ci date 5 minuti, io e Kevin vi spiegheremo come funziona la sanità in Svizzera.
Nel paese rossocrociato ci sono molti ospedali pubblici, solitamente di proprietà del cantone, così come pure molti centri medici privati, ospedali privati e studi medici privati.
Il sistema sanitario è considerato universale anche in Svizzera, proprio come in Italia, ma gli elvetici hanno seguito una pista molto diversa per garantire l'universalità del servizio.
In Svizzera i numerosi ospedali pubblici non ricevono soldi dallo stato: si reggono in piedi da soli, fatturando le prestazioni.
Ogni cittadino deve essere obbligatoriamente assicurato a partire dalla nascita, e l'assicurazione obbligatoria di base copre tutte le prestazioni mediche fondamentali, dal prontosoccorso alle cure oncologiche, lasciando scoperte solo cose meno vitali (e anche meno costose) come gli occhiali da vista e le cure dentarie (per avere una copertura per queste cose si può prendere un'assicurazione complementare, in aggiunta a quella obbligatoria, che costa solitamente 40-50 franchi al mese).
Comunque, l'universalità del servizio sanitario è garantita in due modi:
- Grazie ai cosiddetti RIPAM (riduzioni dei premi): i cittadini con un reddito e un patrimonio al di sotto di una certa soglia hanno diritto a sussidi statali, in maniera tale da beneficiare di riduzioni del premio. Nei casi più gravi di povertà, interviene l'assistenza sociale, che oltre a pagarti il premio dell'assicurazione per intero, ti dà soldi per sopravvivere
- L'assicurazione obbligatoria di base è sottoposta a una legge diversa rispetto alle altre assicurazioni: mentre le altre assicurazioni in Svizzera sono sottoposte alla legge LAC, l'assicurazione sanitaria di base è sottoposta alla legge LAMAL, la quale vieta il profitto e la selezione degli assicurati (quindi se tu chiedi una polizza a un'assicurazione, è obbligata ad accettarti)
Morale della favola, gli svizzeri sono tutti coperti dalla culla alla tomba. Resta da capire quali sono i vantaggi rispetto alla sanità all'italiana, dato che la copertura è universale anche in Italia. Molto semplicemente, il modello svizzero è molto più liberale: tu puoi rivolgerti, a spese dell'assicurazione, sia alla sanità pubblica che a quella privata. È un sistema dove privato e pubblico sono in equa concorrenza. Infatti tutto quello che deve fare un privato per poter fatturare all'assicurazione di base è conformarsi al sistema di fatturazione LAMAL, che è anche quello che deve fare ogni ospedale pubblico.
Il sistema elvetico si basa sul modello "medico di famiglia": per qualsiasi cosa, tu ti rivolgi sempre al tuo medico di famiglia, il quale poi decide se è il caso di farti vedere da uno specialista, se mandarti a fare degli esami, se ricoverarti in ospedale, se farti fare un intervento chirurgico, ecc ecc...
Sebbene molti ospedali siano pubblici, il medico di famiglia normalmente è un privato.
Ora, immaginate il signor Kurt, uno svizzero-tedesco cazzo duro, che telefona al suo medico di famiglia per un problema medico serio. Cosa succede se questo gli dice "Ok, vieni qui tra 6 mesi". Che il Signor Kurt sputa i rösti e lo manda a fare in culo.
Cambierà medico di famiglia: qualcuno che lo prende in 7 giorni e non in 6 mesi.
Grazie a questo sistema concorrenziale, la sanità in Svizzera è scattante: il tempo di attesa medio è di 7 giorni.
Nel giro di poche settimane (2-3) hai fatto tutto quello che c'era da fare:
- Visita dal medico di famiglia
- Visita dallo specialista
- Esami
- Interventi
Prova a dire al Signor Kurt che per una cosa seria deve aspettare 6 mesi solo per avere UNA visita: lui ti dà fuoco.
Se tu in Italia proponi un sistema simile, ti danno del matto liberista, perché molte persone sono state indottrinate dai socialisti all'idea che i servizi universali debbano essere monopoli statali ("Vuoi il servizio gratuito? Allora vai dove ti dico io, altrimenti te lo paghi da solo, figlio di puttana!") e che lo stato non deve dare soldi ai cittadini ma sono i cittadini che devono dare soldi allo stato il quale poi li spende saggiamente per un presunto BENE COLLETTIVO che è superiore all'individuo.
In Svizzera però non si sono fatto ingannare da questa retorica. Il Signor Kurt è favorevole alla sanità universale, ma se gli dici che deve essere un monopolio statale, sputa i rösti.
Nel paese rossocrociato ci sono molti ospedali pubblici, solitamente di proprietà del cantone, così come pure molti centri medici privati, ospedali privati e studi medici privati.
Il sistema sanitario è considerato universale anche in Svizzera, proprio come in Italia, ma gli elvetici hanno seguito una pista molto diversa per garantire l'universalità del servizio.
In Svizzera i numerosi ospedali pubblici non ricevono soldi dallo stato: si reggono in piedi da soli, fatturando le prestazioni.
Ogni cittadino deve essere obbligatoriamente assicurato a partire dalla nascita, e l'assicurazione obbligatoria di base copre tutte le prestazioni mediche fondamentali, dal prontosoccorso alle cure oncologiche, lasciando scoperte solo cose meno vitali (e anche meno costose) come gli occhiali da vista e le cure dentarie (per avere una copertura per queste cose si può prendere un'assicurazione complementare, in aggiunta a quella obbligatoria, che costa solitamente 40-50 franchi al mese).
Comunque, l'universalità del servizio sanitario è garantita in due modi:
- Grazie ai cosiddetti RIPAM (riduzioni dei premi): i cittadini con un reddito e un patrimonio al di sotto di una certa soglia hanno diritto a sussidi statali, in maniera tale da beneficiare di riduzioni del premio. Nei casi più gravi di povertà, interviene l'assistenza sociale, che oltre a pagarti il premio dell'assicurazione per intero, ti dà soldi per sopravvivere
- L'assicurazione obbligatoria di base è sottoposta a una legge diversa rispetto alle altre assicurazioni: mentre le altre assicurazioni in Svizzera sono sottoposte alla legge LAC, l'assicurazione sanitaria di base è sottoposta alla legge LAMAL, la quale vieta il profitto e la selezione degli assicurati (quindi se tu chiedi una polizza a un'assicurazione, è obbligata ad accettarti)
Morale della favola, gli svizzeri sono tutti coperti dalla culla alla tomba. Resta da capire quali sono i vantaggi rispetto alla sanità all'italiana, dato che la copertura è universale anche in Italia. Molto semplicemente, il modello svizzero è molto più liberale: tu puoi rivolgerti, a spese dell'assicurazione, sia alla sanità pubblica che a quella privata. È un sistema dove privato e pubblico sono in equa concorrenza. Infatti tutto quello che deve fare un privato per poter fatturare all'assicurazione di base è conformarsi al sistema di fatturazione LAMAL, che è anche quello che deve fare ogni ospedale pubblico.
Il sistema elvetico si basa sul modello "medico di famiglia": per qualsiasi cosa, tu ti rivolgi sempre al tuo medico di famiglia, il quale poi decide se è il caso di farti vedere da uno specialista, se mandarti a fare degli esami, se ricoverarti in ospedale, se farti fare un intervento chirurgico, ecc ecc...
Sebbene molti ospedali siano pubblici, il medico di famiglia normalmente è un privato.
Ora, immaginate il signor Kurt, uno svizzero-tedesco cazzo duro, che telefona al suo medico di famiglia per un problema medico serio. Cosa succede se questo gli dice "Ok, vieni qui tra 6 mesi". Che il Signor Kurt sputa i rösti e lo manda a fare in culo.
Cambierà medico di famiglia: qualcuno che lo prende in 7 giorni e non in 6 mesi.
Grazie a questo sistema concorrenziale, la sanità in Svizzera è scattante: il tempo di attesa medio è di 7 giorni.
Nel giro di poche settimane (2-3) hai fatto tutto quello che c'era da fare:
- Visita dal medico di famiglia
- Visita dallo specialista
- Esami
- Interventi
Prova a dire al Signor Kurt che per una cosa seria deve aspettare 6 mesi solo per avere UNA visita: lui ti dà fuoco.
Se tu in Italia proponi un sistema simile, ti danno del matto liberista, perché molte persone sono state indottrinate dai socialisti all'idea che i servizi universali debbano essere monopoli statali ("Vuoi il servizio gratuito? Allora vai dove ti dico io, altrimenti te lo paghi da solo, figlio di puttana!") e che lo stato non deve dare soldi ai cittadini ma sono i cittadini che devono dare soldi allo stato il quale poi li spende saggiamente per un presunto BENE COLLETTIVO che è superiore all'individuo.
In Svizzera però non si sono fatto ingannare da questa retorica. Il Signor Kurt è favorevole alla sanità universale, ma se gli dici che deve essere un monopolio statale, sputa i rösti.
Multiculturalismo a Bruxelles
Ad
https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
Politica
https://forum.termometropolitico.it/864699-leva-ob... 
Stavo per rispondere a questo post di @Guy Fawkes, ma poi mi sono detto: "No, creo una nuova discussione... perché questo è un tema che merita una discussione dedicata!".
> Da parte mia posso dirti che è moralmente peggiore mentre lo stupro è una violazione attiva dei diritti fondamentali di un'altra persona (libertà sessuale e integrità psicofisica) la chiamata alle armi in tempo di guerra è a protezione dei diritti personale di ogni cittadino (vita, libertà e proprietà) minacciati dall'invasione: infatti vivere in una comunità determina la creazione di vincoli ed obblighi tra i singoli membri, tra cui l'obbligo reciproco di partecipare alla protezione della comunità e dei suoi singoli membri. (La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino, art. 52 della Costituzione Italiana). Una simile logica si applica alla speculazione economica su merci di prima necessità, attività discutibile ma lecita in tempo normale, ma non in casi di emergenza, come appunto la guerra, perché viola il diritto di tutti gli altri cittadini di accedere a risorse preimarie proprio nel momento in cui la necessità di tale accesso è più sentita.
Si tratta della risposta a questo mio altro post.
> Uno sterminio è una GRAVISSIMA violazione della self-ownership. Cioè, lo stato priva le persone della libertà di scegliere di vivere imponendo loro la morte.
> Naturalmente queste cose ci scuotono emotivamente più di altre, ma alla fine, qual è la differenza, ad esempio, tra obbligare qualcuno che odia il militare a fare servizio militare, obbligare una donna ad avere un rapporto sessuale e uccidere una persona innocente contro la sua volontà? Nessuna, in realtà: in tutti e tre i casi si tratta di una violazione dei diritti individuali, cioè della libertà di scelta. Stabilire che cosa sia peggio tra il servizio militare obbligatorio, un atto di violenza sessuale e un omicidio è soggettivo.
> Ad esempio, ti sorprenderebbe se ti dicessi che io preferirei essere stuprato che essere mandato in guerra dallo stato contro la mia volontà? Penso che molte persone, se avessero potuto liberarsi dall'obbligo di andare al fronte facendosi sodomizzare l'avrebbero fatto.
> Sia te che @Guy Fawkes dovete spiegarmi in che modo lo stupro sarebbe moralmente peggiore rispetto alla leva obbligatoria, visto che io (come penso molti altri) mi farei stuprare piuttosto che andare in trincea. @novis
Ebbene si: questo è quello che io sostengo. La leva obbligatoria è peggiore dello stupro perché io scommetto tutto quello che volete che se un ipotetico generale omosessuale offrisse ai soldati in trincea la possibilità di liberarsi dal loro obbligo facendosi sodomizzare da lui, molti sceglierebbero questa strada.
Sulla base di questo, posso affermare che dal punto di vista sia mio che sicuramente di molte altre persone, un atto sessuale sgradito è meno peggio della leva obbligatoria. Quindi la leva obbligatoria per me è peggio dello stupro. Di conseguenza, io considero i favorevoli alla leva obbligatoria come peggiori rispetto agli stupratori.
A questo punto interviene Guy Fawkes a spiegare che invece si tratta di due cose diverse, sul piano morale, perché mentre la leva obbligatoria ha la funzione di difendere i diritti degli individui (vita, libertà e proprietà) da un invasore, invece lo stupro no.
A questo io rispondo con uno slogan che ho visto usare dai liberali americani: "A right is not a right if it implies forced labour" ---> "Un diritto non è un diritto se implica il ridurre qualcuno ai lavori forzati". Questa non è nient'altro che l'applicazione del principio secondo cui un diritto non può violare un altro diritto.
Da un punto di vista liberale, la schiavitù e i lavori forzati sono contri i diritti degli individui, perciò non può esistere un diritto che implica la riduzione in schiavitù di qualcuno.
Veniamo al sodo. Vita, libertà e proprietà sono naturalmente dei diritti, ma questi diritti non possono essere formulati in maniera tale da violare il diritto a non essere ridotti ai lavori forzati. Infatti, è una contraddizione che il diritto alla vita implichi che lo stato possa obbligarti a sacrificare la tua vita, o che il diritto alla libertà possa implicare l'essere ridotti ai lavori forzati. Il diritto alla proprietà invece uno lo può anche difendere intervenendo solo quando i soldati si avvicinano alla sua proprietà. Da un punto di vista liberale, uno può costruire una fortezza intorno a casa sua e concentrarsi unicamente sulla difesa della sua proprietà. Però può anche preferire abbandonare la sua casa e fuggire all'estero, in base al ragionamento "Preferisco perdere la mia casa che la mia vita".
Faccio poi notare a Guy Fawkes (e a chiunque condivida la sua logica deleteria) che si può tranquillamente produrre una storia strappalacrime anche per giustificare lo stupro. Ad esempio, uno potrebbe giustamente osservare che ci sono dei poveri uomini che hanno scarso successo con le donne e che anche loro, poverini, hanno diritto alla sessualità.
Ovviamente noi liberali concordiamo sul fatto che esista il diritto alla sessualità, ma lo vediamo come un diritto negativo. Cioè, lo stato non deve compiere azioni che lo violano. Il problema è che se però lo trasformi in un diritto positivo, come fa sostanzialmente Guy Fawkes con il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà, allora diventa che lo stato deve garantire a tutti di avere almeno X rapporti sessuali all'anno, e questo apre le porte a una legge secondo cui le donne devono obbligatoriamente concedersi agli sfigati.
Il risultato è lo stesso che si ha all'interno della logica deleteria di Guy Fawkes: il diritto negativo alla libertà sessuale delle donne viene violato in nome del diritto positivo degli uomini di trombare. È chiara la falla di questi ragionamenti?
Concludo: noi dobbiamo assolutamente affermare il principio che gli obblighi del cittadino nei confronto della comunità iniziano e finiscono nel pagamento dei contributi. Tu, stato, puoi creare un esercito con i nostri contributi, ma non puoi obbligarci a combattere.
Dal momento che io, cittadino, ho già finanziato l'esercito, ho adempito ai miei obblighi nei confronti della comunità. Qualsiasi obbligo in aggiunta alle imposte deve essere vista come una violazione dei diritti del cittadino. La logica deve essere CHE NOI PAGHIAMO IMPOSTE PER ESSERE LIBERI. Se paghiamo imposte per farci schiavizzare dallo stato, allora è una doppia inculata, dalla quale siamo legittimati a difenderci con le armi.
**Modificato dall'autore il 29.09.2024 17:08**

Stavo per rispondere a questo post di @Guy Fawkes, ma poi mi sono detto: "No, creo una nuova discussione... perché questo è un tema che merita una discussione dedicata!".
> Da parte mia posso dirti che è moralmente peggiore mentre lo stupro è una violazione attiva dei diritti fondamentali di un'altra persona (libertà sessuale e integrità psicofisica) la chiamata alle armi in tempo di guerra è a protezione dei diritti personale di ogni cittadino (vita, libertà e proprietà) minacciati dall'invasione: infatti vivere in una comunità determina la creazione di vincoli ed obblighi tra i singoli membri, tra cui l'obbligo reciproco di partecipare alla protezione della comunità e dei suoi singoli membri. (La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino, art. 52 della Costituzione Italiana). Una simile logica si applica alla speculazione economica su merci di prima necessità, attività discutibile ma lecita in tempo normale, ma non in casi di emergenza, come appunto la guerra, perché viola il diritto di tutti gli altri cittadini di accedere a risorse preimarie proprio nel momento in cui la necessità di tale accesso è più sentita.
Si tratta della risposta a questo mio altro post.
> Uno sterminio è una GRAVISSIMA violazione della self-ownership. Cioè, lo stato priva le persone della libertà di scegliere di vivere imponendo loro la morte.
> Naturalmente queste cose ci scuotono emotivamente più di altre, ma alla fine, qual è la differenza, ad esempio, tra obbligare qualcuno che odia il militare a fare servizio militare, obbligare una donna ad avere un rapporto sessuale e uccidere una persona innocente contro la sua volontà? Nessuna, in realtà: in tutti e tre i casi si tratta di una violazione dei diritti individuali, cioè della libertà di scelta. Stabilire che cosa sia peggio tra il servizio militare obbligatorio, un atto di violenza sessuale e un omicidio è soggettivo.
> Ad esempio, ti sorprenderebbe se ti dicessi che io preferirei essere stuprato che essere mandato in guerra dallo stato contro la mia volontà? Penso che molte persone, se avessero potuto liberarsi dall'obbligo di andare al fronte facendosi sodomizzare l'avrebbero fatto.
> Sia te che @Guy Fawkes dovete spiegarmi in che modo lo stupro sarebbe moralmente peggiore rispetto alla leva obbligatoria, visto che io (come penso molti altri) mi farei stuprare piuttosto che andare in trincea. @novis
Ebbene si: questo è quello che io sostengo. La leva obbligatoria è peggiore dello stupro perché io scommetto tutto quello che volete che se un ipotetico generale omosessuale offrisse ai soldati in trincea la possibilità di liberarsi dal loro obbligo facendosi sodomizzare da lui, molti sceglierebbero questa strada.
Sulla base di questo, posso affermare che dal punto di vista sia mio che sicuramente di molte altre persone, un atto sessuale sgradito è meno peggio della leva obbligatoria. Quindi la leva obbligatoria per me è peggio dello stupro. Di conseguenza, io considero i favorevoli alla leva obbligatoria come peggiori rispetto agli stupratori.
A questo punto interviene Guy Fawkes a spiegare che invece si tratta di due cose diverse, sul piano morale, perché mentre la leva obbligatoria ha la funzione di difendere i diritti degli individui (vita, libertà e proprietà) da un invasore, invece lo stupro no.
A questo io rispondo con uno slogan che ho visto usare dai liberali americani: "A right is not a right if it implies forced labour" ---> "Un diritto non è un diritto se implica il ridurre qualcuno ai lavori forzati". Questa non è nient'altro che l'applicazione del principio secondo cui un diritto non può violare un altro diritto.
Da un punto di vista liberale, la schiavitù e i lavori forzati sono contri i diritti degli individui, perciò non può esistere un diritto che implica la riduzione in schiavitù di qualcuno.
Veniamo al sodo. Vita, libertà e proprietà sono naturalmente dei diritti, ma questi diritti non possono essere formulati in maniera tale da violare il diritto a non essere ridotti ai lavori forzati. Infatti, è una contraddizione che il diritto alla vita implichi che lo stato possa obbligarti a sacrificare la tua vita, o che il diritto alla libertà possa implicare l'essere ridotti ai lavori forzati. Il diritto alla proprietà invece uno lo può anche difendere intervenendo solo quando i soldati si avvicinano alla sua proprietà. Da un punto di vista liberale, uno può costruire una fortezza intorno a casa sua e concentrarsi unicamente sulla difesa della sua proprietà. Però può anche preferire abbandonare la sua casa e fuggire all'estero, in base al ragionamento "Preferisco perdere la mia casa che la mia vita".
Faccio poi notare a Guy Fawkes (e a chiunque condivida la sua logica deleteria) che si può tranquillamente produrre una storia strappalacrime anche per giustificare lo stupro. Ad esempio, uno potrebbe giustamente osservare che ci sono dei poveri uomini che hanno scarso successo con le donne e che anche loro, poverini, hanno diritto alla sessualità.
Ovviamente noi liberali concordiamo sul fatto che esista il diritto alla sessualità, ma lo vediamo come un diritto negativo. Cioè, lo stato non deve compiere azioni che lo violano. Il problema è che se però lo trasformi in un diritto positivo, come fa sostanzialmente Guy Fawkes con il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà, allora diventa che lo stato deve garantire a tutti di avere almeno X rapporti sessuali all'anno, e questo apre le porte a una legge secondo cui le donne devono obbligatoriamente concedersi agli sfigati.
Il risultato è lo stesso che si ha all'interno della logica deleteria di Guy Fawkes: il diritto negativo alla libertà sessuale delle donne viene violato in nome del diritto positivo degli uomini di trombare. È chiara la falla di questi ragionamenti?
Concludo: noi dobbiamo assolutamente affermare il principio che gli obblighi del cittadino nei confronto della comunità iniziano e finiscono nel pagamento dei contributi. Tu, stato, puoi creare un esercito con i nostri contributi, ma non puoi obbligarci a combattere.
Dal momento che io, cittadino, ho già finanziato l'esercito, ho adempito ai miei obblighi nei confronti della comunità. Qualsiasi obbligo in aggiunta alle imposte deve essere vista come una violazione dei diritti del cittadino. La logica deve essere CHE NOI PAGHIAMO IMPOSTE PER ESSERE LIBERI. Se paghiamo imposte per farci schiavizzare dallo stato, allora è una doppia inculata, dalla quale siamo legittimati a difenderci con le armi.
**Modificato dall'autore il 29.09.2024 17:08**
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il 2024-09-25 00:32:13.0 alle 2024-09-25 00:32:13.0
Scritto da: Mattia
> Boldrin promuove un referendum che propone una legge che permetterebbe agli stranieri di diventare cittadini italiani dopo 5 anni che abitano nel paese.
>
> Sito web: https://referendumcittadinanza.it/
Non è il solo. In questi giorni sui media c'è un tam tam immigrazionista da far paura, dalla sinistra alla destra economicista.
https://www.rinnovabili.it/green-building/building...
Massì, costruiamo ancora in un paese mezzo coperto di cemento, primo di materie prime, il cui territorio già non basta ai bisogni degli abitanti!
> Boldrin promuove un referendum che propone una legge che permetterebbe agli stranieri di diventare cittadini italiani dopo 5 anni che abitano nel paese.
>
> Sito web: https://referendumcittadinanza.it/

Non è il solo. In questi giorni sui media c'è un tam tam immigrazionista da far paura, dalla sinistra alla destra economicista.
https://www.rinnovabili.it/green-building/building...

Massì, costruiamo ancora in un paese mezzo coperto di cemento, primo di materie prime, il cui territorio già non basta ai bisogni degli abitanti!
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Non Autenticato
il 2024-09-25 00:18:21.0 alle 2024-09-25 00:18:21.0
Scritto da: Mattia
> Boldrin promuove un referendum che propone una legge che permetterebbe agli stranieri di diventare cittadini italiani dopo 5 anni che abitano nel paese.
>
> Sito web: https://referendumcittadinanza.it/
Boldrin cuCULO. Se mai si tiene questo referendum devo solo vedere se mi conviene andare a votare contro o non andare.
> Boldrin promuove un referendum che propone una legge che permetterebbe agli stranieri di diventare cittadini italiani dopo 5 anni che abitano nel paese.
>
> Sito web: https://referendumcittadinanza.it/

Boldrin cuCULO. Se mai si tiene questo referendum devo solo vedere se mi conviene andare a votare contro o non andare.
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Non Autenticato
il 2024-09-24 17:21:57.0 alle 2024-09-24 17:21:57.0
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Boldrin promuove un referendum che propone una legge che permetterebbe agli stranieri di diventare cittadini italiani dopo 5 anni che abitano nel paese.
> >
> > Sito web: https://referendumcittadinanza.it/
> >
> > Grazie a questo referendum verranno ridotti da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni.
> >
> > Questa semplice modifica rappresenterebbe una conquista decisiva per la vita di molti cittadini di origine straniera (secondo le stime si tratterebbe di circa 2.500.000 persone) che, in questo Paese, non solo nascono e crescono, ma da anni vi abitano, lavorano e contribuiscono alla sua crescita.
> >
> > Partecipare agevolmente a percorsi di studio all’estero, rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive senza restrizioni, poter votare, poter partecipare a concorsi pubblici come tutti gli altri cittadini italiani. Diritti oggi negati.
> >
> > Il Referendum vuole allineare l’Italia ai maggiori paesi europei che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.
> >
> > Siamo figlie e figli d’Italia.
> >
> >
> >
> >
> > **Modificato dall'autore il 24.09.2024 16:58**
>
> Così milioni di persone giovani passeranno avanti nei concorsi pubblici a molti italiani solo perchè più giovani.
> Gli italiani attempati verranno discriminati per l'età nei concorsi pubblici.
> Ricordo che a parità di punteggio nei concorsi passa avanti il più giovane.
> Se si aprono le frontiere potrebbe sembrare anti discriminatorio, ma peggiora le discriminazioni per età.
> Quindi o si sceglie di non discriminare in toto o non ha senso spendersi per approcci antidiscriminatori a senso unico.
Così imparano a votare giorgiah.
Non hanno mai imparato un cazzo in tutta la loro vita, figurarsi!

> Scritto da: Mattia
> > Boldrin promuove un referendum che propone una legge che permetterebbe agli stranieri di diventare cittadini italiani dopo 5 anni che abitano nel paese.
> >
> > Sito web: https://referendumcittadinanza.it/

> >
> > Grazie a questo referendum verranno ridotti da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni.
> >
> > Questa semplice modifica rappresenterebbe una conquista decisiva per la vita di molti cittadini di origine straniera (secondo le stime si tratterebbe di circa 2.500.000 persone) che, in questo Paese, non solo nascono e crescono, ma da anni vi abitano, lavorano e contribuiscono alla sua crescita.
> >
> > Partecipare agevolmente a percorsi di studio all’estero, rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive senza restrizioni, poter votare, poter partecipare a concorsi pubblici come tutti gli altri cittadini italiani. Diritti oggi negati.
> >
> > Il Referendum vuole allineare l’Italia ai maggiori paesi europei che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.
> >
> > Siamo figlie e figli d’Italia.
> >
> >
> >
> >
> > **Modificato dall'autore il 24.09.2024 16:58**
>
> Così milioni di persone giovani passeranno avanti nei concorsi pubblici a molti italiani solo perchè più giovani.
> Gli italiani attempati verranno discriminati per l'età nei concorsi pubblici.
> Ricordo che a parità di punteggio nei concorsi passa avanti il più giovane.
> Se si aprono le frontiere potrebbe sembrare anti discriminatorio, ma peggiora le discriminazioni per età.
> Quindi o si sceglie di non discriminare in toto o non ha senso spendersi per approcci antidiscriminatori a senso unico.
Così imparano a votare giorgiah.
Non hanno mai imparato un cazzo in tutta la loro vita, figurarsi!


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Non Autenticato
il 2024-09-24 17:06:18.0 alle 2024-09-24 17:06:18.0
Scritto da: Mattia
> Boldrin promuove un referendum che propone una legge che permetterebbe agli stranieri di diventare cittadini italiani dopo 5 anni che abitano nel paese.
>
> Sito web: https://referendumcittadinanza.it/
>
> Grazie a questo referendum verranno ridotti da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni.
>
> Questa semplice modifica rappresenterebbe una conquista decisiva per la vita di molti cittadini di origine straniera (secondo le stime si tratterebbe di circa 2.500.000 persone) che, in questo Paese, non solo nascono e crescono, ma da anni vi abitano, lavorano e contribuiscono alla sua crescita.
>
> Partecipare agevolmente a percorsi di studio all’estero, rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive senza restrizioni, poter votare, poter partecipare a concorsi pubblici come tutti gli altri cittadini italiani. Diritti oggi negati.
>
> Il Referendum vuole allineare l’Italia ai maggiori paesi europei che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.
>
> Siamo figlie e figli d’Italia.
>
>
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>
> **Modificato dall'autore il 24.09.2024 16:58**
Così milioni di persone giovani passeranno avanti nei concorsi pubblici a molti italiani solo perchè più giovani.
Gli italiani attempati verranno discriminati per l'età nei concorsi pubblici.
Ricordo che a parità di punteggio nei concorsi passa avanti il più giovane.
Se si aprono le frontiere potrebbe sembrare anti discriminatorio, ma peggiora le discriminazioni per età.
Quindi o si sceglie di non discriminare in toto o non ha senso spendersi per approcci antidiscriminatori a senso unico.
> Boldrin promuove un referendum che propone una legge che permetterebbe agli stranieri di diventare cittadini italiani dopo 5 anni che abitano nel paese.
>
> Sito web: https://referendumcittadinanza.it/

>
> Grazie a questo referendum verranno ridotti da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni.
>
> Questa semplice modifica rappresenterebbe una conquista decisiva per la vita di molti cittadini di origine straniera (secondo le stime si tratterebbe di circa 2.500.000 persone) che, in questo Paese, non solo nascono e crescono, ma da anni vi abitano, lavorano e contribuiscono alla sua crescita.
>
> Partecipare agevolmente a percorsi di studio all’estero, rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive senza restrizioni, poter votare, poter partecipare a concorsi pubblici come tutti gli altri cittadini italiani. Diritti oggi negati.
>
> Il Referendum vuole allineare l’Italia ai maggiori paesi europei che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.
>
> Siamo figlie e figli d’Italia.
>
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> **Modificato dall'autore il 24.09.2024 16:58**
Così milioni di persone giovani passeranno avanti nei concorsi pubblici a molti italiani solo perchè più giovani.
Gli italiani attempati verranno discriminati per l'età nei concorsi pubblici.
Ricordo che a parità di punteggio nei concorsi passa avanti il più giovane.
Se si aprono le frontiere potrebbe sembrare anti discriminatorio, ma peggiora le discriminazioni per età.
Quindi o si sceglie di non discriminare in toto o non ha senso spendersi per approcci antidiscriminatori a senso unico.
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Boldrin promuove un referendum che propone una legge che permetterebbe agli stranieri di diventare cittadini italiani dopo 5 anni che abitano nel paese.
Sito web: https://referendumcittadinanza.it/
Grazie a questo referendum verranno ridotti da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni.
Questa semplice modifica rappresenterebbe una conquista decisiva per la vita di molti cittadini di origine straniera (secondo le stime si tratterebbe di circa 2.500.000 persone) che, in questo Paese, non solo nascono e crescono, ma da anni vi abitano, lavorano e contribuiscono alla sua crescita.
Partecipare agevolmente a percorsi di studio all’estero, rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive senza restrizioni, poter votare, poter partecipare a concorsi pubblici come tutti gli altri cittadini italiani. Diritti oggi negati.
Il Referendum vuole allineare l’Italia ai maggiori paesi europei che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.
Siamo figlie e figli d’Italia.
**Modificato dall'autore il 24.09.2024 16:58**
Sito web: https://referendumcittadinanza.it/

Grazie a questo referendum verranno ridotti da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni.
Questa semplice modifica rappresenterebbe una conquista decisiva per la vita di molti cittadini di origine straniera (secondo le stime si tratterebbe di circa 2.500.000 persone) che, in questo Paese, non solo nascono e crescono, ma da anni vi abitano, lavorano e contribuiscono alla sua crescita.
Partecipare agevolmente a percorsi di studio all’estero, rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive senza restrizioni, poter votare, poter partecipare a concorsi pubblici come tutti gli altri cittadini italiani. Diritti oggi negati.
Il Referendum vuole allineare l’Italia ai maggiori paesi europei che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.
Siamo figlie e figli d’Italia.
**Modificato dall'autore il 24.09.2024 16:58**
Politica
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Non Autenticato
il 2024-09-20 00:37:28.0 alle 2024-09-20 00:37:28.0
Scritto da: Mattia
> C'è un'idea molto diffusa tra la gente, soprattutto tra gli italiani probabilmente, secondo cui uno stato si può considerare "libero" semplicemente se le elezioni sono libere, e tanto più il volere del popolo è rispettato, tanto più siamo in presenza di un sistema libero, non dittatoriale.
>
>
> In realtà, gli uomini di cultura considerano le libere elezioni soltanto come un tassello di uno stato libero. Gli altri tasselli, che sono ugualmente importanti (se non addirittura più importanti), si possono riassumere nell'applicazione del principio di sussidiarietà.
>
> La teoria del principio di sussidiarietà prevede quanto segue.
>
> Lo stato viene suddiviso in cantoni (stati autonomi, con potere legislativo e autonomia fiscale) e i cantoni a loro volta in comuni (con potere legislativo e autonomia fiscale), che a loro volta sono composti da individui liberi.
>
> A questo punto, si passa ad assegnare i compiti e le responsabilità, partendo dal basso, cioè dall'individuo, e andando man mano verso i livelli superiori. Ai comuni vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per i quali gli individui non sono adeguati, al cantone vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per cui non sono adeguati i comuni e al governo centrale vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per cui non sono adeguati i cantoni.
>
> Il risultato finale sarà che gli individui avranno molti poteri e responsabilità, mentre il governo centrale farà solo poche cose.
>
>
> Gli individui si gestiscono la propria vita privata e si occupano di fornire quei servizi individuali per i quali la libera iniziativa, il libero mercato, producono risultati soddisfacenti.
>
> Dal livello comunale via ci si occupa di cose che superano la dimensione della sfera individuale. Gli individui possono occuparsi di fare le strade? No. Possono occuparsene i comuni? Si. Quindi i comuni fanno le strade.
Certi comuni han meno abitanti di un condominio, non hanno soldi per far nulla e con le tasse raccolgono cifre risibili. Il principio va bene ma bisogna associarlo a un modo adatto per distribuire le entrate.
> I comuni possono occuparsi di strade di interesse cantonale (che collegano tra loro le diverse città del cantone)? No. Queste sono un compito del cantone.
>
> I cantoni possono occuparsi delle autostrade, che collegano tra loro i diversi cantoni e sono pensate per raggiungere i vari punti del territorio nazionale? No. Questa è una responsabilità del governo centrale.
>
>
>
> Insomma, credo che il concetto si sia capito. Se ci riflettete, probabilmente concluderete che una gran parte dei servizi pubblici possono essere di responsabilità cantonale e comunale, e che al governo centrale si possono lasciare veramente poche cose (esercito, autostrade, ferrovia nazionale, polizia nazionale e intelligence... cos'altro?). Se ci riflettete, anche le leggi devono essere nazionali solo se sono di interesse nazionale: per gran parte delle leggi il livello cantonale può tranquillamente funzionare.
>
> Ora occorre capire perché il principio di sussidiarietà è essenziale per creare un sistema libero, l'esatto contrario di una dittatura. Il motivo è che se non si segue questo modus operandi bottom-up per l'assegnazione dei compiti e le responsabilità, succederà probabilmente che un po' tutto finirà nelle mani del governo centrale, e si verrà quindi a creare un enorme monopolio che non lascia alternative ai cittadini.
>
> Supponiamo ad esempio di mettere l'intero sistema sanitario nelle mani del governo centrale. Se io ritengo che il rapporto qualità/costo del servizio sanitario sia pessimo, quale alternativa ho? È un cazzo di monopolio!
>
> Se invece la responsabilità viene lasciata ai cantoni, e i cantoni sono poniamo 50, allora ci sono 50 sistemi sanitari concorrenti, cosa ben diversa dal monopolio appena discusso. Se invece la responsabilità venisse addirittura lasciata alla singola città, in Italia avremmo 7'918 sistemi sanitari concorrenti.
>
>
> Se la dittatura è un sistema che mette tutti i poteri nelle mani di un solo individuo (o comunque di poche persone), allora l'esatto opposto è un sistema che applica il principio di sussidiarietà, frammentando il più possibile il potere. Solo in un sistema come questo la libertà di scelta dei cittadini viene massimizzata.
>
> Se in un determinato stato gli individui sono liberi di gestire la propria vita privata e l'iniziativa privata nell'economia è libera; se lo stato si occupa solo di servizi per la popolazione o di servizi individuali a fallimento di mercato; se i cittadini pagano il 90% delle imposte a comuni e cantoni e solo il 10% al governo centrale; se la maggior parte dei servizi pubblici vengono gestiti e forniti da comuni e cantoni e non dallo stato centrale; allora siamo in un sistema libero.
> Se questi criteri non sono soddisfatti, allora siamo in presenza di una dittatura, anche se le elezioni sono libere al 100%.
>
> Se invece tu, bastardo fascista, metti in piedi uno stato (magari di grandi dimensioni) dove il governo centrale decide e gestisce tutto, persino le vite private dei cittadini, e ogni aspetto della vita dei cittadini viene deciso attraverso decisioni democratiche di scala nazionale, allora hai creato una feroce DITTATURA, dalla quale abbiamo il diritto di difenderci con le armi. Quanto sento i tentacoli del governo sotto le lenzuola, allora significa che è arrivato il momento di armarsi.

> C'è un'idea molto diffusa tra la gente, soprattutto tra gli italiani probabilmente, secondo cui uno stato si può considerare "libero" semplicemente se le elezioni sono libere, e tanto più il volere del popolo è rispettato, tanto più siamo in presenza di un sistema libero, non dittatoriale.
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> In realtà, gli uomini di cultura considerano le libere elezioni soltanto come un tassello di uno stato libero. Gli altri tasselli, che sono ugualmente importanti (se non addirittura più importanti), si possono riassumere nell'applicazione del principio di sussidiarietà.
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> La teoria del principio di sussidiarietà prevede quanto segue.
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> Lo stato viene suddiviso in cantoni (stati autonomi, con potere legislativo e autonomia fiscale) e i cantoni a loro volta in comuni (con potere legislativo e autonomia fiscale), che a loro volta sono composti da individui liberi.
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> A questo punto, si passa ad assegnare i compiti e le responsabilità, partendo dal basso, cioè dall'individuo, e andando man mano verso i livelli superiori. Ai comuni vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per i quali gli individui non sono adeguati, al cantone vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per cui non sono adeguati i comuni e al governo centrale vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per cui non sono adeguati i cantoni.
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> Il risultato finale sarà che gli individui avranno molti poteri e responsabilità, mentre il governo centrale farà solo poche cose.
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> Gli individui si gestiscono la propria vita privata e si occupano di fornire quei servizi individuali per i quali la libera iniziativa, il libero mercato, producono risultati soddisfacenti.
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> Dal livello comunale via ci si occupa di cose che superano la dimensione della sfera individuale. Gli individui possono occuparsi di fare le strade? No. Possono occuparsene i comuni? Si. Quindi i comuni fanno le strade.
Certi comuni han meno abitanti di un condominio, non hanno soldi per far nulla e con le tasse raccolgono cifre risibili. Il principio va bene ma bisogna associarlo a un modo adatto per distribuire le entrate.
> I comuni possono occuparsi di strade di interesse cantonale (che collegano tra loro le diverse città del cantone)? No. Queste sono un compito del cantone.
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> I cantoni possono occuparsi delle autostrade, che collegano tra loro i diversi cantoni e sono pensate per raggiungere i vari punti del territorio nazionale? No. Questa è una responsabilità del governo centrale.
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> Insomma, credo che il concetto si sia capito. Se ci riflettete, probabilmente concluderete che una gran parte dei servizi pubblici possono essere di responsabilità cantonale e comunale, e che al governo centrale si possono lasciare veramente poche cose (esercito, autostrade, ferrovia nazionale, polizia nazionale e intelligence... cos'altro?). Se ci riflettete, anche le leggi devono essere nazionali solo se sono di interesse nazionale: per gran parte delle leggi il livello cantonale può tranquillamente funzionare.
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> Ora occorre capire perché il principio di sussidiarietà è essenziale per creare un sistema libero, l'esatto contrario di una dittatura. Il motivo è che se non si segue questo modus operandi bottom-up per l'assegnazione dei compiti e le responsabilità, succederà probabilmente che un po' tutto finirà nelle mani del governo centrale, e si verrà quindi a creare un enorme monopolio che non lascia alternative ai cittadini.
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> Supponiamo ad esempio di mettere l'intero sistema sanitario nelle mani del governo centrale. Se io ritengo che il rapporto qualità/costo del servizio sanitario sia pessimo, quale alternativa ho? È un cazzo di monopolio!
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> Se invece la responsabilità viene lasciata ai cantoni, e i cantoni sono poniamo 50, allora ci sono 50 sistemi sanitari concorrenti, cosa ben diversa dal monopolio appena discusso. Se invece la responsabilità venisse addirittura lasciata alla singola città, in Italia avremmo 7'918 sistemi sanitari concorrenti.
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> Se la dittatura è un sistema che mette tutti i poteri nelle mani di un solo individuo (o comunque di poche persone), allora l'esatto opposto è un sistema che applica il principio di sussidiarietà, frammentando il più possibile il potere. Solo in un sistema come questo la libertà di scelta dei cittadini viene massimizzata.
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> Se in un determinato stato gli individui sono liberi di gestire la propria vita privata e l'iniziativa privata nell'economia è libera; se lo stato si occupa solo di servizi per la popolazione o di servizi individuali a fallimento di mercato; se i cittadini pagano il 90% delle imposte a comuni e cantoni e solo il 10% al governo centrale; se la maggior parte dei servizi pubblici vengono gestiti e forniti da comuni e cantoni e non dallo stato centrale; allora siamo in un sistema libero.
> Se questi criteri non sono soddisfatti, allora siamo in presenza di una dittatura, anche se le elezioni sono libere al 100%.
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> Se invece tu, bastardo fascista, metti in piedi uno stato (magari di grandi dimensioni) dove il governo centrale decide e gestisce tutto, persino le vite private dei cittadini, e ogni aspetto della vita dei cittadini viene deciso attraverso decisioni democratiche di scala nazionale, allora hai creato una feroce DITTATURA, dalla quale abbiamo il diritto di difenderci con le armi. Quanto sento i tentacoli del governo sotto le lenzuola, allora significa che è arrivato il momento di armarsi.

Politica
C'è un'idea molto diffusa tra la gente, soprattutto tra gli italiani probabilmente, secondo cui uno stato si può considerare "libero" semplicemente se le elezioni sono libere, e tanto più il volere del popolo è rispettato, tanto più siamo in presenza di un sistema libero, non dittatoriale.
In realtà, gli uomini di cultura considerano le libere elezioni soltanto come un tassello di uno stato libero. Gli altri tasselli, che sono ugualmente importanti (se non addirittura più importanti), si possono riassumere nell'applicazione del principio di sussidiarietà.
La teoria del principio di sussidiarietà prevede quanto segue.
Lo stato viene suddiviso in cantoni (stati autonomi, con potere legislativo e autonomia fiscale) e i cantoni a loro volta in comuni (con potere legislativo e autonomia fiscale), che a loro volta sono composti da individui liberi.
A questo punto, si passa ad assegnare i compiti e le responsabilità, partendo dal basso, cioè dall'individuo, e andando man mano verso i livelli superiori. Ai comuni vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per i quali gli individui non sono adeguati, al cantone vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per cui non sono adeguati i comuni e al governo centrale vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per cui non sono adeguati i cantoni.
Il risultato finale sarà che gli individui avranno molti poteri e responsabilità, mentre il governo centrale farà solo poche cose.
Gli individui si gestiscono la propria vita privata e si occupano di fornire quei servizi individuali per i quali la libera iniziativa, il libero mercato, producono risultati soddisfacenti.
Dal livello comunale via ci si occupa di cose che superano la dimensione della sfera individuale. Gli individui possono occuparsi di fare le strade? No. Possono occuparsene i comuni? Si. Quindi i comuni fanno le strade.
I comuni possono occuparsi di strade di interesse cantonale (che collegano tra loro le diverse città del cantone)? No. Queste sono un compito del cantone.
I cantoni possono occuparsi delle autostrade, che collegano tra loro i diversi cantoni e sono pensate per raggiungere i vari punti del territorio nazionale? No. Questa è una responsabilità del governo centrale.
Insomma, credo che il concetto si sia capito. Se ci riflettete, probabilmente concluderete che una gran parte dei servizi pubblici possono essere di responsabilità cantonale e comunale, e che al governo centrale si possono lasciare veramente poche cose (esercito, autostrade, ferrovia nazionale, polizia nazionale e intelligence... cos'altro?). Se ci riflettete, anche le leggi devono essere nazionali solo se sono di interesse nazionale: per gran parte delle leggi il livello cantonale può tranquillamente funzionare.
Ora occorre capire perché il principio di sussidiarietà è essenziale per creare un sistema libero, l'esatto contrario di una dittatura. Il motivo è che se non si segue questo modus operandi bottom-up per l'assegnazione dei compiti e le responsabilità, succederà probabilmente che un po' tutto finirà nelle mani del governo centrale, e si verrà quindi a creare un enorme monopolio che non lascia alternative ai cittadini.
Supponiamo ad esempio di mettere l'intero sistema sanitario nelle mani del governo centrale. Se io ritengo che il rapporto qualità/costo del servizio sanitario sia pessimo, quale alternativa ho? È un cazzo di monopolio!
Se invece la responsabilità viene lasciata ai cantoni, e i cantoni sono poniamo 50, allora ci sono 50 sistemi sanitari concorrenti, cosa ben diversa dal monopolio appena discusso. Se invece la responsabilità venisse addirittura lasciata alla singola città, in Italia avremmo 7'918 sistemi sanitari concorrenti.
Se la dittatura è un sistema che mette tutti i poteri nelle mani di un solo individuo (o comunque di poche persone), allora l'esatto opposto è un sistema che applica il principio di sussidiarietà, frammentando il più possibile il potere. Solo in un sistema come questo la libertà di scelta dei cittadini viene massimizzata.
Se in un determinato stato gli individui sono liberi di gestire la propria vita privata e l'iniziativa privata nell'economia è libera; se lo stato si occupa solo di servizi per la popolazione o di servizi individuali a fallimento di mercato; se i cittadini pagano il 90% delle imposte a comuni e cantoni e solo il 10% al governo centrale; se la maggior parte dei servizi pubblici vengono gestiti e forniti da comuni e cantoni e non dallo stato centrale; allora siamo in un sistema libero.
Se questi criteri non sono soddisfatti, allora siamo in presenza di una dittatura, anche se le elezioni sono libere al 100%.
Se invece tu, bastardo fascista, metti in piedi uno stato (magari di grandi dimensioni) dove il governo centrale decide e gestisce tutto, persino le vite private dei cittadini, e ogni aspetto della vita dei cittadini viene deciso attraverso decisioni democratiche di scala nazionale, allora hai creato una feroce DITTATURA, dalla quale abbiamo il diritto di difenderci con le armi. Quanto sento i tentacoli del governo sotto le lenzuola, allora significa che è arrivato il momento di armarsi.
In realtà, gli uomini di cultura considerano le libere elezioni soltanto come un tassello di uno stato libero. Gli altri tasselli, che sono ugualmente importanti (se non addirittura più importanti), si possono riassumere nell'applicazione del principio di sussidiarietà.
La teoria del principio di sussidiarietà prevede quanto segue.
Lo stato viene suddiviso in cantoni (stati autonomi, con potere legislativo e autonomia fiscale) e i cantoni a loro volta in comuni (con potere legislativo e autonomia fiscale), che a loro volta sono composti da individui liberi.
A questo punto, si passa ad assegnare i compiti e le responsabilità, partendo dal basso, cioè dall'individuo, e andando man mano verso i livelli superiori. Ai comuni vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per i quali gli individui non sono adeguati, al cantone vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per cui non sono adeguati i comuni e al governo centrale vengono lasciati SOLO i poteri e le responsabilità per cui non sono adeguati i cantoni.
Il risultato finale sarà che gli individui avranno molti poteri e responsabilità, mentre il governo centrale farà solo poche cose.
Gli individui si gestiscono la propria vita privata e si occupano di fornire quei servizi individuali per i quali la libera iniziativa, il libero mercato, producono risultati soddisfacenti.
Dal livello comunale via ci si occupa di cose che superano la dimensione della sfera individuale. Gli individui possono occuparsi di fare le strade? No. Possono occuparsene i comuni? Si. Quindi i comuni fanno le strade.
I comuni possono occuparsi di strade di interesse cantonale (che collegano tra loro le diverse città del cantone)? No. Queste sono un compito del cantone.
I cantoni possono occuparsi delle autostrade, che collegano tra loro i diversi cantoni e sono pensate per raggiungere i vari punti del territorio nazionale? No. Questa è una responsabilità del governo centrale.
Insomma, credo che il concetto si sia capito. Se ci riflettete, probabilmente concluderete che una gran parte dei servizi pubblici possono essere di responsabilità cantonale e comunale, e che al governo centrale si possono lasciare veramente poche cose (esercito, autostrade, ferrovia nazionale, polizia nazionale e intelligence... cos'altro?). Se ci riflettete, anche le leggi devono essere nazionali solo se sono di interesse nazionale: per gran parte delle leggi il livello cantonale può tranquillamente funzionare.
Ora occorre capire perché il principio di sussidiarietà è essenziale per creare un sistema libero, l'esatto contrario di una dittatura. Il motivo è che se non si segue questo modus operandi bottom-up per l'assegnazione dei compiti e le responsabilità, succederà probabilmente che un po' tutto finirà nelle mani del governo centrale, e si verrà quindi a creare un enorme monopolio che non lascia alternative ai cittadini.
Supponiamo ad esempio di mettere l'intero sistema sanitario nelle mani del governo centrale. Se io ritengo che il rapporto qualità/costo del servizio sanitario sia pessimo, quale alternativa ho? È un cazzo di monopolio!
Se invece la responsabilità viene lasciata ai cantoni, e i cantoni sono poniamo 50, allora ci sono 50 sistemi sanitari concorrenti, cosa ben diversa dal monopolio appena discusso. Se invece la responsabilità venisse addirittura lasciata alla singola città, in Italia avremmo 7'918 sistemi sanitari concorrenti.
Se la dittatura è un sistema che mette tutti i poteri nelle mani di un solo individuo (o comunque di poche persone), allora l'esatto opposto è un sistema che applica il principio di sussidiarietà, frammentando il più possibile il potere. Solo in un sistema come questo la libertà di scelta dei cittadini viene massimizzata.
Se in un determinato stato gli individui sono liberi di gestire la propria vita privata e l'iniziativa privata nell'economia è libera; se lo stato si occupa solo di servizi per la popolazione o di servizi individuali a fallimento di mercato; se i cittadini pagano il 90% delle imposte a comuni e cantoni e solo il 10% al governo centrale; se la maggior parte dei servizi pubblici vengono gestiti e forniti da comuni e cantoni e non dallo stato centrale; allora siamo in un sistema libero.
Se questi criteri non sono soddisfatti, allora siamo in presenza di una dittatura, anche se le elezioni sono libere al 100%.
Se invece tu, bastardo fascista, metti in piedi uno stato (magari di grandi dimensioni) dove il governo centrale decide e gestisce tutto, persino le vite private dei cittadini, e ogni aspetto della vita dei cittadini viene deciso attraverso decisioni democratiche di scala nazionale, allora hai creato una feroce DITTATURA, dalla quale abbiamo il diritto di difenderci con le armi. Quanto sento i tentacoli del governo sotto le lenzuola, allora significa che è arrivato il momento di armarsi.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-09-04 14:38:41.0 alle 2024-09-04 14:38:41.0
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Ottima idea, lo proponevano già i 5 stelle ma devo ancora capire chi e cosa lo paga.
> >
> > Ci sono dei soldi nelle casse dello stato, giusto? Lascia perdere da dove vengono: ci sono dei soldi, punto.
>
> Nelle casse dello stato? E nessuno se li è ancora fregati?
Hanno il segno negativo davanti, per quello non li vuole nessuno.
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Ottima idea, lo proponevano già i 5 stelle ma devo ancora capire chi e cosa lo paga.
> >
> > Ci sono dei soldi nelle casse dello stato, giusto? Lascia perdere da dove vengono: ci sono dei soldi, punto.
>
> Nelle casse dello stato? E nessuno se li è ancora fregati?
Hanno il segno negativo davanti, per quello non li vuole nessuno.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-09-04 13:51:26.0 alle 2024-09-04 13:51:26.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Ottima idea, lo proponevano già i 5 stelle ma devo ancora capire chi e cosa lo paga.
>
> Ci sono dei soldi nelle casse dello stato, giusto? Lascia perdere da dove vengono: ci sono dei soldi, punto.
Nelle casse dello stato? E nessuno se li è ancora fregati?
> Scritto da:
> > Ottima idea, lo proponevano già i 5 stelle ma devo ancora capire chi e cosa lo paga.
>
> Ci sono dei soldi nelle casse dello stato, giusto? Lascia perdere da dove vengono: ci sono dei soldi, punto.
Nelle casse dello stato? E nessuno se li è ancora fregati?
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Politica
Scritto da:
> Ottima idea, lo proponevano già i 5 stelle ma devo ancora capire chi e cosa lo paga.
Ci sono dei soldi nelle casse dello stato, giusto? Lascia perdere da dove vengono: ci sono dei soldi, punto.
Svariati pensatori liberali hanno pensato che quei soldi, anziché essere spesi dallo stato per fare cose per i cittadini, potrebbero essere semplicemente ridistribuiti ai cittadini in parti uguali, così poi questi li spendono come vogliono loro.
Ovviamente non tutti i soldi, perché una parte di quelli li deve per forza spendere lo stato nei servizi pubblici, ma nella teoria liberale i servizi pubblici sono un concetto molto più ridotto rispetto all'uso che si fa spesso del termine.
Sono i servizi per la popolazione e non per il singolo individuo, quindi quelli che devono essere per forza pagati dal popolo e che non può pagare il singolo individuo.
Ad esempio, la protezione civile è un servizio pubblico, perché se rimuove le macerie di una frana da una strada non è che dia un servizio a un singolo individuo, ma alla collettività.
Il problema è che invece i socialisti chiamano tutto "servizio pubblico", anche le cose che in realtà seguono logiche individuali.
Ad esempio, il servizio sanitario non è un servizio pubblico. È un servizio per l'individuo. Infatti il medico prescrive terapie su misura per te, non è che cura la popolazione. Cura tanti individui diversi, ma si focalizza sui SINGOLI INDIVIDUI.
Il servizio taxi? Un altro esempio di roba che spesso viene considerata servizio pubblico, quando in realtà non lo è, perché un tassista dà un servizio a te, non al popolo. Ti porta dove vuoi tu e tu sganci la grana.
Essenzialmente, il concetto liberale è che nei servizi individuali si può applicare la libertà individuale, quindi è meglio dare soldi ai cittadini che poi li spendono come vogliono loro anziché farli spendere dallo stato.
Allo stato restano solo i VERI servizi pubblici, cioè i servizi per la popolazione, dove la libertà individuale non può essere applicata.
> Lo stato prende soldi dalle tasse, ne incanala una parte sul reddito di base distribuito ai cittadini, che li spendono e le aziende beneficiarie pagano le tasse. Bisognerebbe saper fare i calcoli.
Il calcolo l'ho già fatto io: costa 320 miliardi, ai quali si aggiungono 2 miliardi di assistenza sociale per dare dei sussidi aggiuntivi alle persone che anche con quei 500 euro al mese non raggiungono la sussistenza minima.
322 miliardi all'anno in totale, quindi.
Non sono soldi che si aggiungono alla spesa pubblica attuale, ma che sostituiscono una grossa fetta della spesa pubblica attuale.
Una volta che hai eliminato INPS, spesa sanitaria pubblica, spesa per l'istruzione pubblica, ecc ecc... hai trovato la copertura.
A bilancio dello stato devono restare solo i vigili del fuoco, la protezione civile, la polizia, le strade, le infrastrutture, ecc ecc...: quelli che sono davvero servizi per il popolo e non per l'individuo.
> > Tutti i cittadini (ricchi e poveri, giovani e anziani) ricevono ad esempio 500 euro al mese dallo stato.
>
> Non bastano. Già con mille la possibilità di metterne da parte una parte è limitata.
I 500 euro si aggiungono al tuo reddito da lavoro. Devi anche calcolare che non solo lo stato ti aiuta in età da lavoro dandoti questi 500 euro, ma continua ad aiutarti anche da pensionato. In età da lavoro ti aiutano a mettere via soldi, da pensionato ti aiutano perché si aggiungono ai tuoi risparmi privati.
Se poi uno vive per tutta la vita di assistenza sociale e non combina niente, è giusto che una volta pensionato si prenda solo i suoi 1'000 euro (500 euro di reddito di base universale + 300 euro di assistenza sociale + 200 euro di bonus pensione).
**Modificato dall'autore il 04.09.2024 12:06**
> Ottima idea, lo proponevano già i 5 stelle ma devo ancora capire chi e cosa lo paga.
Ci sono dei soldi nelle casse dello stato, giusto? Lascia perdere da dove vengono: ci sono dei soldi, punto.
Svariati pensatori liberali hanno pensato che quei soldi, anziché essere spesi dallo stato per fare cose per i cittadini, potrebbero essere semplicemente ridistribuiti ai cittadini in parti uguali, così poi questi li spendono come vogliono loro.
Ovviamente non tutti i soldi, perché una parte di quelli li deve per forza spendere lo stato nei servizi pubblici, ma nella teoria liberale i servizi pubblici sono un concetto molto più ridotto rispetto all'uso che si fa spesso del termine.
Sono i servizi per la popolazione e non per il singolo individuo, quindi quelli che devono essere per forza pagati dal popolo e che non può pagare il singolo individuo.
Ad esempio, la protezione civile è un servizio pubblico, perché se rimuove le macerie di una frana da una strada non è che dia un servizio a un singolo individuo, ma alla collettività.
Il problema è che invece i socialisti chiamano tutto "servizio pubblico", anche le cose che in realtà seguono logiche individuali.
Ad esempio, il servizio sanitario non è un servizio pubblico. È un servizio per l'individuo. Infatti il medico prescrive terapie su misura per te, non è che cura la popolazione. Cura tanti individui diversi, ma si focalizza sui SINGOLI INDIVIDUI.
Il servizio taxi? Un altro esempio di roba che spesso viene considerata servizio pubblico, quando in realtà non lo è, perché un tassista dà un servizio a te, non al popolo. Ti porta dove vuoi tu e tu sganci la grana.
Essenzialmente, il concetto liberale è che nei servizi individuali si può applicare la libertà individuale, quindi è meglio dare soldi ai cittadini che poi li spendono come vogliono loro anziché farli spendere dallo stato.
Allo stato restano solo i VERI servizi pubblici, cioè i servizi per la popolazione, dove la libertà individuale non può essere applicata.
> Lo stato prende soldi dalle tasse, ne incanala una parte sul reddito di base distribuito ai cittadini, che li spendono e le aziende beneficiarie pagano le tasse. Bisognerebbe saper fare i calcoli.
Il calcolo l'ho già fatto io: costa 320 miliardi, ai quali si aggiungono 2 miliardi di assistenza sociale per dare dei sussidi aggiuntivi alle persone che anche con quei 500 euro al mese non raggiungono la sussistenza minima.
322 miliardi all'anno in totale, quindi.
Non sono soldi che si aggiungono alla spesa pubblica attuale, ma che sostituiscono una grossa fetta della spesa pubblica attuale.
Una volta che hai eliminato INPS, spesa sanitaria pubblica, spesa per l'istruzione pubblica, ecc ecc... hai trovato la copertura.
A bilancio dello stato devono restare solo i vigili del fuoco, la protezione civile, la polizia, le strade, le infrastrutture, ecc ecc...: quelli che sono davvero servizi per il popolo e non per l'individuo.
> > Tutti i cittadini (ricchi e poveri, giovani e anziani) ricevono ad esempio 500 euro al mese dallo stato.
>
> Non bastano. Già con mille la possibilità di metterne da parte una parte è limitata.
I 500 euro si aggiungono al tuo reddito da lavoro. Devi anche calcolare che non solo lo stato ti aiuta in età da lavoro dandoti questi 500 euro, ma continua ad aiutarti anche da pensionato. In età da lavoro ti aiutano a mettere via soldi, da pensionato ti aiutano perché si aggiungono ai tuoi risparmi privati.
Se poi uno vive per tutta la vita di assistenza sociale e non combina niente, è giusto che una volta pensionato si prenda solo i suoi 1'000 euro (500 euro di reddito di base universale + 300 euro di assistenza sociale + 200 euro di bonus pensione).
**Modificato dall'autore il 04.09.2024 12:06**
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il 2024-09-04 10:42:15.0 alle 2024-09-04 10:42:15.0
> Una volta anche la demografia era così: a forma di piramide. Le pensioni erano state pensate per quella demografia.
>
> Adesso la demografia non è più così, e per riuscire a ricreare oggi una demografia a piramide le opzioni sono due: o si fanno un sacco di figli, o si fanno entrare un sacco di giovani immigrati. Il problema è che poi anche questi andranno in pensione, quindi bisognerà poi aumentare ulteriormente il numero di figli o di immigrati. Un circolo vizioso!
> Il problema sapete qual è, oltretutto? Che per via dei problemi ambientali, noi di figli dovremmo farne pochi. Cioè, se noi ci mettessimo a fare un sacco di figli per salvare il sistema pensionistico, poi avremmo maggiori problemi ambientali.
Esatto. Far entrare immigrati peggiorerà a lungo termine (una generazione) la situazione.
> Insomma, questo sistema piramidale non è gestibile sul lungo periodo e tutti quanti sono focalizzati solo sul risolvere i problemi di corto-medio periodo. Se uno guarda il lungo periodo, capisce che la soluzione è una sola: abolire le pensioni.
O passare a un sistema in cui
- i contributi che riceve l'INPS li investe
- ricevi in base ai contributi versati (già così)
- la tua pensione viene pagata con i soldi che hai accumulato
l'equivalente di mettere da parte i propri soldi e investirli, come ha fatto il padre di Yoda, con la differenza che lo fa l'INPS per te perché se dovessi farlo tu sbaglieresti investimenti (io che ho giocato in borsa, toccando con mano diversi modi sbagliati di giocarsi i soldi e anche qualcuno giusto) o ti mangeresti i soldi in voluttà varie (come fa il figlio del padre di Yoda).
> il Reddito di Base Universale.
Ottima idea, lo proponevano già i 5 stelle ma devo ancora capire chi e cosa lo paga.
Lo stato prende soldi dalle tasse, ne incanala una parte sul reddito di base distribuito ai cittadini, che li spendono e le aziende beneficiarie pagano le tasse. Bisognerebbe saper fare i calcoli.
In Italia i partiti socialistoidi proporrebbero però di legare quel reddito di base al'ISEE, ingabugliando la cosa e creando una classe di persone che lo paga ma non lo percepisce.
> Tutti i cittadini (ricchi e poveri, giovani e anziani) ricevono ad esempio 500 euro al mese dallo stato.
Non bastano. Già con mille la possibilità di metterne da parte una parte è limitata.
> A quel punto lo stato non ti deve più nulla. La pensione te la fai privatamente: un fondo o un conto in cui vai a mettere parte del tuo stipendio e che puoi dedurre quando fai la dichiarazione del reddito per le imposte.
Vedi però sopra.
> Una volta che deciderai di andare in pensione, avrai i tuoi 500 euro al mese (come tutti gli altri cittadini) + il tuo risparmio privato. Nota bene: QUANDO DECIDERAI. Il vantaggio del sistema è anche questo: decidi tu quando andare in pensione, non lo stato. Se uno è soddisfatto dei suoi risparmi a 57 anni, può andare in pensione.
L'ho sempre proposto pure io.
> Non urlate, non spingete, ci abbiamo pensato anche io e Kevin a questo: è vero che ALCUNI anziani in questo sistema potrebbero trovarsi in una situazione precaria, ed è per questo che io e Kevin abbiamo previsto anche un sistema di assistenza sociale che fornisce aiuti mirati ai pensionati che non hanno abbastanza soldi per provvedere a loro stessi.
> Mi dispiace per i sognatori, ma i tempi delle pensioni d'oro è finito. Non è più sostenibile questo sistema. Dobbiamo pensare all'intera popolazione!
Tempo fa ho scritto che il sistema pensionistico attuale è uno schema piramidale, spavantando sassofono.
P.S. Il successone che in Italia continua ad avere il PD è perché è il partito di quelli che stan bene così e non vogliono che si cambi nulla. Una qualsiasi riforma dovrebbe passare su di loro, o essere una soluzione così brillante da convincerli.
>
> Adesso la demografia non è più così, e per riuscire a ricreare oggi una demografia a piramide le opzioni sono due: o si fanno un sacco di figli, o si fanno entrare un sacco di giovani immigrati. Il problema è che poi anche questi andranno in pensione, quindi bisognerà poi aumentare ulteriormente il numero di figli o di immigrati. Un circolo vizioso!
> Il problema sapete qual è, oltretutto? Che per via dei problemi ambientali, noi di figli dovremmo farne pochi. Cioè, se noi ci mettessimo a fare un sacco di figli per salvare il sistema pensionistico, poi avremmo maggiori problemi ambientali.
Esatto. Far entrare immigrati peggiorerà a lungo termine (una generazione) la situazione.
> Insomma, questo sistema piramidale non è gestibile sul lungo periodo e tutti quanti sono focalizzati solo sul risolvere i problemi di corto-medio periodo. Se uno guarda il lungo periodo, capisce che la soluzione è una sola: abolire le pensioni.
O passare a un sistema in cui
- i contributi che riceve l'INPS li investe
- ricevi in base ai contributi versati (già così)
- la tua pensione viene pagata con i soldi che hai accumulato
l'equivalente di mettere da parte i propri soldi e investirli, come ha fatto il padre di Yoda, con la differenza che lo fa l'INPS per te perché se dovessi farlo tu sbaglieresti investimenti (io che ho giocato in borsa, toccando con mano diversi modi sbagliati di giocarsi i soldi e anche qualcuno giusto) o ti mangeresti i soldi in voluttà varie (come fa il figlio del padre di Yoda).
> il Reddito di Base Universale.
Ottima idea, lo proponevano già i 5 stelle ma devo ancora capire chi e cosa lo paga.
Lo stato prende soldi dalle tasse, ne incanala una parte sul reddito di base distribuito ai cittadini, che li spendono e le aziende beneficiarie pagano le tasse. Bisognerebbe saper fare i calcoli.
In Italia i partiti socialistoidi proporrebbero però di legare quel reddito di base al'ISEE, ingabugliando la cosa e creando una classe di persone che lo paga ma non lo percepisce.
> Tutti i cittadini (ricchi e poveri, giovani e anziani) ricevono ad esempio 500 euro al mese dallo stato.
Non bastano. Già con mille la possibilità di metterne da parte una parte è limitata.
> A quel punto lo stato non ti deve più nulla. La pensione te la fai privatamente: un fondo o un conto in cui vai a mettere parte del tuo stipendio e che puoi dedurre quando fai la dichiarazione del reddito per le imposte.
Vedi però sopra.
> Una volta che deciderai di andare in pensione, avrai i tuoi 500 euro al mese (come tutti gli altri cittadini) + il tuo risparmio privato. Nota bene: QUANDO DECIDERAI. Il vantaggio del sistema è anche questo: decidi tu quando andare in pensione, non lo stato. Se uno è soddisfatto dei suoi risparmi a 57 anni, può andare in pensione.
L'ho sempre proposto pure io.
> Non urlate, non spingete, ci abbiamo pensato anche io e Kevin a questo: è vero che ALCUNI anziani in questo sistema potrebbero trovarsi in una situazione precaria, ed è per questo che io e Kevin abbiamo previsto anche un sistema di assistenza sociale che fornisce aiuti mirati ai pensionati che non hanno abbastanza soldi per provvedere a loro stessi.
> Mi dispiace per i sognatori, ma i tempi delle pensioni d'oro è finito. Non è più sostenibile questo sistema. Dobbiamo pensare all'intera popolazione!
Tempo fa ho scritto che il sistema pensionistico attuale è uno schema piramidale, spavantando sassofono.
P.S. Il successone che in Italia continua ad avere il PD è perché è il partito di quelli che stan bene così e non vogliono che si cambi nulla. Una qualsiasi riforma dovrebbe passare su di loro, o essere una soluzione così brillante da convincerli.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-09-04 00:18:05.0 alle 2024-09-04 00:18:05.0
Kevin chi cazzo è ?
McCallister?
Sei un vecchio fissato con il passato
McCallister?
Sei un vecchio fissato con il passato
Vieni anche tu a scuola in Svezia!
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/11/swedish-journalist-teachers-have-given-up-rising-school-violence/
Qui accettiamo qualunque tipo di animale! Non facciamo discriminazioni noi! Mica siamo razzisti!!!
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-09-03 17:54:49.0 alle 2024-09-03 17:54:49.0
Assolutamente d'accordo che il sistema pensionistico sia al tracollo.
Benchè pensi che il welfare sia meglio pubblico e universale, ad esempio per l'istruzione. Questo non sarebbe un bene per le pensioni. IL sistema a ripartizione non regge per questioni demografiche e sociali, ad esempio i giovani emigrano per togliersi di dosso gli oneri di dover contribuire al debito pubblico creato da generazioni precedenti, soprattutto da politici democristiani, socialisti e comunisti.
Che fare allora? Passare da un sistema a ripartizione a uno a capitalizzazione, pubblico o anche privato come in australia.Magari controassicurato dallo stato in caso di truffe.
Si libererebbero enormi capitali pronti ad essere investiti per l'innovazione del paese.
Tenendo presente che il sistema a ripartizione attuale per reggersi in piedi deve attuare forzatura ragioneristiche abominevoli, ad esempio disincintivare il lavoro di 30-40-50 enni per promuovere quello dei ventenni , questo per poter accumulare piu' contributi e salvare i conti.
Per salare i pensionati si macellano quelli di mezza età. Per attuare una misura "umanitaria" verso i pensionati si massacrano altre persone. Perchè la spinta umanitaria non c'è proprio, c'è solo il fatto che la maggior parte degli iscritti al sindacato sono pensionati e nel nostro paese chi detta legge è il sindacato che ricatta ogni governo con la minaccia dello sciopero generale a cui spesso i presidenti della repubblica abdicano remissivamente.
Politica



https://forum.termometropolitico.it/864085-pension...

Scritto da Dario:
> E piantala di sottolineare quanto ti piacciano i bambini, ti fanno vedere sotto una luce trucida.
Guardati il film "For a lost soldier" ("Per un soldato perduto", tratto dal libro autobiografico di un famoso coreografo... lui è il bambino del film), però promettimi di non commuoverti! Piacerà sicuramente anche ad @Antonio Banderas, a @Triangolo nero e al @Conte Oliver.
Politica
https://forum.termometropolitico.it/864085-pension... 
Nell'immagine sotto, una delle meraviglie del mondo.


Ops... volevo dire questa.


Una volta anche la demografia era così: a forma di piramide. Le pensioni erano state pensate per quella demografia.
Adesso la demografia non è più così, e per riuscire a ricreare oggi una demografia a piramide le opzioni sono due: o si fanno un sacco di figli, o si fanno entrare un sacco di giovani immigrati. Il problema è che poi anche questi andranno in pensione, quindi bisognerà poi aumentare ulteriormente il numero di figli o di immigrati. Un circolo vizioso!
Il problema sapete qual è, oltretutto? Che per via dei problemi ambientali, noi di figli dovremmo farne pochi. Cioè, se noi ci mettessimo a fare un sacco di figli per salvare il sistema pensionistico, poi avremmo maggiori problemi ambientali.
Inoltre, tutti sanno che io odio i bambini, e non potrei proprio sopportare un ambiente pieno di mocciosi!
Insomma, questo sistema piramidale non è gestibile sul lungo periodo e tutti quanti sono focalizzati solo sul risolvere i problemi di corto-medio periodo. Se uno guarda il lungo periodo, capisce che la soluzione è una sola: abolire le pensioni.
Si, lo so cosa state pensando. "Robert Owen... sei cattivo! Vuoi lasciare gli anziani senza sussistenza oppure obbligarli a lavorare fino alla morte!".
No, non è così! Chi si sintonizza spesso sul canale "L'angolo di Robert&Kevin", dovrebbe sapere che io e Kevin abbiamo proposto uno strumento che andrebbe a rimpiazzare l'INPS e pure una parte dei servizi pubblici: il Reddito di Base Universale.
Tutti i cittadini (ricchi e poveri, giovani e anziani) ricevono ad esempio 500 euro al mese dallo stato. A quel punto lo stato non ti deve più nulla. La pensione te la fai privatamente: un fondo o un conto in cui vai a mettere parte del tuo stipendio e che puoi dedurre quando fai la dichiarazione del reddito per le imposte.
Una volta che deciderai di andare in pensione, avrai i tuoi 500 euro al mese (come tutti gli altri cittadini) + il tuo risparmio privato. Nota bene: QUANDO DECIDERAI. Il vantaggio del sistema è anche questo: decidi tu quando andare in pensione, non lo stato. Se uno è soddisfatto dei suoi risparmi a 57 anni, può andare in pensione.
Non urlate, non spingete, ci abbiamo pensato anche io e Kevin a questo: è vero che ALCUNI anziani in questo sistema potrebbero trovarsi in una situazione precaria, ed è per questo che io e Kevin abbiamo previsto anche un sistema di assistenza sociale che fornisce aiuti mirati ai pensionati che non hanno abbastanza soldi per provvedere a loro stessi.
Già adesso questo sistema viene applicato in Svizzera, dove le pensioni statali sono poca roba, ma poi comunque per chi non riesce a mettere da parte abbastanza soldi con le pensioni private entra in ballo l'assistenza sociale che versa ulteriori sussidi, così da arrivare a una sussistenza minima.
Mi dispiace per i sognatori, ma i tempi delle pensioni d'oro è finito. Non è più sostenibile questo sistema. Dobbiamo pensare all'intera popolazione!

Nell'immagine sotto, una delle meraviglie del mondo.
Ops... volevo dire questa.

Una volta anche la demografia era così: a forma di piramide. Le pensioni erano state pensate per quella demografia.
Adesso la demografia non è più così, e per riuscire a ricreare oggi una demografia a piramide le opzioni sono due: o si fanno un sacco di figli, o si fanno entrare un sacco di giovani immigrati. Il problema è che poi anche questi andranno in pensione, quindi bisognerà poi aumentare ulteriormente il numero di figli o di immigrati. Un circolo vizioso!
Il problema sapete qual è, oltretutto? Che per via dei problemi ambientali, noi di figli dovremmo farne pochi. Cioè, se noi ci mettessimo a fare un sacco di figli per salvare il sistema pensionistico, poi avremmo maggiori problemi ambientali.
Inoltre, tutti sanno che io odio i bambini, e non potrei proprio sopportare un ambiente pieno di mocciosi!
Insomma, questo sistema piramidale non è gestibile sul lungo periodo e tutti quanti sono focalizzati solo sul risolvere i problemi di corto-medio periodo. Se uno guarda il lungo periodo, capisce che la soluzione è una sola: abolire le pensioni.
Si, lo so cosa state pensando. "Robert Owen... sei cattivo! Vuoi lasciare gli anziani senza sussistenza oppure obbligarli a lavorare fino alla morte!".
No, non è così! Chi si sintonizza spesso sul canale "L'angolo di Robert&Kevin", dovrebbe sapere che io e Kevin abbiamo proposto uno strumento che andrebbe a rimpiazzare l'INPS e pure una parte dei servizi pubblici: il Reddito di Base Universale.
Tutti i cittadini (ricchi e poveri, giovani e anziani) ricevono ad esempio 500 euro al mese dallo stato. A quel punto lo stato non ti deve più nulla. La pensione te la fai privatamente: un fondo o un conto in cui vai a mettere parte del tuo stipendio e che puoi dedurre quando fai la dichiarazione del reddito per le imposte.
Una volta che deciderai di andare in pensione, avrai i tuoi 500 euro al mese (come tutti gli altri cittadini) + il tuo risparmio privato. Nota bene: QUANDO DECIDERAI. Il vantaggio del sistema è anche questo: decidi tu quando andare in pensione, non lo stato. Se uno è soddisfatto dei suoi risparmi a 57 anni, può andare in pensione.
Non urlate, non spingete, ci abbiamo pensato anche io e Kevin a questo: è vero che ALCUNI anziani in questo sistema potrebbero trovarsi in una situazione precaria, ed è per questo che io e Kevin abbiamo previsto anche un sistema di assistenza sociale che fornisce aiuti mirati ai pensionati che non hanno abbastanza soldi per provvedere a loro stessi.
Già adesso questo sistema viene applicato in Svizzera, dove le pensioni statali sono poca roba, ma poi comunque per chi non riesce a mettere da parte abbastanza soldi con le pensioni private entra in ballo l'assistenza sociale che versa ulteriori sussidi, così da arrivare a una sussistenza minima.
Mi dispiace per i sognatori, ma i tempi delle pensioni d'oro è finito. Non è più sostenibile questo sistema. Dobbiamo pensare all'intera popolazione!