Politica
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Non Autenticato
il 2020-05-16 20:15:59.0 alle 2020-05-16 20:15:59.0
Scritto da: Mattia
> Hanno smantellato la libertà di scelta, un pezzo alla volta.
>
> Non siete liberi di scegliere con quale fornitore costruire il vostro fondo pensione: siete obbligati a pagare i contributi all'INPS.
>
> Non siete liberi di scegliere il fornitore con il quale assicurare i vostri lavoratori: siete obbligati a pagare il premio all'INAIL
>
> Non siete liberi di scegliere con quale compagnia aerea volare. Continuate a pagare il biglietto aereo Alitalia, anche se non ci avete mai volato.
>
> Non siete liberi di scegliere in quale scuola far studiare i vostri figli: siete obbligati a pagare, con le tasse versate, la scuola statale.
>
> Non siete liberi di scegliere quali film vedere: continuate a pagare il biglietto del cinema per i film italiani, anche se non li andate a vedere e non vi piacciono.
>
> Non siete liberi di scegliere quale giornale leggere: continuate a finanziare, grazie alla legge sull'editoria, giornali che considerate buoni solo per incartare il pesce.
>
> Non siete liberi di scegliere il fornitore di pay TV: continuate a pagare la RAI, attraverso il canone e le tasse, anche se non guardate i suoi programmi.
>
> Non siete liberi di scegliere il vostro fornitore di trasporto locale: siete costretti a taxi e bus imposti.
>
> Non siete liberi di scegliere il fornitore di energia elettrica al prezzo di mercato: continuate a pagare i pannelli fotovoltaici, anche se non li utilizzate.
>
> Non siete liberi di stabilire l'orario durante il quale tenere aperto il vostro negozio.
>
> Non siete liberi di stabilire la durata del contratto di locazione concordato con il vostro inquilino.
>
> Non siete liberi di decidere la durata del rapporto di lavoro con i vostri dipendenti.
>
> E' il pianificatore centrale, dall'alto, che decide per voi.
>
> E, incredibile, vogliono farvi credere che tutto questo sia un vantaggio.
In Svizzera tutte queste possibilità esistono? Sono stato sempre per l'esistenza di imprese statali, purché in regime di libera concorrenza con quelle private, senza privilegi e favoritismi.
Comunque diverse delle libertà che hai elencato esistono: devi solo pagare di più. Ad esempio puoi scegliere una scuola privata, ma la paghi da te e continui a pagare le tasse per quella pubblica.
Questo genere di tasse è inteso come un contributo obbligatorio per far esistere un servizio pubblico che puoi usare o meno. Secondo un altro punto di vista i servizi pubblici andrebbero finanziati dai soli utilizzatori. Non saprei dire quale punto di vista sia migliore. Quello statalista soffoca lo sviluppo dei servizi privati, ma quello liberale finisce per indebolire quelli pubblici.
> Hanno smantellato la libertà di scelta, un pezzo alla volta.
>
> Non siete liberi di scegliere con quale fornitore costruire il vostro fondo pensione: siete obbligati a pagare i contributi all'INPS.
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> Non siete liberi di scegliere il fornitore con il quale assicurare i vostri lavoratori: siete obbligati a pagare il premio all'INAIL
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> Non siete liberi di scegliere con quale compagnia aerea volare. Continuate a pagare il biglietto aereo Alitalia, anche se non ci avete mai volato.
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> Non siete liberi di scegliere in quale scuola far studiare i vostri figli: siete obbligati a pagare, con le tasse versate, la scuola statale.
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> Non siete liberi di scegliere quali film vedere: continuate a pagare il biglietto del cinema per i film italiani, anche se non li andate a vedere e non vi piacciono.
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> Non siete liberi di scegliere quale giornale leggere: continuate a finanziare, grazie alla legge sull'editoria, giornali che considerate buoni solo per incartare il pesce.
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> Non siete liberi di scegliere il fornitore di pay TV: continuate a pagare la RAI, attraverso il canone e le tasse, anche se non guardate i suoi programmi.
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> Non siete liberi di scegliere il vostro fornitore di trasporto locale: siete costretti a taxi e bus imposti.
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> Non siete liberi di scegliere il fornitore di energia elettrica al prezzo di mercato: continuate a pagare i pannelli fotovoltaici, anche se non li utilizzate.
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> Non siete liberi di stabilire l'orario durante il quale tenere aperto il vostro negozio.
>
> Non siete liberi di stabilire la durata del contratto di locazione concordato con il vostro inquilino.
>
> Non siete liberi di decidere la durata del rapporto di lavoro con i vostri dipendenti.
>
> E' il pianificatore centrale, dall'alto, che decide per voi.
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> E, incredibile, vogliono farvi credere che tutto questo sia un vantaggio.
In Svizzera tutte queste possibilità esistono? Sono stato sempre per l'esistenza di imprese statali, purché in regime di libera concorrenza con quelle private, senza privilegi e favoritismi.
Comunque diverse delle libertà che hai elencato esistono: devi solo pagare di più. Ad esempio puoi scegliere una scuola privata, ma la paghi da te e continui a pagare le tasse per quella pubblica.
Questo genere di tasse è inteso come un contributo obbligatorio per far esistere un servizio pubblico che puoi usare o meno. Secondo un altro punto di vista i servizi pubblici andrebbero finanziati dai soli utilizzatori. Non saprei dire quale punto di vista sia migliore. Quello statalista soffoca lo sviluppo dei servizi privati, ma quello liberale finisce per indebolire quelli pubblici.
France in free fall
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Hanno smantellato la libertà di scelta, un pezzo alla volta.
Non siete liberi di scegliere con quale fornitore costruire il vostro fondo pensione: siete obbligati a pagare i contributi all'INPS.
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Non siete liberi di scegliere in quale scuola far studiare i vostri figli: siete obbligati a pagare, con le tasse versate, la scuola statale.
Non siete liberi di scegliere quali film vedere: continuate a pagare il biglietto del cinema per i film italiani, anche se non li andate a vedere e non vi piacciono.
Non siete liberi di scegliere quale giornale leggere: continuate a finanziare, grazie alla legge sull'editoria, giornali che considerate buoni solo per incartare il pesce.
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Non siete liberi di scegliere in quale scuola far studiare i vostri figli: siete obbligati a pagare, con le tasse versate, la scuola statale.
Non siete liberi di scegliere quali film vedere: continuate a pagare il biglietto del cinema per i film italiani, anche se non li andate a vedere e non vi piacciono.
Non siete liberi di scegliere quale giornale leggere: continuate a finanziare, grazie alla legge sull'editoria, giornali che considerate buoni solo per incartare il pesce.
Non siete liberi di scegliere il fornitore di pay TV: continuate a pagare la RAI, attraverso il canone e le tasse, anche se non guardate i suoi programmi.
Non siete liberi di scegliere il vostro fornitore di trasporto locale: siete costretti a taxi e bus imposti.
Non siete liberi di scegliere il fornitore di energia elettrica al prezzo di mercato: continuate a pagare i pannelli fotovoltaici, anche se non li utilizzate.
Non siete liberi di stabilire l'orario durante il quale tenere aperto il vostro negozio.
Non siete liberi di stabilire la durata del contratto di locazione concordato con il vostro inquilino.
Non siete liberi di decidere la durata del rapporto di lavoro con i vostri dipendenti.
E' il pianificatore centrale, dall'alto, che decide per voi.
E, incredibile, vogliono farvi credere che tutto questo sia un vantaggio.
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> Scritto da: Mattia
> > Gli utenti del
forumdeitroll.com
si sono chiesti per molto tempo se il Cerbero fosse di destra o di sinstra e finalmente abbiamo avuto la risposta.
> >
> >
>
> Porca madonna, su youtube guardate merda che manco la d'urso..

Hai visto a 16:40 quando quello con la maschera si impappina?
Sono dei fattoni, ma nei loro show si parla anche di cose interessanti.
Hanno invitato Fusaro.
... e anche Istituto Liberale.
Sono venute fuori discussioni interessanti.
> Scritto da: Mattia
> > Gli utenti del
si sono chiesti per molto tempo se il Cerbero fosse di destra o di sinstra e finalmente abbiamo avuto la risposta.> >
> >
>
> Porca madonna, su youtube guardate merda che manco la d'urso..


Hai visto a 16:40 quando quello con la maschera si impappina?

Sono dei fattoni, ma nei loro show si parla anche di cose interessanti.
Hanno invitato Fusaro.
... e anche Istituto Liberale.
Sono venute fuori discussioni interessanti.
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Non Autenticato
il 2020-05-15 17:20:40.0 alle 2020-05-15 17:20:40.0
>
In realtà questi monologhi non servono a nulla perché non arriva gente di sinistra a commentare.
Un commento dice "Tutte e dico tutte le persone di sinistra che conosco sono persone benestanti, col culo al calduccio e cresciute nella bambagia. Ho conosciuto una tipa da "centro sociale" armata delle solite argomentazioni comunistoidi europeiste immigrazioniste... morale della favola era la figlia di un grossissimo Ingegnere.
Quindi per loro è facile essere immigrazionisti e buonisti, tanto che gliene frega, gli africani ce li mandano da noi poveracci, a condividere zone e quartieri dove loro probabilmente non hanno mai messo piede in vita loro. Sinistra ormai equivale ad Aristocrazia rimbecillita dal troppo benessere." e la sinistra odierna è effettivamente composta da questi elementi.
Ma nessuno di questa sinistra viene a ribattere, perché Google e Youtube creano apposta delle camere dell'eco. A seconda di cosa ti metti a leggere ti propongono quasi solo più quello, è per questo che ho detto a Firefox di cancellare i cookie alla chiusura.
In realtà questi monologhi non servono a nulla perché non arriva gente di sinistra a commentare.
Un commento dice "Tutte e dico tutte le persone di sinistra che conosco sono persone benestanti, col culo al calduccio e cresciute nella bambagia. Ho conosciuto una tipa da "centro sociale" armata delle solite argomentazioni comunistoidi europeiste immigrazioniste... morale della favola era la figlia di un grossissimo Ingegnere.
Quindi per loro è facile essere immigrazionisti e buonisti, tanto che gliene frega, gli africani ce li mandano da noi poveracci, a condividere zone e quartieri dove loro probabilmente non hanno mai messo piede in vita loro. Sinistra ormai equivale ad Aristocrazia rimbecillita dal troppo benessere." e la sinistra odierna è effettivamente composta da questi elementi.
Ma nessuno di questa sinistra viene a ribattere, perché Google e Youtube creano apposta delle camere dell'eco. A seconda di cosa ti metti a leggere ti propongono quasi solo più quello, è per questo che ho detto a Firefox di cancellare i cookie alla chiusura.
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Non Autenticato
il 2020-05-15 17:12:16.0 alle 2020-05-15 17:12:16.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
> > >
> > > Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
> > >
> > > Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale".
> >
> > Fino a qualche tempo fa ti avrei dato ragione, ma dopo aver considerato fatti e sviluppi la situazione non può essere così semplificata.
> >
> > Ci sono occasioni in cui ogni individuo approfitta della propria libertà per fare qualcosa di coerente con ciò che fanno gli altri, e tutti insieme partecipano a un progetto corale. In altre occasioni ciascuno fa i cazzi suoi e l'insieme è solo una somma di singoli contributi che si elidono.
> >
> > Nel primo caso da tante libertà scaturisce un ordine, nel secondo caso un disordine.
>
> Allora sei diventato anche tu un fascio, perché le persone che stanno nella parte inferiore del political compass sanno che l'ordine non esiste, nel senso che ognuno ha il proprio concetto di ordine.
Sì che esiste. È una vita che ripeto che prima del boom economico il paesaggio era esteticamente coerente - leggasi bello - e ora è variamente deturpato, e non sono il solo. C'è chi percepisce questa coerenza dai suoi attuali resti e la rimpiange, c'è chi non la percepisce, c'è chi ha in mente qualche altro concetto di ordine.
I destri in genere hanno in mente l'ordine sociale, e indubbiamente anche la società di prima del boom economico era più coerente di quella attuale. Le cose cambiano perché qualcuno non ci si trova bene e nella società degli anni 50 diverse categorie non avevano posto, per questo la società è cambiata. Ma nel cambiarla i progressisti hanno cancellato anche aspetti che andavano conservati: come ho scritto anni fa sul forum di PI, hanno rotto il giocattolo e hanno lasciato i pezzi sul tavolo, senza saper proporre nulla di meglio.
La differenza tra me e i fasci è che a me piace l'estetica ambientale pre boom, ai fasci un'estetica sociale pre boom che però è troppo semplificata per andar bene a tutti. I fasci vorrebbero una società uniforme come un plotone, i sinistri un party di frichettoni.
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
> > >
> > > Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
> > >
> > > Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale".
> >
> > Fino a qualche tempo fa ti avrei dato ragione, ma dopo aver considerato fatti e sviluppi la situazione non può essere così semplificata.
> >
> > Ci sono occasioni in cui ogni individuo approfitta della propria libertà per fare qualcosa di coerente con ciò che fanno gli altri, e tutti insieme partecipano a un progetto corale. In altre occasioni ciascuno fa i cazzi suoi e l'insieme è solo una somma di singoli contributi che si elidono.
> >
> > Nel primo caso da tante libertà scaturisce un ordine, nel secondo caso un disordine.
>
> Allora sei diventato anche tu un fascio, perché le persone che stanno nella parte inferiore del political compass sanno che l'ordine non esiste, nel senso che ognuno ha il proprio concetto di ordine.
Sì che esiste. È una vita che ripeto che prima del boom economico il paesaggio era esteticamente coerente - leggasi bello - e ora è variamente deturpato, e non sono il solo. C'è chi percepisce questa coerenza dai suoi attuali resti e la rimpiange, c'è chi non la percepisce, c'è chi ha in mente qualche altro concetto di ordine.
I destri in genere hanno in mente l'ordine sociale, e indubbiamente anche la società di prima del boom economico era più coerente di quella attuale. Le cose cambiano perché qualcuno non ci si trova bene e nella società degli anni 50 diverse categorie non avevano posto, per questo la società è cambiata. Ma nel cambiarla i progressisti hanno cancellato anche aspetti che andavano conservati: come ho scritto anni fa sul forum di PI, hanno rotto il giocattolo e hanno lasciato i pezzi sul tavolo, senza saper proporre nulla di meglio.
La differenza tra me e i fasci è che a me piace l'estetica ambientale pre boom, ai fasci un'estetica sociale pre boom che però è troppo semplificata per andar bene a tutti. I fasci vorrebbero una società uniforme come un plotone, i sinistri un party di frichettoni.
Dio Porco
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hhttps://bestemmietraamicidioporco
Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
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> Scritto da: Mattia
> > Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
> >
> > Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
> >
> > Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale".
>
> Fino a qualche tempo fa ti avrei dato ragione, ma dopo aver considerato fatti e sviluppi la situazione non può essere così semplificata.
>
> Ci sono occasioni in cui ogni individuo approfitta della propria libertà per fare qualcosa di coerente con ciò che fanno gli altri, e tutti insieme partecipano a un progetto corale. In altre occasioni ciascuno fa i cazzi suoi e l'insieme è solo una somma di singoli contributi che si elidono.
>
> Nel primo caso da tante libertà scaturisce un ordine, nel secondo caso un disordine.
Allora sei diventato anche tu un fascio, perché le persone che stanno nella parte inferiore del political compass sanno che l'ordine non esiste, nel senso che ognuno ha il proprio concetto di ordine.
Se una soggettiva concezione di "ordine" viene imposta, allora tutti quanti sono obbligati a vivere nel disordine, visto che quel presunto "ordine" esiste solo nella testa del dittatore.
In un sistema liberale ogni persona può ordinare la propria vita come preferisce, quindi c'è ordine.
Un sistema liberale è ordinato anche perché si basa sulla cosiddetta "rule of law", cioè lo stato è governato da poche leggi (che funzionano bene) e non da persone.
Queste leggi fisserebbero della libertà che non possono essere revocate da un giorno all'altro, come un governo di persone che può improvvisamente togliere una libertà centenaria o millenaria.
In questo video, Alessio Cotroneo di Isituto Liberale fa notare che l'Italia è caotica perché ci sono troppe leggi e perché i governi continuano a cambiare le cose (essendo governi di persone).
Con un sistema liberale ci sarebbe più ordine. Ai fascisti certo non piacerebbe perché non potrebbero fascistare, ma è anche in questo che l'ordine del liberalismo risiede.
> In genere l'ordine è preferibile al disordine - prova a dover vivere con un compagno di stanza disordinato e vedi che il disordine produce situazioni disfunzionali
Peccato che non c'entri un tubo con le idee liberali.
L'esempio equivalente sarebbe quello di un gruppo di persone che vanno al fiume a grigliare e lasciano lì i rifiuti, per poi tornare a casa guidando ubriachi e magari facendo schiamazzi per strada alle 3 di notte.
Secondo te in uno stato liberale questi comportamenti sono permessi? Al fascismo non bisogna contrapporre l'anarchia!
> e quel che fanno i destri è preferire l'ordine comunque, anche a scapito della libertà. L'ordine del primo caso è una situazione particolare in cui tutti sono liberi e tutti scelgono liberamente di partecipare all'ordine: i destri si accontentano di un simulacro in cui l'ordine viene imposto per legge.
Considera la piramide di Maslow.


La mia idea è la seguente:
- Se uno stato ha leggi che invadono ogni aspetto della vita è uno stato totalitario
- Se uno stato ha leggi SOLO per tutelare i bisogni fondamentali dei cittadini (salute, sicurezza, bisogni fisiologici vari) allora è uno stato liberale
- Se uno stato non ha leggi nemmeno per tutelare i bisogni fondamentali allora è un'anarchia
Ora, se mi prendi come esempio di autoritario un CapitanFracassa, cioè un tizio di termometropolitico che vuole uno stato militare per spaccare le rotule agli sfruttatori di Amazon, posso anche cogliere la razionalità.
Se mi parli dei fasci di merda invece proprio no, perché il loro concetto di ordine consiste nello spaccare le rotule agli omosessuali, ai trans, a chi critica l'art 609 quater, a Greta Thunberg, a chi abortisce, e chissà chi altro...
Non dirmi che non è così perché con quegli analfabeti del cazzo ci discuto tutti i giorni in termometropolitico.
Quindi il loro concetto di "ordine" è illogico, emotivo, perché basato sull'estetica e non sull'etica, ma l'estetica di cui parlano esiste solo nella loro testa bacata.
Nello stato voluto dai fasci non solo ci sarebbero leggi che reprimono i piani alti della piramide di Maslow (autorealizzazione), ma mancherebbero leggi per tutelare la salute e la sicurezza... o, per meglio dire, sarebbe lo stato stesso a minacciare la salute e la sicurezza.
Non capisco come si faccia a difendere questo letame culturale.
> Altri si accontentano di una situazione in cui si è formalmente liberi anche se questa libertà non produce una società in armonia.
>
> Dove stanno i sinistri? Non in questi altri, dato che ai sinistri della libertà non importa molto. I sinistri semplicemente spingono per un altro tipo di ordine
Premesso che io quando parla di ideologie politiche mi riferisco alle idee dei cittadini e non a ciò che fanno i politici, quello che dici non è vero: secondo me statisticamente parlando la maggior parte dei sinistri cadono nel quadrante verde (mentre i destroidi nel quadrante blu... la destra liberale non la caga nessuno), infatti molte persone fanno confusione tra socialdemocratici e liberali (perché infatti i socialdemocratici sono simili ai liberali, solo che a differenza dei liberali vogliono un welfare potente).


In uno stato governato dalle idee statisticamente sostenute dai sinistri puoi:
- Uscire a cena nel ristorante che preferisci: italiano, cinese, messicano,...
- Uscito dal ristorante, puoi comprare erba nel negozio accanto
- Dopo essert fumato una cannetta in mezzo alla strada, puoi andare in discoteca a ubriacarti fino alle 5 del mattino
- Puoi sposarti il trans cinese che hai conosciuto in discoteca e adottare bambini africani
Se nel mentre hai fatto tutto questo non eri al volante, non hai stuprato qualcuno, non hai gridato "froci di merda" a una coppia omosessuale e non hai lanciato sassi alle auto dal cavalcavia non avrai nessun problema.
Per quanto riguarda i fasci, invece, la tua libertà si ferma a "Uscire", ma hai anche una libertà che la sinistra non ti concede: gridare "froci di merda" a una coppia omosessuale, una libertà fondamentale di cui proprio non si può fare a meno, giusto?
I sinistri al massimo non sono liberalissimi in economia (e fanno bene, visto che l'economia riguarda i piani bassi della piramide di Maslow: nell'economia non serve libertà, ma sicurezza e stabilità), ma la sinistra non è nemmeno soffocante, anzi: i paesi del nord, governati dai socialdemocratici, hanno la libertà di impresa più alta in assoluto e in Svezia le imposte per le imprese sono al 20%.
Se poi tu con "libertà" intendi "bruciare i semafori mentre guidi ubriaco senza subire conseguenze perché il flash non c'è dal momento che è contro la privacy gattoselvatica" allora la sinistra non è liberale, ma in realtà sei tu che vedi la libertà un po' come "faccio il cazzo che voglio", che è una concezione anarchica della libertà.
La cosa interessante è che probabilmente saresti capace a sopprimere l'elenco di sinistre libertà sopra (un po' come i fasci) per poi lamentarti che i semafori hanno il flash.
**Modificato dall'autore il 15.05.2020 17:10**
> Scritto da: Mattia
> > Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
> >
> > Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
> >
> > Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale".
>
> Fino a qualche tempo fa ti avrei dato ragione, ma dopo aver considerato fatti e sviluppi la situazione non può essere così semplificata.
>
> Ci sono occasioni in cui ogni individuo approfitta della propria libertà per fare qualcosa di coerente con ciò che fanno gli altri, e tutti insieme partecipano a un progetto corale. In altre occasioni ciascuno fa i cazzi suoi e l'insieme è solo una somma di singoli contributi che si elidono.
>
> Nel primo caso da tante libertà scaturisce un ordine, nel secondo caso un disordine.
Allora sei diventato anche tu un fascio, perché le persone che stanno nella parte inferiore del political compass sanno che l'ordine non esiste, nel senso che ognuno ha il proprio concetto di ordine.
Se una soggettiva concezione di "ordine" viene imposta, allora tutti quanti sono obbligati a vivere nel disordine, visto che quel presunto "ordine" esiste solo nella testa del dittatore.
In un sistema liberale ogni persona può ordinare la propria vita come preferisce, quindi c'è ordine.
Un sistema liberale è ordinato anche perché si basa sulla cosiddetta "rule of law", cioè lo stato è governato da poche leggi (che funzionano bene) e non da persone.
Queste leggi fisserebbero della libertà che non possono essere revocate da un giorno all'altro, come un governo di persone che può improvvisamente togliere una libertà centenaria o millenaria.
In questo video, Alessio Cotroneo di Isituto Liberale fa notare che l'Italia è caotica perché ci sono troppe leggi e perché i governi continuano a cambiare le cose (essendo governi di persone).
Con un sistema liberale ci sarebbe più ordine. Ai fascisti certo non piacerebbe perché non potrebbero fascistare, ma è anche in questo che l'ordine del liberalismo risiede.

> In genere l'ordine è preferibile al disordine - prova a dover vivere con un compagno di stanza disordinato e vedi che il disordine produce situazioni disfunzionali
Peccato che non c'entri un tubo con le idee liberali.
L'esempio equivalente sarebbe quello di un gruppo di persone che vanno al fiume a grigliare e lasciano lì i rifiuti, per poi tornare a casa guidando ubriachi e magari facendo schiamazzi per strada alle 3 di notte.
Secondo te in uno stato liberale questi comportamenti sono permessi? Al fascismo non bisogna contrapporre l'anarchia!
> e quel che fanno i destri è preferire l'ordine comunque, anche a scapito della libertà. L'ordine del primo caso è una situazione particolare in cui tutti sono liberi e tutti scelgono liberamente di partecipare all'ordine: i destri si accontentano di un simulacro in cui l'ordine viene imposto per legge.
Considera la piramide di Maslow.
La mia idea è la seguente:
- Se uno stato ha leggi che invadono ogni aspetto della vita è uno stato totalitario
- Se uno stato ha leggi SOLO per tutelare i bisogni fondamentali dei cittadini (salute, sicurezza, bisogni fisiologici vari) allora è uno stato liberale
- Se uno stato non ha leggi nemmeno per tutelare i bisogni fondamentali allora è un'anarchia
Ora, se mi prendi come esempio di autoritario un CapitanFracassa, cioè un tizio di termometropolitico che vuole uno stato militare per spaccare le rotule agli sfruttatori di Amazon, posso anche cogliere la razionalità.
Se mi parli dei fasci di merda invece proprio no, perché il loro concetto di ordine consiste nello spaccare le rotule agli omosessuali, ai trans, a chi critica l'art 609 quater, a Greta Thunberg, a chi abortisce, e chissà chi altro...
Non dirmi che non è così perché con quegli analfabeti del cazzo ci discuto tutti i giorni in termometropolitico.
Quindi il loro concetto di "ordine" è illogico, emotivo, perché basato sull'estetica e non sull'etica, ma l'estetica di cui parlano esiste solo nella loro testa bacata.
Nello stato voluto dai fasci non solo ci sarebbero leggi che reprimono i piani alti della piramide di Maslow (autorealizzazione), ma mancherebbero leggi per tutelare la salute e la sicurezza... o, per meglio dire, sarebbe lo stato stesso a minacciare la salute e la sicurezza.
Non capisco come si faccia a difendere questo letame culturale.
> Altri si accontentano di una situazione in cui si è formalmente liberi anche se questa libertà non produce una società in armonia.
>
> Dove stanno i sinistri? Non in questi altri, dato che ai sinistri della libertà non importa molto. I sinistri semplicemente spingono per un altro tipo di ordine
Premesso che io quando parla di ideologie politiche mi riferisco alle idee dei cittadini e non a ciò che fanno i politici, quello che dici non è vero: secondo me statisticamente parlando la maggior parte dei sinistri cadono nel quadrante verde (mentre i destroidi nel quadrante blu... la destra liberale non la caga nessuno), infatti molte persone fanno confusione tra socialdemocratici e liberali (perché infatti i socialdemocratici sono simili ai liberali, solo che a differenza dei liberali vogliono un welfare potente).

In uno stato governato dalle idee statisticamente sostenute dai sinistri puoi:
- Uscire a cena nel ristorante che preferisci: italiano, cinese, messicano,...
- Uscito dal ristorante, puoi comprare erba nel negozio accanto
- Dopo essert fumato una cannetta in mezzo alla strada, puoi andare in discoteca a ubriacarti fino alle 5 del mattino
- Puoi sposarti il trans cinese che hai conosciuto in discoteca e adottare bambini africani
Se nel mentre hai fatto tutto questo non eri al volante, non hai stuprato qualcuno, non hai gridato "froci di merda" a una coppia omosessuale e non hai lanciato sassi alle auto dal cavalcavia non avrai nessun problema.
Per quanto riguarda i fasci, invece, la tua libertà si ferma a "Uscire", ma hai anche una libertà che la sinistra non ti concede: gridare "froci di merda" a una coppia omosessuale, una libertà fondamentale di cui proprio non si può fare a meno, giusto?
I sinistri al massimo non sono liberalissimi in economia (e fanno bene, visto che l'economia riguarda i piani bassi della piramide di Maslow: nell'economia non serve libertà, ma sicurezza e stabilità), ma la sinistra non è nemmeno soffocante, anzi: i paesi del nord, governati dai socialdemocratici, hanno la libertà di impresa più alta in assoluto e in Svezia le imposte per le imprese sono al 20%.
Se poi tu con "libertà" intendi "bruciare i semafori mentre guidi ubriaco senza subire conseguenze perché il flash non c'è dal momento che è contro la privacy gattoselvatica" allora la sinistra non è liberale, ma in realtà sei tu che vedi la libertà un po' come "faccio il cazzo che voglio", che è una concezione anarchica della libertà.
La cosa interessante è che probabilmente saresti capace a sopprimere l'elenco di sinistre libertà sopra (un po' come i fasci) per poi lamentarti che i semafori hanno il flash.
**Modificato dall'autore il 15.05.2020 17:10**
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Non Autenticato
il 2020-05-15 16:35:38.0 alle 2020-05-15 16:35:38.0
Scritto da: Mattia
> Gli utenti del
forumdeitroll.com
si sono chiesti per molto tempo se il Cerbero fosse di destra o di sinstra e finalmente abbiamo avuto la risposta.
>
>
Porca madonna, su youtube guardate merda che manco la d'urso..
> Gli utenti del
si sono chiesti per molto tempo se il Cerbero fosse di destra o di sinstra e finalmente abbiamo avuto la risposta.>
>
Porca madonna, su youtube guardate merda che manco la d'urso..
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il 2020-05-15 14:29:23.0 alle 2020-05-15 14:29:23.0
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
> >
> > Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
> >
> > Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale".
>
> Fino a qualche tempo fa ti avrei dato ragione, ma dopo aver considerato fatti e sviluppi la situazione non può essere così semplificata.
>
> Ci sono occasioni in cui ogni individuo approfitta della propria libertà per fare qualcosa di coerente con ciò che fanno gli altri, e tutti insieme partecipano a un progetto corale. In altre occasioni ciascuno fa i cazzi suoi e l'insieme è solo una somma di singoli contributi che si elidono.
>
> Nel primo caso da tante libertà scaturisce un ordine, nel secondo caso un disordine.
>
> In genere l'ordine è preferibile al disordine - prova a dover vivere con un compagno di stanza disordinato e vedi che il disordine produce situazioni disfunzionali - e quel che fanno i destri è preferire l'ordine comunque, anche a scapito della libertà. L'ordine del primo caso è una situazione particolare in cui tutti sono liberi e tutti scelgono liberamente di partecipare all'ordine: i destri si accontentano di un simulacro in cui l'ordine viene imposto per legge.
> Altri si accontentano di una situazione in cui si è formalmente liberi anche se questa libertà non produce una società in armonia.
>
> Dove stanno i sinistri? Non in questi altri, dato che ai sinistri della libertà non importa molto. I sinistri semplicemente spingono per un altro tipo di ordine, e i destri in questo ordine sinistro vedono disordine. In questo hanno ragione i destri, l'ordine multikulti di sinistra è ordinato solo nella testa dei sinistri.
Aggiungo: nella società contemporanea destri e sinistri sono intenti a demolire e disfare, per convinzione o per ripicca, tutto quello che fa o in cui crede la parte avversa. Nessuna delle due parti crea qualcosa di buono, perché la società in cui credono i destri è obsoleta, quella in cui credono i sinistri un impasto orribile e illogico.
> Scritto da: Mattia
> > Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
> >
> > Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
> >
> > Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale".
>
> Fino a qualche tempo fa ti avrei dato ragione, ma dopo aver considerato fatti e sviluppi la situazione non può essere così semplificata.
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> Ci sono occasioni in cui ogni individuo approfitta della propria libertà per fare qualcosa di coerente con ciò che fanno gli altri, e tutti insieme partecipano a un progetto corale. In altre occasioni ciascuno fa i cazzi suoi e l'insieme è solo una somma di singoli contributi che si elidono.
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> Nel primo caso da tante libertà scaturisce un ordine, nel secondo caso un disordine.
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> In genere l'ordine è preferibile al disordine - prova a dover vivere con un compagno di stanza disordinato e vedi che il disordine produce situazioni disfunzionali - e quel che fanno i destri è preferire l'ordine comunque, anche a scapito della libertà. L'ordine del primo caso è una situazione particolare in cui tutti sono liberi e tutti scelgono liberamente di partecipare all'ordine: i destri si accontentano di un simulacro in cui l'ordine viene imposto per legge.
> Altri si accontentano di una situazione in cui si è formalmente liberi anche se questa libertà non produce una società in armonia.
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> Dove stanno i sinistri? Non in questi altri, dato che ai sinistri della libertà non importa molto. I sinistri semplicemente spingono per un altro tipo di ordine, e i destri in questo ordine sinistro vedono disordine. In questo hanno ragione i destri, l'ordine multikulti di sinistra è ordinato solo nella testa dei sinistri.
Aggiungo: nella società contemporanea destri e sinistri sono intenti a demolire e disfare, per convinzione o per ripicca, tutto quello che fa o in cui crede la parte avversa. Nessuna delle due parti crea qualcosa di buono, perché la società in cui credono i destri è obsoleta, quella in cui credono i sinistri un impasto orribile e illogico.
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il 2020-05-15 14:18:31.0 alle 2020-05-15 14:18:31.0
Scritto da: Mattia
> Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
>
> Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
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> Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale".
Fino a qualche tempo fa ti avrei dato ragione, ma dopo aver considerato fatti e sviluppi la situazione non può essere così semplificata.
Ci sono occasioni in cui ogni individuo approfitta della propria libertà per fare qualcosa di coerente con ciò che fanno gli altri, e tutti insieme partecipano a un progetto corale. In altre occasioni ciascuno fa i cazzi suoi e l'insieme è solo una somma di singoli contributi che si elidono.
Nel primo caso da tante libertà scaturisce un ordine, nel secondo caso un disordine.
In genere l'ordine è preferibile al disordine - prova a dover vivere con un compagno di stanza disordinato e vedi che il disordine produce situazioni disfunzionali - e quel che fanno i destri è preferire l'ordine comunque, anche a scapito della libertà. L'ordine del primo caso è una situazione particolare in cui tutti sono liberi e tutti scelgono liberamente di partecipare all'ordine: i destri si accontentano di un simulacro in cui l'ordine viene imposto per legge.
Altri si accontentano di una situazione in cui si è formalmente liberi anche se questa libertà non produce una società in armonia.
Dove stanno i sinistri? Non in questi altri, dato che ai sinistri della libertà non importa molto. I sinistri semplicemente spingono per un altro tipo di ordine, e i destri in questo ordine sinistro vedono disordine. In questo hanno ragione i destri, l'ordine multikulti di sinistra è ordinato solo nella testa dei sinistri.
> Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
>
> Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
>
> Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale".
Fino a qualche tempo fa ti avrei dato ragione, ma dopo aver considerato fatti e sviluppi la situazione non può essere così semplificata.
Ci sono occasioni in cui ogni individuo approfitta della propria libertà per fare qualcosa di coerente con ciò che fanno gli altri, e tutti insieme partecipano a un progetto corale. In altre occasioni ciascuno fa i cazzi suoi e l'insieme è solo una somma di singoli contributi che si elidono.
Nel primo caso da tante libertà scaturisce un ordine, nel secondo caso un disordine.
In genere l'ordine è preferibile al disordine - prova a dover vivere con un compagno di stanza disordinato e vedi che il disordine produce situazioni disfunzionali - e quel che fanno i destri è preferire l'ordine comunque, anche a scapito della libertà. L'ordine del primo caso è una situazione particolare in cui tutti sono liberi e tutti scelgono liberamente di partecipare all'ordine: i destri si accontentano di un simulacro in cui l'ordine viene imposto per legge.
Altri si accontentano di una situazione in cui si è formalmente liberi anche se questa libertà non produce una società in armonia.
Dove stanno i sinistri? Non in questi altri, dato che ai sinistri della libertà non importa molto. I sinistri semplicemente spingono per un altro tipo di ordine, e i destri in questo ordine sinistro vedono disordine. In questo hanno ragione i destri, l'ordine multikulti di sinistra è ordinato solo nella testa dei sinistri.
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il 2020-05-15 13:56:18.0 alle 2020-05-15 13:56:18.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > https://www.wired.it/attualita/politica/2020/05/12...
> > >
> > > Altruista in casa d'altri, ritornata a spese nostre e per di più convertita. Come la liberazione della Romano si è trasformata in unità di misura della rabbia che inquina il nostro paese
> > >
> > >
> > > Il presagio c’era già, ma nelle ultime 48 ore abbiamo avuto la conferma che quel “ne usciremo migliori” ripetuto ossessivamente come un jingle pubblicitario di successo erano soltanto parole al vento. La liberazione di Silvia Romano, o meglio, la reazione vergognosa al suo rilascio avuta da migliaia di italiani, ci ha riportato a quel contesto di rabbia e rancore collettivo già sperimentato in passato con, per esempio, Carola Rakete, Laura Boldrini o Greta e Vanessa. Da un paio di mesi sembrava che le cose stessero cambiando, l’odio popolare si era un po’ assopito nell’emergenza Covid-19. Oggi sappiamo invece che tutto è come prima, forse peggio.
> > >
> > > Silvia Romano è riuscita a catalizzare su di sé tutte le sfumature di odio immaginabili. Ci è riuscita non per una colpa personale, ma semplicemente per essere stata se stessa, per aver scelto della sua vita senza chiedere il consenso alla gente. La colpa principale, il peccato originale imputato dagli editoriali usciti al momento del suo rapimento e ripetuto ancora oggi dal popolo dei social, è il presunto spirito da crocerossina che l’ha portata in Kenya ad aiutare i bambini in difficoltà. Altruista sì, ma non inteso come valore, bensì come smania, con il volontariato derubricato a una sorta di Erasmus party da mettere nel proprio bagaglio di vita. Gli ambasciatori dell’aiutiamoli a casa loro d’improvviso si sono coalizzati contro chi effettivamente è andata ad aiutarli a casa loro, mettendo per un attimo nel cassetto dei luoghi comuni questo mantra per pescarne un altro più adatto alla situazione, quel se l’è andata a cercare tornato utile anche in altre situazioni, quando c’era per esempio da commentare lo stupro subito in discoteca dalla ragazza in minigonna di turno.
> > >
> > > Sovranismo e sessismo si sono da subito fusi, rivelando quale fosse il vero problema di Silvia Romano: il fatto che si chiamasse Silvia e non Silvio. In effetti a monte del problema c’è sempre stata una questione di genere. Lo stupore generale che nel ventunesimo secolo esistono donne che liberamente inseguono le proprie passioni e che se vogliono andare in zone di crisi a fare del bene lo fanno, invece di stare a casa a esercitarsi nella vita familiare come vorrebbe la mentalità medievale in cui siamo immersi. Ma anche i commenti pornografici dei primi tempi su come se la stesse spassando con i sequestratori neri, gli stessi già letti ripetutamente su Laura Boldrini o Carola Rakete. E poi il polverone per il suo abito islamico al ritorno, che è diventato anche uno dei punti su cui è montata la polemica del riscatto, pagato per una ragazza definita “ingrata”. Nulla di tutto questo si è sentito per esempio nel marzo scorso quando è stato liberato Luca Tacchetto, l’italiano rapito in Mali nel 2018. Eppure si trovava in un’area pericolosa, come Silvia Romano (e da turista). Per liberarlo è stato pagato un riscatto, come per Silvia Romano. Si è convertito alla religione islamica, come Silvia Romano. Solo che era maschio.
> > >
> > > Nel caso della ragazza milanese si sono incrociati e sovrapposti diversi tipi di odio e luoghi comuni: un odio generazionale, un odio sessista, un odio sovranista. Chi non è stato in grado di accettare l’autodeterminazione e la libertà di una donna, chi si è focalizzato sulla sua giovane età, chi è ossessionato dal dogma del prima gli italiani e non può accettare che una connazionale vada a fare del bene altrove quando potrebbe farlo all’interno dei confini nazionali. Si è arrivati comicamente a fare polemica anche sulla sua fede calcistica, con la messa in circolazione di una sua foto a San Siro con sciarpa interista.
> > >
> > > Il popolo rabbioso ha fatto di Silvia Romano un simbolo di anti-italianità, di ingratitudine, un modello negativo. Si è appigliato a qualsiasi cosa pur di poter alimentare questa narrazione. E la sua storia ha messo in mostra la pochezza dei tempi in cui viviamo, i luoghi comuni su cui si fondano le credenze di molte persone, la falsità di tutti quei discorsi patinati sul mondo migliore che ci apprestiamo a vivere. Oggi una ragazza di 24 anni, che viene da un anno e mezzo di rapimento, rischia di finire sotto scorta per le minacce ricevute. Non in Somalia, ma nel suo stesso paese, l’Italia. Finito un lungo periodo di detenzione, per Silvia Romano ne inizia un altro, ostaggio della violenza verbale dei suoi connazionali. Ecco come ne stiamo uscendo migliori.
> >
> > Quant'è superficiale quest'articolo. La reazione arrabbiata di parte dell'opinione pubblica viene dal fatto che questa, a torto o a ragione, vede in ciò che ha fatto Silvia Romano qualcosa di antioccidentale.
> >
> > Non approfondisco perché non ho tempo da perdere. Parlando perciò in senso generico, non è la prima volta che l'antioccidentale di turno viene salvato dal malvagio occidente da cui aveva preso le distanze; a me questo occidente non piace ma non piace nemmeno l'antioccidentalismo di sinistra radical chic, e neppure l'antioccidentalismo globalista e terzomondista da liberal. L'occidente che io contesto è diverso da quello che contestano loro, è quello rammollito e pecorone che ha perso di vista troppo del suo retaggio, oggi non siamo più gli stessi dei tempi dell'Iliade e dell'Odissea e in questo mtamento qualcosa di importante è andato perduto. A insegnare ai giovani che il retaggio non ha valore è però la sinistra, da quando si è impadronita della scuola.
> >
>
> Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
>
> Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
>
> Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale". Dicono che è un programma legittimo e che il volere del popolo va rispettato, ma per me è legittimo quanto uno stupro di gruppo, che è democratico visto che la maggioranza dei partecipanti sono favorevoli.
> Loro possono convincersi finché vogliono di essere dalla parte della ragione, ma la persona stuprata tirerà fuori qualche arma bianca arrugginita con il tetano e la conficcherà nel cuore degli stupratori fascisti.
>
> Noi liberali applaudiremo le vittime che si sono autodifese e faremo colletta per regalare a ciascuna di loro un AK47.
>
> Tutto questo sarà giustificato con il principio morale dell'autodifesa.
>
>
>
> Tu magari mi dirai che un conto è la libertà individuale, un altro invece è soccorrerti quando sei nei guai pagando 4 milioni di euro, ma la scelta non può logicamente essere condizionata da una discriminazione che riguarda la libertà individuale: dal momento che una persona può vestirsi come vuole e credere nella religione che preferisce, lo stato non deve minimamente considerare queste cose.
> Questo è ciò che farebbero i fasci se entrassero nella stanza dei bottoni.
>
>
> Se poi invece se na fa semplicemente una questione di soldi (a prescindere da ogni altra questione), allora mi chiedo che senso abbia pagare le imposte.
> Con tutte le imposte che si pagano in Italia un cittadino deve essere lasciato nella merda quando ha veramente bisogno? Se è così, allora significa che lo stato impone doveri (le imposte) senza dare diritti.
>
> Per riprendere il discorso fatto da Ordine, per ma la libertà è più importante dei diritti sociali, quindi il cittadino privato della libertà è una priorità assoluta: il senzatetto viene subito dopo.
Ma io sono d'accordo che abbiano speso i 4 milioni per liberarla. Ma dato che lo stato non può mettersi lì a farglielo pesare, è anche giusto che a farlo sia l'opinione pubblica.
E dato che ormai non esiste più un'opinione pubblica fatta di giornalisti, scrittori, intellettuali, tutti allineati, certe opinioni si esprimono attraverso i borgatari al bar sport.
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > https://www.wired.it/attualita/politica/2020/05/12...

> > >
> > > Altruista in casa d'altri, ritornata a spese nostre e per di più convertita. Come la liberazione della Romano si è trasformata in unità di misura della rabbia che inquina il nostro paese
> > >
> > >
> > > Il presagio c’era già, ma nelle ultime 48 ore abbiamo avuto la conferma che quel “ne usciremo migliori” ripetuto ossessivamente come un jingle pubblicitario di successo erano soltanto parole al vento. La liberazione di Silvia Romano, o meglio, la reazione vergognosa al suo rilascio avuta da migliaia di italiani, ci ha riportato a quel contesto di rabbia e rancore collettivo già sperimentato in passato con, per esempio, Carola Rakete, Laura Boldrini o Greta e Vanessa. Da un paio di mesi sembrava che le cose stessero cambiando, l’odio popolare si era un po’ assopito nell’emergenza Covid-19. Oggi sappiamo invece che tutto è come prima, forse peggio.
> > >
> > > Silvia Romano è riuscita a catalizzare su di sé tutte le sfumature di odio immaginabili. Ci è riuscita non per una colpa personale, ma semplicemente per essere stata se stessa, per aver scelto della sua vita senza chiedere il consenso alla gente. La colpa principale, il peccato originale imputato dagli editoriali usciti al momento del suo rapimento e ripetuto ancora oggi dal popolo dei social, è il presunto spirito da crocerossina che l’ha portata in Kenya ad aiutare i bambini in difficoltà. Altruista sì, ma non inteso come valore, bensì come smania, con il volontariato derubricato a una sorta di Erasmus party da mettere nel proprio bagaglio di vita. Gli ambasciatori dell’aiutiamoli a casa loro d’improvviso si sono coalizzati contro chi effettivamente è andata ad aiutarli a casa loro, mettendo per un attimo nel cassetto dei luoghi comuni questo mantra per pescarne un altro più adatto alla situazione, quel se l’è andata a cercare tornato utile anche in altre situazioni, quando c’era per esempio da commentare lo stupro subito in discoteca dalla ragazza in minigonna di turno.
> > >
> > > Sovranismo e sessismo si sono da subito fusi, rivelando quale fosse il vero problema di Silvia Romano: il fatto che si chiamasse Silvia e non Silvio. In effetti a monte del problema c’è sempre stata una questione di genere. Lo stupore generale che nel ventunesimo secolo esistono donne che liberamente inseguono le proprie passioni e che se vogliono andare in zone di crisi a fare del bene lo fanno, invece di stare a casa a esercitarsi nella vita familiare come vorrebbe la mentalità medievale in cui siamo immersi. Ma anche i commenti pornografici dei primi tempi su come se la stesse spassando con i sequestratori neri, gli stessi già letti ripetutamente su Laura Boldrini o Carola Rakete. E poi il polverone per il suo abito islamico al ritorno, che è diventato anche uno dei punti su cui è montata la polemica del riscatto, pagato per una ragazza definita “ingrata”. Nulla di tutto questo si è sentito per esempio nel marzo scorso quando è stato liberato Luca Tacchetto, l’italiano rapito in Mali nel 2018. Eppure si trovava in un’area pericolosa, come Silvia Romano (e da turista). Per liberarlo è stato pagato un riscatto, come per Silvia Romano. Si è convertito alla religione islamica, come Silvia Romano. Solo che era maschio.
> > >
> > > Nel caso della ragazza milanese si sono incrociati e sovrapposti diversi tipi di odio e luoghi comuni: un odio generazionale, un odio sessista, un odio sovranista. Chi non è stato in grado di accettare l’autodeterminazione e la libertà di una donna, chi si è focalizzato sulla sua giovane età, chi è ossessionato dal dogma del prima gli italiani e non può accettare che una connazionale vada a fare del bene altrove quando potrebbe farlo all’interno dei confini nazionali. Si è arrivati comicamente a fare polemica anche sulla sua fede calcistica, con la messa in circolazione di una sua foto a San Siro con sciarpa interista.
> > >
> > > Il popolo rabbioso ha fatto di Silvia Romano un simbolo di anti-italianità, di ingratitudine, un modello negativo. Si è appigliato a qualsiasi cosa pur di poter alimentare questa narrazione. E la sua storia ha messo in mostra la pochezza dei tempi in cui viviamo, i luoghi comuni su cui si fondano le credenze di molte persone, la falsità di tutti quei discorsi patinati sul mondo migliore che ci apprestiamo a vivere. Oggi una ragazza di 24 anni, che viene da un anno e mezzo di rapimento, rischia di finire sotto scorta per le minacce ricevute. Non in Somalia, ma nel suo stesso paese, l’Italia. Finito un lungo periodo di detenzione, per Silvia Romano ne inizia un altro, ostaggio della violenza verbale dei suoi connazionali. Ecco come ne stiamo uscendo migliori.
> >
> > Quant'è superficiale quest'articolo. La reazione arrabbiata di parte dell'opinione pubblica viene dal fatto che questa, a torto o a ragione, vede in ciò che ha fatto Silvia Romano qualcosa di antioccidentale.
> >
> > Non approfondisco perché non ho tempo da perdere. Parlando perciò in senso generico, non è la prima volta che l'antioccidentale di turno viene salvato dal malvagio occidente da cui aveva preso le distanze; a me questo occidente non piace ma non piace nemmeno l'antioccidentalismo di sinistra radical chic, e neppure l'antioccidentalismo globalista e terzomondista da liberal. L'occidente che io contesto è diverso da quello che contestano loro, è quello rammollito e pecorone che ha perso di vista troppo del suo retaggio, oggi non siamo più gli stessi dei tempi dell'Iliade e dell'Odissea e in questo mtamento qualcosa di importante è andato perduto. A insegnare ai giovani che il retaggio non ha valore è però la sinistra, da quando si è impadronita della scuola.
> >
>
> Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
>
> Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
>
> Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale". Dicono che è un programma legittimo e che il volere del popolo va rispettato, ma per me è legittimo quanto uno stupro di gruppo, che è democratico visto che la maggioranza dei partecipanti sono favorevoli.
> Loro possono convincersi finché vogliono di essere dalla parte della ragione, ma la persona stuprata tirerà fuori qualche arma bianca arrugginita con il tetano e la conficcherà nel cuore degli stupratori fascisti.
>
> Noi liberali applaudiremo le vittime che si sono autodifese e faremo colletta per regalare a ciascuna di loro un AK47.
>
> Tutto questo sarà giustificato con il principio morale dell'autodifesa.
>
>
>
> Tu magari mi dirai che un conto è la libertà individuale, un altro invece è soccorrerti quando sei nei guai pagando 4 milioni di euro, ma la scelta non può logicamente essere condizionata da una discriminazione che riguarda la libertà individuale: dal momento che una persona può vestirsi come vuole e credere nella religione che preferisce, lo stato non deve minimamente considerare queste cose.
> Questo è ciò che farebbero i fasci se entrassero nella stanza dei bottoni.
>
>
> Se poi invece se na fa semplicemente una questione di soldi (a prescindere da ogni altra questione), allora mi chiedo che senso abbia pagare le imposte.
> Con tutte le imposte che si pagano in Italia un cittadino deve essere lasciato nella merda quando ha veramente bisogno? Se è così, allora significa che lo stato impone doveri (le imposte) senza dare diritti.
>
> Per riprendere il discorso fatto da Ordine, per ma la libertà è più importante dei diritti sociali, quindi il cittadino privato della libertà è una priorità assoluta: il senzatetto viene subito dopo.
Ma io sono d'accordo che abbiano speso i 4 milioni per liberarla. Ma dato che lo stato non può mettersi lì a farglielo pesare, è anche giusto che a farlo sia l'opinione pubblica.
E dato che ormai non esiste più un'opinione pubblica fatta di giornalisti, scrittori, intellettuali, tutti allineati, certe opinioni si esprimono attraverso i borgatari al bar sport.
Politica
"L'uomo di sinistra non pensa semplicemente di aver ragione, ma di essere dalla parte dei buoni. Pensa di essere superiore sia eticamente che intellettualmente."
Qui bisogna prima di tutto fare una distinzione: ci sono alcuni che sono di sinistra per moda (e quindi credono in dei dogmi) e altri che, come me, sono di sinistra in un senso generico, cioè hanno valori di sinistra (senza per questo dover appoggiare ogni idea che va di moda tra i sinistri). Persone come me che si scoprono di sinistra dopo aver fatto delle riflessioni etiche personali.
È chiaro che l'europeista super fanatico, quello che "l'UE è il bene, le nazioni sono male", è un indottrinato (viceversa lo è anche).
Io alla fine sono arrivato a sostenere il federalismo, non per fede ma per riflessioni logiche: quindi darei autonomia politica a piccoli territori (ancora più piccoli delle nazioni), però credo ci voglia comunque un collante a livello europeo per prendere decisioni su questioni internazionali (un esempio banale è quello degli aerei: se le regole dell'aviazione cambiassero di staterello in staterello i piloti non capirebbero più una mazza).
Comunque, nel mio percorso personale mi sono prima di tutto scoperto liberale, perché ho sempre istintivamente odiato non solo la violenza dello stato, ma anche l'autoritarismo dogmatico che da piccolo subisci da parte dei genitori.
Dell'economia inizialmente non mi fregava nulla, quindi non ero né di destra né di sinistra.
Dal momento in cui ho iniziato a preoccuparmene, ho sentito subito puzza di merda: mi sono reso conto che i soldi rendevano le persone violente e immorali, che c'era gente che per i soldi sarebbe stata disposta a vendere persino la propria famiglia.
Poi ho notato che invece altre persone volevano solo sopravvivere, ma per farlo dovevano lottare continuamente perché gli avidi sopra cercavano costantemente di togliere loro anche quel poco che avevano.
Ho quindi sviluppato una forte antipatia per gli avidi e una simpatia per chi vuole sopravvivere e che ha valori più profondi rispetto ai soldi (chiamiamoli "valori umanistici").
Un sistema di sinistra va a favore delle persone che vogliono semplicemente sopravvivere: paghi le tue imposte (in proporzione al tuo reddito) e lo stato si assicura che i tuoi bisogni fondamentali siano sempre soddisfatti.
È un sistema basato sulla stabilità e non sull'avidità.
Il sistema di destra invece è basato sull'instabilità e sull'avidità, quindi favorisce quel tipo di persone che tirerei sotto con l'auto e rende la vita difficile a chi vuole solo sopravvivere.
Quindi eccomi qui: liberale di sinistra (liberal).
Fatto tutto questo pippone, rispondo all'osservazione del tizio: io non penso di essere dalla parte del bene, ma lo sono!
Se pensare di "essere i buoni" significa essere arroganti, allora anche uno che si ritiene superiore ai criminali è arrogante?
Voglio dire, se dall'altra parte della barricata ci sono:
- persone egoiste e avide che vorrebbero privare le "persone che vogliono solo sopravvivere" della loro sicurezza e stabilità economica/sociale (magari privandole persino della sanità garantita) e magari poter distruggere liberamente l'ecosistema e maltrattare gli animali solo per aumentare l'accumulo di denaro nelle loro tasche (destra liberale)
- persone violente che vogliono usare lo stato o per pararsi il culo (per esempio rigettando ogni progetto legislativo contro l'omofobia) o per delegargli la violenza (così loro non si sporcano le mani)
... bhe, come faccio io a non essere genericamente dalla parte dei buoni?? Per negare che io sia dalla parte dei buoni bisognerebbe mettere in discussione l'etica su cui si poggia il mondo occidentale (la razza bianca
). Un fascio, per poter pensare di essere dalla parte dei buoni, per coerenza deve giustificare lo stupro, mentre un liberale di destra deve giustificare l'egoismo e il menefreghismo.
**Modificato dall'autore il 15.05.2020 14:21**
Qui bisogna prima di tutto fare una distinzione: ci sono alcuni che sono di sinistra per moda (e quindi credono in dei dogmi) e altri che, come me, sono di sinistra in un senso generico, cioè hanno valori di sinistra (senza per questo dover appoggiare ogni idea che va di moda tra i sinistri). Persone come me che si scoprono di sinistra dopo aver fatto delle riflessioni etiche personali.
È chiaro che l'europeista super fanatico, quello che "l'UE è il bene, le nazioni sono male", è un indottrinato (viceversa lo è anche).
Io alla fine sono arrivato a sostenere il federalismo, non per fede ma per riflessioni logiche: quindi darei autonomia politica a piccoli territori (ancora più piccoli delle nazioni), però credo ci voglia comunque un collante a livello europeo per prendere decisioni su questioni internazionali (un esempio banale è quello degli aerei: se le regole dell'aviazione cambiassero di staterello in staterello i piloti non capirebbero più una mazza).
Comunque, nel mio percorso personale mi sono prima di tutto scoperto liberale, perché ho sempre istintivamente odiato non solo la violenza dello stato, ma anche l'autoritarismo dogmatico che da piccolo subisci da parte dei genitori.
Dell'economia inizialmente non mi fregava nulla, quindi non ero né di destra né di sinistra.
Dal momento in cui ho iniziato a preoccuparmene, ho sentito subito puzza di merda: mi sono reso conto che i soldi rendevano le persone violente e immorali, che c'era gente che per i soldi sarebbe stata disposta a vendere persino la propria famiglia.
Poi ho notato che invece altre persone volevano solo sopravvivere, ma per farlo dovevano lottare continuamente perché gli avidi sopra cercavano costantemente di togliere loro anche quel poco che avevano.
Ho quindi sviluppato una forte antipatia per gli avidi e una simpatia per chi vuole sopravvivere e che ha valori più profondi rispetto ai soldi (chiamiamoli "valori umanistici").
Un sistema di sinistra va a favore delle persone che vogliono semplicemente sopravvivere: paghi le tue imposte (in proporzione al tuo reddito) e lo stato si assicura che i tuoi bisogni fondamentali siano sempre soddisfatti.
È un sistema basato sulla stabilità e non sull'avidità.
Il sistema di destra invece è basato sull'instabilità e sull'avidità, quindi favorisce quel tipo di persone che tirerei sotto con l'auto e rende la vita difficile a chi vuole solo sopravvivere.
Quindi eccomi qui: liberale di sinistra (liberal).
Fatto tutto questo pippone, rispondo all'osservazione del tizio: io non penso di essere dalla parte del bene, ma lo sono!

Se pensare di "essere i buoni" significa essere arroganti, allora anche uno che si ritiene superiore ai criminali è arrogante?
Voglio dire, se dall'altra parte della barricata ci sono:
- persone egoiste e avide che vorrebbero privare le "persone che vogliono solo sopravvivere" della loro sicurezza e stabilità economica/sociale (magari privandole persino della sanità garantita) e magari poter distruggere liberamente l'ecosistema e maltrattare gli animali solo per aumentare l'accumulo di denaro nelle loro tasche (destra liberale)
- persone violente che vogliono usare lo stato o per pararsi il culo (per esempio rigettando ogni progetto legislativo contro l'omofobia) o per delegargli la violenza (così loro non si sporcano le mani)
... bhe, come faccio io a non essere genericamente dalla parte dei buoni?? Per negare che io sia dalla parte dei buoni bisognerebbe mettere in discussione l'etica su cui si poggia il mondo occidentale (la razza bianca
). Un fascio, per poter pensare di essere dalla parte dei buoni, per coerenza deve giustificare lo stupro, mentre un liberale di destra deve giustificare l'egoismo e il menefreghismo. **Modificato dall'autore il 15.05.2020 14:21**
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > https://www.wired.it/attualita/politica/2020/05/12...
> >
> > Altruista in casa d'altri, ritornata a spese nostre e per di più convertita. Come la liberazione della Romano si è trasformata in unità di misura della rabbia che inquina il nostro paese
> >
> >
> > Il presagio c’era già, ma nelle ultime 48 ore abbiamo avuto la conferma che quel “ne usciremo migliori” ripetuto ossessivamente come un jingle pubblicitario di successo erano soltanto parole al vento. La liberazione di Silvia Romano, o meglio, la reazione vergognosa al suo rilascio avuta da migliaia di italiani, ci ha riportato a quel contesto di rabbia e rancore collettivo già sperimentato in passato con, per esempio, Carola Rakete, Laura Boldrini o Greta e Vanessa. Da un paio di mesi sembrava che le cose stessero cambiando, l’odio popolare si era un po’ assopito nell’emergenza Covid-19. Oggi sappiamo invece che tutto è come prima, forse peggio.
> >
> > Silvia Romano è riuscita a catalizzare su di sé tutte le sfumature di odio immaginabili. Ci è riuscita non per una colpa personale, ma semplicemente per essere stata se stessa, per aver scelto della sua vita senza chiedere il consenso alla gente. La colpa principale, il peccato originale imputato dagli editoriali usciti al momento del suo rapimento e ripetuto ancora oggi dal popolo dei social, è il presunto spirito da crocerossina che l’ha portata in Kenya ad aiutare i bambini in difficoltà. Altruista sì, ma non inteso come valore, bensì come smania, con il volontariato derubricato a una sorta di Erasmus party da mettere nel proprio bagaglio di vita. Gli ambasciatori dell’aiutiamoli a casa loro d’improvviso si sono coalizzati contro chi effettivamente è andata ad aiutarli a casa loro, mettendo per un attimo nel cassetto dei luoghi comuni questo mantra per pescarne un altro più adatto alla situazione, quel se l’è andata a cercare tornato utile anche in altre situazioni, quando c’era per esempio da commentare lo stupro subito in discoteca dalla ragazza in minigonna di turno.
> >
> > Sovranismo e sessismo si sono da subito fusi, rivelando quale fosse il vero problema di Silvia Romano: il fatto che si chiamasse Silvia e non Silvio. In effetti a monte del problema c’è sempre stata una questione di genere. Lo stupore generale che nel ventunesimo secolo esistono donne che liberamente inseguono le proprie passioni e che se vogliono andare in zone di crisi a fare del bene lo fanno, invece di stare a casa a esercitarsi nella vita familiare come vorrebbe la mentalità medievale in cui siamo immersi. Ma anche i commenti pornografici dei primi tempi su come se la stesse spassando con i sequestratori neri, gli stessi già letti ripetutamente su Laura Boldrini o Carola Rakete. E poi il polverone per il suo abito islamico al ritorno, che è diventato anche uno dei punti su cui è montata la polemica del riscatto, pagato per una ragazza definita “ingrata”. Nulla di tutto questo si è sentito per esempio nel marzo scorso quando è stato liberato Luca Tacchetto, l’italiano rapito in Mali nel 2018. Eppure si trovava in un’area pericolosa, come Silvia Romano (e da turista). Per liberarlo è stato pagato un riscatto, come per Silvia Romano. Si è convertito alla religione islamica, come Silvia Romano. Solo che era maschio.
> >
> > Nel caso della ragazza milanese si sono incrociati e sovrapposti diversi tipi di odio e luoghi comuni: un odio generazionale, un odio sessista, un odio sovranista. Chi non è stato in grado di accettare l’autodeterminazione e la libertà di una donna, chi si è focalizzato sulla sua giovane età, chi è ossessionato dal dogma del prima gli italiani e non può accettare che una connazionale vada a fare del bene altrove quando potrebbe farlo all’interno dei confini nazionali. Si è arrivati comicamente a fare polemica anche sulla sua fede calcistica, con la messa in circolazione di una sua foto a San Siro con sciarpa interista.
> >
> > Il popolo rabbioso ha fatto di Silvia Romano un simbolo di anti-italianità, di ingratitudine, un modello negativo. Si è appigliato a qualsiasi cosa pur di poter alimentare questa narrazione. E la sua storia ha messo in mostra la pochezza dei tempi in cui viviamo, i luoghi comuni su cui si fondano le credenze di molte persone, la falsità di tutti quei discorsi patinati sul mondo migliore che ci apprestiamo a vivere. Oggi una ragazza di 24 anni, che viene da un anno e mezzo di rapimento, rischia di finire sotto scorta per le minacce ricevute. Non in Somalia, ma nel suo stesso paese, l’Italia. Finito un lungo periodo di detenzione, per Silvia Romano ne inizia un altro, ostaggio della violenza verbale dei suoi connazionali. Ecco come ne stiamo uscendo migliori.
>
> Quant'è superficiale quest'articolo. La reazione arrabbiata di parte dell'opinione pubblica viene dal fatto che questa, a torto o a ragione, vede in ciò che ha fatto Silvia Romano qualcosa di antioccidentale.
>
> Non approfondisco perché non ho tempo da perdere. Parlando perciò in senso generico, non è la prima volta che l'antioccidentale di turno viene salvato dal malvagio occidente da cui aveva preso le distanze; a me questo occidente non piace ma non piace nemmeno l'antioccidentalismo di sinistra radical chic, e neppure l'antioccidentalismo globalista e terzomondista da liberal. L'occidente che io contesto è diverso da quello che contestano loro, è quello rammollito e pecorone che ha perso di vista troppo del suo retaggio, oggi non siamo più gli stessi dei tempi dell'Iliade e dell'Odissea e in questo mtamento qualcosa di importante è andato perduto. A insegnare ai giovani che il retaggio non ha valore è però la sinistra, da quando si è impadronita della scuola.
>
Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale". Dicono che è un programma legittimo e che il volere del popolo va rispettato, ma per me è legittimo quanto uno stupro di gruppo, che è democratico visto che la maggioranza dei partecipanti sono favorevoli.
Loro possono convincersi finché vogliono di essere dalla parte della ragione, ma la persona stuprata tirerà fuori qualche arma bianca arrugginita con il tetano e la conficcherà nel cuore degli stupratori fascisti.
Noi liberali applaudiremo le vittime che si sono autodifese e faremo colletta per regalare a ciascuna di loro un AK47.
Tutto questo sarà giustificato con il principio morale dell'autodifesa.
Tu magari mi dirai che un conto è la libertà individuale, un altro invece è soccorrerti quando sei nei guai pagando 4 milioni di euro, ma la scelta non può logicamente essere condizionata da una discriminazione che riguarda la libertà individuale: dal momento che una persona può vestirsi come vuole e credere nella religione che preferisce, lo stato non deve minimamente considerare queste cose.
Questo è ciò che farebbero i fasci se entrassero nella stanza dei bottoni.
Se poi invece se na fa semplicemente una questione di soldi (a prescindere da ogni altra questione), allora mi chiedo che senso abbia pagare le imposte.
Con tutte le imposte che si pagano in Italia un cittadino deve essere lasciato nella merda quando ha veramente bisogno? Se è così, allora significa che lo stato impone doveri (le imposte) senza dare diritti.
Per riprendere il discorso fatto da Ordine, per ma la libertà è più importante dei diritti sociali, quindi il cittadino privato della libertà è una priorità assoluta: il senzatetto viene subito dopo.
**Modificato dall'autore il 15.05.2020 05:08**
> Scritto da: Mattia
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> > Altruista in casa d'altri, ritornata a spese nostre e per di più convertita. Come la liberazione della Romano si è trasformata in unità di misura della rabbia che inquina il nostro paese
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> > Il presagio c’era già, ma nelle ultime 48 ore abbiamo avuto la conferma che quel “ne usciremo migliori” ripetuto ossessivamente come un jingle pubblicitario di successo erano soltanto parole al vento. La liberazione di Silvia Romano, o meglio, la reazione vergognosa al suo rilascio avuta da migliaia di italiani, ci ha riportato a quel contesto di rabbia e rancore collettivo già sperimentato in passato con, per esempio, Carola Rakete, Laura Boldrini o Greta e Vanessa. Da un paio di mesi sembrava che le cose stessero cambiando, l’odio popolare si era un po’ assopito nell’emergenza Covid-19. Oggi sappiamo invece che tutto è come prima, forse peggio.
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> > Silvia Romano è riuscita a catalizzare su di sé tutte le sfumature di odio immaginabili. Ci è riuscita non per una colpa personale, ma semplicemente per essere stata se stessa, per aver scelto della sua vita senza chiedere il consenso alla gente. La colpa principale, il peccato originale imputato dagli editoriali usciti al momento del suo rapimento e ripetuto ancora oggi dal popolo dei social, è il presunto spirito da crocerossina che l’ha portata in Kenya ad aiutare i bambini in difficoltà. Altruista sì, ma non inteso come valore, bensì come smania, con il volontariato derubricato a una sorta di Erasmus party da mettere nel proprio bagaglio di vita. Gli ambasciatori dell’aiutiamoli a casa loro d’improvviso si sono coalizzati contro chi effettivamente è andata ad aiutarli a casa loro, mettendo per un attimo nel cassetto dei luoghi comuni questo mantra per pescarne un altro più adatto alla situazione, quel se l’è andata a cercare tornato utile anche in altre situazioni, quando c’era per esempio da commentare lo stupro subito in discoteca dalla ragazza in minigonna di turno.
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> > Sovranismo e sessismo si sono da subito fusi, rivelando quale fosse il vero problema di Silvia Romano: il fatto che si chiamasse Silvia e non Silvio. In effetti a monte del problema c’è sempre stata una questione di genere. Lo stupore generale che nel ventunesimo secolo esistono donne che liberamente inseguono le proprie passioni e che se vogliono andare in zone di crisi a fare del bene lo fanno, invece di stare a casa a esercitarsi nella vita familiare come vorrebbe la mentalità medievale in cui siamo immersi. Ma anche i commenti pornografici dei primi tempi su come se la stesse spassando con i sequestratori neri, gli stessi già letti ripetutamente su Laura Boldrini o Carola Rakete. E poi il polverone per il suo abito islamico al ritorno, che è diventato anche uno dei punti su cui è montata la polemica del riscatto, pagato per una ragazza definita “ingrata”. Nulla di tutto questo si è sentito per esempio nel marzo scorso quando è stato liberato Luca Tacchetto, l’italiano rapito in Mali nel 2018. Eppure si trovava in un’area pericolosa, come Silvia Romano (e da turista). Per liberarlo è stato pagato un riscatto, come per Silvia Romano. Si è convertito alla religione islamica, come Silvia Romano. Solo che era maschio.
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> > Nel caso della ragazza milanese si sono incrociati e sovrapposti diversi tipi di odio e luoghi comuni: un odio generazionale, un odio sessista, un odio sovranista. Chi non è stato in grado di accettare l’autodeterminazione e la libertà di una donna, chi si è focalizzato sulla sua giovane età, chi è ossessionato dal dogma del prima gli italiani e non può accettare che una connazionale vada a fare del bene altrove quando potrebbe farlo all’interno dei confini nazionali. Si è arrivati comicamente a fare polemica anche sulla sua fede calcistica, con la messa in circolazione di una sua foto a San Siro con sciarpa interista.
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> > Il popolo rabbioso ha fatto di Silvia Romano un simbolo di anti-italianità, di ingratitudine, un modello negativo. Si è appigliato a qualsiasi cosa pur di poter alimentare questa narrazione. E la sua storia ha messo in mostra la pochezza dei tempi in cui viviamo, i luoghi comuni su cui si fondano le credenze di molte persone, la falsità di tutti quei discorsi patinati sul mondo migliore che ci apprestiamo a vivere. Oggi una ragazza di 24 anni, che viene da un anno e mezzo di rapimento, rischia di finire sotto scorta per le minacce ricevute. Non in Somalia, ma nel suo stesso paese, l’Italia. Finito un lungo periodo di detenzione, per Silvia Romano ne inizia un altro, ostaggio della violenza verbale dei suoi connazionali. Ecco come ne stiamo uscendo migliori.
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> Quant'è superficiale quest'articolo. La reazione arrabbiata di parte dell'opinione pubblica viene dal fatto che questa, a torto o a ragione, vede in ciò che ha fatto Silvia Romano qualcosa di antioccidentale.
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> Non approfondisco perché non ho tempo da perdere. Parlando perciò in senso generico, non è la prima volta che l'antioccidentale di turno viene salvato dal malvagio occidente da cui aveva preso le distanze; a me questo occidente non piace ma non piace nemmeno l'antioccidentalismo di sinistra radical chic, e neppure l'antioccidentalismo globalista e terzomondista da liberal. L'occidente che io contesto è diverso da quello che contestano loro, è quello rammollito e pecorone che ha perso di vista troppo del suo retaggio, oggi non siamo più gli stessi dei tempi dell'Iliade e dell'Odissea e in questo mtamento qualcosa di importante è andato perduto. A insegnare ai giovani che il retaggio non ha valore è però la sinistra, da quando si è impadronita della scuola.
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Quello che devono mettersi in testa i fasci è che una persona fa il cazzo che vuole nella sua vita privata, indipendentemente dal fatto che a loro piaccia o non piaccia.
Loro vogliono imporre a tutti di essere attratti da persone adulte del sesso opposto, di vestirsi in un determinato modo, di seguire determinati stili di vita, di credere o non credere a questa o quell'altra religione, di avere determinate caratteristiche fenotipiche, ecc ecc...
Il loro progetto politico si può riassumere con "soppressione della libertà individuale". Dicono che è un programma legittimo e che il volere del popolo va rispettato, ma per me è legittimo quanto uno stupro di gruppo, che è democratico visto che la maggioranza dei partecipanti sono favorevoli.
Loro possono convincersi finché vogliono di essere dalla parte della ragione, ma la persona stuprata tirerà fuori qualche arma bianca arrugginita con il tetano e la conficcherà nel cuore degli stupratori fascisti.
Noi liberali applaudiremo le vittime che si sono autodifese e faremo colletta per regalare a ciascuna di loro un AK47.
Tutto questo sarà giustificato con il principio morale dell'autodifesa.
Tu magari mi dirai che un conto è la libertà individuale, un altro invece è soccorrerti quando sei nei guai pagando 4 milioni di euro, ma la scelta non può logicamente essere condizionata da una discriminazione che riguarda la libertà individuale: dal momento che una persona può vestirsi come vuole e credere nella religione che preferisce, lo stato non deve minimamente considerare queste cose.
Questo è ciò che farebbero i fasci se entrassero nella stanza dei bottoni.
Se poi invece se na fa semplicemente una questione di soldi (a prescindere da ogni altra questione), allora mi chiedo che senso abbia pagare le imposte.
Con tutte le imposte che si pagano in Italia un cittadino deve essere lasciato nella merda quando ha veramente bisogno? Se è così, allora significa che lo stato impone doveri (le imposte) senza dare diritti.
Per riprendere il discorso fatto da Ordine, per ma la libertà è più importante dei diritti sociali, quindi il cittadino privato della libertà è una priorità assoluta: il senzatetto viene subito dopo.
**Modificato dall'autore il 15.05.2020 05:08**
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il 2020-05-15 02:14:41.0 alle 2020-05-15 02:14:41.0
Scritto da: Mattia
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> Silvia Romano è riuscita a catalizzare su di sé tutte le sfumature di odio immaginabili. Ci è riuscita non per una colpa personale, ma semplicemente per essere stata se stessa, per aver scelto della sua vita senza chiedere il consenso alla gente. La colpa principale, il peccato originale imputato dagli editoriali usciti al momento del suo rapimento e ripetuto ancora oggi dal popolo dei social, è il presunto spirito da crocerossina che l’ha portata in Kenya ad aiutare i bambini in difficoltà. Altruista sì, ma non inteso come valore, bensì come smania, con il volontariato derubricato a una sorta di Erasmus party da mettere nel proprio bagaglio di vita. Gli ambasciatori dell’aiutiamoli a casa loro d’improvviso si sono coalizzati contro chi effettivamente è andata ad aiutarli a casa loro, mettendo per un attimo nel cassetto dei luoghi comuni questo mantra per pescarne un altro più adatto alla situazione, quel se l’è andata a cercare tornato utile anche in altre situazioni, quando c’era per esempio da commentare lo stupro subito in discoteca dalla ragazza in minigonna di turno.
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> Sovranismo e sessismo si sono da subito fusi, rivelando quale fosse il vero problema di Silvia Romano: il fatto che si chiamasse Silvia e non Silvio. In effetti a monte del problema c’è sempre stata una questione di genere. Lo stupore generale che nel ventunesimo secolo esistono donne che liberamente inseguono le proprie passioni e che se vogliono andare in zone di crisi a fare del bene lo fanno, invece di stare a casa a esercitarsi nella vita familiare come vorrebbe la mentalità medievale in cui siamo immersi. Ma anche i commenti pornografici dei primi tempi su come se la stesse spassando con i sequestratori neri, gli stessi già letti ripetutamente su Laura Boldrini o Carola Rakete. E poi il polverone per il suo abito islamico al ritorno, che è diventato anche uno dei punti su cui è montata la polemica del riscatto, pagato per una ragazza definita “ingrata”. Nulla di tutto questo si è sentito per esempio nel marzo scorso quando è stato liberato Luca Tacchetto, l’italiano rapito in Mali nel 2018. Eppure si trovava in un’area pericolosa, come Silvia Romano (e da turista). Per liberarlo è stato pagato un riscatto, come per Silvia Romano. Si è convertito alla religione islamica, come Silvia Romano. Solo che era maschio.
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> Nel caso della ragazza milanese si sono incrociati e sovrapposti diversi tipi di odio e luoghi comuni: un odio generazionale, un odio sessista, un odio sovranista. Chi non è stato in grado di accettare l’autodeterminazione e la libertà di una donna, chi si è focalizzato sulla sua giovane età, chi è ossessionato dal dogma del prima gli italiani e non può accettare che una connazionale vada a fare del bene altrove quando potrebbe farlo all’interno dei confini nazionali. Si è arrivati comicamente a fare polemica anche sulla sua fede calcistica, con la messa in circolazione di una sua foto a San Siro con sciarpa interista.
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> Il popolo rabbioso ha fatto di Silvia Romano un simbolo di anti-italianità, di ingratitudine, un modello negativo. Si è appigliato a qualsiasi cosa pur di poter alimentare questa narrazione. E la sua storia ha messo in mostra la pochezza dei tempi in cui viviamo, i luoghi comuni su cui si fondano le credenze di molte persone, la falsità di tutti quei discorsi patinati sul mondo migliore che ci apprestiamo a vivere. Oggi una ragazza di 24 anni, che viene da un anno e mezzo di rapimento, rischia di finire sotto scorta per le minacce ricevute. Non in Somalia, ma nel suo stesso paese, l’Italia. Finito un lungo periodo di detenzione, per Silvia Romano ne inizia un altro, ostaggio della violenza verbale dei suoi connazionali. Ecco come ne stiamo uscendo migliori.
Quant'è superficiale quest'articolo. La reazione arrabbiata di parte dell'opinione pubblica viene dal fatto che questa, a torto o a ragione, vede in ciò che ha fatto Silvia Romano qualcosa di antioccidentale.
Non approfondisco perché non ho tempo da perdere. Parlando perciò in senso generico, non è la prima volta che l'antioccidentale di turno viene salvato dal malvagio occidente da cui aveva preso le distanze; a me questo occidente non piace ma non piace nemmeno l'antioccidentalismo di sinistra radical chic, e neppure l'antioccidentalismo globalista e terzomondista da liberal. L'occidente che io contesto è diverso da quello che contestano loro, è quello rammollito e pecorone che ha perso di vista troppo del suo retaggio, oggi non siamo più gli stessi dei tempi dell'Iliade e dell'Odissea e in questo mtamento qualcosa di importante è andato perduto. A insegnare ai giovani che il retaggio non ha valore è però la sinistra, da quando si è impadronita della scuola.
> https://www.wired.it/attualita/politica/2020/05/12...

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> Altruista in casa d'altri, ritornata a spese nostre e per di più convertita. Come la liberazione della Romano si è trasformata in unità di misura della rabbia che inquina il nostro paese
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> Il presagio c’era già, ma nelle ultime 48 ore abbiamo avuto la conferma che quel “ne usciremo migliori” ripetuto ossessivamente come un jingle pubblicitario di successo erano soltanto parole al vento. La liberazione di Silvia Romano, o meglio, la reazione vergognosa al suo rilascio avuta da migliaia di italiani, ci ha riportato a quel contesto di rabbia e rancore collettivo già sperimentato in passato con, per esempio, Carola Rakete, Laura Boldrini o Greta e Vanessa. Da un paio di mesi sembrava che le cose stessero cambiando, l’odio popolare si era un po’ assopito nell’emergenza Covid-19. Oggi sappiamo invece che tutto è come prima, forse peggio.
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> Silvia Romano è riuscita a catalizzare su di sé tutte le sfumature di odio immaginabili. Ci è riuscita non per una colpa personale, ma semplicemente per essere stata se stessa, per aver scelto della sua vita senza chiedere il consenso alla gente. La colpa principale, il peccato originale imputato dagli editoriali usciti al momento del suo rapimento e ripetuto ancora oggi dal popolo dei social, è il presunto spirito da crocerossina che l’ha portata in Kenya ad aiutare i bambini in difficoltà. Altruista sì, ma non inteso come valore, bensì come smania, con il volontariato derubricato a una sorta di Erasmus party da mettere nel proprio bagaglio di vita. Gli ambasciatori dell’aiutiamoli a casa loro d’improvviso si sono coalizzati contro chi effettivamente è andata ad aiutarli a casa loro, mettendo per un attimo nel cassetto dei luoghi comuni questo mantra per pescarne un altro più adatto alla situazione, quel se l’è andata a cercare tornato utile anche in altre situazioni, quando c’era per esempio da commentare lo stupro subito in discoteca dalla ragazza in minigonna di turno.
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> Sovranismo e sessismo si sono da subito fusi, rivelando quale fosse il vero problema di Silvia Romano: il fatto che si chiamasse Silvia e non Silvio. In effetti a monte del problema c’è sempre stata una questione di genere. Lo stupore generale che nel ventunesimo secolo esistono donne che liberamente inseguono le proprie passioni e che se vogliono andare in zone di crisi a fare del bene lo fanno, invece di stare a casa a esercitarsi nella vita familiare come vorrebbe la mentalità medievale in cui siamo immersi. Ma anche i commenti pornografici dei primi tempi su come se la stesse spassando con i sequestratori neri, gli stessi già letti ripetutamente su Laura Boldrini o Carola Rakete. E poi il polverone per il suo abito islamico al ritorno, che è diventato anche uno dei punti su cui è montata la polemica del riscatto, pagato per una ragazza definita “ingrata”. Nulla di tutto questo si è sentito per esempio nel marzo scorso quando è stato liberato Luca Tacchetto, l’italiano rapito in Mali nel 2018. Eppure si trovava in un’area pericolosa, come Silvia Romano (e da turista). Per liberarlo è stato pagato un riscatto, come per Silvia Romano. Si è convertito alla religione islamica, come Silvia Romano. Solo che era maschio.
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> Nel caso della ragazza milanese si sono incrociati e sovrapposti diversi tipi di odio e luoghi comuni: un odio generazionale, un odio sessista, un odio sovranista. Chi non è stato in grado di accettare l’autodeterminazione e la libertà di una donna, chi si è focalizzato sulla sua giovane età, chi è ossessionato dal dogma del prima gli italiani e non può accettare che una connazionale vada a fare del bene altrove quando potrebbe farlo all’interno dei confini nazionali. Si è arrivati comicamente a fare polemica anche sulla sua fede calcistica, con la messa in circolazione di una sua foto a San Siro con sciarpa interista.
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> Il popolo rabbioso ha fatto di Silvia Romano un simbolo di anti-italianità, di ingratitudine, un modello negativo. Si è appigliato a qualsiasi cosa pur di poter alimentare questa narrazione. E la sua storia ha messo in mostra la pochezza dei tempi in cui viviamo, i luoghi comuni su cui si fondano le credenze di molte persone, la falsità di tutti quei discorsi patinati sul mondo migliore che ci apprestiamo a vivere. Oggi una ragazza di 24 anni, che viene da un anno e mezzo di rapimento, rischia di finire sotto scorta per le minacce ricevute. Non in Somalia, ma nel suo stesso paese, l’Italia. Finito un lungo periodo di detenzione, per Silvia Romano ne inizia un altro, ostaggio della violenza verbale dei suoi connazionali. Ecco come ne stiamo uscendo migliori.
Quant'è superficiale quest'articolo. La reazione arrabbiata di parte dell'opinione pubblica viene dal fatto che questa, a torto o a ragione, vede in ciò che ha fatto Silvia Romano qualcosa di antioccidentale.
Non approfondisco perché non ho tempo da perdere. Parlando perciò in senso generico, non è la prima volta che l'antioccidentale di turno viene salvato dal malvagio occidente da cui aveva preso le distanze; a me questo occidente non piace ma non piace nemmeno l'antioccidentalismo di sinistra radical chic, e neppure l'antioccidentalismo globalista e terzomondista da liberal. L'occidente che io contesto è diverso da quello che contestano loro, è quello rammollito e pecorone che ha perso di vista troppo del suo retaggio, oggi non siamo più gli stessi dei tempi dell'Iliade e dell'Odissea e in questo mtamento qualcosa di importante è andato perduto. A insegnare ai giovani che il retaggio non ha valore è però la sinistra, da quando si è impadronita della scuola.
NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-05-15 01:59:37.0 alle 2020-05-15 01:59:37.0
> contesto di rabbia e rancore collettivo
In effetti c'è una frattura che agita tutto l'occidente e si apre sempre più. Gli attuali padroni dovrebbero chiedersi perché.
Provo a ipotizzare: perché continuano a fare come vogliono nonostante i numerosi segnali di dissenso?
Eppure dovrebbero sapere che quando la goccia fa traboccare il vaso a non poterne più e a non rispondere delle sue azioni sarà la attuale minoranza dei sistematicamente ignorati, mentre la maggioranza degli attuali favorevoli e degli indifferenti non farà nulla in loro favore.
In effetti c'è una frattura che agita tutto l'occidente e si apre sempre più. Gli attuali padroni dovrebbero chiedersi perché.
Provo a ipotizzare: perché continuano a fare come vogliono nonostante i numerosi segnali di dissenso?
Eppure dovrebbero sapere che quando la goccia fa traboccare il vaso a non poterne più e a non rispondere delle sue azioni sarà la attuale minoranza dei sistematicamente ignorati, mentre la maggioranza degli attuali favorevoli e degli indifferenti non farà nulla in loro favore.
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Altruista in casa d'altri, ritornata a spese nostre e per di più convertita. Come la liberazione della Romano si è trasformata in unità di misura della rabbia che inquina il nostro paese
Il presagio c’era già, ma nelle ultime 48 ore abbiamo avuto la conferma che quel “ne usciremo migliori” ripetuto ossessivamente come un jingle pubblicitario di successo erano soltanto parole al vento. La liberazione di Silvia Romano, o meglio, la reazione vergognosa al suo rilascio avuta da migliaia di italiani, ci ha riportato a quel contesto di rabbia e rancore collettivo già sperimentato in passato con, per esempio, Carola Rakete, Laura Boldrini o Greta e Vanessa. Da un paio di mesi sembrava che le cose stessero cambiando, l’odio popolare si era un po’ assopito nell’emergenza Covid-19. Oggi sappiamo invece che tutto è come prima, forse peggio.
Silvia Romano è riuscita a catalizzare su di sé tutte le sfumature di odio immaginabili. Ci è riuscita non per una colpa personale, ma semplicemente per essere stata se stessa, per aver scelto della sua vita senza chiedere il consenso alla gente. La colpa principale, il peccato originale imputato dagli editoriali usciti al momento del suo rapimento e ripetuto ancora oggi dal popolo dei social, è il presunto spirito da crocerossina che l’ha portata in Kenya ad aiutare i bambini in difficoltà. Altruista sì, ma non inteso come valore, bensì come smania, con il volontariato derubricato a una sorta di Erasmus party da mettere nel proprio bagaglio di vita. Gli ambasciatori dell’aiutiamoli a casa loro d’improvviso si sono coalizzati contro chi effettivamente è andata ad aiutarli a casa loro, mettendo per un attimo nel cassetto dei luoghi comuni questo mantra per pescarne un altro più adatto alla situazione, quel se l’è andata a cercare tornato utile anche in altre situazioni, quando c’era per esempio da commentare lo stupro subito in discoteca dalla ragazza in minigonna di turno.
Sovranismo e sessismo si sono da subito fusi, rivelando quale fosse il vero problema di Silvia Romano: il fatto che si chiamasse Silvia e non Silvio. In effetti a monte del problema c’è sempre stata una questione di genere. Lo stupore generale che nel ventunesimo secolo esistono donne che liberamente inseguono le proprie passioni e che se vogliono andare in zone di crisi a fare del bene lo fanno, invece di stare a casa a esercitarsi nella vita familiare come vorrebbe la mentalità medievale in cui siamo immersi. Ma anche i commenti pornografici dei primi tempi su come se la stesse spassando con i sequestratori neri, gli stessi già letti ripetutamente su Laura Boldrini o Carola Rakete. E poi il polverone per il suo abito islamico al ritorno, che è diventato anche uno dei punti su cui è montata la polemica del riscatto, pagato per una ragazza definita “ingrata”. Nulla di tutto questo si è sentito per esempio nel marzo scorso quando è stato liberato Luca Tacchetto, l’italiano rapito in Mali nel 2018. Eppure si trovava in un’area pericolosa, come Silvia Romano (e da turista). Per liberarlo è stato pagato un riscatto, come per Silvia Romano. Si è convertito alla religione islamica, come Silvia Romano. Solo che era maschio.
Nel caso della ragazza milanese si sono incrociati e sovrapposti diversi tipi di odio e luoghi comuni: un odio generazionale, un odio sessista, un odio sovranista. Chi non è stato in grado di accettare l’autodeterminazione e la libertà di una donna, chi si è focalizzato sulla sua giovane età, chi è ossessionato dal dogma del prima gli italiani e non può accettare che una connazionale vada a fare del bene altrove quando potrebbe farlo all’interno dei confini nazionali. Si è arrivati comicamente a fare polemica anche sulla sua fede calcistica, con la messa in circolazione di una sua foto a San Siro con sciarpa interista.
Il popolo rabbioso ha fatto di Silvia Romano un simbolo di anti-italianità, di ingratitudine, un modello negativo. Si è appigliato a qualsiasi cosa pur di poter alimentare questa narrazione. E la sua storia ha messo in mostra la pochezza dei tempi in cui viviamo, i luoghi comuni su cui si fondano le credenze di molte persone, la falsità di tutti quei discorsi patinati sul mondo migliore che ci apprestiamo a vivere. Oggi una ragazza di 24 anni, che viene da un anno e mezzo di rapimento, rischia di finire sotto scorta per le minacce ricevute. Non in Somalia, ma nel suo stesso paese, l’Italia. Finito un lungo periodo di detenzione, per Silvia Romano ne inizia un altro, ostaggio della violenza verbale dei suoi connazionali. Ecco come ne stiamo uscendo migliori.
**Modificato dall'autore il 14.05.2020 18:39**

Altruista in casa d'altri, ritornata a spese nostre e per di più convertita. Come la liberazione della Romano si è trasformata in unità di misura della rabbia che inquina il nostro paese
Il presagio c’era già, ma nelle ultime 48 ore abbiamo avuto la conferma che quel “ne usciremo migliori” ripetuto ossessivamente come un jingle pubblicitario di successo erano soltanto parole al vento. La liberazione di Silvia Romano, o meglio, la reazione vergognosa al suo rilascio avuta da migliaia di italiani, ci ha riportato a quel contesto di rabbia e rancore collettivo già sperimentato in passato con, per esempio, Carola Rakete, Laura Boldrini o Greta e Vanessa. Da un paio di mesi sembrava che le cose stessero cambiando, l’odio popolare si era un po’ assopito nell’emergenza Covid-19. Oggi sappiamo invece che tutto è come prima, forse peggio.
Silvia Romano è riuscita a catalizzare su di sé tutte le sfumature di odio immaginabili. Ci è riuscita non per una colpa personale, ma semplicemente per essere stata se stessa, per aver scelto della sua vita senza chiedere il consenso alla gente. La colpa principale, il peccato originale imputato dagli editoriali usciti al momento del suo rapimento e ripetuto ancora oggi dal popolo dei social, è il presunto spirito da crocerossina che l’ha portata in Kenya ad aiutare i bambini in difficoltà. Altruista sì, ma non inteso come valore, bensì come smania, con il volontariato derubricato a una sorta di Erasmus party da mettere nel proprio bagaglio di vita. Gli ambasciatori dell’aiutiamoli a casa loro d’improvviso si sono coalizzati contro chi effettivamente è andata ad aiutarli a casa loro, mettendo per un attimo nel cassetto dei luoghi comuni questo mantra per pescarne un altro più adatto alla situazione, quel se l’è andata a cercare tornato utile anche in altre situazioni, quando c’era per esempio da commentare lo stupro subito in discoteca dalla ragazza in minigonna di turno.
Sovranismo e sessismo si sono da subito fusi, rivelando quale fosse il vero problema di Silvia Romano: il fatto che si chiamasse Silvia e non Silvio. In effetti a monte del problema c’è sempre stata una questione di genere. Lo stupore generale che nel ventunesimo secolo esistono donne che liberamente inseguono le proprie passioni e che se vogliono andare in zone di crisi a fare del bene lo fanno, invece di stare a casa a esercitarsi nella vita familiare come vorrebbe la mentalità medievale in cui siamo immersi. Ma anche i commenti pornografici dei primi tempi su come se la stesse spassando con i sequestratori neri, gli stessi già letti ripetutamente su Laura Boldrini o Carola Rakete. E poi il polverone per il suo abito islamico al ritorno, che è diventato anche uno dei punti su cui è montata la polemica del riscatto, pagato per una ragazza definita “ingrata”. Nulla di tutto questo si è sentito per esempio nel marzo scorso quando è stato liberato Luca Tacchetto, l’italiano rapito in Mali nel 2018. Eppure si trovava in un’area pericolosa, come Silvia Romano (e da turista). Per liberarlo è stato pagato un riscatto, come per Silvia Romano. Si è convertito alla religione islamica, come Silvia Romano. Solo che era maschio.
Nel caso della ragazza milanese si sono incrociati e sovrapposti diversi tipi di odio e luoghi comuni: un odio generazionale, un odio sessista, un odio sovranista. Chi non è stato in grado di accettare l’autodeterminazione e la libertà di una donna, chi si è focalizzato sulla sua giovane età, chi è ossessionato dal dogma del prima gli italiani e non può accettare che una connazionale vada a fare del bene altrove quando potrebbe farlo all’interno dei confini nazionali. Si è arrivati comicamente a fare polemica anche sulla sua fede calcistica, con la messa in circolazione di una sua foto a San Siro con sciarpa interista.
Il popolo rabbioso ha fatto di Silvia Romano un simbolo di anti-italianità, di ingratitudine, un modello negativo. Si è appigliato a qualsiasi cosa pur di poter alimentare questa narrazione. E la sua storia ha messo in mostra la pochezza dei tempi in cui viviamo, i luoghi comuni su cui si fondano le credenze di molte persone, la falsità di tutti quei discorsi patinati sul mondo migliore che ci apprestiamo a vivere. Oggi una ragazza di 24 anni, che viene da un anno e mezzo di rapimento, rischia di finire sotto scorta per le minacce ricevute. Non in Somalia, ma nel suo stesso paese, l’Italia. Finito un lungo periodo di detenzione, per Silvia Romano ne inizia un altro, ostaggio della violenza verbale dei suoi connazionali. Ecco come ne stiamo uscendo migliori.
**Modificato dall'autore il 14.05.2020 18:39**
Politica
Il caso di Silvia Romano ha risollevato la disputa tra cattolici ed islam dove i primi si vantano di essere migliori dei musulmani, più tolleranti e rispettosi delle donne e della libertà religiosa. Va detto innanzitutto che questo è vero solo in parte.
Una volta per tutte chiariamo che chi sostiene questa ipotesi si stanno prendendo meriti che non gli spetta; le radici della libertà di cui godono i cittadini europei sono nell'illuminismo e nella secolarizzazione della civiltà europea, non nel cristianesimo.
La svolta avvenne quando la religione fu allontanata dalla vita politica, e ridimensionato il potere della Chiesa Cattolica, dopo oltre un millennio di processi ed esecuzioni sommarie dei "nemici della fede" e un potere che non aveva nulla a che fare con la fede.
In conclusione, le radici dell'Europa moderna sono illuministe, non cristiane, ecco perché tutti i tentativi di ingerenza del cattolicesimo nell'impedire il normale evolversi dei diritti civili, stanno fallendo uno dopo l'altro.
Società cattolica: linea temporale
Anno X: povertà, carestie, ignoranza scientifica, carri e cavalli
Anno X + 100: povertà, carestie, ignoranza scientifica, carri e cavalli
Anno X + 200: povertà, carestie, ignoranza scientifica, carri e cavalli
Anno X + 300: povertà, carestie, ignoranza scientifica, carri e cavalli
................
Società e progresso completamente stagnati.
Società liberale: linea temporale
Anno 1789: inizio della rivoluzione francese
Anno 1798: inizio della rivoluzione industriale
Boom del progresso scientifico e dell'economia.
Automobili, aerei, treni, telefono, internet, informatica.
Diritti umani, diritti civili: stop alla pena di morte, alla tortura, alle pene disumane.
Sviluppo di sistemi di sanità e welfare universale.
Appena arriva il liberalismo la società europea si rivoluziona, dopo essere stata povera e stagna per anni e anni sotto il dominio dei cattolici. Voi dite che è un caso??
I cattolici con il tempo si sono semplicemente adattati al progresso portato avanti da liberali e socialisti. Fosse per i cattolici saremmo ancora come i musulmani!
**Modificato dall'autore il 13.05.2020 18:31**
Una volta per tutte chiariamo che chi sostiene questa ipotesi si stanno prendendo meriti che non gli spetta; le radici della libertà di cui godono i cittadini europei sono nell'illuminismo e nella secolarizzazione della civiltà europea, non nel cristianesimo.
La svolta avvenne quando la religione fu allontanata dalla vita politica, e ridimensionato il potere della Chiesa Cattolica, dopo oltre un millennio di processi ed esecuzioni sommarie dei "nemici della fede" e un potere che non aveva nulla a che fare con la fede.
In conclusione, le radici dell'Europa moderna sono illuministe, non cristiane, ecco perché tutti i tentativi di ingerenza del cattolicesimo nell'impedire il normale evolversi dei diritti civili, stanno fallendo uno dopo l'altro.
Società cattolica: linea temporale
Anno X: povertà, carestie, ignoranza scientifica, carri e cavalli
Anno X + 100: povertà, carestie, ignoranza scientifica, carri e cavalli
Anno X + 200: povertà, carestie, ignoranza scientifica, carri e cavalli
Anno X + 300: povertà, carestie, ignoranza scientifica, carri e cavalli
................
Società e progresso completamente stagnati.
Società liberale: linea temporale
Anno 1789: inizio della rivoluzione francese
Anno 1798: inizio della rivoluzione industriale
Boom del progresso scientifico e dell'economia.
Automobili, aerei, treni, telefono, internet, informatica.
Diritti umani, diritti civili: stop alla pena di morte, alla tortura, alle pene disumane.
Sviluppo di sistemi di sanità e welfare universale.
Appena arriva il liberalismo la società europea si rivoluziona, dopo essere stata povera e stagna per anni e anni sotto il dominio dei cattolici. Voi dite che è un caso??
I cattolici con il tempo si sono semplicemente adattati al progresso portato avanti da liberali e socialisti. Fosse per i cattolici saremmo ancora come i musulmani!
**Modificato dall'autore il 13.05.2020 18:31**
Politica
Gli utenti del
forumdeitroll.com
si sono chiesti per molto tempo se il Cerbero fosse di destra o di sinstra e finalmente abbiamo avuto la risposta.
si sono chiesti per molto tempo se il Cerbero fosse di destra o di sinstra e finalmente abbiamo avuto la risposta.Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2020-05-12 22:21:08.0 alle 2020-05-12 22:21:08.0
Scritto da: Mattia
> https://forum.termometropolitico.it/802155-per-abb...
>
> Quante volte ci siamo sentiti dire che democrazia=libertà? Bisogna sfatare questo mito: la democrazia non è libertà, ma quella cosa secondo cui uno stupro di gruppo è legittimo perché la maggioranza dei partecipanti lo desiderano.
>
> La democrazia porta alla libertà se e solo se la maggioranza del popolo ha una cultura liberale, ma a cosa può portare secondo voi la democrazia in Italia, un paese che è sempre più invaso da una cultura fascistoide? Un paese in cui il destroide meno moderato ha nostalgia di Hitler e Mussolini e quello più moderato vorrebbe un Putin o un Pinochet? Per completare il cerchio poi, mettiamoci anche un Rizzo che difende la Corea del Nord.
> Ovviamente con la situazione culturale italiana si finirà per mettere al potere un Putin e questa sarà la dimostrazione che la democrazia non è libertà.
>
> Vediamo di analizzare meglio la questione.
> Immaginate una piccola popolazione composta da 10 uomini e una donna.
> Tutti gli uomini hanno corteggiato l'unica donna della tribù, ma lei ha scelto uno solo di loro, ed egli è attualmente il suo compagno.
> Immaginiamoci allora che gli otto uomini rimanenti, ritenendo che questa sia un 'ingiustizia, decidano di fare una votazione democratica al fine di decidere se la donna è di tutti quanti (e quindi deve essere obbligata a soddisfare sessualmente tutti quanti) o se le cose possono restare come sono ora.
> Tutti hanno il diritto di voto: la donna vota contro, il suo compagno pure, mentre gli altri otto uomini votano a favore. A questo punto la donna è obbligata a farsi stuprare da tutti.
>
> W la democrazia! Giustizia è stata fatta!
> Bhe, del resto già solo il fatto che i destroidi continuino a parlare di democrazia, di popolo sovrano, ecc ecc... dovrebbe farci ben capire che cosa è realmente la democrazia: se una cosa piace a loro certamente non può essere sinonimo di "libertà", ma solo di prevaricazione. Infatti la democrazia è esattamente questo: una cosa che permette alla maggioranza del popolo di commettere prevaricazioni su uno o più individui.
>
> A questo punto il democratico con cattive intenzioni cercherà di rigirare la frittata dicendo che imporre la libertà individuale è una dittatura, che la libertà si ha quando il popolo decide. Quindi sulla base di questo ragionamento dobbiamo concludere che un sistema in cui la donna dell'esempio sopra può scegliere liberamente e individualmente a chi darla e chi no è una dittatura (perché impone la libertà individuale della donna), mentre nel momento in cui la volontà del popolo viene espressa si ha la giustizia.
> Non facciamoci ingannare dalla retorica di certi democratici malintenzionati, come lo sono per esempio i destroidi!
>
>
> Bene, a questo punto però vi confesso che il titolo è un po' clickbait, perché quello che voglio dire in realtà non è che si debba abolire la democrazia, ma solo delimitarla, mettendo "il popolo sovrano" nell'angolo che gli compete.
> Infatti con questo thread intendo difendere la democrazia LIBERALE: molti destroidi non capiscono perché una democrazia non liberale è merda e solo la democrazia LIBERALE si può tollerare. Ebbene, la spiegazione è quella sopra: una democrazia LIBERALE, se è pensata bene, dovrebbe impedire che situazioni come quella dell'esempio sopra accadano. Se una democrazia LIBERALE è fatta bene il popolo non può usarla per violentare la libertà individuale fondamentale di una o più persone, però bisogna discutere se le cosiddette democrazie liberali come l'Italia siano solide oppure no.
>
> Secondo la mia opinione, non è stato fatto ancora abbastanza.
> Nel sistema che ho in mente io oltre senato e alla camera dei deputati ci sarebbe una terza camera che deve approvare ogni nuova legge, verificando che questa non violi la libertà individuale. Le persone all'interno di questa camera non sarebbero politici, ma persone con una formazione specifica in materia di diritti e libertà: quindi funzionari scelti sulla base della competenza e del loro amore per la libertà.
>
> In questo modo se un Putin dovesse andare al potere in Italia i funzionari di questa camera potrebbero appallotolare tutte le proposte di legge liberticide e usarle come palla per il calcetto.
Il controllo di legittimità costituzionale di ogni legge spetterebbe al presidente della repubblica. ma è poco un uomo solo. poi certe costituzioni sono una merda e non sono liberali
> https://forum.termometropolitico.it/802155-per-abb...

>
> Quante volte ci siamo sentiti dire che democrazia=libertà? Bisogna sfatare questo mito: la democrazia non è libertà, ma quella cosa secondo cui uno stupro di gruppo è legittimo perché la maggioranza dei partecipanti lo desiderano.
>
> La democrazia porta alla libertà se e solo se la maggioranza del popolo ha una cultura liberale, ma a cosa può portare secondo voi la democrazia in Italia, un paese che è sempre più invaso da una cultura fascistoide? Un paese in cui il destroide meno moderato ha nostalgia di Hitler e Mussolini e quello più moderato vorrebbe un Putin o un Pinochet? Per completare il cerchio poi, mettiamoci anche un Rizzo che difende la Corea del Nord.
> Ovviamente con la situazione culturale italiana si finirà per mettere al potere un Putin e questa sarà la dimostrazione che la democrazia non è libertà.
>
> Vediamo di analizzare meglio la questione.
> Immaginate una piccola popolazione composta da 10 uomini e una donna.
> Tutti gli uomini hanno corteggiato l'unica donna della tribù, ma lei ha scelto uno solo di loro, ed egli è attualmente il suo compagno.
> Immaginiamoci allora che gli otto uomini rimanenti, ritenendo che questa sia un 'ingiustizia, decidano di fare una votazione democratica al fine di decidere se la donna è di tutti quanti (e quindi deve essere obbligata a soddisfare sessualmente tutti quanti) o se le cose possono restare come sono ora.
> Tutti hanno il diritto di voto: la donna vota contro, il suo compagno pure, mentre gli altri otto uomini votano a favore. A questo punto la donna è obbligata a farsi stuprare da tutti.
>
> W la democrazia! Giustizia è stata fatta!
> Bhe, del resto già solo il fatto che i destroidi continuino a parlare di democrazia, di popolo sovrano, ecc ecc... dovrebbe farci ben capire che cosa è realmente la democrazia: se una cosa piace a loro certamente non può essere sinonimo di "libertà", ma solo di prevaricazione. Infatti la democrazia è esattamente questo: una cosa che permette alla maggioranza del popolo di commettere prevaricazioni su uno o più individui.
>
> A questo punto il democratico con cattive intenzioni cercherà di rigirare la frittata dicendo che imporre la libertà individuale è una dittatura, che la libertà si ha quando il popolo decide. Quindi sulla base di questo ragionamento dobbiamo concludere che un sistema in cui la donna dell'esempio sopra può scegliere liberamente e individualmente a chi darla e chi no è una dittatura (perché impone la libertà individuale della donna), mentre nel momento in cui la volontà del popolo viene espressa si ha la giustizia.
> Non facciamoci ingannare dalla retorica di certi democratici malintenzionati, come lo sono per esempio i destroidi!
>
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> Bene, a questo punto però vi confesso che il titolo è un po' clickbait, perché quello che voglio dire in realtà non è che si debba abolire la democrazia, ma solo delimitarla, mettendo "il popolo sovrano" nell'angolo che gli compete.
> Infatti con questo thread intendo difendere la democrazia LIBERALE: molti destroidi non capiscono perché una democrazia non liberale è merda e solo la democrazia LIBERALE si può tollerare. Ebbene, la spiegazione è quella sopra: una democrazia LIBERALE, se è pensata bene, dovrebbe impedire che situazioni come quella dell'esempio sopra accadano. Se una democrazia LIBERALE è fatta bene il popolo non può usarla per violentare la libertà individuale fondamentale di una o più persone, però bisogna discutere se le cosiddette democrazie liberali come l'Italia siano solide oppure no.
>
> Secondo la mia opinione, non è stato fatto ancora abbastanza.
> Nel sistema che ho in mente io oltre senato e alla camera dei deputati ci sarebbe una terza camera che deve approvare ogni nuova legge, verificando che questa non violi la libertà individuale. Le persone all'interno di questa camera non sarebbero politici, ma persone con una formazione specifica in materia di diritti e libertà: quindi funzionari scelti sulla base della competenza e del loro amore per la libertà.
>
> In questo modo se un Putin dovesse andare al potere in Italia i funzionari di questa camera potrebbero appallotolare tutte le proposte di legge liberticide e usarle come palla per il calcetto.
Il controllo di legittimità costituzionale di ogni legge spetterebbe al presidente della repubblica. ma è poco un uomo solo. poi certe costituzioni sono una merda e non sono liberali
Politica
https://forum.termometropolitico.it/802155-per-abb... 
Quante volte ci siamo sentiti dire che democrazia=libertà? Bisogna sfatare questo mito: la democrazia non è libertà, ma quella cosa secondo cui uno stupro di gruppo è legittimo perché la maggioranza dei partecipanti lo desiderano.
La democrazia porta alla libertà se e solo se la maggioranza del popolo ha una cultura liberale, ma a cosa può portare secondo voi la democrazia in Italia, un paese che è sempre più invaso da una cultura fascistoide? Un paese in cui il destroide meno moderato ha nostalgia di Hitler e Mussolini e quello più moderato vorrebbe un Putin o un Pinochet? Per completare il cerchio poi, mettiamoci anche un Rizzo che difende la Corea del Nord.
Ovviamente con la situazione culturale italiana si finirà per mettere al potere un Putin e questa sarà la dimostrazione che la democrazia non è libertà.
Vediamo di analizzare meglio la questione.
Immaginate una piccola popolazione composta da 10 uomini e una donna.
Tutti gli uomini hanno corteggiato l'unica donna della tribù, ma lei ha scelto uno solo di loro, ed egli è attualmente il suo compagno.
Immaginiamoci allora che gli otto uomini rimanenti, ritenendo che questa sia un 'ingiustizia, decidano di fare una votazione democratica al fine di decidere se la donna è di tutti quanti (e quindi deve essere obbligata a soddisfare sessualmente tutti quanti) o se le cose possono restare come sono ora.
Tutti hanno il diritto di voto: la donna vota contro, il suo compagno pure, mentre gli altri otto uomini votano a favore. A questo punto la donna è obbligata a farsi stuprare da tutti.
W la democrazia! Giustizia è stata fatta!
Bhe, del resto già solo il fatto che i destroidi continuino a parlare di democrazia, di popolo sovrano, ecc ecc... dovrebbe farci ben capire che cosa è realmente la democrazia: se una cosa piace a loro certamente non può essere sinonimo di "libertà", ma solo di prevaricazione. Infatti la democrazia è esattamente questo: una cosa che permette alla maggioranza del popolo di commettere prevaricazioni su uno o più individui.
A questo punto il democratico con cattive intenzioni cercherà di rigirare la frittata dicendo che imporre la libertà individuale è una dittatura, che la libertà si ha quando il popolo decide. Quindi sulla base di questo ragionamento dobbiamo concludere che un sistema in cui la donna dell'esempio sopra può scegliere liberamente e individualmente a chi darla e chi no è una dittatura (perché impone la libertà individuale della donna), mentre nel momento in cui la volontà del popolo viene espressa si ha la giustizia.
Non facciamoci ingannare dalla retorica di certi democratici malintenzionati, come lo sono per esempio i destroidi!
Bene, a questo punto però vi confesso che il titolo è un po' clickbait, perché quello che voglio dire in realtà non è che si debba abolire la democrazia, ma solo delimitarla, mettendo "il popolo sovrano" nell'angolo che gli compete.
Infatti con questo thread intendo difendere la democrazia LIBERALE: molti destroidi non capiscono perché una democrazia non liberale è merda e solo la democrazia LIBERALE si può tollerare. Ebbene, la spiegazione è quella sopra: una democrazia LIBERALE, se è pensata bene, dovrebbe impedire che situazioni come quella dell'esempio sopra accadano. Se una democrazia LIBERALE è fatta bene il popolo non può usarla per violentare la libertà individuale fondamentale di una o più persone, però bisogna discutere se le cosiddette democrazie liberali come l'Italia siano solide oppure no.
Secondo la mia opinione, non è stato fatto ancora abbastanza.
Nel sistema che ho in mente io oltre senato e alla camera dei deputati ci sarebbe una terza camera che deve approvare ogni nuova legge, verificando che questa non violi la libertà individuale. Le persone all'interno di questa camera non sarebbero politici, ma persone con una formazione specifica in materia di diritti e libertà: quindi funzionari scelti sulla base della competenza e del loro amore per la libertà.
In questo modo se un Putin dovesse andare al potere in Italia i funzionari di questa camera potrebbero appallotolare tutte le proposte di legge liberticide e usarle come palla per il calcetto.

Quante volte ci siamo sentiti dire che democrazia=libertà? Bisogna sfatare questo mito: la democrazia non è libertà, ma quella cosa secondo cui uno stupro di gruppo è legittimo perché la maggioranza dei partecipanti lo desiderano.
La democrazia porta alla libertà se e solo se la maggioranza del popolo ha una cultura liberale, ma a cosa può portare secondo voi la democrazia in Italia, un paese che è sempre più invaso da una cultura fascistoide? Un paese in cui il destroide meno moderato ha nostalgia di Hitler e Mussolini e quello più moderato vorrebbe un Putin o un Pinochet? Per completare il cerchio poi, mettiamoci anche un Rizzo che difende la Corea del Nord.
Ovviamente con la situazione culturale italiana si finirà per mettere al potere un Putin e questa sarà la dimostrazione che la democrazia non è libertà.
Vediamo di analizzare meglio la questione.
Immaginate una piccola popolazione composta da 10 uomini e una donna.
Tutti gli uomini hanno corteggiato l'unica donna della tribù, ma lei ha scelto uno solo di loro, ed egli è attualmente il suo compagno.
Immaginiamoci allora che gli otto uomini rimanenti, ritenendo che questa sia un 'ingiustizia, decidano di fare una votazione democratica al fine di decidere se la donna è di tutti quanti (e quindi deve essere obbligata a soddisfare sessualmente tutti quanti) o se le cose possono restare come sono ora.
Tutti hanno il diritto di voto: la donna vota contro, il suo compagno pure, mentre gli altri otto uomini votano a favore. A questo punto la donna è obbligata a farsi stuprare da tutti.
W la democrazia! Giustizia è stata fatta!
Bhe, del resto già solo il fatto che i destroidi continuino a parlare di democrazia, di popolo sovrano, ecc ecc... dovrebbe farci ben capire che cosa è realmente la democrazia: se una cosa piace a loro certamente non può essere sinonimo di "libertà", ma solo di prevaricazione. Infatti la democrazia è esattamente questo: una cosa che permette alla maggioranza del popolo di commettere prevaricazioni su uno o più individui.
A questo punto il democratico con cattive intenzioni cercherà di rigirare la frittata dicendo che imporre la libertà individuale è una dittatura, che la libertà si ha quando il popolo decide. Quindi sulla base di questo ragionamento dobbiamo concludere che un sistema in cui la donna dell'esempio sopra può scegliere liberamente e individualmente a chi darla e chi no è una dittatura (perché impone la libertà individuale della donna), mentre nel momento in cui la volontà del popolo viene espressa si ha la giustizia.
Non facciamoci ingannare dalla retorica di certi democratici malintenzionati, come lo sono per esempio i destroidi!
Bene, a questo punto però vi confesso che il titolo è un po' clickbait, perché quello che voglio dire in realtà non è che si debba abolire la democrazia, ma solo delimitarla, mettendo "il popolo sovrano" nell'angolo che gli compete.
Infatti con questo thread intendo difendere la democrazia LIBERALE: molti destroidi non capiscono perché una democrazia non liberale è merda e solo la democrazia LIBERALE si può tollerare. Ebbene, la spiegazione è quella sopra: una democrazia LIBERALE, se è pensata bene, dovrebbe impedire che situazioni come quella dell'esempio sopra accadano. Se una democrazia LIBERALE è fatta bene il popolo non può usarla per violentare la libertà individuale fondamentale di una o più persone, però bisogna discutere se le cosiddette democrazie liberali come l'Italia siano solide oppure no.
Secondo la mia opinione, non è stato fatto ancora abbastanza.
Nel sistema che ho in mente io oltre senato e alla camera dei deputati ci sarebbe una terza camera che deve approvare ogni nuova legge, verificando che questa non violi la libertà individuale. Le persone all'interno di questa camera non sarebbero politici, ma persone con una formazione specifica in materia di diritti e libertà: quindi funzionari scelti sulla base della competenza e del loro amore per la libertà.
In questo modo se un Putin dovesse andare al potere in Italia i funzionari di questa camera potrebbero appallotolare tutte le proposte di legge liberticide e usarle come palla per il calcetto.