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il 2019-05-20 17:54:32.0 alle 2019-05-20 17:54:32.0
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Re: Studenti paragonano Salvini a Mussolini
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> Scritto da: Ordine
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da: Ordine
> > > > Scritto da: Mattia
> > > > > "In una scuola di Palermo una professoressa è stata sospesa per non aver vigilato sui suoi studenti di quattordici anni che, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il leader della Lega Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza venivano accostati e paragonati al Duce e le leggi razziali."
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> > > > > https://www.fanpage.it/studenti-paragonano-matteo-...
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> > > > > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 23:38**
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> > > > Anni ci fu un professore che siccome aveva negato l'Olocausto venne sospeso. Toh c'è pure il video
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> > > > https://video.repubblica.it/copertina/le-lezioni-d...
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> > > > allora senza entrare nel merito di Olocuasto che non ho voglia, ammettiamo che sia un delirio negarlo, non lo è anche accostare il decreto sicurezza con le leggi razziali?
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> > > 1) Sono stati gli allievi a elaborare la tesi, non la docente.
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> > Questa è la frottola che ti hanno raccontato a te ovviamente per crearsi un paracadute che purtroppo per loro si è rotto. Come ha detto il tipo del video che ho postato è piuttosto inverosimile che una classe composta da dei ragazzi di 15 anni (tutti???) volessero fare un filmato e poi proiettarlo nell'intera scuola quando bastava metterlo in rete per essere raggiungibile a tutti.
> > Ma ad ogni modo da quando in qua gli insegnanti danno carta bianca agli studenti. La scuola non è un luogo di propaganda politica. Vuoi dire che se avessero voluto fare un video che negava l'Olocausto avrebbero avuto via libera? Rotola dal ridere
> >
> > > 2) Il decreto sicurezza non c'entra con le leggi razziali, ma questo non toglie che molti di coloro che si esaltano per la linea politica di Salvini le leggi razziali le vorrebbero, vedi gatto che dice che non posso sposarmi con una cinese.
> > > Wakko poi ancora peggio.
> > >
> >
> > Loro non ti proibiscono di sposarti una cinese, semplicemente ti sconsigliano di farlo. Conosci la differenza tra consigliare ed imporre?
> > Il decreto sicurezza ha abolito i permessi umanitari (da non confondere con lo status ai rifugiati) che esistevano solo in Italia e da nessun altra parte.
>
> Ovvio che esistevano solo da noi, siamo gli unici a beccarci i clandestini che nessuno vuole. Un modo come un altro per NON risolvere un problema.

Perchè dici che non lo risolverebbe?
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il 2019-05-20 16:49:17.0 alle 2019-05-20 16:49:17.0
Re: Studenti paragonano Salvini a Mussolini
Scritto da: Ordine
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Ordine
> > > Scritto da: Mattia
> > > > "In una scuola di Palermo una professoressa è stata sospesa per non aver vigilato sui suoi studenti di quattordici anni che, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il leader della Lega Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza venivano accostati e paragonati al Duce e le leggi razziali."
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> > > allora senza entrare nel merito di Olocuasto che non ho voglia, ammettiamo che sia un delirio negarlo, non lo è anche accostare il decreto sicurezza con le leggi razziali?
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> > 1) Sono stati gli allievi a elaborare la tesi, non la docente.
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> Questa è la frottola che ti hanno raccontato a te ovviamente per crearsi un paracadute che purtroppo per loro si è rotto. Come ha detto il tipo del video che ho postato è piuttosto inverosimile che una classe composta da dei ragazzi di 15 anni (tutti???) volessero fare un filmato e poi proiettarlo nell'intera scuola quando bastava metterlo in rete per essere raggiungibile a tutti.
> Ma ad ogni modo da quando in qua gli insegnanti danno carta bianca agli studenti. La scuola non è un luogo di propaganda politica. Vuoi dire che se avessero voluto fare un video che negava l'Olocausto avrebbero avuto via libera? Rotola dal ridere
>
> > 2) Il decreto sicurezza non c'entra con le leggi razziali, ma questo non toglie che molti di coloro che si esaltano per la linea politica di Salvini le leggi razziali le vorrebbero, vedi gatto che dice che non posso sposarmi con una cinese.
> > Wakko poi ancora peggio.
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> Loro non ti proibiscono di sposarti una cinese, semplicemente ti sconsigliano di farlo. Conosci la differenza tra consigliare ed imporre?
> Il decreto sicurezza ha abolito i permessi umanitari (da non confondere con lo status ai rifugiati) che esistevano solo in Italia e da nessun altra parte.

Ovvio che esistevano solo da noi, siamo gli unici a beccarci i clandestini che nessuno vuole. Un modo come un altro per NON risolvere un problema.
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il 2019-05-18 20:53:13.0 alle 2019-05-18 20:53:13.0
Re: Studenti paragonano Salvini a Mussolini
Scritto da: Ordine
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> > Scritto da: Ordine
> > > Scritto da: Mattia
> > > > "In una scuola di Palermo una professoressa è stata sospesa per non aver vigilato sui suoi studenti di quattordici anni che, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il leader della Lega Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza venivano accostati e paragonati al Duce e le leggi razziali."
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> > > Anni ci fu un professore che siccome aveva negato l'Olocausto venne sospeso. Toh c'è pure il video
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> > > allora senza entrare nel merito di Olocuasto che non ho voglia, ammettiamo che sia un delirio negarlo, non lo è anche accostare il decreto sicurezza con le leggi razziali?
> >
> > Sì.
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> L' amico di gatto
>
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> ormai voglio chiamarlo così

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il 2019-05-18 20:25:22.0 alle 2019-05-18 20:25:22.0
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Re: Studenti paragonano Salvini a Mussolini
Scritto da: Mattia
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da: Mattia
> > > "In una scuola di Palermo una professoressa è stata sospesa per non aver vigilato sui suoi studenti di quattordici anni che, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il leader della Lega Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza venivano accostati e paragonati al Duce e le leggi razziali."
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> > allora senza entrare nel merito di Olocuasto che non ho voglia, ammettiamo che sia un delirio negarlo, non lo è anche accostare il decreto sicurezza con le leggi razziali?
>
> 1) Sono stati gli allievi a elaborare la tesi, non la docente.
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Questa è la frottola che ti hanno raccontato a te ovviamente per crearsi un paracadute che purtroppo per loro si è rotto. Come ha detto il tipo del video che ho postato è piuttosto inverosimile che una classe composta da dei ragazzi di 15 anni (tutti???) volessero fare un filmato e poi proiettarlo nell'intera scuola quando bastava metterlo in rete per essere raggiungibile a tutti.
Ma ad ogni modo da quando in qua gli insegnanti danno carta bianca agli studenti. La scuola non è un luogo di propaganda politica. Vuoi dire che se avessero voluto fare un video che negava l'Olocausto avrebbero avuto via libera? Rotola dal ridere

> 2) Il decreto sicurezza non c'entra con le leggi razziali, ma questo non toglie che molti di coloro che si esaltano per la linea politica di Salvini le leggi razziali le vorrebbero, vedi gatto che dice che non posso sposarmi con una cinese.
> Wakko poi ancora peggio.
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Loro non ti proibiscono di sposarti una cinese, semplicemente ti sconsigliano di farlo. Conosci la differenza tra consigliare ed imporre?
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"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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il 2019-05-18 19:20:52.0 alle 2019-05-18 19:20:52.0
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Re: Studenti paragonano Salvini a Mussolini
Scritto da: Ordine
> Scritto da: Mattia
> > "In una scuola di Palermo una professoressa è stata sospesa per non aver vigilato sui suoi studenti di quattordici anni che, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il leader della Lega Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza venivano accostati e paragonati al Duce e le leggi razziali."
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> Anni ci fu un professore che siccome aveva negato l'Olocausto venne sospeso. Toh c'è pure il video
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> allora senza entrare nel merito di Olocuasto che non ho voglia, ammettiamo che sia un delirio negarlo, non lo è anche accostare il decreto sicurezza con le leggi razziali?

1) Sono stati gli allievi a elaborare la tesi, non la docente.

2) Il decreto sicurezza non c'entra con le leggi razziali, ma questo non toglie che molti di coloro che si esaltano per la linea politica di Salvini le leggi razziali le vorrebbero, vedi gatto che dice che non posso sposarmi con una cinese.
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Dio Porco

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il 2019-05-18 18:40:45.0 alle 2019-05-18 18:40:45.0
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Re: Studenti paragonano Salvini a Mussolini
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> Scritto da: Ordine
> > Scritto da: Mattia
> > > "In una scuola di Palermo una professoressa è stata sospesa per non aver vigilato sui suoi studenti di quattordici anni che, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il leader della Lega Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza venivano accostati e paragonati al Duce e le leggi razziali."
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> > Anni ci fu un professore che siccome aveva negato l'Olocausto venne sospeso. Toh c'è pure il video
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il 2019-05-18 15:03:03.0 alle 2019-05-18 15:03:03.0
Re: Studenti paragonano Salvini a Mussolini
Scritto da: Ordine
> Scritto da: Mattia
> > "In una scuola di Palermo una professoressa è stata sospesa per non aver vigilato sui suoi studenti di quattordici anni che, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il leader della Lega Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza venivano accostati e paragonati al Duce e le leggi razziali."
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il 2019-05-18 14:54:23.0 alle 2019-05-18 14:54:23.0
Re: Studenti paragonano Salvini a Mussolini
Scritto da: Mattia
> "In una scuola di Palermo una professoressa è stata sospesa per non aver vigilato sui suoi studenti di quattordici anni che, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il leader della Lega Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza venivano accostati e paragonati al Duce e le leggi razziali."
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il 2019-05-18 13:10:48.0 alle 2019-05-18 13:10:48.0
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Re: Studenti paragonano Salvini a Mussolini
Scritto da: Mattia
> "In una scuola di Palermo una professoressa è stata sospesa per non aver vigilato sui suoi studenti di quattordici anni che, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il leader della Lega Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza venivano accostati e paragonati al Duce e le leggi razziali."
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Anni ci fu un professore che siccome aveva negato l'Olocausto venne sospeso. Toh c'è pure il video

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il 2019-05-18 12:45:23.0 alle 2019-05-18 12:45:23.0
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Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
Il concetto fondamentale per cui in Alabama si vieta l'aborto e lo si punisce con anni di galera è perché l'aborto è un infanticidio. Punto. Inutile trovare giustificazioni. La libertà della donna finisce dove inizia quella del feto di nascere. Se nostra madre ci avesse abortiti non saremmo qui nel forum. Il feto è un essere vivente e ha il diritto di nascere. Non c'è libertà della donna che tenga. Ovvio che, se lei non vuole occuparsi del neonato, lo può lasciare in adozione a coppie che non riescono ad avere figli. Sorride
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il 2019-05-17 23:35:58.0 alle 2019-05-17 23:35:58.0
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Studenti paragonano Salvini a Mussolini
"In una scuola di Palermo una professoressa è stata sospesa per non aver vigilato sui suoi studenti di quattordici anni che, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il leader della Lega Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza venivano accostati e paragonati al Duce e le leggi razziali."

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il 2019-05-17 17:56:32.0 alle 2019-05-17 17:56:32.0
Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
Scritto da: Ordine
> Scritto da:
> > Scritto da: Rick Sanchez
> > > Scritto da: Ordine
> > > > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
> > > >
> > > > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
> > > >
> > > > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
> > > > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
> > > >
> > > > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
> > > >
> > > > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
> > > >
> > > > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
> > > >
> > > > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
> > > > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

> > > >
> > > > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
> > >
> > > Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
> > >
> > > Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
> > >
> > > Immagine postata dall'utente
> > >
> > > Immagine postata dall'utente
> > >
> > > Immagine postata dall'utente
> > >
> > > Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
> > >
> > > https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
> > >
> > > ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
> > >
> > > https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
> > >
> > > È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
> > >
> > > Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
> > >
> > > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**
> >
> > Ma a Verona i tuoi nuovi amici te lo hanno lasciato il fet(icci)o in omaggio? Ficoso
>
>
> Meglio feticci che meticci come te

Non mi meraviglia che un aborto mancato come te sia contrario all'aborto.
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il 2019-05-17 17:52:01.0 alle 2019-05-17 17:52:01.0
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Re: Rick DuFer diretto testimone di un altro episodio di immotivato autoritarism
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Sicuramente anche questo è colpa della par condicio, dei sinistri liberali, ecc ecc...
> >
> > No, la colpa non è né dei sinistri liberali né di Salvini, benché l'episodio sia avvenuto in una piazza di Salvini e contro delle persone A CASO che secondo gli sbirri POTEVANO (FORSE) essere dei contestatori di Salvini.
> >
> > Sono stati chiesti loro i documenti e sono stati cacciati dalla piazza SENZA MOTIVO... e dopo che sono stati cacciati, gli sbirri hanno chiesto loro se erano contestatori di Salvini.
> >
> > Rick DuFer è andato a rompere il cazzo agli sbirri chiedendo sulla base di quale norma stessero facendo questo e uno di loro gli ha risposto se volesse essere cacciato anche lui dalla piazza... e lui ha risposto che se ne sarebbe andato di sua spontanea volontà da quella merda.
> >
> > Come immaginavo, queste cose in Italia non succedono da ieri (ulteriori testimonianze nei commenti), ma da tanto tempo, quindi la colpa non è di Salvini.
>
> Esatto, sono sempre successe. Si tratta, o viene addotta, la motivazione dell'ordine pubblico. Cioè se tu vai al raduno della Roma con la sciarpa della Lazio, la polizia ti acchiappa prima di entrare.

Per me fanno bene
"Se tutti facessero così..."

"La Romania è ricchissima" cit. Dada

giao frogione

Ad http://www.proott.com
sei proprio un frogio certificato‎
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il 2019-05-17 17:50:00.0 alle 2019-05-17 17:50:00.0
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Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
Scritto da:
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da: Ordine
> > > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
> > >
> > > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
> > >
> > > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
> > > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
> > >
> > > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
> > >
> > > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
> > >
> > > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
> > >
> > > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
> > > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

> > >
> > > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
> >
> > Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
> >
> > Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
> >
> > Immagine postata dall'utente
> >
> > Immagine postata dall'utente
> >
> > Immagine postata dall'utente
> >
> > Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
> >
> > https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
> >
> > ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
> >
> > https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
> >
> > È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
> >
> > Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
> >
> > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**
>
>
> Insomma, dal momento che pinco pallino fa manifestazioni pro aborto di cattivo gusto e alcune pazze dicono che l'infanticidio è giustificabile, allora bisogna illegalizzare l'aborto.
>
> Cazzo me sei un genio! Pirata
>
> Quindi per togliere diritti a tutti i cittadini mi basta andare in piazza a dire stupidate con 4 amici? Continua pure a giustificare le reazioni di pancia dei tuoi amici subdotati, mi raccomando!
>
> A New York l'aborto è legale fino alla 24a settimana, ma solo se il feto non è in grado di sopravvivere fuori dall'utero o la salute della madre è a rischio.
> Il principio è quello di mettere la salute della madre davanti a quella del non nato, che non ha ancora visto la luce e non ha paura della morte perché non sa cosa è la vita.
>
> Nel caso Roe contro Wade la politica non c'entra niente, quindi puoi anche lasciare fuori la tua ossessione per i sinistri liberali dal discorso.
> Infatti si tratta di una sentenza dei giudici della corte suprema, sulla base del XIV emendamento, atto a stabilire una direzione a livello costituzionale, che permette leggi sull'aborto ad ampio spettro.
>
> Questo non significa però che leggi debbano toccare gli estremi dello spettro. Non lo fanno.
>
> La politica non c'entra, è una questione giudiziaria.
>
> https://it.wikipedia.org/wiki/Roe_contro_Wade
>
>
> Non solo, ma per parlare di politica moderna tiri fuori una cosa del 1973... e che non c'entra niente con la politica. Continua così campione! Pirata
>


Sarà, ma ho notato anche io che c'è una nuova tendenza abortista ad alzare il limite dei mesi dell'aborto. Mentre ti sto scrivendo sto leggendo un sondaggio su facebook in un gruppo dedicati ai sondaggi (Sondaggioland si chiama se ti interessa) e la maggioranza dice che NON si può parlare mai di omicidio finchè il bambino non è nato. So che un sondaggio su facebook vale quel che vale, ma sento sempre più persone sostenere questa tesi e ciò mi preoccupa. Io preferisco considerare la realtà biologica dei fatti senza filtri ideologici: siamo organismi viventi e questo da quando esistiamo come individualità biologiche quindi è corretto parlare di vita fin dal concepimento. Detto questo ok, sono arrivato alla conclusione che tutto sommato la legge 194 che pone il limite dei 3 mesi non sia così male perchè da un lato evita tutti gli aborti clandestini e dall'altro evita comunque sofferenza al potenziale nascituro visto che non si è formato ancora il sistema nervoso.
"Se tutti facessero così..."

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il 2019-05-17 17:29:40.0 alle 2019-05-17 17:29:40.0
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Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
Scritto da:
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da: Ordine
> > > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
> > >
> > > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
> > >
> > > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
> > > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
> > >
> > > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
> > >
> > > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
> > >
> > > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
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> > > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
> > > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

> > >
> > > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
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> > Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
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> > Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
> >
> > Immagine postata dall'utente
> >
> > Immagine postata dall'utente
> >
> > Immagine postata dall'utente
> >
> > Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
> >
> > https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
> >
> > ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
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> > https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
> >
> > È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
> >
> > Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
> >
> > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**
>
> Ma a Verona i tuoi nuovi amici te lo hanno lasciato il fet(icci)o in omaggio? Ficoso


Meglio feticci che meticci come te
"Se tutti facessero così..."

"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Non Autenticato
il 2019-05-17 16:48:46.0 alle 2019-05-17 16:48:46.0
Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
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> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da: Ordine
> > > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
> > >
> > > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
> > >
> > > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
> > > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
> > >
> > > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
> > >
> > > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
> > >
> > > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
> > >
> > > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
> > > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

> > >
> > > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
> >
> > Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
> >
> > Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
> >
> > Immagine postata dall'utente
> >
> > Immagine postata dall'utente
> >
> > Immagine postata dall'utente
> >
> > Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
> >
> > https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
> >
> > ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
> >
> > https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
> >
> > È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
> >
> > Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
> >
> > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**
>
>
> Insomma, dal momento che pinco pallino fa manifestazioni pro aborto di cattivo gusto e alcune pazze dicono che l'infanticidio è giustificabile, allora bisogna illegalizzare l'aborto.

Non ha detto questo, ha esposto il modo in cui ragionano in Alabama.

> Cazzo me sei un genio! Pirata
>
> Quindi per togliere diritti a tutti i cittadini mi basta andare in piazza a dire stupidate con 4 amici? Continua pure a giustificare le reazioni di pancia dei tuoi amici subdotati, mi raccomando!
>
> A New York l'aborto è legale fino alla 24a settimana, ma solo se il feto non è in grado di sopravvivere fuori dall'utero o la salute della madre è a rischio.
> Il principio è quello di mettere la salute della madre davanti a quella del non nato, che non ha ancora visto la luce e non ha paura della morte perché non sa cosa è la vita.
>
> Nel caso Roe contro Wade la politica non c'entra niente, quindi puoi anche lasciare fuori la tua ossessione per i sinistri liberali dal discorso.
> Infatti si tratta di una sentenza dei giudici della corte suprema, sulla base del XIV emendamento, atto a stabilire una direzione a livello costituzionale, che permette leggi sull'aborto ad ampio spettro.
>
> Questo non significa però che leggi debbano toccare gli estremi dello spettro. Non lo fanno.
>
> La politica non c'entra, è una questione giudiziaria.
>
> https://it.wikipedia.org/wiki/Roe_contro_Wade
>
>
> Non solo, ma per parlare di politica moderna tiri fuori una cosa del 1973... e che non c'entra niente con la politica. Continua così campione! Pirata
>
>
>
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il 2019-05-17 16:14:14.0 alle 2019-05-17 16:14:14.0
Re: LA CESSIONE DI SOVRANITÀ E' ANTICOSTITUZIONALE
Scritto da: Mattia
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da: Alessandrox
> > > > > http://forumdeitroll.com/Threads?action=getByThread&threadId=2973697&rnd=1556617264703#msg2977607
> > > > > E Cacciari è un Cialtrone.
> > > > >
> > > > > LA costituzione Italiana prevede, a determinate condizioni, la "limitazione della propria sovranità" ma limitare e cedere sono 2 termini che hanno un significato molto diverso tra loro
> > > > >
> > > > > Limitazione= Limitare l' esercizio di una facoltà che rimane in capo al soggetto originario e la sua limitazione può essere revocata in qualsiasi momento
> > > > >
> > > > > Cessione= cedere in modo irreversibile la proprietà di una facoltà.
> > > >
> > > > Non è irreversibile. Potete uscire dall'UE quando volete. Se non lo fate è perché ritenete che non vi conviene, nonostante le chiacchere.
> > >
> > > Infatti il brexit procede liscio senza alcuna difficoltà.
> >
> > Possono uscire con l'opzione "no deal" quando vogliono. Perché non lo fanno? Perché il nazionalismo è una fantasia.
> >
> > La realtà delle cose è globale, tutti hanno bisogno degli altri.
> >
> > Sei un sovranista/nazionalista o come diamine ti vuoi chiamare? Allora dimostralo. Esci dall'UE, manda tutti a fare in culo. Dimostra che gli altri non ti servono.
> >
> > > > Come hai fatto a stabilire che "limitare la sovranità" non è compatibile con l'entrare in un'organizzazione internazionale?
> > > > Te la giro in un altro modo: nella costituzione c'è scritto che entrare in un'organizzazione internazionale, cedendo sovranità a quest'ultima, è illegale?
> > > >
> > > > Questa possibilità ci deve essere, perché un popolo può anche decidere di entrare a far parte di un sistema internazionale o in una nazione più grande, perché non dovrebbe poterlo fare?
> > > >
> > > > Parliamochi chiaro: il problema non è la costituzione. Il problema è che non avete la democrazia diretta e quindi nessuno vi ha mai chiesto se volevate entrare nell'UE o meno.
> > > > In Svizzera è stato chiesto al popolo e il popolo ha deciso di non entrare.
> > > > Se è il popolo che decide di entrare, qual'è il problema?
> > >
> > > Basta che poi il popolo possa decidere di uscire.
> >
> > Puoi uscire quando vuoi con l'opzione "no deal".
> >
> > Se non ti piace questa opzione, vuol dire che nemmeno tu ci credi al nazionalismo.
> >
> >
> > > > Ad esempio Salvini ha violato l'art 13 nel caso Diciotti... come la mettiamo?
> > > >
> > > >
> > > > ------------------------------------------------------
> > > >
> > > > La libertà personale è inviolabile.
> > > >
> > > > Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3].
> > > >
> > > > In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
> > > >
> > > > E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà [cfr. art. 27 c. 3];.
> > > >
> > > > La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

> > > >
> > > > https://www.senato.it/1025?articolo_numero_articol...
> > >
> > > Bisogna vedere se impedire a una nave di sbarcare sia detenzione. La nave può andare da un'altra parte.
> >
> > Una nave dell'esercito italiano dove va?

Per questo ho più volte proposto che i migranti soccorsi in mare siano smistati per paese di provenienza direttamente su delle navi, che li riportano ai paesi di provenienza.

> > Per quanto riguarda le navi dell'ONG, qualcuno deve pur farle sbarcare, altrimenti rimangono bloccate in mezzo al mare.
> >
> > Il problema sta nel fatto che la gran parte degli sbarchi avvenivano in Italia.
> >
> > L'Unione Europea in teoria servirebbe proprio a fare in modo che i problemi di una nazione diventino i problemi di tutti, in maniera tale che i problemoni diventino problemini.
> >
> > Il problema è che l'UE non si è comportata da UE e ha lasciato l'Italia da sola.
> >
> >
> > > > A parte questo, l'idea che si possano discriminare i musulmani è contro la costituzione. Quello che diversi leghisti vorrebbero è illegale.
> > > >
> > > > -----------------------------------------------
> > > > Art 8
> > > >
> > > > Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge [cfr. artt. 19, 20].
> > > >
> > > > Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
> > > >
> > > > I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

> > >
> > > Non discrimini la religione in quanto tale, ma condanni la violenza che causa e contiene. L'islam poi non è una semplice religione, è un programma politico incompatibile con la civiltà occidentale.
> >
> >
> > È che io sono uno di quei democratici liberali che sono talmente stupidi da tollerare anche le idee illiberali.
> > Cioè, non è che le tollero... mi esprimo in maniera intollerante su di esse, però non pretendo leggi per soffocarle a suon di manganellate.
> >
> > I liberali più pragmatici invece, a cui non importa essere matematicamente coerenti ma solo preservare e difendere ciò in cui credono, fanno tutto il possibile per fare in modo che le ideologie illiberali non si diffondano e lo fanno attraverso:
> > - Le leggi
> > - Regolamenti di piattaforme web e social network
> > - Altre cose
> >
> > Se vuoi che io diventi come i liberali che critica Wakko (liberali democratici solo a convenienza) basta dirlo.
> >
> > Avevo capito però che tu fossi per un liberalismo matematicamente coerente, che non ammette eccezioni...

Il mio proposito di essere un libertario logicamente coerente è finito in difficoltà su diversi punti, uno dei quali è costituito dai prati di Sant'Orso al confine con il parco del Gran Paradiso. In questo caso tutto ciò che posso dire è che avrei gestito la questione del parco in modo diverso fin dall'inizio, ma non ho pronta una giustificazione teorica che discenda in modo logico da qualche principio.

Per il momento mi limito a constatare che la politica e l'etica non possono essere perseguite tramite applicazione coerente di principi logici, perché questo metodo viene regolarmente a fallire. Il che è il contrario di ciò che pensavo fino a qualche anno fa, ma al momento non so pensare a niente di meglio.

Un altro punto è l'intera questione dell'immigrazione. In questo mi aggrappo al fatto che la libertà degli altri non deve nuocere alla mia, a casa mia, e per risolvere conflitti di interessi contrapposti di questo tipo, altrimenti insanabili, esistono i confini. L'immigrazione di massa è un fenomeno nocivo, anche la sola presenza di un gran numero di immigrati lo è.

> quindi cosa intendi fare con l'islam? Intendi creare un'eccezione, tradendo i tuoi ideali, oppure ti limiterai a tapparti il naso come faccio io di fronte alle idee illiberali?
> > Se dobbiamo fare leggi per contrastare la diffusione dell'islam, allora io propongo di includere nella black lista anche il fascismo, il nazismo e le varie ideologie illiberali che esistono, così prendiamo tutti i piccioni con una fava.
> >
> > Con tutta la merda che c'è, perché dovremmo colpire solo l'islam?

Nel caso dell'islam la soluzione è relativamente semplice: trattandosi di una religione-ideologia straniera, stia a casa sua.

Più complicato per le ideologie partorite da noi, ma non è necessario bandirle, col rischio che venga etichettato come nazifascista ciò che non piace all'establishment, come fanno continuamente i sinistri. Bastano le leggi che vietano e sanzionano atti contrari alle libertà personali e civili.

> > > > Per la costituzione l'Italia deve adeguarsi alle norme internazionali e deve dare ospitalità alle persone i cui diritti sono violati nel loro paese.
> > > > Infatti Salvini non ha tolto i permessi di soggiorno per motivi umanitari, anche perché non potrebbe farlo.
> > > > Però alcuni leghisti vorrebbero immigrazione ZERO, che significherebbe mandare a quel paese il diritto di asilo, perché una parte degli immigrati sono effettivamente asilanti.
> > > >
> > > > Devi spiegare ai leghisti che negare l'asilo a qualcuno che ha dirittio di asilo è contro la costituzione.
> > > >
> > > >
> > > > --------------------------------------------------
> > > >
> > > > L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
> > > >
> > > > La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
> > > >
> > > > Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
> > >
> > > Questo principio è in linea di principio giusto ma in pratica è un autogol che butta il portiere in rete insieme alla palla. Per il mondo ci sono miliardi di persone a cui è impedito l'esercizio delle libertà democratiche, in teoria dovremmo ospitarli tutti.
> >
> > Quindi se un omosessuale condannato a morte in Arabia Saudita riesce a fuggire e arriva a Chieri, tu gli spieghi la metafora della palla e il portiere e poi lo consegni all'Arabia Saudita?
> >
> > Cosa intendi con "ospitarli tutti"? Ti risulta che tutto il mondo abbia intenzione di chiedere asilo in Italia? Se è così, allora perché non è ancora successo, visto che il diritto di asilo esiste già da un po' bel di tempo?
> >
> > Non è vero che devi dare l'asilo a tutto il mondo. Lo dai semplicemente a chi passa via di lì per caso e ti chiede aiuto.
> >
> > La gran parte degli omosessuali condannati probabilmente non riescono a fuggire e i pochi che ci riescono finiscono un po' di qua e un po' di là, non è che arrivino tutti a Chieri.
> >
> > Detto questo, è ovvio che all'inizio dell'anno devi mettere giù un bilancio e decidere quanti soldi mettere alla voce "asilo", ma in pratica se ci metti anche solo un miliardo di euro in un anno puoi già aiutare tante persone... e ci saranno anni in cui non arrivi a usare nemmeno la metà di quei soldi.
> >
> > Una volta che il budget viene sforato, non è che l'unica opzione che hai è rispedire il tizio in Arabia Saudita.
> > Fai qualche telefonata a qualche nazione europea o a qualche commissario dell'UE e vedi se qualcuno che non ha ancora sforato il budget può ospitarlo.
> >
> > Per concludere, forse tu leggendo quel testo ti sei fatto l'idea che la costituzione dice che l'asilo è aperto per chiunque viva in uno stato NON democratico, ma se leggi bene il testo dice: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana"
> >
> > Cosa si intende con "effettivo esercizio"? Per me significa che non deve essere una privazione potenziale, ma una privazione effettiva.
> > Ovvero, poniamo che tu viva in una nazione con un governo non democratico ma non te ne fotte nulla, non ti interessa manifestare... o addirittura sei un leccaculo del governo.
> > In questo caso non rischi nessuna persecuzione, quindi non c'è nessuna effettiva limitazione dei tuoi diritti, ma solo potenziale.
> >
> > Se invece entri a far parte di una fazione ribelle, allora diventerai un nemico di stato e quindi lo stato inizierà una persecuzione contro di te.
> > A questo punto la limitazione dei tuoi diritti non è più teorica, ma effettiva e quindi ha diritto di asilo.
> >
> > Questo è il modo in cui la vedo io... poi non so come la veda la giurisprudenza.

Probabilmente anche così, ma il numero di persone a cui viene effettivamente limitato l'esercizio delle libertà democratiche può diventare improvvisamente molto alto non appena si verifica una qualche destabilizzazione. E di destabilizzazioni "colorate" di recente ne abbiamo viste parecchie.

> > È ovvio che gran parte dei ribelli resteranno lì e magari si faranno ammazzare, ma magari qualcuno riesce a fuggire e per caso arriva a Chieri.
> > Un altro arriva a Lugano, un altro a Stoccolma e così via.
> >
> > Non c'è nessun motivo logico per cui tutti debanno arrivare a Chieri.
> > La natura delle cose già basta a far sì che "non tutto il mondo venga a Chieri"... ma se questo non bastasse, ci sono appunto i meccanismi di redistribuzione che sia l'Italia che l'UE cercano di mettere in atto, ma che vengono ostacolate dalla lega e dai suoi amici all'estero, che non collaborando rendono fallimentari queste politiche del tutto logiche.
> >
> > Con le politiche di redistribuzione puoi veramente diluire gli asilanti a un punto da non essere quasi percepibile la loro presenza nel paesello.
> >
> >
> > >
> > > > Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici [cfr. art. 26].
> > > >
> > > > https://www.senato.it/1025?sezione=118&articolo_nu...
> > > >
> > > > --------------------------------------------------
> > > >
> > > >
> > > > Un'altra cosa che devi spiegare ai leghisti e anche ai pentastellati è che la formazione del governo è un compito del presidente della repubblica, quindi:
> > > > 1) Mattarella aveva piena facoltà di rigettare Savona
> > > > 2) I governi "non eletti" non esistono, perché i governi non vengono eletti, ma nominati dal presidente della repubblica. Quindi sia Conte che Renzi si sono presi la poltrona in maniera legittima e la vuota retorica porterebbe a dire che anche Conte è saltato fuori dal nulla.
> > >
> > > Che il governo non sia eletto è un errore. Lo renderei elettivo con elezioni separate da quelle del parlamento.
> >
> > In Svizzera funziona così, per esempio. Si votano i partiti sia al governo che alle camere, in maniera separata.
> >
> > > Comunque c'è una differenza tra un governo formato da persone indicate dai partiti che il popolo ha votato, e un governo completamente nominato dal presidente.
> >
> > Il punto è che comunque, al di là di ogni filosofeggiamento, Conte è venuto fuori dal nulla proprio come Renzi... e anche Renzi ovviamente è stato approvato dalla maggioranza eletta dal popolo.

Renzi molto di più, perché arriva dalle "primarie", quella farsa del PD per cui vengono proposti dei candidati,

tizio caio, insigne giurista

pinco pallo, ex presidente della commissione interparlamentare

e PAPPARAPPÀ-PARAPARAPAPPÀ

RENZI

(scritto in ASCII-art)

per cui, dopo mesi di martellamenti, gli elettori vanno a votare per "Renzi".

In effetti non ho idea di chi sia Conte e da dove venga, non so nemmeno se fosse dei 5 stelle, non lo avevo mai visto né sentito nominare. È un neutrone che tiene insieme due protoni.

> Uppete per gatto.

France in free fall

Ad https://sheikyermami.com/2019/01/france-in-free-fall/
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Non Autenticato
il 2019-05-17 15:34:41.0 alle 2019-05-17 15:34:41.0
Re: Rick DuFer diretto testimone di un altro episodio di immotivato autoritarism
Scritto da: Mattia
> Sicuramente anche questo è colpa della par condicio, dei sinistri liberali, ecc ecc...
>
> No, la colpa non è né dei sinistri liberali né di Salvini, benché l'episodio sia avvenuto in una piazza di Salvini e contro delle persone A CASO che secondo gli sbirri POTEVANO (FORSE) essere dei contestatori di Salvini.
>
> Sono stati chiesti loro i documenti e sono stati cacciati dalla piazza SENZA MOTIVO... e dopo che sono stati cacciati, gli sbirri hanno chiesto loro se erano contestatori di Salvini.
>
> Rick DuFer è andato a rompere il cazzo agli sbirri chiedendo sulla base di quale norma stessero facendo questo e uno di loro gli ha risposto se volesse essere cacciato anche lui dalla piazza... e lui ha risposto che se ne sarebbe andato di sua spontanea volontà da quella merda.
>
> Come immaginavo, queste cose in Italia non succedono da ieri (ulteriori testimonianze nei commenti), ma da tanto tempo, quindi la colpa non è di Salvini.

Esatto, sono sempre successe. Si tratta, o viene addotta, la motivazione dell'ordine pubblico. Cioè se tu vai al raduno della Roma con la sciarpa della Lazio, la polizia ti acchiappa prima di entrare. Dalle manifestazioni politiche viene allontanato ogni possibile contestatore.

Tanto che avevo ideato un congegno (ma non sono capace a costruirlo Triste): un miniproiettore laser che proietta scritte, immagini fisse e animate su una parete, da nascondere da qualche parte nei palazzi di fronte. Come ti ci avvicini, il proiettore smette di funzionare per rendere più difficile la sua ricerca e rimozione.

> Tuttavia, Salvini ha comunque la colpa di mettersi le felpe della polizia in un paese in cui la polizia commette abusi da anni.
>
> Se fossi io il ministro degli interni, indosserei la felpa "La pacchia per gli sbirri è finita".
>
> L'Italia (come del resto anche gli altri paesi europei) ha bisogno di politiche libertarie, non di politici che reiterano, confermano, rafforzano e propagandano le politiche autoritariste di cui anche noi soffriamo.
>
> Rivendico il fatto che il mondo occidentale ODIERNO è il meno peggio (sia nello spazio che nel tempo) e che chi vuole tornare indietro è un folle, ma ciò non significa che va tutto bene: bisogna continuare a guardare avanti, perché la nostra libertà è solo abbozzata, non completa.

Quoto e quotissimo, stasera vado a vedermi il video.

>
>
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> **Modificato dall'autore il 17.05.2019 03:57**
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il 2019-05-17 15:06:18.0 alle 2019-05-17 15:06:18.0
Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Ordine
> > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
> >
> > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
> >
> > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
> > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
> >
> > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
> >
> > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
> >
> > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
> >
> > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
> > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

> >
> > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
>
> Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
>
> Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
>
> Immagine postata dall'utente
>
> Immagine postata dall'utente
>
> Immagine postata dall'utente
>
> Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
>
> https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
>
> ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
>
> https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
>
> È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
>
> Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
>
> **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**

Ma a Verona i tuoi nuovi amici te lo hanno lasciato il fet(icci)o in omaggio? Ficoso
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il 2019-05-17 13:50:19.0 alle 2019-05-17 13:50:19.0
Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Ordine
> > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
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> > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
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> > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
> > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
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> > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
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> > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
> >
> > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
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> > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
> > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

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> > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
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> Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
>
> Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
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> Immagine postata dall'utente
>
> Immagine postata dall'utente
>
> Immagine postata dall'utente
>
> Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
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> https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
>
> ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
>
> https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
>
> È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
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> Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
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> **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**


Insomma, dal momento che pinco pallino fa manifestazioni pro aborto di cattivo gusto e alcune pazze dicono che l'infanticidio è giustificabile, allora bisogna illegalizzare l'aborto.

Cazzo me sei un genio! Pirata

Quindi per togliere diritti a tutti i cittadini mi basta andare in piazza a dire stupidate con 4 amici? Continua pure a giustificare le reazioni di pancia dei tuoi amici subdotati, mi raccomando!

A New York l'aborto è legale fino alla 24a settimana, ma solo se il feto non è in grado di sopravvivere fuori dall'utero o la salute della madre è a rischio.
Il principio è quello di mettere la salute della madre davanti a quella del non nato, che non ha ancora visto la luce e non ha paura della morte perché non sa cosa è la vita.

Nel caso Roe contro Wade la politica non c'entra niente, quindi puoi anche lasciare fuori la tua ossessione per i sinistri liberali dal discorso.
Infatti si tratta di una sentenza dei giudici della corte suprema, sulla base del XIV emendamento, atto a stabilire una direzione a livello costituzionale, che permette leggi sull'aborto ad ampio spettro.

Questo non significa però che leggi debbano toccare gli estremi dello spettro. Non lo fanno.

La politica non c'entra, è una questione giudiziaria.

https://it.wikipedia.org/wiki/Roe_contro_Wade


Non solo, ma per parlare di politica moderna tiri fuori una cosa del 1973... e che non c'entra niente con la politica. Continua così campione! Pirata






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