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> > > > https://forum.termometropolitico.it/792250-esiston...
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> > > Le pene sono quelle previste dal codice penale.
> >
> > Quindi?
>
> Quindi il razzistello verrà punito se e come la legge prevede, ma nessuno ha il diritto di licenziarlo. Quella delle dimissioni (accompagnate da menifestazioni di indignazione ipocrita per far professione di virtù) è una pessima pratica tipica dell'anglosfera.
Quindi tu preferisci che ci pensi lo stato?
Cosa significa "nessuno ha il diritto di licenziarlo"? Il tuo datore può anche licenziarti senza darti nessun motivo. L'hai detto anche te che il lavoro è un diritto ma nessuno è obbligato a dartene uno.
In realtà è anche piuttosto normale, se permetti, che i tuoi errori abbiano ripercussioni negative anche nella sfera lavorativa.
Se tu rubi lo stato ti punisce e il tuo datore di lavoro magari ti licenzia perché non vuole ladri nella sua azienda.
Se io fossi un datore di lavoro assumerei solo persone colte, educate e civilizzate, non darei mai il lavoro a uno stronzo, in quanto non vorrei un ambiente di lavoro dove sembra di stare in mezzo alle scimmie.
Se venissi a sapere che uno dei miei dipendenti va in giro a comportarsi come una scimmia, arriverei alla conclusione che assumerlo è stato un errore... ma fortunatamente posso riparare l'errore.
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> > > Le pene sono quelle previste dal codice penale.
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> Quindi il razzistello verrà punito se e come la legge prevede, ma nessuno ha il diritto di licenziarlo. Quella delle dimissioni (accompagnate da menifestazioni di indignazione ipocrita per far professione di virtù) è una pessima pratica tipica dell'anglosfera.
Quindi tu preferisci che ci pensi lo stato?
Cosa significa "nessuno ha il diritto di licenziarlo"? Il tuo datore può anche licenziarti senza darti nessun motivo. L'hai detto anche te che il lavoro è un diritto ma nessuno è obbligato a dartene uno.
In realtà è anche piuttosto normale, se permetti, che i tuoi errori abbiano ripercussioni negative anche nella sfera lavorativa.
Se tu rubi lo stato ti punisce e il tuo datore di lavoro magari ti licenzia perché non vuole ladri nella sua azienda.
Se io fossi un datore di lavoro assumerei solo persone colte, educate e civilizzate, non darei mai il lavoro a uno stronzo, in quanto non vorrei un ambiente di lavoro dove sembra di stare in mezzo alle scimmie.
Se venissi a sapere che uno dei miei dipendenti va in giro a comportarsi come una scimmia, arriverei alla conclusione che assumerlo è stato un errore... ma fortunatamente posso riparare l'errore.

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il 2019-12-09 14:05:32.0 alle 2019-12-09 14:05:32.0
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> Quindi il razzistello verrà punito se e come la legge prevede, ma nessuno ha il diritto di licenziarlo. Quella delle dimissioni (accompagnate da menifestazioni di indignazione ipocrita per far professione di virtù) è una pessima pratica tipica dell'anglosfera.
Più in generale, nell'anglosfera c'è il costume del shun e del ban, cosa che in Italia ad esempio non esiste.
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> > > Le pene sono quelle previste dal codice penale.
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> Quindi il razzistello verrà punito se e come la legge prevede, ma nessuno ha il diritto di licenziarlo. Quella delle dimissioni (accompagnate da menifestazioni di indignazione ipocrita per far professione di virtù) è una pessima pratica tipica dell'anglosfera.
Più in generale, nell'anglosfera c'è il costume del shun e del ban, cosa che in Italia ad esempio non esiste.
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il 2019-12-09 14:03:24.0 alle 2019-12-09 14:03:24.0
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> > Le pene sono quelle previste dal codice penale.
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Quindi il razzistello verrà punito se e come la legge prevede, ma nessuno ha il diritto di licenziarlo. Quella delle dimissioni (accompagnate da menifestazioni di indignazione ipocrita per far professione di virtù) è una pessima pratica tipica dell'anglosfera.
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> > Le pene sono quelle previste dal codice penale.
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> Quindi?
Quindi il razzistello verrà punito se e come la legge prevede, ma nessuno ha il diritto di licenziarlo. Quella delle dimissioni (accompagnate da menifestazioni di indignazione ipocrita per far professione di virtù) è una pessima pratica tipica dell'anglosfera.
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il 2019-12-09 13:58:45.0 alle 2019-12-09 13:58:45.0
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> > Scritto da:
> > > L'intervento di un utente: "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro.Altrimenti iniziano i compromessi e sai i compromessi chi rendono felice?nessuno."
> > >
> > > La mia risposta è anche per gatto.
> > >
> > > https://forum.termometropolitico.it/792327-il-libe...
> > >
> > > -------------------------------------
> > >
> > > @8hell8
> > >
> > > Che cazzo di ragionamenti fai, porca di quella troia?
> > >
> > > È come dire "a Pippo non piacciono le persone con i capelli rossi e quindi se ci sono persone con i capelli rossi subisce". Il diritto a sentirsi offesi o urtati dalla semplice esistenza degli altri non esiste. Al contrario, la tolleranza e il rispetto nei confronti degli altri è un dovere.
> > >
> > > Pippo farebbe meglio a spararsi in testa.
> > >
> > > Ovviamente in un post così scemo il solito like di Sparviero non poteva mancare.
> >
> > "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro."
> >
> > Risposta migliore è che la sfera di ciascuno non è infinita, per cui ognuno può realizzare la propria libertà se dispone di uno spazio separato da quello degli altri. Alan andrà nei locali gay e pippo li eviterà, non è che ci sia una legge che impone ai pippi di sposare gli alan. Allo stesso modo alan non andrà col fidanzato a braccetto e la maglietta del gay pride a messa con pippo. A questo servono confini e frontiere, a delimitare spazi in cui valgono regole diverse.
>
> Non sono d'accordo, gli omosessuali non devono avere spazi delimitati. Non ce li hanno gli etero, perché dovrebbero averli gli omosessuali?
In questo caso non parlo di limitazioni sancite, ma spontanee. Gli etero ad esempio non entrano in un locale gay, dove qualcuno potrebbe far loro delle avances.
> Una persona non ha il diritto a sentirsi offesa dall'esistenza di persone diverse da lei, ma ha anzi l'obbligo di comportarsi in maniera tollerante e rispettosa nei confronti degli altri fintanto che gli altri rispettano lei.
Cosa si debba tollerare o no è una questione irrisolta. C'è chi ha la soglia più alta e c'è chi ha la soglia più bassa. Ad esempio ai graffitari farei cancellare le loro opere col solvente, mentre c'è chi se ne rallegra.
> Dal momento che agli eterosessuali non viene proibito di dare un bacio alla propria compagna in chiesa, questa restrizione non può essere messa nemmeno agli omosessuali.
La realtà è complessa, ma che va a farci un omosessuale in chiesa?
> L'unica cosa che deve fare Alan per essere rispettoso è non bestemmiare durante la messa, ovvero il codice comportamentale che è chiesto a tutti indipendentemente dal loro orientamento sessuale, sesso o razza.
>
> Se Pippo pretende che gli omosessuali debbano essere trattati diversamente e quindi discriminati, deve essergli appicicata l'etichetta di "intollerante" e va trattato come il maestro Popper insegnava.
La distinzione tra cosa tollerare e cosa no corrisponde a quella fra giusto e sbagliato, per cui non esiste una risposta oggettiva valida per tutti.
> Scritto da:
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> > > L'intervento di un utente: "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro.Altrimenti iniziano i compromessi e sai i compromessi chi rendono felice?nessuno."
> > >
> > > La mia risposta è anche per gatto.
> > >
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> > > Che cazzo di ragionamenti fai, porca di quella troia?
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> > > È come dire "a Pippo non piacciono le persone con i capelli rossi e quindi se ci sono persone con i capelli rossi subisce". Il diritto a sentirsi offesi o urtati dalla semplice esistenza degli altri non esiste. Al contrario, la tolleranza e il rispetto nei confronti degli altri è un dovere.
> > >
> > > Pippo farebbe meglio a spararsi in testa.
> > >
> > > Ovviamente in un post così scemo il solito like di Sparviero non poteva mancare.
> >
> > "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro."
> >
> > Risposta migliore è che la sfera di ciascuno non è infinita, per cui ognuno può realizzare la propria libertà se dispone di uno spazio separato da quello degli altri. Alan andrà nei locali gay e pippo li eviterà, non è che ci sia una legge che impone ai pippi di sposare gli alan. Allo stesso modo alan non andrà col fidanzato a braccetto e la maglietta del gay pride a messa con pippo. A questo servono confini e frontiere, a delimitare spazi in cui valgono regole diverse.
>
> Non sono d'accordo, gli omosessuali non devono avere spazi delimitati. Non ce li hanno gli etero, perché dovrebbero averli gli omosessuali?
In questo caso non parlo di limitazioni sancite, ma spontanee. Gli etero ad esempio non entrano in un locale gay, dove qualcuno potrebbe far loro delle avances.
> Una persona non ha il diritto a sentirsi offesa dall'esistenza di persone diverse da lei, ma ha anzi l'obbligo di comportarsi in maniera tollerante e rispettosa nei confronti degli altri fintanto che gli altri rispettano lei.
Cosa si debba tollerare o no è una questione irrisolta. C'è chi ha la soglia più alta e c'è chi ha la soglia più bassa. Ad esempio ai graffitari farei cancellare le loro opere col solvente, mentre c'è chi se ne rallegra.
> Dal momento che agli eterosessuali non viene proibito di dare un bacio alla propria compagna in chiesa, questa restrizione non può essere messa nemmeno agli omosessuali.
La realtà è complessa, ma che va a farci un omosessuale in chiesa?
> L'unica cosa che deve fare Alan per essere rispettoso è non bestemmiare durante la messa, ovvero il codice comportamentale che è chiesto a tutti indipendentemente dal loro orientamento sessuale, sesso o razza.
>
> Se Pippo pretende che gli omosessuali debbano essere trattati diversamente e quindi discriminati, deve essergli appicicata l'etichetta di "intollerante" e va trattato come il maestro Popper insegnava.
La distinzione tra cosa tollerare e cosa no corrisponde a quella fra giusto e sbagliato, per cui non esiste una risposta oggettiva valida per tutti.
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il 2019-12-09 13:50:09.0 alle 2019-12-09 13:50:09.0
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> > > Un punto essenziale del liberalismo però (ed è questo alla fine che rende i liberali differenti dagli altri) è che a decidere se una cosa è o meno una prevaricazione lo dice la presunta vittima.
> >
> > Questo in realtà l'ha detto Gatto Selvaggio, non i liberali.
L'ho scritto sul forum di Punto Informatico circa a metà anni 2000, e l'ho ripetuto altre volte. L'idea è stata anche ripresa più volte da Wakko. Non ricordo che a nessun altro sia parso un buon principio, eccetto evidentemente tu.
Dubito che il principio sia venuto in mente a me per primo, ma non ho mai trovato enunciato nulla di simile, che so, ad esempio sulla pagina di Wikipedia di un filosofo X. Però se tu lo consideri un tipico principio liberale da qualche parte l'avrai letto, magari sul forum di Punto Informatico
Il mio intento è sostenere che per costruire un TAV, un TAP, un'autostrada e così via, la decisione spetta agli abitanti del luogo su cui l'opera costruenda insiste, sia in blocco che individualmente. Io sono contrario agli espropri, per me l'esproprio è la cosa peggiore che puoi fare ad uno dopo ucciderlo e sterminargli la famiglia.
Nessuno stato, per quanto il governo si proclami liberale e per quanto il liberalismo sia codificato nella costituzione, adotta neppure lontanamente un principio simile, anzi molta gente si affretterà a rispondere che se così fosse "non si costruisce più nulla" (per loro l'importante è che ciò che per loro è importante sia fatto, se necessario imponendolo). In realtà se così fosse, da tempo le opere ingombranti le si sarebbe costruite nel sottosuolo (dove non interferiscano con le falde acquifere) con maggior sforzo e impiegando più tempo ma evitando di deturpare il paesaggio e rispettando la volontà dei proprietari, e tutto si farebbe recando il minor fastidio. Minimizzare il fastidio indurrebbe i privati stessi a valutare danni e vantaggi.
Il principio detterebbe anche che per far insediare degli immigrati un un paese, in una regione, in un comune, in una via, occorre il nulla osta degli abitanti del paese, della regione, della via tramite una votazione. Sono certo che questo ti piace già di meno.
> Scritto da:
> > > Un punto essenziale del liberalismo però (ed è questo alla fine che rende i liberali differenti dagli altri) è che a decidere se una cosa è o meno una prevaricazione lo dice la presunta vittima.
> >
> > Questo in realtà l'ha detto Gatto Selvaggio, non i liberali.
L'ho scritto sul forum di Punto Informatico circa a metà anni 2000, e l'ho ripetuto altre volte. L'idea è stata anche ripresa più volte da Wakko. Non ricordo che a nessun altro sia parso un buon principio, eccetto evidentemente tu.
Dubito che il principio sia venuto in mente a me per primo, ma non ho mai trovato enunciato nulla di simile, che so, ad esempio sulla pagina di Wikipedia di un filosofo X. Però se tu lo consideri un tipico principio liberale da qualche parte l'avrai letto, magari sul forum di Punto Informatico

Il mio intento è sostenere che per costruire un TAV, un TAP, un'autostrada e così via, la decisione spetta agli abitanti del luogo su cui l'opera costruenda insiste, sia in blocco che individualmente. Io sono contrario agli espropri, per me l'esproprio è la cosa peggiore che puoi fare ad uno dopo ucciderlo e sterminargli la famiglia.
Nessuno stato, per quanto il governo si proclami liberale e per quanto il liberalismo sia codificato nella costituzione, adotta neppure lontanamente un principio simile, anzi molta gente si affretterà a rispondere che se così fosse "non si costruisce più nulla" (per loro l'importante è che ciò che per loro è importante sia fatto, se necessario imponendolo). In realtà se così fosse, da tempo le opere ingombranti le si sarebbe costruite nel sottosuolo (dove non interferiscano con le falde acquifere) con maggior sforzo e impiegando più tempo ma evitando di deturpare il paesaggio e rispettando la volontà dei proprietari, e tutto si farebbe recando il minor fastidio. Minimizzare il fastidio indurrebbe i privati stessi a valutare danni e vantaggi.
Il principio detterebbe anche che per far insediare degli immigrati un un paese, in una regione, in un comune, in una via, occorre il nulla osta degli abitanti del paese, della regione, della via tramite una votazione. Sono certo che questo ti piace già di meno.
Black Woman Destroys White Privilege Myth
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https://www.youtube.com/watch?v=pbccGbPKwok
Femmina nera onesta ci spiega il concetto del "white privilege"
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il 2019-12-09 12:51:27.0 alle 2019-12-09 12:51:27.0
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> > Un punto essenziale del liberalismo però (ed è questo alla fine che rende i liberali differenti dagli altri) è che a decidere se una cosa è o meno una prevaricazione lo dice la presunta vittima.
>
> Questo in realtà l'ha detto Gatto Selvaggio, non i liberali.
No, non è vero, forse l'avrà detto anche gatto, ma è evidente che sta alla base del pensiero liberale.
Infatti per i liberali sono i contraenti a stabilire se una cosa è giusta oppure no, non lo stato. Se va bene ai contraenti, allora va bene anche ai liberali.
Gli illiberali sbagliano perché pensano che il bene o il male siano cose oggettive (ma ovviamente sono solo le loro fisime soggettive) e quindi pensano che lo stato debba decidere dall'alto che cosa è giusto e cosa no.
Per un vero liberale tu puoi farti prendere a cazzotti e persino ad accoltellate se sei consenziente, perché non si può stabilire che prendere cazzotti è oggettivamente un male.
Ai pugili piace. A quelli che fanno lotte illegali (tipo "fight club") piace anche di peggio.
Non puoi giungere alla conclusione che una cosa è una prevaricazione solo perché tu non vorresti infilarti in una situazione analoga. Una cosa è una prevericazione se non c'è un contratto e quindi le cose le subisci passivamente, senza aver scelto di farne parte.
> > Un punto essenziale del liberalismo però (ed è questo alla fine che rende i liberali differenti dagli altri) è che a decidere se una cosa è o meno una prevaricazione lo dice la presunta vittima.
>
> Questo in realtà l'ha detto Gatto Selvaggio, non i liberali.
No, non è vero, forse l'avrà detto anche gatto, ma è evidente che sta alla base del pensiero liberale.
Infatti per i liberali sono i contraenti a stabilire se una cosa è giusta oppure no, non lo stato. Se va bene ai contraenti, allora va bene anche ai liberali.
Gli illiberali sbagliano perché pensano che il bene o il male siano cose oggettive (ma ovviamente sono solo le loro fisime soggettive) e quindi pensano che lo stato debba decidere dall'alto che cosa è giusto e cosa no.
Per un vero liberale tu puoi farti prendere a cazzotti e persino ad accoltellate se sei consenziente, perché non si può stabilire che prendere cazzotti è oggettivamente un male.
Ai pugili piace. A quelli che fanno lotte illegali (tipo "fight club") piace anche di peggio.
Non puoi giungere alla conclusione che una cosa è una prevaricazione solo perché tu non vorresti infilarti in una situazione analoga. Una cosa è una prevericazione se non c'è un contratto e quindi le cose le subisci passivamente, senza aver scelto di farne parte.
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il 2019-12-09 12:40:58.0 alle 2019-12-09 12:40:58.0
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> > L'intervento di un utente: "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro.Altrimenti iniziano i compromessi e sai i compromessi chi rendono felice?nessuno."
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> > La mia risposta è anche per gatto.
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> > @8hell8
> >
> > Che cazzo di ragionamenti fai, porca di quella troia?
> >
> > È come dire "a Pippo non piacciono le persone con i capelli rossi e quindi se ci sono persone con i capelli rossi subisce". Il diritto a sentirsi offesi o urtati dalla semplice esistenza degli altri non esiste. Al contrario, la tolleranza e il rispetto nei confronti degli altri è un dovere.
> >
> > Pippo farebbe meglio a spararsi in testa.
> >
> > Ovviamente in un post così scemo il solito like di Sparviero non poteva mancare.
>
> "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro."
>
> Risposta migliore è che la sfera di ciascuno non è infinita, per cui ognuno può realizzare la propria libertà se dispone di uno spazio separato da quello degli altri. Alan andrà nei locali gay e pippo li eviterà, non è che ci sia una legge che impone ai pippi di sposare gli alan. Allo stesso modo alan non andrà col fidanzato a braccetto e la maglietta del gay pride a messa con pippo. A questo servono confini e frontiere, a delimitare spazi in cui valgono regole diverse.
Non sono d'accordo, gli omosessuali non devono avere spazi delimitati. Non ce li hanno gli etero, perché dovrebbero averli gli omosessuali?
È necessario che si affermi un principio universalmaente condiviso, ovvero...
Una persona non ha il diritto a sentirsi offesa dall'esistenza di persone diverse da lei, ma ha anzi l'obbligo di comportarsi in maniera tollerante e rispettosa nei confronti degli altri fintanto che gli altri rispettano lei.
Dal momento che agli eterosessuali non viene proibito di dare un bacio alla propria compagna in chiesa, questa restrizione non può essere messa nemmeno agli omosessuali.
L'unica cosa che deve fare Alan per essere rispettoso è non bestemmiare durante la messa, ovvero il codice comportamentale che è chiesto a tutti indipendentemente dal loro orientamento sessuale, sesso o razza.
Se Pippo pretende che gli omosessuali debbano essere trattati diversamente e quindi discriminati, deve essergli appicicata l'etichetta di "intollerante" e va trattato come il maestro Popper insegnava.
> Scritto da:
> > L'intervento di un utente: "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro.Altrimenti iniziano i compromessi e sai i compromessi chi rendono felice?nessuno."
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> > Che cazzo di ragionamenti fai, porca di quella troia?
> >
> > È come dire "a Pippo non piacciono le persone con i capelli rossi e quindi se ci sono persone con i capelli rossi subisce". Il diritto a sentirsi offesi o urtati dalla semplice esistenza degli altri non esiste. Al contrario, la tolleranza e il rispetto nei confronti degli altri è un dovere.
> >
> > Pippo farebbe meglio a spararsi in testa.
> >
> > Ovviamente in un post così scemo il solito like di Sparviero non poteva mancare.
>
> "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro."
>
> Risposta migliore è che la sfera di ciascuno non è infinita, per cui ognuno può realizzare la propria libertà se dispone di uno spazio separato da quello degli altri. Alan andrà nei locali gay e pippo li eviterà, non è che ci sia una legge che impone ai pippi di sposare gli alan. Allo stesso modo alan non andrà col fidanzato a braccetto e la maglietta del gay pride a messa con pippo. A questo servono confini e frontiere, a delimitare spazi in cui valgono regole diverse.
Non sono d'accordo, gli omosessuali non devono avere spazi delimitati. Non ce li hanno gli etero, perché dovrebbero averli gli omosessuali?
È necessario che si affermi un principio universalmaente condiviso, ovvero...
Una persona non ha il diritto a sentirsi offesa dall'esistenza di persone diverse da lei, ma ha anzi l'obbligo di comportarsi in maniera tollerante e rispettosa nei confronti degli altri fintanto che gli altri rispettano lei.
Dal momento che agli eterosessuali non viene proibito di dare un bacio alla propria compagna in chiesa, questa restrizione non può essere messa nemmeno agli omosessuali.
L'unica cosa che deve fare Alan per essere rispettoso è non bestemmiare durante la messa, ovvero il codice comportamentale che è chiesto a tutti indipendentemente dal loro orientamento sessuale, sesso o razza.
Se Pippo pretende che gli omosessuali debbano essere trattati diversamente e quindi discriminati, deve essergli appicicata l'etichetta di "intollerante" e va trattato come il maestro Popper insegnava.
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il 2019-12-09 12:20:10.0 alle 2019-12-09 12:20:10.0
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> Le pene sono quelle previste dal codice penale.
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> Le pene sono quelle previste dal codice penale.
Quindi?
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il 2019-12-09 12:15:47.0 alle 2019-12-09 12:15:47.0
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Le pene sono quelle previste dal codice penale.
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il 2019-12-09 11:57:57.0 alle 2019-12-09 11:57:57.0
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il 2019-12-07 22:29:38.0 alle 2019-12-07 22:29:38.0
> Un punto essenziale del liberalismo però (ed è questo alla fine che rende i liberali differenti dagli altri) è che a decidere se una cosa è o meno una prevaricazione lo dice la presunta vittima.
Questo in realtà l'ha detto Gatto Selvaggio, non i liberali.
Questo in realtà l'ha detto Gatto Selvaggio, non i liberali.
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il 2019-12-07 22:27:45.0 alle 2019-12-07 22:27:45.0
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> L'intervento di un utente: "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro.Altrimenti iniziano i compromessi e sai i compromessi chi rendono felice?nessuno."
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> Che cazzo di ragionamenti fai, porca di quella troia?
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> È come dire "a Pippo non piacciono le persone con i capelli rossi e quindi se ci sono persone con i capelli rossi subisce". Il diritto a sentirsi offesi o urtati dalla semplice esistenza degli altri non esiste. Al contrario, la tolleranza e il rispetto nei confronti degli altri è un dovere.
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> Pippo farebbe meglio a spararsi in testa.
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> Ovviamente in un post così scemo il solito like di Sparviero non poteva mancare.
"La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro."
Risposta migliore è che la sfera di ciascuno non è infinita, per cui ognuno può realizzare la propria libertà se dispone di uno spazio separato da quello degli altri. Alan andrà nei locali gay e pippo li eviterà, non è che ci sia una legge che impone ai pippi di sposare gli alan. Allo stesso modo alan non andrà col fidanzato a braccetto e la maglietta del gay pride a messa con pippo. A questo servono confini e frontiere, a delimitare spazi in cui valgono regole diverse.
> L'intervento di un utente: "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro.Altrimenti iniziano i compromessi e sai i compromessi chi rendono felice?nessuno."
>
> La mia risposta è anche per gatto.
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>
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> Che cazzo di ragionamenti fai, porca di quella troia?
>
> È come dire "a Pippo non piacciono le persone con i capelli rossi e quindi se ci sono persone con i capelli rossi subisce". Il diritto a sentirsi offesi o urtati dalla semplice esistenza degli altri non esiste. Al contrario, la tolleranza e il rispetto nei confronti degli altri è un dovere.
>
> Pippo farebbe meglio a spararsi in testa.
>
> Ovviamente in un post così scemo il solito like di Sparviero non poteva mancare.
"La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro."
Risposta migliore è che la sfera di ciascuno non è infinita, per cui ognuno può realizzare la propria libertà se dispone di uno spazio separato da quello degli altri. Alan andrà nei locali gay e pippo li eviterà, non è che ci sia una legge che impone ai pippi di sposare gli alan. Allo stesso modo alan non andrà col fidanzato a braccetto e la maglietta del gay pride a messa con pippo. A questo servono confini e frontiere, a delimitare spazi in cui valgono regole diverse.
Politica
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Non Autenticato
il 2019-12-07 15:28:27.0 alle 2019-12-07 15:28:27.0
L'intervento di un utente: "La libertà di tutti è fisicamente impossibile. alan è gay a pippo non piacciono i gay ,o alan subisce o pippo subisce. una libertà inficia sempre quella di qualcun'altro.Altrimenti iniziano i compromessi e sai i compromessi chi rendono felice?nessuno."
La mia risposta è anche per gatto.
https://forum.termometropolitico.it/792327-il-libe...
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@8hell8
Che cazzo di ragionamenti fai, porca di quella troia?
È come dire "a Pippo non piacciono le persone con i capelli rossi e quindi se ci sono persone con i capelli rossi subisce". Il diritto a sentirsi offesi o urtati dalla semplice esistenza degli altri non esiste. Al contrario, la tolleranza e il rispetto nei confronti degli altri è un dovere.
Pippo farebbe meglio a spararsi in testa.
Ovviamente in un post così scemo il solito like di Sparviero non poteva mancare.
La mia risposta è anche per gatto.
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@8hell8
Che cazzo di ragionamenti fai, porca di quella troia?
È come dire "a Pippo non piacciono le persone con i capelli rossi e quindi se ci sono persone con i capelli rossi subisce". Il diritto a sentirsi offesi o urtati dalla semplice esistenza degli altri non esiste. Al contrario, la tolleranza e il rispetto nei confronti degli altri è un dovere.
Pippo farebbe meglio a spararsi in testa.
Ovviamente in un post così scemo il solito like di Sparviero non poteva mancare.
France in free fall
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https://sheikyermami.com/2019/01/france-in-free-fall/
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Politica
Un estratto di un post che ho scritto in termometropolitico: https://forum.termometropolitico.it/792327-il-libe... 
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Tralasciando i vari dettagli della forma dello stato (separazione dei poteri, parlamento, costituzione), noi liberali vogliamo semplicemente un ordinamento legislativo che esiste solo in funzione del cosiddetto "principio di non aggressione".
Ovvero, lo stato ha soltanto e semplicemente il compito di evitare che un individuo subisca aggressioni e questo lo si ottiene in due modi:
- In senso negativo: lo stato non fa niente per aggredire i cittadini
- In senso positivo: lo stato arresta i cittadini che aggrediscono altri cittadini
Con "aggressione" si intende qualsiasi forma di prevaricazione a danno di un individuo.
Poiché i liberali ritengono che la prevaricazione sia criminale, devono saper essere duri con i prevaricatori, altrimenti i prevaricatori si sentiranno legittimati a continuare a commettere atti di prepotenza: uccidere, stuprare, rubare, molestare ecc ecc...
Alla fine è semplicemente questo quello che dice il "paradosso di Popper", ed è un'ovvietà.
Un punto essenziale del liberalismo però (ed è questo alla fine che rende i liberali differenti dagli altri) è che a decidere se una cosa è o meno una prevaricazione lo dice la presunta vittima.
Faccio un esempio: se un tizio mi tira un pugno per strada è una prevaricazione, però se due pugili salgono su un ring e si tirano cazzotti a vicenda non si tratta di aggressione, perché sono due persone che si stanno pestando consensualmente.
È in questo semplice ragionamento che gli illiberali spesso finiscono per cortocircuitarsi: non capiscono che il concetto di "violenza" e "prevaricazione" non è oggettivo, ma soggettivo, cioè stabilito soggettivamente dagli attori di una determinata situazione. Prendiamo per esempio l'eutanasia: la morte è associata a un pensiero brutto, proprio come ricevere un cazzotto, ma non è che la morte sia una cosa oggettivamente brutta, è soggettivo. Cioè, se una persona decide di ricorrere all'eutanasia è perché ritiene che la vita sia brutta, ed è perfettamente comprensibile che lo sia per una persona che soffre di malattie debilitanti e intensi dolori, fermo restando che a uno la vita potrebbe fare schifo a prescindere.
Spiegato questo ("la soggettività del bene e del male"), si può arrivare a quello che secondo me è il fulcro del liberalismo: la libertà contrattuale, dove per contratto si intende qualsiasi forma di contratto (scritto, implicito, tacito...).
Tipo, i pugili che si prendono a cazzotti stanno esercitando un contratto non scritto.
Due persone che fanno sesso consensualmente, pure.
Quando compri qualcosa in un supermercato, pure.
Ora che abbiamo introdotto il concetto di contratto, possiamo riformulare il ruolo dello stato liberale in altre parole:
- In senso negativo: lo stato non mette il becco nei contratti tra privati cittadini e nell'interazione con i cittadini (siano esse commerciali o sociali) utilizza i contratti e non la prevaricazione
- In senso positivo: lo stato punisce i cittadini che fanno cose a uno o più cittadini senza che vi sia un contratto tre le varie persone coinvolte e si assicura che i contratti vengano rispettati
Nel caso dei due pugili, il contratto non è rispettato se uno dei due fa qualcosa che nella boxe non è prevista (tipo, accoltellare l'avversario o colpirlo con un mattone) e al supermercato se compro una cosa e poi quando la apro è piena di vermi.
Per tutte le attività e le decisioni che riguardano una sola persona, il contratto è con sé stessa. Cioè, se assumo una droga o mi metto una candela nel culo, sto facendo una cosa che voglio fare (altrimenti non la farei), quindi si tratta di un libero contratto con me stesso.
[....]
I liberali non aggrediscono e non incitano nessuno ad aggredire, semplicemente devono essere pronti ad autodifendersi quando necessario, oppure a prendere le difese delle persone aggredite.
Non c'è bisogno di inventarsi nulla di nuovo, perché il diritto all'autodifesa è già riconosciuto: se un cittadino ti minaccia con un coltello e tu gli spari, è autodifesa, giusto?
Molto banalmente quello che pensiamo noi liberali è che il diritto all'autodifesa vale anche nel caso in cui l'aggressore non sia un cittadino, ma bensì lo stato.
Immaginiamoci, per esempio, che il popolo approvi democraticamente una legge che autorizza lo stato a distruggere la casa di un determinato gruppo di persone a cannonate (ovviamente senza indennizzo).
A sentire come ragionano molti illiberali, le vittime dovrebbero stare zitte e mute (e le persone che provano empatia per loro pure), perché l'ha deciso il popolo e quindi tutti zitti!
Col cazzo! Noi liberali pensiamo che le vittime debbano trasformare la loro casa in una fortezza militare e, non appena un carro armato si avvicina alla loro casa, sparargli contro con il lanciamissili.
Questo perché il diritto all'autodifesa è un principio morale che esiste a prescindere dall'ordinamento legislativo.
Immaginiamo invece che il popolo approvi una legge che proibisce i rapporti sessuali omosessuali.
Anche qui stesso ragionamento fatto sopra: quando la polizia va ad arrestare Alan per il reato di omosessualità, Alan è legittimato a sparare contro la polizia per autodifesa, per difendere la propria libertà.
I fascistoni magari direbbero: "bhe, ma in fondo è colpa di Alan, perché lui sapeva come erano le leggi e le ha violate. Se non le avesse violate non si sarebbe cacciato nei guai".
Ragionamento sbagliatissimo. Alan ha subito un'aggressione dallo stato nel momento stesso in cui la legge è stata emanata, quindi sarebbe stato moralmente autorizzato, in nome dell'autodifesa, a sparare ai politici e ai burocrati che stavano realizzando il progetto di legge.
Ora abbiamo tutti gli elementi per arrivare alla conclusione.
Un cittadino è legittimato a volere una determinata legge soltanto se lo scopo è l'autodifesa (tipo, voglio il reato di omicidio perché giustamente non voglio essere assassinato), ma chiedere delle leggi contro la libertà degli altri invece è una cosa aggressiva.
Si, una legge può essere aggressiva e questo è evidente: infatti che differenza c'è tra andare in giro a pestare gli omosessuali e fare una legge che permette allo stato di arrestarli? La seconda opzione è ancora più da vigliacchi, perché chi usa lo stato per compiere aggressione lo fa sapendo che lo stato è potente e che chi subisce aggressioni dallo stato è impotente. Invece, per lo meno, il tizio omofobo che agisce singolarmente le può anche prendere se infastidisce le persone sbagliate.

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Tralasciando i vari dettagli della forma dello stato (separazione dei poteri, parlamento, costituzione), noi liberali vogliamo semplicemente un ordinamento legislativo che esiste solo in funzione del cosiddetto "principio di non aggressione".
Ovvero, lo stato ha soltanto e semplicemente il compito di evitare che un individuo subisca aggressioni e questo lo si ottiene in due modi:
- In senso negativo: lo stato non fa niente per aggredire i cittadini
- In senso positivo: lo stato arresta i cittadini che aggrediscono altri cittadini
Con "aggressione" si intende qualsiasi forma di prevaricazione a danno di un individuo.
Poiché i liberali ritengono che la prevaricazione sia criminale, devono saper essere duri con i prevaricatori, altrimenti i prevaricatori si sentiranno legittimati a continuare a commettere atti di prepotenza: uccidere, stuprare, rubare, molestare ecc ecc...
Alla fine è semplicemente questo quello che dice il "paradosso di Popper", ed è un'ovvietà.
Un punto essenziale del liberalismo però (ed è questo alla fine che rende i liberali differenti dagli altri) è che a decidere se una cosa è o meno una prevaricazione lo dice la presunta vittima.
Faccio un esempio: se un tizio mi tira un pugno per strada è una prevaricazione, però se due pugili salgono su un ring e si tirano cazzotti a vicenda non si tratta di aggressione, perché sono due persone che si stanno pestando consensualmente.
È in questo semplice ragionamento che gli illiberali spesso finiscono per cortocircuitarsi: non capiscono che il concetto di "violenza" e "prevaricazione" non è oggettivo, ma soggettivo, cioè stabilito soggettivamente dagli attori di una determinata situazione. Prendiamo per esempio l'eutanasia: la morte è associata a un pensiero brutto, proprio come ricevere un cazzotto, ma non è che la morte sia una cosa oggettivamente brutta, è soggettivo. Cioè, se una persona decide di ricorrere all'eutanasia è perché ritiene che la vita sia brutta, ed è perfettamente comprensibile che lo sia per una persona che soffre di malattie debilitanti e intensi dolori, fermo restando che a uno la vita potrebbe fare schifo a prescindere.
Spiegato questo ("la soggettività del bene e del male"), si può arrivare a quello che secondo me è il fulcro del liberalismo: la libertà contrattuale, dove per contratto si intende qualsiasi forma di contratto (scritto, implicito, tacito...).
Tipo, i pugili che si prendono a cazzotti stanno esercitando un contratto non scritto.
Due persone che fanno sesso consensualmente, pure.
Quando compri qualcosa in un supermercato, pure.
Ora che abbiamo introdotto il concetto di contratto, possiamo riformulare il ruolo dello stato liberale in altre parole:
- In senso negativo: lo stato non mette il becco nei contratti tra privati cittadini e nell'interazione con i cittadini (siano esse commerciali o sociali) utilizza i contratti e non la prevaricazione
- In senso positivo: lo stato punisce i cittadini che fanno cose a uno o più cittadini senza che vi sia un contratto tre le varie persone coinvolte e si assicura che i contratti vengano rispettati
Nel caso dei due pugili, il contratto non è rispettato se uno dei due fa qualcosa che nella boxe non è prevista (tipo, accoltellare l'avversario o colpirlo con un mattone) e al supermercato se compro una cosa e poi quando la apro è piena di vermi.
Per tutte le attività e le decisioni che riguardano una sola persona, il contratto è con sé stessa. Cioè, se assumo una droga o mi metto una candela nel culo, sto facendo una cosa che voglio fare (altrimenti non la farei), quindi si tratta di un libero contratto con me stesso.
[....]
I liberali non aggrediscono e non incitano nessuno ad aggredire, semplicemente devono essere pronti ad autodifendersi quando necessario, oppure a prendere le difese delle persone aggredite.
Non c'è bisogno di inventarsi nulla di nuovo, perché il diritto all'autodifesa è già riconosciuto: se un cittadino ti minaccia con un coltello e tu gli spari, è autodifesa, giusto?
Molto banalmente quello che pensiamo noi liberali è che il diritto all'autodifesa vale anche nel caso in cui l'aggressore non sia un cittadino, ma bensì lo stato.
Immaginiamoci, per esempio, che il popolo approvi democraticamente una legge che autorizza lo stato a distruggere la casa di un determinato gruppo di persone a cannonate (ovviamente senza indennizzo).
A sentire come ragionano molti illiberali, le vittime dovrebbero stare zitte e mute (e le persone che provano empatia per loro pure), perché l'ha deciso il popolo e quindi tutti zitti!
Col cazzo! Noi liberali pensiamo che le vittime debbano trasformare la loro casa in una fortezza militare e, non appena un carro armato si avvicina alla loro casa, sparargli contro con il lanciamissili.
Questo perché il diritto all'autodifesa è un principio morale che esiste a prescindere dall'ordinamento legislativo.
Immaginiamo invece che il popolo approvi una legge che proibisce i rapporti sessuali omosessuali.
Anche qui stesso ragionamento fatto sopra: quando la polizia va ad arrestare Alan per il reato di omosessualità, Alan è legittimato a sparare contro la polizia per autodifesa, per difendere la propria libertà.
I fascistoni magari direbbero: "bhe, ma in fondo è colpa di Alan, perché lui sapeva come erano le leggi e le ha violate. Se non le avesse violate non si sarebbe cacciato nei guai".
Ragionamento sbagliatissimo. Alan ha subito un'aggressione dallo stato nel momento stesso in cui la legge è stata emanata, quindi sarebbe stato moralmente autorizzato, in nome dell'autodifesa, a sparare ai politici e ai burocrati che stavano realizzando il progetto di legge.
Ora abbiamo tutti gli elementi per arrivare alla conclusione.
Un cittadino è legittimato a volere una determinata legge soltanto se lo scopo è l'autodifesa (tipo, voglio il reato di omicidio perché giustamente non voglio essere assassinato), ma chiedere delle leggi contro la libertà degli altri invece è una cosa aggressiva.
Si, una legge può essere aggressiva e questo è evidente: infatti che differenza c'è tra andare in giro a pestare gli omosessuali e fare una legge che permette allo stato di arrestarli? La seconda opzione è ancora più da vigliacchi, perché chi usa lo stato per compiere aggressione lo fa sapendo che lo stato è potente e che chi subisce aggressioni dallo stato è impotente. Invece, per lo meno, il tizio omofobo che agisce singolarmente le può anche prendere se infastidisce le persone sbagliate.
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> > > "Già parlare di razza invece che di etnia la dice lunga sull'utente in questione ma asserire, addirittura, che esista una razza italiana è veramente da matita blu.
> > > L'Italia è composta da: numerose popolazioni che discendono dagli antichi popoli pre-romani, ex coloni greci e fenici, albanesi, tedeschi, francesi, sloveni, popolazioni miste per via delle varie invasioni che si sono succedute nei secoli (bizantini, franchi, longobardi, goti, arabi, normanni, spagnoli e francesi), senza contare che in periodo imperiale Roma pullulava di genti provenienti da tutto l'impero, inclusi molti africani anche di pelle scura e molti ebrei)."
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> > Belliffimo l'avatar con uno che combatte contro una lumaca
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> > > "Già parlare di razza invece che di etnia la dice lunga sull'utente in questione ma asserire, addirittura, che esista una razza italiana è veramente da matita blu.
> > > L'Italia è composta da: numerose popolazioni che discendono dagli antichi popoli pre-romani, ex coloni greci e fenici, albanesi, tedeschi, francesi, sloveni, popolazioni miste per via delle varie invasioni che si sono succedute nei secoli (bizantini, franchi, longobardi, goti, arabi, normanni, spagnoli e francesi), senza contare che in periodo imperiale Roma pullulava di genti provenienti da tutto l'impero, inclusi molti africani anche di pelle scura e molti ebrei)."
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Belliffimo l'avatar con uno che combatte contro una lumaca
AH SI ma NO Non lo so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
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il 2019-12-05 20:09:09.0 alle 2019-12-05 20:09:09.0
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"Già parlare di razza invece che di etnia la dice lunga sull'utente in questione ma asserire, addirittura, che esista una razza italiana è veramente da matita blu.
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"Già parlare di razza invece che di etnia la dice lunga sull'utente in questione ma asserire, addirittura, che esista una razza italiana è veramente da matita blu.
L'Italia è composta da: numerose popolazioni che discendono dagli antichi popoli pre-romani, ex coloni greci e fenici, albanesi, tedeschi, francesi, sloveni, popolazioni miste per via delle varie invasioni che si sono succedute nei secoli (bizantini, franchi, longobardi, goti, arabi, normanni, spagnoli e francesi), senza contare che in periodo imperiale Roma pullulava di genti provenienti da tutto l'impero, inclusi molti africani anche di pelle scura e molti ebrei)."
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Non Autenticato
il 2019-12-05 01:08:12.0 alle 2019-12-05 01:08:12.0
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Non Autenticato
il 2019-12-05 01:04:24.0 alle 2019-12-05 01:04:24.0
> Tutto quello che viene toccato dall'economia si trasforma in merda, umani compresi.
Questo lo quoto.
Questo lo quoto.