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Proc di Catania
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il 2008-05-02 20:16:00.0 alle 2008-05-02 20:16:00.0
Trollate totali: 2634
Re: Parla un pedone..
Rotola dal ridere

Arricchimento culturale in Svezia

Ad https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.‎
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Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-05-02 20:15:00.0 alle 2008-05-02 20:15:00.0
Re: Pedofili, luna park e caramelle..

> so che se uscissi di galera, la prima cosa che
> farei è mettermi di nuovo alla ricerca di
> ragazzini. Mai costringendoli con la forza
> però, questo non l'ho mai fatto. Perché ad un
> pedofilo - aveva sottolineato - la forza serve
> fino a un certo punto. Un bambino te lo porti
> dietro anche con le caramelle. Oppure
> regalandogli biglietti per la
> giostra".

> Come fece lui, con un ragazzino, una delle sue
> tante vittime, di cui abusò già nel lontano 1971,
> quando Terzo aveva 26 anni. "Fu la mia prima
> volta...".


Non dici nulla figlio di puttana ?

http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2179073&m_...

Li hai comprati o no i biglietti del luna park ?
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Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-05-02 20:08:00.0 alle 2008-05-02 20:08:00.0
Re: Parla un pedone..

> il trattamento farmacologico e psicoterapeutico
> che diversi Stati già da alcuni anni prevedono
> per i pedofili recidivi. Un trattamento
> volontario, non coatto. Come quello che Natale
> Terzo ha chiesto per sé e sul quale sta lavorando
> una commissione di esperti nominata dal governo.
> «Non mi interessa rinunciare al sesso, molto più
> importante è evitare di fare male ai bambini.
> Credo che questo valga non solo per me, ma per
> tutti i pedofili che, come me, sanno ciò che
> fanno
, ma non riescono a farne a meno e quindi
> sono portati a
> rifarlo».


Si certo si è visto qua dentro quanto è vero, sono le classiche stronzate che dicono DOPO essere stati beccati; "incapacità" di controllarsi, "bene" dei bambini, anche loro vittime di abusi, (curarsi PRIMA no ovviamente) un oceano di cazzate..
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Proc di Catania
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il 2008-05-02 20:04:00.0 alle 2008-05-02 20:04:00.0
Re: Parla un pedone..
questo è proprio un malato A bocca storta
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Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-05-02 20:00:00.0 alle 2008-05-02 20:00:00.0
Parla un pedone..
La testimonianza di un pedofilo ci aiuta a capire

A dicembre pubblicai un post in cui scrivevo: «La medicina sostiene che abusa dei bambini colui che, a sua volta, è stato abusato. Se la catena non viene interrotta, l'abusato, agendo in automatico, commetterà abusi. Tutto ciò può realizzarsi soprattutto per chi è oggetto di ripetute violenze sessuali in età infantile».
Il Corriere della Sera online ha pubblicato questa testimonianza. Il grassetto è mio.

    «Sono pedofilo: se esco ricomincio»
    Parla il detenuto che chiede la castrazione chimica: è l'unico rimedio

    DAL NOSTRO INVIATO
    REGGIO EMILIA — Con gli stuzzicadenti costruisce velieri. Di sicuro, prima di uscire di qui, avrà una flotta tutta sua. Ma quindici anni di galera sono tanti, e allora Natale Terzo si è dato un obiettivo più ambizioso. Con gli stuzzicadenti riprodurrà la Torre di Pisa.

    Natale Terzo ha sessant'anni ed è un pedofilo. La parola non lo sconvolge ed è lui stesso a usarla quando parla di sé. Né lo spaventa sentir parlare di «castrazione chimica», il trattamento farmacologico e psicoterapeutico che diversi Stati già da alcuni anni prevedono per i pedofili recidivi. Un trattamento volontario, non coatto. Come quello che Natale Terzo ha chiesto per sé e sul quale sta lavorando una commissione di esperti nominata dal governo. «Non mi interessa rinunciare al sesso, molto più importante è evitare di fare male ai bambini. Credo che questo valga non solo per me, ma per tutti i pedofili che, come me, sanno ciò che fanno, ma non riescono a farne a meno e quindi sono portati a rifarlo».

    Natale Terzo è nato a Palermo e poi è emigrato con la famiglia a Reggio Emilia, dopo un'adolescenza trascorsa quasi tutta nella casa di rieducazione di San Cataldo, Caltanissetta, dove lo portavano ogni volta che scappava di casa perché il padre lo picchiava. Meglio: lo torturava. Lo metteva su una sedia, gli legava i polsi dietro la schiena e lo frustava.

    «Usava i fili della luce, bagnati, per fare più male e lasciare i segni».
    Natale è un detenuto modello. Non dà fastidio a nessuno, parla senza alzare mai la voce, piange quando va a trovarlo sua madre, «che ha ottant'anni ed è la sola persona che mi voglia bene nonostante tutto». È stato anche sposato, vent'anni fa. Ma Concetta, la madre di suo figlio, lasciò Natale dopo sette anni. Credeva, Concetta, che anche Natale fosse stato travolto dalla «crisi del settimo anno» e che avesse un'altra. «Invece non c'era nessun'altra donna. A me piacevano i ragazzini. Li trovavo molto più attraenti delle donne. Mia moglie non ci credeva. Ma nel '92, quando mi condannarono per aver abusato di un bambino di 11 anni, Concetta capì. E se ne andò con nostro figlio». Il ragazzo oggi ha vent'anni e Natale non lo vede da allora. «Non credo che mi cercherà mai. Ma se accadesse, gli racconterei la verità».

    Ma quale «verità» può raccontare un mostro? Uno che ha abusato di venti bambini nel corso della sua vita? «Questa verità: io non sono un mostro, sono un malato. Ho agito sempre in base a un impulso più forte di me. Ma non cerco di giustificarmi. So che ho fatto del male e che qualche genitore se potesse mi ammazzerebbe. Lo capisco. Eppure so che se uscissi di galera la prima cosa che farei è mettermi di nuovo alla ricerca di ragazzini. Mai costringendoli con la forza però, questo non l'ho mai fatto».

    Certo, l'uso della forza fisica non è indifferente, ma cambia poco, perché a un pedofilo, dice Natale, la forza serve fino a un certo punto, o non serve per nulla. Un bambino te lo porti dietro anche con le caramelle o suonando il piffero magico. Oppure regalandogli biglietti per la giostra, come Natale Terzo aveva fatto con il ragazzino di cui abusò nel 1971, quando aveva 26 anni. «Fu la mia prima volta, poi ho sempre avuto rapporti con le donne, mi sono sposato... Ma nel '92 ci sono ricascato e da allora non mi sono più fermato». Sa bene, Natale, che ogni sua parola sull'argomento rischia di essere strumentalizzata. Ma da quando Rita Rizzi e Alessandro Verona, la psicologa e l'avvocato che lo assistono, sono riusciti a ottenere la sua fiducia, Natale Terzo non ha più cercato rifugio nel silenzio e oggi dice che non vuol morire se prima non affronta questo problema che gli ha cambiato la vita. Un problema che in realtà è la sua storia inconfessabile.

    Quella nota, di violentatore. Ma anche quella ignota, di violentato. «Tutto cominciò a Palermo, in una casa diroccata dietro la Cattedrale. Ciccio l'edicolante mi aveva regalato pochi spiccioli e io lo seguii. Abusò di me per più un'ora. Ho pianto, ho gridato, ma non c'era nessuno. Mi trovarono il mattino dopo. Mio padre mi picchiò, finii in un istituto». E non è stata quella l'unica casa di «rieducazione» per Natale. Fino a 18 anni, fu un continuo entrare e uscire da posti del genere, dove l'abuso sessuale era la regola, anche a Bologna e a Parma, in questo identiche a Caltanissetta.
    Anche adesso che costruisce velieri con gli stuzzicadenti, Natale non smette di pensare ai ragazzini. E si ritrova pedofilo anche in sogno, sempre gli stessi sogni, che lo perseguitano riproponendogli il medesimo, terribile oggetto di desiderio. «Non posso continuare così. Se esiste la possibilità di intervenire, di fare una cura, perché chi mi condanna, e prima di tutti lo Stato, non fa qualcosa per me e per tutti quelli come me? Siamo tanti, purtroppo. E il carcere, per quelli come noi, serve ancora meno che per tutti gli altri. Non cerco la pietà di nessuno. Ma non sono un mostro. Sono un pedofilo».
    Carlo Vulpio

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Proc di Catania
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il 2008-05-02 19:51:00.0 alle 2008-05-02 19:51:00.0
Pedofili, luna park e caramelle..
Questo è gia morto soffocato nei suoi liquami ma qui in questa sezione ce ne sono altri di questi bastardi in tutto il loro sudicio putridume..

Vedi..

http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2179073&m_...

******************


Un anno fa Natale Terzo fu condannato a 15 anni
L'avvocato: in cella è in pericolo. Ed è polemica

Violentò 17 bimbi, esce dal carcere
Ha un tumore, va ai domiciliari

Reggio Emilia, aveva chiesto la castrazione: "Se mi liberano lo rifaccio"
di GIUSEPPE CAPORALE

REGGIO EMILIA - "Procedete alla mia castrazione chimica, perché se esco dal carcere, torno a caccia di bambini". Questo aveva dichiarato Natale Terzo, più di un anno fa, qualche giorno prima della lettura della sentenza che lo condannava a quindici anni per violenza sessuale. Pena comminata per aver abusato di diciassette bambini. Ora, quello che fu ribattezzato dai media il "mostro del camper", da qualche giorno, è tornato a casa. A sessantadue anni ha un tumore ai polmoni. E per il giudice la sua malattia è grave ed "incompatibile" con il carcere. Il suo avvocato è riuscito ad ottenere tale provvedimento grazie a una consulenza medica secondo la quale il carcere non è idoneo per lo stato di salute di Natale Terzo.

"Lì fumano tutti - ha spiegato il legale - e il mio assistito potrebbe ulteriormente aggravarsi". Per l'avvocato Alessandro Verona, poi, Natale Terzo non è affatto pericoloso: "E' talmente debilitato da essere innocuo". E anche questo avrebbe influito sulla relazione medica e sulla decisione presa del magistrato. Terzo sconterà la pena agli arresti domiciliari, e potrà recarsi in ospedale per le terapie. Sarà assistito da alcuni familiari che si sono detti disponibili in questo momento particolare della sua vita ad occuparsi di lui.

Non tutti approvano la decisione. "Scandaloso - commenta la notizia uno degli avvocati di parte civile, Donatella Ferretti - questo provvedimento neutralizza la forza della sentenza che era stata esemplare nella sua durezza. E' stato provato in sede processuale, che per più di venti anni quest'uomo si è macchiato di gravi reati di pedofilia. D'accordo, ora è gravemente malato. Ma, prima del provvedimento che concede gli arresti domiciliari, forse sarebbe stato opportuno valutare una lunga terapia in carcere o in ospedale. Del resto, quanti sono i malati gravi in Italia detenuti in carcere?".

Tace invece, il sostituto procuratore Lucia Russo, che sostenne con grande determinazione l'accusa al processo. "Non intendo commentare questa decisione" ha risposto il sostituto procuratore. A lei era toccato il compito di ricostruire le storie violente di Natale Terzo e raccogliere le testimonianze dei bambini.

Il processo, ovviamente aveva suscitato gravi tensioni. Una delle madri delle vittime, il giorno della sentenza, aveva dichiarato davanti alle telecamere: "Se esce di galera e me lo trovo di fronte, lo uccido con le mie mani".


"Io non sono un mostro - aveva replicato invece Natale Terzo in una recente intervista - sono solo malato. Ho agito sempre in base a un impulso più forte di me. Ma non cerco di giustificarmi. So che ho fatto del male e che qualche genitore se potesse, mi ammazzerebbe. Lo capisco. Eppure so che se uscissi di galera, la prima cosa che farei è mettermi di nuovo alla ricerca di ragazzini. Mai costringendoli con la forza però, questo non l'ho mai fatto. Perché ad un pedofilo - aveva sottolineato - la forza serve fino a un certo punto. Un bambino te lo porti dietro anche con le caramelle. Oppure regalandogli biglietti per la giostra".
Come fece lui, con un ragazzino, una delle sue tante vittime, di cui abusò già nel lontano 1971, quando Terzo aveva 26 anni. "Fu la mia prima volta...".
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Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-05-02 19:39:00.0 alle 2008-05-02 19:39:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA

- Scritto da:
>
> - Scritto da:
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> > >
> > > sarebbe stata una cosa molto diversa si
> >
> > ne parliamo, ok ?
>
> perchè non sarebbe stata una cosa diversa?
>
> lo dice anche la legge
>
> sotto i dieci anni non vi è distinzione tra
> coercizione o
> meno
>
> sopra si
>
> 609 quater oppure 609 ter
>
>
> l'emotività sopprime la razionalità si sa


Lo hai letto questa bestia ?

> forse capirà. Non ha reagito, non sapeva cosa
> stava capitando.
Quando gli ho fatto delle
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Proc di Catania
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il 2008-05-02 19:36:00.0 alle 2008-05-02 19:36:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA

- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> >
> > >
> > > sarebbe stata una cosa molto diversa si
> >
> > ne parliamo, ok ?
>
> perchè non sarebbe stata una cosa diversa?
>
> lo dice anche la legge
>
> sotto i dieci anni non vi è distinzione tra
> coercizione o
> meno
>
> sopra si
>
> 609 quater oppure 609 ter
>
>
> l'emotività sopprime la razionalità si sa


La legge dice che è stupro in ogni caso; per la stessa ragione per cui non si puo vendere una macchina ad uno di dieci anni o fargli firmare un contratto: il valore di quel consenso è nullo

checchè ne dicano i pedoni con le tasche piene di caramelle come te
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Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-02 19:30:00.0 alle 2008-05-02 19:30:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA

- Scritto da:
>
> >
> > sarebbe stata una cosa molto diversa si
>
> ne parliamo, ok ?

perchè non sarebbe stata una cosa diversa?

lo dice anche la legge

sotto i dieci anni non vi è distinzione tra coercizione o meno

sopra si

609 quater oppure 609 ter


l'emotività sopprime la razionalità si sa

France in free fall

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Proc di Catania
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il 2008-05-02 19:26:00.0 alle 2008-05-02 19:26:00.0
Re: Pedofilia, verso la castrazione chim

> Rosario Giorgio Costa (FI). Si intende cioè
> punire con il carcere da tre a cinque anni
> chiunque istighi a commettere il reato. 2) C'è
> anche chi pensa alla nascita di un'agenzia
> nazionale specializzata per rafforzare i
> controlli. La propongono i deputati Verdi ed ha
> il compito di studiare e coordinare misure di
> contrasto al fenomeno
. Può operare anche
> all'estero e deve istituire una banca dati. 3)


Tu quoque licchione Ficoso
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Proc di Catania
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il 2008-05-02 19:23:00.0 alle 2008-05-02 19:23:00.0
Pedofilia, verso la castrazione chimica
Molti i disegni di legge che auspicano una soluzione drastica contro i pedofili

(ITnews) - Roma - Quale punizione infliggere ai pedofili? A giudicare dal Parlamento italiano la soluzione più drastica - quella della castrazione chimica - non è da escludere. Alla Camera e al Senato, infatti, sono state presentate in questa legislatura circa dieci proposte di legge, in alcune delle quali, come in quella di Stefano Pedica (Idv), si chiede di ricorrere alla castrazione chimica per chi commette abusi sessuali sui minori. Intransigenti anche Lega e FI. Il Carroccio, infatti, chiede di trattare la pedofilia alla stregua dell'omicidio. Anche FI è per la linea dura. La responsabile 'azzurrà di Famiglia e minori Maria Burani Procaccini definisce quella di Sarkozy sulla castrazione chimica «una buona proposta che è certamente meglio del niente che circonda le iniziative di contrasto alla pedofilia in Italia». Ecco una sintesi delle principali misure di contrasto contenute nei disegni di legge presentati negli ultimi tre mesi. Si dividono, sostanzialmente, lungo tre linee guida: la prima volta a introdurre il reato di apologia anche per la pedofilia; la seconda mira a a rafforzare i controlli e a inasprire le condanne; l'ultima a modificare le procedure per le testimonianze dei minori. 1) A chiedere l'estensione del reato di apologia anche per la pedofilia ci sono varie proposte di legge tra cui quelle presentata dalla responsabile Giustizia della Lega Carolina Lussana, dal deputato di An Giulia Cosenza e da Rosario Giorgio Costa (FI). Si intende cioè punire con il carcere da tre a cinque anni chiunque istighi a commettere il reato. 2) C'è anche chi pensa alla nascita di un'agenzia nazionale specializzata per rafforzare i controlli. La propongono i deputati Verdi ed ha il compito di studiare e coordinare misure di contrasto al fenomeno. Può operare anche all'estero e deve istituire una banca dati. 3) Nei provvedimenti depositati da An nei due rami del Parlamento si riforma la procedura per l'ascolto dei minori nella fase delle indagini e in quella dibattimentale anche alla luce di quanto avvenuto all'asilo di Rignano Flaminio. Si chiede cioè che il minore sia sempre ascoltato da uno psicologo o psichiatra seguito dal magistrato magari attraverso «l'uso di un vetro specchio e di un citofono». Poi si introducono l«obbligo di denuncià e la sanzione per chiunque »occulti, distrugga o alteri« disegni o documenti che potrebbero aiutare a individuare violenze e colpevoli. Per i più pericolosi, Edmondo Cirielli (AN) propone infine il divieto di frequentare minori, anche se parenti, e luoghi di ritrovo per ragazzi: dai parchi giochi ai luna park.
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Proc di Catania
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il 2008-05-02 19:14:00.0 alle 2008-05-02 19:14:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA

>
> sarebbe stata una cosa molto diversa si


Dove abiti ?

Vengo a casa tua e ne parliamo, ok ?
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Proc di Catania
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il 2008-05-02 19:13:00.0 alle 2008-05-02 19:13:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA

- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> >
> > >
> > > quindi ?
> > >
> > > se non la tratteneva e gli dava un biglietto
> per
> > > il luna park era tutto ok
> > > ?
> >
> > > forse capirà. Non ha reagito, non sapeva
> cosa
> > > stava capitando. Quando gli ho fatto delle
> > > domande mi ha detto «Papà, mi ha preso per il
> > > braccio, non sapevo cosa fare» e poi si è
> messa
> > a
> > > piangere.La mamma della piccola invece non ha
> >
> > A bocca storta
>
>
> Ovvio è una bambina, sono i pedoni a non voler
> capire la sottile
> differenza


Basta spiegarglielo nel modo giusto e vedi che "capiscono" anche loro..


Immagine postata dall'utente

Vieni anche tu a scuola in Svezia!

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Qui accettiamo qualunque tipo di animale! Non facciamo discriminazioni noi! Mica siamo razzisti!!!‎
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Proc di Catania
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il 2008-05-02 19:11:00.0 alle 2008-05-02 19:11:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA

- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> >
> > - Scritto da:
> > > Parla il genitore della bambina vittima di
> > > violenza sessuale:"Mi fermano per strada per
> > > chiedermi se è mia
> > > figlia"
> > >
> > > ORRORE A SANTA LUCIA - Intervista al genitore
> > > della bambina vittima della violenza
> > > sessuale:
> > > «Mi ha preso e tirata dentro la cucina»
> > > Il papà svela cosa gli ha raccontato la bimba:
> > > «Non sapevo più cosa fare»«E’ un trauma
> pesante
> > > che si fa sentire. La piccola continua a dire
> > che
> > > non vuole andare a scuola» «Papà, mi ha preso
> > per
> > > il braccio... Non sapevo cosa fare». Questo ha
> > > raccontato la bimba di dieci anni di Santa
> > Lucia,
> > > vittima di abusi sessuali, al padre, che ieri
> > > mattina ci ha rilasciato un’intervista.
> > > Amareggiato, sconsolato, con gli occhi
> > rassegnati
> > > di chi non ha più voglia di parlare, l’uomo
> > > rivive ogni giorno il dolore per quello che è
> > > accaduto alla sua bambina. «L’istinto sarebbe
> > > stato quello di ucciderlo, è un animale. Non
> si
> > > possono fare queste cose a una bambina di
> dieci,
> > > dico dieci anni», ha detto riferendosi a chi
> ha
> > > abusato della
> > > piccola.
> > > Qual è il suo stato d’animo oggi?Non è di
> certo
> > > buono, questo è un trauma pesante, che si fa
> > > sentire. Poi siamo rammaricati anche di quello
> > > che leggiamo sui giornali o sentiamo alla
> > > televisione. Certe cose fanno male, male,
> male.
> > > Noi non conosciamo chi sia questo
> individuo.Come
> > > sta reagendo invece vostra figlia?Continua a
> > dire
> > > che non vuole andare a scuola. Vedremo lunedì
> > > (oggi, ndr) cosa si sentirà.Cosa vi ha detto
> > dopo
> > > quello che è accaduto?È rientrata a casa
> > > piangendo, dicendo che l’aveva presa per un
> > > braccio e tirata dentro la cucina. L’ha
> > confidato
> > > alla mamma. Verrebbe voglia di farsi giustizia
> > da
> > > soli...Come passate queste ore?Nella speranza
> di
> > > sapere qualcosa, che al più presto questo
> > > individuo venga preso. Che venga richiuso
> > > affinché non possa più commettere atti del
> > > genere. Come è capitato a mia figlia temo
> possa
> > > succedere ad altri. Speriamo solo lo prendano
> e
> > > lo rinchiudano. E che gli diano una vera
> > > punizione, anche se il timore è che lo tengano
> > > dentro poco e poi esca. Che lo mandino in
> > carcere
> > > a casa sua.Cosa vorrebbe dire a chi ha usato
> > > violenza a vostra figlia? Non servirebbe a
> > niente
> > > neanche vederlo in faccia. È un animale. Come
> fa
> > > a prendersela con una bimba di dieci anni? Una
> > > bambina di dieci anni che non può difendersi,
> > una
> > > bambina che non sa nemmeno darti uno
> schiaffo.La
> > > bambina ha passato molto tempo in ospedale per
> > > esami e accertamenti...Possiamo solo dire bene
> > di
> > > come si sta comportando l’Ulss 7. Il 25 aprile
> > > abbiamo portato la bambina in ospedale
> all’una
> e
> > > mezza ed è rientrata a casa alle 19. Stanno
> > > facendo il massimo. Anche il supporto
> > psicologico
> > > è utile.Quali sono le vostre speranze oggi?Che
> > al
> > > più presto venga fatta giustizia. E non sono
> > solo
> > > io come padre a volerlo. Anche tutta la
> > > popolazione di Santa Lucia è rimasta
> > > profondamente colpita.Potrete mai perdonare?
> Non
> > > c’è nessun perdono. Non si possono né
> concepire
> > > né perdonare atti del genere. Ma come si può
> > fare
> > > questo a una bambina di dieci anni? Come
> tentate
> > > di superare questi momenti? Pensate di
> > > allontanarvi per qualche giorno dal paese?No,
> > > questa è la nostra terra. È chi commette atti
> > del
> > > genere che se ne deve andare via da qui. Io mi
> > > butto su lavoro, per non pensare. Tentando di
> > > continuare a vivere nella quotidianità.Il
> tempo
> > > che passa aiuta a lenire questa ferita?Ogni
> > > giorno che passa qualcuno mi ferma, qualche
> > > conoscente, e mi chiede se è mia figlia. E
> ogni
> > > volta è un trauma, un dolore, una sofferenza.
> > > Vorremo dimenticare.La bambina parla ancora di
> > > quello che è accaduto?Non ne parla più. È
> troppo
> > > piccola, non sa ancora cosa vuol dire. Più
> > avanti
> > > forse capirà. Non ha reagito, non sapeva cosa
> > > stava capitando. Quando gli ho fatto delle
> > > domande mi ha detto «Papà, mi ha preso per il
> > > braccio, non sapevo cosa fare» e poi si è
> messa
> > a
> > > piangere.La mamma della piccola invece non ha
> > più
> > > voglia di parlare e ha rilasciato solo poche
> > > parole: «Adesso basta, stiamo andando oltre.
> > Sono
> > > amareggiata per tutte le fandonie che vengono
> > > dette sulla tragica vicenda che è toccata a
> mia
> > > figlia. Vi dico solo che sarà detta la verità,
> > ma
> > > la cosa che adesso mi interessa di più è che
> mia
> > > figlia continui la vita di sempre e che non
> > debba
> > > avere paura di uscire di casa temendo che gli
> si
> > > punti il dito. Penso che ne abbia tutto il
> > > diritto».
> > >
> > > (La Tribuna di Treviso 28 aprile 2008)
> >
> > l'ha coercizzata ,ha usato coercizione fisica
> > trattenendola per un
> > braccio
>
> quindi ?
>
> se non la tratteneva e gli dava un biglietto per
> il luna park era tutto ok
> ?

sarebbe stata una cosa molto diversa si
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Proc di Catania
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il 2008-05-02 19:11:00.0 alle 2008-05-02 19:11:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA

- Scritto da:
>
> >
> > quindi ?
> >
> > se non la tratteneva e gli dava un biglietto per
> > il luna park era tutto ok
> > ?
>
> > forse capirà. Non ha reagito, non sapeva cosa
> > stava capitando.
Quando gli ho fatto delle
> > domande mi ha detto «Papà, mi ha preso per il
> > braccio, non sapevo cosa fare» e poi si è messa
> a
> > piangere.La mamma della piccola invece non ha
>
> A bocca storta


Ovvio è una bambina, sono i pedoni a non voler capire la sottile differenza
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Proc di Catania
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il 2008-05-02 19:09:00.0 alle 2008-05-02 19:09:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA

>
> quindi ?
>
> se non la tratteneva e gli dava un biglietto per
> il luna park era tutto ok
> ?

> forse capirà. Non ha reagito, non sapeva cosa
> stava capitando.
Quando gli ho fatto delle
> domande mi ha detto «Papà, mi ha preso per il
> braccio, non sapevo cosa fare» e poi si è messa a
> piangere.La mamma della piccola invece non ha

A bocca storta
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il 2008-05-02 19:07:00.0 alle 2008-05-02 19:07:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA

- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> > Parla il genitore della bambina vittima di
> > violenza sessuale:"Mi fermano per strada per
> > chiedermi se è mia
> > figlia"
> >
> > ORRORE A SANTA LUCIA - Intervista al genitore
> > della bambina vittima della violenza
> > sessuale:
> > «Mi ha preso e tirata dentro la cucina»
> > Il papà svela cosa gli ha raccontato la bimba:
> > «Non sapevo più cosa fare»«E’ un trauma pesante
> > che si fa sentire. La piccola continua a dire
> che
> > non vuole andare a scuola» «Papà, mi ha preso
> per
> > il braccio... Non sapevo cosa fare». Questo ha
> > raccontato la bimba di dieci anni di Santa
> Lucia,
> > vittima di abusi sessuali, al padre, che ieri
> > mattina ci ha rilasciato un’intervista.
> > Amareggiato, sconsolato, con gli occhi
> rassegnati
> > di chi non ha più voglia di parlare, l’uomo
> > rivive ogni giorno il dolore per quello che è
> > accaduto alla sua bambina. «L’istinto sarebbe
> > stato quello di ucciderlo, è un animale. Non si
> > possono fare queste cose a una bambina di dieci,
> > dico dieci anni», ha detto riferendosi a chi ha
> > abusato della
> > piccola.
> > Qual è il suo stato d’animo oggi?Non è di certo
> > buono, questo è un trauma pesante, che si fa
> > sentire. Poi siamo rammaricati anche di quello
> > che leggiamo sui giornali o sentiamo alla
> > televisione. Certe cose fanno male, male, male.
> > Noi non conosciamo chi sia questo individuo.Come
> > sta reagendo invece vostra figlia?Continua a
> dire
> > che non vuole andare a scuola. Vedremo lunedì
> > (oggi, ndr) cosa si sentirà.Cosa vi ha detto
> dopo
> > quello che è accaduto?È rientrata a casa
> > piangendo, dicendo che l’aveva presa per un
> > braccio e tirata dentro la cucina. L’ha
> confidato
> > alla mamma. Verrebbe voglia di farsi giustizia
> da
> > soli...Come passate queste ore?Nella speranza di
> > sapere qualcosa, che al più presto questo
> > individuo venga preso. Che venga richiuso
> > affinché non possa più commettere atti del
> > genere. Come è capitato a mia figlia temo possa
> > succedere ad altri. Speriamo solo lo prendano e
> > lo rinchiudano. E che gli diano una vera
> > punizione, anche se il timore è che lo tengano
> > dentro poco e poi esca. Che lo mandino in
> carcere
> > a casa sua.Cosa vorrebbe dire a chi ha usato
> > violenza a vostra figlia? Non servirebbe a
> niente
> > neanche vederlo in faccia. È un animale. Come fa
> > a prendersela con una bimba di dieci anni? Una
> > bambina di dieci anni che non può difendersi,
> una
> > bambina che non sa nemmeno darti uno schiaffo.La
> > bambina ha passato molto tempo in ospedale per
> > esami e accertamenti...Possiamo solo dire bene
> di
> > come si sta comportando l’Ulss 7. Il 25 aprile
> > abbiamo portato la bambina in ospedale all’una e
> > mezza ed è rientrata a casa alle 19. Stanno
> > facendo il massimo. Anche il supporto
> psicologico
> > è utile.Quali sono le vostre speranze oggi?Che
> al
> > più presto venga fatta giustizia. E non sono
> solo
> > io come padre a volerlo. Anche tutta la
> > popolazione di Santa Lucia è rimasta
> > profondamente colpita.Potrete mai perdonare? Non
> > c’è nessun perdono. Non si possono né concepire
> > né perdonare atti del genere. Ma come si può
> fare
> > questo a una bambina di dieci anni? Come tentate
> > di superare questi momenti? Pensate di
> > allontanarvi per qualche giorno dal paese?No,
> > questa è la nostra terra. È chi commette atti
> del
> > genere che se ne deve andare via da qui. Io mi
> > butto su lavoro, per non pensare. Tentando di
> > continuare a vivere nella quotidianità.Il tempo
> > che passa aiuta a lenire questa ferita?Ogni
> > giorno che passa qualcuno mi ferma, qualche
> > conoscente, e mi chiede se è mia figlia. E ogni
> > volta è un trauma, un dolore, una sofferenza.
> > Vorremo dimenticare.La bambina parla ancora di
> > quello che è accaduto?Non ne parla più. È troppo
> > piccola, non sa ancora cosa vuol dire. Più
> avanti
> > forse capirà. Non ha reagito, non sapeva cosa
> > stava capitando. Quando gli ho fatto delle
> > domande mi ha detto «Papà, mi ha preso per il
> > braccio, non sapevo cosa fare» e poi si è messa
> a
> > piangere.La mamma della piccola invece non ha
> più
> > voglia di parlare e ha rilasciato solo poche
> > parole: «Adesso basta, stiamo andando oltre.
> Sono
> > amareggiata per tutte le fandonie che vengono
> > dette sulla tragica vicenda che è toccata a mia
> > figlia. Vi dico solo che sarà detta la verità,
> ma
> > la cosa che adesso mi interessa di più è che mia
> > figlia continui la vita di sempre e che non
> debba
> > avere paura di uscire di casa temendo che gli si
> > punti il dito. Penso che ne abbia tutto il
> > diritto».
> >
> > (La Tribuna di Treviso 28 aprile 2008)
>
> l'ha coercizzata ,ha usato coercizione fisica
> trattenendola per un
> braccio

quindi ?

se non la tratteneva e gli dava un biglietto per il luna park era tutto ok ?

Titolo di prova

Ad gtregtg
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Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-02 18:58:00.0 alle 2008-05-02 18:58:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA

- Scritto da:
> Parla il genitore della bambina vittima di
> violenza sessuale:"Mi fermano per strada per
> chiedermi se è mia
> figlia"
>
> ORRORE A SANTA LUCIA - Intervista al genitore
> della bambina vittima della violenza
> sessuale:
> «Mi ha preso e tirata dentro la cucina»
> Il papà svela cosa gli ha raccontato la bimba:
> «Non sapevo più cosa fare»«E’ un trauma pesante
> che si fa sentire. La piccola continua a dire che
> non vuole andare a scuola» «Papà, mi ha preso per
> il braccio... Non sapevo cosa fare». Questo ha
> raccontato la bimba di dieci anni di Santa Lucia,
> vittima di abusi sessuali, al padre, che ieri
> mattina ci ha rilasciato un’intervista.
> Amareggiato, sconsolato, con gli occhi rassegnati
> di chi non ha più voglia di parlare, l’uomo
> rivive ogni giorno il dolore per quello che è
> accaduto alla sua bambina. «L’istinto sarebbe
> stato quello di ucciderlo, è un animale. Non si
> possono fare queste cose a una bambina di dieci,
> dico dieci anni», ha detto riferendosi a chi ha
> abusato della
> piccola.
> Qual è il suo stato d’animo oggi?Non è di certo
> buono, questo è un trauma pesante, che si fa
> sentire. Poi siamo rammaricati anche di quello
> che leggiamo sui giornali o sentiamo alla
> televisione. Certe cose fanno male, male, male.
> Noi non conosciamo chi sia questo individuo.Come
> sta reagendo invece vostra figlia?Continua a dire
> che non vuole andare a scuola. Vedremo lunedì
> (oggi, ndr) cosa si sentirà.Cosa vi ha detto dopo
> quello che è accaduto?È rientrata a casa
> piangendo, dicendo che l’aveva presa per un
> braccio e tirata dentro la cucina. L’ha confidato
> alla mamma. Verrebbe voglia di farsi giustizia da
> soli...Come passate queste ore?Nella speranza di
> sapere qualcosa, che al più presto questo
> individuo venga preso. Che venga richiuso
> affinché non possa più commettere atti del
> genere. Come è capitato a mia figlia temo possa
> succedere ad altri. Speriamo solo lo prendano e
> lo rinchiudano. E che gli diano una vera
> punizione, anche se il timore è che lo tengano
> dentro poco e poi esca. Che lo mandino in carcere
> a casa sua.Cosa vorrebbe dire a chi ha usato
> violenza a vostra figlia? Non servirebbe a niente
> neanche vederlo in faccia. È un animale. Come fa
> a prendersela con una bimba di dieci anni? Una
> bambina di dieci anni che non può difendersi, una
> bambina che non sa nemmeno darti uno schiaffo.La
> bambina ha passato molto tempo in ospedale per
> esami e accertamenti...Possiamo solo dire bene di
> come si sta comportando l’Ulss 7. Il 25 aprile
> abbiamo portato la bambina in ospedale all’una e
> mezza ed è rientrata a casa alle 19. Stanno
> facendo il massimo. Anche il supporto psicologico
> è utile.Quali sono le vostre speranze oggi?Che al
> più presto venga fatta giustizia. E non sono solo
> io come padre a volerlo. Anche tutta la
> popolazione di Santa Lucia è rimasta
> profondamente colpita.Potrete mai perdonare? Non
> c’è nessun perdono. Non si possono né concepire
> né perdonare atti del genere. Ma come si può fare
> questo a una bambina di dieci anni? Come tentate
> di superare questi momenti? Pensate di
> allontanarvi per qualche giorno dal paese?No,
> questa è la nostra terra. È chi commette atti del
> genere che se ne deve andare via da qui. Io mi
> butto su lavoro, per non pensare. Tentando di
> continuare a vivere nella quotidianità.Il tempo
> che passa aiuta a lenire questa ferita?Ogni
> giorno che passa qualcuno mi ferma, qualche
> conoscente, e mi chiede se è mia figlia. E ogni
> volta è un trauma, un dolore, una sofferenza.
> Vorremo dimenticare.La bambina parla ancora di
> quello che è accaduto?Non ne parla più. È troppo
> piccola, non sa ancora cosa vuol dire. Più avanti
> forse capirà. Non ha reagito, non sapeva cosa
> stava capitando. Quando gli ho fatto delle
> domande mi ha detto «Papà, mi ha preso per il
> braccio, non sapevo cosa fare» e poi si è messa a
> piangere.La mamma della piccola invece non ha più
> voglia di parlare e ha rilasciato solo poche
> parole: «Adesso basta, stiamo andando oltre. Sono
> amareggiata per tutte le fandonie che vengono
> dette sulla tragica vicenda che è toccata a mia
> figlia. Vi dico solo che sarà detta la verità, ma
> la cosa che adesso mi interessa di più è che mia
> figlia continui la vita di sempre e che non debba
> avere paura di uscire di casa temendo che gli si
> punti il dito. Penso che ne abbia tutto il
> diritto».
>
> (La Tribuna di Treviso 28 aprile 2008)

l'ha coercizzata ,ha usato coercizione fisica trattenendola per un braccio
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Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-02 18:55:00.0 alle 2008-05-02 18:55:00.0
Re: ORRORE A SANTA LUCIA


> neanche vederlo in faccia. È un animale. Come fa
> a prendersela con una bimba di dieci anni? Una
> bambina di dieci anni che non può difendersi, una
> bambina che non sa nemmeno darti uno schiaffo.La
> volta è un trauma, un dolore, una sofferenza.
> Vorremo dimenticare.La bambina parla ancora di
> quello che è accaduto?Non ne parla più. È troppo
> piccola, non sa ancora cosa vuol dire. Più avanti
> forse capirà. Non ha reagito, non sapeva cosa
> stava capitando. Quando gli ho fatto delle
> domande mi ha detto «Papà, mi ha preso per il
> braccio, non sapevo cosa fare» e poi si è messa a
> piangere.La mamma della piccola invece non ha


castrazione con tenaglia arroventata A bocca storta
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Proc di Catania
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il 2008-05-02 18:47:00.0 alle 2008-05-02 18:47:00.0
ORRORE A SANTA LUCIA
Parla il genitore della bambina vittima di violenza sessuale:"Mi fermano per strada per chiedermi se è mia figlia"

ORRORE A SANTA LUCIA - Intervista al genitore della bambina vittima della violenza sessuale:
«Mi ha preso e tirata dentro la cucina»
Il papà svela cosa gli ha raccontato la bimba: «Non sapevo più cosa fare»«E’ un trauma pesante che si fa sentire. La piccola continua a dire che non vuole andare a scuola» «Papà, mi ha preso per il braccio... Non sapevo cosa fare». Questo ha raccontato la bimba di dieci anni di Santa Lucia, vittima di abusi sessuali, al padre, che ieri mattina ci ha rilasciato un’intervista. Amareggiato, sconsolato, con gli occhi rassegnati di chi non ha più voglia di parlare, l’uomo rivive ogni giorno il dolore per quello che è accaduto alla sua bambina. «L’istinto sarebbe stato quello di ucciderlo, è un animale. Non si possono fare queste cose a una bambina di dieci, dico dieci anni», ha detto riferendosi a chi ha abusato della piccola.
Qual è il suo stato d’animo oggi?Non è di certo buono, questo è un trauma pesante, che si fa sentire. Poi siamo rammaricati anche di quello che leggiamo sui giornali o sentiamo alla televisione. Certe cose fanno male, male, male. Noi non conosciamo chi sia questo individuo.Come sta reagendo invece vostra figlia?Continua a dire che non vuole andare a scuola. Vedremo lunedì (oggi, ndr) cosa si sentirà.Cosa vi ha detto dopo quello che è accaduto?È rientrata a casa piangendo, dicendo che l’aveva presa per un braccio e tirata dentro la cucina. L’ha confidato alla mamma. Verrebbe voglia di farsi giustizia da soli...Come passate queste ore?Nella speranza di sapere qualcosa, che al più presto questo individuo venga preso. Che venga richiuso affinché non possa più commettere atti del genere. Come è capitato a mia figlia temo possa succedere ad altri. Speriamo solo lo prendano e lo rinchiudano. E che gli diano una vera punizione, anche se il timore è che lo tengano dentro poco e poi esca. Che lo mandino in carcere a casa sua.Cosa vorrebbe dire a chi ha usato violenza a vostra figlia? Non servirebbe a niente neanche vederlo in faccia. È un animale. Come fa a prendersela con una bimba di dieci anni? Una bambina di dieci anni che non può difendersi, una bambina che non sa nemmeno darti uno schiaffo.La bambina ha passato molto tempo in ospedale per esami e accertamenti...Possiamo solo dire bene di come si sta comportando l’Ulss 7. Il 25 aprile abbiamo portato la bambina in ospedale all’una e mezza ed è rientrata a casa alle 19. Stanno facendo il massimo. Anche il supporto psicologico è utile.Quali sono le vostre speranze oggi?Che al più presto venga fatta giustizia. E non sono solo io come padre a volerlo. Anche tutta la popolazione di Santa Lucia è rimasta profondamente colpita.Potrete mai perdonare? Non c’è nessun perdono. Non si possono né concepire né perdonare atti del genere. Ma come si può fare questo a una bambina di dieci anni? Come tentate di superare questi momenti? Pensate di allontanarvi per qualche giorno dal paese?No, questa è la nostra terra. È chi commette atti del genere che se ne deve andare via da qui. Io mi butto su lavoro, per non pensare. Tentando di continuare a vivere nella quotidianità.Il tempo che passa aiuta a lenire questa ferita?Ogni giorno che passa qualcuno mi ferma, qualche conoscente, e mi chiede se è mia figlia. E ogni volta è un trauma, un dolore, una sofferenza. Vorremo dimenticare.La bambina parla ancora di quello che è accaduto?Non ne parla più. È troppo piccola, non sa ancora cosa vuol dire. Più avanti forse capirà. Non ha reagito, non sapeva cosa stava capitando. Quando gli ho fatto delle domande mi ha detto «Papà, mi ha preso per il braccio, non sapevo cosa fare» e poi si è messa a piangere.La mamma della piccola invece non ha più voglia di parlare e ha rilasciato solo poche parole: «Adesso basta, stiamo andando oltre. Sono amareggiata per tutte le fandonie che vengono dette sulla tragica vicenda che è toccata a mia figlia. Vi dico solo che sarà detta la verità, ma la cosa che adesso mi interessa di più è che mia figlia continui la vita di sempre e che non debba avere paura di uscire di casa temendo che gli si punti il dito. Penso che ne abbia tutto il diritto».

(La Tribuna di Treviso 28 aprile 2008)

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