Politica
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Non Autenticato
il 2020-05-27 23:39:34.0 alle 2020-05-27 23:39:34.0
> Vi siete mai chiesti dove finiscono tutte le imposte (sia dirette che indirette) che si pagano?

Penso sia l'hobby preferito degli italiani dopo allenare la nazionale di calcio.
Le maggiori voci di spesa secondo me sono:
- Sanità. L'unico settore in cui chiuderei un occhio perché è meglio avere qualche medico in soprannumero e qualche ambulatorio in più che qualcuno in meno. La dispendiosità però proviene in parte dai costi delle apparecchiature e delle forniture, che suppongo gonfiati, e qui si potrebbe tagliare.
- Trasporti pubblici. Invece di pensare a tagliare i costi penserei a renderli più efficienti. Se in Giappone il treno delle 16.22 passa alle 16.22, e se arrivando in anticipo prendi per sbaglio quello delle 16.20 e ti trovi in un posto diverso, perché non si può fare anche qui?
- Scuola. Negli anni è diventata un'area di parcheggio per rampolli, mogli, amanti e puttane di sinistra. Qualcosa da tagliare ci sarebbe.
- Forze armate. Idem come sopra ma di destra. La spesa per le forze armate deriva dal fatto che se ne è fatta una forza di intervento agli ordini degli americani, per le varie missioni per portare democrazia e pace nel mondo.
- Grandi opere. In genere utili - nel senso che di rado sono conpletamente inutili - ma dannose per l'ambiente. Occorrerebbe ripensare l'economia in modo da non renderle necessarie e potersi servire di opere normali.

Penso sia l'hobby preferito degli italiani dopo allenare la nazionale di calcio.
Le maggiori voci di spesa secondo me sono:
- Sanità. L'unico settore in cui chiuderei un occhio perché è meglio avere qualche medico in soprannumero e qualche ambulatorio in più che qualcuno in meno. La dispendiosità però proviene in parte dai costi delle apparecchiature e delle forniture, che suppongo gonfiati, e qui si potrebbe tagliare.
- Trasporti pubblici. Invece di pensare a tagliare i costi penserei a renderli più efficienti. Se in Giappone il treno delle 16.22 passa alle 16.22, e se arrivando in anticipo prendi per sbaglio quello delle 16.20 e ti trovi in un posto diverso, perché non si può fare anche qui?
- Scuola. Negli anni è diventata un'area di parcheggio per rampolli, mogli, amanti e puttane di sinistra. Qualcosa da tagliare ci sarebbe.
- Forze armate. Idem come sopra ma di destra. La spesa per le forze armate deriva dal fatto che se ne è fatta una forza di intervento agli ordini degli americani, per le varie missioni per portare democrazia e pace nel mondo.
- Grandi opere. In genere utili - nel senso che di rado sono conpletamente inutili - ma dannose per l'ambiente. Occorrerebbe ripensare l'economia in modo da non renderle necessarie e potersi servire di opere normali.
Politica
"La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni", disse un saggio.
Solo che all'economia non importa nulla delle buone intenzioni. I socialisti italiani avranno avuto buone intenzioni, ma non capiscono nulla di economia.
Bisogna elaborare una proposta socialista moderna, post-ideologica e post-marxista, che raggiunge gli obbiettivi del socialismo ("ridurre le disuguaglianze") attraverso le teorie di mercato consolidate.
Il socialismo in Italia è fallito perché sono state applicate teorie economiche cialtrone, che hanno portato a uno stato costoso e inefficiente, oltre che a un debito pubblico elevato.
Vi siete mai chiesti dove finiscono tutte le imposte (sia dirette che indirette) che si pagano? Sulla base di cosa è stato deciso che i cittadini devono pagare tutte queste imposte?
È evidente che un sistema che decide arbitrariamente quante imposte si devono pagare non può essere efficiente, perché poi la logica di chi governa è "visto che di soldi ne possiamo prendere quanti ne vogliamo, usiamoli!" e ovviamente non li usano solo per cose utili: magari vengono assunti 1'000 impiegati statali per scavare buche e riempirle.
Ovviamente funziona così in tutti gli stati, solo che in alcuni stati ci sono sistemi e politici un po' lungimiranti che sprecano di meno, mentre in Italia con i soldi pubblici fanno le feste, perché tanto il cittadino non deve essere soddisfatto del lavoro dello stato visto che le imposte deve pagarle obbligatoriamente, anche quando non è soddisfatto.
Quindi lo stato sociale va ripensato e la mia idea è questa: non deve essere lo stato a creare l'offerta, ma il cittadino a creare la domanda. L'offerta deve corrispondere alla domanda.
Quindi:
1) Bisogna fare una legge che dice che i servizi pubblici devono essere gestiti come società private, ma avendo come obbiettivo il pareggio di bilancio e non il profitto (non devono fare profitti ma non devono nemmeno andare in perdita)
2) I servizi pubblici non devono ricevere soldi pubblici ("vi diamo i soldi e voi li usate come volete"), ma i soldi pubblici devono essere dati a cittadini che poi li spendono come preferiscono (anche in servizi privati)
Ci possono essere varie idee su come arrivare a questo sistema. La mia consiste nel creare una carta di credito statale che si può utilizzare per pagare generi alimentari, vestiti, medicinali, prestazioni sanitarie, elettricità, acqua potabile, affitto, ovvero tutti i beni e servizi che si ritengono essere indispensabili (escludendo quelli che si ritengono non essenziali).
Man mano che i cittadini spendono con la carta di credito, lo stato si indebita con i fornitori di servizi (sia privati che pubblici) e i debiti vengono poi ripagati collettivamente dai cittadini in base alle proprie possibilità economiche.
I costi del debito non sarebbero arbitrari (come lo sono le imposte), ma dipenderebbero da quanto i cittadini consumano, quindi corrisponderebbero ai bisogni.... ai bisogni dei cittadini e non ai bisogni di chi ruba!
Chiaramente ci deve essere un limite di spesa mensile per ogni servizio, altrimenti uno si compra 35 bistecche al giorno e la fa pagare allo stato, oppure va in un ospedale privato super costoso e fa pagare tutto allo stato. Una volta sforato il limite di spesa paghi con i tuoi soldi.
La conseguenza di questa politica, come potete intuire, è che i cittadini eviterebbero come la peste i servizi pubblici inefficienti e di qualità scarsa (preferendo al loro posto servizi privati), i quali quindi sarebbero costretti a ridurre i costi (anche facendo tagli al personale, se necessario).
In quanto alle imposte, lo stato deve servirsene solo per la costruzione/manutenzione di strade/parchi/piazze/infrastrutture e per la giustizia. Per tutto il resto ci vuole una logica di mercato: bisogna fare tutto il possibile per agevolare la concorrenza!
Solo che all'economia non importa nulla delle buone intenzioni. I socialisti italiani avranno avuto buone intenzioni, ma non capiscono nulla di economia.
Bisogna elaborare una proposta socialista moderna, post-ideologica e post-marxista, che raggiunge gli obbiettivi del socialismo ("ridurre le disuguaglianze") attraverso le teorie di mercato consolidate.
Il socialismo in Italia è fallito perché sono state applicate teorie economiche cialtrone, che hanno portato a uno stato costoso e inefficiente, oltre che a un debito pubblico elevato.
Vi siete mai chiesti dove finiscono tutte le imposte (sia dirette che indirette) che si pagano? Sulla base di cosa è stato deciso che i cittadini devono pagare tutte queste imposte?
È evidente che un sistema che decide arbitrariamente quante imposte si devono pagare non può essere efficiente, perché poi la logica di chi governa è "visto che di soldi ne possiamo prendere quanti ne vogliamo, usiamoli!" e ovviamente non li usano solo per cose utili: magari vengono assunti 1'000 impiegati statali per scavare buche e riempirle.
Ovviamente funziona così in tutti gli stati, solo che in alcuni stati ci sono sistemi e politici un po' lungimiranti che sprecano di meno, mentre in Italia con i soldi pubblici fanno le feste, perché tanto il cittadino non deve essere soddisfatto del lavoro dello stato visto che le imposte deve pagarle obbligatoriamente, anche quando non è soddisfatto.
Quindi lo stato sociale va ripensato e la mia idea è questa: non deve essere lo stato a creare l'offerta, ma il cittadino a creare la domanda. L'offerta deve corrispondere alla domanda.
Quindi:
1) Bisogna fare una legge che dice che i servizi pubblici devono essere gestiti come società private, ma avendo come obbiettivo il pareggio di bilancio e non il profitto (non devono fare profitti ma non devono nemmeno andare in perdita)
2) I servizi pubblici non devono ricevere soldi pubblici ("vi diamo i soldi e voi li usate come volete"), ma i soldi pubblici devono essere dati a cittadini che poi li spendono come preferiscono (anche in servizi privati)
Ci possono essere varie idee su come arrivare a questo sistema. La mia consiste nel creare una carta di credito statale che si può utilizzare per pagare generi alimentari, vestiti, medicinali, prestazioni sanitarie, elettricità, acqua potabile, affitto, ovvero tutti i beni e servizi che si ritengono essere indispensabili (escludendo quelli che si ritengono non essenziali).
Man mano che i cittadini spendono con la carta di credito, lo stato si indebita con i fornitori di servizi (sia privati che pubblici) e i debiti vengono poi ripagati collettivamente dai cittadini in base alle proprie possibilità economiche.
I costi del debito non sarebbero arbitrari (come lo sono le imposte), ma dipenderebbero da quanto i cittadini consumano, quindi corrisponderebbero ai bisogni.... ai bisogni dei cittadini e non ai bisogni di chi ruba!
Chiaramente ci deve essere un limite di spesa mensile per ogni servizio, altrimenti uno si compra 35 bistecche al giorno e la fa pagare allo stato, oppure va in un ospedale privato super costoso e fa pagare tutto allo stato. Una volta sforato il limite di spesa paghi con i tuoi soldi.
La conseguenza di questa politica, come potete intuire, è che i cittadini eviterebbero come la peste i servizi pubblici inefficienti e di qualità scarsa (preferendo al loro posto servizi privati), i quali quindi sarebbero costretti a ridurre i costi (anche facendo tagli al personale, se necessario).
In quanto alle imposte, lo stato deve servirsene solo per la costruzione/manutenzione di strade/parchi/piazze/infrastrutture e per la giustizia. Per tutto il resto ci vuole una logica di mercato: bisogna fare tutto il possibile per agevolare la concorrenza!
Politica
https://forum.termometropolitico.it/800975-non-si-... 
C’è, sul forum ma non così diffusa in Italia come sembrerebbe qui , l’ostentazione, non c’è miglior verbo per definire le vuote argomentazioni che si leggono, di un anti europeismo che non si capisce dove vorrebbe portare l’Italia. La Brexit di quel personaggio discutibile che si chiama Johnson ha acceso gli animi dei sovranisti di casa nostra, e qui i seguaci di Borghi e sottosotto anche di alcuni grillofori si sono scatenati con argomentazioni a favore dell’Italexit a voler essere gentili insufficienti.
Uno degli argomenti preferiti dai sovranisti è imputare alla UE i peggioramenti economico-sociali avvenuti nell’ultimo trentennio (nella distribuzione del reddito, nella precarietà delle condizioni di lavoro e di vita, nella qualità sociale ed ecologica della crescita economica), e persino, udite udite, della avvenuta globalizzazione dei mercati e la loro autonomizzazione rispetto alle istituzioni e alla politica cioè rispetto alla definizione democratica delle scelte collettive. Eppure, il progetto comunitario – oltre a corrispondere alle preoccupazioni del possibile ripetersi dei terrificanti conflitti bellici del Novecento – era e sarebbe ancora un’occasione specifica per riequilibrare i rapporti tra mercati e istituzioni, estendendo queste ultime a livello continentale. Le possibilità di sviluppo economico-sociale di ciascun paese europeo sarebbero potenzialmente favorite dalla sua inclusione nell’Unione, che diventerebbe la maggiore economia mondiale a patto però che i vari sovranismi che spuntano come funghi velenosi nel suo seno non ne riducessero la potenzialità.
Stando come sono le cose oggi le alternative sono sostanzialmente due: la prima è insistere convintamente sull’interesse generale degli europei (e non solo) a realizzare l’Unione, nella consapevolezza che il coordinamento democratico, la partecipazione popolare e le politiche volte a sostenere la quantità e qualità della crescita riducendo le diseguaglianze non sono degli optional che denotano scarso rigore ma le modalità necessarie per unirsi economicamente, socialmente e politicamente; la seconda è accentuare la logica della contrapposizione tra i «forti» che pretendono d’imporre la loro idea stupida di rigore e i «deboli», che pensano a decisioni unilaterali di default o a uscite dall’euro con l’idea non meno stupida di pensare che un «debole» possa ricattare un «forte» senza che vi siano reazioni anche catastrofiche.
E se quelle che ho definito all’inizio di questo scritto come “argomentazioni vuote” di senso logico contrarie a una Unione forte e unita dovessero al fine prevalere, allora ci troveremmo nella disastrosa situazione di dover per forza demolire quella che sarebbe potuta essere la grande potente costruzione europea in grado di competere con l’astro sorgente cinese e con il, pur declinante, astro americano e ci troveremmo, parlo di noi Italia ma non solo di noi, come un fragilissimo vascello a dover navigare nel mare tempestoso della finanza speculativa mondiale che, ricordiamolo ai fautori del sovranismo nazionale, ha una potenza di fuoco dieci volte superiore a quella del paese Italia

C’è, sul forum ma non così diffusa in Italia come sembrerebbe qui , l’ostentazione, non c’è miglior verbo per definire le vuote argomentazioni che si leggono, di un anti europeismo che non si capisce dove vorrebbe portare l’Italia. La Brexit di quel personaggio discutibile che si chiama Johnson ha acceso gli animi dei sovranisti di casa nostra, e qui i seguaci di Borghi e sottosotto anche di alcuni grillofori si sono scatenati con argomentazioni a favore dell’Italexit a voler essere gentili insufficienti.
Uno degli argomenti preferiti dai sovranisti è imputare alla UE i peggioramenti economico-sociali avvenuti nell’ultimo trentennio (nella distribuzione del reddito, nella precarietà delle condizioni di lavoro e di vita, nella qualità sociale ed ecologica della crescita economica), e persino, udite udite, della avvenuta globalizzazione dei mercati e la loro autonomizzazione rispetto alle istituzioni e alla politica cioè rispetto alla definizione democratica delle scelte collettive. Eppure, il progetto comunitario – oltre a corrispondere alle preoccupazioni del possibile ripetersi dei terrificanti conflitti bellici del Novecento – era e sarebbe ancora un’occasione specifica per riequilibrare i rapporti tra mercati e istituzioni, estendendo queste ultime a livello continentale. Le possibilità di sviluppo economico-sociale di ciascun paese europeo sarebbero potenzialmente favorite dalla sua inclusione nell’Unione, che diventerebbe la maggiore economia mondiale a patto però che i vari sovranismi che spuntano come funghi velenosi nel suo seno non ne riducessero la potenzialità.
Stando come sono le cose oggi le alternative sono sostanzialmente due: la prima è insistere convintamente sull’interesse generale degli europei (e non solo) a realizzare l’Unione, nella consapevolezza che il coordinamento democratico, la partecipazione popolare e le politiche volte a sostenere la quantità e qualità della crescita riducendo le diseguaglianze non sono degli optional che denotano scarso rigore ma le modalità necessarie per unirsi economicamente, socialmente e politicamente; la seconda è accentuare la logica della contrapposizione tra i «forti» che pretendono d’imporre la loro idea stupida di rigore e i «deboli», che pensano a decisioni unilaterali di default o a uscite dall’euro con l’idea non meno stupida di pensare che un «debole» possa ricattare un «forte» senza che vi siano reazioni anche catastrofiche.
E se quelle che ho definito all’inizio di questo scritto come “argomentazioni vuote” di senso logico contrarie a una Unione forte e unita dovessero al fine prevalere, allora ci troveremmo nella disastrosa situazione di dover per forza demolire quella che sarebbe potuta essere la grande potente costruzione europea in grado di competere con l’astro sorgente cinese e con il, pur declinante, astro americano e ci troveremmo, parlo di noi Italia ma non solo di noi, come un fragilissimo vascello a dover navigare nel mare tempestoso della finanza speculativa mondiale che, ricordiamolo ai fautori del sovranismo nazionale, ha una potenza di fuoco dieci volte superiore a quella del paese Italia
Politica
Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2020-05-25 14:17:26.0 alle 2020-05-25 14:17:26.0
Trollate totali: 11555
Non ti pare un tipo di dotazione totalmente sproporzionata?
Ma smettila di secernere cazzate!
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-05-23 14:22:07.0 alle 2020-05-23 14:22:07.0
Scritto da: Mattia
> https://forum.termometropolitico.it/802503-si-puo-...
>
> Voglio prima di tutto precisare che non voglio mettere gli omofobi sullo stesso piano dei ladri: gli omofobi sono ovviamente peggiori, nell'inferno dantesco li metterei insieme agli stupratori.
> Infatti la violenza contro le persone è, dal mio punto di vista, più grave rispetto alla violazione della proprietà.
>
> Detto questo, tratterò comunque le due cose nella stessa discussione, unendo l'argomento della difesa di sé stessi con quello della difesa della proprietà.
>
> Quindi, il sommario del post:
> 1) La difesa personale della proprietà è legittima?
> 2) E se concedessimo il porto d'armi agli omosessuali?
>
>
> 1) La difesa personale della proprietà è legittima?
>
> Ogni tanto mi sono ritrovato a discutere con degli estremisti che pensano si possa sparare in schiena a un ladruncolo che ruba un piccone in un cantiere e quindi di fronte a simili idee mi verrebbe spontaneamente da dire "no, non si può sparare in schiena ai ladri per recuperare la refurtiva".
> Altri ancora pensano che si possa sparare a vista a qualunque sagoma umana si muova nel tuo terreno, prima ancora che abbia rubato qualcosa o mostrato atteggiamenti violenti. Anche questi sono estremisti, potenziali assassini di bambini che entrano in terreni privati per riprendere il pallone.
>
> Ieri sera però ho visto un film in cui due ladri entravano nella casa di una donna per rubare i soldi chiusi in una cassa forte (una bella mazzetta di dollari): uno dei due ladri va di sopra ad aggredire la donna mentre l'altro si occupa della cassaforte.
> La donna giustamente accoltella l'aggressore al piano superiore (e fin qui credo nessuno abbia niente da contestare) e poi si reca al piano di sotto dove incontra il tizio che ha appena finito di svaligiare la cassaforte e accoltella anche lui (e riguardo a questo possiamo ancora dire che è tutto sommato autodifesa, visto che il tizio era in casa sua ed erano stati mostrati chiaramente intenti violenti).
>
> Il tizio però non viene ferito a morte, ma solo ferito, quindi se ne va con la refurtiva.
> Il giorno dopo quindi, proprio mentre il ladro sta per andarsene dal motel in cui pernottava (insieme alla refurtiva), il boyfriend della tipa lo vede e gli punta un fucile addosso, intimandolo di stare fermo e di gettare la pistola.
> Il ladro getta la pistola (quindi a questo punto è disarmato), però non intende obbedire all'ordine di stare fermo e quindi si muove verso la portiera per entrare in auto e andarsene, allora il tizio gli spara.
>
> Quindi quello che ha fatto il tizio è sparare a un uomo disarmato, che voleva solo andarsene via, per salvare le refurtiva.
>
> La domanda che pongo agli utenti del forum è: ritenete che questo specifico comportamento sia eticamente accettabile, considerato che il ladro se ne stava andando non con delle calze di lana rubate in soffitta, ma con dei risparmi conservati in cassaforte?
> Il mio pensiero istintivo è stato: "ha fatto quella che doveva".
>
> In realtà nel caso del film non era la sola soluzione possibile: il tizio aveva pernottato in un motel, quindi risalire alla sua identità e poi trovarlo sarebbe stato possibile... ma mettiamo che tutto quello che riesci a dare alla polizia è un identikit molto sfuocato: se il ladro lo lasci scappare è probabile che i tuoi soldi non li rivedrai mai più e lo stato cosa farà per te? Ovviamente niente!
>
> ... a meno che non si cambi il sistema e quindi lo stato si occupa dei derubati, così non si potrà più dire che lo stato non fa nulla per queste persone. Se lo stato risarcisse i derubati (magari attraverso un'assicurazione obbligatoria contro i furti, pagata da tutti sulla base della sostanza che possiedono), fosse anche un furto di milioni di euro, allora potrebbe anche dire "lasciateli stare i ladri, i soldi ve li ridiamo noi", ma come può uno stato che non fa niente per risarcire i derubati mettersi a fare la morale a chi spara per riprendersi la refurtiva???
>
>
> 2) E se concedessimo il porto d'armi agli omosessuali?
>
> Se per proteggerti dai furti in generale ti basta avere una pistola in casa (fuori casa cosa vuoi che ti rubino? I 5 euro che hai nel portafoglio?), invece ci sono certi tipi di aggressione che subisci più probabilmente per strada (e non quando sei a casa per i cazzi tuoi).
>
> Per esempio, gli omosessuali chiaramente subiscono aggressioni per strada, non in casa.
>
> La domanda che pongo ai forumisti quindi è: avrebbe senso concedere il porto d'armi agli omosessuali in maniera tale che possano girare armati?
> Non sono un esperto di leggi sulle armi, ma da quello che so in Italia non è molto difficile comprare un'arma da tenere in casa: il problema è avere il porto d'armi (che ti consente di portarle in giro in bella vista).
> Il porto d'armi è concesso, se ho capito bene, solo a individui che hanno una comprovata necessità di difendersi o di difendere qualcun'altro.
>
> La domanda è: sulla base di questo principio, non avrebbe senso nel caso degli omosessuali fare una valutazione per categoria? Cioè, se sei omosessuale allora sei un individuo a rischio di aggressioni e quindi ricevi automaticamente il porto d'armi.
>
> Un'altra questione invece è: in quali situazioni si può sparare a un omofobo? Ovviamente nei casi di aggressione fisica palese, ma qualcuno potrebbe pensare che poi si finiscono per giustificare anche altri casi, tipo sparare a gente che insegue una coppia gay gridando "froci di merda" (molestie psicologiche).
> Personalmente se dovessero decidere di sparare addosso anche a questi elementi non glielo farei pesare troppo agli omosessuali: diremmo che i coglionazzi se la sono cercata.
>
> La questione di cui parlo non è una cosa di pura fantasia, perché in USA c'è un'associazione che si chiama "pink pistols": sono un'associazione di pistoleri omosessuali che si esercitano al poligono e che non vedono l'ora di sparare a qualche omofobo.
>
> Invito gli omosessuali italiani a dare vita a questo progetto anche in Italia e di chiedere il porto d'armi. Comprino anche una lavagnetta da tenere in casa su cui segnare il punteggio in base agli omofobi accoppati.
>
>
>
>
> **Modificato dall'autore il 19.05.2020 21:48**
E' semplicemente una questione di priorità, per esempio io preferirei
1) sparare a tutti i pedofili conosciuti
2) scovare e sparare a tutti i pedofili prima occulti
3) scovare e sparare a tutti i parenti di malattia dato che non si sa mai
4) altro a data da destinarsi
> https://forum.termometropolitico.it/802503-si-puo-...

>
> Voglio prima di tutto precisare che non voglio mettere gli omofobi sullo stesso piano dei ladri: gli omofobi sono ovviamente peggiori, nell'inferno dantesco li metterei insieme agli stupratori.
> Infatti la violenza contro le persone è, dal mio punto di vista, più grave rispetto alla violazione della proprietà.
>
> Detto questo, tratterò comunque le due cose nella stessa discussione, unendo l'argomento della difesa di sé stessi con quello della difesa della proprietà.
>
> Quindi, il sommario del post:
> 1) La difesa personale della proprietà è legittima?
> 2) E se concedessimo il porto d'armi agli omosessuali?
>
>
> 1) La difesa personale della proprietà è legittima?
>
> Ogni tanto mi sono ritrovato a discutere con degli estremisti che pensano si possa sparare in schiena a un ladruncolo che ruba un piccone in un cantiere e quindi di fronte a simili idee mi verrebbe spontaneamente da dire "no, non si può sparare in schiena ai ladri per recuperare la refurtiva".
> Altri ancora pensano che si possa sparare a vista a qualunque sagoma umana si muova nel tuo terreno, prima ancora che abbia rubato qualcosa o mostrato atteggiamenti violenti. Anche questi sono estremisti, potenziali assassini di bambini che entrano in terreni privati per riprendere il pallone.
>
> Ieri sera però ho visto un film in cui due ladri entravano nella casa di una donna per rubare i soldi chiusi in una cassa forte (una bella mazzetta di dollari): uno dei due ladri va di sopra ad aggredire la donna mentre l'altro si occupa della cassaforte.
> La donna giustamente accoltella l'aggressore al piano superiore (e fin qui credo nessuno abbia niente da contestare) e poi si reca al piano di sotto dove incontra il tizio che ha appena finito di svaligiare la cassaforte e accoltella anche lui (e riguardo a questo possiamo ancora dire che è tutto sommato autodifesa, visto che il tizio era in casa sua ed erano stati mostrati chiaramente intenti violenti).
>
> Il tizio però non viene ferito a morte, ma solo ferito, quindi se ne va con la refurtiva.
> Il giorno dopo quindi, proprio mentre il ladro sta per andarsene dal motel in cui pernottava (insieme alla refurtiva), il boyfriend della tipa lo vede e gli punta un fucile addosso, intimandolo di stare fermo e di gettare la pistola.
> Il ladro getta la pistola (quindi a questo punto è disarmato), però non intende obbedire all'ordine di stare fermo e quindi si muove verso la portiera per entrare in auto e andarsene, allora il tizio gli spara.
>
> Quindi quello che ha fatto il tizio è sparare a un uomo disarmato, che voleva solo andarsene via, per salvare le refurtiva.
>
> La domanda che pongo agli utenti del forum è: ritenete che questo specifico comportamento sia eticamente accettabile, considerato che il ladro se ne stava andando non con delle calze di lana rubate in soffitta, ma con dei risparmi conservati in cassaforte?
> Il mio pensiero istintivo è stato: "ha fatto quella che doveva".
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> In realtà nel caso del film non era la sola soluzione possibile: il tizio aveva pernottato in un motel, quindi risalire alla sua identità e poi trovarlo sarebbe stato possibile... ma mettiamo che tutto quello che riesci a dare alla polizia è un identikit molto sfuocato: se il ladro lo lasci scappare è probabile che i tuoi soldi non li rivedrai mai più e lo stato cosa farà per te? Ovviamente niente!
>
> ... a meno che non si cambi il sistema e quindi lo stato si occupa dei derubati, così non si potrà più dire che lo stato non fa nulla per queste persone. Se lo stato risarcisse i derubati (magari attraverso un'assicurazione obbligatoria contro i furti, pagata da tutti sulla base della sostanza che possiedono), fosse anche un furto di milioni di euro, allora potrebbe anche dire "lasciateli stare i ladri, i soldi ve li ridiamo noi", ma come può uno stato che non fa niente per risarcire i derubati mettersi a fare la morale a chi spara per riprendersi la refurtiva???
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>
> 2) E se concedessimo il porto d'armi agli omosessuali?
>
> Se per proteggerti dai furti in generale ti basta avere una pistola in casa (fuori casa cosa vuoi che ti rubino? I 5 euro che hai nel portafoglio?), invece ci sono certi tipi di aggressione che subisci più probabilmente per strada (e non quando sei a casa per i cazzi tuoi).
>
> Per esempio, gli omosessuali chiaramente subiscono aggressioni per strada, non in casa.
>
> La domanda che pongo ai forumisti quindi è: avrebbe senso concedere il porto d'armi agli omosessuali in maniera tale che possano girare armati?
> Non sono un esperto di leggi sulle armi, ma da quello che so in Italia non è molto difficile comprare un'arma da tenere in casa: il problema è avere il porto d'armi (che ti consente di portarle in giro in bella vista).
> Il porto d'armi è concesso, se ho capito bene, solo a individui che hanno una comprovata necessità di difendersi o di difendere qualcun'altro.
>
> La domanda è: sulla base di questo principio, non avrebbe senso nel caso degli omosessuali fare una valutazione per categoria? Cioè, se sei omosessuale allora sei un individuo a rischio di aggressioni e quindi ricevi automaticamente il porto d'armi.
>
> Un'altra questione invece è: in quali situazioni si può sparare a un omofobo? Ovviamente nei casi di aggressione fisica palese, ma qualcuno potrebbe pensare che poi si finiscono per giustificare anche altri casi, tipo sparare a gente che insegue una coppia gay gridando "froci di merda" (molestie psicologiche).
> Personalmente se dovessero decidere di sparare addosso anche a questi elementi non glielo farei pesare troppo agli omosessuali: diremmo che i coglionazzi se la sono cercata.
>
> La questione di cui parlo non è una cosa di pura fantasia, perché in USA c'è un'associazione che si chiama "pink pistols": sono un'associazione di pistoleri omosessuali che si esercitano al poligono e che non vedono l'ora di sparare a qualche omofobo.
>
> Invito gli omosessuali italiani a dare vita a questo progetto anche in Italia e di chiedere il porto d'armi. Comprino anche una lavagnetta da tenere in casa su cui segnare il punteggio in base agli omofobi accoppati.
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> **Modificato dall'autore il 19.05.2020 21:48**
E' semplicemente una questione di priorità, per esempio io preferirei
1) sparare a tutti i pedofili conosciuti
2) scovare e sparare a tutti i pedofili prima occulti
3) scovare e sparare a tutti i parenti di malattia dato che non si sa mai
4) altro a data da destinarsi
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-05-20 16:46:09.0 alle 2020-05-20 16:46:09.0
Scritto da: Ordine
> I progressisti di solito ti dicono che la vita del ladro (e di qualsiasi essere umano) vale più di qualsiasi somma che il ladro ti sta portando via, quindi se anche ti sta rubando tutto il tuo patrimonio non devi mai sparare a meno che la tua vita non è in pericolo. Così ragionano i progressisti.
Può essere un punto di vista, bisogna pur partire da qualche assioma. Ad esempio io per dare il RAID agli scarafaggi devo immaginare siano esseri umani.
Il problema è che se ti trovi uno in casa non puoi sapere subito se si tratta di furto o rapina. Se scappa più veloce di tuoi proiettili è furto.
> I progressisti di solito ti dicono che la vita del ladro (e di qualsiasi essere umano) vale più di qualsiasi somma che il ladro ti sta portando via, quindi se anche ti sta rubando tutto il tuo patrimonio non devi mai sparare a meno che la tua vita non è in pericolo. Così ragionano i progressisti.
Può essere un punto di vista, bisogna pur partire da qualche assioma. Ad esempio io per dare il RAID agli scarafaggi devo immaginare siano esseri umani.
Il problema è che se ti trovi uno in casa non puoi sapere subito se si tratta di furto o rapina. Se scappa più veloce di tuoi proiettili è furto.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-05-20 16:40:47.0 alle 2020-05-20 16:40:47.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > gli omofobi sono ovviamente peggiori, nell'inferno dantesco li metterei insieme agli stupratori.
> >
> > Eppure mi pare di ricordare che proprio su questo forum tu ne abbia dette di cotte e di crude su di essi
>
> Da un punto di vista grammaticale non si capisce chi siano "essi", ma suppongo che siano gli omosessuali (dal tuo post si direbbe che io mi sia scagliato contro omofobi e stupratori).
>
> Comunque io facevo volutamente e consapevolmente la parte del "troll rompicoglioni". Non è che non fossi arrabbiato, ma lo facevo apposta a manifestare la mia rabbia in maniera irrazionale.
> Però ancora oggi ribadisco (prima ancora da liberale che da pedone) che il movimento LGBT danneggia le cause liberali perché è un movimento classista e come tutti i movimenti classisti è contrario alla logica liberale.
>
> Io lo sapevo benissimo che il movimento LGBT e gli omosessuali erano una cosa non esattamente sovrapponibile, ma mi divertivo a fare il troll cattivo.
>
> Però forse la cosa che mi faceva arrabbiare più di ogni altra era il fatto che praticamente ogni persona che incrociavo nel web diceva che la pedofilia non è un orientamento sessuale, ma una parafilia (a differenza dell'omosesualità), che per me equivaleva sostanzialmente a dire: "voi pedoni non esistete, quando guarirete dalla vostra malattia sarete o eterosessuali o omosessuali".
> A me che piacciono molto i bambini maschi volevano convertirmi in omosessuale, come dire "quella è la tua natura, accettala", ma io trovavo e trovo repellente l'idea di andare con un maschio al di sopra della pubertà, con caratteri sessuali secondari sviluppati.
>
> Io non avevo e non ho niente contro chi è attratto dai maschi adulti, però se cercano di tirarmi in mezzo ho una reazione violenta, che mi portava a prendermela un po' con tutti: progressisti, omosessuali e fascio-conservatori.
>
> Il problema è che siccome i progressisti e gli omosessuali mi sembravano incoerenti me la prendevo soprattutto con loro, mentre i fascio-conservatori un po' li rispettavo per la coerenza e ci godevo quando facevano notare a progressisti e omosessuali che la direzione logica della loro filosofia era la liberalizzazione della pedofilia, cosa assolutamente vera: mi facevano invece arrabbiare le rosikanti risposte di omosessuali e progressisti che cercavano di mettere paletti arbitrari che argomentavano in maniera illogica mostrando totale ignoranza sull'argomento pedoneria.
>
> Più tempo passavo a leggere la fogna progressista, più il mio killer istinct cresceva.
> Soprattutto perché anche io ero un progressista e quindi io ero un po' come uno che cercava di far ragionare un fratello scemo senza però riuscire nell'intento.
> Sai che è pieno di scemi in giro, ma quando a essere scemi sono i tuoi famigliari è più dura da digerire.
>
> Oggi so che la questione è più complessa, perché infatti quelli non sono liberali, ma progressisti cazzari. I liberali sono altri e sono anche relativamente coerenti rispetto a quello che dicono di essere, ma il loro programma include anche la cancellazione delle conquiste per le quali la sinistra ha ragione di esistere: sanità universale, istruzione universale, welfare, ecc ecc...
> Queste posizioni strampalate dei veri liberali fanno sì che coloro che vorrebbero appoggiarli si ritrovano a dover sostenere in gran parte la sinistra per le questioni economiche.
>
> Dovrò attendere con pazienza che vengano fuori i cosiddetti "welfare liberal" (liberali classici che vogliono il welfare) per sentirmi rappresentato politicamente: a quel punto potrò liberarmi dai sinistri-progressisti cazzari, salvo fatto per le loro teorie economiche che ritengo sensate.
>
>
> **Modificato dall'autore il 20.05.2020 03:58**
Quant'è lunga sta risposta, devo aver toccato qualche nervo
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > gli omofobi sono ovviamente peggiori, nell'inferno dantesco li metterei insieme agli stupratori.
> >
> > Eppure mi pare di ricordare che proprio su questo forum tu ne abbia dette di cotte e di crude su di essi

>
> Da un punto di vista grammaticale non si capisce chi siano "essi", ma suppongo che siano gli omosessuali (dal tuo post si direbbe che io mi sia scagliato contro omofobi e stupratori).
>
> Comunque io facevo volutamente e consapevolmente la parte del "troll rompicoglioni". Non è che non fossi arrabbiato, ma lo facevo apposta a manifestare la mia rabbia in maniera irrazionale.
> Però ancora oggi ribadisco (prima ancora da liberale che da pedone) che il movimento LGBT danneggia le cause liberali perché è un movimento classista e come tutti i movimenti classisti è contrario alla logica liberale.
>
> Io lo sapevo benissimo che il movimento LGBT e gli omosessuali erano una cosa non esattamente sovrapponibile, ma mi divertivo a fare il troll cattivo.
>
> Però forse la cosa che mi faceva arrabbiare più di ogni altra era il fatto che praticamente ogni persona che incrociavo nel web diceva che la pedofilia non è un orientamento sessuale, ma una parafilia (a differenza dell'omosesualità), che per me equivaleva sostanzialmente a dire: "voi pedoni non esistete, quando guarirete dalla vostra malattia sarete o eterosessuali o omosessuali".
> A me che piacciono molto i bambini maschi volevano convertirmi in omosessuale, come dire "quella è la tua natura, accettala", ma io trovavo e trovo repellente l'idea di andare con un maschio al di sopra della pubertà, con caratteri sessuali secondari sviluppati.
>
> Io non avevo e non ho niente contro chi è attratto dai maschi adulti, però se cercano di tirarmi in mezzo ho una reazione violenta, che mi portava a prendermela un po' con tutti: progressisti, omosessuali e fascio-conservatori.
>
> Il problema è che siccome i progressisti e gli omosessuali mi sembravano incoerenti me la prendevo soprattutto con loro, mentre i fascio-conservatori un po' li rispettavo per la coerenza e ci godevo quando facevano notare a progressisti e omosessuali che la direzione logica della loro filosofia era la liberalizzazione della pedofilia, cosa assolutamente vera: mi facevano invece arrabbiare le rosikanti risposte di omosessuali e progressisti che cercavano di mettere paletti arbitrari che argomentavano in maniera illogica mostrando totale ignoranza sull'argomento pedoneria.
>
> Più tempo passavo a leggere la fogna progressista, più il mio killer istinct cresceva.
> Soprattutto perché anche io ero un progressista e quindi io ero un po' come uno che cercava di far ragionare un fratello scemo senza però riuscire nell'intento.
> Sai che è pieno di scemi in giro, ma quando a essere scemi sono i tuoi famigliari è più dura da digerire.
>
> Oggi so che la questione è più complessa, perché infatti quelli non sono liberali, ma progressisti cazzari. I liberali sono altri e sono anche relativamente coerenti rispetto a quello che dicono di essere, ma il loro programma include anche la cancellazione delle conquiste per le quali la sinistra ha ragione di esistere: sanità universale, istruzione universale, welfare, ecc ecc...
> Queste posizioni strampalate dei veri liberali fanno sì che coloro che vorrebbero appoggiarli si ritrovano a dover sostenere in gran parte la sinistra per le questioni economiche.
>
> Dovrò attendere con pazienza che vengano fuori i cosiddetti "welfare liberal" (liberali classici che vogliono il welfare) per sentirmi rappresentato politicamente: a quel punto potrò liberarmi dai sinistri-progressisti cazzari, salvo fatto per le loro teorie economiche che ritengo sensate.
>
>
> **Modificato dall'autore il 20.05.2020 03:58**
Quant'è lunga sta risposta, devo aver toccato qualche nervo
Politica
I progressisti di solito ti dicono che la vita del ladro (e di qualsiasi essere umano) vale più di qualsiasi somma che il ladro ti sta portando via, quindi se anche ti sta rubando tutto il tuo patrimonio non devi mai sparare a meno che la tua vita non è in pericolo. Così ragionano i progressisti.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > gli omofobi sono ovviamente peggiori, nell'inferno dantesco li metterei insieme agli stupratori.
>
> Eppure mi pare di ricordare che proprio su questo forum tu ne abbia dette di cotte e di crude su di essi
Da un punto di vista grammaticale non si capisce chi siano "essi", ma suppongo che siano gli omosessuali (dal tuo post si direbbe che io mi sia scagliato contro omofobi e stupratori).
Comunque io facevo volutamente e consapevolmente la parte del "troll rompicoglioni". Non è che non fossi arrabbiato, ma lo facevo apposta a manifestare la mia rabbia in maniera irrazionale.
Però ancora oggi ribadisco (prima ancora da liberale che da pedone) che il movimento LGBT danneggia le cause liberali perché è un movimento classista e come tutti i movimenti classisti è contrario alla logica liberale.
Io lo sapevo benissimo che il movimento LGBT e gli omosessuali erano una cosa non esattamente sovrapponibile, ma mi divertivo a fare il troll cattivo.
Però forse la cosa che mi faceva arrabbiare più di ogni altra era il fatto che praticamente ogni persona che incrociavo nel web diceva che la pedofilia non è un orientamento sessuale, ma una parafilia (a differenza dell'omosesualità), che per me equivaleva sostanzialmente a dire: "voi pedoni non esistete, quando guarirete dalla vostra malattia sarete o eterosessuali o omosessuali".
A me che piacciono molto i bambini maschi volevano convertirmi in omosessuale, come dire "quella è la tua natura, accettala", ma io trovavo e trovo repellente l'idea di andare con un maschio al di sopra della pubertà, con caratteri sessuali secondari sviluppati.
Io non avevo e non ho niente contro chi è attratto dai maschi adulti, però se cercano di tirarmi in mezzo ho una reazione violenta, che mi portava a prendermela un po' con tutti: progressisti, omosessuali e fascio-conservatori.
Il problema è che siccome i progressisti e gli omosessuali mi sembravano incoerenti me la prendevo soprattutto con loro, mentre i fascio-conservatori un po' li rispettavo per la coerenza e ci godevo quando facevano notare a progressisti e omosessuali che la direzione logica della loro filosofia era la liberalizzazione della pedofilia, cosa assolutamente vera: mi facevano invece arrabbiare le rosikanti risposte di omosessuali e progressisti che cercavano di mettere paletti arbitrari che argomentavano in maniera illogica mostrando totale ignoranza sull'argomento pedoneria.
Più tempo passavo a leggere la fogna progressista, più il mio killer istinct cresceva.
Soprattutto perché anche io ero un progressista e quindi io ero un po' come uno che cercava di far ragionare un fratello scemo senza però riuscire nell'intento.
Sai che è pieno di scemi in giro, ma quando a essere scemi sono i tuoi famigliari è più dura da digerire.
Oggi so che la questione è più complessa, perché infatti quelli non sono liberali, ma progressisti cazzari. I liberali sono altri e sono anche relativamente coerenti rispetto a quello che dicono di essere, ma il loro programma include anche la cancellazione delle conquiste per le quali la sinistra ha ragione di esistere: sanità universale, istruzione universale, welfare, ecc ecc...
Queste posizioni strampalate dei veri liberali fanno sì che coloro che vorrebbero appoggiarli si ritrovano a dover sostenere in gran parte la sinistra per le questioni economiche.
Dovrò attendere con pazienza che vengano fuori i cosiddetti "welfare liberal" (liberali classici che vogliono il welfare) per sentirmi rappresentato politicamente: a quel punto potrò liberarmi dai sinistri-progressisti cazzari, salvo fatto per le loro teorie economiche che ritengo sensate.
**Modificato dall'autore il 20.05.2020 03:58**
> Scritto da: Mattia
> > gli omofobi sono ovviamente peggiori, nell'inferno dantesco li metterei insieme agli stupratori.
>
> Eppure mi pare di ricordare che proprio su questo forum tu ne abbia dette di cotte e di crude su di essi

Da un punto di vista grammaticale non si capisce chi siano "essi", ma suppongo che siano gli omosessuali (dal tuo post si direbbe che io mi sia scagliato contro omofobi e stupratori).
Comunque io facevo volutamente e consapevolmente la parte del "troll rompicoglioni". Non è che non fossi arrabbiato, ma lo facevo apposta a manifestare la mia rabbia in maniera irrazionale.
Però ancora oggi ribadisco (prima ancora da liberale che da pedone) che il movimento LGBT danneggia le cause liberali perché è un movimento classista e come tutti i movimenti classisti è contrario alla logica liberale.
Io lo sapevo benissimo che il movimento LGBT e gli omosessuali erano una cosa non esattamente sovrapponibile, ma mi divertivo a fare il troll cattivo.
Però forse la cosa che mi faceva arrabbiare più di ogni altra era il fatto che praticamente ogni persona che incrociavo nel web diceva che la pedofilia non è un orientamento sessuale, ma una parafilia (a differenza dell'omosesualità), che per me equivaleva sostanzialmente a dire: "voi pedoni non esistete, quando guarirete dalla vostra malattia sarete o eterosessuali o omosessuali".
A me che piacciono molto i bambini maschi volevano convertirmi in omosessuale, come dire "quella è la tua natura, accettala", ma io trovavo e trovo repellente l'idea di andare con un maschio al di sopra della pubertà, con caratteri sessuali secondari sviluppati.
Io non avevo e non ho niente contro chi è attratto dai maschi adulti, però se cercano di tirarmi in mezzo ho una reazione violenta, che mi portava a prendermela un po' con tutti: progressisti, omosessuali e fascio-conservatori.
Il problema è che siccome i progressisti e gli omosessuali mi sembravano incoerenti me la prendevo soprattutto con loro, mentre i fascio-conservatori un po' li rispettavo per la coerenza e ci godevo quando facevano notare a progressisti e omosessuali che la direzione logica della loro filosofia era la liberalizzazione della pedofilia, cosa assolutamente vera: mi facevano invece arrabbiare le rosikanti risposte di omosessuali e progressisti che cercavano di mettere paletti arbitrari che argomentavano in maniera illogica mostrando totale ignoranza sull'argomento pedoneria.
Più tempo passavo a leggere la fogna progressista, più il mio killer istinct cresceva.
Soprattutto perché anche io ero un progressista e quindi io ero un po' come uno che cercava di far ragionare un fratello scemo senza però riuscire nell'intento.
Sai che è pieno di scemi in giro, ma quando a essere scemi sono i tuoi famigliari è più dura da digerire.
Oggi so che la questione è più complessa, perché infatti quelli non sono liberali, ma progressisti cazzari. I liberali sono altri e sono anche relativamente coerenti rispetto a quello che dicono di essere, ma il loro programma include anche la cancellazione delle conquiste per le quali la sinistra ha ragione di esistere: sanità universale, istruzione universale, welfare, ecc ecc...
Queste posizioni strampalate dei veri liberali fanno sì che coloro che vorrebbero appoggiarli si ritrovano a dover sostenere in gran parte la sinistra per le questioni economiche.
Dovrò attendere con pazienza che vengano fuori i cosiddetti "welfare liberal" (liberali classici che vogliono il welfare) per sentirmi rappresentato politicamente: a quel punto potrò liberarmi dai sinistri-progressisti cazzari, salvo fatto per le loro teorie economiche che ritengo sensate.
**Modificato dall'autore il 20.05.2020 03:58**
Dio Porco
Ad
hhttps://bestemmietraamicidioporco
Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-05-20 00:52:12.0 alle 2020-05-20 00:52:12.0
Scritto da: Mattia
> gli omofobi sono ovviamente peggiori, nell'inferno dantesco li metterei insieme agli stupratori.
Eppure mi pare di ricordare che proprio su questo forum tu ne abbia dette di cotte e di crude su di essi
> gli omofobi sono ovviamente peggiori, nell'inferno dantesco li metterei insieme agli stupratori.
Eppure mi pare di ricordare che proprio su questo forum tu ne abbia dette di cotte e di crude su di essi
Politica
https://forum.termometropolitico.it/802503-si-puo-... 
Voglio prima di tutto precisare che non voglio mettere gli omofobi sullo stesso piano dei ladri: gli omofobi sono ovviamente peggiori, nell'inferno dantesco li metterei insieme agli stupratori.
Infatti la violenza contro le persone è, dal mio punto di vista, più grave rispetto alla violazione della proprietà.
Detto questo, tratterò comunque le due cose nella stessa discussione, unendo l'argomento della difesa di sé stessi con quello della difesa della proprietà.
Quindi, il sommario del post:
1) La difesa personale della proprietà è legittima?
2) E se concedessimo il porto d'armi agli omosessuali?
1) La difesa personale della proprietà è legittima?
Ogni tanto mi sono ritrovato a discutere con degli estremisti che pensano si possa sparare in schiena a un ladruncolo che ruba un piccone in un cantiere e quindi di fronte a simili idee mi verrebbe spontaneamente da dire "no, non si può sparare in schiena ai ladri per recuperare la refurtiva".
Altri ancora pensano che si possa sparare a vista a qualunque sagoma umana si muova nel tuo terreno, prima ancora che abbia rubato qualcosa o mostrato atteggiamenti violenti. Anche questi sono estremisti, potenziali assassini di bambini che entrano in terreni privati per riprendere il pallone.
Ieri sera però ho visto un film in cui due ladri entravano nella casa di una donna per rubare i soldi chiusi in una cassa forte (una bella mazzetta di dollari): uno dei due ladri va di sopra ad aggredire la donna mentre l'altro si occupa della cassaforte.
La donna giustamente accoltella l'aggressore al piano superiore (e fin qui credo nessuno abbia niente da contestare) e poi si reca al piano di sotto dove incontra il tizio che ha appena finito di svaligiare la cassaforte e accoltella anche lui (e riguardo a questo possiamo ancora dire che è tutto sommato autodifesa, visto che il tizio era in casa sua ed erano stati mostrati chiaramente intenti violenti).
Il tizio però non viene ferito a morte, ma solo ferito, quindi se ne va con la refurtiva.
Il giorno dopo quindi, proprio mentre il ladro sta per andarsene dal motel in cui pernottava (insieme alla refurtiva), il boyfriend della tipa lo vede e gli punta un fucile addosso, intimandolo di stare fermo e di gettare la pistola.
Il ladro getta la pistola (quindi a questo punto è disarmato), però non intende obbedire all'ordine di stare fermo e quindi si muove verso la portiera per entrare in auto e andarsene, allora il tizio gli spara.
Quindi quello che ha fatto il tizio è sparare a un uomo disarmato, che voleva solo andarsene via, per salvare le refurtiva.
La domanda che pongo agli utenti del forum è: ritenete che questo specifico comportamento sia eticamente accettabile, considerato che il ladro se ne stava andando non con delle calze di lana rubate in soffitta, ma con dei risparmi conservati in cassaforte?
Il mio pensiero istintivo è stato: "ha fatto quella che doveva".
In realtà nel caso del film non era la sola soluzione possibile: il tizio aveva pernottato in un motel, quindi risalire alla sua identità e poi trovarlo sarebbe stato possibile... ma mettiamo che tutto quello che riesci a dare alla polizia è un identikit molto sfuocato: se il ladro lo lasci scappare è probabile che i tuoi soldi non li rivedrai mai più e lo stato cosa farà per te? Ovviamente niente!
... a meno che non si cambi il sistema e quindi lo stato si occupa dei derubati, così non si potrà più dire che lo stato non fa nulla per queste persone. Se lo stato risarcisse i derubati (magari attraverso un'assicurazione obbligatoria contro i furti, pagata da tutti sulla base della sostanza che possiedono), fosse anche un furto di milioni di euro, allora potrebbe anche dire "lasciateli stare i ladri, i soldi ve li ridiamo noi", ma come può uno stato che non fa niente per risarcire i derubati mettersi a fare la morale a chi spara per riprendersi la refurtiva???
2) E se concedessimo il porto d'armi agli omosessuali?
Se per proteggerti dai furti in generale ti basta avere una pistola in casa (fuori casa cosa vuoi che ti rubino? I 5 euro che hai nel portafoglio?), invece ci sono certi tipi di aggressione che subisci più probabilmente per strada (e non quando sei a casa per i cazzi tuoi).
Per esempio, gli omosessuali chiaramente subiscono aggressioni per strada, non in casa.
La domanda che pongo ai forumisti quindi è: avrebbe senso concedere il porto d'armi agli omosessuali in maniera tale che possano girare armati?
Non sono un esperto di leggi sulle armi, ma da quello che so in Italia non è molto difficile comprare un'arma da tenere in casa: il problema è avere il porto d'armi (che ti consente di portarle in giro in bella vista).
Il porto d'armi è concesso, se ho capito bene, solo a individui che hanno una comprovata necessità di difendersi o di difendere qualcun'altro.
La domanda è: sulla base di questo principio, non avrebbe senso nel caso degli omosessuali fare una valutazione per categoria? Cioè, se sei omosessuale allora sei un individuo a rischio di aggressioni e quindi ricevi automaticamente il porto d'armi.
Un'altra questione invece è: in quali situazioni si può sparare a un omofobo? Ovviamente nei casi di aggressione fisica palese, ma qualcuno potrebbe pensare che poi si finiscono per giustificare anche altri casi, tipo sparare a gente che insegue una coppia gay gridando "froci di merda" (molestie psicologiche).
Personalmente se dovessero decidere di sparare addosso anche a questi elementi non glielo farei pesare troppo agli omosessuali: diremmo che i coglionazzi se la sono cercata.
La questione di cui parlo non è una cosa di pura fantasia, perché in USA c'è un'associazione che si chiama "pink pistols": sono un'associazione di pistoleri omosessuali che si esercitano al poligono e che non vedono l'ora di sparare a qualche omofobo.
Invito gli omosessuali italiani a dare vita a questo progetto anche in Italia e di chiedere il porto d'armi. Comprino anche una lavagnetta da tenere in casa su cui segnare il punteggio in base agli omofobi accoppati.
**Modificato dall'autore il 19.05.2020 21:48**

Voglio prima di tutto precisare che non voglio mettere gli omofobi sullo stesso piano dei ladri: gli omofobi sono ovviamente peggiori, nell'inferno dantesco li metterei insieme agli stupratori.
Infatti la violenza contro le persone è, dal mio punto di vista, più grave rispetto alla violazione della proprietà.
Detto questo, tratterò comunque le due cose nella stessa discussione, unendo l'argomento della difesa di sé stessi con quello della difesa della proprietà.
Quindi, il sommario del post:
1) La difesa personale della proprietà è legittima?
2) E se concedessimo il porto d'armi agli omosessuali?
1) La difesa personale della proprietà è legittima?
Ogni tanto mi sono ritrovato a discutere con degli estremisti che pensano si possa sparare in schiena a un ladruncolo che ruba un piccone in un cantiere e quindi di fronte a simili idee mi verrebbe spontaneamente da dire "no, non si può sparare in schiena ai ladri per recuperare la refurtiva".
Altri ancora pensano che si possa sparare a vista a qualunque sagoma umana si muova nel tuo terreno, prima ancora che abbia rubato qualcosa o mostrato atteggiamenti violenti. Anche questi sono estremisti, potenziali assassini di bambini che entrano in terreni privati per riprendere il pallone.
Ieri sera però ho visto un film in cui due ladri entravano nella casa di una donna per rubare i soldi chiusi in una cassa forte (una bella mazzetta di dollari): uno dei due ladri va di sopra ad aggredire la donna mentre l'altro si occupa della cassaforte.
La donna giustamente accoltella l'aggressore al piano superiore (e fin qui credo nessuno abbia niente da contestare) e poi si reca al piano di sotto dove incontra il tizio che ha appena finito di svaligiare la cassaforte e accoltella anche lui (e riguardo a questo possiamo ancora dire che è tutto sommato autodifesa, visto che il tizio era in casa sua ed erano stati mostrati chiaramente intenti violenti).
Il tizio però non viene ferito a morte, ma solo ferito, quindi se ne va con la refurtiva.
Il giorno dopo quindi, proprio mentre il ladro sta per andarsene dal motel in cui pernottava (insieme alla refurtiva), il boyfriend della tipa lo vede e gli punta un fucile addosso, intimandolo di stare fermo e di gettare la pistola.
Il ladro getta la pistola (quindi a questo punto è disarmato), però non intende obbedire all'ordine di stare fermo e quindi si muove verso la portiera per entrare in auto e andarsene, allora il tizio gli spara.
Quindi quello che ha fatto il tizio è sparare a un uomo disarmato, che voleva solo andarsene via, per salvare le refurtiva.
La domanda che pongo agli utenti del forum è: ritenete che questo specifico comportamento sia eticamente accettabile, considerato che il ladro se ne stava andando non con delle calze di lana rubate in soffitta, ma con dei risparmi conservati in cassaforte?
Il mio pensiero istintivo è stato: "ha fatto quella che doveva".
In realtà nel caso del film non era la sola soluzione possibile: il tizio aveva pernottato in un motel, quindi risalire alla sua identità e poi trovarlo sarebbe stato possibile... ma mettiamo che tutto quello che riesci a dare alla polizia è un identikit molto sfuocato: se il ladro lo lasci scappare è probabile che i tuoi soldi non li rivedrai mai più e lo stato cosa farà per te? Ovviamente niente!
... a meno che non si cambi il sistema e quindi lo stato si occupa dei derubati, così non si potrà più dire che lo stato non fa nulla per queste persone. Se lo stato risarcisse i derubati (magari attraverso un'assicurazione obbligatoria contro i furti, pagata da tutti sulla base della sostanza che possiedono), fosse anche un furto di milioni di euro, allora potrebbe anche dire "lasciateli stare i ladri, i soldi ve li ridiamo noi", ma come può uno stato che non fa niente per risarcire i derubati mettersi a fare la morale a chi spara per riprendersi la refurtiva???
2) E se concedessimo il porto d'armi agli omosessuali?
Se per proteggerti dai furti in generale ti basta avere una pistola in casa (fuori casa cosa vuoi che ti rubino? I 5 euro che hai nel portafoglio?), invece ci sono certi tipi di aggressione che subisci più probabilmente per strada (e non quando sei a casa per i cazzi tuoi).
Per esempio, gli omosessuali chiaramente subiscono aggressioni per strada, non in casa.
La domanda che pongo ai forumisti quindi è: avrebbe senso concedere il porto d'armi agli omosessuali in maniera tale che possano girare armati?
Non sono un esperto di leggi sulle armi, ma da quello che so in Italia non è molto difficile comprare un'arma da tenere in casa: il problema è avere il porto d'armi (che ti consente di portarle in giro in bella vista).
Il porto d'armi è concesso, se ho capito bene, solo a individui che hanno una comprovata necessità di difendersi o di difendere qualcun'altro.
La domanda è: sulla base di questo principio, non avrebbe senso nel caso degli omosessuali fare una valutazione per categoria? Cioè, se sei omosessuale allora sei un individuo a rischio di aggressioni e quindi ricevi automaticamente il porto d'armi.
Un'altra questione invece è: in quali situazioni si può sparare a un omofobo? Ovviamente nei casi di aggressione fisica palese, ma qualcuno potrebbe pensare che poi si finiscono per giustificare anche altri casi, tipo sparare a gente che insegue una coppia gay gridando "froci di merda" (molestie psicologiche).
Personalmente se dovessero decidere di sparare addosso anche a questi elementi non glielo farei pesare troppo agli omosessuali: diremmo che i coglionazzi se la sono cercata.
La questione di cui parlo non è una cosa di pura fantasia, perché in USA c'è un'associazione che si chiama "pink pistols": sono un'associazione di pistoleri omosessuali che si esercitano al poligono e che non vedono l'ora di sparare a qualche omofobo.
Invito gli omosessuali italiani a dare vita a questo progetto anche in Italia e di chiedere il porto d'armi. Comprino anche una lavagnetta da tenere in casa su cui segnare il punteggio in base agli omofobi accoppati.
**Modificato dall'autore il 19.05.2020 21:48**
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-05-18 16:57:19.0 alle 2020-05-18 16:57:19.0
Scritto da: Alessandrox
> Talmente libero che può farsi tutti i cazzi propri che vuole...
>
> E quelli degli altri
> https://t.me/durov/116
Comunque: è una decisione di una corte, si può fare appello e magari ACLU, FSF, EFF ti danno una mano. Negli USA si può persino citare in giudizio il governo.
Inoltre il programma può capitare per sbaglio nelle mani della comunità open source che continuerà a svilupparlo al di fuori dgli USA.
> Talmente libero che può farsi tutti i cazzi propri che vuole...
>
> E quelli degli altri
> https://t.me/durov/116

Comunque: è una decisione di una corte, si può fare appello e magari ACLU, FSF, EFF ti danno una mano. Negli USA si può persino citare in giudizio il governo.
Inoltre il programma può capitare per sbaglio nelle mani della comunità open source che continuerà a svilupparlo al di fuori dgli USA.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-05-18 16:47:48.0 alle 2020-05-18 16:47:48.0
Scritto da: Mattia
>
Preferirei sentire l'opinione di qualcuno un po' più obiettivo.
>
Preferirei sentire l'opinione di qualcuno un po' più obiettivo.
Vieni anche tu in gita in Africa!
Ad
https://www.ilmessaggero.it/AMP/italia/luca_tacchetto_italiano_scomparso_burkina_faso-4209268.html
Le popolazioni locali ti accoglieranno così bene che scomparirai letteralmente dal resto del mondo! Lasciati alle spalle la civiltà occidentale, gli smartphone, la ruota e il fuoco!
Politica
Scritto da: Alessandrox
> Talmente libero che può farsi tutti i cazzi propri che vuole...
>
> E quelli degli altri
> https://t.me/durov/116
>
> **Modificato dall'autore il 17.05.2020 21:07**
Chi l'ha detto che gli USA sono il paese più libero al mondo?
Le classifiche dicono altro!
Nella classifica delle libertà civili e politiche vincono la Finlandia, la Norvegia e la Svezia.
Il punteggio massimo è 100 punti e queste tre nazioni hanno 100 punti.
Gli stati Uniti nella stessa classifica hanno 86 punti, quindi sono al quttordicesimo posto.
https://freedomhouse.org/countries/freedom-world/s...
Forse gli USA vincono per libertà economica? Nemmeno!!
https://www.heritage.org/index/ranking
Vincono Singapore, Hong Kong, Nuova Zelanda, Australia, Svizzera e Irlanda.
Gli Stati Uniti sono al diciassettesimo posto.
In realtà gli USA hanno un solo primato: essere lo stato meno socialista del mondo occidentale, senza però essere lo stato più liberista.
La Svizzera è più liberista ma anche più socialista rispetto agli USA. Socialismo e liberismo non sono cose mutualmente esclusive, è una falsa dicotomia... ma non voglio dilungarmi troppo. Mi limto a dire che uno stato può essere molto liberista e allo stesso tempo essere socialista. La falsa dicotomia che se sei poco socialista allora sei molto liberista porta a credere che gli USA sono un grande esempio di liberismo, ma non è così.
Liberismo = libero mercato, libera concorrenza e libera scelta del consumatore
Socialismo = aiutare i poveri (sempre che non si intenda "socialismo duro e puro", che prevede la soppressione del libero mercato). I paesi che sono sia liberisti che socialisti aiutano i poveri senza ostacolare la libera concorrenza, mentre i paesi che sono socialisti ma anche poco liberisti aiutano i poveri sopprimendo il libero mercato. Il concetto è questo. Quello che non vogliono i liberisti è che con la scusa di aiutare i poveri venga soppresso il libero mercato.
Quindi uno stato liberista e socialista dà un reddito minimo garantito alle persone con reddito insuficciente, le quali poi scelgono liberamente dove spendere i soldi ricevuti dallo stato.
Invece uno stato socialista ma non liberista crea un supermercato statale e obbliga i poveri a prendere merce lì gratuitamente (non possono comprare nulla dai privati se non hanno soldi per pagare di tasca loro), oppure sussidia un supermercato qualsiasi tra i tanti affinché dia merce gratis ai poveri (così da favorire un'azienda rispetto a tutte le altre).
Un esempio che può essere realistico rispetto alle polemiche attuali è questo: metti che uno stato, con la scusa di aiutare gli studenti poveri ad avere libri a basso costo o a gratis, dia sussidi alle biblioteche allo scopo (occulto) di danneggiare Amazon (il vero scopo, nascosto tra le righe, è quello di favorire le librerie, piuttosto che la libreria dell'amico o del cugino a scapito di tutte le altre). È qui che i liberisti si incazzano.
Gli USA se ne sbattono i coglioni dei poveri e hanno hanno anche un mercato non poi così libero rispetto ad altri paesi. Quindi ostacolano il mercato senza però aiutare i poveri.
La Svezia è ipersocialista, eppure a livello di libertà economica è simile agli USA.
**Modificato dall'autore il 18.05.2020 02:08**
> Talmente libero che può farsi tutti i cazzi propri che vuole...
>
> E quelli degli altri
> https://t.me/durov/116

>
> **Modificato dall'autore il 17.05.2020 21:07**
Chi l'ha detto che gli USA sono il paese più libero al mondo?
Le classifiche dicono altro!
Nella classifica delle libertà civili e politiche vincono la Finlandia, la Norvegia e la Svezia.
Il punteggio massimo è 100 punti e queste tre nazioni hanno 100 punti.
Gli stati Uniti nella stessa classifica hanno 86 punti, quindi sono al quttordicesimo posto.
https://freedomhouse.org/countries/freedom-world/s...

Forse gli USA vincono per libertà economica? Nemmeno!!
https://www.heritage.org/index/ranking

Vincono Singapore, Hong Kong, Nuova Zelanda, Australia, Svizzera e Irlanda.
Gli Stati Uniti sono al diciassettesimo posto.
In realtà gli USA hanno un solo primato: essere lo stato meno socialista del mondo occidentale, senza però essere lo stato più liberista.
La Svizzera è più liberista ma anche più socialista rispetto agli USA. Socialismo e liberismo non sono cose mutualmente esclusive, è una falsa dicotomia... ma non voglio dilungarmi troppo. Mi limto a dire che uno stato può essere molto liberista e allo stesso tempo essere socialista. La falsa dicotomia che se sei poco socialista allora sei molto liberista porta a credere che gli USA sono un grande esempio di liberismo, ma non è così.
Liberismo = libero mercato, libera concorrenza e libera scelta del consumatore
Socialismo = aiutare i poveri (sempre che non si intenda "socialismo duro e puro", che prevede la soppressione del libero mercato). I paesi che sono sia liberisti che socialisti aiutano i poveri senza ostacolare la libera concorrenza, mentre i paesi che sono socialisti ma anche poco liberisti aiutano i poveri sopprimendo il libero mercato. Il concetto è questo. Quello che non vogliono i liberisti è che con la scusa di aiutare i poveri venga soppresso il libero mercato.
Quindi uno stato liberista e socialista dà un reddito minimo garantito alle persone con reddito insuficciente, le quali poi scelgono liberamente dove spendere i soldi ricevuti dallo stato.
Invece uno stato socialista ma non liberista crea un supermercato statale e obbliga i poveri a prendere merce lì gratuitamente (non possono comprare nulla dai privati se non hanno soldi per pagare di tasca loro), oppure sussidia un supermercato qualsiasi tra i tanti affinché dia merce gratis ai poveri (così da favorire un'azienda rispetto a tutte le altre).
Un esempio che può essere realistico rispetto alle polemiche attuali è questo: metti che uno stato, con la scusa di aiutare gli studenti poveri ad avere libri a basso costo o a gratis, dia sussidi alle biblioteche allo scopo (occulto) di danneggiare Amazon (il vero scopo, nascosto tra le righe, è quello di favorire le librerie, piuttosto che la libreria dell'amico o del cugino a scapito di tutte le altre). È qui che i liberisti si incazzano.
Gli USA se ne sbattono i coglioni dei poveri e hanno hanno anche un mercato non poi così libero rispetto ad altri paesi. Quindi ostacolano il mercato senza però aiutare i poveri.
La Svezia è ipersocialista, eppure a livello di libertà economica è simile agli USA.
**Modificato dall'autore il 18.05.2020 02:08**
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-05-17 22:12:06.0 alle 2020-05-17 22:12:06.0
Scritto da: Alessandrox
> Scritto da:
> >
> > Queste cose non possono essere fatte da una azienda. Con una sede legale in cui possono arrivare ingiunzioni e lettere di avvocati.
> >
> > Con Bitcoin invece non sai chi colpire.
> Tutti quelli che lo usano
> A partire dai minatori.
>
> È la stessa cosa.
Troppi. nel momento in cui colpisci troppe persone si scatena una reazione a catena, perché i colpiti hanno amici e parenti che prendono loro le parti anche senza capire di che si tratta. Quando tale massa è significativa dal punto di vista elettorale, non puoi colpire.
> Scritto da:
> >
> > Queste cose non possono essere fatte da una azienda. Con una sede legale in cui possono arrivare ingiunzioni e lettere di avvocati.
> >
> > Con Bitcoin invece non sai chi colpire.
> Tutti quelli che lo usano
> A partire dai minatori.
>
> È la stessa cosa.
Troppi. nel momento in cui colpisci troppe persone si scatena una reazione a catena, perché i colpiti hanno amici e parenti che prendono loro le parti anche senza capire di che si tratta. Quando tale massa è significativa dal punto di vista elettorale, non puoi colpire.
Politica
Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2020-05-17 22:08:10.0 alle 2020-05-17 22:08:10.0
Trollate totali: 11555
Scritto da:
>
> Queste cose non possono essere fatte da una azienda. Con una sede legale in cui possono arrivare ingiunzioni e lettere di avvocati.
>
> Con Bitcoin invece non sai chi colpire.
Tutti quelli che lo usano
A partire dai minatori.
È la stessa cosa.
>
> Queste cose non possono essere fatte da una azienda. Con una sede legale in cui possono arrivare ingiunzioni e lettere di avvocati.
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> Con Bitcoin invece non sai chi colpire.
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Non Autenticato
il 2020-05-17 22:01:13.0 alle 2020-05-17 22:01:13.0
Scritto da: Alessandrox
> Talmente libero che può farsi tutti i cazzi propri che vuole...
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> E quelli degli altri
> https://t.me/durov/116
Queste cose non possono essere fatte da una azienda. Con una sede legale in cui possono arrivare ingiunzioni e lettere di avvocati.
Con Bitcoin invece non sai chi colpire.
> Talmente libero che può farsi tutti i cazzi propri che vuole...
>
> E quelli degli altri
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Queste cose non possono essere fatte da una azienda. Con una sede legale in cui possono arrivare ingiunzioni e lettere di avvocati.
Con Bitcoin invece non sai chi colpire.
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Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2020-05-17 21:05:34.0 alle 2020-05-17 21:05:34.0
Trollate totali: 11555
Talmente libero che può farsi tutti i cazzi propri che vuole...
E quelli degli altri
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**Modificato dall'autore il 17.05.2020 21:07**
E quelli degli altri
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**Modificato dall'autore il 17.05.2020 21:07**
Ma smettila di secernere cazzate!
Politica
Scritto da:
> In Svizzera tutte queste possibilità esistono? Sono stato sempre per l'esistenza di imprese statali, purché in regime di libera concorrenza con quelle private, senza privilegi e favoritismi.
In Svizzera una persona fisica del ceto medio paga il 10% di imposte, è chiaro che lo stato svizzero è più snello rispetto a quello italiano.
Le cose importanti ci sono: sono le cose sprecone che probabilmente in Svizzera non ci sono, tipo compagnie aeree in perdita (la Swissair l'hanno lasciata fallire, invece con Alitalia voi fate accanimento terapeutico).
> Comunque diverse delle libertà che hai elencato esistono: devi solo pagare di più. Ad esempio puoi scegliere una scuola privata, ma la paghi da te e continui a pagare le tasse per quella pubblica.
Un liberale in termometropolitico dice che in Svezia se scegli una scuola privata lo stato ti dà un voucher di un determinato valore che puoi usare per il pagamento.
Lo stato si può semplicemente occupare di raccogliere i soldi per l'istruzione e poi dare a ognuno quello che gli spetta di diritto: non è che debba per forza fornirti il servizio.
Infatti per contrastare la povertà gli stati occidentali hanno un reddito minimo garantito: ti danno i soldi e tu fai la spesa dove vuoi, in supermercati privati. Ti pagano l'affitto di un alloggio privato.
Non è che si sono improvvisati imprenditori, aperto supermercati, allevamenti e agricoltura per poi dare cibo gratis a chi è povero. Non si sono nemmeno messi a costruire case.
Secondo i liberali se si facesse così (come in pratica vorrebbero i socialisti duri e puri) verrebbero fuori stati pesanti, costosi e inefficienti.
Togliere la scuola statale non mi sembra una buona idea, ma spingere a una scelta più libera lo può essere. Le scuole statali servono a dare un valore ai voucher: un voucher = costo per allievo di un anno di scuola statale.
Le scuole private, per poter essere concorrenziali, dovrebbero avere una tariffa non di molto superiore a un voucher, visto che se devi mettere troppi soldi di tasca tua non ci vai.
La scuola statale serve a obbligare le scuole private a tenere i prezzi bassi, mentre le scuole private servono a spingere la scuola statale a innovarsi e migliorarsi.
> Questo genere di tasse è inteso come un contributo obbligatorio per far esistere un servizio pubblico che puoi usare o meno. Secondo un altro punto di vista i servizi pubblici andrebbero finanziati dai soli utilizzatori. Non saprei dire quale punto di vista sia migliore. Quello statalista soffoca lo sviluppo dei servizi privati, ma quello liberale finisce per indebolire quelli pubblici.
Lo stato deve offrire i servizi che hanno le seguenti caratteristiche:
- Servono (potenzialmente) a tutti
- Non poterne usufruire causa forti disagi (salute, sicurezza, fisiologia: vedi piramide di Maslow)
Se io pago le imposte per l'istruzione va benissimo perché anche io ho usufruito, come tutti, dell'istruzione (direi "sto pagando piano piano l'istruzione di cui ho usufruito"), però se lo stato comincia a essere troppo creativo e comincia a offrire servizi che non sono essenziali e interessano solo a quattro gatti (tipo, che ne so, il museo delle calze di lana) e ti ritrovi a pagare una marea di imposte per tutte ste stronzate cominciano a girarti le palle, anche perché se bisognava aumentare le imposte allora era meglio mettere più soldi nella sanità (quindi è come se venissero tolti soldi alla sanità).
Se non metti degli argini lo stato può diventare un carrozzone pesante e inefficiente.
Quindi quello che dico io è che lo stato deve fare poche cose essenziali e concentrarsi su quelle:
- Giustizia
- Sanità
- Istruzione
- Vigili del fuoco
- Assicurazioni sociali (pensioni, sussidio di disoccupazione, sussidio per invalidità e malattia)
Questo è il sistema svizzero, per rispondere alla tua domanda.
Io aggiungerei anche le seguenti assicurazioni non obbligatorie (statali e nonprofit):
- Assicurazione per le cure dentarie
- Assicurazione per le spese legali
- Assicurazione contro i furti
- Assicurazione per responsabilità civile
Tu dici che sei favorevole alle imprese statali e da un certo punto di vista potrebbe essere anche una buona idea perché potrebbero tenere i prezzi molto bassi.
Il problema è che i capitali li prendono dai cittadini, che quindi diventano involontariamente imprenditori: chi è paga il capitale iniziale e le perdite?
Metti che lo stato fa impresa a manetta e va tutto in perdita: per ripagare le perdite deve ammazzare i cittadini di imposte.
Se proprio si vuole ammazzare i cittadini di imposte allora che si faccia una sanità a 5 stelle.
I servizi che ho elencato io sono un'altra questione: vengono finanziati anche in perdita perché considerati essenziali. Però se mi parli di "imprese" io penso allo stato che si mette a fabbricare orologi da polso o biciclette da corsa.
Il problema è che le imposte sei obbligato a pagarle, mentre se un privato mi chiede 7'000 chf per una bici da corsa posso mandarlo a cagare.
Poi io la vedo così: se le imposte superano il 50% vuol dire che tu appartieni allo stato più di quanto appartieni a te stesso e abituare i cittadini a questa idea è pericoloso.
**Modificato dall'autore il 16.05.2020 22:57**
> In Svizzera tutte queste possibilità esistono? Sono stato sempre per l'esistenza di imprese statali, purché in regime di libera concorrenza con quelle private, senza privilegi e favoritismi.
In Svizzera una persona fisica del ceto medio paga il 10% di imposte, è chiaro che lo stato svizzero è più snello rispetto a quello italiano.
Le cose importanti ci sono: sono le cose sprecone che probabilmente in Svizzera non ci sono, tipo compagnie aeree in perdita (la Swissair l'hanno lasciata fallire, invece con Alitalia voi fate accanimento terapeutico).
> Comunque diverse delle libertà che hai elencato esistono: devi solo pagare di più. Ad esempio puoi scegliere una scuola privata, ma la paghi da te e continui a pagare le tasse per quella pubblica.
Un liberale in termometropolitico dice che in Svezia se scegli una scuola privata lo stato ti dà un voucher di un determinato valore che puoi usare per il pagamento.
Lo stato si può semplicemente occupare di raccogliere i soldi per l'istruzione e poi dare a ognuno quello che gli spetta di diritto: non è che debba per forza fornirti il servizio.
Infatti per contrastare la povertà gli stati occidentali hanno un reddito minimo garantito: ti danno i soldi e tu fai la spesa dove vuoi, in supermercati privati. Ti pagano l'affitto di un alloggio privato.
Non è che si sono improvvisati imprenditori, aperto supermercati, allevamenti e agricoltura per poi dare cibo gratis a chi è povero. Non si sono nemmeno messi a costruire case.
Secondo i liberali se si facesse così (come in pratica vorrebbero i socialisti duri e puri) verrebbero fuori stati pesanti, costosi e inefficienti.
Togliere la scuola statale non mi sembra una buona idea, ma spingere a una scelta più libera lo può essere. Le scuole statali servono a dare un valore ai voucher: un voucher = costo per allievo di un anno di scuola statale.
Le scuole private, per poter essere concorrenziali, dovrebbero avere una tariffa non di molto superiore a un voucher, visto che se devi mettere troppi soldi di tasca tua non ci vai.
La scuola statale serve a obbligare le scuole private a tenere i prezzi bassi, mentre le scuole private servono a spingere la scuola statale a innovarsi e migliorarsi.
> Questo genere di tasse è inteso come un contributo obbligatorio per far esistere un servizio pubblico che puoi usare o meno. Secondo un altro punto di vista i servizi pubblici andrebbero finanziati dai soli utilizzatori. Non saprei dire quale punto di vista sia migliore. Quello statalista soffoca lo sviluppo dei servizi privati, ma quello liberale finisce per indebolire quelli pubblici.
Lo stato deve offrire i servizi che hanno le seguenti caratteristiche:
- Servono (potenzialmente) a tutti
- Non poterne usufruire causa forti disagi (salute, sicurezza, fisiologia: vedi piramide di Maslow)
Se io pago le imposte per l'istruzione va benissimo perché anche io ho usufruito, come tutti, dell'istruzione (direi "sto pagando piano piano l'istruzione di cui ho usufruito"), però se lo stato comincia a essere troppo creativo e comincia a offrire servizi che non sono essenziali e interessano solo a quattro gatti (tipo, che ne so, il museo delle calze di lana) e ti ritrovi a pagare una marea di imposte per tutte ste stronzate cominciano a girarti le palle, anche perché se bisognava aumentare le imposte allora era meglio mettere più soldi nella sanità (quindi è come se venissero tolti soldi alla sanità).
Se non metti degli argini lo stato può diventare un carrozzone pesante e inefficiente.
Quindi quello che dico io è che lo stato deve fare poche cose essenziali e concentrarsi su quelle:
- Giustizia
- Sanità
- Istruzione
- Vigili del fuoco
- Assicurazioni sociali (pensioni, sussidio di disoccupazione, sussidio per invalidità e malattia)
Questo è il sistema svizzero, per rispondere alla tua domanda.
Io aggiungerei anche le seguenti assicurazioni non obbligatorie (statali e nonprofit):
- Assicurazione per le cure dentarie
- Assicurazione per le spese legali
- Assicurazione contro i furti
- Assicurazione per responsabilità civile
Tu dici che sei favorevole alle imprese statali e da un certo punto di vista potrebbe essere anche una buona idea perché potrebbero tenere i prezzi molto bassi.
Il problema è che i capitali li prendono dai cittadini, che quindi diventano involontariamente imprenditori: chi è paga il capitale iniziale e le perdite?
Metti che lo stato fa impresa a manetta e va tutto in perdita: per ripagare le perdite deve ammazzare i cittadini di imposte.
Se proprio si vuole ammazzare i cittadini di imposte allora che si faccia una sanità a 5 stelle.
I servizi che ho elencato io sono un'altra questione: vengono finanziati anche in perdita perché considerati essenziali. Però se mi parli di "imprese" io penso allo stato che si mette a fabbricare orologi da polso o biciclette da corsa.
Il problema è che le imposte sei obbligato a pagarle, mentre se un privato mi chiede 7'000 chf per una bici da corsa posso mandarlo a cagare.

Poi io la vedo così: se le imposte superano il 50% vuol dire che tu appartieni allo stato più di quanto appartieni a te stesso e abituare i cittadini a questa idea è pericoloso.
**Modificato dall'autore il 16.05.2020 22:57**