Proc di Catania
Scritto da: avvelentani
> L'unica azione di moderazione che esiste nel codice serve a spostare un thread in procura.
Perche' nessuno ha spostato questo
?!?
> L'unica azione di moderazione che esiste nel codice serve a spostare un thread in procura.
Perche' nessuno ha spostato questo
?!?
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
AH SI ma NO Non lo so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2012-02-15 17:12:20.0 alle 2012-02-15 17:12:20.0
Scritto da: Giambo
> Scritto da:
>
> > Questo pirla si è fatto fare il lavaggio del cervello dagli antipedofili.
>
> Ma anche no.
> Lui e' guarito, lui era come te, ricordatelo !
>
> Forse, un giorno, anche tu potresti guarire ...
> Ma dubito che tu sia abbastanza intelligente
...
No.
Lui è tale quale a un ipotetico omosessuale che in gioventù vive positivamente la sua sessualità (egostinonico) e a un certo punto della sua vita scopre le vie illuminate del Signore (si fa per dire) e si fa convincere dai bigotti che l'omosessualità è un peccato ecc ecc...
Il pedofilo in questione non è guarito.
Se mai è diventato un pedofilo malato. Un pedofilo egodistonico, per l'appunto.
La guarigione sta nel passare da egodistonici a egostinonici. Lui ha intrapreso il processo inverso.
> Scritto da:
>
> > Questo pirla si è fatto fare il lavaggio del cervello dagli antipedofili.
>
> Ma anche no.
> Lui e' guarito, lui era come te, ricordatelo !
>
> Forse, un giorno, anche tu potresti guarire ...
> Ma dubito che tu sia abbastanza intelligente
...No.
Lui è tale quale a un ipotetico omosessuale che in gioventù vive positivamente la sua sessualità (egostinonico) e a un certo punto della sua vita scopre le vie illuminate del Signore (si fa per dire) e si fa convincere dai bigotti che l'omosessualità è un peccato ecc ecc...
Il pedofilo in questione non è guarito.
Se mai è diventato un pedofilo malato. Un pedofilo egodistonico, per l'appunto.
La guarigione sta nel passare da egodistonici a egostinonici. Lui ha intrapreso il processo inverso.
Proc di Catania
LA pedofilia è una malatia ?
Il forum dei troll ha anche la firma... oddio...
Proc di Catania
Scritto da:
> Questo pirla si è fatto fare il lavaggio del cervello dagli antipedofili.
Ma anche no.
Lui e' guarito, lui era come te, ricordatelo !
Forse, un giorno, anche tu potresti guarire ...
Ma dubito che tu sia abbastanza intelligente
...
> Questo pirla si è fatto fare il lavaggio del cervello dagli antipedofili.
Ma anche no.
Lui e' guarito, lui era come te, ricordatelo !
Forse, un giorno, anche tu potresti guarire ...
Ma dubito che tu sia abbastanza intelligente
...
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2012-02-15 16:55:17.0 alle 2012-02-15 16:55:17.0
Scritto da: Ceiling dog
>
> Se tu avessi un cervello sapresti che ad un bambino di quella età un'esperienza simile influirà sul resto della sua vita..
Dimostralo.
>
> Se tu avessi un cervello sapresti che ad un bambino di quella età un'esperienza simile influirà sul resto della sua vita..
Dimostralo.
MA checcazzo ne so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2012-02-15 16:49:48.0 alle 2012-02-15 16:49:48.0
Scritto da: avvelentani
> Scritto da:
> > Scritto da: altg
> > > allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato.
> >
> >
> > Un atcomportamento distruttivo ovviamente non può essere tollerato dalla società.
> >
> > Secondo la visione stereotipica culturalmente diffusa, la pedofilia è distruttiva, ma io francamente ho qualche serio dubbio a riguardo.
>
> dimostralo.
Perché non inizi tu a dimostrare che è una cosa distruttiva?
Il sesso è piacevole, quindi di default non la si considera una cosa distruttiva. Se ritieni che lo possa essere per una qualsiasi categoria di persone/viventi, allora devi dimostrarlo.
> Scritto da:
> > Scritto da: altg
> > > allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato.
> >
> >
> > Un atcomportamento distruttivo ovviamente non può essere tollerato dalla società.
> >
> > Secondo la visione stereotipica culturalmente diffusa, la pedofilia è distruttiva, ma io francamente ho qualche serio dubbio a riguardo.
>
> dimostralo.
Perché non inizi tu a dimostrare che è una cosa distruttiva?
Il sesso è piacevole, quindi di default non la si considera una cosa distruttiva. Se ritieni che lo possa essere per una qualsiasi categoria di persone/viventi, allora devi dimostrarlo.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2012-02-15 16:47:30.0 alle 2012-02-15 16:47:30.0
Scritto da:
> “IO PEDOFILO,
> HO CAPITO CHE C’È UNA VIA D’USCITA”.
>
> Una cosa è chiara: qui non c’è nulla da giustificare; qui non c’è nulla da compatire; qui non c’è nulla da perdonare perché il perdono non serve e basta. Questo è uno degli abissi dell’animo umano. E questa è una intervista ad un pedofilo che parla delle sue pulsioni, della sua storia, dei suoi reati gravi. Di un male che sgomenta. Sempre più intollerabile perché, nonostante tutto, l’infanzia ha più valore oggi di un tempo, anche di un tempo recente. Un male profondo. “Sì – afferma – un male profondo. Ed è per questo che ho deciso di raccontare la mia storia di pedofilo.
> DOMANDA: Lei è seguito da uno specialista?
> RISPOSTA: Sì sono seguito da uno specialista del centro di salute mentale. Sento il bisogno di dire ad una certa, chiamiamola così, categoria di pedofili, che ci sono i presupposti per prendere coscienza di quello che si fa. Che ogni scusa che si cerca è di comodo, da tutti i punti di vista. Io sono ancora un pedofilo, ho ancora questi impulsi con i quali dovrò convivere, però quando si riesce a fare un passo avanti si sta bene. Vede questo taccuino? Questo è quello che chiamo il mio taccuino emozionale: quando sento di nuovo gli impulsi lo apro ed è come ricevere una scossa. C’è la foto di mio padre, vede? Qui c’è quella di un’altra persona che è stata molto importante per me.
> D: Questo gliel’ha consigliato lo psicologo?
>
> R: No, queste sono cose che capisci da solo quando inizi stabilmente un percorso.
> D: Un percorso, immagino, che è iniziato con un reato e una condanna?
> R: Sì la scelta è nata quando ho avuto a che fare con la polizia. La polizia delle comunicazioni, gente che ha una grande competenza tecnica, ma anche umana. Sono stati loro a capire che in me c’era qualcosa che si poteva salvare e mi hanno spronato ad andare al Centro.
> D: Insomma se non l’avessero perso lei avrebbe continuato.
> R: Ero combattuto tra bisogno e rimorso. Prevaleva il rimorso, ma poi non trovavo la forza per non farlo più.
> D: Lei è stato individuato perché faceva scambi su internet?
> R: No, il computer non l’ho mai voluto perché sapevo che avrebbe aumentato la mia pericolosità. Sono stato preso in seguito a contatti che avevo con una minore tramite il telefonino.
> D: Minore che non è riuscito a incontrare…
> R: No, anche se stavamo per incontrarci. In precedenza avevo fissato già altri incontri ma mi ero tirato indietro. Dentro di me c’era un contrasto tra l’anima bianca e quella nera.
> D: Quindi lei aveva consapevolezza di quello che stava facendo?
> R: Sì, ma come dicevo cercavo di trovare giustificazioni al mio modo di agire e questo di cercare scuse è il modo per non trovare una soluzione e andare avanti fino a superare una linea definitiva.
> D: Lei è stato condannato?
> R: Sì, in primo grado a 7 anni per un cumulo di pene…..
> D: Quindi lei ha commesso più volte lo stesso reato?
> R: Sì, l’avvocato dice che si potrebbe anche arrivare ai 4 anni di condanna perché ci sono i presupporti per considerare la mia personalità border-line, ma a me interessa poco.
> D: Se i giudici di appello confermeranno la condanna lei andrà in prigione. Lo sa?
> R: A me non importa. In prigione non ci andrò di sicuro e non perché penso di scappare, ma perchè ho già predisposto tutto per il suicidio.
> D: Ne parla con un distacco che raggela.
> R: Ho già tentato di uccidermi e ci penso spesso.
>
> D: Quando si è accorto di essere un pedofilo?
>
> R. A 20 anni. Il primo passo con un annuncio civetta che ho trovato su un giornale e ho iniziato con lo scambio di fotografie. Ma come dicevo mi rendevo conto che stavo andando nella direzione sbagliata, che diventavo sempre più un pericolo. Ma provavo solo rimorso e il rimorso non basta.
> D: L’impulso che provava la spaventava?
> R: Adesso mi fa paura a tal punto che mi accorgo di non avere più stimoli sessuali. E questo senza prendere farmaci. All’inizio invece, mi sembrava addirittura di essere un eletto e questo è tipico di chi rimane in una fase della personalità adolescenziale.
> D: Le ringrazia la Polizia, quindi lei ritiene che la repressione e le pene dure siano fondamentali?
> R: Per determinate persone non recuperabili, il carcere può servire.
> Se non ci sono le basi per una presa di coscienza, non resta che la paura della prigione.
> Però ci sono pedofili, ed è a questi che io mi rivolgo, che sanno che stanno seguendo la strada sbagliata, anche se non ne possono fare a meno, e che se faranno il salto di livello non potranno più essere recuperate.
> D: È la seconda volta che lei dice che c’è una soglia di non ritorno.
> R: Sì, quando l’atto fisico viene consumato e l’appagamento può essere talmente elevato da portarli alla morte morale.
> D: Prima del suo arresto, c’è stato un momento nel quale ha avuto la percezione che lei stava precipitando?
> R: Faccio una premessa: il pedofilo virtuale è forte soprattutto nella realtà virtuale perché è un debole nella realtà vera.
> Ma i pedofili, anche se hanno personalità fragili, hanno di solito una grande capacità di scardinare le difese del minore e di renderselo amico. A me è capitato il caso di un pedofilo che aveva contattato con i messaggini una ragazzina per farsi mandare delle foto facendole credere di essere una ragazza. Io, che mi ero messo d’accordo con questo tipo per scambiarci le fotografie, ad un certo punto ho deciso di avvertirla.
> D: Perché lo ha fatto? Perché la vittima le ha fatto pena?
> R: Soprattutto perché ho capito che questa persona, questo pedofilo, mi utilizzava perché era più forte.
> e nella pedofilia il gioco tra personalità più o meno deboli è fondamentale. Di solito il pedofilo adesca un ragazzino o una ragazzina problematica, quella che si paice meno e che quindi viene attratta dalle lusinghe.
> E i pedofili in questo sono di solito molto abili anche perché hanno una personalità bloccata ad alcune fasi adolescenziali. Nel mio percorso l’ho capito: ero immaturo, profondamente immaturo.
> D: Della cosiddetta “castrazione chimica” cosa pensa?
> R: Un farmaco che inibisca gli impulsi può essere efficace, ma bisogna prenderlo con continuità quindi ci vuole comunque una presa di coscienza, una volontà reale. Però se ci fosse un farmaco che mi rendesse almeno impotente, io sarei disposto a prenderlo.
> D: Quanto è esteso il mondo della pedofilia?
> R: Più di quello che si immagina. Per fortuna la Polizia ha metodiche sempre più avanzate, ma internet è un’arma letale in mano ai pedofili che stanno trovando sistemi sempre nuovi per sfuggire ai controlli.
> D: Perché uno diventa pedofilo?
> R: Non si nasce così. Lo diventi secondo il vissuto dell’adolescenza. Io sono cresciuto con molta lentezza, in maturità. Diciamo che ho avuto un’infanzia complicata: un padre alcolista, ho subito un abuso sessuale…comunque queste cose non devono diventare giustificazioni.
> D: Lei si è mai innamorato di una sua potenziale vittima?
> R: No. Io non ho mai amato e non so cosa sia l’amore. Ho solo usato l’amore in modo strumentale.
> D: Lei è convinto che parlare di pedofilia serva?
> R: Serve perché la paura e la diffidenza sono una difesa per le potenziali vittime e, in questo caso, serve a far capire a quelli come me che le strutture ci sono. Dire. Non vado dallo psicologo perché costa, è una scusa. Nei centri di salute mentale si può trovare aiuto.
> D: La sua speranza?
> R: Riuscire ad avere una vita normale. Anzi, banale.
>
> FINE - da L’ADIGE – di B. Zorzi.
>
Questo pirla si è fatto fare il lavaggio del cervello dagli antipedofili.
Su una cosa ha ragione: lui certamente ha una personalità debole, ma che non estenda la cosa a tutta la categoria.
> “IO PEDOFILO,
> HO CAPITO CHE C’È UNA VIA D’USCITA”.
>
> Una cosa è chiara: qui non c’è nulla da giustificare; qui non c’è nulla da compatire; qui non c’è nulla da perdonare perché il perdono non serve e basta. Questo è uno degli abissi dell’animo umano. E questa è una intervista ad un pedofilo che parla delle sue pulsioni, della sua storia, dei suoi reati gravi. Di un male che sgomenta. Sempre più intollerabile perché, nonostante tutto, l’infanzia ha più valore oggi di un tempo, anche di un tempo recente. Un male profondo. “Sì – afferma – un male profondo. Ed è per questo che ho deciso di raccontare la mia storia di pedofilo.
> DOMANDA: Lei è seguito da uno specialista?
> RISPOSTA: Sì sono seguito da uno specialista del centro di salute mentale. Sento il bisogno di dire ad una certa, chiamiamola così, categoria di pedofili, che ci sono i presupposti per prendere coscienza di quello che si fa. Che ogni scusa che si cerca è di comodo, da tutti i punti di vista. Io sono ancora un pedofilo, ho ancora questi impulsi con i quali dovrò convivere, però quando si riesce a fare un passo avanti si sta bene. Vede questo taccuino? Questo è quello che chiamo il mio taccuino emozionale: quando sento di nuovo gli impulsi lo apro ed è come ricevere una scossa. C’è la foto di mio padre, vede? Qui c’è quella di un’altra persona che è stata molto importante per me.
> D: Questo gliel’ha consigliato lo psicologo?
>
> R: No, queste sono cose che capisci da solo quando inizi stabilmente un percorso.
> D: Un percorso, immagino, che è iniziato con un reato e una condanna?
> R: Sì la scelta è nata quando ho avuto a che fare con la polizia. La polizia delle comunicazioni, gente che ha una grande competenza tecnica, ma anche umana. Sono stati loro a capire che in me c’era qualcosa che si poteva salvare e mi hanno spronato ad andare al Centro.
> D: Insomma se non l’avessero perso lei avrebbe continuato.
> R: Ero combattuto tra bisogno e rimorso. Prevaleva il rimorso, ma poi non trovavo la forza per non farlo più.
> D: Lei è stato individuato perché faceva scambi su internet?
> R: No, il computer non l’ho mai voluto perché sapevo che avrebbe aumentato la mia pericolosità. Sono stato preso in seguito a contatti che avevo con una minore tramite il telefonino.
> D: Minore che non è riuscito a incontrare…
> R: No, anche se stavamo per incontrarci. In precedenza avevo fissato già altri incontri ma mi ero tirato indietro. Dentro di me c’era un contrasto tra l’anima bianca e quella nera.
> D: Quindi lei aveva consapevolezza di quello che stava facendo?
> R: Sì, ma come dicevo cercavo di trovare giustificazioni al mio modo di agire e questo di cercare scuse è il modo per non trovare una soluzione e andare avanti fino a superare una linea definitiva.
> D: Lei è stato condannato?
> R: Sì, in primo grado a 7 anni per un cumulo di pene…..
> D: Quindi lei ha commesso più volte lo stesso reato?
> R: Sì, l’avvocato dice che si potrebbe anche arrivare ai 4 anni di condanna perché ci sono i presupporti per considerare la mia personalità border-line, ma a me interessa poco.
> D: Se i giudici di appello confermeranno la condanna lei andrà in prigione. Lo sa?
> R: A me non importa. In prigione non ci andrò di sicuro e non perché penso di scappare, ma perchè ho già predisposto tutto per il suicidio.
> D: Ne parla con un distacco che raggela.
> R: Ho già tentato di uccidermi e ci penso spesso.
>
> D: Quando si è accorto di essere un pedofilo?
>
> R. A 20 anni. Il primo passo con un annuncio civetta che ho trovato su un giornale e ho iniziato con lo scambio di fotografie. Ma come dicevo mi rendevo conto che stavo andando nella direzione sbagliata, che diventavo sempre più un pericolo. Ma provavo solo rimorso e il rimorso non basta.
> D: L’impulso che provava la spaventava?
> R: Adesso mi fa paura a tal punto che mi accorgo di non avere più stimoli sessuali. E questo senza prendere farmaci. All’inizio invece, mi sembrava addirittura di essere un eletto e questo è tipico di chi rimane in una fase della personalità adolescenziale.
> D: Le ringrazia la Polizia, quindi lei ritiene che la repressione e le pene dure siano fondamentali?
> R: Per determinate persone non recuperabili, il carcere può servire.
> Se non ci sono le basi per una presa di coscienza, non resta che la paura della prigione.
> Però ci sono pedofili, ed è a questi che io mi rivolgo, che sanno che stanno seguendo la strada sbagliata, anche se non ne possono fare a meno, e che se faranno il salto di livello non potranno più essere recuperate.
> D: È la seconda volta che lei dice che c’è una soglia di non ritorno.
> R: Sì, quando l’atto fisico viene consumato e l’appagamento può essere talmente elevato da portarli alla morte morale.
> D: Prima del suo arresto, c’è stato un momento nel quale ha avuto la percezione che lei stava precipitando?
> R: Faccio una premessa: il pedofilo virtuale è forte soprattutto nella realtà virtuale perché è un debole nella realtà vera.
> Ma i pedofili, anche se hanno personalità fragili, hanno di solito una grande capacità di scardinare le difese del minore e di renderselo amico. A me è capitato il caso di un pedofilo che aveva contattato con i messaggini una ragazzina per farsi mandare delle foto facendole credere di essere una ragazza. Io, che mi ero messo d’accordo con questo tipo per scambiarci le fotografie, ad un certo punto ho deciso di avvertirla.
> D: Perché lo ha fatto? Perché la vittima le ha fatto pena?
> R: Soprattutto perché ho capito che questa persona, questo pedofilo, mi utilizzava perché era più forte.
> e nella pedofilia il gioco tra personalità più o meno deboli è fondamentale. Di solito il pedofilo adesca un ragazzino o una ragazzina problematica, quella che si paice meno e che quindi viene attratta dalle lusinghe.
> E i pedofili in questo sono di solito molto abili anche perché hanno una personalità bloccata ad alcune fasi adolescenziali. Nel mio percorso l’ho capito: ero immaturo, profondamente immaturo.
> D: Della cosiddetta “castrazione chimica” cosa pensa?
> R: Un farmaco che inibisca gli impulsi può essere efficace, ma bisogna prenderlo con continuità quindi ci vuole comunque una presa di coscienza, una volontà reale. Però se ci fosse un farmaco che mi rendesse almeno impotente, io sarei disposto a prenderlo.
> D: Quanto è esteso il mondo della pedofilia?
> R: Più di quello che si immagina. Per fortuna la Polizia ha metodiche sempre più avanzate, ma internet è un’arma letale in mano ai pedofili che stanno trovando sistemi sempre nuovi per sfuggire ai controlli.
> D: Perché uno diventa pedofilo?
> R: Non si nasce così. Lo diventi secondo il vissuto dell’adolescenza. Io sono cresciuto con molta lentezza, in maturità. Diciamo che ho avuto un’infanzia complicata: un padre alcolista, ho subito un abuso sessuale…comunque queste cose non devono diventare giustificazioni.
> D: Lei si è mai innamorato di una sua potenziale vittima?
> R: No. Io non ho mai amato e non so cosa sia l’amore. Ho solo usato l’amore in modo strumentale.
> D: Lei è convinto che parlare di pedofilia serva?
> R: Serve perché la paura e la diffidenza sono una difesa per le potenziali vittime e, in questo caso, serve a far capire a quelli come me che le strutture ci sono. Dire. Non vado dallo psicologo perché costa, è una scusa. Nei centri di salute mentale si può trovare aiuto.
> D: La sua speranza?
> R: Riuscire ad avere una vita normale. Anzi, banale.
>
> FINE - da L’ADIGE – di B. Zorzi.
>
Questo pirla si è fatto fare il lavaggio del cervello dagli antipedofili.
Su una cosa ha ragione: lui certamente ha una personalità debole, ma che non estenda la cosa a tutta la categoria.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2012-02-15 15:46:13.0 alle 2012-02-15 15:46:13.0
“IO PEDOFILO,
HO CAPITO CHE C’È UNA VIA D’USCITA”.
Una cosa è chiara: qui non c’è nulla da giustificare; qui non c’è nulla da compatire; qui non c’è nulla da perdonare perché il perdono non serve e basta. Questo è uno degli abissi dell’animo umano. E questa è una intervista ad un pedofilo che parla delle sue pulsioni, della sua storia, dei suoi reati gravi. Di un male che sgomenta. Sempre più intollerabile perché, nonostante tutto, l’infanzia ha più valore oggi di un tempo, anche di un tempo recente. Un male profondo. “Sì – afferma – un male profondo. Ed è per questo che ho deciso di raccontare la mia storia di pedofilo.
DOMANDA: Lei è seguito da uno specialista?
RISPOSTA: Sì sono seguito da uno specialista del centro di salute mentale. Sento il bisogno di dire ad una certa, chiamiamola così, categoria di pedofili, che ci sono i presupposti per prendere coscienza di quello che si fa. Che ogni scusa che si cerca è di comodo, da tutti i punti di vista. Io sono ancora un pedofilo, ho ancora questi impulsi con i quali dovrò convivere, però quando si riesce a fare un passo avanti si sta bene. Vede questo taccuino? Questo è quello che chiamo il mio taccuino emozionale: quando sento di nuovo gli impulsi lo apro ed è come ricevere una scossa. C’è la foto di mio padre, vede? Qui c’è quella di un’altra persona che è stata molto importante per me.
D: Questo gliel’ha consigliato lo psicologo?
R: No, queste sono cose che capisci da solo quando inizi stabilmente un percorso.
D: Un percorso, immagino, che è iniziato con un reato e una condanna?
R: Sì la scelta è nata quando ho avuto a che fare con la polizia. La polizia delle comunicazioni, gente che ha una grande competenza tecnica, ma anche umana. Sono stati loro a capire che in me c’era qualcosa che si poteva salvare e mi hanno spronato ad andare al Centro.
D: Insomma se non l’avessero perso lei avrebbe continuato.
R: Ero combattuto tra bisogno e rimorso. Prevaleva il rimorso, ma poi non trovavo la forza per non farlo più.
D: Lei è stato individuato perché faceva scambi su internet?
R: No, il computer non l’ho mai voluto perché sapevo che avrebbe aumentato la mia pericolosità. Sono stato preso in seguito a contatti che avevo con una minore tramite il telefonino.
D: Minore che non è riuscito a incontrare…
R: No, anche se stavamo per incontrarci. In precedenza avevo fissato già altri incontri ma mi ero tirato indietro. Dentro di me c’era un contrasto tra l’anima bianca e quella nera.
D: Quindi lei aveva consapevolezza di quello che stava facendo?
R: Sì, ma come dicevo cercavo di trovare giustificazioni al mio modo di agire e questo di cercare scuse è il modo per non trovare una soluzione e andare avanti fino a superare una linea definitiva.
D: Lei è stato condannato?
R: Sì, in primo grado a 7 anni per un cumulo di pene…..
D: Quindi lei ha commesso più volte lo stesso reato?
R: Sì, l’avvocato dice che si potrebbe anche arrivare ai 4 anni di condanna perché ci sono i presupporti per considerare la mia personalità border-line, ma a me interessa poco.
D: Se i giudici di appello confermeranno la condanna lei andrà in prigione. Lo sa?
R: A me non importa. In prigione non ci andrò di sicuro e non perché penso di scappare, ma perchè ho già predisposto tutto per il suicidio.
D: Ne parla con un distacco che raggela.
R: Ho già tentato di uccidermi e ci penso spesso.
D: Quando si è accorto di essere un pedofilo?
R. A 20 anni. Il primo passo con un annuncio civetta che ho trovato su un giornale e ho iniziato con lo scambio di fotografie. Ma come dicevo mi rendevo conto che stavo andando nella direzione sbagliata, che diventavo sempre più un pericolo. Ma provavo solo rimorso e il rimorso non basta.
D: L’impulso che provava la spaventava?
R: Adesso mi fa paura a tal punto che mi accorgo di non avere più stimoli sessuali. E questo senza prendere farmaci. All’inizio invece, mi sembrava addirittura di essere un eletto e questo è tipico di chi rimane in una fase della personalità adolescenziale.
D: Le ringrazia la Polizia, quindi lei ritiene che la repressione e le pene dure siano fondamentali?
R: Per determinate persone non recuperabili, il carcere può servire.
Se non ci sono le basi per una presa di coscienza, non resta che la paura della prigione.
Però ci sono pedofili, ed è a questi che io mi rivolgo, che sanno che stanno seguendo la strada sbagliata, anche se non ne possono fare a meno, e che se faranno il salto di livello non potranno più essere recuperate.
D: È la seconda volta che lei dice che c’è una soglia di non ritorno.
R: Sì, quando l’atto fisico viene consumato e l’appagamento può essere talmente elevato da portarli alla morte morale.
D: Prima del suo arresto, c’è stato un momento nel quale ha avuto la percezione che lei stava precipitando?
R: Faccio una premessa: il pedofilo virtuale è forte soprattutto nella realtà virtuale perché è un debole nella realtà vera.
Ma i pedofili, anche se hanno personalità fragili, hanno di solito una grande capacità di scardinare le difese del minore e di renderselo amico. A me è capitato il caso di un pedofilo che aveva contattato con i messaggini una ragazzina per farsi mandare delle foto facendole credere di essere una ragazza. Io, che mi ero messo d’accordo con questo tipo per scambiarci le fotografie, ad un certo punto ho deciso di avvertirla.
D: Perché lo ha fatto? Perché la vittima le ha fatto pena?
R: Soprattutto perché ho capito che questa persona, questo pedofilo, mi utilizzava perché era più forte.
e nella pedofilia il gioco tra personalità più o meno deboli è fondamentale. Di solito il pedofilo adesca un ragazzino o una ragazzina problematica, quella che si paice meno e che quindi viene attratta dalle lusinghe.
E i pedofili in questo sono di solito molto abili anche perché hanno una personalità bloccata ad alcune fasi adolescenziali. Nel mio percorso l’ho capito: ero immaturo, profondamente immaturo.
D: Della cosiddetta “castrazione chimica” cosa pensa?
R: Un farmaco che inibisca gli impulsi può essere efficace, ma bisogna prenderlo con continuità quindi ci vuole comunque una presa di coscienza, una volontà reale. Però se ci fosse un farmaco che mi rendesse almeno impotente, io sarei disposto a prenderlo.
D: Quanto è esteso il mondo della pedofilia?
R: Più di quello che si immagina. Per fortuna la Polizia ha metodiche sempre più avanzate, ma internet è un’arma letale in mano ai pedofili che stanno trovando sistemi sempre nuovi per sfuggire ai controlli.
D: Perché uno diventa pedofilo?
R: Non si nasce così. Lo diventi secondo il vissuto dell’adolescenza. Io sono cresciuto con molta lentezza, in maturità. Diciamo che ho avuto un’infanzia complicata: un padre alcolista, ho subito un abuso sessuale…comunque queste cose non devono diventare giustificazioni.
D: Lei si è mai innamorato di una sua potenziale vittima?
R: No. Io non ho mai amato e non so cosa sia l’amore. Ho solo usato l’amore in modo strumentale.
D: Lei è convinto che parlare di pedofilia serva?
R: Serve perché la paura e la diffidenza sono una difesa per le potenziali vittime e, in questo caso, serve a far capire a quelli come me che le strutture ci sono. Dire. Non vado dallo psicologo perché costa, è una scusa. Nei centri di salute mentale si può trovare aiuto.
D: La sua speranza?
R: Riuscire ad avere una vita normale. Anzi, banale.
FINE - da L’ADIGE – di B. Zorzi.
HO CAPITO CHE C’È UNA VIA D’USCITA”.
Una cosa è chiara: qui non c’è nulla da giustificare; qui non c’è nulla da compatire; qui non c’è nulla da perdonare perché il perdono non serve e basta. Questo è uno degli abissi dell’animo umano. E questa è una intervista ad un pedofilo che parla delle sue pulsioni, della sua storia, dei suoi reati gravi. Di un male che sgomenta. Sempre più intollerabile perché, nonostante tutto, l’infanzia ha più valore oggi di un tempo, anche di un tempo recente. Un male profondo. “Sì – afferma – un male profondo. Ed è per questo che ho deciso di raccontare la mia storia di pedofilo.
DOMANDA: Lei è seguito da uno specialista?
RISPOSTA: Sì sono seguito da uno specialista del centro di salute mentale. Sento il bisogno di dire ad una certa, chiamiamola così, categoria di pedofili, che ci sono i presupposti per prendere coscienza di quello che si fa. Che ogni scusa che si cerca è di comodo, da tutti i punti di vista. Io sono ancora un pedofilo, ho ancora questi impulsi con i quali dovrò convivere, però quando si riesce a fare un passo avanti si sta bene. Vede questo taccuino? Questo è quello che chiamo il mio taccuino emozionale: quando sento di nuovo gli impulsi lo apro ed è come ricevere una scossa. C’è la foto di mio padre, vede? Qui c’è quella di un’altra persona che è stata molto importante per me.
D: Questo gliel’ha consigliato lo psicologo?
R: No, queste sono cose che capisci da solo quando inizi stabilmente un percorso.
D: Un percorso, immagino, che è iniziato con un reato e una condanna?
R: Sì la scelta è nata quando ho avuto a che fare con la polizia. La polizia delle comunicazioni, gente che ha una grande competenza tecnica, ma anche umana. Sono stati loro a capire che in me c’era qualcosa che si poteva salvare e mi hanno spronato ad andare al Centro.
D: Insomma se non l’avessero perso lei avrebbe continuato.
R: Ero combattuto tra bisogno e rimorso. Prevaleva il rimorso, ma poi non trovavo la forza per non farlo più.
D: Lei è stato individuato perché faceva scambi su internet?
R: No, il computer non l’ho mai voluto perché sapevo che avrebbe aumentato la mia pericolosità. Sono stato preso in seguito a contatti che avevo con una minore tramite il telefonino.
D: Minore che non è riuscito a incontrare…
R: No, anche se stavamo per incontrarci. In precedenza avevo fissato già altri incontri ma mi ero tirato indietro. Dentro di me c’era un contrasto tra l’anima bianca e quella nera.
D: Quindi lei aveva consapevolezza di quello che stava facendo?
R: Sì, ma come dicevo cercavo di trovare giustificazioni al mio modo di agire e questo di cercare scuse è il modo per non trovare una soluzione e andare avanti fino a superare una linea definitiva.
D: Lei è stato condannato?
R: Sì, in primo grado a 7 anni per un cumulo di pene…..
D: Quindi lei ha commesso più volte lo stesso reato?
R: Sì, l’avvocato dice che si potrebbe anche arrivare ai 4 anni di condanna perché ci sono i presupporti per considerare la mia personalità border-line, ma a me interessa poco.
D: Se i giudici di appello confermeranno la condanna lei andrà in prigione. Lo sa?
R: A me non importa. In prigione non ci andrò di sicuro e non perché penso di scappare, ma perchè ho già predisposto tutto per il suicidio.
D: Ne parla con un distacco che raggela.
R: Ho già tentato di uccidermi e ci penso spesso.
D: Quando si è accorto di essere un pedofilo?
R. A 20 anni. Il primo passo con un annuncio civetta che ho trovato su un giornale e ho iniziato con lo scambio di fotografie. Ma come dicevo mi rendevo conto che stavo andando nella direzione sbagliata, che diventavo sempre più un pericolo. Ma provavo solo rimorso e il rimorso non basta.
D: L’impulso che provava la spaventava?
R: Adesso mi fa paura a tal punto che mi accorgo di non avere più stimoli sessuali. E questo senza prendere farmaci. All’inizio invece, mi sembrava addirittura di essere un eletto e questo è tipico di chi rimane in una fase della personalità adolescenziale.
D: Le ringrazia la Polizia, quindi lei ritiene che la repressione e le pene dure siano fondamentali?
R: Per determinate persone non recuperabili, il carcere può servire.
Se non ci sono le basi per una presa di coscienza, non resta che la paura della prigione.
Però ci sono pedofili, ed è a questi che io mi rivolgo, che sanno che stanno seguendo la strada sbagliata, anche se non ne possono fare a meno, e che se faranno il salto di livello non potranno più essere recuperate.
D: È la seconda volta che lei dice che c’è una soglia di non ritorno.
R: Sì, quando l’atto fisico viene consumato e l’appagamento può essere talmente elevato da portarli alla morte morale.
D: Prima del suo arresto, c’è stato un momento nel quale ha avuto la percezione che lei stava precipitando?
R: Faccio una premessa: il pedofilo virtuale è forte soprattutto nella realtà virtuale perché è un debole nella realtà vera.
Ma i pedofili, anche se hanno personalità fragili, hanno di solito una grande capacità di scardinare le difese del minore e di renderselo amico. A me è capitato il caso di un pedofilo che aveva contattato con i messaggini una ragazzina per farsi mandare delle foto facendole credere di essere una ragazza. Io, che mi ero messo d’accordo con questo tipo per scambiarci le fotografie, ad un certo punto ho deciso di avvertirla.
D: Perché lo ha fatto? Perché la vittima le ha fatto pena?
R: Soprattutto perché ho capito che questa persona, questo pedofilo, mi utilizzava perché era più forte.
e nella pedofilia il gioco tra personalità più o meno deboli è fondamentale. Di solito il pedofilo adesca un ragazzino o una ragazzina problematica, quella che si paice meno e che quindi viene attratta dalle lusinghe.
E i pedofili in questo sono di solito molto abili anche perché hanno una personalità bloccata ad alcune fasi adolescenziali. Nel mio percorso l’ho capito: ero immaturo, profondamente immaturo.
D: Della cosiddetta “castrazione chimica” cosa pensa?
R: Un farmaco che inibisca gli impulsi può essere efficace, ma bisogna prenderlo con continuità quindi ci vuole comunque una presa di coscienza, una volontà reale. Però se ci fosse un farmaco che mi rendesse almeno impotente, io sarei disposto a prenderlo.
D: Quanto è esteso il mondo della pedofilia?
R: Più di quello che si immagina. Per fortuna la Polizia ha metodiche sempre più avanzate, ma internet è un’arma letale in mano ai pedofili che stanno trovando sistemi sempre nuovi per sfuggire ai controlli.
D: Perché uno diventa pedofilo?
R: Non si nasce così. Lo diventi secondo il vissuto dell’adolescenza. Io sono cresciuto con molta lentezza, in maturità. Diciamo che ho avuto un’infanzia complicata: un padre alcolista, ho subito un abuso sessuale…comunque queste cose non devono diventare giustificazioni.
D: Lei si è mai innamorato di una sua potenziale vittima?
R: No. Io non ho mai amato e non so cosa sia l’amore. Ho solo usato l’amore in modo strumentale.
D: Lei è convinto che parlare di pedofilia serva?
R: Serve perché la paura e la diffidenza sono una difesa per le potenziali vittime e, in questo caso, serve a far capire a quelli come me che le strutture ci sono. Dire. Non vado dallo psicologo perché costa, è una scusa. Nei centri di salute mentale si può trovare aiuto.
D: La sua speranza?
R: Riuscire ad avere una vita normale. Anzi, banale.
FINE - da L’ADIGE – di B. Zorzi.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2012-02-15 15:03:56.0 alle 2012-02-15 15:03:56.0
> > > > Avvelenato: tu sei come la maggioranza della popolazione non pedofila che ragiona sempre e solo sugli "stupri"; allora, andiamo per gradi:
> > > > secondo te è stupro a un bambino se:
> > > > a- un pedofilo lo accarezza?
> > > > b- se gli tocca il pisello?
> > > > c- se gli fa una sega?
> > > > d- se lo bacia?
> > > > e- se si fa fare una sega?
> > > > f- se gli lecca il culo?
> > > > g- se gli fa un bocchino?
> > >
> > > Si a tutte..
> > >
> > > > In questo caso premetto che parlo di bambini dai 8 ai 13 anni e di adulti che sono loro amici.
> > > > A te la sentenza.
> > >
> > > Se tu avessi un cervello sapresti che ad un bambino di quella età un'esperienza simile influirà sul resto della sua vita..
> >
> > Mattia è un tafàno ma anche queste sono frasi fatte...
>
> Devo scrivere in modo che anche yoda possa capire..
Che c'entra yoda?
> > > > secondo te è stupro a un bambino se:
> > > > a- un pedofilo lo accarezza?
> > > > b- se gli tocca il pisello?
> > > > c- se gli fa una sega?
> > > > d- se lo bacia?
> > > > e- se si fa fare una sega?
> > > > f- se gli lecca il culo?
> > > > g- se gli fa un bocchino?
> > >
> > > Si a tutte..
> > >
> > > > In questo caso premetto che parlo di bambini dai 8 ai 13 anni e di adulti che sono loro amici.
> > > > A te la sentenza.

> > >
> > > Se tu avessi un cervello sapresti che ad un bambino di quella età un'esperienza simile influirà sul resto della sua vita..
> >
> > Mattia è un tafàno ma anche queste sono frasi fatte...
>
> Devo scrivere in modo che anche yoda possa capire..

Che c'entra yoda?
Proc di Catania
Scritto da:
> > > Avvelenato: tu sei come la maggioranza della popolazione non pedofila che ragiona sempre e solo sugli "stupri"; allora, andiamo per gradi:
> > > secondo te è stupro a un bambino se:
> > > a- un pedofilo lo accarezza?
> > > b- se gli tocca il pisello?
> > > c- se gli fa una sega?
> > > d- se lo bacia?
> > > e- se si fa fare una sega?
> > > f- se gli lecca il culo?
> > > g- se gli fa un bocchino?
> >
> > Si a tutte..
> >
> > > In questo caso premetto che parlo di bambini dai 8 ai 13 anni e di adulti che sono loro amici.
> > > A te la sentenza.
> >
> > Se tu avessi un cervello sapresti che ad un bambino di quella età un'esperienza simile influirà sul resto della sua vita..
>
> Mattia è un tafàno ma anche queste sono frasi fatte...
Devo scrivere in modo che anche yoda possa capire..
> > > Avvelenato: tu sei come la maggioranza della popolazione non pedofila che ragiona sempre e solo sugli "stupri"; allora, andiamo per gradi:
> > > secondo te è stupro a un bambino se:
> > > a- un pedofilo lo accarezza?
> > > b- se gli tocca il pisello?
> > > c- se gli fa una sega?
> > > d- se lo bacia?
> > > e- se si fa fare una sega?
> > > f- se gli lecca il culo?
> > > g- se gli fa un bocchino?
> >
> > Si a tutte..
> >
> > > In questo caso premetto che parlo di bambini dai 8 ai 13 anni e di adulti che sono loro amici.
> > > A te la sentenza.

> >
> > Se tu avessi un cervello sapresti che ad un bambino di quella età un'esperienza simile influirà sul resto della sua vita..
>
> Mattia è un tafàno ma anche queste sono frasi fatte...
Devo scrivere in modo che anche yoda possa capire..
Utente Superdotato
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2012-02-15 14:43:46.0 alle 2012-02-15 14:43:46.0
> > Avvelenato: tu sei come la maggioranza della popolazione non pedofila che ragiona sempre e solo sugli "stupri"; allora, andiamo per gradi:
> > secondo te è stupro a un bambino se:
> > a- un pedofilo lo accarezza?
> > b- se gli tocca il pisello?
> > c- se gli fa una sega?
> > d- se lo bacia?
> > e- se si fa fare una sega?
> > f- se gli lecca il culo?
> > g- se gli fa un bocchino?
>
> Si a tutte..
>
> > In questo caso premetto che parlo di bambini dai 8 ai 13 anni e di adulti che sono loro amici.
> > A te la sentenza.
>
> Se tu avessi un cervello sapresti che ad un bambino di quella età un'esperienza simile influirà sul resto della sua vita..
Mattia è un tafàno ma anche queste sono frasi fatte...
> > secondo te è stupro a un bambino se:
> > a- un pedofilo lo accarezza?
> > b- se gli tocca il pisello?
> > c- se gli fa una sega?
> > d- se lo bacia?
> > e- se si fa fare una sega?
> > f- se gli lecca il culo?
> > g- se gli fa un bocchino?
>
> Si a tutte..
>
> > In questo caso premetto che parlo di bambini dai 8 ai 13 anni e di adulti che sono loro amici.
> > A te la sentenza.

>
> Se tu avessi un cervello sapresti che ad un bambino di quella età un'esperienza simile influirà sul resto della sua vita..
Mattia è un tafàno ma anche queste sono frasi fatte...
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2012-02-15 14:38:21.0 alle 2012-02-15 14:38:21.0
> > > Il decaffeinato fa schifo.
> >
> > Belink
> >
> > > E se lui pretende di poter essere pedofilo e essere tollerato dalla societa`, allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato. Presentero` al piu` presto degli studi su masochisti ai quali piace farsi spaccare una tastiera in testa.
> >
> > Sposto questo tuo messaggio in "Rep.Psichiatria"
>
> Ah, avete gia` implementato lo spostamento di threads da un forum all'altro?
> O stai bluffando??
>
> E ricordatevi anche degli split.
> E dei merge.
> E... boh, a 'sto punto fate anche il community disk.
> E anche un blog per ciascun utente, si`, accessibile dalla pagina del profilo e da un link nel riquadro dell'avatar.
> E una fettina di culo.
> Ma sottile se no la digerisco male.
No io la voglio spessa, da fare al sangue se no la trovo insipida.
> >
> > Belink
> >
> > > E se lui pretende di poter essere pedofilo e essere tollerato dalla societa`, allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato. Presentero` al piu` presto degli studi su masochisti ai quali piace farsi spaccare una tastiera in testa.
> >
> > Sposto questo tuo messaggio in "Rep.Psichiatria"

>
> Ah, avete gia` implementato lo spostamento di threads da un forum all'altro?
> O stai bluffando??

>
> E ricordatevi anche degli split.
> E dei merge.
> E... boh, a 'sto punto fate anche il community disk.

> E anche un blog per ciascun utente, si`, accessibile dalla pagina del profilo e da un link nel riquadro dell'avatar.
> E una fettina di culo.
> Ma sottile se no la digerisco male.
No io la voglio spessa, da fare al sangue se no la trovo insipida.
Proc di Catania
Scritto da: altg
> > Sposto questo tuo messaggio in "Rep.Psichiatria"
>
> Ah, avete gia` implementato lo spostamento di threads da un forum all'altro?
> O stai bluffando??

> E anche un blog per ciascun utente, si`, accessibile dalla pagina del profilo e da un link nel riquadro dell'avatar.
Ci sono gia' le Frasi Celebri, vuoi qualcosa di piu', stile Forum Minore
?
> > Sposto questo tuo messaggio in "Rep.Psichiatria"

>
> Ah, avete gia` implementato lo spostamento di threads da un forum all'altro?
> O stai bluffando??


> E anche un blog per ciascun utente, si`, accessibile dalla pagina del profilo e da un link nel riquadro dell'avatar.
Ci sono gia' le Frasi Celebri, vuoi qualcosa di piu', stile Forum Minore
?
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
Proc di Catania
Scritto da: SAMURAI
> Avvelenato: tu sei come la maggioranza della popolazione non pedofila che ragiona sempre e solo sugli "stupri"; allora, andiamo per gradi:
> secondo te è stupro a un bambino se:
> a- un pedofilo lo accarezza?
> b- se gli tocca il pisello?
> c- se gli fa una sega?
> d- se lo bacia?
> e- se si fa fare una sega?
> f- se gli lecca il culo?
> g- se gli fa un bocchino?
Si a tutte..
> In questo caso premetto che parlo di bambini dai 8 ai 13 anni e di adulti che sono loro amici.
> A te la sentenza.
Se tu avessi un cervello sapresti che ad un bambino di quella età un'esperienza simile influirà sul resto della sua vita..
> Avvelenato: tu sei come la maggioranza della popolazione non pedofila che ragiona sempre e solo sugli "stupri"; allora, andiamo per gradi:
> secondo te è stupro a un bambino se:
> a- un pedofilo lo accarezza?
> b- se gli tocca il pisello?
> c- se gli fa una sega?
> d- se lo bacia?
> e- se si fa fare una sega?
> f- se gli lecca il culo?
> g- se gli fa un bocchino?
Si a tutte..
> In questo caso premetto che parlo di bambini dai 8 ai 13 anni e di adulti che sono loro amici.
> A te la sentenza.

Se tu avessi un cervello sapresti che ad un bambino di quella età un'esperienza simile influirà sul resto della sua vita..
Utente Superdotato
Proc di Catania
Scritto da
avvelentani
Cubicolario
il 2012-02-15 14:13:47.0 alle 2012-02-15 14:13:47.0
Trollate totali: 18184
Scritto da: altg
> > > Il decaffeinato fa schifo.
> >
> > Belink
> >
> > > E se lui pretende di poter essere pedofilo e essere tollerato dalla societa`, allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato. Presentero` al piu` presto degli studi su masochisti ai quali piace farsi spaccare una tastiera in testa.
> >
> > Sposto questo tuo messaggio in "Rep.Psichiatria"
>
> Ah, avete gia` implementato lo spostamento di threads da un forum all'altro?
> O stai bluffando??
L'unica azione di moderazione che esiste nel codice serve a spostare un thread in procura.
> > > Il decaffeinato fa schifo.
> >
> > Belink
> >
> > > E se lui pretende di poter essere pedofilo e essere tollerato dalla societa`, allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato. Presentero` al piu` presto degli studi su masochisti ai quali piace farsi spaccare una tastiera in testa.
> >
> > Sposto questo tuo messaggio in "Rep.Psichiatria"

>
> Ah, avete gia` implementato lo spostamento di threads da un forum all'altro?
> O stai bluffando??

L'unica azione di moderazione che esiste nel codice serve a spostare un thread in procura.
I think happiness is love
- Vladimir Putin
- Vladimir Putin
Proc di Catania
Scritto da
avvelentani
Cubicolario
il 2012-02-15 14:09:41.0 alle 2012-02-15 14:09:41.0
Trollate totali: 18184
Scritto da:
> Scritto da: altg
> > allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato.
>
>
> Un atcomportamento distruttivo ovviamente non può essere tollerato dalla società.
>
> Secondo la visione stereotipica culturalmente diffusa, la pedofilia è distruttiva, ma io francamente ho qualche serio dubbio a riguardo.
dimostralo.
> Scritto da: altg
> > allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato.
>
>
> Un atcomportamento distruttivo ovviamente non può essere tollerato dalla società.
>
> Secondo la visione stereotipica culturalmente diffusa, la pedofilia è distruttiva, ma io francamente ho qualche serio dubbio a riguardo.
dimostralo.
I think happiness is love
- Vladimir Putin
- Vladimir Putin
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2012-02-15 14:06:16.0 alle 2012-02-15 14:06:16.0
Scritto da: altg
>allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato.
Un atcomportamento distruttivo ovviamente non può essere tollerato dalla società.
Secondo la visione stereotipica culturalmente diffusa, la pedofilia è distruttiva, ma io francamente ho qualche serio dubbio a riguardo.
Per quanto mi riguarda è possibile che una relazione tra un adulto e un bambino non solo non sia distruttiva, ma pure costruttiva.
Dipende dai singoli casi.
La questione non è indurre la società ad accettare comportamenti distruttivi, ma se mai dimostrare che il sesso tra adulti e bambini non è distruttivo.
Ecco, tutto qui!
>allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato.
Un atcomportamento distruttivo ovviamente non può essere tollerato dalla società.
Secondo la visione stereotipica culturalmente diffusa, la pedofilia è distruttiva, ma io francamente ho qualche serio dubbio a riguardo.
Per quanto mi riguarda è possibile che una relazione tra un adulto e un bambino non solo non sia distruttiva, ma pure costruttiva.
Dipende dai singoli casi.
La questione non è indurre la società ad accettare comportamenti distruttivi, ma se mai dimostrare che il sesso tra adulti e bambini non è distruttivo.
Ecco, tutto qui!
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2012-02-15 13:58:46.0 alle 2012-02-15 13:58:46.0
Scritto da: SAMURAI
> i vizi possono essere al massimo ricondotti alle PRATICHE SESSUALI: per esempio uno è etero ma ha il vizio di fare il culo alla donna
Su questo non sono molto d'accordo...
Io ho sempre avuto attrazione verso i culetti e il sesso anale. Fin da quando ero bambino la mia fissa era sempre verso i culetti.
Alla fine questa fissa la considero un po' alla pari della mia attrazione verso i bambini, cioè non la vedo tanto come un vizio. È proprio una cosa che mi attira di natura.
La differenza se mai sta nel aftto che mentre posso eccitarmi immaginando anche qualsiasi altra pratica sessuale con un bambino, non posso invece immaginare qualsiasi pratica sessuale con un uomo.
Quindi direi che l'orientamento sessuale è più radicato rispetto alle altre cose (pratiche sessuali, aprti del corpo, feticismi), ma non è che le altre cose si possano considerare semplici vizi secondo me.
> i vizi possono essere al massimo ricondotti alle PRATICHE SESSUALI: per esempio uno è etero ma ha il vizio di fare il culo alla donna
Su questo non sono molto d'accordo...
Io ho sempre avuto attrazione verso i culetti e il sesso anale. Fin da quando ero bambino la mia fissa era sempre verso i culetti.
Alla fine questa fissa la considero un po' alla pari della mia attrazione verso i bambini, cioè non la vedo tanto come un vizio. È proprio una cosa che mi attira di natura.
La differenza se mai sta nel aftto che mentre posso eccitarmi immaginando anche qualsiasi altra pratica sessuale con un bambino, non posso invece immaginare qualsiasi pratica sessuale con un uomo.
Quindi direi che l'orientamento sessuale è più radicato rispetto alle altre cose (pratiche sessuali, aprti del corpo, feticismi), ma non è che le altre cose si possano considerare semplici vizi secondo me.
Proc di Catania
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2012-02-15 13:58:12.0 alle 2012-02-15 13:58:12.0
Trollate totali: 11540
> > Il decaffeinato fa schifo.
>
> Belink
>
> > E se lui pretende di poter essere pedofilo e essere tollerato dalla societa`, allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato. Presentero` al piu` presto degli studi su masochisti ai quali piace farsi spaccare una tastiera in testa.
>
> Sposto questo tuo messaggio in "Rep.Psichiatria"
Ah, avete gia` implementato lo spostamento di threads da un forum all'altro?
O stai bluffando??
E ricordatevi anche degli split.
E dei merge.
E... boh, a 'sto punto fate anche il community disk.
E anche un blog per ciascun utente, si`, accessibile dalla pagina del profilo e da un link nel riquadro dell'avatar.
E una fettina di culo.
Ma sottile se no la digerisco male.
>
> Belink
>
> > E se lui pretende di poter essere pedofilo e essere tollerato dalla societa`, allora io pretendo di fanculare tutti, spaccare tutto e essere tollerato. Presentero` al piu` presto degli studi su masochisti ai quali piace farsi spaccare una tastiera in testa.
>
> Sposto questo tuo messaggio in "Rep.Psichiatria"

Ah, avete gia` implementato lo spostamento di threads da un forum all'altro?
O stai bluffando??

E ricordatevi anche degli split.
E dei merge.
E... boh, a 'sto punto fate anche il community disk.

E anche un blog per ciascun utente, si`, accessibile dalla pagina del profilo e da un link nel riquadro dell'avatar.
E una fettina di culo.
Ma sottile se no la digerisco male.
Proc di Catania
Scritto da
SAMURAI
L'Ostinato
il 2012-02-15 13:42:50.0 alle 2012-02-15 13:42:50.0
Trollate totali: 6492
Per molti la pedofilia (ma anche l'omosessualità) è un "vizio" e si pensa che uno possa "guarire" da questi turpi vizi...Ma non è così. I vizi ce li creiamo noi: il vizio del fumo, il vizio di bere, il vizio di andare in auto, di usare il cellulare, di mangiare troppo....etc. Invece la pedofilia come le altre pulsioni sessuali NON CE LE SIAMO SCELTE NOI E NEMMENO CE LE SIAMO INDOTTE: i vizi possono essere al massimo ricondotti alle PRATICHE SESSUALI: per esempio uno è etero ma ha il vizio di fare il culo alla donna; uno è gay è ha il vizio di vestirsi da donna con l'altro uomo, uno è transex e ha il vizio di fare il maschio...Ma in genere gli Orientamenti sessuali non sono vizi e la pedofilia non si elimina come per il bere o il fumare: carcere o non carcere.