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Proc di Catania
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il 2008-05-06 23:56:00.0 alle 2008-05-06 23:56:00.0
Re: 16nni stupratori
guarda che non sono wakko!

Vieni anche tu in gita in Africa!

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Le popolazioni locali ti accoglieranno così bene che scomparirai letteralmente dal resto del mondo! Lasciati alle spalle la civiltà occidentale, gli smartphone, la ruota e il fuoco!‎
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 22:50:00.0 alle 2008-05-06 22:50:00.0
Re: 16nni stupratori

- Scritto da:
> ed hanno il coraggio alcuni di considerarli
> bambini!
> http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio/Rag


(_O_)

*Wakko*
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 22:35:00.0 alle 2008-05-06 22:35:00.0
16nni stupratori
ed hanno il coraggio alcuni di considerarli bambini!
http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio/Rag...
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 22:26:00.0 alle 2008-05-06 22:26:00.0
Re: Pedoooni

>
> Io avevo pensato di ammazzarmi.


http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2182391&m_...
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 22:20:00.0 alle 2008-05-06 22:20:00.0
Re: Pedoooni

- Scritto da: godai fellow
> Ma almeno una volta nella vita non avete pensato
> di essere sporchi, malati, di ammazzarvi?
> Rispondete
> sinceramente!

Io avevo pensato di ammazzare te.
Ma poi mi sono detto che la tua esistenza è funzionale al raggiungimento dell'obiettivo. I posteri non possono criticare quello che non ha detto un morto, quindi è meglio che tu continui a vivere così che in futuro si potrà guardare obiettivamente a quello che tu stai facendo.

Immacolata concezione

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Meglio della Madonna! Se vuoi scoprire come ha fatto clicca qui!!‎
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 22:20:00.0 alle 2008-05-06 22:20:00.0
Re: Suicidio assistito per i turisti
4th death sentence for 'monster'
04/05/2008 19:06 - (SA)

Kuwait City - A Kuwait court on Sunday handed down a fourth death sentence to a 27-year-old Egyptian man accused of abducting and raping 17 children, a legal source said.

Jihad al-Saadi was arrested in July as he prepared to board a flight to Luxor in Egypt. Authorities said he confessed to raping 17 children in Hawalli, a residential district 12 kilometres south of Kuwait City.

The court, which has been trying the man on a case-by-case basis, had already issued three death sentences and a life term on Saadi.

In September, he told the court his confession had been obtained under torture and denied all the charges against him.

Saadi had earned the nickname "the Hawalli monster" after a spate of rapes of boys and girls aged 10 years and younger, whom he lured onto rooftops in the residential district, mostly inhabited by foreign workers.
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 22:13:00.0 alle 2008-05-06 22:13:00.0
Suicidio assistito per i turisti
         "Allah O Akbar"    



Kuwait: pedofilo egiziano condannato a morte
KUWAIT - Un pedofilo egiziano e' stato condannato a morte dalle autorita' del Kuwait. Jihad al-Saadi, 27 anni, e' accusato di aver violentato 17 bambini a Hawalli, zona periferica residenziale a 12 chilometri della capitale Kuwait City. Il tribunale, che giudica l'imputato caso per caso, ha inflitto allo stupratore tre condanne a morte e un ergastolo. (Agr)



             *salam aleikum*
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 22:06:00.0 alle 2008-05-06 22:06:00.0
Internet “agevola” il suicidio?
Internet “agevola” il suicidio?
17 Aprile 2008 alle 0:13


E fu così che internet, accusata da tanti di essere un luogo di perdizione pieno di pedofili e stupratori, ora è anche colpevole di favorire, agevolare e dare consigli sul suicidio. Secondo una ricerca del British Medical Journal, infatti, esaminando i siti che trattano l’argomento, la maggior parte di questi darebbero consigli proprio sull’argomento.

Per compilare la ricerca, i ricercatori hanno analizzato moltissime pagine all’interno delle quali comparivano i termini “suicidio”, “metodi di suicidio”, “metodi di suicidio sicuri”, “modi di commettere il suicidio”, “come suicidarsi”, “come uccidersi”, “metodi semplici di uccisioni”, “suicidio senza sofferenza”, e così via. Poi hanno classificato le pagine in due categorie: quelle che promuovono il suicidio e quelle che invece cercano di evitarlo. Una ricerca svolta proprio perché il modo con cui questo terribile tema è trattato in televisione o sui media influenza moltissimo il comportamento delle persone.

Il risultato incredibile è che di 240 siti analizzati, 90 erano totalmente dedicati al suicidio, mentre 45 lo incoraggiavano; 62, invece, erano dedicati al supporto o alla prevenzione, mentre 59 cercavano di scoraggiare questa pratica. Il dato preoccupante è che in tutti i motori di ricerca utilizzati, i primi tre risultati erano sempre a favore del suicidio, con Wikipedia che addirittura dà informazioni sui metodi, la velocità e la sofferenza associata ai diversi metodi.


Anche qui, ovviamente, ci troviamo di fronte a qualcosa di difficilmente controllabile. È giusto secondo voi, tenendo conto della libertà di opinione e di pensiero, cancellare o censurare le pagine che spiegano come suicidarsi? E chi dovrebbe avere l’autorità per farlo? Speriamo solo che questa ricerca non alimenti (soprattutto in alcuni tipi di programmi televisivi) la brutta tendenza di parlare male di internet senza conoscerlo veramente.
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 21:53:00.0 alle 2008-05-06 21:53:00.0
Lo zio pedofilo s'impicca in carcere

Lo zio pedofilo s'impicca in carcere



Forse non ha sopportato il peso enorme della colpa. Forse rinchiuso in quella cella di isolamento del carcere di Montorio, a Verona, ha pensato alla nipote che aveva abusato quando aveva solo sette anni e ha capito per la prima volta l'enormità dei suoi gesti e si è tolto la vita

25/04/2008 09:39


Forse non ha sopportato il peso enorme della colpa. Forse rinchiuso in quella cella di isolamento del carcere di Montorio, a Verona, ha pensato alla nipote che aveva abusato quando aveva solo sette anni e - con molti anni di ritardo - ha capito per la prima volta l'enormità dei suoi gesti. Forse dietro le sbarre il pensiero è tornato alla sua stessa famiglia, ai figli e alla moglie, al loro senso di vergogna per quello che lui era stato capace di fare. Forse in carcere - questa però è solo un'ipotesi - l'indagato ha subito violenze psicologiche e fisiche. Non sapremo mai con certezza perché il pensionato sessantenne della Valsugana abbia deciso di togliersi la vita poche ore dopo essere giunto in carcere, arrestato per aver commesso atti sessuali sulla sua nipotina. Di certo c'è che l'uomo è stato trovato all'alba, morto. Per togliersi la vita il pensionato ha utilizzato le lenzuola del letto. All'ufficio matricola, infatti, tutti i detenuti devono lasciare lacci per le scarpe, la cintura e tutti gli oggetti che potrebbero facilitare un suicidio. Ma nel letto c'erano le lenzuola, quella che nei vecchi film vengono annodate e utilizzate per calarsi lungo il muro sono servite all'indagato per togliersi la vita. L'uomo era in cella da solo perché, come sempre in questi casi, doveva rimanere in isolamento, senza leggere giornali o guardare la tv, fino all'interrogatorio di garanzia. Nella notte è andato nel piccolo bagno annesso alla cella e si è impiccato alle sbarre. Quando gli agenti di polizia penitenziaria lo hanno trovato nel bagno, il detenuto era ormai senza vita. In mattinata il pm di turno della procura di Verona ha condotto un sopralluogo in carcere. Il magistrato ha concluso che si è trattato di suicidio, senza altri retroscena. Per questo la procura scaligera è orientata a non richiedere l'autopsia. Il procedimento giudiziario si chiude dunque per morte del reo. Sulle responsabilità penali del pensionato in verità non c'erano dubbi. Gli uomini della Squadra mobile avevano raccolto una notevole mole di fonti di prova. Il primo passo in avanti lo avevano fatto grazie ad un'intuizione: quando la ragazza ventenne venne a denunciare di essere importunata via sms da uno sconosciuto, capirono che quello non era solo uno dei tantissimi casi di molestie telefoniche. C'era qualcosa di più. Scavarono aiutati anche dalla ragazza che, vinte paure e pudori, scrisse una sorta di memoriale in cui ripercorse le tappe delle terribili violenze sessuali subite da parte dello zio che dopo tanti anni era tornato alla carica ricattandola. Chiedeva prestazioni sessuali altrimenti avrebbe diffuso le foto che lui le aveva scattato con una molti anni prima, durante i loro "giochi" sessuali. Quelle foto, però, alla fine si sono rivelate una trappola mortale per lo stesso vecchio zio. Quello ricostruito dagli inquirenti è un vero e proprio racconto dell'orrore, anche perché la bambina viveva già uno stato di difficoltà familiare e per questo era stata affidata allo zio dai servizi sociali. La piccola per un anno rimase insieme al parente. Durante questo periodo la bimba sarebbe stata sottoposta a reiterate violenze sessuali, abusi che l'uomo aveva immortalato in qualche circostanza anche con la Polaroid. Quando la polizia gli è arrivata in casa, gli investigatori hanno trovato nascosta in garage una scatola dei «ricordi»: foto, vibratori, mutandine e persino dei biglietti autografi scritti dalla ragazzina. Prove inequivocabili delle violenze. L'uomo è stato dunque arrestato per ordine del gip Marco La Ganga e su richiesta del pm Alessandra Liverani. Condotto nel carcere di Montorio, dove esiste un braccio riservato ai detenuti per resti sessuali, l'indagato si è ucciso durante la prima notte in cella.


Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione

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Proc di Catania
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il 2008-05-06 21:47:00.0 alle 2008-05-06 21:47:00.0
Trollate totali: 74
Re: pedofilo australiano trovato morto

- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> > Pedofilia: pedofilo australiano trovato morto in
> > carcere
> >
> > Il Giustiziere degli Angeli
> >
> >
> > Cambogia: pedofilo australiano trovato morto in
> > carcere
> >
> > Phnom Penh, 3 mag. (Adnkronos/Dpa) - Bart
> “Lucky”
> > Lauwaert, un ex insegnante australiano
> condannato
> > a 20 anni in Cambogia per abusi su bambine, e’
> > stato trovato morto nella cella del carcere. In
> > una recente intervista telefonica dal carcere di
> > Siem Reap dopo aver perso l’appello il mese
> > scorso, il detenuto aveva minacciato di
> > suicidarsi; un funzionario della prigione ha
> > indicato che Lauwaert non era tenuto sotto
> > controllo per aver manifestato intenzioni
> suicide
> > e che le cause della sua morte restano da
> > accertare. Il 41 enne Lauwaert era stato
> > arrestato nel 2002 insieme a un amico anche lui
> > di nazionalita’ australiana, Clinton Rex
> > Betterridge: i due erano stati accusati di
> > moleste su diverse ragazzine sotto i 15 anni a
> > Siem Reap, citta’ a circa 400 chilometri a nord
> > della capitale.
> > (Ses/Ct/Adnkronos)
> >
> > 03-MAG-08
>
>
> Ma è il posto della vacanza Deluso

La tua? Bene, il prossimo sarai tu...
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 21:44:00.0 alle 2008-05-06 21:44:00.0
Re: pedofilo australiano trovato morto

- Scritto da:
> Pedofilia: pedofilo australiano trovato morto in
> carcere
>
> Il Giustiziere degli Angeli
>
>
> Cambogia: pedofilo australiano trovato morto in
> carcere
>
> Phnom Penh, 3 mag. (Adnkronos/Dpa) - Bart “Lucky”
> Lauwaert, un ex insegnante australiano condannato
> a 20 anni in Cambogia per abusi su bambine, e’
> stato trovato morto nella cella del carcere. In
> una recente intervista telefonica dal carcere di
> Siem Reap dopo aver perso l’appello il mese
> scorso, il detenuto aveva minacciato di
> suicidarsi; un funzionario della prigione ha
> indicato che Lauwaert non era tenuto sotto
> controllo per aver manifestato intenzioni suicide
> e che le cause della sua morte restano da
> accertare. Il 41 enne Lauwaert era stato
> arrestato nel 2002 insieme a un amico anche lui
> di nazionalita’ australiana, Clinton Rex
> Betterridge: i due erano stati accusati di
> moleste su diverse ragazzine sotto i 15 anni a
> Siem Reap, citta’ a circa 400 chilometri a nord
> della capitale.
> (Ses/Ct/Adnkronos)
>
> 03-MAG-08


Ma è il posto della vacanza Deluso
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il 2008-05-06 21:42:00.0 alle 2008-05-06 21:42:00.0
pedofilo australiano trovato morto
Pedofilia: pedofilo australiano trovato morto in carcere

Il Giustiziere degli Angeli


Cambogia: pedofilo australiano trovato morto in carcere

Phnom Penh, 3 mag. (Adnkronos/Dpa) - Bart “Lucky” Lauwaert, un ex insegnante australiano condannato a 20 anni in Cambogia per abusi su bambine, e’ stato trovato morto nella cella del carcere. In una recente intervista telefonica dal carcere di Siem Reap dopo aver perso l’appello il mese scorso, il detenuto aveva minacciato di suicidarsi; un funzionario della prigione ha indicato che Lauwaert non era tenuto sotto controllo per aver manifestato intenzioni suicide e che le cause della sua morte restano da accertare. Il 41 enne Lauwaert era stato arrestato nel 2002 insieme a un amico anche lui di nazionalita’ australiana, Clinton Rex Betterridge: i due erano stati accusati di moleste su diverse ragazzine sotto i 15 anni a Siem Reap, citta’ a circa 400 chilometri a nord della capitale. (Ses/Ct/Adnkronos)

03-MAG-08
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il 2008-05-06 21:22:00.0 alle 2008-05-06 21:22:00.0
Re: Pedoooni

- Scritto da: godai fellow
> Ma almeno una volta nella vita non avete pensato
> di essere sporchi

>>da che pulpito...cristo iddio ma ti rendi conto!!!

, malati, di ammazzarvi?

>>sarebbe l'unica soluzione per te!!

> Rispondete
> sinceramente!

Vieni anche tu a fare autostop in merio oriente!!!

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Non lasciarti scappare questa occasione più unica che rara di conoscere nuove culture e la gentilezza dei taxisti che provano a stuprarti ma a metà opera se ne pentono e ti lasciano in mezzo ad un bosco!‎
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 21:17:00.0 alle 2008-05-06 21:17:00.0
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Pedoooni
Ma almeno una volta nella vita non avete pensato di essere sporchi, malati, di ammazzarvi? Rispondete sinceramente!
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 21:08:00.0 alle 2008-05-06 21:08:00.0
Re: non ci sono più insospettabili..
Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 20:55:00.0 alle 2008-05-06 20:55:00.0
Re: nonciclopedia
> Da questo segue che i pedofili peggiori sono i
> ragazzi di diciotto o diciannove anni che
> concupiscono o adescano minorenni.


>>mio dio...allora anche io sono un pedone!!!...
devo fuggire prima che il grande Frassi con il
suo esercito della redenzione guidato dal grande gene-anale Godai e il suo stalliere(non che raccoglitore di cadaveri per un uso sicuramente non convenzionale)Squarta Fellon mi castrino e usino il mio cadavere per sacrificarlo al dio-frassi per agraziarsi il suo consenso!!!!!!!In lacrimeIn lacrimeIn lacrimeIn lacrimeIn lacrimeIn lacrime
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 17:49:00.0 alle 2008-05-06 17:49:00.0
Re: JAPAN - We must fight child sexual a

- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> > Criminalizing the possession of child
> > pornography does not compromise the rights to
> > privacy or free speech. Britain, Canada,
> > France, Germany, Italy and the United
> > States are all countries where a
> > high value is placed on the rights to privacy
> > and free speech

> Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere


> February 5, 2008, 2:28 a.m.
>
> At a at meeting of the House of Councilors'
> Budget Committee on February 4, Justice Minister
> Hatoyama, in reference to the Child Prostitution
> and Child Pornography Law, said he believed
> a law should be created to punish just the
> possession of images of child
> pornography
. He was responding to a
> question from ARIMURA Hiroko
> (LDP).
>

AH SI ma NO Non lo so

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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.‎
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 17:37:00.0 alle 2008-05-06 17:37:00.0
Re: JAPAN - We must fight child sexual a

- Scritto da:
> Criminalizing the possession of child
> pornography does not compromise the rights to
> privacy or free speech. Britain, Canada,
> France, Germany, Italy and the United
> States are all countries where a
> high value is placed on the rights to privacy
> and free speech

Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere
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Proc di Catania
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il 2008-05-06 17:22:00.0 alle 2008-05-06 17:22:00.0
Il giallo d'amore corre sul web
La storia
Il giallo d'amore corre sul web
Ragazzo in fuga arrestato a Londra
Il diciassettenne e il padre volevano salvare la fidanzata minorenne conosciuta su internet dai presunti maltrattamenti della famiglia, ma sono finiti in carcere
    

Marco e Alma si sono conosciuti in chat e si sono innamorati. «Sei il mio sole», le scriveva lei dal basso dei suoi quindici anni. «Se non ti sento muoio», le rispondeva lui dall'alto dei suoi diciassette anni. Lui italiano da Firenze, lei anglo-pakistana da Swindon, sud del Regno Unito. Mesi e mesi di parole, sogni e desideri raccontati su internet fino a quando l'estate scorsa sulla rete corre anche la richiesta di aiuto di Alma: «Mia madre mi picchia, voglio suicidarmi». Per Marco è solo l'inizio dell'incubo che lo porterà dentro una cella di un carcere inglese. Da nove giorni Marco e suo padre Sandro sono dietro le sbarre con l'accusa di aver tentato di rapire Alma. La storia, raccontata dal quotidiano La Nazione, parte lo scorso Natale quando la famiglia di Marco chiede a madre e figlia a trascorrere le vacanze in Italia ma l'invito non viene raccolto, la madre ha perso il lavoro. A marzo Alma chiede a Marco di comprarle un biglietto aereo per l'Italia ma quel biglietto non verrà mai usato. Marco da lontano si preoccupa sempre di più, ha paura di un gesto disperato e alla fine decide di andare lui in Inghilterra. Vuole far sentire ad Alma che lui c'è, che non la lascia sola. Il 26 aprile parte con il padre, destinazione Swindon. Il giorno dell'arrivo telefona a casa di Alma per chiedere di poterla vedere. La madre risponde al telefono, sembra gentile e chiede di avere un po' di pazienza. L'attesa dura poco: dopo un'ora vedono arrivare la polizia in albergo.
IN MANETTE. L'accusa è tentato rapimento di una minorenne. Inutile spiegare che è tutto un equivoco. Padre e figlio vengono portati prima in caserma, vengono interrogati e poi trasferiti in due carceri diverse. È disperata Graziella, la madre di Marco. Lei è rimasta a Firenze e ha saputo dell'arresto da una telefonata: «Sto impazzendo di dolore — dice sconvolta — e nessuno mi aiuta. Ho scritto al consolato e alla Farnesina. La prima richiesta di aiuto è partita la mattina del 30 aprile ma nessuno è riuscito ad aiutarci. Prego il Signore che non succeda nulla di grave». Forse c'entra anche la religione in questa storia d'amore contrastata, dice. Ieri pomeriggio ha sentito suo marito al telefono: «Era sotto choc, l'avvocato d'ufficio gli aveva appena annunciato che dovrà passare tanti anni in carcere». Marco l'ha sentito due minuti il primo maggio: «Ho cercato di tranquillizzarlo dicendogli che sto facendo il possibile per portarli a casa ma anche lui è terrorizzato». Il consolato italiano, spiegano da Londra, si è messo in contatto con la madre di Marco giovedì ma i tempi per uscire da questa situazione non sono brevi. Qualche giorno fa ha chiamato il cappellano del carcere di Bristol per dire che il padre di Marco sta male: «Mio marito soffre di una forma di ipertiroidismo — conferma Graziella — ha bisogno di cicli di cortisone periodici».
MANIFESTAZIONE DAVANTI AL CONSOLATO. I compagni di scuola di Marco, all'istituto Meucci, stanno adesso organizzando una manifestazione di protesta davanti al consolato inglese ma intanto sono già passati nove giorni dal giorno dell'arresto. «Abbiamo anche provato a parlare con la madre di Alma ma lei ci assicura che non c'entra nulla con quella denuncia. Dice che per lei Marco è come un figlio. Mi ha anche chiesto di andare da lei in attesa dell'udienza ma ho paura di finire anche io in carcere». Graziella ha dato mandato a un avvocato fiorentino di seguire l'incredibile vicenda: «Ci siamo affidati all'avvocato Antonio Voce — dice la donna — Ancora non siamo riusciti a sapere neppure quando ci sarà l'udienza. Forse il 9, forse il 14. Vi prego fate qualcosa per aiutarci. Non possono abbandonarci così».
http://corrierefiorentino.corriere.it/cronache/art...

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il 2008-05-06 17:20:00.0 alle 2008-05-06 17:20:00.0
l'Interpol lancia nuovo appello

APPELLO INTERNAZIONALE
L'Interpol diffonde le foto del pedofilo
Online 800 scatti di lui con bambini
L'uomo, oltre ad aver diffuso su internet materiale fotografico pedo-pornografico, avrebbe anche abusato di tre bambini asiatici di età compresa fra i 6 e i 10 anni. Sulla rete sarebbero state ritrovate centinaia di immagini, circa 800, nelle quali l'uomo abusa sessualmente di minori


Interpol, foto del presunto pedofilo Lione, 6 maggio 2008 - Per la seconda volta in sette anni, l'Interpol ha lanciato un avviso di ricerca internazionale sul suo sito internet per identificare e ritrovare un presunto pedofilo. L'uomo, oltre ad aver diffuso su internet materiale fotografico pedo-pornografico, avrebbe anche abusato di tre bambini di origine asiatica di età compresa fra i 6 e i 10 anni.

L'organizzazione internazionale di polizia criminale, che ha sede a Lione, ha diffuso sei fotografie dell'uomo, di razza bianca, capelli grigi e occhiali, sul suo sito internet. La foto potrebbe non essere molto recente, avvisa l'Interpol, poichè la gran parte delle immagini risale al periodo tra il 2000 e il 2001.
"E' un uomo bianco di una certa età, tra i 50 e i 70 anni. Non abbiamo alcuna idea di dove si trovi, nè di quale sia il suo paese d'origine, anche se probabilmente viene da un paese occidentale, Nordamerica, Europa o Australia", ha dichiarato il responsabile del reparto di protezione dell'infanzia, Yves Rolland. Sulla rete sarebbero state ritrovate centinaia di immagini, circa 800, nelle quali l'uomo abusa sessualmente di minori.

L'Interpol invita "tutte le persone in possesso di informazioni su quest'uomo e sul suo luogo di soggiorno" a contattare l'Ufficio centrale nazionale dell'Interpol, anche tramite internet (www.interpol.int). Secondo Robert Noble, segretario generale di Interpol, il ricercato "rappresenta un pericolo reale per i bambini".
Questo stesso sistema via internet utilizzato dall'Interpol aveva portato nell'ottobre scorso al successo dell'operazione "Vico", con l'arresto di un pedofilo in Thailandia, un canadese di 32 anni.
http://qn.quotidiano.net/2008/05/06/86010-interpol...

ha la classica faccia del malato di mente

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