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il 2020-07-12 15:34:43.0 alle 2020-07-12 15:34:43.0
Perché sono una democrazia degenerata in oligarchia.
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> > Il punto è: se tu avessi un buon reddito, cosa sceglieresti?
>
> Se avessi un grande reddito, sono ammi che sogno un'organizzazione che acquisti beni naturali e culturalli e li dia in uso ad ambientalisti, e offra vari servizi ad ambientalisti. Se avessi un fantastiliardo farei quello.
>
> Se avessi un reddito semplicemente buono, diciamo 2.000 euro al mese, pagherei le quote di iscrizione a FAI e Italia nostra e a qualche ente simile, ma continuando a rognare di insoddisfazione perché non ho il fantastiliardo per creare l'organizzazione che voglio io.
Si, ma non è questa la domanda.
La domanda è come spenderesti i tuoi soldi nella sanità, che è un servizio a cui suppongo tu non voglia rinunciare.
Se tu scegliessi di non aderire a nessuna associazione, dovresti pagare le prestazioni sanitarie di tasca tua. Se ti chiedessero 100'000 euro per una terapia e tu non li avresti, saresti fregato.
Quindi la razionalità ti imporrebbe di aderire a un'associazione, ma quale? La Sanitas o la Caritas? Egoisticamente potresti scegliere la Sanitas perché pagheresti di meno, ma scegliendo la Caritas alimenteresti un'associazione di beneficienza che ti potrebbe venire utile da un giorno all'altro. Non sarebbe un gesto altruista ma egoista, perché a te conviene che associazioni come quelle funzionino.
> È una domanda difficile perché non mi trovo nello schema mentale adatto. Voglio dire, risiedendo in Italia non mi considero parte di un paese, di un tutto, che ho voglia di sostenere, e mi è molto difficile immedesimarmi nella situazione.
Non importa, perché non lo fai par gli altri, ma per te stesso e pensando a te stesso faresti anche l'interesse degli altri, come teorizza la teoria economica di Adam Smith.
> Negli USA fare beneficenza è un'abitudine più diffusa che qui, ma qui le tasse sono alte e con le tasse alte uno pensa "ho già dato".
Irrilevante, perché stiamo immaginando un'Italia anarcocapitalista, quindi ZERO tasse.
> Il GS anarchico pensa che le tasse dovrebbero essere contributi volontari a vari enti privati e pubblici, tra cui lo stato, ma il GS pratico non proporrebbe una cosa simile, ma una cosa che negli anni 70-80 si chiamava democrazia fiscale: in base alla tua capacità contributiva paghi un tanto di tasse, ma decidi tu a quale dipartimento o attività pubblica darle, inclusi enti che svolgano attività di utilità collettiva.
Non so, a occhio direi che con la tua mentalità l'anarchia non funzionerebbe, perché la sanità perderebbe la sua funzione di servizio collettivo se gli individui non fossero in grado di organizzarsi individualmente e razionalmente per mantenerlo, dimostrando che un potere centrale e coercitivo è necessario per creare una società che si rispetti.
**Modificato dall'autore il 11.07.2020 03:48**
> > Il punto è: se tu avessi un buon reddito, cosa sceglieresti?
>
> Se avessi un grande reddito, sono ammi che sogno un'organizzazione che acquisti beni naturali e culturalli e li dia in uso ad ambientalisti, e offra vari servizi ad ambientalisti. Se avessi un fantastiliardo farei quello.
>
> Se avessi un reddito semplicemente buono, diciamo 2.000 euro al mese, pagherei le quote di iscrizione a FAI e Italia nostra e a qualche ente simile, ma continuando a rognare di insoddisfazione perché non ho il fantastiliardo per creare l'organizzazione che voglio io.
Si, ma non è questa la domanda.
La domanda è come spenderesti i tuoi soldi nella sanità, che è un servizio a cui suppongo tu non voglia rinunciare.
Se tu scegliessi di non aderire a nessuna associazione, dovresti pagare le prestazioni sanitarie di tasca tua. Se ti chiedessero 100'000 euro per una terapia e tu non li avresti, saresti fregato.
Quindi la razionalità ti imporrebbe di aderire a un'associazione, ma quale? La Sanitas o la Caritas? Egoisticamente potresti scegliere la Sanitas perché pagheresti di meno, ma scegliendo la Caritas alimenteresti un'associazione di beneficienza che ti potrebbe venire utile da un giorno all'altro. Non sarebbe un gesto altruista ma egoista, perché a te conviene che associazioni come quelle funzionino.
> È una domanda difficile perché non mi trovo nello schema mentale adatto. Voglio dire, risiedendo in Italia non mi considero parte di un paese, di un tutto, che ho voglia di sostenere, e mi è molto difficile immedesimarmi nella situazione.
Non importa, perché non lo fai par gli altri, ma per te stesso e pensando a te stesso faresti anche l'interesse degli altri, come teorizza la teoria economica di Adam Smith.
> Negli USA fare beneficenza è un'abitudine più diffusa che qui, ma qui le tasse sono alte e con le tasse alte uno pensa "ho già dato".
Irrilevante, perché stiamo immaginando un'Italia anarcocapitalista, quindi ZERO tasse.
> Il GS anarchico pensa che le tasse dovrebbero essere contributi volontari a vari enti privati e pubblici, tra cui lo stato, ma il GS pratico non proporrebbe una cosa simile, ma una cosa che negli anni 70-80 si chiamava democrazia fiscale: in base alla tua capacità contributiva paghi un tanto di tasse, ma decidi tu a quale dipartimento o attività pubblica darle, inclusi enti che svolgano attività di utilità collettiva.
Non so, a occhio direi che con la tua mentalità l'anarchia non funzionerebbe, perché la sanità perderebbe la sua funzione di servizio collettivo se gli individui non fossero in grado di organizzarsi individualmente e razionalmente per mantenerlo, dimostrando che un potere centrale e coercitivo è necessario per creare una società che si rispetti.
**Modificato dall'autore il 11.07.2020 03:48**
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Non Autenticato
il 2020-07-11 02:52:32.0 alle 2020-07-11 02:52:32.0
> Il punto è: se tu avessi un buon reddito, cosa sceglieresti?
Se avessi un grande reddito, sono ammi che sogno un'organizzazione che acquisti beni naturali e culturalli e li dia in uso ad ambientalisti, e offra vari servizi ad ambientalisti. Se avessi un fantastiliardo farei quello.
Se avessi un reddito semplicemente buono, diciamo 2.000 euro al mese, pagherei le quote di iscrizione a FAI e Italia nostra e a qualche ente simile, ma continuando a rognare di insoddisfazione perché non ho il fantastiliardo per creare l'organizzazione che voglio io.
È una domanda difficile perché non mi trovo nello schema mentale adatto. Voglio dire, risiedendo in Italia non mi considero parte di un paese, di un tutto, che ho voglia di sostenere, e mi è molto difficile immedesimarmi nella situazione.
Negli USA fare beneficenza è un'abitudine più diffusa che qui, ma qui le tasse sono alte e con le tasse alte uno pensa "ho già dato".
Il GS anarchico pensa che le tasse dovrebbero essere contributi volontari a vari enti privati e pubblici, tra cui lo stato, ma il GS pratico non proporrebbe una cosa simile, ma una cosa che negli anni 70-80 si chiamava democrazia fiscale: in base alla tua capacità contributiva paghi un tanto di tasse, ma decidi tu a quale dipartimento o attività pubblica darle, inclusi enti che svolgano attività di utilità collettiva.
Se avessi un grande reddito, sono ammi che sogno un'organizzazione che acquisti beni naturali e culturalli e li dia in uso ad ambientalisti, e offra vari servizi ad ambientalisti. Se avessi un fantastiliardo farei quello.
Se avessi un reddito semplicemente buono, diciamo 2.000 euro al mese, pagherei le quote di iscrizione a FAI e Italia nostra e a qualche ente simile, ma continuando a rognare di insoddisfazione perché non ho il fantastiliardo per creare l'organizzazione che voglio io.
È una domanda difficile perché non mi trovo nello schema mentale adatto. Voglio dire, risiedendo in Italia non mi considero parte di un paese, di un tutto, che ho voglia di sostenere, e mi è molto difficile immedesimarmi nella situazione.
Negli USA fare beneficenza è un'abitudine più diffusa che qui, ma qui le tasse sono alte e con le tasse alte uno pensa "ho già dato".
Il GS anarchico pensa che le tasse dovrebbero essere contributi volontari a vari enti privati e pubblici, tra cui lo stato, ma il GS pratico non proporrebbe una cosa simile, ma una cosa che negli anni 70-80 si chiamava democrazia fiscale: in base alla tua capacità contributiva paghi un tanto di tasse, ma decidi tu a quale dipartimento o attività pubblica darle, inclusi enti che svolgano attività di utilità collettiva.
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> Scritto da: Mattia
> > Lo scopo del sondaggio proposto è capire se le teorie sulla beneficienza volontaria degli anarcocapitalisti stiano in piedi alla prova dei fatti oppure no.
> >
> > Considerato che lo stato ha due scopi fondamentali, ovvero proteggerci dagli aggressori e fornire determinati servizi a tutti (anche ai poveri), gli anarcocapitalisti sostengono che in una società senza stato (dove tutti i servizi sono in mano al mercato privato) i servizi verrebbero forniti anche ai poveri perché ci sarebbe la beneficienza.
> >
> > La domanda è: quanto successo avrebbe la beneficienza volontaria? Per testarlo, vi propongo di immaginare che la sanità pubblica italiana sia stata abolita e che il finanziamento delle prestazioni sanitarie è interamente in mano ad associazioni private.
> > Oltre alle assicurazioni commerciali, ci sono un paio di associazioni nonprofit che fanno quello che fanno sostanzialmente quello che faceva lo stato quando ancora c'era la sanità pubblica: prendono soldi da ciascun associato (per esempio 100 euro al mese) e poi quando un associato ha bisogno di prestazioni sanitarie gliele paga grazie ai soldi raccolti.
> >
> > Immaginate che ci siano due associazioni nonprofit: la prima si chiama "Caritas", il cui nome contiene la parola "carità" perché essa accetta al suo interno anche persone nullatenenti. Per i nullatenenti ovviamente pagano gli associati che hanno un reddito sufficiente per contribuire: invece di far pagare 100 euro al mese, ne fa pagare 120, così vengono coperti anche i nullatenenti.
> >
> > La seconda invece si chiama "Sanitas" e accetta al suo interno soltanto persone che hanno i soldi per versare contributi, di conseguenza agli associati chiede solo 100 euro (non dovendo aiutare i nullatenenti).
> >
> > Ebbene, voi scegliereste la Caritas, la Sanitas o nessuna delle due (se non ne scegliete nessuna paghereste le prestazioni sanitarie di tasca vostra)? La Caritas e la Sanitas offrono lo stesso identico servizio, funzionano entrambe bene, solo che la Caritas aiuta i poveri e quindi fa pagare quei 20 euro in più al mese.
>
> Non lo so. Personalmente sono poco propenso a donare, non solo perché i piemontesi hanno i famosi braccini corti, ma perché avendone pochi servono a me.
Lo so, ma infatti nel tuo caso la "Caritas" dovrebbe farti uno sconto... cioè, se ai nullatenenti fa pagare 0 euro, a te magari fa uno sconto del 20%.
Il punto è: se tu avessi un buon reddito, cosa sceglieresti? Un sistema anarcocapitalista funziona solo se chi ha un reddito buono è disposto a pagare un po' di più per aiutare chi ha un reddito basso o nullo.
Anzi, in realtà il sistema funzionerebbe se fossero i fornitori di servizi a seguire volontariamente l'etica della beneficienza: a chi non ha soldi danno il servizio a gratis e a chi ne ha tanti fanno pagare un po' di più, per recuperare i soldi che non guadagnano con i nullatenenti. Il consumatore sarebbe obbligato ad accettare i prezzi, visto che tutti i fornitori si sentirebbero "merde" se non venissero incontro ai poveri.
Con la giusta cultura l'anarchia potrebbe anche reggersi in piedi, ma certo non con la cultura egoistica che ci caratterizza allo stato attuale.
**Modificato dall'autore il 11.07.2020 02:42**
> Scritto da: Mattia
> > Lo scopo del sondaggio proposto è capire se le teorie sulla beneficienza volontaria degli anarcocapitalisti stiano in piedi alla prova dei fatti oppure no.
> >
> > Considerato che lo stato ha due scopi fondamentali, ovvero proteggerci dagli aggressori e fornire determinati servizi a tutti (anche ai poveri), gli anarcocapitalisti sostengono che in una società senza stato (dove tutti i servizi sono in mano al mercato privato) i servizi verrebbero forniti anche ai poveri perché ci sarebbe la beneficienza.
> >
> > La domanda è: quanto successo avrebbe la beneficienza volontaria? Per testarlo, vi propongo di immaginare che la sanità pubblica italiana sia stata abolita e che il finanziamento delle prestazioni sanitarie è interamente in mano ad associazioni private.
> > Oltre alle assicurazioni commerciali, ci sono un paio di associazioni nonprofit che fanno quello che fanno sostanzialmente quello che faceva lo stato quando ancora c'era la sanità pubblica: prendono soldi da ciascun associato (per esempio 100 euro al mese) e poi quando un associato ha bisogno di prestazioni sanitarie gliele paga grazie ai soldi raccolti.
> >
> > Immaginate che ci siano due associazioni nonprofit: la prima si chiama "Caritas", il cui nome contiene la parola "carità" perché essa accetta al suo interno anche persone nullatenenti. Per i nullatenenti ovviamente pagano gli associati che hanno un reddito sufficiente per contribuire: invece di far pagare 100 euro al mese, ne fa pagare 120, così vengono coperti anche i nullatenenti.
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> > La seconda invece si chiama "Sanitas" e accetta al suo interno soltanto persone che hanno i soldi per versare contributi, di conseguenza agli associati chiede solo 100 euro (non dovendo aiutare i nullatenenti).
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> > Ebbene, voi scegliereste la Caritas, la Sanitas o nessuna delle due (se non ne scegliete nessuna paghereste le prestazioni sanitarie di tasca vostra)? La Caritas e la Sanitas offrono lo stesso identico servizio, funzionano entrambe bene, solo che la Caritas aiuta i poveri e quindi fa pagare quei 20 euro in più al mese.
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> Non lo so. Personalmente sono poco propenso a donare, non solo perché i piemontesi hanno i famosi braccini corti, ma perché avendone pochi servono a me.
Lo so, ma infatti nel tuo caso la "Caritas" dovrebbe farti uno sconto... cioè, se ai nullatenenti fa pagare 0 euro, a te magari fa uno sconto del 20%.
Il punto è: se tu avessi un buon reddito, cosa sceglieresti? Un sistema anarcocapitalista funziona solo se chi ha un reddito buono è disposto a pagare un po' di più per aiutare chi ha un reddito basso o nullo.
Anzi, in realtà il sistema funzionerebbe se fossero i fornitori di servizi a seguire volontariamente l'etica della beneficienza: a chi non ha soldi danno il servizio a gratis e a chi ne ha tanti fanno pagare un po' di più, per recuperare i soldi che non guadagnano con i nullatenenti. Il consumatore sarebbe obbligato ad accettare i prezzi, visto che tutti i fornitori si sentirebbero "merde" se non venissero incontro ai poveri.
Con la giusta cultura l'anarchia potrebbe anche reggersi in piedi, ma certo non con la cultura egoistica che ci caratterizza allo stato attuale.
**Modificato dall'autore il 11.07.2020 02:42**
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Non Autenticato
il 2020-07-10 22:54:35.0 alle 2020-07-10 22:54:35.0
Scritto da: Mattia
> Lo scopo del sondaggio proposto è capire se le teorie sulla beneficienza volontaria degli anarcocapitalisti stiano in piedi alla prova dei fatti oppure no.
>
> Considerato che lo stato ha due scopi fondamentali, ovvero proteggerci dagli aggressori e fornire determinati servizi a tutti (anche ai poveri), gli anarcocapitalisti sostengono che in una società senza stato (dove tutti i servizi sono in mano al mercato privato) i servizi verrebbero forniti anche ai poveri perché ci sarebbe la beneficienza.
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> La domanda è: quanto successo avrebbe la beneficienza volontaria? Per testarlo, vi propongo di immaginare che la sanità pubblica italiana sia stata abolita e che il finanziamento delle prestazioni sanitarie è interamente in mano ad associazioni private.
> Oltre alle assicurazioni commerciali, ci sono un paio di associazioni nonprofit che fanno quello che fanno sostanzialmente quello che faceva lo stato quando ancora c'era la sanità pubblica: prendono soldi da ciascun associato (per esempio 100 euro al mese) e poi quando un associato ha bisogno di prestazioni sanitarie gliele paga grazie ai soldi raccolti.
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> Immaginate che ci siano due associazioni nonprofit: la prima si chiama "Caritas", il cui nome contiene la parola "carità" perché essa accetta al suo interno anche persone nullatenenti. Per i nullatenenti ovviamente pagano gli associati che hanno un reddito sufficiente per contribuire: invece di far pagare 100 euro al mese, ne fa pagare 120, così vengono coperti anche i nullatenenti.
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> La seconda invece si chiama "Sanitas" e accetta al suo interno soltanto persone che hanno i soldi per versare contributi, di conseguenza agli associati chiede solo 100 euro (non dovendo aiutare i nullatenenti).
>
> Ebbene, voi scegliereste la Caritas, la Sanitas o nessuna delle due (se non ne scegliete nessuna paghereste le prestazioni sanitarie di tasca vostra)? La Caritas e la Sanitas offrono lo stesso identico servizio, funzionano entrambe bene, solo che la Caritas aiuta i poveri e quindi fa pagare quei 20 euro in più al mese.
Non lo so. Personalmente sono poco propenso a donare, non solo perché i piemontesi hanno i famosi braccini corti, ma perché avendone pochi servono a me.
Secondo me donare - ad esempio i famosi 9 euro al mese che ormai tutti chiedono - è privilegio di chi ha un posto fisso e uno stipendio sicuro, e relativa stabilità e tranquillità. Io mai avuti, quindi...
Ciò premesso, non so cosa accadrebbe in generale ma negli Stati Uniti tradizionali, omogenei e in prevalenza bianchi e benestanti, fare beneficienza è piuttosto diffuso, anche con grosse somme. La legislazione inoltre favorisce il formarsi di enti senza fine di lucro di vario tipo, anche se negli ultimi vent'anni il settore è divenuto sempre più regolamentato "all'europea" probabilmente perché era diventato troppo facile per chiunque raccogliere fondi via internet. Allora, ipotizzo io, i tradizionali raccoglitori di fondi, già dotati di strutture per farlo, hanno spinto per la regolamentazione per togliersi la concorrenza dei nuovi arrivati.
> Lo scopo del sondaggio proposto è capire se le teorie sulla beneficienza volontaria degli anarcocapitalisti stiano in piedi alla prova dei fatti oppure no.
>
> Considerato che lo stato ha due scopi fondamentali, ovvero proteggerci dagli aggressori e fornire determinati servizi a tutti (anche ai poveri), gli anarcocapitalisti sostengono che in una società senza stato (dove tutti i servizi sono in mano al mercato privato) i servizi verrebbero forniti anche ai poveri perché ci sarebbe la beneficienza.
>
> La domanda è: quanto successo avrebbe la beneficienza volontaria? Per testarlo, vi propongo di immaginare che la sanità pubblica italiana sia stata abolita e che il finanziamento delle prestazioni sanitarie è interamente in mano ad associazioni private.
> Oltre alle assicurazioni commerciali, ci sono un paio di associazioni nonprofit che fanno quello che fanno sostanzialmente quello che faceva lo stato quando ancora c'era la sanità pubblica: prendono soldi da ciascun associato (per esempio 100 euro al mese) e poi quando un associato ha bisogno di prestazioni sanitarie gliele paga grazie ai soldi raccolti.
>
> Immaginate che ci siano due associazioni nonprofit: la prima si chiama "Caritas", il cui nome contiene la parola "carità" perché essa accetta al suo interno anche persone nullatenenti. Per i nullatenenti ovviamente pagano gli associati che hanno un reddito sufficiente per contribuire: invece di far pagare 100 euro al mese, ne fa pagare 120, così vengono coperti anche i nullatenenti.
>
> La seconda invece si chiama "Sanitas" e accetta al suo interno soltanto persone che hanno i soldi per versare contributi, di conseguenza agli associati chiede solo 100 euro (non dovendo aiutare i nullatenenti).
>
> Ebbene, voi scegliereste la Caritas, la Sanitas o nessuna delle due (se non ne scegliete nessuna paghereste le prestazioni sanitarie di tasca vostra)? La Caritas e la Sanitas offrono lo stesso identico servizio, funzionano entrambe bene, solo che la Caritas aiuta i poveri e quindi fa pagare quei 20 euro in più al mese.
Non lo so. Personalmente sono poco propenso a donare, non solo perché i piemontesi hanno i famosi braccini corti, ma perché avendone pochi servono a me.
Secondo me donare - ad esempio i famosi 9 euro al mese che ormai tutti chiedono - è privilegio di chi ha un posto fisso e uno stipendio sicuro, e relativa stabilità e tranquillità. Io mai avuti, quindi...
Ciò premesso, non so cosa accadrebbe in generale ma negli Stati Uniti tradizionali, omogenei e in prevalenza bianchi e benestanti, fare beneficienza è piuttosto diffuso, anche con grosse somme. La legislazione inoltre favorisce il formarsi di enti senza fine di lucro di vario tipo, anche se negli ultimi vent'anni il settore è divenuto sempre più regolamentato "all'europea" probabilmente perché era diventato troppo facile per chiunque raccogliere fondi via internet. Allora, ipotizzo io, i tradizionali raccoglitori di fondi, già dotati di strutture per farlo, hanno spinto per la regolamentazione per togliersi la concorrenza dei nuovi arrivati.
Politica
Lo scopo del sondaggio proposto è capire se le teorie sulla beneficienza volontaria degli anarcocapitalisti stiano in piedi alla prova dei fatti oppure no.
Considerato che lo stato ha due scopi fondamentali, ovvero proteggerci dagli aggressori e fornire determinati servizi a tutti (anche ai poveri), gli anarcocapitalisti sostengono che in una società senza stato (dove tutti i servizi sono in mano al mercato privato) i servizi verrebbero forniti anche ai poveri perché ci sarebbe la beneficienza.
La domanda è: quanto successo avrebbe la beneficienza volontaria? Per testarlo, vi propongo di immaginare che la sanità pubblica italiana sia stata abolita e che il finanziamento delle prestazioni sanitarie è interamente in mano ad associazioni private.
Oltre alle assicurazioni commerciali, ci sono un paio di associazioni nonprofit che fanno quello che fanno sostanzialmente quello che faceva lo stato quando ancora c'era la sanità pubblica: prendono soldi da ciascun associato (per esempio 100 euro al mese) e poi quando un associato ha bisogno di prestazioni sanitarie gliele paga grazie ai soldi raccolti.
Immaginate che ci siano due associazioni nonprofit: la prima si chiama "Caritas", il cui nome contiene la parola "carità" perché essa accetta al suo interno anche persone nullatenenti. Per i nullatenenti ovviamente pagano gli associati che hanno un reddito sufficiente per contribuire: invece di far pagare 100 euro al mese, ne fa pagare 120, così vengono coperti anche i nullatenenti.
La seconda invece si chiama "Sanitas" e accetta al suo interno soltanto persone che hanno i soldi per versare contributi, di conseguenza agli associati chiede solo 100 euro (non dovendo aiutare i nullatenenti).
Ebbene, voi scegliereste la Caritas, la Sanitas o nessuna delle due (se non ne scegliete nessuna paghereste le prestazioni sanitarie di tasca vostra)? La Caritas e la Sanitas offrono lo stesso identico servizio, funzionano entrambe bene, solo che la Caritas aiuta i poveri e quindi fa pagare quei 20 euro in più al mese.
**Modificato dall'autore il 10.07.2020 21:46**
Considerato che lo stato ha due scopi fondamentali, ovvero proteggerci dagli aggressori e fornire determinati servizi a tutti (anche ai poveri), gli anarcocapitalisti sostengono che in una società senza stato (dove tutti i servizi sono in mano al mercato privato) i servizi verrebbero forniti anche ai poveri perché ci sarebbe la beneficienza.
La domanda è: quanto successo avrebbe la beneficienza volontaria? Per testarlo, vi propongo di immaginare che la sanità pubblica italiana sia stata abolita e che il finanziamento delle prestazioni sanitarie è interamente in mano ad associazioni private.
Oltre alle assicurazioni commerciali, ci sono un paio di associazioni nonprofit che fanno quello che fanno sostanzialmente quello che faceva lo stato quando ancora c'era la sanità pubblica: prendono soldi da ciascun associato (per esempio 100 euro al mese) e poi quando un associato ha bisogno di prestazioni sanitarie gliele paga grazie ai soldi raccolti.
Immaginate che ci siano due associazioni nonprofit: la prima si chiama "Caritas", il cui nome contiene la parola "carità" perché essa accetta al suo interno anche persone nullatenenti. Per i nullatenenti ovviamente pagano gli associati che hanno un reddito sufficiente per contribuire: invece di far pagare 100 euro al mese, ne fa pagare 120, così vengono coperti anche i nullatenenti.
La seconda invece si chiama "Sanitas" e accetta al suo interno soltanto persone che hanno i soldi per versare contributi, di conseguenza agli associati chiede solo 100 euro (non dovendo aiutare i nullatenenti).
Ebbene, voi scegliereste la Caritas, la Sanitas o nessuna delle due (se non ne scegliete nessuna paghereste le prestazioni sanitarie di tasca vostra)? La Caritas e la Sanitas offrono lo stesso identico servizio, funzionano entrambe bene, solo che la Caritas aiuta i poveri e quindi fa pagare quei 20 euro in più al mese.
**Modificato dall'autore il 10.07.2020 21:46**
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Non Autenticato
il 2020-06-27 14:47:44.0 alle 2020-06-27 14:47:44.0
Scritto da:
> Scritto da: Alessandrox
> > GioPizzi era più convincente
>
> che c'è grillino?
>
> non vuoi leggi contro l'omofobia?
I froci vanno buttati nelle foibe.
> Scritto da: Alessandrox
> > GioPizzi era più convincente
>
> che c'è grillino?
>
> non vuoi leggi contro l'omofobia?
I froci vanno buttati nelle foibe.
Politica
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Non Autenticato
il 2020-06-27 13:09:45.0 alle 2020-06-27 13:09:45.0
Scritto da: Alessandrox
> GioPizzi era più convincente
che c'è grillino?
non vuoi leggi contro l'omofobia?
> GioPizzi era più convincente
che c'è grillino?
non vuoi leggi contro l'omofobia?
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Non Autenticato
il 2020-06-27 13:06:53.0 alle 2020-06-27 13:06:53.0
Scritto da: Mattia
> Il fascista è identitario e incapace di ragionamenti strutturalmente complessi come la relativizzazione. In altre parole per un fascista la normalità è quanto un gregge deficiente ripete compulsivamente.
>
> https://forum.termometropolitico.it/804355-discuss...
dovrei iscrivermi anche io
ho delle cose da dire
i fascisti verrebbero uccisi
> Il fascista è identitario e incapace di ragionamenti strutturalmente complessi come la relativizzazione. In altre parole per un fascista la normalità è quanto un gregge deficiente ripete compulsivamente.
>
> https://forum.termometropolitico.it/804355-discuss...

dovrei iscrivermi anche io
ho delle cose da dire
i fascisti verrebbero uccisi
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> L'idea che mi son fatto io è che qualsiasi soluzione economica funziona solo per un po'.
Avevo fatto una lunga discussione di economia con questo mio amico che ha fatto un master in economia e adesso per lavoro investe soldi per i ricchi... ma non a naso come gli speculatori, ma con modelli statistici/matematici e tenendosi continuamente aggiornato su ogni battito di farfalla nell'economia.
Per farti capire, per ogni evento che ha un impatto sull'economia, come per esempio il Brexit, lui deve studiare tutte le conseguenze certe o probabili. Nulla è lasciato al caso.
Aprirò un thread per riassumere tutte le cose interessanti che mi ha detto, ma il punto fondamentale qual'è?
I liberali si vendono come quelli che capiscono tutto dell'economia, ti dicono che il socialismo esiste solo perché molti non sono istruiti economicamente... allora ho chiesto al mio amico se davvero i liberali hanno capito tutto come dicono e i socialisti invece una mazza.
Lui mi ha risposto che nei sistemi puramente socialisti come l'URSS è avvenuta una stagnazione del progresso, ma non per questo hanno ragione i liberali: la maggiore parte degli economisti sono keynesiani, quindi credono che la libertà di impresa privata sia necessaria per creare concorrenza e quindi progresso, ma che allo stesso tempo sia fondamentale che lo stato faccia la sua parte, perché ci sono beni e servizi che per loro intrinseca natura richiedono di andare in perdita, quindi contrari alla logica del profitto.
Alcuni beni e servizi, come l'istruzione e tante altre cose, hanno uno scopo sociale e non puramente economico, oppure hanno hanno uno scopo economico che porta benefici non al singolo ma alla macroeconomia, facendo arricchire la collettività.
Per fare un esempio, lo stato spende tanti soldi nei trasporti e lo fa andando anche in perdita, ma i trasporti a basso prezzo attirano i turisti che poi portano tantissimi soldi (molti di più rispetto a quelli spesi dallo stato).
Il mio amico, per farla breve, dice che senza lo stato torneremmo al medioevo: non è matematicamente/economicamente possibile lasciare tutto nelle mani del mercato privato, ma questo non significa che si debba appoggiare il comunismo che crea altri problemi.
Quindi sostanzialmente quello che dici tu è corretto: non è che esista LA ricetta economica, ma solo un fritto misto (che comprende sia lo stato che i privati) che deve essere continuiamente aggiornato, tarato e bilanciato.
Partendo da questo si arriva a capire che il laissez-faire è terrapiattismo, perché in un sistema sensato lo stato nell'economia ha un potere a intensità variabile e soprattutto è sempre presente per quei beni e servizi che sono considerati sociali e non economici, che non possono assolutamente essere piegati alla logica del profitto.
> Non so, ho letto solo quel post, e un altro che non ricordo. Mi sembrano antimoderni che hanno letto un sacco di libri, ma antimoderno può già significare un po' di tutto.
Io ho letto un paio di articoli nel sito e non capisco perché li definisci "di destra".
Che cosa è la destra se non il liberismo e il fascioclericalismo? Non capisco.
Io se domani in Svizzera si votasse per entrare nell'UE voterei di no. Se si votasse per dare più potere ai cantoni voterei di sì.
Quindi sono di destra? Assolutamente no. Il sovranismo è trasversale, così come lo può essere l'antimodernismo: anche io sono antimodernista... mi piace la tecnologia, ma la società moderna no. Quindi sono di destra? Assolutamente no.
Non sono queste le cose che caratterizzano destra e sinistra.
La storia è questa.
A un certo punto della storia c'erano i socialisti/comunisti, i liberali e i conservatori.
Dal socialismo sono nati i socialdemocratici, che erano i più moderati del movimento socialista (cioè quelli meno contrari al capitalismo), mentre dal movimento liberale sono nati i radicali.
I radicali e i socialdemocratici sono finiti per occupare la stessa nicchia dello spettro politico e quindi i radicali sono stati assorbiti dai socialdemocratici, dando origine ai liberal.
Quindi oggi ci sono i comunisti/socialisti, i socialdemocratici/liberal/radicali, i liberali e i fascioclericali, sostanzialmente.
I fascioclericali hanno uno scopo molto semplice: scagliarsi contro le istanze dei socialdemocratici/liberal/radicali e del liberali.
La questione è semplicemente questa: odiare la libertà personale, nonché sottomettere tutti alla maggioranza che deve dominare a colpi di manganello.
Questo è la destra, null'altro.
Definire di destra chi è antimoderno è un insulto per i numerosi antimoderni che difendono la libertà personale e il principio di non aggressione. Del resto gli uomini dell'800 non erano moderni (come potevano esserlo?), ma è in quel contesto che il liberalismo è nato.
**Modificato dall'autore il 27.06.2020 02:59**
Avevo fatto una lunga discussione di economia con questo mio amico che ha fatto un master in economia e adesso per lavoro investe soldi per i ricchi... ma non a naso come gli speculatori, ma con modelli statistici/matematici e tenendosi continuamente aggiornato su ogni battito di farfalla nell'economia.
Per farti capire, per ogni evento che ha un impatto sull'economia, come per esempio il Brexit, lui deve studiare tutte le conseguenze certe o probabili. Nulla è lasciato al caso.
Aprirò un thread per riassumere tutte le cose interessanti che mi ha detto, ma il punto fondamentale qual'è?
I liberali si vendono come quelli che capiscono tutto dell'economia, ti dicono che il socialismo esiste solo perché molti non sono istruiti economicamente... allora ho chiesto al mio amico se davvero i liberali hanno capito tutto come dicono e i socialisti invece una mazza.
Lui mi ha risposto che nei sistemi puramente socialisti come l'URSS è avvenuta una stagnazione del progresso, ma non per questo hanno ragione i liberali: la maggiore parte degli economisti sono keynesiani, quindi credono che la libertà di impresa privata sia necessaria per creare concorrenza e quindi progresso, ma che allo stesso tempo sia fondamentale che lo stato faccia la sua parte, perché ci sono beni e servizi che per loro intrinseca natura richiedono di andare in perdita, quindi contrari alla logica del profitto.
Alcuni beni e servizi, come l'istruzione e tante altre cose, hanno uno scopo sociale e non puramente economico, oppure hanno hanno uno scopo economico che porta benefici non al singolo ma alla macroeconomia, facendo arricchire la collettività.
Per fare un esempio, lo stato spende tanti soldi nei trasporti e lo fa andando anche in perdita, ma i trasporti a basso prezzo attirano i turisti che poi portano tantissimi soldi (molti di più rispetto a quelli spesi dallo stato).
Il mio amico, per farla breve, dice che senza lo stato torneremmo al medioevo: non è matematicamente/economicamente possibile lasciare tutto nelle mani del mercato privato, ma questo non significa che si debba appoggiare il comunismo che crea altri problemi.
Quindi sostanzialmente quello che dici tu è corretto: non è che esista LA ricetta economica, ma solo un fritto misto (che comprende sia lo stato che i privati) che deve essere continuiamente aggiornato, tarato e bilanciato.
Partendo da questo si arriva a capire che il laissez-faire è terrapiattismo, perché in un sistema sensato lo stato nell'economia ha un potere a intensità variabile e soprattutto è sempre presente per quei beni e servizi che sono considerati sociali e non economici, che non possono assolutamente essere piegati alla logica del profitto.
> Non so, ho letto solo quel post, e un altro che non ricordo. Mi sembrano antimoderni che hanno letto un sacco di libri, ma antimoderno può già significare un po' di tutto.
Io ho letto un paio di articoli nel sito e non capisco perché li definisci "di destra".
Che cosa è la destra se non il liberismo e il fascioclericalismo? Non capisco.
Io se domani in Svizzera si votasse per entrare nell'UE voterei di no. Se si votasse per dare più potere ai cantoni voterei di sì.
Quindi sono di destra? Assolutamente no. Il sovranismo è trasversale, così come lo può essere l'antimodernismo: anche io sono antimodernista... mi piace la tecnologia, ma la società moderna no. Quindi sono di destra? Assolutamente no.
Non sono queste le cose che caratterizzano destra e sinistra.
La storia è questa.
A un certo punto della storia c'erano i socialisti/comunisti, i liberali e i conservatori.
Dal socialismo sono nati i socialdemocratici, che erano i più moderati del movimento socialista (cioè quelli meno contrari al capitalismo), mentre dal movimento liberale sono nati i radicali.
I radicali e i socialdemocratici sono finiti per occupare la stessa nicchia dello spettro politico e quindi i radicali sono stati assorbiti dai socialdemocratici, dando origine ai liberal.
Quindi oggi ci sono i comunisti/socialisti, i socialdemocratici/liberal/radicali, i liberali e i fascioclericali, sostanzialmente.
I fascioclericali hanno uno scopo molto semplice: scagliarsi contro le istanze dei socialdemocratici/liberal/radicali e del liberali.
La questione è semplicemente questa: odiare la libertà personale, nonché sottomettere tutti alla maggioranza che deve dominare a colpi di manganello.
Questo è la destra, null'altro.
Definire di destra chi è antimoderno è un insulto per i numerosi antimoderni che difendono la libertà personale e il principio di non aggressione. Del resto gli uomini dell'800 non erano moderni (come potevano esserlo?), ma è in quel contesto che il liberalismo è nato.
**Modificato dall'autore il 27.06.2020 02:59**
Politica
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Non Autenticato
il 2020-06-26 23:59:12.0 alle 2020-06-26 23:59:12.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Il fascista è identitario e incapace di ragionamenti strutturalmente complessi come la relativizzazione. In altre parole per un fascista la normalità è quanto un gregge deficiente ripete compulsivamente.
> > > >
> > > > https://forum.termometropolitico.it/804355-discuss...
> > >
> > > Tra l'altro il mio thread, che avevo postato anche qui, sta avendo un successo enorme: siamo arrivati a 70 pagine.
> > >
> > > https://forum.termometropolitico.it/803520-adesso-...
> > >
> > > In questa discussione si può assaporare per bene il basso QI dei destroidi.
> >
> > Ecco un blog di destra dove non hanno affatto un basso QI:
> >
> > https://www.barbadillo.it/16011-il-saggio-tutela-d...
>
>
> Ci sono due tipi di destre: i liberali e i fascioclericali.
>
> I primi sono mediamente più svegli e acculturati rispetto ai secondi, ma anche loro non mi sembra brillino di intelligenza.
> "Oh mio dio c'è un incendio, bisogna spegnerlo!" ----> Liberali: "Tranquilli, lasciatelo dov'è, ci penserà il mercato"
>
> "Stiamo distruggendo l'ambiente!" ----> Liberali: "I governi non devono fare nulla, ci penserà il mercato"
>
> "C'è un virus che sta seminando un sacco di morti, meglio mettere qualche misura restrittiva per un po' di tempo" ----> Liberali: "Oh mio dio, siamo diventati una dittatura!"
>
> "Bisogna difendere i diritti civili!" ----> Liberali: "Si, per difendere i diritti civili bisogna togliere la sanità pubblica"
>
>
>
> A parte queste fesserie, le loro teorie economiche non hanno senso. Lo dice anche un mio amico con il master in economia che la spessa pubblica è fondamentale e che lo stato deve essere presente, perché il mercato non può sopperire a tutti i bisogni dei cittadini. La maggior parte degli economisti - mi ha detto lui - sono per un sistema misto. I liberali sono alla stregua dei terrapiattisti dell'economia.
>
> Il motivo per cui vengono collocati a destra è che in base al loro terrapiattismo economico è sbagliato fare spesa pubblica e intervenire nell'economia, mentre la sinistra fa entrambe le cose.
L'idea che mi son fatto io è che qualsiasi soluzione economica funziona solo per un po'.
> L'altra faccia della destra è il fascioclericalismo: quelli che si scagliano contro la sinistra e contro i liberali perché sono contrari alla libertà personale, perché tutto il mondo deve girare intorno ai loro gusti personali.
> Questi ultimi sono proprio tonti: anche quelli che non sono proprio analfabeti alla fine dicono comunque le stesse cazzate illogiche, solo scritte con un italiano un po' più corretto e curato.
>
> Quelli di sto blog che tipo di tonti sono? Terrapiattisti dell'economia contrari alla spesa pubblica o i tonti che credono che l'omosessualità sia un problema sociale?
Non so, ho letto solo quel post, e un altro che non ricordo. Mi sembrano antimoderni che hanno letto un sacco di libri, ma antimoderno può già significare un po' di tutto.
> Scritto da:
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> > > Scritto da: Mattia
> > > > Il fascista è identitario e incapace di ragionamenti strutturalmente complessi come la relativizzazione. In altre parole per un fascista la normalità è quanto un gregge deficiente ripete compulsivamente.
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> > > Tra l'altro il mio thread, che avevo postato anche qui, sta avendo un successo enorme: siamo arrivati a 70 pagine.
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> > > In questa discussione si può assaporare per bene il basso QI dei destroidi.
> >
> > Ecco un blog di destra dove non hanno affatto un basso QI:
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> Ci sono due tipi di destre: i liberali e i fascioclericali.
>
> I primi sono mediamente più svegli e acculturati rispetto ai secondi, ma anche loro non mi sembra brillino di intelligenza.
> "Oh mio dio c'è un incendio, bisogna spegnerlo!" ----> Liberali: "Tranquilli, lasciatelo dov'è, ci penserà il mercato"
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> "Stiamo distruggendo l'ambiente!" ----> Liberali: "I governi non devono fare nulla, ci penserà il mercato"
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> "C'è un virus che sta seminando un sacco di morti, meglio mettere qualche misura restrittiva per un po' di tempo" ----> Liberali: "Oh mio dio, siamo diventati una dittatura!"
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> "Bisogna difendere i diritti civili!" ----> Liberali: "Si, per difendere i diritti civili bisogna togliere la sanità pubblica"
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> A parte queste fesserie, le loro teorie economiche non hanno senso. Lo dice anche un mio amico con il master in economia che la spessa pubblica è fondamentale e che lo stato deve essere presente, perché il mercato non può sopperire a tutti i bisogni dei cittadini. La maggior parte degli economisti - mi ha detto lui - sono per un sistema misto. I liberali sono alla stregua dei terrapiattisti dell'economia.
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> Il motivo per cui vengono collocati a destra è che in base al loro terrapiattismo economico è sbagliato fare spesa pubblica e intervenire nell'economia, mentre la sinistra fa entrambe le cose.
L'idea che mi son fatto io è che qualsiasi soluzione economica funziona solo per un po'.
> L'altra faccia della destra è il fascioclericalismo: quelli che si scagliano contro la sinistra e contro i liberali perché sono contrari alla libertà personale, perché tutto il mondo deve girare intorno ai loro gusti personali.
> Questi ultimi sono proprio tonti: anche quelli che non sono proprio analfabeti alla fine dicono comunque le stesse cazzate illogiche, solo scritte con un italiano un po' più corretto e curato.
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> Quelli di sto blog che tipo di tonti sono? Terrapiattisti dell'economia contrari alla spesa pubblica o i tonti che credono che l'omosessualità sia un problema sociale?
Non so, ho letto solo quel post, e un altro che non ricordo. Mi sembrano antimoderni che hanno letto un sacco di libri, ma antimoderno può già significare un po' di tutto.
Arricchimento culturale in Svezia in corso
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
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> > > Il fascista è identitario e incapace di ragionamenti strutturalmente complessi come la relativizzazione. In altre parole per un fascista la normalità è quanto un gregge deficiente ripete compulsivamente.
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> > Tra l'altro il mio thread, che avevo postato anche qui, sta avendo un successo enorme: siamo arrivati a 70 pagine.
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> > In questa discussione si può assaporare per bene il basso QI dei destroidi.
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> Ecco un blog di destra dove non hanno affatto un basso QI:
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Ci sono due tipi di destre: i liberali e i fascioclericali.
I primi sono mediamente più svegli e acculturati rispetto ai secondi, ma anche loro non mi sembra brillino di intelligenza.
"Oh mio dio c'è un incendio, bisogna spegnerlo!" ----> Liberali: "Tranquilli, lasciatelo dov'è, ci penserà il mercato"
"Stiamo distruggendo l'ambiente!" ----> Liberali: "I governi non devono fare nulla, ci penserà il mercato"
"C'è un virus che sta seminando un sacco di morti, meglio mettere qualche misura restrittiva per un po' di tempo" ----> Liberali: "Oh mio dio, siamo diventati una dittatura!"
"Bisogna difendere i diritti civili!" ----> Liberali: "Si, per difendere i diritti civili bisogna togliere la sanità pubblica"

A parte queste fesserie, le loro teorie economiche non hanno senso. Lo dice anche un mio amico con il master in economia che la spessa pubblica è fondamentale e che lo stato deve essere presente, perché il mercato non può sopperire a tutti i bisogni dei cittadini. La maggior parte degli economisti - mi ha detto lui - sono per un sistema misto. I liberali sono alla stregua dei terrapiattisti dell'economia.
Il motivo per cui vengono collocati a destra è che in base al loro terrapiattismo economico è sbagliato fare spesa pubblica e intervenire nell'economia, mentre la sinistra fa entrambe le cose.
L'altra faccia della destra è il fascioclericalismo: quelli che si scagliano contro la sinistra e contro i liberali perché sono contrari alla libertà personale, perché tutto il mondo deve girare intorno ai loro gusti personali.
Questi ultimi sono proprio tonti: anche quelli che non sono proprio analfabeti alla fine dicono comunque le stesse cazzate illogiche, solo scritte con un italiano un po' più corretto e curato.
Quelli di sto blog che tipo di tonti sono? Terrapiattisti dell'economia contrari alla spesa pubblica o i tonti che credono che l'omosessualità sia un problema sociale?
**Modificato dall'autore il 26.06.2020 18:09**
> Scritto da: Mattia
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Ci sono due tipi di destre: i liberali e i fascioclericali.
I primi sono mediamente più svegli e acculturati rispetto ai secondi, ma anche loro non mi sembra brillino di intelligenza.
"Oh mio dio c'è un incendio, bisogna spegnerlo!" ----> Liberali: "Tranquilli, lasciatelo dov'è, ci penserà il mercato"
"Stiamo distruggendo l'ambiente!" ----> Liberali: "I governi non devono fare nulla, ci penserà il mercato"
"C'è un virus che sta seminando un sacco di morti, meglio mettere qualche misura restrittiva per un po' di tempo" ----> Liberali: "Oh mio dio, siamo diventati una dittatura!"
"Bisogna difendere i diritti civili!" ----> Liberali: "Si, per difendere i diritti civili bisogna togliere la sanità pubblica"

A parte queste fesserie, le loro teorie economiche non hanno senso. Lo dice anche un mio amico con il master in economia che la spessa pubblica è fondamentale e che lo stato deve essere presente, perché il mercato non può sopperire a tutti i bisogni dei cittadini. La maggior parte degli economisti - mi ha detto lui - sono per un sistema misto. I liberali sono alla stregua dei terrapiattisti dell'economia.
Il motivo per cui vengono collocati a destra è che in base al loro terrapiattismo economico è sbagliato fare spesa pubblica e intervenire nell'economia, mentre la sinistra fa entrambe le cose.
L'altra faccia della destra è il fascioclericalismo: quelli che si scagliano contro la sinistra e contro i liberali perché sono contrari alla libertà personale, perché tutto il mondo deve girare intorno ai loro gusti personali.
Questi ultimi sono proprio tonti: anche quelli che non sono proprio analfabeti alla fine dicono comunque le stesse cazzate illogiche, solo scritte con un italiano un po' più corretto e curato.
Quelli di sto blog che tipo di tonti sono? Terrapiattisti dell'economia contrari alla spesa pubblica o i tonti che credono che l'omosessualità sia un problema sociale?
**Modificato dall'autore il 26.06.2020 18:09**
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-06-26 16:26:28.0 alle 2020-06-26 16:26:28.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da: Mattia
> > Il fascista è identitario e incapace di ragionamenti strutturalmente complessi come la relativizzazione. In altre parole per un fascista la normalità è quanto un gregge deficiente ripete compulsivamente.
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> Il fascista è identitario e incapace di ragionamenti strutturalmente complessi come la relativizzazione. In altre parole per un fascista la normalità è quanto un gregge deficiente ripete compulsivamente.
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Tra l'altro il mio thread, che avevo postato anche qui, sta avendo un successo enorme: siamo arrivati a 70 pagine.
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Politica
Il fascista è identitario e incapace di ragionamenti strutturalmente complessi come la relativizzazione. In altre parole per un fascista la normalità è quanto un gregge deficiente ripete compulsivamente.
https://forum.termometropolitico.it/804355-discuss...
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Trova Wakanda!
Ad
https://imgoat.com/uploads/edebb6e872/182095.jpg
Solo il 5% riesce a trovarla! Provaci anche tu!!
Politica
Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2020-06-26 00:24:47.0 alle 2020-06-26 00:24:47.0
Trollate totali: 11555
GioPizzi era più convincente
Ma smettila di secernere cazzate!
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-06-25 15:24:39.0 alle 2020-06-25 15:24:39.0
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
>
> > Da qualche parte ci sarà pure una linea di confine sulla libertà individuale nei casi di pandemia, altrimenti a sto punto perché non permettere ad acolizzati drogati di sfrecciare a 150 Km/h da parte alle scuole elementari lanciando uova ai passanti?
>
> Basta siano dei pedofili marci e gli concederai anche quello.
Uova marce di pedofili marci? Con le scarpe da ginnastica?
> Scritto da: Mattia
>
> > Da qualche parte ci sarà pure una linea di confine sulla libertà individuale nei casi di pandemia, altrimenti a sto punto perché non permettere ad acolizzati drogati di sfrecciare a 150 Km/h da parte alle scuole elementari lanciando uova ai passanti?
>
> Basta siano dei pedofili marci e gli concederai anche quello.
Uova marce di pedofili marci? Con le scarpe da ginnastica?
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-06-25 09:32:37.0 alle 2020-06-25 09:32:37.0
Scritto da: Mattia
> Da qualche parte ci sarà pure una linea di confine sulla libertà individuale nei casi di pandemia, altrimenti a sto punto perché non permettere ad acolizzati drogati di sfrecciare a 150 Km/h da parte alle scuole elementari lanciando uova ai passanti?
Basta siano dei pedofili marci e gli concederai anche quello.
> Da qualche parte ci sarà pure una linea di confine sulla libertà individuale nei casi di pandemia, altrimenti a sto punto perché non permettere ad acolizzati drogati di sfrecciare a 150 Km/h da parte alle scuole elementari lanciando uova ai passanti?
Basta siano dei pedofili marci e gli concederai anche quello.