NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
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http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Politica
Dopo essere stato avvelenato dagli scagnozzi di Putin, questo qui ha il coraggio di ritornare nella tana del Leone.
https://www.ilpost.it/2021/01/13/alexei-navalny-ri... 
Qualsiasi cosa si pensi di lui politicamente, o di Putin, e` innegabile che questo qui abbia due palle d'acciaio, credo siano pochi quelli che avrebbero osato tanto.
E si in caso gli succedesse qualcosa, i fari internazionali saranno puntati su di lui, ma e` questa un'assicurazione sufficiente su cui puntereste la vostra vita e potenzialmente quella dei vostri cari?
https://forum.termometropolitico.it/813191-le-pall...

Qualsiasi cosa si pensi di lui politicamente, o di Putin, e` innegabile che questo qui abbia due palle d'acciaio, credo siano pochi quelli che avrebbero osato tanto.
E si in caso gli succedesse qualcosa, i fari internazionali saranno puntati su di lui, ma e` questa un'assicurazione sufficiente su cui puntereste la vostra vita e potenzialmente quella dei vostri cari?
https://forum.termometropolitico.it/813191-le-pall...
Politica
Nel suo primo giorno di lavoro, la prima cosa che ha fatto è stato revocare il permesso per la costruzione del gasdotto noto come "Keystone Pipeline":
https://en.wikipedia.org/wiki/Keystone_Pipeline 
https://www.dw.com/en/with-a-pen-stroke-president-...
**Modificato dall'autore il 23.01.2021 01:47**

https://www.dw.com/en/with-a-pen-stroke-president-...

**Modificato dall'autore il 23.01.2021 01:47**
Politica
Scritto da: Alessandrox
> ____________________________
> 🔴 Julian ASSANGE:
> "Se il futuro di Internet sarà Google, questo dovrebbe preoccupare seriamente le persone di tutto il mondo".
> Google non è quello che sembra!
> 🔻
> https://wikileaks.org/google-is-not-what-it-seems/
Riassunto?
> ____________________________
> 🔴 Julian ASSANGE:
> "Se il futuro di Internet sarà Google, questo dovrebbe preoccupare seriamente le persone di tutto il mondo".
> Google non è quello che sembra!
> 🔻
> https://wikileaks.org/google-is-not-what-it-seems/

Riassunto?
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2021-01-23 01:11:52.0 alle 2021-01-23 01:11:52.0
Scritto da: Alessandrox
> 🔴 Julian ASSANGE:
> "Se il futuro di Internet sarà Google, questo dovrebbe preoccupare seriamente le persone di tutto il mondo".
> Google non è quello che sembra!
> 🔻
> https://wikileaks.org/google-is-not-what-it-seems/
Curioso, non nomina Trump nemmeno una volta
> 🔴 Julian ASSANGE:
> "Se il futuro di Internet sarà Google, questo dovrebbe preoccupare seriamente le persone di tutto il mondo".
> Google non è quello che sembra!
> 🔻
> https://wikileaks.org/google-is-not-what-it-seems/

Curioso, non nomina Trump nemmeno una volta
E TU Lo Sai o no?
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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Politica
Scritto da:
> È impossibile che tutti abbiano gli stessi interessi, per cui non esiste un "bene comune" (espressione che è una delle esche del PD).
È il fondamento del pensiero liberale.
> "È impossibile che tutti abbiano gli stessi interessi" non implica che sia impossibile fare gli interessi di tutti.
>
> Ci sono interessi diversi, e bisogna sforzarsi di farli coesistere.
>
> Allo stato conviene per quento possibile cercare di fare gli interessi di tutti, nessuno escluso, altrimenti esisteranno sempre categorie insoddisfatte che agitano la barca per far cadere qualcuno
> in acqua, nella migliore delle ipotesi. Ad esempio io appartengo simultaneamente ad almeno due categorie di insoddisfatti.
È impossibile fare gli interessi di tutti.
Un ragionamento che sembra logico, per fare un esempio, è che se gli omosessuali possono sposarsi come gli eterosessuali poi tutti sono contenti.
Errato, perché poi si lamentano i destroidi! Sono stupidi? Sì, ma questo non toglie che un partito che fa le unioni civili perde il consenso dei destroidi, quindi è assolutamente vero che non puoi accontentare tutta la popolazione. Devi decidere se accontetare gli omosessuali o i destroidi.
Sembra anche logico che uno stato antirazzista fa gli interessi di tutti, perché se nessuno può essere discriminato per via della sua razza tutti ci guadagnano, perché nessuno rischia di vedersi calpestare i propri diritti (come successe agli ebrei nel nazismo).
Invece no, perché poi i razzisti si lamentano, visto che loro vogliono discriminare su base razziale.
Quindi i partiti antirazzisti non solo non hanno il consenso dei razzisti, ma vengono addirittura odiati, come stiamo vedendo in questi ultimi anni.
Quindi no, non esiste il bene del popolo, ma solo interessi in conflitto. Se fai gli interessi degli imprenditori allora significa che non stai facendo appieno gli interessi dei consumatori. Io voglio fare appieno gli interessi dei consumatori, perché questo è l'unico approccio che può portare verso il mondo utopico in cui le macchine producono e noi consumiamo senza lavorare.
Chi pensa ai diritti dei lavoratori frena il progresso, perché è incline a dire che l'automazione è un male perché riduce i posti di lavoro, quindi spinge per il mantenimento dei vecchi sistemi.
Chi pensa ai diritti degli imprenditori apprezza l'automazione perché permette alle aziende di aumentare i profitti tagliando i costi del lavoro.
Però se sono gli imprenditori a beneficiare dell'automazione i consumatori non beneficiano automaticamente di una situazione di minore scarsità, perché gli imprenditori possono tenere i prezzi allo stesso livello di primo creando artificialmente la stessa scarsità di prima.
Domanda: perché non possono essere i consumatori finalmente a beneficiare del progresso?
Vogliamo parlare di "bene del popolo"? Ok, allora ti dico che fare il bene del popolo significa creare dei servizi pubblici che fanno ampiamente uso dell'automazione e che abbassano i prezzi man mano che i costi di produzione scendono, in maniera tale che i prezzi riflettano la reale scarsità.
Si chiama "ottimo paretiano": è la situazione in cui l'allocazione delle risorse è ottimale perché i prezzi riflettono la scarsità.
Quegli scemi dei liberisti pensavano che si sarebbe arrivati all'ottimo paretiano con il libero mercato, perché la teoria dice che man mano che la concorrenza aumenta si va verso l'ottimo paretiano.
Però, come ripete continuamente CapitanFracassa in termometropolitico, gli imprenditori NON VOGLIONO arrivare all'ottimo paretiano, perché non guadagnano un cazzo se si va verso quella situazione.
Quindi gli imprenditori cercheranno sempre di fare in modo che non si crei troppa concorrenza, anche giocando sporco.
In ogni caso, se si andasse verso l'ottimo paretiano molte aziende chiuderebbero perché fanno pochi profitti, quindi si ritornerebbe all'oligopolio.
La questione è chiara: gli imprenditori hanno un solo obbiettivo, cioè il profitto, quindi non si arriverà mai all'ottimo paretiano e questo quegli scemi dei liberisti non lo capiscono.
Occorre quindi che sia lo stato a creare l'ottimo paretiano col servizio pubblico.
Questo nella mia testa significa fare l'interesse del popolo, ma so già che gli imprenditori sbatterebbero i piedi se si facesse una cosa simile (e con essi i liberisti), per questo non credo nel "bene del popolo" né mi interessa farlo: mi interessa fare ciò che per me è eticamente giusto, ma ne sbatto il cazzo di accontentare tutti.
> A me non basta per sentirmi affratellato alle masse. Oltretutto sotto sotto disprezzo i "consumatori" e detesto coloro che stanno bene come tali.
Se disprezzi i consumatori allora disprezzi te stesso, perché ci sono due cose che accomunano tutti gli esseri umani: tutti prima o poi muiono e tutti sono consumatori, perché se non consumano muiono precocemente.
Il fatto è che fare gli interessi dei consumatori in teoria significa veramente fare gli interessi dell'umanità, ma visto che tra i consumatori ci sono anche imprenditori che ci guadagnano PER VIA DEL FATTO CHE NON SI ARRIVERÀ MAI ALL'OTTIMO PARETIANO essi spingono per mantenere la loro condizione privilegiata, perché la povertà degli altri è la loro ricchezza.
Io capisco che un bastardo privilegiato voglia mentenere le proprie condizioni, ma gli altri se non sono stupidi fanno anche i loro interessi. Al di là di fare i propri interessi, a me fa proprio moralmente schifo il fatto che qualcuno stia male per far star bene qualcun'altro.
Perché è esattamente così: se non ci si sforza di arrivare all'ottimo paretiano molte persone verranno tenute artificialmente povere.
> Quello che dico io, fin dai tempi in cui mi sono trovato incastrato in una società insieme a persone non adatte, è che lo stupido è uno che continua a giocare secondo le regole anche quando si accorge che sono state fatte per fregarlo.
Esatto e visto che non ci facciamo fregare vogliamo che lo stato crei l'ottimo paretiano ATTIVAMENTE, perché le teorie liberiste sono state smentite: la concorrenza non sta aumentando, si stanno formando grossi oligopoli. Il libero mercato non porta all'ottimo paretiano.
> Quando il patto sociale viene meno e i fregati sono le persone più attive possono anche decidere di rompere le regole. Tutta questa gente capace di sfilarti i soldi di tasca con abili giochi finanziari resterà sbigottita quando i fregati ricorreranno alle armi, e se uno che prende le armi è un criminale, molti che lo fanno sono una rivoluzione. Per questo bisognerebbe avere in casa almeno un AK 47: nel'attuale sistema, in cui i grandi ricchi usano i poveri a spese della classe media, il numero degli insoddisfatti sale.
L'AK-47 bisogna usarlo per via del fatto che gli stati continuano a leccare il culo ai padroni degli oligopoli portando avanti teorie più o meno liberiste che si sono rivelate fallimentari.
Bisogna sparare finquando non mettono nell'agenda politica l'ottimo paretiano!
Tu invece stai dando un motivo per rigettare le armi: il fatto che i bastardi privilegiati possano utilizzare le armi per mantenere i propri privilegi non è una buona cosa.
Infatti come ho detto più volte le armi possono essere una buona cosa o una cattiva cosa a dipendenza dei fini per i quali vengono usate e visto che gli esseri umani sono stupidi le usano quasi sempre per degli scopi malevoli: gli armati sono i privilegiati e i prepotenti, non gli oppressi.
Gli imprenditori che sparano perché non fanno più profitti sono paragonabili ai politici che sparano perché non ricevono più il vitalizio o agli schiavisti che sparano perché non possono più usare schiavi.
Sicuramente per chi è cresciuto a pane è liberismo questa cazzata ha senso, ma i socialisti sono stufi dei bastardi privilegiati prepotenti.
> Solo dei grandi imprenditori. Gli stati spremono il piccolo e medio imprenditore e stendono il tappeto rosso a qualli come Amazon, ma per quanto stupido e privo di cultura, il piccolo imprenditore se ne accorge e cova rabbia. Un giorno la rabbia del piccolo imprenditore si troverà sommata con quella dell'ambientalista, con quella dell'autoctono che non si sente rappresentato dal paese e con mille altre rabbie, tutte diverse e accomunate soltanto dall'essere arrabbiate: allora la società sarà divisa in due classi, chi ha un'arma e chi non ce l'ha.
Non è vero che i piccoli imprenditori vengono tartassati di tasse, è che non sono capaci a fare le dichiarazioni.
L'ha spiegato Frank Merenda (imprenditore) in una live di Istituto Liberale: i piccoli imprenditori non capiscono un cazzo di tassazione, quindi nelle dichiarazioni fanno meno detrazioni di quelle che potrebbero fare.
Quindi gadagnano per esempio 20'000 ma pagano tasse come se avessero guadagnato 40'000.
Le grosse aziende semplicemente hanno gente che sa come fare le detrazioni, quindi pagano le tasse giuste.
Sulla carta le imposte per le piccole imprese sono più basse rispetto a quelle per le grandi imprese, solo che i piccoli imprenditori non sono capaci a fare le dichiarazioni.
Ciò detto, visto che in realtà per legge le grosse aziende non hanno nessun privilegio rispetto a quelle piccole (anzi, pagano più tasse), il problema risiede solo e unicamente nel sistema liberista, che ha lo scopo di mantenere i privilegi di chi ha tanti soldi, perché chi ha soldi può assumere gente esperta che si occupa di tasse (per pagarne il meno possibile) e può permettersi di fare sconti fino ad andare in perdita solo allo scopo di far fallire chi invece gli sconti non li può fare.
Perché vogliono che gli altri falliscano?? Perché non vogliono arrivare all'ottimo paretiano, se non guadagnerebbero più niente.
**Modificato dall'autore il 22.01.2021 15:41**
> È impossibile che tutti abbiano gli stessi interessi, per cui non esiste un "bene comune" (espressione che è una delle esche del PD).
È il fondamento del pensiero liberale.
> "È impossibile che tutti abbiano gli stessi interessi" non implica che sia impossibile fare gli interessi di tutti.
>
> Ci sono interessi diversi, e bisogna sforzarsi di farli coesistere.
>
> Allo stato conviene per quento possibile cercare di fare gli interessi di tutti, nessuno escluso, altrimenti esisteranno sempre categorie insoddisfatte che agitano la barca per far cadere qualcuno
> in acqua, nella migliore delle ipotesi. Ad esempio io appartengo simultaneamente ad almeno due categorie di insoddisfatti.
È impossibile fare gli interessi di tutti.
Un ragionamento che sembra logico, per fare un esempio, è che se gli omosessuali possono sposarsi come gli eterosessuali poi tutti sono contenti.
Errato, perché poi si lamentano i destroidi! Sono stupidi? Sì, ma questo non toglie che un partito che fa le unioni civili perde il consenso dei destroidi, quindi è assolutamente vero che non puoi accontentare tutta la popolazione. Devi decidere se accontetare gli omosessuali o i destroidi.
Sembra anche logico che uno stato antirazzista fa gli interessi di tutti, perché se nessuno può essere discriminato per via della sua razza tutti ci guadagnano, perché nessuno rischia di vedersi calpestare i propri diritti (come successe agli ebrei nel nazismo).
Invece no, perché poi i razzisti si lamentano, visto che loro vogliono discriminare su base razziale.
Quindi i partiti antirazzisti non solo non hanno il consenso dei razzisti, ma vengono addirittura odiati, come stiamo vedendo in questi ultimi anni.
Quindi no, non esiste il bene del popolo, ma solo interessi in conflitto. Se fai gli interessi degli imprenditori allora significa che non stai facendo appieno gli interessi dei consumatori. Io voglio fare appieno gli interessi dei consumatori, perché questo è l'unico approccio che può portare verso il mondo utopico in cui le macchine producono e noi consumiamo senza lavorare.
Chi pensa ai diritti dei lavoratori frena il progresso, perché è incline a dire che l'automazione è un male perché riduce i posti di lavoro, quindi spinge per il mantenimento dei vecchi sistemi.
Chi pensa ai diritti degli imprenditori apprezza l'automazione perché permette alle aziende di aumentare i profitti tagliando i costi del lavoro.
Però se sono gli imprenditori a beneficiare dell'automazione i consumatori non beneficiano automaticamente di una situazione di minore scarsità, perché gli imprenditori possono tenere i prezzi allo stesso livello di primo creando artificialmente la stessa scarsità di prima.
Domanda: perché non possono essere i consumatori finalmente a beneficiare del progresso?
Vogliamo parlare di "bene del popolo"? Ok, allora ti dico che fare il bene del popolo significa creare dei servizi pubblici che fanno ampiamente uso dell'automazione e che abbassano i prezzi man mano che i costi di produzione scendono, in maniera tale che i prezzi riflettano la reale scarsità.
Si chiama "ottimo paretiano": è la situazione in cui l'allocazione delle risorse è ottimale perché i prezzi riflettono la scarsità.
Quegli scemi dei liberisti pensavano che si sarebbe arrivati all'ottimo paretiano con il libero mercato, perché la teoria dice che man mano che la concorrenza aumenta si va verso l'ottimo paretiano.
Però, come ripete continuamente CapitanFracassa in termometropolitico, gli imprenditori NON VOGLIONO arrivare all'ottimo paretiano, perché non guadagnano un cazzo se si va verso quella situazione.
Quindi gli imprenditori cercheranno sempre di fare in modo che non si crei troppa concorrenza, anche giocando sporco.
In ogni caso, se si andasse verso l'ottimo paretiano molte aziende chiuderebbero perché fanno pochi profitti, quindi si ritornerebbe all'oligopolio.
La questione è chiara: gli imprenditori hanno un solo obbiettivo, cioè il profitto, quindi non si arriverà mai all'ottimo paretiano e questo quegli scemi dei liberisti non lo capiscono.
Occorre quindi che sia lo stato a creare l'ottimo paretiano col servizio pubblico.
Questo nella mia testa significa fare l'interesse del popolo, ma so già che gli imprenditori sbatterebbero i piedi se si facesse una cosa simile (e con essi i liberisti), per questo non credo nel "bene del popolo" né mi interessa farlo: mi interessa fare ciò che per me è eticamente giusto, ma ne sbatto il cazzo di accontentare tutti.
> A me non basta per sentirmi affratellato alle masse. Oltretutto sotto sotto disprezzo i "consumatori" e detesto coloro che stanno bene come tali.
Se disprezzi i consumatori allora disprezzi te stesso, perché ci sono due cose che accomunano tutti gli esseri umani: tutti prima o poi muiono e tutti sono consumatori, perché se non consumano muiono precocemente.
Il fatto è che fare gli interessi dei consumatori in teoria significa veramente fare gli interessi dell'umanità, ma visto che tra i consumatori ci sono anche imprenditori che ci guadagnano PER VIA DEL FATTO CHE NON SI ARRIVERÀ MAI ALL'OTTIMO PARETIANO essi spingono per mantenere la loro condizione privilegiata, perché la povertà degli altri è la loro ricchezza.
Io capisco che un bastardo privilegiato voglia mentenere le proprie condizioni, ma gli altri se non sono stupidi fanno anche i loro interessi. Al di là di fare i propri interessi, a me fa proprio moralmente schifo il fatto che qualcuno stia male per far star bene qualcun'altro.
Perché è esattamente così: se non ci si sforza di arrivare all'ottimo paretiano molte persone verranno tenute artificialmente povere.
> Quello che dico io, fin dai tempi in cui mi sono trovato incastrato in una società insieme a persone non adatte, è che lo stupido è uno che continua a giocare secondo le regole anche quando si accorge che sono state fatte per fregarlo.
Esatto e visto che non ci facciamo fregare vogliamo che lo stato crei l'ottimo paretiano ATTIVAMENTE, perché le teorie liberiste sono state smentite: la concorrenza non sta aumentando, si stanno formando grossi oligopoli. Il libero mercato non porta all'ottimo paretiano.
> Quando il patto sociale viene meno e i fregati sono le persone più attive possono anche decidere di rompere le regole. Tutta questa gente capace di sfilarti i soldi di tasca con abili giochi finanziari resterà sbigottita quando i fregati ricorreranno alle armi, e se uno che prende le armi è un criminale, molti che lo fanno sono una rivoluzione. Per questo bisognerebbe avere in casa almeno un AK 47: nel'attuale sistema, in cui i grandi ricchi usano i poveri a spese della classe media, il numero degli insoddisfatti sale.
L'AK-47 bisogna usarlo per via del fatto che gli stati continuano a leccare il culo ai padroni degli oligopoli portando avanti teorie più o meno liberiste che si sono rivelate fallimentari.
Bisogna sparare finquando non mettono nell'agenda politica l'ottimo paretiano!
Tu invece stai dando un motivo per rigettare le armi: il fatto che i bastardi privilegiati possano utilizzare le armi per mantenere i propri privilegi non è una buona cosa.
Infatti come ho detto più volte le armi possono essere una buona cosa o una cattiva cosa a dipendenza dei fini per i quali vengono usate e visto che gli esseri umani sono stupidi le usano quasi sempre per degli scopi malevoli: gli armati sono i privilegiati e i prepotenti, non gli oppressi.
Gli imprenditori che sparano perché non fanno più profitti sono paragonabili ai politici che sparano perché non ricevono più il vitalizio o agli schiavisti che sparano perché non possono più usare schiavi.
Sicuramente per chi è cresciuto a pane è liberismo questa cazzata ha senso, ma i socialisti sono stufi dei bastardi privilegiati prepotenti.
> Solo dei grandi imprenditori. Gli stati spremono il piccolo e medio imprenditore e stendono il tappeto rosso a qualli come Amazon, ma per quanto stupido e privo di cultura, il piccolo imprenditore se ne accorge e cova rabbia. Un giorno la rabbia del piccolo imprenditore si troverà sommata con quella dell'ambientalista, con quella dell'autoctono che non si sente rappresentato dal paese e con mille altre rabbie, tutte diverse e accomunate soltanto dall'essere arrabbiate: allora la società sarà divisa in due classi, chi ha un'arma e chi non ce l'ha.
Non è vero che i piccoli imprenditori vengono tartassati di tasse, è che non sono capaci a fare le dichiarazioni.
L'ha spiegato Frank Merenda (imprenditore) in una live di Istituto Liberale: i piccoli imprenditori non capiscono un cazzo di tassazione, quindi nelle dichiarazioni fanno meno detrazioni di quelle che potrebbero fare.
Quindi gadagnano per esempio 20'000 ma pagano tasse come se avessero guadagnato 40'000.
Le grosse aziende semplicemente hanno gente che sa come fare le detrazioni, quindi pagano le tasse giuste.
Sulla carta le imposte per le piccole imprese sono più basse rispetto a quelle per le grandi imprese, solo che i piccoli imprenditori non sono capaci a fare le dichiarazioni.
Ciò detto, visto che in realtà per legge le grosse aziende non hanno nessun privilegio rispetto a quelle piccole (anzi, pagano più tasse), il problema risiede solo e unicamente nel sistema liberista, che ha lo scopo di mantenere i privilegi di chi ha tanti soldi, perché chi ha soldi può assumere gente esperta che si occupa di tasse (per pagarne il meno possibile) e può permettersi di fare sconti fino ad andare in perdita solo allo scopo di far fallire chi invece gli sconti non li può fare.
Perché vogliono che gli altri falliscano?? Perché non vogliono arrivare all'ottimo paretiano, se non guadagnerebbero più niente.
**Modificato dall'autore il 22.01.2021 15:41**
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Non Autenticato
il 2021-01-22 13:43:15.0 alle 2021-01-22 13:43:15.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > L'economia deve essere incentrata sui diritti consumatori, non su quelli degli imprenditori, quindi fa niente se gli imprenditori falliscono: basta che i consumatori vengano serviti come dio comanda.
> >
> > Un punto di vista un po' unilaterale.
>
> È impossibile fare gli interessi di tutti, per questo che non esiste una cosa come "fare il bene del popolo".
È impossibile che tutti abbiano gli stessi interessi, per cui non esiste un "bene comune" (espressione che è una delle esche del PD).
"È impossibile che tutti abbiano gli stessi interessi" non implica che sia impossibile fare gli interessi di tutti.
Ci sono interessi diversi, e bisogna sforzarsi di farli coesistere.
Allo stato conviene per quento possibile cercare di fare gli interessi di tutti, nessuno escluso, altrimenti esisteranno sempre categorie insoddisfatte che agitano la barca per far cadere qualcuno
in acqua, nella migliore delle ipotesi. Ad esempio io appartengo simultaneamente ad almeno due categorie di insoddisfatti.
Invece la maggior parte dei sistemi politici accontenta una maggioranza e fa spallucce sugli interessi delle minoranze non significative. Si crea una società di erbivori soddisfatti, pacifici, nella quale si muovono gruppi di individui rimasti carnivori e guerrieri, che acquistano sempre più peso mentre i pacioni ne perdono, finché non si arriverà al rovesciamento dei ruoli.
Mi viene quasi da tessere le lodi dell'insoddisfazione, perché la soddisfazione produce un tipo d'uomo disprezzabile.
Ma il rovesciamento è preceduto da lunghe fasi di putrefazione e instabilità come quella in cui stiamo vivendo.
A questo punto la domanda è se sia possibile fare gli interessi di tutti. La mia risposta è che è possibile quando ognuno fa il suo nel proprio spazio. Per questo io sono per un mondo fatto di stati diversi senza aluna pretesa di unificarli in un unico grande impero (disegno attuale del centrosinistra internazionale turboliberale, ma fallirà perché per quanto ignorati ed emarginati dall'opinione pubblica, gli insoddisfatti sono già all'opera). Molti stati o almeno luoghi diversi, alcuni su base etnica, altri basati su altri principi. Più esatto sarebbe dire mondi. Un mondo fatto di mondi diversi.
> Però tutti siamo accomunati dal fatto di essere consumatori,
A me non basta per sentirmi affratellato alle masse. Oltretutto sotto sotto disprezzo i "consumatori" e detesto coloro che stanno bene come tali.
> mentre gli imprenditori sono solo una manciata, soprattutto quelli che fanno i veri profitti.
Non voglio difendere una categoria miope come gli imprenditori (miope perché il piccolo e medio imprenditore non capisce che in questo mare in cui i pesci piccoli sono mangiati da pesci sempre più grossi lui ha solo da perderci, a lungo termine l'azienda a cui tiene tanto finirà mangiata e lui, benché ideologicamente si senta un padrone, nei fatti è molto più vicino a un proletario) ma ignorarli significa produrre un'altra categoria di insoddisfatti (ah, se contiamo che avevo cercato di fare una ditta le categorie di insoddisfatti a cui appartengo salgono a tre).
> È ovvio che subendo la concorrenza dei servizi pubblici gli imprenditori ci perdono (per questo che il "bene del popolo" non esiste), però i consumatori non imprenditori (la maggioranza) ci possono potenzialmente guadagnare, purché i servizi pubblici siano efficienti.
È il ragionamento che fa l'attuala sistema economico. Solo che producono scontenti fra le categorie più attive e più propense all'azione.
Quello che dico io, fin dai tempi in cui mi sono trovato incastrato in una società insieme a persone non adatte, è che lo stupido è uno che continua a giocare secondo le regole anche quando si accorge che sono state fatte per fregarlo. Quando il patto sociale viene meno e i fregati sono le persone più attive possono anche decidere di rompere le regole. Tutta questa gente capace di sfilarti i soldi di tasca con abili giochi finanziari resterà sbigottita quando i fregati ricorreranno alle armi, e se uno che prende le armi è un criminale, molti che lo fanno sono una rivoluzione. Per questo bisognerebbe avere in casa almeno un AK 47: nel'attuale sistema, in cui i grandi ricchi usano i poveri a spese della classe media, il numero degli insoddisfatti sale.
> Il problema è che viviamo in una società che insegna a pensare "come posso fare a GUADAGNARE?" e pochi si rendono conto che RISPARMIARE significa GUADAGNARE e che quindi l'abbassamento dei prezzi è a tutti gli effetti una forma di GUADAGNO.
>
> Per capirci, se il genio della lampada mi chiedesse di esprimere un desiderio gli chiederei il superamento della scarsità delle risorse, così tutti sarebbero infinitamente ricchi.
> Purtroppo il genio della lampada non esiste, quindi il superamento della scarsità delle risorse è utopico, ma i servizi pubblici possono andare un po' in quella direzione aumentando enormemente il potere d'acquisto dei consumatori.
> Se per esempio i prezzi vengono dimezzati del 50%, la ricchezza di tutti i consumatori non imprenditori raddoppia, che significa che uno può lavorare la metà rispetto a prima mantenendo lo stesso tenore di vita di quando lavorava al 100%.
>
> Il problema è che il sistema liberale è troppo incentrato sul diritto di GUADAGNARE e non sul diritto di RISPARMIARE: sono sinonimi, ma cambiano i soggetti che ci guadagnano. Con il RISPARMIO ci guadagnano quasi tutti, mentre con il PROFITTO ci guadagnano soprattuto i padroni di Amazon.
> I diritti degli imprenditori sono considerati più importanti di quelli dei consumatori: è questo il problema.
Solo dei grandi imprenditori. Gli stati spremono il piccolo e medio imprenditore e stendono il tappeto rosso a qualli come Amazon, ma per quanto stupido e privo di cultura, il piccolo imprenditore se ne accorge e cova rabbia. Un giorno la rabbia del piccolo imprenditore si troverà sommata con quella dell'ambientalista, con quella dell'autoctono che non si sente rappresentato dal paese e con mille altre rabbie, tutte diverse e accomunate soltanto dall'essere arrabbiate: allora la società sarà divisa in due classi, chi ha un'arma e chi non ce l'ha.
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > L'economia deve essere incentrata sui diritti consumatori, non su quelli degli imprenditori, quindi fa niente se gli imprenditori falliscono: basta che i consumatori vengano serviti come dio comanda.
> >
> > Un punto di vista un po' unilaterale.
>
> È impossibile fare gli interessi di tutti, per questo che non esiste una cosa come "fare il bene del popolo".
È impossibile che tutti abbiano gli stessi interessi, per cui non esiste un "bene comune" (espressione che è una delle esche del PD).
"È impossibile che tutti abbiano gli stessi interessi" non implica che sia impossibile fare gli interessi di tutti.
Ci sono interessi diversi, e bisogna sforzarsi di farli coesistere.
Allo stato conviene per quento possibile cercare di fare gli interessi di tutti, nessuno escluso, altrimenti esisteranno sempre categorie insoddisfatte che agitano la barca per far cadere qualcuno
in acqua, nella migliore delle ipotesi. Ad esempio io appartengo simultaneamente ad almeno due categorie di insoddisfatti.
Invece la maggior parte dei sistemi politici accontenta una maggioranza e fa spallucce sugli interessi delle minoranze non significative. Si crea una società di erbivori soddisfatti, pacifici, nella quale si muovono gruppi di individui rimasti carnivori e guerrieri, che acquistano sempre più peso mentre i pacioni ne perdono, finché non si arriverà al rovesciamento dei ruoli.
Mi viene quasi da tessere le lodi dell'insoddisfazione, perché la soddisfazione produce un tipo d'uomo disprezzabile.
Ma il rovesciamento è preceduto da lunghe fasi di putrefazione e instabilità come quella in cui stiamo vivendo.
A questo punto la domanda è se sia possibile fare gli interessi di tutti. La mia risposta è che è possibile quando ognuno fa il suo nel proprio spazio. Per questo io sono per un mondo fatto di stati diversi senza aluna pretesa di unificarli in un unico grande impero (disegno attuale del centrosinistra internazionale turboliberale, ma fallirà perché per quanto ignorati ed emarginati dall'opinione pubblica, gli insoddisfatti sono già all'opera). Molti stati o almeno luoghi diversi, alcuni su base etnica, altri basati su altri principi. Più esatto sarebbe dire mondi. Un mondo fatto di mondi diversi.
> Però tutti siamo accomunati dal fatto di essere consumatori,
A me non basta per sentirmi affratellato alle masse. Oltretutto sotto sotto disprezzo i "consumatori" e detesto coloro che stanno bene come tali.
> mentre gli imprenditori sono solo una manciata, soprattutto quelli che fanno i veri profitti.
Non voglio difendere una categoria miope come gli imprenditori (miope perché il piccolo e medio imprenditore non capisce che in questo mare in cui i pesci piccoli sono mangiati da pesci sempre più grossi lui ha solo da perderci, a lungo termine l'azienda a cui tiene tanto finirà mangiata e lui, benché ideologicamente si senta un padrone, nei fatti è molto più vicino a un proletario) ma ignorarli significa produrre un'altra categoria di insoddisfatti (ah, se contiamo che avevo cercato di fare una ditta le categorie di insoddisfatti a cui appartengo salgono a tre).
> È ovvio che subendo la concorrenza dei servizi pubblici gli imprenditori ci perdono (per questo che il "bene del popolo" non esiste), però i consumatori non imprenditori (la maggioranza) ci possono potenzialmente guadagnare, purché i servizi pubblici siano efficienti.
È il ragionamento che fa l'attuala sistema economico. Solo che producono scontenti fra le categorie più attive e più propense all'azione.
Quello che dico io, fin dai tempi in cui mi sono trovato incastrato in una società insieme a persone non adatte, è che lo stupido è uno che continua a giocare secondo le regole anche quando si accorge che sono state fatte per fregarlo. Quando il patto sociale viene meno e i fregati sono le persone più attive possono anche decidere di rompere le regole. Tutta questa gente capace di sfilarti i soldi di tasca con abili giochi finanziari resterà sbigottita quando i fregati ricorreranno alle armi, e se uno che prende le armi è un criminale, molti che lo fanno sono una rivoluzione. Per questo bisognerebbe avere in casa almeno un AK 47: nel'attuale sistema, in cui i grandi ricchi usano i poveri a spese della classe media, il numero degli insoddisfatti sale.
> Il problema è che viviamo in una società che insegna a pensare "come posso fare a GUADAGNARE?" e pochi si rendono conto che RISPARMIARE significa GUADAGNARE e che quindi l'abbassamento dei prezzi è a tutti gli effetti una forma di GUADAGNO.
>
> Per capirci, se il genio della lampada mi chiedesse di esprimere un desiderio gli chiederei il superamento della scarsità delle risorse, così tutti sarebbero infinitamente ricchi.
> Purtroppo il genio della lampada non esiste, quindi il superamento della scarsità delle risorse è utopico, ma i servizi pubblici possono andare un po' in quella direzione aumentando enormemente il potere d'acquisto dei consumatori.
> Se per esempio i prezzi vengono dimezzati del 50%, la ricchezza di tutti i consumatori non imprenditori raddoppia, che significa che uno può lavorare la metà rispetto a prima mantenendo lo stesso tenore di vita di quando lavorava al 100%.
>
> Il problema è che il sistema liberale è troppo incentrato sul diritto di GUADAGNARE e non sul diritto di RISPARMIARE: sono sinonimi, ma cambiano i soggetti che ci guadagnano. Con il RISPARMIO ci guadagnano quasi tutti, mentre con il PROFITTO ci guadagnano soprattuto i padroni di Amazon.
> I diritti degli imprenditori sono considerati più importanti di quelli dei consumatori: è questo il problema.
Solo dei grandi imprenditori. Gli stati spremono il piccolo e medio imprenditore e stendono il tappeto rosso a qualli come Amazon, ma per quanto stupido e privo di cultura, il piccolo imprenditore se ne accorge e cova rabbia. Un giorno la rabbia del piccolo imprenditore si troverà sommata con quella dell'ambientalista, con quella dell'autoctono che non si sente rappresentato dal paese e con mille altre rabbie, tutte diverse e accomunate soltanto dall'essere arrabbiate: allora la società sarà divisa in due classi, chi ha un'arma e chi non ce l'ha.
Politica
Scritto da: Mattia
> Rick Du Fer spiega e attacca il pensiero di Karl Marx leggendo parti originali del suo libro.
>
>
Altra live al Cerbero Podcast sul marxismo, sempre con Rick Du Fer, che però sta volta ha il contraddittorio del comunista Mortebianca.
A 1:07:30 Rick Du Fer viene tappetizzato su Andromeda da Mortebianca.
Nei commenti...
Mortebianca>>>>>>Eminem
**Modificato dall'autore il 22.01.2021 05:34**
> Rick Du Fer spiega e attacca il pensiero di Karl Marx leggendo parti originali del suo libro.
>
>
Altra live al Cerbero Podcast sul marxismo, sempre con Rick Du Fer, che però sta volta ha il contraddittorio del comunista Mortebianca.
A 1:07:30 Rick Du Fer viene tappetizzato su Andromeda da Mortebianca.
Nei commenti...
Mortebianca>>>>>>Eminem
**Modificato dall'autore il 22.01.2021 05:34**
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > L'economia deve essere incentrata sui diritti consumatori, non su quelli degli imprenditori, quindi fa niente se gli imprenditori falliscono: basta che i consumatori vengano serviti come dio comanda.
>
> Un punto di vista un po' unilaterale.
È impossibile fare gli interessi di tutti, per questo che non esiste una cosa come "fare il bene del popolo".
Però tutti siamo accomunati dal fatto di essere consumatori, mentre gli imprenditori sono solo una manciata, soprattutto quelli che fanno i veri profitti.
È ovvio che subendo la concorrenza dei servizi pubblici gli imprenditori ci perdono (per questo che il "bene del popolo" non esiste), però i consumatori non imprenditori (la maggioranza) ci possono potenzialmente guadagnare, purché i servizi pubblici siano efficienti.
Il problema è che viviamo in una società che insegna a pensare "come posso fare a GUADAGNARE?" e pochi si rendono conto che RISPARMIARE significa GUADAGNARE e che quindi l'abbassamento dei prezzi è a tutti gli effetti una forma di GUADAGNO.
Per capirci, se il genio della lampada mi chiedesse di esprimere un desiderio gli chiederei il superamento della scarsità delle risorse, così tutti sarebbero infinitamente ricchi.
Purtroppo il genio della lampada non esiste, quindi il superamento della scarsità delle risorse è utopico, ma i servizi pubblici possono andare un po' in quella direzione aumentando enormemente il potere d'acquisto dei consumatori.
Se per esempio i prezzi vengono dimezzati del 50%, la ricchezza di tutti i consumatori non imprenditori raddoppia, che significa che uno può lavorare la metà rispetto a prima mantenendo lo stesso tenore di vita di quando lavorava al 100%.
Il problema è che il sistema liberale è troppo incentrato sul diritto di GUADAGNARE e non sul diritto di RISPARMIARE: sono sinonimi, ma cambiano i soggetti che ci guadagnano. Con il RISPARMIO ci guadagnano quasi tutti, mentre con il PROFITTO ci guadagnano soprattuto i padroni di Amazon.
I diritti degli imprenditori sono considerati più importanti di quelli dei consumatori: è questo il problema.
**Modificato dall'autore il 22.01.2021 02:29**
> Scritto da: Mattia
> > L'economia deve essere incentrata sui diritti consumatori, non su quelli degli imprenditori, quindi fa niente se gli imprenditori falliscono: basta che i consumatori vengano serviti come dio comanda.
>
> Un punto di vista un po' unilaterale.
È impossibile fare gli interessi di tutti, per questo che non esiste una cosa come "fare il bene del popolo".
Però tutti siamo accomunati dal fatto di essere consumatori, mentre gli imprenditori sono solo una manciata, soprattutto quelli che fanno i veri profitti.
È ovvio che subendo la concorrenza dei servizi pubblici gli imprenditori ci perdono (per questo che il "bene del popolo" non esiste), però i consumatori non imprenditori (la maggioranza) ci possono potenzialmente guadagnare, purché i servizi pubblici siano efficienti.
Il problema è che viviamo in una società che insegna a pensare "come posso fare a GUADAGNARE?" e pochi si rendono conto che RISPARMIARE significa GUADAGNARE e che quindi l'abbassamento dei prezzi è a tutti gli effetti una forma di GUADAGNO.
Per capirci, se il genio della lampada mi chiedesse di esprimere un desiderio gli chiederei il superamento della scarsità delle risorse, così tutti sarebbero infinitamente ricchi.
Purtroppo il genio della lampada non esiste, quindi il superamento della scarsità delle risorse è utopico, ma i servizi pubblici possono andare un po' in quella direzione aumentando enormemente il potere d'acquisto dei consumatori.
Se per esempio i prezzi vengono dimezzati del 50%, la ricchezza di tutti i consumatori non imprenditori raddoppia, che significa che uno può lavorare la metà rispetto a prima mantenendo lo stesso tenore di vita di quando lavorava al 100%.
Il problema è che il sistema liberale è troppo incentrato sul diritto di GUADAGNARE e non sul diritto di RISPARMIARE: sono sinonimi, ma cambiano i soggetti che ci guadagnano. Con il RISPARMIO ci guadagnano quasi tutti, mentre con il PROFITTO ci guadagnano soprattuto i padroni di Amazon.
I diritti degli imprenditori sono considerati più importanti di quelli dei consumatori: è questo il problema.
**Modificato dall'autore il 22.01.2021 02:29**
Partecipa anche tu!
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La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
Politica
Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2021-01-22 00:46:03.0 alle 2021-01-22 00:46:03.0
Trollate totali: 11553
Scritto da: Mattia
> https://forum.termometropolitico.it/813574-come-si...
>
> Tutti sanno che
> https://forum.termometropolitico.it/813574-come-si...

>
> Tutti sanno che
Ma smettila di secernere cazzate!
Politica
Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2021-01-22 00:43:19.0 alle 2021-01-22 00:43:19.0
Trollate totali: 11553
Scritto da: Mattia
> https://forum.termometropolitico.it/813574-come-si...
>
> Tutti sanno che io sono un fan dei servizi pubblici e che tra una donna e un servizio pubblico preferisco un servizio pubblico.

> https://forum.termometropolitico.it/813574-come-si...

>
> Tutti sanno che io sono un fan dei servizi pubblici e che tra una donna e un servizio pubblico preferisco un servizio pubblico.

Ma smettila di secernere cazzate!
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2021-01-21 22:56:21.0 alle 2021-01-21 22:56:21.0
Scritto da: Mattia
> L'economia deve essere incentrata sui diritti consumatori, non su quelli degli imprenditori, quindi fa niente se gli imprenditori falliscono: basta che i consumatori vengano serviti come dio comanda.
Un punto di vista un po' unilaterale.
> L'economia deve essere incentrata sui diritti consumatori, non su quelli degli imprenditori, quindi fa niente se gli imprenditori falliscono: basta che i consumatori vengano serviti come dio comanda.
Un punto di vista un po' unilaterale.
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> >

> >
> >
> >
> > https://forum.termometropolitico.it/812838-espansi...
>
> In teoria sarei d'accordo con la tua proposta, l'avevo messa già anni fa nel programma del partito libertario gattoselvatico, ma in pratica fra le risposte ci sono parecchie obiezioni sensate.
>
> In Italia l'impresa di stato c'era, funzionava generalmente male perché veniva usata per dare posti di lavoro agli amici (tradizione che continua con la scuola e le forze armate) poi l'hanno smantellata col metodo all'inglese, fare a pezzi le aziende e vendendo i pezzi uno per uno guadagnare di più che vendendo l'azienda tutta intera.
> È difficile fare in modo che vi sia concorrenza alla pari tra imprese private e statali. Come dice una delle risposte, con le tasse del panettiere lo stato farebbe concorrenza al panettiere.
>
> Una controbiezione è che attualmente il panettiere è messo in ginocchio dal supermercato, il supermercato da Amazon e bisogna fare qualcosa altrimenti tra vent'anni la produzione sarà in mano a pochi grandi soggetti mondiali, che suppongo saranno Apple, Amazon, Facebook, Google, Microsoft.
L'economia deve essere incentrata sui diritti consumatori, non su quelli degli imprenditori, quindi fa niente se gli imprenditori falliscono: basta che i consumatori vengano serviti come dio comanda.
Qui spiego come controllare e garantire la qualità dei servizi pubblici.
Come si fa a controllare e garantire la qualità e ...
> Scritto da: Mattia
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> > https://forum.termometropolitico.it/812838-espansi...

>
> In teoria sarei d'accordo con la tua proposta, l'avevo messa già anni fa nel programma del partito libertario gattoselvatico, ma in pratica fra le risposte ci sono parecchie obiezioni sensate.
>
> In Italia l'impresa di stato c'era, funzionava generalmente male perché veniva usata per dare posti di lavoro agli amici (tradizione che continua con la scuola e le forze armate) poi l'hanno smantellata col metodo all'inglese, fare a pezzi le aziende e vendendo i pezzi uno per uno guadagnare di più che vendendo l'azienda tutta intera.
> È difficile fare in modo che vi sia concorrenza alla pari tra imprese private e statali. Come dice una delle risposte, con le tasse del panettiere lo stato farebbe concorrenza al panettiere.
>
> Una controbiezione è che attualmente il panettiere è messo in ginocchio dal supermercato, il supermercato da Amazon e bisogna fare qualcosa altrimenti tra vent'anni la produzione sarà in mano a pochi grandi soggetti mondiali, che suppongo saranno Apple, Amazon, Facebook, Google, Microsoft.
L'economia deve essere incentrata sui diritti consumatori, non su quelli degli imprenditori, quindi fa niente se gli imprenditori falliscono: basta che i consumatori vengano serviti come dio comanda.
Qui spiego come controllare e garantire la qualità dei servizi pubblici.
Vieni anche tu a scuola in Svezia!
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Qui accettiamo qualunque tipo di animale! Non facciamo discriminazioni noi! Mica siamo razzisti!!!
Politica
https://forum.termometropolitico.it/813574-come-si... 
Tutti sanno che io sono un fan dei servizi pubblici e che tra una donna e un servizio pubblico preferisco un servizio pubblico.
Molti utenti però cercano di smontare il mio sogno erotico dicendo che i servizi pubblici tendono a essere inefficienti e di scarsa qualità perché lo stato non ha dei reali incentivi a farli funzionare bene, a differenza di un'azienda privata che ha il profitto come incentivo.
Purtroppo è probabile che abbiano ragione, ma è per questo che la mia proposta di espandere il servizio pubblico a più settori dell'economia (a partire dal settore della distribuzione di beni alimentari) è accompagnata a una riforma del servizio pubblico che prevede degli automatismi nel controllo della qualità e dell'economicità.
Altri utenti allora hanno provato a smontare la mia idea dicendo che anche se ci sono leggi che prescrivono il controllo della qualità i politici faranno comunque quello che vorranno.
Questo non è vero, perché un AUTOMATISMO non può essere scavalcato da nessun politico.
Infatti i politici possono per esempio decidere che nel 2023 non ci saranno le elezioni in Italia? No, non possono. Le elezioni ci saranno, punto.
Se io adesso uccido una persona, i politici possono decidere che io non devo essere arrestato e processato per omicidio? No, non possono. Nemmeno la procura può, perché il reato di omicidio è punito d'ufficio, quindi DEVONO arrestarmi e processarmi.
Poi naturalmente alcuni diranno che in determinati casi la pena è troppo blanda, ma attenzione, questo è dovuto al fatto che le leggi consentono di dare delle pene blande.
Cioè, se la legge contro l'omicidio dice semplicemente che l'omicidio è punito con il carcere il giudice ha arbitrarietà nel decidere QUANTI anni di carcere: basta un anno di carcere per rispettare la legge.
Immaginatevi invece che la legge dica che un omicida è punito con 20 anni di carcere, punto e fine. In tal caso, una volta dimostrato che pinco pallino ha commesso l'omicidio il giudice DEVE dargli esattamente 20 anni di carcere.
Ed è qui che si arriva al punto: se la legge del servizio pubblico dice semplicemente che lo stato deve controllare la qualità e l'economicità dei servizi pubblici allora il testo è troppo generico, quindi i politici il controllo della qualità lo faranno come cacchio vorranno e quasi sicuramente verrà fuori una cosa all'italiana.
Invece se la legge del servizio pubblico dice che i servizi pubblici devono avere delle tariffe inferiori ai concorrenti privati e che il governo italiano ogni 3 anni DEVE affidare a un ente esterno il compito di valutare se gli obbiettivi sono stati raggiunti e che se non sono stati raggiunti il manager del servizio pubblico DEVE essere sostituito è un'altra cosa, perché in questo caso ci sono delle prescrizioni chiare e quindi degli AUTOMATISMI.
Se è possibile creare un AUTOMATISMO per quanto riguarda le elezioni allora non vedo perché non si possano creare per il controllo di qualità dei servizi pubblici.
Ripetiamo ora in cosa consiste il controllo di qualità e come viene fatto:
1) Viene fatto ogni 3 anni da un ente esterno
2) Ai consumatori del servizio pubblico viene consegnato un formulario di valutazione
3) I ricercatori provano segretamente i servizi pubblici e quelli privati concorrenti
4) Una volta rilevata la qualità, il rapporto prezzo-qualità di ogni servizio pubblico viene comparato con quello dei servizi privati concorrenti: a parità di qualità, il servizio pubblico DEVE costare meno rispetto ai servizi privati concorrenti, visto che non deve fare profitto
5) Una volta concluso lo studio, l'ente di ricerca fa una valutazione (gli obbiettivi minimi sono raggiunti?) e emana delle prescrizioni su come migliorare l'efficienza, qualora ve ne sia bisogno. Lo studio può essere letto da tutti i cittadini italiani e DEVE essere letto dai manager, che prendono nota delle criticità rilevate. Se gli obbiettivi minimi non sono raggiunti (tariffe più basse rispetto ai concorrenti privati) i manager vengono AUTOMATICAMENTE sostituiti.
Come si fanno a creare le condizioni di base affinché si possa fare una comparazione onesta tra servizi pubblici e privati?
Molti a questo punto direbbero che magari le tariffe del servizio pubblico sono più basse perché riceve soldi dallo stato e che quindi l'economicità è una finzione perché vengono pagati due volte (una volta con le tasse, un'altra volta al consumo).
Molto semplice: i servizi pubblici saranno società con un proprio capitale e un proprio bilancio. L'obbiettivo (definito della legge del servizio pubblico) delle società pubbliche sarà il pareggio di bilancio: non dovranno andare in perdita, i costi di gestione devono essere coperti con i ricavi.
Lo stato creerà un'assicurazione contro i rischi di perdite e ogni società pubblica dovrà essere assicurata: paga un premio all'assicurazione e questa in cambio si prende a carico le perdite, qualora ce ne siano.
Se una società pubblica fa troppe perdite il suo premio assicurativo viene aumentato e se il premio aumenta eccessivamente l'economicità del servizio pubblico viene compromessa (perché chiaramente il premio assicurativo viene scaricato sulle tariffe del servizio) pertanto il nodo verrà al pettine quando verrà effettuato il controllo della qualità.
Ai socialisti potrebbe non piacere quest'ultima parte, perché se le società pubbliche non ricevono soldi dallo stato allora significa che gli utenti devono pagare tutto di tasca loro fino all'ultimo centesimo?
Esatto,...
... MA, ci sarà un'altra forma di stato sociale, ovvero l'UBI (Universal Basic Income). Ogni singolo abitante (bambini compresi) riceverà dallo stato 1'000 euro al mese, che potrà usare come meglio crede.
I servizi pubblici dovranno riuscire a convincere i cittadini che acquistare i loro beni e servizi è un buon affare: "brutto stronzo, non vedi che spacchiamo il culo, dalli a noi i 1'000 euro al mese che hai a disposizione!".
Noi capiremo di stare spaccando il culo SE vedremo che la gran parte dei cittadini scelgono VOLONTARIAMENTE i servizi pubblici anziché quelli privati. Se tutti si rivolgono ai servizi privati allora c'è qualcosa che non va, DOBBIAMO FARE MEGLIO!
Avete capito l'antifona???
**Modificato dall'autore il 21.01.2021 18:13**

Tutti sanno che io sono un fan dei servizi pubblici e che tra una donna e un servizio pubblico preferisco un servizio pubblico.
Molti utenti però cercano di smontare il mio sogno erotico dicendo che i servizi pubblici tendono a essere inefficienti e di scarsa qualità perché lo stato non ha dei reali incentivi a farli funzionare bene, a differenza di un'azienda privata che ha il profitto come incentivo.
Purtroppo è probabile che abbiano ragione, ma è per questo che la mia proposta di espandere il servizio pubblico a più settori dell'economia (a partire dal settore della distribuzione di beni alimentari) è accompagnata a una riforma del servizio pubblico che prevede degli automatismi nel controllo della qualità e dell'economicità.
Altri utenti allora hanno provato a smontare la mia idea dicendo che anche se ci sono leggi che prescrivono il controllo della qualità i politici faranno comunque quello che vorranno.
Questo non è vero, perché un AUTOMATISMO non può essere scavalcato da nessun politico.
Infatti i politici possono per esempio decidere che nel 2023 non ci saranno le elezioni in Italia? No, non possono. Le elezioni ci saranno, punto.
Se io adesso uccido una persona, i politici possono decidere che io non devo essere arrestato e processato per omicidio? No, non possono. Nemmeno la procura può, perché il reato di omicidio è punito d'ufficio, quindi DEVONO arrestarmi e processarmi.
Poi naturalmente alcuni diranno che in determinati casi la pena è troppo blanda, ma attenzione, questo è dovuto al fatto che le leggi consentono di dare delle pene blande.
Cioè, se la legge contro l'omicidio dice semplicemente che l'omicidio è punito con il carcere il giudice ha arbitrarietà nel decidere QUANTI anni di carcere: basta un anno di carcere per rispettare la legge.
Immaginatevi invece che la legge dica che un omicida è punito con 20 anni di carcere, punto e fine. In tal caso, una volta dimostrato che pinco pallino ha commesso l'omicidio il giudice DEVE dargli esattamente 20 anni di carcere.
Ed è qui che si arriva al punto: se la legge del servizio pubblico dice semplicemente che lo stato deve controllare la qualità e l'economicità dei servizi pubblici allora il testo è troppo generico, quindi i politici il controllo della qualità lo faranno come cacchio vorranno e quasi sicuramente verrà fuori una cosa all'italiana.
Invece se la legge del servizio pubblico dice che i servizi pubblici devono avere delle tariffe inferiori ai concorrenti privati e che il governo italiano ogni 3 anni DEVE affidare a un ente esterno il compito di valutare se gli obbiettivi sono stati raggiunti e che se non sono stati raggiunti il manager del servizio pubblico DEVE essere sostituito è un'altra cosa, perché in questo caso ci sono delle prescrizioni chiare e quindi degli AUTOMATISMI.
Se è possibile creare un AUTOMATISMO per quanto riguarda le elezioni allora non vedo perché non si possano creare per il controllo di qualità dei servizi pubblici.
Ripetiamo ora in cosa consiste il controllo di qualità e come viene fatto:
1) Viene fatto ogni 3 anni da un ente esterno
2) Ai consumatori del servizio pubblico viene consegnato un formulario di valutazione
3) I ricercatori provano segretamente i servizi pubblici e quelli privati concorrenti
4) Una volta rilevata la qualità, il rapporto prezzo-qualità di ogni servizio pubblico viene comparato con quello dei servizi privati concorrenti: a parità di qualità, il servizio pubblico DEVE costare meno rispetto ai servizi privati concorrenti, visto che non deve fare profitto
5) Una volta concluso lo studio, l'ente di ricerca fa una valutazione (gli obbiettivi minimi sono raggiunti?) e emana delle prescrizioni su come migliorare l'efficienza, qualora ve ne sia bisogno. Lo studio può essere letto da tutti i cittadini italiani e DEVE essere letto dai manager, che prendono nota delle criticità rilevate. Se gli obbiettivi minimi non sono raggiunti (tariffe più basse rispetto ai concorrenti privati) i manager vengono AUTOMATICAMENTE sostituiti.
Come si fanno a creare le condizioni di base affinché si possa fare una comparazione onesta tra servizi pubblici e privati?
Molti a questo punto direbbero che magari le tariffe del servizio pubblico sono più basse perché riceve soldi dallo stato e che quindi l'economicità è una finzione perché vengono pagati due volte (una volta con le tasse, un'altra volta al consumo).
Molto semplice: i servizi pubblici saranno società con un proprio capitale e un proprio bilancio. L'obbiettivo (definito della legge del servizio pubblico) delle società pubbliche sarà il pareggio di bilancio: non dovranno andare in perdita, i costi di gestione devono essere coperti con i ricavi.
Lo stato creerà un'assicurazione contro i rischi di perdite e ogni società pubblica dovrà essere assicurata: paga un premio all'assicurazione e questa in cambio si prende a carico le perdite, qualora ce ne siano.
Se una società pubblica fa troppe perdite il suo premio assicurativo viene aumentato e se il premio aumenta eccessivamente l'economicità del servizio pubblico viene compromessa (perché chiaramente il premio assicurativo viene scaricato sulle tariffe del servizio) pertanto il nodo verrà al pettine quando verrà effettuato il controllo della qualità.
Ai socialisti potrebbe non piacere quest'ultima parte, perché se le società pubbliche non ricevono soldi dallo stato allora significa che gli utenti devono pagare tutto di tasca loro fino all'ultimo centesimo?
Esatto,...
... MA, ci sarà un'altra forma di stato sociale, ovvero l'UBI (Universal Basic Income). Ogni singolo abitante (bambini compresi) riceverà dallo stato 1'000 euro al mese, che potrà usare come meglio crede.
I servizi pubblici dovranno riuscire a convincere i cittadini che acquistare i loro beni e servizi è un buon affare: "brutto stronzo, non vedi che spacchiamo il culo, dalli a noi i 1'000 euro al mese che hai a disposizione!".
Noi capiremo di stare spaccando il culo SE vedremo che la gran parte dei cittadini scelgono VOLONTARIAMENTE i servizi pubblici anziché quelli privati. Se tutti si rivolgono ai servizi privati allora c'è qualcosa che non va, DOBBIAMO FARE MEGLIO!
Avete capito l'antifona???
**Modificato dall'autore il 21.01.2021 18:13**
Politica
Trump è il più grande nemico dei lavoratori, infatti in campagna elettorale prometteva di smontare l'Obamacare, ovvero un programma grazie al quale adesso milioni di persone in più in USA hanno l'assicurazione sanitaria.
Trump in realtà non fa nient'altro che portare avanti la tradizione repubblicana, che è quella di abbassare le tasse ai ricchi smantellando welfare state e servizi pubblici, così da aumentare le disuguaglianze a danno della parte meno abbiente della popolazione.
Quello che slega Trump dalla tradizione repubblicana è il mercato aperto: il vero liberismo, oltre alle cose sopra, prevede anche un mercato aperto, mentre Trump è liberista solo a metà, perché vuole un mercato chiuso.
Il liberismo a metà è la paggior cosa che puoi fare.
Infatti grazie alla concorrenza estera (in particolare dai paesi in via di sviluppo) i profitti degli imprenditori occidentali si riducono e il potere d'acquisto dei lavoratori (in particolari quelli più poveri) aumenta: è stata in pratica trasferita ricchezza dagli imprenditori occidentali ai lavoratori occidentali.
Chiudendo i mercati e neutralizzando la concorrenza estera i lavoratori occidentali sono costretti ad acquistare beni e servizi dalle stesse aziende che li sfruttano. Questo circuito chiuso farebbe invertire il trend, la ricchezza verrebbe nuovamente trasferita agli imprenditori. Gli imprenditori starebbero bene e i lavoratori male.
I democratici non è che siano proprio dei socialisti, però di sicuro sono un po' più socialisti rispetto ai repubblicani: loro hanno capito che bisogna far stare almeno un po' bene i lavoratori, per questo che Biden vuole fare l'assicurazione sanitaria pubblica, istruzione gratuita, ecc ecc...
Trump in realtà non fa nient'altro che portare avanti la tradizione repubblicana, che è quella di abbassare le tasse ai ricchi smantellando welfare state e servizi pubblici, così da aumentare le disuguaglianze a danno della parte meno abbiente della popolazione.
Quello che slega Trump dalla tradizione repubblicana è il mercato aperto: il vero liberismo, oltre alle cose sopra, prevede anche un mercato aperto, mentre Trump è liberista solo a metà, perché vuole un mercato chiuso.
Il liberismo a metà è la paggior cosa che puoi fare.
Infatti grazie alla concorrenza estera (in particolare dai paesi in via di sviluppo) i profitti degli imprenditori occidentali si riducono e il potere d'acquisto dei lavoratori (in particolari quelli più poveri) aumenta: è stata in pratica trasferita ricchezza dagli imprenditori occidentali ai lavoratori occidentali.
Chiudendo i mercati e neutralizzando la concorrenza estera i lavoratori occidentali sono costretti ad acquistare beni e servizi dalle stesse aziende che li sfruttano. Questo circuito chiuso farebbe invertire il trend, la ricchezza verrebbe nuovamente trasferita agli imprenditori. Gli imprenditori starebbero bene e i lavoratori male.
I democratici non è che siano proprio dei socialisti, però di sicuro sono un po' più socialisti rispetto ai repubblicani: loro hanno capito che bisogna far stare almeno un po' bene i lavoratori, per questo che Biden vuole fare l'assicurazione sanitaria pubblica, istruzione gratuita, ecc ecc...
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Rete 4, 21:25: Sta sera Italia speciale.
> >
> > Parlano dell'insediamento di Biden e (immagino) delle cose successe negli ultimi giorni.
>
> Cosa ti aspetti da Biden?
>
> Io mi aspettavo qualcosa da Obama e da Conte e qualcosicchia anche da Trump, ma dopo aver visto com'è andata da Biden non mi aspetto niente. Non farò niente che a me interessi.
Cosa ti aspettavi da Obama e da Conte? Cosa ti aspetti da Biden?
> Scritto da: Mattia
> > Rete 4, 21:25: Sta sera Italia speciale.
> >
> > Parlano dell'insediamento di Biden e (immagino) delle cose successe negli ultimi giorni.
>
> Cosa ti aspetti da Biden?
>
> Io mi aspettavo qualcosa da Obama e da Conte e qualcosicchia anche da Trump, ma dopo aver visto com'è andata da Biden non mi aspetto niente. Non farò niente che a me interessi.
Cosa ti aspettavi da Obama e da Conte? Cosa ti aspetti da Biden?
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2021-01-21 12:14:49.0 alle 2021-01-21 12:14:49.0
Scritto da: Mattia
> Rete 4, 21:25: Sta sera Italia speciale.
>
> Parlano dell'insediamento di Biden e (immagino) delle cose successe negli ultimi giorni.
Cosa ti aspetti da Biden?
Io mi aspettavo qualcosa da Obama e da Conte e qualcosicchia anche da Trump, ma dopo aver visto com'è andata da Biden non mi aspetto niente. Non farò niente che a me interessi.
> Rete 4, 21:25: Sta sera Italia speciale.
>
> Parlano dell'insediamento di Biden e (immagino) delle cose successe negli ultimi giorni.
Cosa ti aspetti da Biden?
Io mi aspettavo qualcosa da Obama e da Conte e qualcosicchia anche da Trump, ma dopo aver visto com'è andata da Biden non mi aspetto niente. Non farò niente che a me interessi.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2021-01-21 12:06:23.0 alle 2021-01-21 12:06:23.0
Scritto da: Mattia
>

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> https://forum.termometropolitico.it/812838-espansi...
In teoria sarei d'accordo con la tua proposta, l'avevo messa già anni fa nel programma del partito libertario gattoselvatico, ma in pratica fra le risposte ci sono parecchie obiezioni sensate.
In Italia l'impresa di stato c'era, funzionava generalmente male perché veniva usata per dare posti di lavoro agli amici (tradizione che continua con la scuola e le forze armate) poi l'hanno smantellata col metodo all'inglese, fare a pezzi le aziende e vendendo i pezzi uno per uno guadagnare di più che vendendo l'azienda tutta intera.
È difficile fare in modo che vi sia concorrenza alla pari tra imprese private e statali. Come dice una delle risposte, con le tasse del panettiere lo stato farebbe concorrenza al panettiere.
Una controbiezione è che attualmente il panettiere è messo in ginocchio dal supermercato, il supermercato da Amazon e bisogna fare qualcosa altrimenti tra vent'anni la produzione sarà in mano a pochi grandi soggetti mondiali, che suppongo saranno Apple, Amazon, Facebook, Google, Microsoft.
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>
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In teoria sarei d'accordo con la tua proposta, l'avevo messa già anni fa nel programma del partito libertario gattoselvatico, ma in pratica fra le risposte ci sono parecchie obiezioni sensate.
In Italia l'impresa di stato c'era, funzionava generalmente male perché veniva usata per dare posti di lavoro agli amici (tradizione che continua con la scuola e le forze armate) poi l'hanno smantellata col metodo all'inglese, fare a pezzi le aziende e vendendo i pezzi uno per uno guadagnare di più che vendendo l'azienda tutta intera.
È difficile fare in modo che vi sia concorrenza alla pari tra imprese private e statali. Come dice una delle risposte, con le tasse del panettiere lo stato farebbe concorrenza al panettiere.
Una controbiezione è che attualmente il panettiere è messo in ginocchio dal supermercato, il supermercato da Amazon e bisogna fare qualcosa altrimenti tra vent'anni la produzione sarà in mano a pochi grandi soggetti mondiali, che suppongo saranno Apple, Amazon, Facebook, Google, Microsoft.
Politica

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**Modificato dall'autore il 21.01.2021 03:23**