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Proc di Catania
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il 2016-02-08 18:07:30.0 alle 2016-02-08 18:07:30.0
Re: untenti che preferiscono il cazzo
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> Pedoni di merda, perchè non andate a giocare a mosca cieca sull'autostrada, viscidi del cazzo..Idea!

Ecco, questo è un altro a cui piace il cazzo (nel culo)... il cazzo dei maschi adulti. A bocca storta
E visto che la sua inclinazione sessuale fa schifo a tutti, si sfoga sui pedoni per riacquistare un po' di autostima.

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Proc di Catania
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il 2016-02-08 18:01:53.0 alle 2016-02-08 18:01:53.0
Re: untenti che preferiscono il cazzo
Scritto da:
> Scritto da:
> > mattia
>
> Io preferisco il culo, non ho nessun particolare fetish per i cazzi.
>
> Delle bambine mi piace il culo e dei bambini anche. In entrambi, i genitali hanno poca rilevanza, forse è per questo che io non capisco i pedoni che si focalizzano sui bambini di un solo sesso... visto che bambini e bambine sono morfologicamente molto simili.
>
> > yoda
> > ordine reich
>
> Anche loro, come me, nelle femmine guardano altro.
>
> Guardare i genitali è posso.

Pedoni di merda, perchè non andate a giocare a mosca cieca sull'autostrada, viscidi del cazzo..Idea!
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Proc di Catania
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il 2016-02-08 17:40:16.0 alle 2016-02-08 17:40:16.0
Re: untenti che preferiscono il cazzo
Scritto da:
> mattia

Io preferisco il culo, non ho nessun particolare fetish per i cazzi.

Delle bambine mi piace il culo e dei bambini anche. In entrambi, i genitali hanno poca rilevanza, forse è per questo che io non capisco i pedoni che si focalizzano sui bambini di un solo sesso... visto che bambini e bambine sono morfologicamente molto simili.

> yoda
> ordine reich

Anche loro, come me, nelle femmine guardano altro.

Guardare i genitali è posso.
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 17:12:48.0 alle 2016-02-07 17:12:48.0
Trollate totali: 4032
Re: Ma come si può?

Scritto da:
> Scritto da: Ordine
>
> > Tornando a Galimberti non so se sia comunista o che, so solo che più passa il tempo più mi sto convincendo che i comunisti quelli veri non c'entrino un cazzo coi sinistronzi vendoliani attuali (che si dicono anticapitalisti ma poi sono favorevoli ai flussi migratori e ad utero in affitto)
>
> La sinistra attuale è formata da
>
> 1) Il PD che è il risultato di una metamorfosi del PCI che ha lentamente trasformato i comunisti in liberali di sinistra, cioè liberal, cioè una fotocopia dell'ammasso di ipocrisia che è il partito democratico americano. Mutando con sufficiente lentezza, si è riusciti a traghettare l'elettore comunista verso la nuova linea senza che se ne sia accorto. Si è comunque trattato di una trasformazione inevitabile perché il comunismo al governo non ha dato gran prova di sé: comunismo e capitalismo sono entrambi economicisti, industrialisti, progressisti eccetera, ma il capitalismo in ciò è più efficiente. Il comunismo è stato meno efficiente perché trattandosi di una forma di stato e di società da imporre con la forza, ha incontrato resistenze dovendo spendere parte delle sue energie a combattere queste resistenze.
>
> 2) I residui della sinistra che non ha accettato questa trasformazione. L'esistenza di questa frangia fornisce una nicchia ecologica a partiti vassalli che raccolgono i voti di chi non si identifica nel PD e li portano di fatto al PD, in cambio di provvedimenti progressisti che il PD farebbe comunque perché compatibili con l'ideologia liberal. Uno di questi partiti è SEL. Un altro sono stati i Verdi, da cui mi sono fatto fregare per anni. Questi partiti vivono di contentini che presentano ai propri elettori come straordinarie conquiste.
> Una parte di queste frange residue è invece extraparlamentare.
>
> > ma anzi sono più vicini a me tant'è che condivido quasi sempre il pensiero del filosofo comunista Diego Fusaro.
>
> Mi chiedo fino a che punto si possa definire comunista. A quanto pare si assiste a una convergenza tra alcune idee e parti della sinistra marginale e della destra marginale contro il comune nemico della società borghese.


Il comunismo autentico di Marx probabilmente non è mai esistito. Però non so se ti è mai capitato di discutere con dei sedicenti comunisti italiani che ti dicono "il vero comunismo non è quello di Stalin, Mao ecc.". E quale sarebbe allora il vero comunismo? Quello di Luxuria che va all' Isola dei coglioni? Quello di Vendola che vuole affittare i figli degli altri pagandoli? Quello della società multirazziale frutto dell'imperialismo capitalista? A me sembra che questi idioti confondano comunismo con un mix tra capitalismo, anarchismo e stroncate hyppie. Stalin non sarà stato un vero comunista, ma di certo questo cretini non ci puliscono nemmeno il culo a Marx.
"Se tutti facessero così..."

"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 16:11:53.0 alle 2016-02-07 16:11:53.0
Re: Ma come si può?
Scritto da: Ordine
> Il senso pudore non sarà innato (benchè non lo escluda a priori)

Il pudore culturalizza un istinto per cui agli animali non piace essere guardati, soprattutto mentre si è in condizioni di debolezza. Se lo guardi mentre caga il gatto si infastidisce e talvolta si interrompe, perché mentre sta cagando un animale è in una situazione di inferiorità.
Questo è l'elemento innato, ciò che ci si sviluppa sopra dipende da cultura a cultura.

> No, ma è necessario alla vita in comunità ed è quindi presente in tutte le culture. Il corpo umano nudo, infatti, è di per sé un segnale sessuale: seno, natiche, fianchi (nella donna). muscolatura delle spalle ( nell'uomo) attraggono inevitabilmente l'attenzione del sesso opposto. Per questo non esistono situazioni in cui il senso del pudore scompaia totalmente: ognuno di noi è sempre consapevole dello sguardo altrui. Per gli psicologi, il pudore è il desiderio di non fare entrare l'altro, nemmeno con lo sguardo, in zone cosidette "private". Si sviluppa con l'età, a mano a mano che matura la consapevolezza di poter diventare oggetto di desiderio. L'area dalla quale gli altri sono esclusi varia con gli individui, le situazioni, le culture (perfino nelle poche popolazioni al mondo che vivono completamente nude esistono tabù legati ad alcune parti del corpo). E in base al sesso: il pudore maschile riguarda soprattutto la zona genitale,poichè l'unico modo che ha l'uomo per non rivelare il desiderio sessuale ( che si manifesta con l'erezione) è coprirsi proprio lì. Le donne invece hanno più zone corporee da nascondere, e da scoprire magari solo per qualche centimetro, nel caso abbiano l'intenzione di sedurre un potenziale partner.
>
> Quello di dare colpa alle religioni è un trucchetto utilizzato dai relativisti per abbattere ogni barriera o tabù morale bollando la come irrazionale; io invece sono dell'idea che la morale non sia una conseguenza delle religioni, ma esattamente il contrario, le religioni servono solo a dare sostegno e indubbiamente esasperare una morale largamente condivisa con una bella storiellina dietro probabilmente inventata. Sono le religioni ad essere irrazionali, non la morale. Gli animali con un intelletto limitato non hanno morale, gli uomini si, tu infatti sei una BESTIA.

Ora che anche Wakko è al tappeto potreste... Imbarazzato peccato che non sia morbido come un materasso.

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Proc di Catania
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il 2016-02-07 16:02:32.0 alle 2016-02-07 16:02:32.0
Re: Ma come si può?
Scritto da: Ordine

> Tornando a Galimberti non so se sia comunista o che, so solo che più passa il tempo più mi sto convincendo che i comunisti quelli veri non c'entrino un cazzo coi sinistronzi vendoliani attuali (che si dicono anticapitalisti ma poi sono favorevoli ai flussi migratori e ad utero in affitto)

La sinistra attuale è formata da

1) Il PD che è il risultato di una metamorfosi del PCI che ha lentamente trasformato i comunisti in liberali di sinistra, cioè liberal, cioè una fotocopia dell'ammasso di ipocrisia che è il partito democratico americano. Mutando con sufficiente lentezza, si è riusciti a traghettare l'elettore comunista verso la nuova linea senza che se ne sia accorto. Si è comunque trattato di una trasformazione inevitabile perché il comunismo al governo non ha dato gran prova di sé: comunismo e capitalismo sono entrambi economicisti, industrialisti, progressisti eccetera, ma il capitalismo in ciò è più efficiente. Il comunismo è stato meno efficiente perché trattandosi di una forma di stato e di società da imporre con la forza, ha incontrato resistenze dovendo spendere parte delle sue energie a combattere queste resistenze.

2) I residui della sinistra che non ha accettato questa trasformazione. L'esistenza di questa frangia fornisce una nicchia ecologica a partiti vassalli che raccolgono i voti di chi non si identifica nel PD e li portano di fatto al PD, in cambio di provvedimenti progressisti che il PD farebbe comunque perché compatibili con l'ideologia liberal. Uno di questi partiti è SEL. Un altro sono stati i Verdi, da cui mi sono fatto fregare per anni. Questi partiti vivono di contentini che presentano ai propri elettori come straordinarie conquiste.
Una parte di queste frange residue è invece extraparlamentare.

> ma anzi sono più vicini a me tant'è che condivido quasi sempre il pensiero del filosofo comunista Diego Fusaro.

Mi chiedo fino a che punto si possa definire comunista. A quanto pare si assiste a una convergenza tra alcune idee e parti della sinistra marginale e della destra marginale contro il comune nemico della società borghese.
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 15:41:26.0 alle 2016-02-07 15:41:26.0
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Re: Ma come si può?
Il senso pudore non sarà innato (benchè non lo escluda a priori) No, ma è necessario alla vita in comunità ed è quindi presente in tutte le culture. Il corpo umano nudo, infatti, è di per sé un segnale sessuale: seno, natiche, fianchi (nella donna). muscolatura delle spalle ( nell'uomo) attraggono inevitabilmente l'attenzione del sesso opposto. Per questo non esistono situazioni in cui il senso del pudore scompaia totalmente: ognuno di noi è sempre consapevole dello sguardo altrui. Per gli psicologi, il pudore è il desiderio di non fare entrare l'altro, nemmeno con lo sguardo, in zone cosidette "private". Si sviluppa con l'età, a mano a mano che matura la consapevolezza di poter diventare oggetto di desiderio. L'area dalla quale gli altri sono esclusi varia con gli individui, le situazioni, le culture (perfino nelle poche popolazioni al mondo che vivono completamente nude esistono tabù legati ad alcune parti del corpo). E in base al sesso: il pudore maschile riguarda soprattutto la zona genitale,poichè l'unico modo che ha l'uomo per non rivelare il desiderio sessuale ( che si manifesta con l'erezione) è coprirsi proprio lì. Le donne invece hanno più zone corporee da nascondere, e da scoprire magari solo per qualche centimetro, nel caso abbiano l'intenzione di sedurre un potenziale partner.

Quello di dare colpa alle religioni è un trucchetto utilizzato dai relativisti per abbattere ogni barriera o tabù morale bollando la come irrazionale; io invece sono dell'idea che la morale non sia una conseguenza delle religioni, ma esattamente il contrario, le religioni servono solo a dare sostegno e indubbiamente esasperare una morale largamente condivisa con una bella storiellina dietro probabilmente inventata. Sono le religioni ad essere irrazionali, non la morale. Gli animali con un intelletto limitato non hanno morale, gli uomini si, tu infatti sei una BESTIA.
"Se tutti facessero così..."

"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 15:08:43.0 alle 2016-02-07 15:08:43.0
Re: Ma come si può?
Scritto da:
>
> L'unica ragione per cui molti umani soffrono di questa distorsione mentale è che siamo l'unica specie animale che ha inventato i vestiti, la gente ha cominciato a vestirsi per difendersi dalle intemperie e dalle basse temperature e anche perchè in generale i vestiti sono utili (ti difendono da graffi, punture, ecc)... così la gente ha cominciato a tenerli addosso per buona parte del tempo. Con il passare del tempo è diventato "vergognoso" non avere vestiti addosso (un po' come le musulmane considerano "vergognoso" andare in giro senza il Burqa), cosa che si è tramandata nelle superstizioni, e oggi i tardoni pensano che il pudore sia qualcosa di innato negli umani semplicemente perché si sono fatti tutta una serie di seghe mentali artificiali vecchie di millenni e sono mentalmente troppo deboli per disfarsi delle loro paure.

Ottima analisi, Ordine a tappeto.
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 14:52:22.0 alle 2016-02-07 14:52:22.0
Re: Ma come si può?
Scritto da: Ordine
> Scritto da:
> > Scritto da: Ordine
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da: Ordine
> > > > >
> > > > > Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra
> > > >
> > > > Ma non dire stronzate! Rotola dal ridere
> > > > Il pudore è una condizione praticamente patologica che porta una persona a vergognarsi del proprio corpo.
> > > > Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.
> > > > E questo quel filosofo fallito che hai citato definisce spudorata una persona che questi complessi non ce li ha. A bocca storta
> > >
> > > Il fatto che nasciamo nudi non significa che dobbiamo restare nudi.
> >
> > Non significa nemmeno che "il senso del pudore" ha una qualche utilità.
> >
> > > La Natura ci ha dato anche un cervello
> >
> > Guardando quello che scrivi non si direbbe proprio. Forse intendevi "vi ha dato un cervello".
> >
> > > per pensare cosa che tu evidentemente non fai,
> >
> > A me sembra che lui pensi molto meglio di te, microcefalo.
> >
> > > frocio di merda.
> >
> > Microcefalo, tornatene a fottere i materassi. Rotola dal ridere
>
> Il senso del pudore ce l'hanno tutte le società, chi più chi meno.

È una balla dato che esistono popolazioni (nelle zone calde) che hanno cominciato ad indossare vestiti solo dopo essere entrati in contatto con la nostra "cultura", ma anche se fosse vero non significa nulla, tant'è che molte persone anche nella nostra cultura non ne sono affette e vanno in giro vestite semplicemente perché è illegale non farlo e infatti non hanno problemi ad andare in giro nude lì dove è permesso.

Il senso del pudore è principalmente una "tradizione" perpetrata dalla superstizione, che purtroppo ha messo radici ovunque. È anche il risultato del coprirsi per altre ragioni che, a lungo andare, porta la gente a vergognarsi del mostrarsi nudi e di fare cose che, qualunque altro animale, non ha alcun problema a fare in pubblico.

L'unica ragione per cui molti umani soffrono di questa distorsione mentale è che siamo l'unica specie animale che ha inventato i vestiti, la gente ha cominciato a vestirsi per difendersi dalle intemperie e dalle basse temperature e anche perchè in generale i vestiti sono utili (ti difendono da graffi, punture, ecc)... così la gente ha cominciato a tenerli addosso per buona parte del tempo. Con il passare del tempo è diventato "vergognoso" non avere vestiti addosso (un po' come le musulmane considerano "vergognoso" andare in giro senza il Burqa), cosa che si è tramandata nelle superstizioni, e oggi i tardoni pensano che il pudore sia qualcosa di innato negli umani semplicemente perché si sono fatti tutta una serie di seghe mentali artificiali vecchie di millenni e sono mentalmente troppo deboli per disfarsi delle loro paure.

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Proc di Catania
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il 2016-02-07 14:40:47.0 alle 2016-02-07 14:40:47.0
Trollate totali: 4032
Re: Ma come si può?
Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Ordine
> > > >
> > > > Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra
> > >
> > > Ma non dire stronzate! Rotola dal ridere
> > > Il pudore è una condizione praticamente patologica che porta una persona a vergognarsi del proprio corpo.
> > > Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.
> > > E questo quel filosofo fallito che hai citato definisce spudorata una persona che questi complessi non ce li ha. A bocca storta
> >
> > Il fatto che nasciamo nudi non significa che dobbiamo restare nudi.
>
> Non significa nemmeno che "il senso del pudore" ha una qualche utilità.
>
> > La Natura ci ha dato anche un cervello
>
> Guardando quello che scrivi non si direbbe proprio. Forse intendevi "vi ha dato un cervello".
>
> > per pensare cosa che tu evidentemente non fai,
>
> A me sembra che lui pensi molto meglio di te, microcefalo.
>
> > frocio di merda.
>
> Microcefalo, tornatene a fottere i materassi. Rotola dal ridere

Il senso del pudore ce l'hanno tutte le società, chi più chi meno. Non sarà un dictat della Natura, ma se c'è l'hanno tutti seppur in misura diversa tanto inutile non è. Il tuo relativismo distruttore da 4 soldi non m'interessa.

"Se tutti facessero così..."

"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 14:04:35.0 alle 2016-02-07 14:04:35.0
Re: Ma come si può?
Scritto da: Ordine
> Scritto da:
> > Scritto da: Ordine
> > >
> > > Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra
> >
> > Ma non dire stronzate! Rotola dal ridere
> > Il pudore è una condizione praticamente patologica che porta una persona a vergognarsi del proprio corpo.
> > Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.
> > E questo quel filosofo fallito che hai citato definisce spudorata una persona che questi complessi non ce li ha. A bocca storta
>
> Il fatto che nasciamo nudi non significa che dobbiamo restare nudi. La Natura ci ha dato anche un cervello per pensare cosa che tu evidentemente non fai, frocio di merda.

Si si, siamo tutti froci. Rotola dal ridere
Se ti piace il sesso anale sei frocio, se giri nudi sei frocio, se non ritieni sensato il reato al pudore sei frocio, se ti piacciono i bambini sei frocio e se non ti piacciono anche. Tutti froci sono. Idea!
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 14:03:03.0 alle 2016-02-07 14:03:03.0
Re: Ma come si può?
Scritto da: Ordine
> Scritto da:
> > Scritto da: Ordine
> > >
> > > Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra
> >
> > Ma non dire stronzate! Rotola dal ridere
> > Il pudore è una condizione praticamente patologica che porta una persona a vergognarsi del proprio corpo.
> > Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.
> > E questo quel filosofo fallito che hai citato definisce spudorata una persona che questi complessi non ce li ha. A bocca storta
>
> Il fatto che nasciamo nudi non significa che dobbiamo restare nudi.

Non significa nemmeno che "il senso del pudore" ha una qualche utilità.

> La Natura ci ha dato anche un cervello

Guardando quello che scrivi non si direbbe proprio. Forse intendevi "vi ha dato un cervello".

> per pensare cosa che tu evidentemente non fai,

A me sembra che lui pensi molto meglio di te, microcefalo.

> frocio di merda.

Microcefalo, tornatene a fottere i materassi. Rotola dal ridere
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 13:56:30.0 alle 2016-02-07 13:56:30.0
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Re: Ma come si può?
Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> >
> > Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra
>
> Ma non dire stronzate! Rotola dal ridere
> Il pudore è una condizione praticamente patologica che porta una persona a vergognarsi del proprio corpo.
> Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.
> E questo quel filosofo fallito che hai citato definisce spudorata una persona che questi complessi non ce li ha. A bocca storta

Il fatto che nasciamo nudi non significa che dobbiamo restare nudi. La Natura ci ha dato anche un cervello per pensare cosa che tu evidentemente non fai, frocio di merda.
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 13:53:28.0 alle 2016-02-07 13:53:28.0
Re: Ma come si può?
Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> >
> > Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra
>
> Ma non dire stronzate! Rotola dal ridere

È tipico dei fasci come Ordine.

> Il pudore è una condizione praticamente patologica che porta una persona a vergognarsi del proprio corpo.

Quoto.

> Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.

Non puoi pretendere che uno che si sega sui materassi comprenda concetti così semplici.

> E questo quel filosofo fallito

CVD.
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Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2016-02-07 13:34:54.0 alle 2016-02-07 13:34:54.0
Re: Ma come si può?
Scritto da: Ordine
>
> Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra

Ma non dire stronzate! Rotola dal ridere
Il pudore è una condizione praticamente patologica che porta una persona a vergognarsi del proprio corpo.
Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.
E questo quel filosofo fallito che hai citato definisce spudorata una persona che questi complessi non ce li ha. A bocca storta
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 13:23:34.0 alle 2016-02-07 13:23:34.0
Trollate totali: 4032
Re: Ma come si può?
Scritto da:
> Scritto da:
> >
> > Il fatto che a TE non freghi nulla non significa che sia così per tutti. A me invece darebbe fastidio e basta una persona ad essere infastidita per proibire la cosa
> >
>
> Se si applicasse la regola che hai appena enunciato, la pedofilia sarebbe legale: infatti di persone a cui dà fastidio la legge dell'AOC sono più di una, sono molte. Idea!
>
> In realtà in una democrazia è la maggioranza, e quindi la cultura preponderante, a decidere... a danno della minoranza.
> Wakko argomenta al fino di rendere voi la minoranza danneggiata. Indiavolato Indiavolato Indiavolato
>
> Comunque a parte le trollate, secondo me ha senso il discorso di Wakko: il senso di pudore è in gran parte un artefatto sociale, se elimini questo elimini la radice del problema.
>

Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra. Qui riporto un intervista di Galimberti dove spiega come spudoratezza e consumismo vanno a braccetto.



Umberto Galimberti: Il mercato dell’intimità
Tratto da “la Repubblica”, 24 agosto 2002

Conformismo e consumismo hanno messo in circolazione un nuovo vizio che per comodità chiamiamo "spudoratezza", con riferimento non tanto a uno scenario sessuale, quanto al crollo di quelle pareti che consentono di distinguere l’interiorità dall’esteriorità, la parte "discreta", "singolare", "privata", "intima" di ciascuno di noi dalla sua esposizione e pubblicizzazione. Se chiamiamo "intimo" ciò che si nega all’estraneo per concederlo a chi si vuol fare entrare nel proprio segreto profondo e spesso ignoto a noi stessi, allora il pudore, che difende la nostra intimità, difende la nostra libertà. E la difende in quel nucleo dove la nostra identità personale decide che relazione instaurare con l’altro. Il pudore allora non è una faccenda di vesti, sottovesti o intimo abbigliamento, ma una sorta di vigilanza per mantenere la propria soggettività, in modo da essere segretamente se stessi in presenza degli altri.
Ma contro tutto ciò soffia il vento del nostro tempo che vuole la "pubblicizzazione del privato", perché in una società consumista, dove le merci per essere prese in considerazione devono essere pubblicizzate, si propaga un costume che contagia anche il comportamento degli uomini, i quali hanno la sensazione di esistere solo se si mettono in mostra, per cui, tra uomini e merci, il mondo è diventato una "mostra", un’esposizione pubblicitaria che è impossibile non vistare perché comunque ci siamo dentro.
Siamo diventati tutti "esposti", la nostra identità è ormai fuori di noi, è laggiù, in ciò che si dice di noi. Là si raccoglie credibilità e fiducia, accesso al credito e all’iniziativa. Dobbiamo costruirci ogni giorno una faccia con cento lingue e mille parole per poter abitare tutte le situazioni che il mondo pubblico ci ha preparato. Chi infatti non irradia una forza di esibizione e di attrazione più intensa degli altri, chi non si mette in mostra e non è irraggiato dalla luce della pubblicità non ha la forza di sollecitarci, di lui neppure ci accorgiamo, il suo richiamo non lo avvertiamo, non ce ne lasciamo coinvolgere, non lo riconosciamo, non lo usiamo, non lo consumiamo, al limite "non c’è".
Per esserci bisogna dunque apparire. E chi non ha nulla da mettere in mostra, non una merce, non un corpo, non un’abilità, non un messaggio, pur di apparire e uscire dall’anonimato, mette in mostra la propria interiorità dove è custodita quella riserva di sensazioni, sentimenti, significati "propri" che resistono all’omologazione, che nelle nostre società di massa è ciò a cui il potere tende per una più comoda gestione degli individui. Allo scopo vengono solitamente impiegati i mezzi di comunicazione che, dalla televisione ai giornali, con sempre più insistenza irrompono con "indiscrezione" nella parte "discreta" dell’individuo per ottenere non solo attraverso test, questionari, campionature, statistiche, sondaggi d’opinione, indagini di mercato, ma anche e soprattutto con intime confessioni, emozioni in diretta, storie d’amore, trivellazioni di vite private, che sia lo stesso individuo a consegnare la sua interiorità, la sua parte discreta, rendendo pubblici i suoi sentimenti, le sue emozioni, le sue sensazioni, secondo quei tracciati di "spudoratezza" che vengono acclamati come espressioni di "sincerità", perché in fondo: "Non si ha nulla da nascondere, nulla di cui vergognarsi".
A parte che "vergognarsi" è un verbo riflessivo che dunque rinvia a una riflessione, a una relazione con se stessi di cui non è proprio il caso di vergognarsi, c’è da notare anche che è un verbo che dice la nostra "esposizione agli altri". "Vergogna" viene infatti da "vereor gognam" che significa "temo la gogna, la mia esposizione pubblica". E questa è la ragione per cui solitamente non ci si vergogna della colpa, ma della nostra esposizione agli altri che il nostro pudore avverte più disdicevole della colpa. Quando dico: "Non ho nulla di cui vergognarmi" non sto dicendo solo: "Non mi vergogno, quindi non sono colpevole", ma anche: "Non mi vergogno, quindi non temo l’esposizione agli altri. Ho oltrepassato quello che per chiunque sarebbe il pudore e ho fatto della spudoratezza non solo la mia virtù, ma la prova della mia sincerità e della mia innocenza". I tracciati profondi dell’anima, in cui ciascuno dovrebbe riconoscere le radici profonde di se stesso, una volta immessi "senza pudore" nel circuito della pubblicizzazione, quando non addirittura in quello della pubblicità, non sono più propriamente "miei", ma "proprietà comune", e questo sia in ordine alla qualità del vissuto, sia in ordine al modo di viverlo, perché il pudore, prima di una faccenda di mutande che uno può cavarsi o infilarsi quando vuole, è una faccenda d’anima che, una volta depsicologizzata perché si sono fatte cadere le pareti che difendono il dentro dal fuori, l’interiorità dall’esteriorità, non esiste semplicemente più. A questo punto si potrebbe obiettare che siccome il male avviene di solito segretamente, "segretezza" e "riservatezza" sono per l’opinione pubblica prove del male.
E allora, per smentire l’opinione pubblica, omologata su questo pregiudizio, non resta che la spudoratezza di chi si tiene sempre pronto, "mani alla chiusura lampo", per interviste, pubbliche confessioni, rivelazioni dell’intimità, come è facile vedere in numerose trasmissioni televisive particolarmente seguite, dove l’invito è a collaborare attivamente e con gioia alla propria deprivatizzazione. Quanti sono interessati a che l’individuo non abbia più segreti e al limite neppure più un’interiorità, perché le pareti della casa di psiche sono crollate, alimentano il proliferare incontrollato di queste trasmissioni che, a livello subliminale, fanno passare la persuasione che la spudoratezza è una virtù: la virtù della sincerità. Per quanto la cosa possa apparire strana, la sua realizzazione nella nostra società è già in corso e il processo di eliminazione del pudore è quasi completo perché il pudore può essere non solo sintomo di "insincerità", ma addirittura, e qui anche gli psicologi danno una mano, di "introversione", di "chiusura in se stessi", quindi di inibizione se non di repressione. E inibizione e repressione, recitano i manuali di psicologia, sono sintomi di un "adattamento sociale frustrato", quindi di una socializzazione fallita. Vedete dove si può arrivare avviando una sequenza un po' disinvolta di sillogismi? Ma purtroppo la sequenza è avviata e la nostra vita è diventata proprietà comune.
E allora perché non lasciarsi intervistare senza riserva e senza pudore? In fondo anche il nostro corpo è diventato proprietà comune, e quel che un tempo era prerogativa di alcune dive, farsi misurare seni e sederi e pubblicare le relative cifre sotto la fotografia, oggi è il gioco di qualsiasi ragazza che non vuol passar per inibita. Ma anche il sesso è diventato proprietà comune e, dalla stampa alla televisione, è un susseguirsi di articoli e servizi sui piaceri e sulle difficoltà della camera da letto, redatti sotto forma di consigli, in modo confidenziale, come se fossero rivolti solo a te e non a un milione di orecchie. Questo significa "non aver nulla da nascondere, nulla di cui vergognarsi". Significa che le istanze del conformismo e dell’omologazione lavorano per portare alla luce ogni segreto, per rendere visibile ciascuno a ciascuno, per toglier di mezzo ogni interiorità come un impedimento, ogni riservatezza come un tradimento, per apprezzare ogni volontaria esibizione di sé come fatto di lealtà se non addirittura di salute psichica. E tutto ciò, anche se non ci pensiamo, approda a un solo effetto: attuare l’"omologazione della società" fin nell’intimità dei singoli individui e portare a compimento il conformismo. In fondo non è un’operazione difficile. Basta "non aver nulla da nascondere, nulla di cui vergognarsi", che tradotto significa: "Sono completamente esposto", "non custodisco nulla di intimo", "sono del tutto depsicologizzato", ma in compenso ho guadagnato appariscenza, conformità sociale e forse qualche apprezzamento per il mio coraggio e la mia sincerità.
A questo punto scopriamo che di intimo c’è rimasto solo il dolore, la malattia, la povertà che ciascuno di noi cerca di nascondere per non essere trascurato dagli altri, da loro tralasciato. E così proprio ciò che avrebbe massimamente bisogno di comunicazione (il dolore, la malattia, la povertà) resta chiuso nel segreto della solitudine dove nessuna voce giunge a diluire quel che la solitudine rende insopportabile. E poi ci si meraviglia del numero sempre più impressionante di suicidi, quando una voce inespressa decide di tacere per sempre. Qui inquietante non è il suicidio, ma la nostra meraviglia. Abbiamo capovolto il senso del pudore a cui abbiamo dato da custodire non più la nostra "intimità", in cui si radica la nostra identità personale e la nostra libertà, ma il fondo opaco e buio del nostro "dolore", reso addirittura inespressivo per l’impossibilità di comunicarlo. In questo caso non c’è né conformismo né omologazione, ma la difesa ostinata di un silenzio per non privarsi almeno di quelle conversazioni insincere, che del dolore, della malattia, della povertà non vogliono saper nulla, ma proprio nulla.


Ma poi che palle se tutto fosse sdoganato!! Come già scrissi il gusto del proibito è insito nell'uomo, se tutto fosse libero che gusto ci sarebbe.

Tornando a Galimberti non so se sia comunista o che, so solo che più passa il tempo più mi sto convincendo che i comunisti quelli veri non c'entrino un cazzo coi sinistronzi vendoliani attuali (che si dicono anticapitalisti ma poi sono favorevoli ai flussi migratori e ad utero in affitto), ma anzi sono più vicini a me tant'è che condivido quasi sempre il pensiero del filosofo comunista Diego Fusaro.
"Se tutti facessero così..."

"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 02:30:31.0 alle 2016-02-07 02:30:31.0
Re: Ma come si può?
Scritto da:
>
> Il fatto che a TE non freghi nulla non significa che sia così per tutti. A me invece darebbe fastidio e basta una persona ad essere infastidita per proibire la cosa
>

Se si applicasse la regola che hai appena enunciato, la pedofilia sarebbe legale: infatti di persone a cui dà fastidio la legge dell'AOC sono più di una, sono molte. Idea!

In realtà in una democrazia è la maggioranza, e quindi la cultura preponderante, a decidere... a danno della minoranza.
Wakko argomenta al fino di rendere voi la minoranza danneggiata. Indiavolato Indiavolato Indiavolato

Comunque a parte le trollate, secondo me ha senso il discorso di Wakko: il senso di pudore è in gran parte un artefatto sociale, se elimini questo elimini la radice del problema.

NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO

Ad http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.‎
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Proc di Catania
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il 2016-02-07 01:31:25.0 alle 2016-02-07 01:31:25.0
Re: Ma come si può?
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > > Quel bimbo è conscio che la sua immagine farà il giro del web per soddisfare i pruriti sessuali di qualcuno? E se si, è in grado a quell'età di poter deciderlo visto che a quell'età già è tanto se sa cos'è un "contratto di lavoro"? Alla fine il bambino in questione ha fatto l'attore porno in nero.
> > >
> > > Questo direi sia il punto.
> >
> > In realtà qui non c'è alcun punto.
> >
> > Al bambino non glie ne frega proprio nulla che la sua immagine faccia il giro del WEB, almeno finché non gli viene instillato il concetto di vergogna, che è un artefatto sociale. Pensa ad esempio ai nudisti, o alle popolazioni che vivono tranquillamente nudi o quasi nudi per tutta la loro esistenza senza alcuna sega mentale circa il fatto che qualcuno, da qualche parte, possa farsi una sega concreta sulla loro immagine.
> >
> > C'è poi da considerare un altro punto, un bambino cambia, fisicamente parlando, molto in fretta. È quasi impossibile dalla foto di un bambino capire come sarà da grande (e per "grande" intendo anche solo pochi anni più vecchio). Quindi anche ammesso che tu conosca direttamente questa persona da grande non la riconosceresti a meno che tu non sappia in anticipo che la foto che stai guardando è la sua foto da piccolo (o ci siano altre hint che te lo fanno pensare).
> >
> > Il discorso del "contratto di lavoro" è insensato, e al bambino in interessa minimamente.
> >
> > In altre parole no, non c'è alcuna ragione razionale in quello che hai detto, a parte la tua pura e semplice, quanto irrazionale ed infondata, paura.
> >
> > Personalmente, se esistessero mie foto da piccolo del genere, la cosa non mi scomporrebbe di un millimetro. Non avrei alcun problema sapendo che ci sono persone in giro che ci si segano sopra né di certo andrei dai sindacati a protestare per il "contratto di lavoro in nero". Semplicemente non me ne fregherebbe nulla, anzi, probabilmente troverei pure divertente l'idea che qualcuno online si sta segando sulla mia immagine.
>
> Il fatto che a TE non freghi nulla non significa che sia così per tutti. A me invece darebbe fastidio e basta una persona ad essere infastidita per proibire la cosa

A te da fastidio tutto quello che è diverso da te... e questo non è un motivo per proibire proprio nulla.
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☺
Proc di Catania
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il 2016-02-07 00:55:40.0 alle 2016-02-07 00:55:40.0
Trollate totali: 4032
Re: Ma come si può?
Scritto da:
> Scritto da:
> > fare questo a dei neonati? Non è umano.
> >
> > http://meridionews.it/articolo/39678/bimbo-nudo-e-...
> >
> > Di Noto magari generalizza sui pedoni, ma se non fosse per lui chissà se queste cose verrebbero fuori.
>
> I pedofili sono malati di mente, non puoi capirli razionalmente..Idea!

Questa discussione è di uno squallore inaudito.
"Se tutti facessero così..."

"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2016-02-07 00:44:09.0 alle 2016-02-07 00:44:09.0
Re: Ma come si può?
Scritto da:
> Scritto da:
> > > Quel bimbo è conscio che la sua immagine farà il giro del web per soddisfare i pruriti sessuali di qualcuno? E se si, è in grado a quell'età di poter deciderlo visto che a quell'età già è tanto se sa cos'è un "contratto di lavoro"? Alla fine il bambino in questione ha fatto l'attore porno in nero.
> >
> > Questo direi sia il punto.
>
> In realtà qui non c'è alcun punto.
>
> Al bambino non glie ne frega proprio nulla che la sua immagine faccia il giro del WEB, almeno finché non gli viene instillato il concetto di vergogna, che è un artefatto sociale. Pensa ad esempio ai nudisti, o alle popolazioni che vivono tranquillamente nudi o quasi nudi per tutta la loro esistenza senza alcuna sega mentale circa il fatto che qualcuno, da qualche parte, possa farsi una sega concreta sulla loro immagine.
>
> C'è poi da considerare un altro punto, un bambino cambia, fisicamente parlando, molto in fretta. È quasi impossibile dalla foto di un bambino capire come sarà da grande (e per "grande" intendo anche solo pochi anni più vecchio). Quindi anche ammesso che tu conosca direttamente questa persona da grande non la riconosceresti a meno che tu non sappia in anticipo che la foto che stai guardando è la sua foto da piccolo (o ci siano altre hint che te lo fanno pensare).
>
> Il discorso del "contratto di lavoro" è insensato, e al bambino in interessa minimamente.
>
> In altre parole no, non c'è alcuna ragione razionale in quello che hai detto, a parte la tua pura e semplice, quanto irrazionale ed infondata, paura.
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> Personalmente, se esistessero mie foto da piccolo del genere, la cosa non mi scomporrebbe di un millimetro. Non avrei alcun problema sapendo che ci sono persone in giro che ci si segano sopra né di certo andrei dai sindacati a protestare per il "contratto di lavoro in nero". Semplicemente non me ne fregherebbe nulla, anzi, probabilmente troverei pure divertente l'idea che qualcuno online si sta segando sulla mia immagine.

Il fatto che a TE non freghi nulla non significa che sia così per tutti. A me invece darebbe fastidio e basta una persona ad essere infastidita per proibire la cosa

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