Politica
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il 2019-09-08 00:05:14.0 alle 2019-09-08 00:05:14.0
> meno tasse, più imprese, più lavoro.
Questa è la ricetta liberale-liberista del benessere. Non tiene conto di chi non può lavorare e non tiene conto che le imprese oggi non creano necessariamente lavoro nel paese in cui vendono i loro prodotti.
> solita ricetta fallimentare delle sinistre: più tasse, più assistenzialismo, meno imprese e meno lavoro.
Questa è la ricetta socialista. Se le tasse basse non significano automaticamente benessere per tutti. le tasse alte significano malessere per tutti. Primo, perché hai riconosciuto tu stesso che viene spremuto chi ha poco. Secondo, perché obbligare la popolazione a pagarle comporta un aumento delle forme di sorveglianza generalizzata dei cittadini. Terzo, perché a beneficiarne non sono tutti coloro che hanno bisogno di stato assistenziale, anche grazie ai criteri di selezione dei beneficiari.
Ad esempio, dato che sono comproprietario di immobili, che mi rendono la fantasmagorica somma di 200 euro al mese, non ho diritto ad alcuna forma di assistenza. Pago il ticket sulle medicine e le prestazioni sanitarie, ho pagato le tasse universitarie in prima fascia, non ho doritto al "reddito di cittadinanza".
Yoda è messo peggio perché non ha una compartecipazione nei redditi da immobili.
Il figlio di una signora che conosco faceva il cuoco ma ora ha smesso, perché gli è venuto un ictus e poi un altro, ha un difetto al cuore. Con un difetto al cuore che ti ha già dato due ictus, svolgere un qualsiasi lavoro è una corsia preferenziale a un terzo ictus, o a un infarto. Eppure non gli hanno riconosciuto un'invalidità sufficiente a percepire una pensione, così non ha né lavoro né soldi.
Questo caso è esattamente speculare a quelli che negli USA vivono negli scatoloni.
> mantenere la popolazione in stato di povertà per poi ricattarla in cambio di sussidi, redditi di cittadinanza o posti pubblici
Finanziamento è sinonimo di controllo.
> Sembra che abbiamo qui il solito elemento che pensa che risolvere i problemi sistemici sia una cosa semplice... arrivate voi con la bacchetta magica e improvvisamente c'è lavoro per tutti, è così che funziona?
Abbassare le tasse è quasi una bacchetta magica. Tutto ciò che arranca inizia spontaneamente a riprendere a funzionare. La gente diviene più ottimista, inizia ad avere idee e a provare ad applicarle. Quando invece hai un cappio al collo che ti permette a malapena di respirare è difficile che ti vengano idee.
> Le persone non ingenue, che non si bevono le bugie liberiste, sanno che l'unico modo per garantire a tutti un reddito minimo è tramite il welfare, cioè attraverso una redistribuzione forzata del capitale.
Questo non è vero, almeno in Italia. Il welfare assiste gli ultimi e i penultimi s'attaccano al cazzo.
> Amico mio, tu magari, se andassi al governo, potresti anche riuscire a creare qualche centinaia o magari anche qualche migliaia di nuovi posti di lavoro. Magari riesci a far abbassare il tasso di disoccupazione di qualche punto percentuale, ma persone senza lavoro ci saranno sempre.
>
> Ed è questo il motivo per cui in qualsiasi paese civile ci sono sussidi di disoccupazioni e redditi minimi garantiti. Io non ho mai capito se voi liberisti siete ingenui o se siete soltanto spietatamente cinici, perché solo una persona spietatamente menefreghista, di fronte a numerosi casi di famiglie e persone in uno stato di povertà, direbbe che non servano misure IMMEDIATE per aiutarle.
> Secondo te le persone che adesso si ritrovano a dover sopravvivere con 2 euro al giorno (ce ne sono, guardali i programmi di informazione) hanno il tempo di stare ad aspettare che tu, con la bacchetta magica, crei dei posti di lavoro?
Purtroppo anche questo è vero. L'economia è una coperta corta.
> Grazie al governo che sta nascendo, finalmente forse ci sarà un welfare di qualità anche per i disabili. Secondo me erano i primi a cui si doveva pensare, ma meglio tardi che mai.
Sono qui che aspetto appollaiato a mo' di avvoltoio, per vedere se danno qualcosa al figlio della signora che conosco.
> Fino a qui ho parlato di normali misure di welfare, che ci sono in tutti i paesi civili: cose che, come il reddito di cittadinanza, ti vincolano a dover cercare un lavoro.
> Entro adesso nella seconda parte, quella più progressista e visionaria.
> Da liberale, ritengo che non saremo mai liberi fintanto che lavorare sarà un obbligo e non una scelta.
> Quindi per come la vedo io bisogna buttare giù un programma progressista di lungo termine che si proponga di liberarci da queste catene.
> La butto lì. Il lavoro sostanzialmente serve solo a far funzionare l'economia reale... ma non necessariamente il lavoro deve essere svolto da un umano.
> Man mano che la tecnologia robotica si sviluppa, si può pensare di mettere tanti lavori nelle mani delle macchine.
> I lavoratori attualmente temono che le macchine li lasceranno a casa, senza reddito... ma se non fosse così?
> Il mio programma progressista di lungo termine prevederebbe che man mano che i lavoratori vengono mandati a casa, perché sostituiti dalle macchine, si venga a creare un reddito di cittadinanta VERO: il M5S ha stuprato il significato del termine, perché in realtà il reddito di cittadinanza per definizione è un reddito statale che ricevi senza nessun vincolo, per il solo fatto di essere cittadini.
>
> Io mi immagino una cosa simile: ogni cittadino riceve 500-600 euro al mese dallo stato. Chi si accontenta di poco, molto poco, può scegliere di non lavorare, ma così facendo sarà costretto a vivere con pochissimo. Le persone che scelgono questo stile di vite saranno povere, ma libere.
>
> Le TANTE persone (forse la maggior parte) che invece hanno altri valori, che sono più materialiste e sono felici solo se hanno tanti soldi per comprare tante cose inutili, possono invece scegliere di lavorare.
> Mettiamo che trovino un lavoro da 1'200 euro al mese: al mese avranno 1'200 + 500 = 1'700 euro al mese.
>
> Si tratterebbe di un sistema meritocratico e quindi sostanzialmente in linea con i principi liberisti, non di una cosa comunista all'interno del quale tutti sono uguali. Infatti questo sistema non serve a forzare l'uguaglianza, ma a comprendere che siamo tutti diversi e non tutti hanno la vocazione del lavoro.
Concettualmente il reddito di cittadinanza doveva essere una cosa simile.
redistribuzione della ricchezza generata dall’automazione e dalla delocalizzazione, che tendono naturalmente ad eliminare i posti di lavoro meno qualificati e a concentrare la ricchezza nelle mani di pochi
https://bertola.eu/nearatree/2018/10/alcune-domand...
> Ci sono paesi in cui stanno già sperimentando un sistema simile,
Dove, che lo suggerisco a Yoda?
> mentre in Italia ancora si discute se sia giusto o meno avere un sussidio di disoccupazione decente... perché il reddito di cittadinanza che c'è in Italia sostanzialmente è soltanto questo: un volgare sussidio di disoccupazione.
> Gli italiani hanno una mentalità conservatrice ed è per questo che l'Italia è sempre l'ultima merda in mezzo a un mondo che sta facendo passi da gigante. L'arretratezza dellItalia è palpabile sia a livello economico (ed è ciò di cui abbiamo parlato finora) che dal punto di vista sociale, perché a un razzista omofobo come Salvini in un altro paese gli tirerebbero le uova... altro che 30%, altro che applausi!
> La flat tax che vuole fare Salvini è un'altra porcheria, che si aggiunge alle altre.
È il contrario della tassazione progressiva, e anche qui esistono teorie in proposito, pro e contro l'uno e l'altro metodo.
> Perché io non sono contrario ad abbassare le tasse... assolutamente no! Abbassarle prima di tutto a chi ha un reddito inferiore ai 1'000 euro, per poi proseguire con chi ha redditi anche un po' più alti, tipo 1'000-2'000 euro.
> Poi abbesserei le tasse anche alle PMI.
> A gudagnarci dalla flat tax di Salvini sarebbero soprattutto i super ricchi e le multinazionali.
> Non dico che a queste non si possano anche abbassare le tasse, ma l'obbiettivo deve essere prima di tutto quello di lasciare il più possibile respirare i comuni mortali e una volta fatto questa, SE restano soldi, si fanno delle sforbiciate anche più in alto.
> Mi spiegate perché una multinazionale dovrebbe avere un'aliquota del 15%? Io per queste lascerei come minimo un 30%!
>
> In questo sistema perversamente liberista che è l'Europa, la prima cosa che fanno gli stati quando hanno bisogno di più soldi è mettere le mani nelle tasche di chi ha poco. I fautori di queste schifezze hanno poi il coraggio di definirsi "liberali".
Ad aver poco però sono molti
Questa è la ricetta liberale-liberista del benessere. Non tiene conto di chi non può lavorare e non tiene conto che le imprese oggi non creano necessariamente lavoro nel paese in cui vendono i loro prodotti.
> solita ricetta fallimentare delle sinistre: più tasse, più assistenzialismo, meno imprese e meno lavoro.
Questa è la ricetta socialista. Se le tasse basse non significano automaticamente benessere per tutti. le tasse alte significano malessere per tutti. Primo, perché hai riconosciuto tu stesso che viene spremuto chi ha poco. Secondo, perché obbligare la popolazione a pagarle comporta un aumento delle forme di sorveglianza generalizzata dei cittadini. Terzo, perché a beneficiarne non sono tutti coloro che hanno bisogno di stato assistenziale, anche grazie ai criteri di selezione dei beneficiari.
Ad esempio, dato che sono comproprietario di immobili, che mi rendono la fantasmagorica somma di 200 euro al mese, non ho diritto ad alcuna forma di assistenza. Pago il ticket sulle medicine e le prestazioni sanitarie, ho pagato le tasse universitarie in prima fascia, non ho doritto al "reddito di cittadinanza".
Yoda è messo peggio perché non ha una compartecipazione nei redditi da immobili.
Il figlio di una signora che conosco faceva il cuoco ma ora ha smesso, perché gli è venuto un ictus e poi un altro, ha un difetto al cuore. Con un difetto al cuore che ti ha già dato due ictus, svolgere un qualsiasi lavoro è una corsia preferenziale a un terzo ictus, o a un infarto. Eppure non gli hanno riconosciuto un'invalidità sufficiente a percepire una pensione, così non ha né lavoro né soldi.
Questo caso è esattamente speculare a quelli che negli USA vivono negli scatoloni.
> mantenere la popolazione in stato di povertà per poi ricattarla in cambio di sussidi, redditi di cittadinanza o posti pubblici
Finanziamento è sinonimo di controllo.
> Sembra che abbiamo qui il solito elemento che pensa che risolvere i problemi sistemici sia una cosa semplice... arrivate voi con la bacchetta magica e improvvisamente c'è lavoro per tutti, è così che funziona?
Abbassare le tasse è quasi una bacchetta magica. Tutto ciò che arranca inizia spontaneamente a riprendere a funzionare. La gente diviene più ottimista, inizia ad avere idee e a provare ad applicarle. Quando invece hai un cappio al collo che ti permette a malapena di respirare è difficile che ti vengano idee.
> Le persone non ingenue, che non si bevono le bugie liberiste, sanno che l'unico modo per garantire a tutti un reddito minimo è tramite il welfare, cioè attraverso una redistribuzione forzata del capitale.
Questo non è vero, almeno in Italia. Il welfare assiste gli ultimi e i penultimi s'attaccano al cazzo.
> Amico mio, tu magari, se andassi al governo, potresti anche riuscire a creare qualche centinaia o magari anche qualche migliaia di nuovi posti di lavoro. Magari riesci a far abbassare il tasso di disoccupazione di qualche punto percentuale, ma persone senza lavoro ci saranno sempre.
>
> Ed è questo il motivo per cui in qualsiasi paese civile ci sono sussidi di disoccupazioni e redditi minimi garantiti. Io non ho mai capito se voi liberisti siete ingenui o se siete soltanto spietatamente cinici, perché solo una persona spietatamente menefreghista, di fronte a numerosi casi di famiglie e persone in uno stato di povertà, direbbe che non servano misure IMMEDIATE per aiutarle.
> Secondo te le persone che adesso si ritrovano a dover sopravvivere con 2 euro al giorno (ce ne sono, guardali i programmi di informazione) hanno il tempo di stare ad aspettare che tu, con la bacchetta magica, crei dei posti di lavoro?
Purtroppo anche questo è vero. L'economia è una coperta corta.
> Grazie al governo che sta nascendo, finalmente forse ci sarà un welfare di qualità anche per i disabili. Secondo me erano i primi a cui si doveva pensare, ma meglio tardi che mai.
Sono qui che aspetto appollaiato a mo' di avvoltoio, per vedere se danno qualcosa al figlio della signora che conosco.
> Fino a qui ho parlato di normali misure di welfare, che ci sono in tutti i paesi civili: cose che, come il reddito di cittadinanza, ti vincolano a dover cercare un lavoro.
> Entro adesso nella seconda parte, quella più progressista e visionaria.
> Da liberale, ritengo che non saremo mai liberi fintanto che lavorare sarà un obbligo e non una scelta.
> Quindi per come la vedo io bisogna buttare giù un programma progressista di lungo termine che si proponga di liberarci da queste catene.
> La butto lì. Il lavoro sostanzialmente serve solo a far funzionare l'economia reale... ma non necessariamente il lavoro deve essere svolto da un umano.
> Man mano che la tecnologia robotica si sviluppa, si può pensare di mettere tanti lavori nelle mani delle macchine.
> I lavoratori attualmente temono che le macchine li lasceranno a casa, senza reddito... ma se non fosse così?
> Il mio programma progressista di lungo termine prevederebbe che man mano che i lavoratori vengono mandati a casa, perché sostituiti dalle macchine, si venga a creare un reddito di cittadinanta VERO: il M5S ha stuprato il significato del termine, perché in realtà il reddito di cittadinanza per definizione è un reddito statale che ricevi senza nessun vincolo, per il solo fatto di essere cittadini.
>
> Io mi immagino una cosa simile: ogni cittadino riceve 500-600 euro al mese dallo stato. Chi si accontenta di poco, molto poco, può scegliere di non lavorare, ma così facendo sarà costretto a vivere con pochissimo. Le persone che scelgono questo stile di vite saranno povere, ma libere.
>
> Le TANTE persone (forse la maggior parte) che invece hanno altri valori, che sono più materialiste e sono felici solo se hanno tanti soldi per comprare tante cose inutili, possono invece scegliere di lavorare.
> Mettiamo che trovino un lavoro da 1'200 euro al mese: al mese avranno 1'200 + 500 = 1'700 euro al mese.
>
> Si tratterebbe di un sistema meritocratico e quindi sostanzialmente in linea con i principi liberisti, non di una cosa comunista all'interno del quale tutti sono uguali. Infatti questo sistema non serve a forzare l'uguaglianza, ma a comprendere che siamo tutti diversi e non tutti hanno la vocazione del lavoro.
Concettualmente il reddito di cittadinanza doveva essere una cosa simile.
redistribuzione della ricchezza generata dall’automazione e dalla delocalizzazione, che tendono naturalmente ad eliminare i posti di lavoro meno qualificati e a concentrare la ricchezza nelle mani di pochi
https://bertola.eu/nearatree/2018/10/alcune-domand...

> Ci sono paesi in cui stanno già sperimentando un sistema simile,
Dove, che lo suggerisco a Yoda?
> mentre in Italia ancora si discute se sia giusto o meno avere un sussidio di disoccupazione decente... perché il reddito di cittadinanza che c'è in Italia sostanzialmente è soltanto questo: un volgare sussidio di disoccupazione.
> Gli italiani hanno una mentalità conservatrice ed è per questo che l'Italia è sempre l'ultima merda in mezzo a un mondo che sta facendo passi da gigante. L'arretratezza dellItalia è palpabile sia a livello economico (ed è ciò di cui abbiamo parlato finora) che dal punto di vista sociale, perché a un razzista omofobo come Salvini in un altro paese gli tirerebbero le uova... altro che 30%, altro che applausi!
> La flat tax che vuole fare Salvini è un'altra porcheria, che si aggiunge alle altre.
È il contrario della tassazione progressiva, e anche qui esistono teorie in proposito, pro e contro l'uno e l'altro metodo.
> Perché io non sono contrario ad abbassare le tasse... assolutamente no! Abbassarle prima di tutto a chi ha un reddito inferiore ai 1'000 euro, per poi proseguire con chi ha redditi anche un po' più alti, tipo 1'000-2'000 euro.
> Poi abbesserei le tasse anche alle PMI.
> A gudagnarci dalla flat tax di Salvini sarebbero soprattutto i super ricchi e le multinazionali.
> Non dico che a queste non si possano anche abbassare le tasse, ma l'obbiettivo deve essere prima di tutto quello di lasciare il più possibile respirare i comuni mortali e una volta fatto questa, SE restano soldi, si fanno delle sforbiciate anche più in alto.
> Mi spiegate perché una multinazionale dovrebbe avere un'aliquota del 15%? Io per queste lascerei come minimo un 30%!
>
> In questo sistema perversamente liberista che è l'Europa, la prima cosa che fanno gli stati quando hanno bisogno di più soldi è mettere le mani nelle tasche di chi ha poco. I fautori di queste schifezze hanno poi il coraggio di definirsi "liberali".
Ad aver poco però sono molti
Politica
Un utente in youtube ha scritto questo commento.
"Salvini ha tanti difetti, infatti non sono un suo elettore, ma sulle tasse ha ragione. Chiedere a Reagan: meno tasse, più imprese, più lavoro. I 5 stelle, da buon partito di sinistra, insieme agli alleati del PD propone la solita ricetta fallimentare delle sinistre: più tasse, più assistenzialismo, meno imprese e meno lavoro. Ricetta di grande successo in ambito elettorale, però: mantenere la popolazione in stato di povertà per poi ricattarla in cambio di sussidi, redditi di cittadinanza o posti pubblici fake, porta tanti voti. Per non parlare di chi decide di sua spontanea volontà di vivere da zecca parassita che campa con i soldi degli altri (insomma, l'80% dell'elettorato di sinistra, 5 stelle inclusi, votati solo per il reddito di cittadinanza)."
Discussione: *https://www.youtube.com/watch?v=DqIg2BaUkqk&lc=Ugyo_fz5O0NVzW7h6Fl4AaABAg
Qui sotto la mia risposta
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Sembra che abbiamo qui il solito elemento che pensa che risolvere i problemi sistemici sia una cosa semplice... arrivate voi con la bacchetta magica e improvvisamente c'è lavoro per tutti, è così che funziona?
Le persone non ingenue, che non si bevono le bugie liberiste, sanno che l'unico modo per garantire a tutti un reddito minimo è tramite il welfare, cioè attraverso una redistribuzione forzata del capitale.
Amico mio, tu magari, se andassi al governo, potresti anche riuscire a creare qualche centinaia o magari anche qualche migliaia di nuovi posti di lavoro. Magari riesci a far abbassare il tasso di disoccupazione di qualche punto percentuale, ma persone senza lavoro ci saranno sempre.
Ed è questo il motivo per cui in qualsiasi paese civile ci sono sussidi di disoccupazioni e redditi minimi garantiti. Io non ho mai capito se voi liberisti siete ingenui o se siete soltanto spietatamente cinici, perché solo una persona spietatamente menefreghista, di fronte a numerosi casi di famiglie e persone in uno stato di povertà, direbbe che non servano misure IMMEDIATE per aiutarle.
Secondo te le persone che adesso si ritrovano a dover sopravvivere con 2 euro al giorno (ce ne sono, guardali i programmi di informazione) hanno il tempo di stare ad aspettare che tu, con la bacchetta magica, crei dei posti di lavoro?
Grazie al governo che sta nascendo, finalmente forse ci sarà un welfare di qualità anche per i disabili. Secondo me erano i primi a cui si doveva pensare, ma meglio tardi che mai.
Fino a qui ho parlato di normali misure di welfare, che ci sono in tutti i paesi civili: cose che, come il reddito di cittadinanza, ti vincolano a dover cercare un lavoro.
Entro adesso nella seconda parte, quella più progressista e visionaria.
Da liberale, ritengo che non saremo mai liberi fintanto che lavorare sarà un obbligo e non una scelta.
Quindi per come la vedo io bisogna buttare giù un programma progressista di lungo termine che si proponga di liberarci da queste catene.
La butto lì. Il lavoro sostanzialmente serve solo a far funzionare l'economia reale... ma non necessariamente il lavoro deve essere svolto da un umano.
Man mano che la tecnologia robotica si sviluppa, si può pensare di mettere tanti lavori nelle mani delle macchine.
I lavoratori attualmente temono che le macchine li lasceranno a casa, senza reddito... ma se non fosse così?
Il mio programma progressista di lungo termine prevederebbe che man mano che i lavoratori vengono mandati a casa, perché sostituiti dalle macchine, si venga a creare un reddito di cittadinanta VERO: il M5S ha stuprato il significato del termine, perché in realtà il reddito di cittadinanza per definizione è un reddito statale che ricevi senza nessun vincolo, per il solo fatto di essere cittadini.
Io mi immagino una cosa simile: ogni cittadino riceve 500-600 euro al mese dallo stato. Chi si accontenta di poco, molto poco, può scegliere di non lavorare, ma così facendo sarà costretto a vivere con pochissimo. Le persone che scelgono questo stile di vite saranno povere, ma libere.
Le TANTE persone (forse la maggior parte) che invece hanno altri valori, che sono più materialiste e sono felici solo se hanno tanti soldi per comprare tante cose inutili, possono invece scegliere di lavorare.
Mettiamo che trovino un lavoro da 1'200 euro al mese: al mese avranno 1'200 + 500 = 1'700 euro al mese.
Si tratterebbe di un sistema meritocratico e quindi sostanzialmente in linea con i principi liberisti, non di una cosa comunista all'interno del quale tutti sono uguali. Infatti questo sistema non serve a forzare l'uguaglianza, ma a comprendere che siamo tutti diversi e non tutti hanno la vocazione del lavoro.
Ci sono paesi in cui stanno già sperimentando un sistema simile, mentre in Italia ancora si discute se sia giusto o meno avere un sussidio di disoccupazione decente... perché il reddito di cittadinanza che c'è in Italia sostanzialmente è soltanto questo: un volgare sussidio di disoccupazione.
Gli italiani hanno una mentalità conservatrice ed è per questo che l'Italia è sempre l'ultima merda in mezzo a un mondo che sta facendo passi da gigante. L'arretratezza dellItalia è palpabile sia a livello economico (ed è ciò di cui abbiamo parlato finora) che dal punto di vista sociale, perché a un razzista omofobo come Salvini in un altro paese gli tirerebbero le uova... altro che 30%, altro che applausi!
La flat tax che vuole fare Salvini è un'altra porcheria, che si aggiunge alle altre.
Perché io non sono contrario ad abbassare le tasse... assolutamente no! Abbassarle prima di tutto a chi ha un reddito inferiore ai 1'000 euro, per poi proseguire con chi ha redditi anche un po' più alti, tipo 1'000-2'000 euro.
Poi abbesserei le tasse anche alle PMI.
A gudagnarci dalla flat tax di Salvini sarebbero soprattutto i super ricchi e le multinazionali.
Non dico che a queste non si possano anche abbassare le tasse, ma l'obbiettivo deve essere prima di tutto quello di lasciare il più possibile respirare i comuni mortali e una volta fatto questa, SE restano soldi, si fanno delle sforbiciate anche più in alto.
Mi spiegate perché una multinazionale dovrebbe avere un'aliquota del 15%? Io per queste lascerei come minimo un 30%!
In questo sistema perversamente liberista che è l'Europa, la prima cosa che fanno gli stati quando hanno bisogno di più soldi è mettere le mani nelle tasche di chi ha poco. I fautori di queste schifezze hanno poi il coraggio di definirsi "liberali".
**Modificato dall'autore il 07.09.2019 14:57**
"Salvini ha tanti difetti, infatti non sono un suo elettore, ma sulle tasse ha ragione. Chiedere a Reagan: meno tasse, più imprese, più lavoro. I 5 stelle, da buon partito di sinistra, insieme agli alleati del PD propone la solita ricetta fallimentare delle sinistre: più tasse, più assistenzialismo, meno imprese e meno lavoro. Ricetta di grande successo in ambito elettorale, però: mantenere la popolazione in stato di povertà per poi ricattarla in cambio di sussidi, redditi di cittadinanza o posti pubblici fake, porta tanti voti. Per non parlare di chi decide di sua spontanea volontà di vivere da zecca parassita che campa con i soldi degli altri (insomma, l'80% dell'elettorato di sinistra, 5 stelle inclusi, votati solo per il reddito di cittadinanza)."
Discussione: *https://www.youtube.com/watch?v=DqIg2BaUkqk&lc=Ugyo_fz5O0NVzW7h6Fl4AaABAg
Qui sotto la mia risposta
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Sembra che abbiamo qui il solito elemento che pensa che risolvere i problemi sistemici sia una cosa semplice... arrivate voi con la bacchetta magica e improvvisamente c'è lavoro per tutti, è così che funziona?
Le persone non ingenue, che non si bevono le bugie liberiste, sanno che l'unico modo per garantire a tutti un reddito minimo è tramite il welfare, cioè attraverso una redistribuzione forzata del capitale.
Amico mio, tu magari, se andassi al governo, potresti anche riuscire a creare qualche centinaia o magari anche qualche migliaia di nuovi posti di lavoro. Magari riesci a far abbassare il tasso di disoccupazione di qualche punto percentuale, ma persone senza lavoro ci saranno sempre.
Ed è questo il motivo per cui in qualsiasi paese civile ci sono sussidi di disoccupazioni e redditi minimi garantiti. Io non ho mai capito se voi liberisti siete ingenui o se siete soltanto spietatamente cinici, perché solo una persona spietatamente menefreghista, di fronte a numerosi casi di famiglie e persone in uno stato di povertà, direbbe che non servano misure IMMEDIATE per aiutarle.
Secondo te le persone che adesso si ritrovano a dover sopravvivere con 2 euro al giorno (ce ne sono, guardali i programmi di informazione) hanno il tempo di stare ad aspettare che tu, con la bacchetta magica, crei dei posti di lavoro?
Grazie al governo che sta nascendo, finalmente forse ci sarà un welfare di qualità anche per i disabili. Secondo me erano i primi a cui si doveva pensare, ma meglio tardi che mai.
Fino a qui ho parlato di normali misure di welfare, che ci sono in tutti i paesi civili: cose che, come il reddito di cittadinanza, ti vincolano a dover cercare un lavoro.
Entro adesso nella seconda parte, quella più progressista e visionaria.
Da liberale, ritengo che non saremo mai liberi fintanto che lavorare sarà un obbligo e non una scelta.
Quindi per come la vedo io bisogna buttare giù un programma progressista di lungo termine che si proponga di liberarci da queste catene.
La butto lì. Il lavoro sostanzialmente serve solo a far funzionare l'economia reale... ma non necessariamente il lavoro deve essere svolto da un umano.
Man mano che la tecnologia robotica si sviluppa, si può pensare di mettere tanti lavori nelle mani delle macchine.
I lavoratori attualmente temono che le macchine li lasceranno a casa, senza reddito... ma se non fosse così?
Il mio programma progressista di lungo termine prevederebbe che man mano che i lavoratori vengono mandati a casa, perché sostituiti dalle macchine, si venga a creare un reddito di cittadinanta VERO: il M5S ha stuprato il significato del termine, perché in realtà il reddito di cittadinanza per definizione è un reddito statale che ricevi senza nessun vincolo, per il solo fatto di essere cittadini.
Io mi immagino una cosa simile: ogni cittadino riceve 500-600 euro al mese dallo stato. Chi si accontenta di poco, molto poco, può scegliere di non lavorare, ma così facendo sarà costretto a vivere con pochissimo. Le persone che scelgono questo stile di vite saranno povere, ma libere.
Le TANTE persone (forse la maggior parte) che invece hanno altri valori, che sono più materialiste e sono felici solo se hanno tanti soldi per comprare tante cose inutili, possono invece scegliere di lavorare.
Mettiamo che trovino un lavoro da 1'200 euro al mese: al mese avranno 1'200 + 500 = 1'700 euro al mese.
Si tratterebbe di un sistema meritocratico e quindi sostanzialmente in linea con i principi liberisti, non di una cosa comunista all'interno del quale tutti sono uguali. Infatti questo sistema non serve a forzare l'uguaglianza, ma a comprendere che siamo tutti diversi e non tutti hanno la vocazione del lavoro.
Ci sono paesi in cui stanno già sperimentando un sistema simile, mentre in Italia ancora si discute se sia giusto o meno avere un sussidio di disoccupazione decente... perché il reddito di cittadinanza che c'è in Italia sostanzialmente è soltanto questo: un volgare sussidio di disoccupazione.
Gli italiani hanno una mentalità conservatrice ed è per questo che l'Italia è sempre l'ultima merda in mezzo a un mondo che sta facendo passi da gigante. L'arretratezza dellItalia è palpabile sia a livello economico (ed è ciò di cui abbiamo parlato finora) che dal punto di vista sociale, perché a un razzista omofobo come Salvini in un altro paese gli tirerebbero le uova... altro che 30%, altro che applausi!
La flat tax che vuole fare Salvini è un'altra porcheria, che si aggiunge alle altre.
Perché io non sono contrario ad abbassare le tasse... assolutamente no! Abbassarle prima di tutto a chi ha un reddito inferiore ai 1'000 euro, per poi proseguire con chi ha redditi anche un po' più alti, tipo 1'000-2'000 euro.
Poi abbesserei le tasse anche alle PMI.
A gudagnarci dalla flat tax di Salvini sarebbero soprattutto i super ricchi e le multinazionali.
Non dico che a queste non si possano anche abbassare le tasse, ma l'obbiettivo deve essere prima di tutto quello di lasciare il più possibile respirare i comuni mortali e una volta fatto questa, SE restano soldi, si fanno delle sforbiciate anche più in alto.
Mi spiegate perché una multinazionale dovrebbe avere un'aliquota del 15%? Io per queste lascerei come minimo un 30%!
In questo sistema perversamente liberista che è l'Europa, la prima cosa che fanno gli stati quando hanno bisogno di più soldi è mettere le mani nelle tasche di chi ha poco. I fautori di queste schifezze hanno poi il coraggio di definirsi "liberali".
**Modificato dall'autore il 07.09.2019 14:57**
Politica
In una discussione sull'UE, comincia a insultare Rizzo e la Santanché, chiamandoli rispettivamente comunista e fascista... poi comincia a sbraitare come un matto e dà del fascista anche al conduttore Del Debbio, che lo invita ad abbandonare lo studio.
Allora lui si alza e se ne va gridando al pubblico "State attenti, tutti voi, sarete perseguitati da fascisti, nazisti e comunisti! L'Europa è la vostra salvezza! L'Europa è la vostra fortezza! Ricordatevi cos'è successo 70 anni fa! Senza l'Europa siete poveri!".
Il tedesco ospite in trasmissione chissà che idea si sarà fatto della televisione italiana. Un circo!!

Minuto 20:10... in teoria il link porta al punto giusto, all'inizio dei flames di Cecchi Paone.
**Modificato dall'autore il 07.09.2019 04:12**
Allora lui si alza e se ne va gridando al pubblico "State attenti, tutti voi, sarete perseguitati da fascisti, nazisti e comunisti! L'Europa è la vostra salvezza! L'Europa è la vostra fortezza! Ricordatevi cos'è successo 70 anni fa! Senza l'Europa siete poveri!".
Il tedesco ospite in trasmissione chissà che idea si sarà fatto della televisione italiana. Un circo!!

Minuto 20:10... in teoria il link porta al punto giusto, all'inizio dei flames di Cecchi Paone.
**Modificato dall'autore il 07.09.2019 04:12**
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Mmmmmmmmmmmhhhhh... devo dare ragione a Fedriga su questo.
> > > >
> > > > Il Friuli dà incentivi alle aziende per assumere persone che sono lì residenti da almeno 5 anni e il neonato governo vuole rimuovere il vincolo di "residente" perché sarebbe discriminatorio.
> > > >
> > > > Quindi i cittadini devono pagare le tasse per risolvere i problemi di disoccupazione di chi abita fuori?
> > >
> > > Per quelli che oggi si fanno chiamare liberali sì.
> >
> > Dal mio punto di vista di liberale, un'azienda può assumere anche non residenti (secondo me però in maniera limitata, cioè quando non trova nessuno di molto qualificato nel territorio), ma le azioni positive si fanno in favore di chi vive nel territorio, perché le azioni positive hanno dei costi ed è chi si assume questi costi a dover beneficiare del vantaggio.
>
> Il mio punto di vista è leggermente più restrittivo. Un'impresa privata assume chi vuole, ma gli incentivi dello stato devono essere rivolti ai cittadini.
Se si adottano politiche del genere massicciamente, c'è il rischio che i residenti stranieri siano più inclini a essere disoccupati o avere bassi redditi.
Quello che succede poi è che nei luoghi periferici, in cui gli affitti costano meno, si vengono ad ammassare gli stranieri.
Si vengono perciò a creare dei ghetti, delle banlieu, in cui si formano etnie sconnesse dalla popolazione nazionale, con tutto ciò che ne consegue.
In Svizzera ci sono tanti stranieri, ma non ho mai visto ghetti etnici.
Quello che molti secondo me non capiscono è che non è solo una questione di numeri.
Cioè, se tu fai entrare 20'000 stranieri e questi hanno situazioni socio-economiche simili a quelle dei cittadini e vengono sparpagliati sul territorio, essi assorbono in una sola generazione un'identità etnica allineata a quella della popolazione nazionale.
Cioè, i figli degli stranieri (nati sul territorio) vanno a scuola insieme ai cittadini, frequentano i cittadini, fanno amicizia con i cittadini, perciò sono legati all'identità etnica nazionale. Magari si sentono anche un po' di origini straniere, ma poi molti di loro si sposano con un cittadino e nei loro figli dell'identità etnica straniera non resta più nulla.
Se invece fai entrare 4'000 turchi e li metti tutti insieme nello stesso quartiere, è una politica fallimentare, perché si viene a creare una comunità etnica sconnessa dal tessuto nazionale.
Poco fa sono stato a Como e sono finito in un quartiere africano-arabo, dove non c'era praticamente nemmeno un italiano.
Con queste politiche fallimentari è ovvio che poi in Italia (e anche in tante altre nazioni) ci sono comunità etniche non integrate e talvolta ostili.
In Svizzera abbiamo probabilmente più stranieri di voi, ma sono mischiati alla popolazione nazionale un po' come il sale sciolto nell'acqua.
Quindi vedi un gruppo di bambini bianchi che passeggiano con un bambino nero e non 10 ragazzoni neri che camminano in gruppo guardandosi in cagnesco con un altro gruppo di 10 ragazzoni bianchi.
Secondo me un professore di sociologia messo in un convegno della lega prenderebbe tutti a schiaffi. Le politiche di stampo leghista sono fallimentari... è per colpa di questo genere di politiche se in varie parti del mondo l'immigrazione ha creato problemi.
Quello che la lega ha fatto nel comune di Lodi è pericoloso.
Le politiche leghiste e gattoselvatiche portano al multiculturalismo, le politiche di sinistra abbinate al controllo degli sbarchi della lega invece porta all'integrazione degli stranieri.
Quello che la destra e la sinistra non capiscono è che hanno ragione entrambe, ma entrambe allo stesso tempo hanno torto. Bisogna far confluire le due cose in un vaso comunicante: controllo degli sbarchi (lega) + politiche di integrazione (tipo lo SPRAR, sistema di sinistra abbattutto dalla lega).
Il controllo dei flussi migratori serve a controllare la quantità di immigrati, lo SPRAR a distribuirli sul territorio in maniera omogenea, tipo il sale sciolto nell'acqua.
**Modificato dall'autore il 07.09.2019 02:57**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Mmmmmmmmmmmhhhhh... devo dare ragione a Fedriga su questo.
> > > >
> > > > Il Friuli dà incentivi alle aziende per assumere persone che sono lì residenti da almeno 5 anni e il neonato governo vuole rimuovere il vincolo di "residente" perché sarebbe discriminatorio.
> > > >
> > > > Quindi i cittadini devono pagare le tasse per risolvere i problemi di disoccupazione di chi abita fuori?
> > >
> > > Per quelli che oggi si fanno chiamare liberali sì.
> >
> > Dal mio punto di vista di liberale, un'azienda può assumere anche non residenti (secondo me però in maniera limitata, cioè quando non trova nessuno di molto qualificato nel territorio), ma le azioni positive si fanno in favore di chi vive nel territorio, perché le azioni positive hanno dei costi ed è chi si assume questi costi a dover beneficiare del vantaggio.
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> Il mio punto di vista è leggermente più restrittivo. Un'impresa privata assume chi vuole, ma gli incentivi dello stato devono essere rivolti ai cittadini.
Se si adottano politiche del genere massicciamente, c'è il rischio che i residenti stranieri siano più inclini a essere disoccupati o avere bassi redditi.
Quello che succede poi è che nei luoghi periferici, in cui gli affitti costano meno, si vengono ad ammassare gli stranieri.
Si vengono perciò a creare dei ghetti, delle banlieu, in cui si formano etnie sconnesse dalla popolazione nazionale, con tutto ciò che ne consegue.
In Svizzera ci sono tanti stranieri, ma non ho mai visto ghetti etnici.
Quello che molti secondo me non capiscono è che non è solo una questione di numeri.
Cioè, se tu fai entrare 20'000 stranieri e questi hanno situazioni socio-economiche simili a quelle dei cittadini e vengono sparpagliati sul territorio, essi assorbono in una sola generazione un'identità etnica allineata a quella della popolazione nazionale.
Cioè, i figli degli stranieri (nati sul territorio) vanno a scuola insieme ai cittadini, frequentano i cittadini, fanno amicizia con i cittadini, perciò sono legati all'identità etnica nazionale. Magari si sentono anche un po' di origini straniere, ma poi molti di loro si sposano con un cittadino e nei loro figli dell'identità etnica straniera non resta più nulla.
Se invece fai entrare 4'000 turchi e li metti tutti insieme nello stesso quartiere, è una politica fallimentare, perché si viene a creare una comunità etnica sconnessa dal tessuto nazionale.
Poco fa sono stato a Como e sono finito in un quartiere africano-arabo, dove non c'era praticamente nemmeno un italiano.
Con queste politiche fallimentari è ovvio che poi in Italia (e anche in tante altre nazioni) ci sono comunità etniche non integrate e talvolta ostili.
In Svizzera abbiamo probabilmente più stranieri di voi, ma sono mischiati alla popolazione nazionale un po' come il sale sciolto nell'acqua.
Quindi vedi un gruppo di bambini bianchi che passeggiano con un bambino nero e non 10 ragazzoni neri che camminano in gruppo guardandosi in cagnesco con un altro gruppo di 10 ragazzoni bianchi.
Secondo me un professore di sociologia messo in un convegno della lega prenderebbe tutti a schiaffi. Le politiche di stampo leghista sono fallimentari... è per colpa di questo genere di politiche se in varie parti del mondo l'immigrazione ha creato problemi.
Quello che la lega ha fatto nel comune di Lodi è pericoloso.
Le politiche leghiste e gattoselvatiche portano al multiculturalismo, le politiche di sinistra abbinate al controllo degli sbarchi della lega invece porta all'integrazione degli stranieri.
Quello che la destra e la sinistra non capiscono è che hanno ragione entrambe, ma entrambe allo stesso tempo hanno torto. Bisogna far confluire le due cose in un vaso comunicante: controllo degli sbarchi (lega) + politiche di integrazione (tipo lo SPRAR, sistema di sinistra abbattutto dalla lega).
Il controllo dei flussi migratori serve a controllare la quantità di immigrati, lo SPRAR a distribuirli sul territorio in maniera omogenea, tipo il sale sciolto nell'acqua.
**Modificato dall'autore il 07.09.2019 02:57**
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Non Autenticato
il 2019-09-07 01:06:46.0 alle 2019-09-07 01:06:46.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Mmmmmmmmmmmhhhhh... devo dare ragione a Fedriga su questo.
> > >
> > > Il Friuli dà incentivi alle aziende per assumere persone che sono lì residenti da almeno 5 anni e il neonato governo vuole rimuovere il vincolo di "residente" perché sarebbe discriminatorio.
> > >
> > > Quindi i cittadini devono pagare le tasse per risolvere i problemi di disoccupazione di chi abita fuori?
> >
> > Per quelli che oggi si fanno chiamare liberali sì.
>
> Dal mio punto di vista di liberale, un'azienda può assumere anche non residenti (secondo me però in maniera limitata, cioè quando non trova nessuno di molto qualificato nel territorio), ma le azioni positive si fanno in favore di chi vive nel territorio, perché le azioni positive hanno dei costi ed è chi si assume questi costi a dover beneficiare del vantaggio.
Il mio punto di vista è leggermente più restrittivo. Un'impresa privata assume chi vuole, ma gli incentivi dello stato devono essere rivolti ai cittadini.
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Mmmmmmmmmmmhhhhh... devo dare ragione a Fedriga su questo.
> > >
> > > Il Friuli dà incentivi alle aziende per assumere persone che sono lì residenti da almeno 5 anni e il neonato governo vuole rimuovere il vincolo di "residente" perché sarebbe discriminatorio.
> > >
> > > Quindi i cittadini devono pagare le tasse per risolvere i problemi di disoccupazione di chi abita fuori?
> >
> > Per quelli che oggi si fanno chiamare liberali sì.
>
> Dal mio punto di vista di liberale, un'azienda può assumere anche non residenti (secondo me però in maniera limitata, cioè quando non trova nessuno di molto qualificato nel territorio), ma le azioni positive si fanno in favore di chi vive nel territorio, perché le azioni positive hanno dei costi ed è chi si assume questi costi a dover beneficiare del vantaggio.
Il mio punto di vista è leggermente più restrittivo. Un'impresa privata assume chi vuole, ma gli incentivi dello stato devono essere rivolti ai cittadini.
Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione
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ma se vuoi difendere la tua etnia e le tue terre sei "razzista"
Politica
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> Scritto da: Mattia
> > Mmmmmmmmmmmhhhhh... devo dare ragione a Fedriga su questo.
> >
> > Il Friuli dà incentivi alle aziende per assumere persone che sono lì residenti da almeno 5 anni e il neonato governo vuole rimuovere il vincolo di "residente" perché sarebbe discriminatorio.
> >
> > Quindi i cittadini devono pagare le tasse per risolvere i problemi di disoccupazione di chi abita fuori?
>
> Per quelli che oggi si fanno chiamare liberali sì.
Dal mio punto di vista di liberale, un'azienda può assumere anche non residenti (secondo me però in maniera limitata, cioè quando non trova nessuno di molto qualificato nel territorio), ma le azioni positive si fanno in favore di chi vive nel territorio, perché le azioni positive hanno dei costi ed è chi si assume questi costi a dover beneficiare del vantaggio.
**Modificato dall'autore il 07.09.2019 00:46**
> Scritto da: Mattia
> > Mmmmmmmmmmmhhhhh... devo dare ragione a Fedriga su questo.
> >
> > Il Friuli dà incentivi alle aziende per assumere persone che sono lì residenti da almeno 5 anni e il neonato governo vuole rimuovere il vincolo di "residente" perché sarebbe discriminatorio.
> >
> > Quindi i cittadini devono pagare le tasse per risolvere i problemi di disoccupazione di chi abita fuori?
>
> Per quelli che oggi si fanno chiamare liberali sì.
Dal mio punto di vista di liberale, un'azienda può assumere anche non residenti (secondo me però in maniera limitata, cioè quando non trova nessuno di molto qualificato nel territorio), ma le azioni positive si fanno in favore di chi vive nel territorio, perché le azioni positive hanno dei costi ed è chi si assume questi costi a dover beneficiare del vantaggio.
**Modificato dall'autore il 07.09.2019 00:46**
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Non Autenticato
il 2019-09-06 23:18:41.0 alle 2019-09-06 23:18:41.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da:
> > > > > Scritto da: Mattia
> > > > > > https://www.termometropolitico.it/1455616_quando-n...
> > > > >
> > > > >
https://it.wikipedia.org/wiki/Boat_people 
> > > > >
https://fr.wikipedia.org/wiki/Boat-people 
> > > > >
> > > > >
> > > >
> > > > Cosa?
> > >
> > > Leggi la differenza tra la pagina italiana e francese. Nella pagina francese vedi menzione della missione italiana?
> >
> > Quell'argomento non è nemmeno in inglese, in pratica non frega a nessuno.
>
> Quindi?
Anch'io mi sono stupito che non c'è una pagina in inglese. Mi sono anche stupito del fatto che non ne sapessi nulla. Ricordavo l'espressione boat people ma non sapevo si riferisse a fatti anche degli anni 80 e non mi pare d'aver mai saputo della missione di soccorso. Completamente rimosso, o mai saputo.
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da:
> > > > > Scritto da: Mattia
> > > > > > https://www.termometropolitico.it/1455616_quando-n...

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> > > > Cosa?
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> > > Leggi la differenza tra la pagina italiana e francese. Nella pagina francese vedi menzione della missione italiana?
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> > Quell'argomento non è nemmeno in inglese, in pratica non frega a nessuno.
>
> Quindi?
Anch'io mi sono stupito che non c'è una pagina in inglese. Mi sono anche stupito del fatto che non ne sapessi nulla. Ricordavo l'espressione boat people ma non sapevo si riferisse a fatti anche degli anni 80 e non mi pare d'aver mai saputo della missione di soccorso. Completamente rimosso, o mai saputo.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-09-06 23:12:57.0 alle 2019-09-06 23:12:57.0
>
Occorre prevedere un piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del patrimonio esistente e al riutilizzo delle strutture pubbliche dismesse, in favore di famiglie a basso reddito e dei giovani; adeguare le risorse del Fondo nazionale di sostegno alle locazioni; rendere più trasparente la contrattazione in materia di locazioni.
In Italia non c'è penuria di case. Ci sono molte case con scritto "affittasi" e altre tenute sfitte. C'è anche un puttanaio di negozi con scritto affittasi ma questo è un altro discorso. Invece di provvedimenti macchinosi basterebbe che il governo comperasse a prezzo di mercato, un tot all'anno secondo disponibilità, case da chi le vuol vendere.
Occorre prevedere un piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del patrimonio esistente e al riutilizzo delle strutture pubbliche dismesse, in favore di famiglie a basso reddito e dei giovani; adeguare le risorse del Fondo nazionale di sostegno alle locazioni; rendere più trasparente la contrattazione in materia di locazioni.In Italia non c'è penuria di case. Ci sono molte case con scritto "affittasi" e altre tenute sfitte. C'è anche un puttanaio di negozi con scritto affittasi ma questo è un altro discorso. Invece di provvedimenti macchinosi basterebbe che il governo comperasse a prezzo di mercato, un tot all'anno secondo disponibilità, case da chi le vuol vendere.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-09-06 23:07:19.0 alle 2019-09-06 23:07:19.0
Scritto da: Mattia
> Mmmmmmmmmmmhhhhh... devo dare ragione a Fedriga su questo.
>
> Il Friuli dà incentivi alle aziende per assumere persone che sono lì residenti da almeno 5 anni e il neonato governo vuole rimuovere il vincolo di "residente" perché sarebbe discriminatorio.
>
> Quindi i cittadini devono pagare le tasse per risolvere i problemi di disoccupazione di chi abita fuori?
Per quelli che oggi si fanno chiamare liberali sì.
> Mmmmmmmmmmmhhhhh... devo dare ragione a Fedriga su questo.
>
> Il Friuli dà incentivi alle aziende per assumere persone che sono lì residenti da almeno 5 anni e il neonato governo vuole rimuovere il vincolo di "residente" perché sarebbe discriminatorio.
>
> Quindi i cittadini devono pagare le tasse per risolvere i problemi di disoccupazione di chi abita fuori?
Per quelli che oggi si fanno chiamare liberali sì.
Politica
Un libro su Salvini.
https://www.amazon.it/demoni-Salvini-postnazisti-c... 
"Molto interessante, rilevazioni intriganti, di come la lega e salvini (in particolare quest'ultimo) abbiano usufruito dei nazifascisti a kreare una forza politica con idee nazifascisti."
------
"Purtroppo, chi avrebbe maggiore necessità di leggere questo libro non lo farà. Un peccato, perché dipinge un quadro davvero inquietante non solo sulla Lega ed i suo attuale leader, ed i rapporti lontani e moderni con il neo-nazifascismo, ma, ancora più importante, spiega le dinamiche usate per accattivarsi i favori di una frangia della popolazione. L'autore riporta fatti facilmente verificabili, e le testimonianze dirette di alcuni protagonisti di rilievo."
-----
"La ricerca di Gatti percorre il turn-around della Lega dal secessionismo dell'era di Bossi al suprematismo di oggi. Nel percorso ci sono i "demoni" cioè un gruppuscolo di neo-nazi che decisero di infestare la Lega per pilotarla al potere. Borghezio ne fu il maieuta, Salvini - suo malgrado e non del tutto consapevole - il consenziente regista. Una analisi fattuale, basata su documenti e avvenimenti, che traccia anche e le frequantazioni russe, oggi sulle prime pagine dei giornali, ma al momento del libro ancora occulte. Gran libro, sicuramente da leggere, che fornisce uno squarcio di luce sulla altrimenti incomprensibile poitica della Lega."
**Modificato dall'autore il 06.09.2019 22:58**

"Molto interessante, rilevazioni intriganti, di come la lega e salvini (in particolare quest'ultimo) abbiano usufruito dei nazifascisti a kreare una forza politica con idee nazifascisti."
------
"Purtroppo, chi avrebbe maggiore necessità di leggere questo libro non lo farà. Un peccato, perché dipinge un quadro davvero inquietante non solo sulla Lega ed i suo attuale leader, ed i rapporti lontani e moderni con il neo-nazifascismo, ma, ancora più importante, spiega le dinamiche usate per accattivarsi i favori di una frangia della popolazione. L'autore riporta fatti facilmente verificabili, e le testimonianze dirette di alcuni protagonisti di rilievo."
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"La ricerca di Gatti percorre il turn-around della Lega dal secessionismo dell'era di Bossi al suprematismo di oggi. Nel percorso ci sono i "demoni" cioè un gruppuscolo di neo-nazi che decisero di infestare la Lega per pilotarla al potere. Borghezio ne fu il maieuta, Salvini - suo malgrado e non del tutto consapevole - il consenziente regista. Una analisi fattuale, basata su documenti e avvenimenti, che traccia anche e le frequantazioni russe, oggi sulle prime pagine dei giornali, ma al momento del libro ancora occulte. Gran libro, sicuramente da leggere, che fornisce uno squarcio di luce sulla altrimenti incomprensibile poitica della Lega."
**Modificato dall'autore il 06.09.2019 22:58**
Politica
Mmmmmmmmmmmhhhhh... devo dare ragione a Fedriga su questo.
Il Friuli dà incentivi alle aziende per assumere persone che sono lì residenti da almeno 5 anni e il neonato governo vuole rimuovere il vincolo di "residente" perché sarebbe discriminatorio.
Quindi i cittadini devono pagare le tasse per risolvere i problemi di disoccupazione di chi abita fuori?
**Modificato dall'autore il 06.09.2019 18:57**
Il Friuli dà incentivi alle aziende per assumere persone che sono lì residenti da almeno 5 anni e il neonato governo vuole rimuovere il vincolo di "residente" perché sarebbe discriminatorio.
Quindi i cittadini devono pagare le tasse per risolvere i problemi di disoccupazione di chi abita fuori?
**Modificato dall'autore il 06.09.2019 18:57**
Politica
Nessuno, tranne il trollino, ha commentato il programma di governo.
Personalmente ritengo che sia abbastanza positivo, perché c'è dentro sia l'ambiente, che il welfare, che la sburocratizzazione.
Benché i propositi siano buoni, però mi sembra troppo generico: dice che cosa bisogna fare in grandi linee, ma non entra nei dettagli di come si debbano fare e dove si prendano i soldi per farle (in parte si capisce... vogliono fare ulteriore debito, chiedendo all'UE di rivedere i vincoli di austerity).
Non sono sicuro che questa sia una buona cosa, ma almeno lo spread è sceso (a quanto pare non appena è apparso all'orizzonte questo governo) e quindi si pagheranno interessi più bassi sui debiti, ammesso che lo spread non salga di nuovo.
Temo che per via della genericità del programma, ci saranno scontri interni insolubili, perché quando dovranno mettersi d'accordo sui dettagli si renderanno conto che la pensano diversamente su come queste cose si debbano fare.
I ministri non so chi cazzo siano, ma molti sostengono che le loro competenze non siano molto elevate rispetto al ruolo che dovranno ricoprire.
Ad esempio il ministro dell'economia non è un economista, anche se pare che non sia nemmeno l'ultimo dei pirla. Di Maio come ministro degli esteri? Dicono che non sa nemmeno l'inglese.
Tutti i ministri sono politici, tranne uno: il ministro dell'interno, Luciana Lamorgese, che ha preso il posto di Salvini.
Questa, a differenza di tanti altri ministri, pare che sia molto qualificata per il ruolo che andrà a rivestire: il suo profilo è tecnico, non politico... e non ha nessun account sui social.
Probabilmente passerà il suo tempo a lavorare e non a fare comizi (a spese degli italiani).
Sono curioso di sapere come gestirà l'immigrazione e se gli sbarchi aumenteranno, resteranno allo stesso livello o diminuiranno.
Questa è forse la parte più interessante di questo governo... preparo i pop-corn.
**Modificato dall'autore il 06.09.2019 18:36**
Personalmente ritengo che sia abbastanza positivo, perché c'è dentro sia l'ambiente, che il welfare, che la sburocratizzazione.
Benché i propositi siano buoni, però mi sembra troppo generico: dice che cosa bisogna fare in grandi linee, ma non entra nei dettagli di come si debbano fare e dove si prendano i soldi per farle (in parte si capisce... vogliono fare ulteriore debito, chiedendo all'UE di rivedere i vincoli di austerity).
Non sono sicuro che questa sia una buona cosa, ma almeno lo spread è sceso (a quanto pare non appena è apparso all'orizzonte questo governo) e quindi si pagheranno interessi più bassi sui debiti, ammesso che lo spread non salga di nuovo.
Temo che per via della genericità del programma, ci saranno scontri interni insolubili, perché quando dovranno mettersi d'accordo sui dettagli si renderanno conto che la pensano diversamente su come queste cose si debbano fare.
I ministri non so chi cazzo siano, ma molti sostengono che le loro competenze non siano molto elevate rispetto al ruolo che dovranno ricoprire.
Ad esempio il ministro dell'economia non è un economista, anche se pare che non sia nemmeno l'ultimo dei pirla. Di Maio come ministro degli esteri? Dicono che non sa nemmeno l'inglese.
Tutti i ministri sono politici, tranne uno: il ministro dell'interno, Luciana Lamorgese, che ha preso il posto di Salvini.
Questa, a differenza di tanti altri ministri, pare che sia molto qualificata per il ruolo che andrà a rivestire: il suo profilo è tecnico, non politico... e non ha nessun account sui social.
Probabilmente passerà il suo tempo a lavorare e non a fare comizi (a spese degli italiani).
Sono curioso di sapere come gestirà l'immigrazione e se gli sbarchi aumenteranno, resteranno allo stesso livello o diminuiranno.
Questa è forse la parte più interessante di questo governo... preparo i pop-corn.

**Modificato dall'autore il 06.09.2019 18:36**
Politica
Questo è il programma di governo definitivo.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/04/govern... 
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1) Con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: la neutralizzazione dell’aumento dell’IVA, le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, le misure di deburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, il rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati, nonché l’incremento della dotazione delle risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e il per il welfare. Tutte le previsioni saranno comunque orientate a perseguire una politica economica espansiva, in modo da indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, senza mettere a rischio l’equilibrio di finanza pubblica.
2) Con la formazione della nuova Commissione europea si apre una nuova fase di programmazione economica e sociale. Sarà un obiettivo prioritario del Governo partecipare alla definizione di nuove linee di intervento per rilanciare piani di investimento e aumentare i margini di flessibilità allo scopo di rafforzare la coesione sociale. L’Italia deve essere protagonista di una fase di rilancio e di rinnovamento dell’Unione europea, intesa come strumento per ridurre le disuguaglianze e vincere la sfida della sostenibilità ambientale. Il Governo si adopererà per promuovere le modifiche necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei, che rendono le attuali politiche di bilancio pubblico orientate prevalentemente alla stabilità e meno alla crescita, in modo da tenere conto dei complessivi cicli economici e di evitare che si inneschino processi involutivi. Abbiamo bisogno di un’Europa più solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini.
3) Il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza. Siamo una realtà nella quale la produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato. Oggi la sfida è quella dell’innovazione connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese.
4) Occorre: a) ridurre le tasse sul lavoro (cosiddetto “cuneo fiscale”), a totale vantaggio dei lavoratori; b) individuare una retribuzione giusta (cosiddetto “salario minimo”), garantendo le tutele massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; c) approvare una legge sulla rappresentanza sindacale, sulla base di indici rigorosi; d) nel rispetto dei princìpi europei e nazionali a tutela della concorrenza, individuare il giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, al fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento in particolare a danno dei giovani professionisti, anche a tutela del decoro della professione; e) realizzare un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, assicurando livelli elevati di sicurezza e di tutela della salute nei luoghi di lavoro, nonché un sistema di efficiente vigilanza, corredato da un adeguato apparato sanzionatorio; f) introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni; g) sostenere l’imprenditorialità femminile; h) rinnovare l’istituto di natura previdenziale cosiddetto “opzione donna”; i) recepire le direttive europee sul congedo di paternità obbligatoria e sulla conciliazione tra lavoro e vita privata; l) incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico, includendo la pensione di garanzia per i giovani.
5) È essenziale investire sulle nuove generazioni, vera risorsa per il futuro del Paese, al fine di garantire a tutti la possibilità di svolgere un percorso di crescita personale, sociale, culturale e professionale nel nostro Paese. Occorre altresì creare le condizioni affinché chi ha dovuto lasciare l’Italia possa tornarvi e trovare un adeguato riconoscimento del merito. È necessario incrementare politiche di welfare rivolte ai giovani che provengono da famiglie a basso reddito.
6) Il Governo promuoverà una più efficace protezione dei diritti della persona, anche di nuova generazione, rimuovendo tutte le forme di diseguaglianza (sociali, territoriali, di genere), che impediscono il pieno sviluppo della persona e il suo partecipe coinvolgimento nella vita politica, sociale, economica e culturale del Paese. È necessario rafforzare la tutela e i diritti dei minori. Occorre intervenire con più efficaci misure di sostegno in favore delle famiglie (assegno unico), con particolare attenzione alle famiglie numerose e prive di adeguate risorse economiche e a quelle con persone con disabilità. Occorre, inoltre, realizzare una razionale riunificazione normativa della disciplina in materia di sostegno alla disabilità. Si rende necessario sviluppare modelli che facilitino la mobilità e l’accessibilità, promuovendo politiche non meramente assistenziali, ma orientate alla inclusione sociale dei cittadini con disabilità e al pieno esercizio di una cittadinanza attiva. Sarà inoltre valorizzato, a livello normativo, la figura del caregiver, attraverso il riconoscimento della sua funzione sociale.
7) Il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto.
Occorre prevedere un piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del patrimonio esistente e al riutilizzo delle strutture pubbliche dismesse, in favore di famiglie a basso reddito e dei giovani; adeguare le risorse del Fondo nazionale di sostegno alle locazioni; rendere più trasparente la contrattazione in materia di locazioni.
9) Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese, per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso l’adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure. Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la loro costruzione.
10) È necessario inserire, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, la riduzione del numero dei parlamentari, avviando contestualmente un percorso per incrementare le opportune garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale. In particolare, occorre avviare un percorso di riforma, quanto più possibile condiviso in sede parlamentare, del sistema elettorale. Contestualmente, si rende necessario procedere alla riforma dei requisiti di elettorato attivo e passivo per l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché avviare una revisione costituzionale volta a introdurre istituti che assicurino più equilibrio al sistema e che contribuiscano a riavvicinare i cittadini alle Istituzioni.
11) Obiettivo strategico sarà il potenziamento, da realizzare anche attraverso maggiori investimenti, del sistema universitario e del sistema della ricerca nel suo complesso. Si reputa altresì necessario sostenere il sistema AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale). Dovranno essere posti in essere interventi per favorire un più intenso coordinamento e un più organico raccordo tra centri universitari ed enti di ricerca, favorendo l’internazionalizzazione degli stessi. Il sistema di reclutamento va allineato ai migliori standard internazionali e va potenziato anche attraverso l’istituzione di un’agenzia nazionale, sul modello di quelle istituite in altri Paesi europei, che possa coordinare e accrescere la qualità e l’efficacia delle politiche pubbliche sulla ricerca. Vanno sperimentate nuove forme di finanziamento e vanno incentivate formule innovative di partenariato pubblico-privato. Occorre, infine, ripensare il modello di accesso ai corsi di laurea a numero programmato.
12) Una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere.
13) Il Governo persegue la tutela degli interessi nazionali, promuovendo un nuovo equilibrio globale basato sulla cooperazione e la pace e rafforzando il sistema della cooperazione allo sviluppo, nel quadro di un “multilateralismo efficace”, basato sul pilastro dell’alleanza euroatlantica, con riferimento all’opera delle Nazioni Unite, e sul pilastro dell’integrazione europea. Il Governo si impegna, inoltre, a rafforzare – anche all’interno dell’Unione europea – una politica di investimenti mirata al Continente africano, secondo un modello di partenariato tra pari. È necessario, inoltre, promuovere provvedimenti volti alla tutela dei cittadini italiani all’estero e alla riforma dell’AIRE. Con riguardo all’esportazione di armi, occorre rendere la normativa più stringente, evitando l’esportazione delle armi e della componentistica che possano colpire la popolazione civile.
14) L’Italia ha bisogno di una seria legge sul conflitto di interessi e di una riforma del sistema radiotelevisivo improntato alla tutela dell’indipendenza e del pluralismo. Più in generale, il Governo porrà in essere politiche di promozione del pluralismo dell’informazione.
15) Occorre rendere più efficiente il sistema della giustizia civile, penale e tributaria, anche attraverso una drastica riduzione dei tempi; riformare il metodo di elezione dei membri del Consiglio superiore della Magistratura; garantire l’indipendenza della magistratura dalla politica.
16) Nel perseguimento della legalità è necessario potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose e all’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi evasori e rendendo quanto più possibile trasparenti le transazioni commerciali, agevolando, estendendo e potenziando i pagamenti elettronici obbligatori e riducendo drasticamente i costi di transazione.
17) Occorre porre in essere una riforma fiscale, che contempli la semplificazione della disciplina, una più efficace alleanza tra contribuenti e Amministrazione finanziaria e la rimodulazione delle aliquote, in linea con il principio costituzionale della progressività della tassazione, con il risultato di alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica. Allo stesso tempo, occorrerà completare, in misura efficace, la spending review, operando una revisione significativa delle voci di spesa. Analogamente si procederà a una revisione delle tax expenditures.
18) È indispensabile promuovere una forte risposta europea, soprattutto riformando il Regolamento di Dublino, al problema della gestione dei flussi migratori, superando una logica puramente emergenziale a vantaggio di un approccio strutturale, che affronti la questione nel suo complesso, anche attraverso la definizione di una organica normativa che persegua la lotta al traffico illegale di persone e all’immigrazione clandestina, ma che – nello stesso tempo – affronti i temi dell’integrazione. La disciplina in materia di sicurezza dovrà essere rivisitata, alla luce delle recenti osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica.
19) Va lanciato un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud, anche attraverso il rafforzamento dell’azione della banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese. Per le aree più disagiate occorre promuovere l’adozione e il coordinamento di vari strumenti normativi e di intervento, quali Contratti Istituzionali di Sviluppo, Zone Economiche Speciali, Contratti di Rete. Obiettivo fondamentale è quello di accelerare la realizzazione di progetti strategici, tra loro funzionalmente connessi, di valorizzazione dei territori, utilizzando al meglio i Fondi europei di sviluppo e coesione. Rientrano in tale ambito i progetti di infrastrutturazione, di sviluppo economico, produttivo e imprenditoriale, in materia di turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali, di ambiente, occupazione e inclusione sociale.
20) È necessario completare il processo di autonomia differenziata giusta e cooperativa, che salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà, la tutela dell’unità giuridica e economica; definisca i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, i fabbisogni standard; attui compiutamente l’articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che prevede l’istituzione di un fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi. Ciò eviterà che questo legittimo processo riformatore possa contribuire ad aggravare il divario tra il Nord e il Sud del Paese. Nella ricognizione ponderata delle materie e delle competenze da trasferire e delle conseguenti ricadute – di natura politica, giuridica, economica e sociale – che questo trasferimento determina, occorre procedere con la massima attenzione. In questa prospettiva, decisivo e centrale sarà il ruolo del Parlamento, che andrà coinvolto anche preventivamente, non solo nella fase legislativa finale di approvazione. È inoltre necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale, attuando la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni, sopprimendo gli enti inutili. Occorre, infine, garantire il rispetto delle autonomie a statuto speciale e la tutela delle minoranze linguistiche.
21) In armonia con il diritto dell’Unione europea, è necessario porre in essere politiche per la tutela dei risparmiatori e del risparmio, anche agendo sul sistema bancario.
22) Occorre tutelare i beni comuni, a partire dalla scuola pubblica: è necessario intervenire contro le classi troppo affollate e valorizzare, anche economicamente, il ruolo dei docenti, potenziare il piano nazionale per l’edilizia scolastica e garantire la gratuità del percorso scolastico per gli studenti provenienti da famiglie con redditi medio-bassi, contrastare la dispersione scolastica e il bullismo. L’acqua è un bene comune: bisogna approvare subito una legge sull’acqua pubblica, completando l’iter legislativo in corso. Il Governo è impegnato a difendere la sanità pubblica e universale, valorizzando il merito. Occorre inoltre, d’intesa con le Regioni, assicurare un piano di assunzioni straordinarie di medici e infermieri; integrare i servizi sanitari e socio-sanitari territoriali; potenziare i percorsi formativi medici. Sarà rafforzata l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Anche le nostre infrastrutture sono beni pubblici ed è per questo che occorre garantire maggiori investimenti, assicurare manutenzioni ordinarie e straordinarie più assidue, tutelare gli utenti e rafforzare il sistema della vigilanza in ordine alla sicurezza infrastrutturale. Sarà inoltre avviata la revisione delle concessioni autostradali, confermando il piano tariffario unico. È necessario, infine, rafforzare la normativa per tutelare gli animali, contrastando ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti.
23) Per favorire l’accesso alla piena partecipazione democratica e all’informazione e la trasformazione tecnologica, la cittadinanza digitale va riconosciuta a ogni cittadino italiano sin dalla nascita, riconoscendo – tra i diritti della persona – anche il diritto di accesso alla rete.
24) Il Governo ritiene che un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative. Nella consapevolezza che l’intero “sistema-Paese” necessiti di rinnovate competenze digitali, anche il progetto di innovazione e digitalizzazione della P.A. costituisce una misura particolarmente efficace per contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese. A tal fine, sarà promossa l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali, attraverso una sempre maggiore interoperabilità delle soluzioni tecnologiche, un migliore utilizzo dei dati pubblici, una crescente diffusione di standard comuni.
25) Nell’ambito della governance della società digitale, sarà decisivo concentrarsi sull’equità fiscale, la portabilità dei dati, i diritti dei lavoratori digitali (cosiddetti riders), i modelli redistributivi che incidono sul commercio elettronico, sulla logistica, sulla finanza, sul turismo, sull’industria e sull’agricoltura. Occorre introdurre la web tax per le multinazionali del settore che spostano i profitti e le informazioni in Paesi differenti da quelli in cui vendono i loro prodotti.
26) Occorre offrire maggiore tutela e valorizzare il personale della difesa, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco (comparto sicurezza e soccorso pubblico).
27) Il Governo è consapevole che il turismo è un settore strategico per il nostro Paese, anche perché contribuisce per più del 10 per cento al PIL. Per questo, si rende necessaria una seria revisione della governance pubblica, accompagnata da misure concrete a sostegno delle imprese che realizzano ospitalità, con particolare attenzione all’accessibilità. Il Governo si impegna inoltre a promuovere i multiformi percorsi del turismo, valorizzando la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico, artistico e culturale, anche attraverso il recupero delle più antiche identità e delle tradizioni locali. In generale, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Paese sono obiettivi prioritari dell’azione di governo.
28) Occorre rafforzare il nostro export, individuando gli strumenti più idonei per promuovere e accompagnare il made in Italy, potenziando le attività di consulenza e di supporto finanziario e assicurativo in favore degli esportatori, anche attraverso l’individuazione di un adeguato modello di condivisione dei rischi tra Sace e MEF. Più in generale, si rende necessario accompagnare e sostenere gli imprenditori italiani che operano all’estero, elaborando alcune proposte che mirino a introdurre anche da noi le best practices in materia, ricavate dall’analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici.
29) L’agricoltura e l’agroalimentare rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che il nostro Paese deve affrontare. È necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le buone pratiche agronomiche; conservare e accrescere la qualità del territorio, contenendo il consumo del suolo agricolo; adottare gli strumenti necessari per preservare le colture tradizionali e biologiche, tutelando peculiarità e specificità produttive, così come l’agricoltura contadina nelle cosiddette “aree marginali”; sostenere le aziende agricole giovanili; investire nella ricerca in agricoltura, individuando come prioritari la sostenibilità delle coltivazioni e il contrasto ai mutamenti climatici, l’uso efficiente e sostenibile della risorsa idrica, la più ampia diffusione dell’agricoltura di precisione. Occorre, inoltre, concorrere al rafforzamento delle regole dell’Unione europea per l’etichettatura e la tracciabilità degli alimenti e porre la massima attenzione, in sede di negoziazione dei trattati commerciali, alla salvaguardia delle produzioni tipiche. Per le imprese agricole si aprirà a breve un negoziato strategico per la nuova PAC: l’Italia dovrà perseguire, anche in quella sede, l’obiettivo di valorizzare le nostre eccellenze agricole e la filiera agroalimentare.
**Modificato dall'autore il 07.09.2019 00:20**

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1) Con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: la neutralizzazione dell’aumento dell’IVA, le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, le misure di deburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, il rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati, nonché l’incremento della dotazione delle risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e il per il welfare. Tutte le previsioni saranno comunque orientate a perseguire una politica economica espansiva, in modo da indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, senza mettere a rischio l’equilibrio di finanza pubblica.
2) Con la formazione della nuova Commissione europea si apre una nuova fase di programmazione economica e sociale. Sarà un obiettivo prioritario del Governo partecipare alla definizione di nuove linee di intervento per rilanciare piani di investimento e aumentare i margini di flessibilità allo scopo di rafforzare la coesione sociale. L’Italia deve essere protagonista di una fase di rilancio e di rinnovamento dell’Unione europea, intesa come strumento per ridurre le disuguaglianze e vincere la sfida della sostenibilità ambientale. Il Governo si adopererà per promuovere le modifiche necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei, che rendono le attuali politiche di bilancio pubblico orientate prevalentemente alla stabilità e meno alla crescita, in modo da tenere conto dei complessivi cicli economici e di evitare che si inneschino processi involutivi. Abbiamo bisogno di un’Europa più solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini.
3) Il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza. Siamo una realtà nella quale la produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato. Oggi la sfida è quella dell’innovazione connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese.
4) Occorre: a) ridurre le tasse sul lavoro (cosiddetto “cuneo fiscale”), a totale vantaggio dei lavoratori; b) individuare una retribuzione giusta (cosiddetto “salario minimo”), garantendo le tutele massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; c) approvare una legge sulla rappresentanza sindacale, sulla base di indici rigorosi; d) nel rispetto dei princìpi europei e nazionali a tutela della concorrenza, individuare il giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, al fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento in particolare a danno dei giovani professionisti, anche a tutela del decoro della professione; e) realizzare un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, assicurando livelli elevati di sicurezza e di tutela della salute nei luoghi di lavoro, nonché un sistema di efficiente vigilanza, corredato da un adeguato apparato sanzionatorio; f) introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni; g) sostenere l’imprenditorialità femminile; h) rinnovare l’istituto di natura previdenziale cosiddetto “opzione donna”; i) recepire le direttive europee sul congedo di paternità obbligatoria e sulla conciliazione tra lavoro e vita privata; l) incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico, includendo la pensione di garanzia per i giovani.
5) È essenziale investire sulle nuove generazioni, vera risorsa per il futuro del Paese, al fine di garantire a tutti la possibilità di svolgere un percorso di crescita personale, sociale, culturale e professionale nel nostro Paese. Occorre altresì creare le condizioni affinché chi ha dovuto lasciare l’Italia possa tornarvi e trovare un adeguato riconoscimento del merito. È necessario incrementare politiche di welfare rivolte ai giovani che provengono da famiglie a basso reddito.
6) Il Governo promuoverà una più efficace protezione dei diritti della persona, anche di nuova generazione, rimuovendo tutte le forme di diseguaglianza (sociali, territoriali, di genere), che impediscono il pieno sviluppo della persona e il suo partecipe coinvolgimento nella vita politica, sociale, economica e culturale del Paese. È necessario rafforzare la tutela e i diritti dei minori. Occorre intervenire con più efficaci misure di sostegno in favore delle famiglie (assegno unico), con particolare attenzione alle famiglie numerose e prive di adeguate risorse economiche e a quelle con persone con disabilità. Occorre, inoltre, realizzare una razionale riunificazione normativa della disciplina in materia di sostegno alla disabilità. Si rende necessario sviluppare modelli che facilitino la mobilità e l’accessibilità, promuovendo politiche non meramente assistenziali, ma orientate alla inclusione sociale dei cittadini con disabilità e al pieno esercizio di una cittadinanza attiva. Sarà inoltre valorizzato, a livello normativo, la figura del caregiver, attraverso il riconoscimento della sua funzione sociale.
7) Il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto.
Occorre prevedere un piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del patrimonio esistente e al riutilizzo delle strutture pubbliche dismesse, in favore di famiglie a basso reddito e dei giovani; adeguare le risorse del Fondo nazionale di sostegno alle locazioni; rendere più trasparente la contrattazione in materia di locazioni.9) Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese, per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso l’adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure. Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la loro costruzione.
10) È necessario inserire, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, la riduzione del numero dei parlamentari, avviando contestualmente un percorso per incrementare le opportune garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale. In particolare, occorre avviare un percorso di riforma, quanto più possibile condiviso in sede parlamentare, del sistema elettorale. Contestualmente, si rende necessario procedere alla riforma dei requisiti di elettorato attivo e passivo per l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché avviare una revisione costituzionale volta a introdurre istituti che assicurino più equilibrio al sistema e che contribuiscano a riavvicinare i cittadini alle Istituzioni.
11) Obiettivo strategico sarà il potenziamento, da realizzare anche attraverso maggiori investimenti, del sistema universitario e del sistema della ricerca nel suo complesso. Si reputa altresì necessario sostenere il sistema AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale). Dovranno essere posti in essere interventi per favorire un più intenso coordinamento e un più organico raccordo tra centri universitari ed enti di ricerca, favorendo l’internazionalizzazione degli stessi. Il sistema di reclutamento va allineato ai migliori standard internazionali e va potenziato anche attraverso l’istituzione di un’agenzia nazionale, sul modello di quelle istituite in altri Paesi europei, che possa coordinare e accrescere la qualità e l’efficacia delle politiche pubbliche sulla ricerca. Vanno sperimentate nuove forme di finanziamento e vanno incentivate formule innovative di partenariato pubblico-privato. Occorre, infine, ripensare il modello di accesso ai corsi di laurea a numero programmato.
12) Una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere.
13) Il Governo persegue la tutela degli interessi nazionali, promuovendo un nuovo equilibrio globale basato sulla cooperazione e la pace e rafforzando il sistema della cooperazione allo sviluppo, nel quadro di un “multilateralismo efficace”, basato sul pilastro dell’alleanza euroatlantica, con riferimento all’opera delle Nazioni Unite, e sul pilastro dell’integrazione europea. Il Governo si impegna, inoltre, a rafforzare – anche all’interno dell’Unione europea – una politica di investimenti mirata al Continente africano, secondo un modello di partenariato tra pari. È necessario, inoltre, promuovere provvedimenti volti alla tutela dei cittadini italiani all’estero e alla riforma dell’AIRE. Con riguardo all’esportazione di armi, occorre rendere la normativa più stringente, evitando l’esportazione delle armi e della componentistica che possano colpire la popolazione civile.
14) L’Italia ha bisogno di una seria legge sul conflitto di interessi e di una riforma del sistema radiotelevisivo improntato alla tutela dell’indipendenza e del pluralismo. Più in generale, il Governo porrà in essere politiche di promozione del pluralismo dell’informazione.
15) Occorre rendere più efficiente il sistema della giustizia civile, penale e tributaria, anche attraverso una drastica riduzione dei tempi; riformare il metodo di elezione dei membri del Consiglio superiore della Magistratura; garantire l’indipendenza della magistratura dalla politica.
16) Nel perseguimento della legalità è necessario potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose e all’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi evasori e rendendo quanto più possibile trasparenti le transazioni commerciali, agevolando, estendendo e potenziando i pagamenti elettronici obbligatori e riducendo drasticamente i costi di transazione.
17) Occorre porre in essere una riforma fiscale, che contempli la semplificazione della disciplina, una più efficace alleanza tra contribuenti e Amministrazione finanziaria e la rimodulazione delle aliquote, in linea con il principio costituzionale della progressività della tassazione, con il risultato di alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica. Allo stesso tempo, occorrerà completare, in misura efficace, la spending review, operando una revisione significativa delle voci di spesa. Analogamente si procederà a una revisione delle tax expenditures.
18) È indispensabile promuovere una forte risposta europea, soprattutto riformando il Regolamento di Dublino, al problema della gestione dei flussi migratori, superando una logica puramente emergenziale a vantaggio di un approccio strutturale, che affronti la questione nel suo complesso, anche attraverso la definizione di una organica normativa che persegua la lotta al traffico illegale di persone e all’immigrazione clandestina, ma che – nello stesso tempo – affronti i temi dell’integrazione. La disciplina in materia di sicurezza dovrà essere rivisitata, alla luce delle recenti osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica.
19) Va lanciato un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud, anche attraverso il rafforzamento dell’azione della banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese. Per le aree più disagiate occorre promuovere l’adozione e il coordinamento di vari strumenti normativi e di intervento, quali Contratti Istituzionali di Sviluppo, Zone Economiche Speciali, Contratti di Rete. Obiettivo fondamentale è quello di accelerare la realizzazione di progetti strategici, tra loro funzionalmente connessi, di valorizzazione dei territori, utilizzando al meglio i Fondi europei di sviluppo e coesione. Rientrano in tale ambito i progetti di infrastrutturazione, di sviluppo economico, produttivo e imprenditoriale, in materia di turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali, di ambiente, occupazione e inclusione sociale.
20) È necessario completare il processo di autonomia differenziata giusta e cooperativa, che salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà, la tutela dell’unità giuridica e economica; definisca i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, i fabbisogni standard; attui compiutamente l’articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che prevede l’istituzione di un fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi. Ciò eviterà che questo legittimo processo riformatore possa contribuire ad aggravare il divario tra il Nord e il Sud del Paese. Nella ricognizione ponderata delle materie e delle competenze da trasferire e delle conseguenti ricadute – di natura politica, giuridica, economica e sociale – che questo trasferimento determina, occorre procedere con la massima attenzione. In questa prospettiva, decisivo e centrale sarà il ruolo del Parlamento, che andrà coinvolto anche preventivamente, non solo nella fase legislativa finale di approvazione. È inoltre necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale, attuando la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni, sopprimendo gli enti inutili. Occorre, infine, garantire il rispetto delle autonomie a statuto speciale e la tutela delle minoranze linguistiche.
21) In armonia con il diritto dell’Unione europea, è necessario porre in essere politiche per la tutela dei risparmiatori e del risparmio, anche agendo sul sistema bancario.
22) Occorre tutelare i beni comuni, a partire dalla scuola pubblica: è necessario intervenire contro le classi troppo affollate e valorizzare, anche economicamente, il ruolo dei docenti, potenziare il piano nazionale per l’edilizia scolastica e garantire la gratuità del percorso scolastico per gli studenti provenienti da famiglie con redditi medio-bassi, contrastare la dispersione scolastica e il bullismo. L’acqua è un bene comune: bisogna approvare subito una legge sull’acqua pubblica, completando l’iter legislativo in corso. Il Governo è impegnato a difendere la sanità pubblica e universale, valorizzando il merito. Occorre inoltre, d’intesa con le Regioni, assicurare un piano di assunzioni straordinarie di medici e infermieri; integrare i servizi sanitari e socio-sanitari territoriali; potenziare i percorsi formativi medici. Sarà rafforzata l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Anche le nostre infrastrutture sono beni pubblici ed è per questo che occorre garantire maggiori investimenti, assicurare manutenzioni ordinarie e straordinarie più assidue, tutelare gli utenti e rafforzare il sistema della vigilanza in ordine alla sicurezza infrastrutturale. Sarà inoltre avviata la revisione delle concessioni autostradali, confermando il piano tariffario unico. È necessario, infine, rafforzare la normativa per tutelare gli animali, contrastando ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti.
23) Per favorire l’accesso alla piena partecipazione democratica e all’informazione e la trasformazione tecnologica, la cittadinanza digitale va riconosciuta a ogni cittadino italiano sin dalla nascita, riconoscendo – tra i diritti della persona – anche il diritto di accesso alla rete.
24) Il Governo ritiene che un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative. Nella consapevolezza che l’intero “sistema-Paese” necessiti di rinnovate competenze digitali, anche il progetto di innovazione e digitalizzazione della P.A. costituisce una misura particolarmente efficace per contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese. A tal fine, sarà promossa l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali, attraverso una sempre maggiore interoperabilità delle soluzioni tecnologiche, un migliore utilizzo dei dati pubblici, una crescente diffusione di standard comuni.
25) Nell’ambito della governance della società digitale, sarà decisivo concentrarsi sull’equità fiscale, la portabilità dei dati, i diritti dei lavoratori digitali (cosiddetti riders), i modelli redistributivi che incidono sul commercio elettronico, sulla logistica, sulla finanza, sul turismo, sull’industria e sull’agricoltura. Occorre introdurre la web tax per le multinazionali del settore che spostano i profitti e le informazioni in Paesi differenti da quelli in cui vendono i loro prodotti.
26) Occorre offrire maggiore tutela e valorizzare il personale della difesa, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco (comparto sicurezza e soccorso pubblico).
27) Il Governo è consapevole che il turismo è un settore strategico per il nostro Paese, anche perché contribuisce per più del 10 per cento al PIL. Per questo, si rende necessaria una seria revisione della governance pubblica, accompagnata da misure concrete a sostegno delle imprese che realizzano ospitalità, con particolare attenzione all’accessibilità. Il Governo si impegna inoltre a promuovere i multiformi percorsi del turismo, valorizzando la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico, artistico e culturale, anche attraverso il recupero delle più antiche identità e delle tradizioni locali. In generale, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Paese sono obiettivi prioritari dell’azione di governo.
28) Occorre rafforzare il nostro export, individuando gli strumenti più idonei per promuovere e accompagnare il made in Italy, potenziando le attività di consulenza e di supporto finanziario e assicurativo in favore degli esportatori, anche attraverso l’individuazione di un adeguato modello di condivisione dei rischi tra Sace e MEF. Più in generale, si rende necessario accompagnare e sostenere gli imprenditori italiani che operano all’estero, elaborando alcune proposte che mirino a introdurre anche da noi le best practices in materia, ricavate dall’analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici.
29) L’agricoltura e l’agroalimentare rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che il nostro Paese deve affrontare. È necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le buone pratiche agronomiche; conservare e accrescere la qualità del territorio, contenendo il consumo del suolo agricolo; adottare gli strumenti necessari per preservare le colture tradizionali e biologiche, tutelando peculiarità e specificità produttive, così come l’agricoltura contadina nelle cosiddette “aree marginali”; sostenere le aziende agricole giovanili; investire nella ricerca in agricoltura, individuando come prioritari la sostenibilità delle coltivazioni e il contrasto ai mutamenti climatici, l’uso efficiente e sostenibile della risorsa idrica, la più ampia diffusione dell’agricoltura di precisione. Occorre, inoltre, concorrere al rafforzamento delle regole dell’Unione europea per l’etichettatura e la tracciabilità degli alimenti e porre la massima attenzione, in sede di negoziazione dei trattati commerciali, alla salvaguardia delle produzioni tipiche. Per le imprese agricole si aprirà a breve un negoziato strategico per la nuova PAC: l’Italia dovrà perseguire, anche in quella sede, l’obiettivo di valorizzare le nostre eccellenze agricole e la filiera agroalimentare.
**Modificato dall'autore il 07.09.2019 00:20**
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> > Leggi la differenza tra la pagina italiana e francese. Nella pagina francese vedi menzione della missione italiana?
>
> Quell'argomento non è nemmeno in inglese, in pratica non frega a nessuno.
Quindi?
**Modificato dall'autore il 06.09.2019 17:48**
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Quindi?
**Modificato dall'autore il 06.09.2019 17:48**
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il 2019-09-06 17:36:52.0 alle 2019-09-06 17:36:52.0
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Ha pubblicato questo video sul canale del suo partito.
Minchia, ma quanto è tonta la gente che corre dietro a sta scema?
Il mio commento
---------------------
Peccato però che nel programma di governo ci siano misure per rafforzare il welfare, anche per i disabili, quindi invece di stare a guardare che cosa ha detto anni fa UNA persona del PD forse bisognerebbe concentrarsi su ciò che vuole fare adesso il governo nascente.
Giusto per info: Giorgia Meloni è contraria al reddito di cittadinanza, quindi è lei la prima che si dovrebbe vergognare. Vi rendete conto a che razza di idioti ipocriti correte dietro?
La Meloni si considera inoltre un'alleata di Trump e anche su di lui ho qualche piccola info; Trump è spietatamente liberista, molto più del PD. Nei paesi normali il welfare, lo statalismo, viene difeso dalla sinistra... ma qui ormai siamo in Italia. Per esempio in USA è la sinistra che difende il diritto alla sanità... per i repubblicani, Trump compreso, se non hai i soldi per pagarti le cure puoi anche crepare. Ed è appunto per questo che Trump ha smontato l'Obamacare.
**Modificato dall'autore il 06.09.2019 17:32**
Minchia, ma quanto è tonta la gente che corre dietro a sta scema?
Il mio commento
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Peccato però che nel programma di governo ci siano misure per rafforzare il welfare, anche per i disabili, quindi invece di stare a guardare che cosa ha detto anni fa UNA persona del PD forse bisognerebbe concentrarsi su ciò che vuole fare adesso il governo nascente.
Giusto per info: Giorgia Meloni è contraria al reddito di cittadinanza, quindi è lei la prima che si dovrebbe vergognare. Vi rendete conto a che razza di idioti ipocriti correte dietro?
La Meloni si considera inoltre un'alleata di Trump e anche su di lui ho qualche piccola info; Trump è spietatamente liberista, molto più del PD. Nei paesi normali il welfare, lo statalismo, viene difeso dalla sinistra... ma qui ormai siamo in Italia. Per esempio in USA è la sinistra che difende il diritto alla sanità... per i repubblicani, Trump compreso, se non hai i soldi per pagarti le cure puoi anche crepare. Ed è appunto per questo che Trump ha smontato l'Obamacare.
**Modificato dall'autore il 06.09.2019 17:32**
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il 2019-09-06 16:33:21.0 alle 2019-09-06 16:33:21.0
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Leggi la differenza tra la pagina italiana e francese. Nella pagina francese vedi menzione della missione italiana?
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il 2019-09-06 16:31:51.0 alle 2019-09-06 16:31:51.0
Scritto da: Mattia
> Fermo restando che per proteggere la propria libertà tutto è lecito, comunque quelli che dicono che il governo Conte non rispetta la volontà degli italiani dicono una balla.
>
> Faccio copia-incolla di un commento che ho appena scritto.
>
>
> ------------------------------------------
>
> Il M5S secondo i sondaggi del 5 settembre ha il 22.3% e il PD il 23%. Se fai la somma arrivi vicino al 50%.
> A questo possiamo aggiungere il dato che Conte è supportato dal 48% degli italiani.
> Sempre secondo gli stessi sondaggi, la Lega ha il 30.1% e Fratelli d'Italia il 7.5%. L'estrema destra non solo non rappresenta la maggioranza degli italiani, ma fa felici meno persone rispetto al governo Conte.
La volontà non si vede con i sondaggi ma con i voti. (almeno in teoria)
> Fermo restando che per proteggere la propria libertà tutto è lecito, comunque quelli che dicono che il governo Conte non rispetta la volontà degli italiani dicono una balla.
>
> Faccio copia-incolla di un commento che ho appena scritto.
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>
> Il M5S secondo i sondaggi del 5 settembre ha il 22.3% e il PD il 23%. Se fai la somma arrivi vicino al 50%.
> A questo possiamo aggiungere il dato che Conte è supportato dal 48% degli italiani.
> Sempre secondo gli stessi sondaggi, la Lega ha il 30.1% e Fratelli d'Italia il 7.5%. L'estrema destra non solo non rappresenta la maggioranza degli italiani, ma fa felici meno persone rispetto al governo Conte.
La volontà non si vede con i sondaggi ma con i voti. (almeno in teoria)
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Fermo restando che per proteggere la propria libertà tutto è lecito, comunque quelli che dicono che il governo Conte non rispetta la volontà degli italiani dicono una balla.
Faccio copia-incolla di un commento che ho appena scritto.
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Il M5S secondo i sondaggi del 5 settembre ha il 22.3% e il PD il 23%. Se fai la somma arrivi vicino al 50%.
A questo possiamo aggiungere il dato che Conte è supportato dal 48% degli italiani.
Sempre secondo gli stessi sondaggi, la Lega ha il 30.1% e Fratelli d'Italia il 7.5%. L'estrema destra non solo non rappresenta la maggioranza degli italiani, ma fa felici meno persone rispetto al governo Conte.
Faccio copia-incolla di un commento che ho appena scritto.
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Il M5S secondo i sondaggi del 5 settembre ha il 22.3% e il PD il 23%. Se fai la somma arrivi vicino al 50%.
A questo possiamo aggiungere il dato che Conte è supportato dal 48% degli italiani.
Sempre secondo gli stessi sondaggi, la Lega ha il 30.1% e Fratelli d'Italia il 7.5%. L'estrema destra non solo non rappresenta la maggioranza degli italiani, ma fa felici meno persone rispetto al governo Conte.
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