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Rep.Psichiatria
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Non Autenticato
il 2016-07-07 23:46:41.0 alle 2016-07-07 23:46:41.0
Re: Attacco di panico da troppa gioia
Scritto da: avvelenato
> Questo post lo dedico alla wakka, sperando che capisca che il suo psiconegazionismo e riduzionismo non può esaurire minimamente la complessità della psiche umana.
>
>
> Ho appena avuto un attacco di panico per troppa gioia.
>
> Sono stati dei giorni molto felici. È da mercoledì che ho preso ferie, un po' per insonnia, un po' per avere il tempo di scopare duro, un po' perché... Perché potevo A bocca aperta
>
> Stamattina, con solo 3 ore di sonno, mi sono accorto che il concerto di Grimes, per il quale avevo acquistato il biglietto due mesi fa, sarebbe stato stasera.
>
> Privo di macchina per via della batteria ko, decido di servirmi di un taxi.
> La tassista, una donna di mezza età neanche tanto male, è estremamente simpatica. È un po' ignorantella ma a suo modo intelligente. Le piacciono molto le serie tv, e le piacciono le locuzioni verbali con cui infioretto i miei discorsi: "vuoto per pieno", "cliffhanger", "saltare lo squalo".
> Parliamo come penso si sia capito di serie tv e cinema.
>
> Ci flirto persino un poco (le ho chiesto fb con la scusa che doveva dirmi se le era piaciuto Mad Men ). Peccato che non ha colto/ha avuto paura! Cmq anche io ne ho avuta, quindi quando mi ha chiesto aiuto per il suo Mac (collegandosi alla mia professione di informatico) ho lasciato perdere.
> Entro al concerto tutto ringalluzzito, un po' agitato perché ho dovuto prepararmi di fretta.
>
> Inizio a muovermi nel parco del magnolia verso la musica. Sembrava proprio Grimes, mi sembrava strano avesse cominciato a suonare alle 19 (gli spettacoli iniziavano alle 18.45, Grimes è nella headline del festival).
>
> Una tizia bravissima inizia a cantare. E io mi sento da dio. Troppo da dio. Poche volte mi sono sentito così.
> Mi sentivo connesso a tutti. Collegato a ogni essere umano. Perfetto.
> Poi la felicità è continuata ad aumentare.
>
> E ad un certo punto era troppa. In ogni foglia di ogni albero, in ogni pettinatura stravagante degli astanti, in ogni sorriso dei ragazzi e della ragazze divertiti e felici, vedevo una bellezza che mi stordiva.
> Ad un certo punto ho iniziato a non capire più nulla.
>
> Non mi ricordo bene cosa è successo, so solo che ero vulnerabile. Avevo paura di impazzire. I colori erano troppo vivi.
>
> Ho scritto alla mia psicologa dicendole che stavo per avere un attacco di panico. Non che pensassi avrebbe potuto fare qualcosa, speravo che scrivendole mi sarei tranquillizzato.
>
> La spunta non è diventata blu.
>
> Avevo considerato il rischio. Mi serviva un piano B.
>
> "Rifletti avve, rifletti. Sii razionale". Forse era questo il mio pensiero.
>
> Ho decodificato come "ansia" quest'emozione incomprensibile, gradevole e al tempo stesso terrificante. Ho pensato che sarebbe stato tutto ok se avessi avuto dietro mezza pastiglia di stilnox.
> Sperando che questa razionalizzazione avrebbe disinnescato la bomba emotiva che stavo vivendo, ho scritto nuovamente alla psicologa, dicendole che avevo risolto. "Risolto. Prenderò un appuntamento con la psichiatra per farmi prescrivere un ansiolitico da usare alla bisogna".
>
>
> Ma non è bastato.
>
>
> Mentre mi allontanavo dalla zona concerti, realizzavo che stavo inconsciamente cercando il servizio ambulanze. Com'è che a un festival così grande non c'è nessun paramedico?
> Ho bisogno di un ansiolitico, subito!
>
>
> Nel frattempo, la nauseabonda dolcezza della natura mi stava violentando l'anima.
>
> E mi piaceva.
>
>
> Mi sentivo in colpa come una ragazza che gode e ha un orgasmo mentre viene stuprata.
>
> Mi rendo conto della similitudine tra questo stato di coscienza alterato che sto vivendo e i picchi di intensità che vivo nel Bdsm, ma in quest'ultimo ho il controllo, non ho paura, posso fermarmi quando voglio.
>
> Mentre in sto fottuto parco come cazzo faccio a dire al mio cervello che ha avuto troppa gioia?? Che deve smettere di cercare la bellezza persino nelle venature delle panchine di legno, nei ciuffi d'erba che prepotenti prosperano nonostante i continui calpestamenti, negli alberi (di che tipo???) svettanti maestosi verso il cielo.
>
> Penso alla mia "slave". Lei vive le stesse sensazioni mie, lo stato di coscienza alterato che le faccio magistralmente (e istintivamente) esperire attraverso un sapiente uso di piacere e dolore, di umiliazione e gratificazione. Forse anche lei si sente così, quando scoppia a piangere disperata, mentre i succhi della sua vagina competono con lo scorrere copioso di liquido salino dai dotti lacrimali?
> No. Sono stato bravo con lei. Le ho insegnato a usare la safe word quando l'intensità era eccessiva. Le ho fatto capire come intendo io il rapporto dom/sub. Qual è lo scopo. Lei SA che può fermarmi.
> E nel caso se ne dimentichi, ogni tanto glielo ricordo. Non sono mica uno psicopatico sadico.
>
> No, non c'è esperienza paragonabile. Tranne forse gli attacchi di panico che ho avuto da adolescente. Sí, è vero!
> Ora ricordo.
>
> Ero felice! Solo che ero talmente impreparato da non essere stato in grado di interpretare le situazioni.
>
> Penso che è da tanto che non piango, nel mentre mi siedo su una panca isolata del parco del Magnolia.
>
> E decido di spingere le lacrime fuori.
> Godendimi masochisticamente la vergogna di piangere in pubblico, per colpa di una bellezza talmente intensa da avermi violentato in pubblico e avermi causato mille orgasmi multipli senza che io avessi alcun potere di rifiuto.
>
>

Probabilmente è un po' come per un miope quando mette gli occhiali per la prima volta: gli si apre un nuovo mondo e all'inizio ti dà una sensazione strana.

La sensazione di felicità che descrivi io la provo praticamente tutti i giorni. Si abbassa quando sto fisicamente male (tipo, i postumi di una bevuta) o quando sono sotto stress.
Per il resto sento un profondo stato di pace interiore.

Avrò anche la sfortuna di essere nato pedone in un nazismo antipedone, ma la mia mente sta alla grande.

Mattia


Vieni anche tu a scuola in Svezia!

Ad https://www.breitbart.com/europe/2019/01/11/swedish-journalist-teachers-have-given-up-rising-school-violence/
Qui accettiamo qualunque tipo di animale! Non facciamo discriminazioni noi! Mica siamo razzisti!!!‎
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☺
Rep.Psichiatria
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2016-07-07 23:34:07.0 alle 2016-07-07 23:34:07.0
Trollate totali: 14239
Re: Attacco di panico da troppa gioia
Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Questo post lo dedico alla wakka, sperando che capisca che il suo psiconegazionismo e riduzionismo non può esaurire minimamente la complessità della psiche umana.
> >
> >
> > Ho appena avuto un attacco di panico per troppa gioia.
>
> <riassunto>
> Avvelenato si brucia il cervello con psicofarmaci. Comprensibilmente i danni provocati nei mesi/anni dai suddetti lo riducono incapace di assistere ad una tizia che canta su un palco senza dare di matto, avere allucinazioni varie e perdere il controllo di sé stesso fino a vivere un'esperienza semi-mistica come quella dei tre pastorelli e della madonna di Medjugorje... cerca di contattare la psicazza che però non risponde perché alla fine lui è solo un cliente pagante e sono le 7 di sera e lei ha staccato perché alla fine verrà pagata comunque. Avvelenato si mette a piangere e intende denunciare gli alberi per stupro e questo in qualche modo dimostra l'utilità della psicazzologia.
> </riassunto>

wakko, ma che cazzo dici A bocca aperta
sono quasi a zero con gli psicofarmaci, e li ho presi giusto per 4 mesi.

Dai, un conto è quando si trolla con la storia dello xanax e dei calzini, un altro è non ammettere che alcune persone hanno difficoltà a gestire la loro sensibilità, perché non gli è stato insegnato nell'infanzia e quindi han preso a reprimere le emozioni forti.

**Modificato dall'autore il 07.07.2016 23:34**
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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Rep.Psichiatria
Scritto da
Non Autenticato
il 2016-07-07 23:21:34.0 alle 2016-07-07 23:21:34.0
Re: Attacco di panico da troppa gioia
Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Questo post lo dedico alla wakka, sperando che capisca che il suo psiconegazionismo e riduzionismo non può esaurire minimamente la complessità della psiche umana.
> >
> >
> > Ho appena avuto un attacco di panico per troppa gioia.
>
> <riassunto>
> Avvelenato si brucia il cervello con psicofarmaci. Comprensibilmente i danni provocati nei mesi/anni dai suddetti lo riducono incapace di assistere ad una tizia che canta su un palco senza dare di matto, avere allucinazioni varie e perdere il controllo di sé stesso fino a vivere un'esperienza semi-mistica come quella dei tre pastorelli e della madonna di Medjugorje... cerca di contattare la psicazza che però non risponde perché alla fine lui è solo un cliente pagante e sono le 7 di sera e lei ha staccato perché alla fine verrà pagata comunque. Avvelenato si mette a piangere e intende denunciare gli alberi per stupro e questo in qualche modo dimostra l'utilità della psicazzologia.
> </riassunto>
Hai dimenticato la pre eccitazione della milf tassista.
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Rep.Psichiatria
Scritto da
Non Autenticato
il 2016-07-07 23:15:40.0 alle 2016-07-07 23:15:40.0
Re: Attacco di panico da troppa gioia
Scritto da: avvelenato
> Questo post lo dedico alla wakka, sperando che capisca che il suo psiconegazionismo e riduzionismo non può esaurire minimamente la complessità della psiche umana.
>
>
> Ho appena avuto un attacco di panico per troppa gioia.

<riassunto>
Avvelenato si brucia il cervello con psicofarmaci. Comprensibilmente i danni provocati nei mesi/anni dai suddetti lo riducono incapace di assistere ad una tizia che canta su un palco senza dare di matto, avere allucinazioni varie e perdere il controllo di sé stesso fino a vivere un'esperienza semi-mistica come quella dei tre pastorelli e della madonna di Medjugorje... cerca di contattare la psicazza che però non risponde perché alla fine lui è solo un cliente pagante e sono le 7 di sera e lei ha staccato perché alla fine verrà pagata comunque. Avvelenato si mette a piangere e intende denunciare gli alberi per stupro e questo in qualche modo dimostra l'utilità della psicazzologia.
</riassunto>
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Rep.Psichiatria
Scritto da
Non Autenticato
il 2016-07-07 23:02:09.0 alle 2016-07-07 23:02:09.0
Re: Attacco di panico da troppa gioia
Scritto da: avvelenato
> Questo post lo dedico alla wakka, sperando che capisca che il suo psiconegazionismo e riduzionismo non può esaurire minimamente la complessità della psiche umana.
>
>
> Ho appena avuto un attacco di panico per troppa gioia.
>
> Sono stati dei giorni molto felici. È da mercoledì che ho preso ferie, un po' per insonnia, un po' per avere il tempo di scopare duro, un po' perché... Perché potevo A bocca aperta
>
> Stamattina, con solo 3 ore di sonno, mi sono accorto che il concerto di Grimes, per il quale avevo acquistato il biglietto due mesi fa, sarebbe stato stasera.
>
> Privo di macchina per via della batteria ko, decido di servirmi di un taxi.
> La tassista, una donna di mezza età neanche tanto male, è estremamente simpatica. È un po' ignorantella ma a suo modo intelligente. Le piacciono molto le serie tv, e le piacciono le locuzioni verbali con cui infioretto i miei discorsi: "vuoto per pieno", "cliffhanger", "saltare lo squalo".
> Parliamo come penso si sia capito di serie tv e cinema.
>
> Ci flirto persino un poco (le ho chiesto fb con la scusa che doveva dirmi se le era piaciuto Mad Men ). Peccato che non ha colto/ha avuto paura! Cmq anche io ne ho avuta, quindi quando mi ha chiesto aiuto per il suo Mac (collegandosi alla mia professione di informatico) ho lasciato perdere.
> Entro al concerto tutto ringalluzzito, un po' agitato perché ho dovuto prepararmi di fretta.
>
> Inizio a muovermi nel parco del magnolia verso la musica. Sembrava proprio Grimes, mi sembrava strano avesse cominciato a suonare alle 19 (gli spettacoli iniziavano alle 18.45, Grimes è nella headline del festival).
>
> Una tizia bravissima inizia a cantare. E io mi sento da dio. Troppo da dio. Poche volte mi sono sentito così.
> Mi sentivo connesso a tutti. Collegato a ogni essere umano. Perfetto.
> Poi la felicità è continuata ad aumentare.
>
> E ad un certo punto era troppa. In ogni foglia di ogni albero, in ogni pettinatura stravagante degli astanti, in ogni sorriso dei ragazzi e della ragazze divertiti e felici, vedevo una bellezza che mi stordiva.
> Ad un certo punto ho iniziato a non capire più nulla.
>
> Non mi ricordo bene cosa è successo, so solo che ero vulnerabile. Avevo paura di impazzire. I colori erano troppo vivi.
>
> Ho scritto alla mia psicologa dicendole che stavo per avere un attacco di panico. Non che pensassi avrebbe potuto fare qualcosa, speravo che scrivendole mi sarei tranquillizzato.
>
> La spunta non è diventata blu.
>
> Avevo considerato il rischio. Mi serviva un piano B.
>
> "Rifletti avve, rifletti. Sii razionale". Forse era questo il mio pensiero.
>
> Ho decodificato come "ansia" quest'emozione incomprensibile, gradevole e al tempo stesso terrificante. Ho pensato che sarebbe stato tutto ok se avessi avuto dietro mezza pastiglia di stilnox.
> Sperando che questa razionalizzazione avrebbe disinnescato la bomba emotiva che stavo vivendo, ho scritto nuovamente alla psicologa, dicendole che avevo risolto. "Risolto. Prenderò un appuntamento con la psichiatra per farmi prescrivere un ansiolitico da usare alla bisogna".
>
>
> Ma non è bastato.
>
>
> Mentre mi allontanavo dalla zona concerti, realizzavo che stavo inconsciamente cercando il servizio ambulanze. Com'è che a un festival così grande non c'è nessun paramedico?
> Ho bisogno di un ansiolitico, subito!
>
>
> Nel frattempo, la nauseabonda dolcezza della natura mi stava violentando l'anima.
>
> E mi piaceva.
>
>
> Mi sentivo in colpa come una ragazza che gode e ha un orgasmo mentre viene stuprata.
>
> Mi rendo conto della similitudine tra questo stato di coscienza alterato che sto vivendo e i picchi di intensità che vivo nel Bdsm, ma in quest'ultimo ho il controllo, non ho paura, posso fermarmi quando voglio.
>
> Mentre in sto fottuto parco come cazzo faccio a dire al mio cervello che ha avuto troppa gioia?? Che deve smettere di cercare la bellezza persino nelle venature delle panchine di legno, nei ciuffi d'erba che prepotenti prosperano nonostante i continui calpestamenti, negli alberi (di che tipo???) svettanti maestosi verso il cielo.
>
> Penso alla mia "slave". Lei vive le stesse sensazioni mie, lo stato di coscienza alterato che le faccio magistralmente (e istintivamente) esperire attraverso un sapiente uso di piacere e dolore, di umiliazione e gratificazione. Forse anche lei si sente così, quando scoppia a piangere disperata, mentre i succhi della sua vagina competono con lo scorrere copioso di liquido salino dai dotti lacrimali?
> No. Sono stato bravo con lei. Le ho insegnato a usare la safe word quando l'intensità era eccessiva. Le ho fatto capire come intendo io il rapporto dom/sub. Qual è lo scopo. Lei SA che può fermarmi.
> E nel caso se ne dimentichi, ogni tanto glielo ricordo. Non sono mica uno psicopatico sadico.
>
> No, non c'è esperienza paragonabile. Tranne forse gli attacchi di panico che ho avuto da adolescente. Sí, è vero!
> Ora ricordo.
>
> Ero felice! Solo che ero talmente impreparato da non essere stato in grado di interpretare le situazioni.
>
> Penso che è da tanto che non piango, nel mentre mi siedo su una panca isolata del parco del Magnolia.
>
> E decido di spingere le lacrime fuori.
> Godendimi masochisticamente la vergogna di piangere in pubblico, per colpa di una bellezza talmente intensa da avermi violentato in pubblico e avermi causato mille orgasmi multipli senza che io avessi alcun potere di rifiuto.
>
>

Valzer con Avve.

NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO

Ad http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.‎
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Rep.Psichiatria
Scritto da
Non Autenticato
il 2016-07-07 22:32:41.0 alle 2016-07-07 22:32:41.0
Re: Attacco di panico da troppa gioia
Scritto da: avvelenato
> Questo post lo dedico alla wakka, sperando che capisca che il suo psiconegazionismo e riduzionismo non può esaurire minimamente la complessità della psiche umana.
>
>
> Ho appena avuto un attacco di panico per troppa gioia.
>
> Sono stati dei giorni molto felici. È da mercoledì che ho preso ferie, un po' per insonnia, un po' per avere il tempo di scopare duro, un po' perché... Perché potevo A bocca aperta
>
> Stamattina, con solo 3 ore di sonno, mi sono accorto che il concerto di Grimes, per il quale avevo acquistato il biglietto due mesi fa, sarebbe stato stasera.
>
> Privo di macchina per via della batteria ko, decido di servirmi di un taxi.
> La tassista, una donna di mezza età neanche tanto male, è estremamente simpatica. È un po' ignorantella ma a suo modo intelligente. Le piacciono molto le serie tv, e le piacciono le locuzioni verbali con cui infioretto i miei discorsi: "vuoto per pieno", "cliffhanger", "saltare lo squalo".
> Parliamo come penso si sia capito di serie tv e cinema.
>
> Ci flirto persino un poco (le ho chiesto fb con la scusa che doveva dirmi se le era piaciuto Mad Men ). Peccato che non ha colto/ha avuto paura! Cmq anche io ne ho avuta, quindi quando mi ha chiesto aiuto per il suo Mac (collegandosi alla mia professione di informatico) ho lasciato perdere.
> Entro al concerto tutto ringalluzzito, un po' agitato perché ho dovuto prepararmi di fretta.
>
> Inizio a muovermi nel parco del magnolia verso la musica. Sembrava proprio Grimes, mi sembrava strano avesse cominciato a suonare alle 19 (gli spettacoli iniziavano alle 18.45, Grimes è nella headline del festival).
>
> Una tizia bravissima inizia a cantare. E io mi sento da dio. Troppo da dio. Poche volte mi sono sentito così.
> Mi sentivo connesso a tutti. Collegato a ogni essere umano. Perfetto.
> Poi la felicità è continuata ad aumentare.
>
> E ad un certo punto era troppa. In ogni foglia di ogni albero, in ogni pettinatura stravagante degli astanti, in ogni sorriso dei ragazzi e della ragazze divertiti e felici, vedevo una bellezza che mi stordiva.
> Ad un certo punto ho iniziato a non capire più nulla.
>
> Non mi ricordo bene cosa è successo, so solo che ero vulnerabile. Avevo paura di impazzire. I colori erano troppo vivi.
>
> Ho scritto alla mia psicologa dicendole che stavo per avere un attacco di panico. Non che pensassi avrebbe potuto fare qualcosa, speravo che scrivendole mi sarei tranquillizzato.
>
> La spunta non è diventata blu.
>
> Avevo considerato il rischio. Mi serviva un piano B.
>
> "Rifletti avve, rifletti. Sii razionale". Forse era questo il mio pensiero.
>
> Ho decodificato come "ansia" quest'emozione incomprensibile, gradevole e al tempo stesso terrificante. Ho pensato che sarebbe stato tutto ok se avessi avuto dietro mezza pastiglia di stilnox.
> Sperando che questa razionalizzazione avrebbe disinnescato la bomba emotiva che stavo vivendo, ho scritto nuovamente alla psicologa, dicendole che avevo risolto. "Risolto. Prenderò un appuntamento con la psichiatra per farmi prescrivere un ansiolitico da usare alla bisogna".
>
>
> Ma non è bastato.
>
>
> Mentre mi allontanavo dalla zona concerti, realizzavo che stavo inconsciamente cercando il servizio ambulanze. Com'è che a un festival così grande non c'è nessun paramedico?
> Ho bisogno di un ansiolitico, subito!
>
>
> Nel frattempo, la nauseabonda dolcezza della natura mi stava violentando l'anima.
>
> E mi piaceva.
>
>
> Mi sentivo in colpa come una ragazza che gode e ha un orgasmo mentre viene stuprata.
>
> Mi rendo conto della similitudine tra questo stato di coscienza alterato che sto vivendo e i picchi di intensità che vivo nel Bdsm, ma in quest'ultimo ho il controllo, non ho paura, posso fermarmi quando voglio.
>
> Mentre in sto fottuto parco come cazzo faccio a dire al mio cervello che ha avuto troppa gioia?? Che deve smettere di cercare la bellezza persino nelle venature delle panchine di legno, nei ciuffi d'erba che prepotenti prosperano nonostante i continui calpestamenti, negli alberi (di che tipo???) svettanti maestosi verso il cielo.
>
> Penso alla mia "slave". Lei vive le stesse sensazioni mie, lo stato di coscienza alterato che le faccio magistralmente (e istintivamente) esperire attraverso un sapiente uso di piacere e dolore, di umiliazione e gratificazione. Forse anche lei si sente così, quando scoppia a piangere disperata, mentre i succhi della sua vagina competono con lo scorrere copioso di liquido salino dai dotti lacrimali?
> No. Sono stato bravo con lei. Le ho insegnato a usare la safe word quando l'intensità era eccessiva. Le ho fatto capire come intendo io il rapporto dom/sub. Qual è lo scopo. Lei SA che può fermarmi.
> E nel caso se ne dimentichi, ogni tanto glielo ricordo. Non sono mica uno psicopatico sadico.
>
> No, non c'è esperienza paragonabile. Tranne forse gli attacchi di panico che ho avuto da adolescente. Sí, è vero!
> Ora ricordo.
>
> Ero felice! Solo che ero talmente impreparato da non essere stato in grado di interpretare le situazioni.
>
> Penso che è da tanto che non piango, nel mentre mi siedo su una panca isolata del parco del Magnolia.
>
> E decido di spingere le lacrime fuori.
> Godendimi masochisticamente la vergogna di piangere in pubblico, per colpa di una bellezza talmente intensa da avermi violentato in pubblico e avermi causato mille orgasmi multipli senza che io avessi alcun potere di rifiuto.

Una sorta di disturbo bipolare. Io tutta questa bellezza in ogni poro non la vedo. E poi le tre ore di sonno.
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Rep.Psichiatria
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Non Autenticato
il 2016-07-07 22:04:31.0 alle 2016-07-07 22:04:31.0
Re: Attacco di panico da troppa gioia
Scritto da: avvelenato
> Questo post lo dedico alla wakka, sperando che capisca che il suo psiconegazionismo e riduzionismo non può esaurire minimamente la complessità della psiche umana.
>
>
> Ho appena avuto un attacco di panico per troppa gioia.
>
> Sono stati dei giorni molto felici. È da mercoledì che ho preso ferie, un po' per insonnia, un po' per avere il tempo di scopare duro, un po' perché... Perché potevo A bocca aperta
>
> Stamattina, con solo 3 ore di sonno, mi sono accorto che il concerto di Grimes, per il quale avevo acquistato il biglietto due mesi fa, sarebbe stato stasera.
>
> Privo di macchina per via della batteria ko, decido di servirmi di un taxi.
> La tassista, una donna di mezza età neanche tanto male, è estremamente simpatica. È un po' ignorantella ma a suo modo intelligente. Le piacciono molto le serie tv, e le piacciono le locuzioni verbali con cui infioretto i miei discorsi: "vuoto per pieno", "cliffhanger", "saltare lo squalo".
> Parliamo come penso si sia capito di serie tv e cinema.
>
> Ci flirto persino un poco (le ho chiesto fb con la scusa che doveva dirmi se le era piaciuto Mad Men ). Peccato che non ha colto/ha avuto paura! Cmq anche io ne ho avuta, quindi quando mi ha chiesto aiuto per il suo Mac (collegandosi alla mia professione di informatico) ho lasciato perdere.
> Entro al concerto tutto ringalluzzito, un po' agitato perché ho dovuto prepararmi di fretta.
>
> Inizio a muovermi nel parco del magnolia verso la musica. Sembrava proprio Grimes, mi sembrava strano avesse cominciato a suonare alle 19 (gli spettacoli iniziavano alle 18.45, Grimes è nella headline del festival).
>
> Una tizia bravissima inizia a cantare. E io mi sento da dio. Troppo da dio. Poche volte mi sono sentito così.
> Mi sentivo connesso a tutti. Collegato a ogni essere umano. Perfetto.
> Poi la felicità è continuata ad aumentare.
>
> E ad un certo punto era troppa. In ogni foglia di ogni albero, in ogni pettinatura stravagante degli astanti, in ogni sorriso dei ragazzi e della ragazze divertiti e felici, vedevo una bellezza che mi stordiva.
> Ad un certo punto ho iniziato a non capire più nulla.
>
> Non mi ricordo bene cosa è successo, so solo che ero vulnerabile. Avevo paura di impazzire. I colori erano troppo vivi.
>
> Ho scritto alla mia psicologa dicendole che stavo per avere un attacco di panico. Non che pensassi avrebbe potuto fare qualcosa, speravo che scrivendole mi sarei tranquillizzato.
>
> La spunta non è diventata blu.
>
> Avevo considerato il rischio. Mi serviva un piano B.
>
> "Rifletti avve, rifletti. Sii razionale". Forse era questo il mio pensiero.
>
> Ho decodificato come "ansia" quest'emozione incomprensibile, gradevole e al tempo stesso terrificante. Ho pensato che sarebbe stato tutto ok se avessi avuto dietro mezza pastiglia di stilnox.
> Sperando che questa razionalizzazione avrebbe disinnescato la bomba emotiva che stavo vivendo, ho scritto nuovamente alla psicologa, dicendole che avevo risolto. "Risolto. Prenderò un appuntamento con la psichiatra per farmi prescrivere un ansiolitico da usare alla bisogna".
>
>
> Ma non è bastato.
>
>
> Mentre mi allontanavo dalla zona concerti, realizzavo che stavo inconsciamente cercando il servizio ambulanze. Com'è che a un festival così grande non c'è nessun paramedico?
> Ho bisogno di un ansiolitico, subito!
>
>
> Nel frattempo, la nauseabonda dolcezza della natura mi stava violentando l'anima.
>
> E mi piaceva.
>
>
> Mi sentivo in colpa come una ragazza che gode e ha un orgasmo mentre viene stuprata.
>
> Mi rendo conto della similitudine tra questo stato di coscienza alterato che sto vivendo e i picchi di intensità che vivo nel Bdsm, ma in quest'ultimo ho il controllo, non ho paura, posso fermarmi quando voglio.
>
> Mentre in sto fottuto parco come cazzo faccio a dire al mio cervello che ha avuto troppa gioia?? Che deve smettere di cercare la bellezza persino nelle venature delle panchine di legno, nei ciuffi d'erba che prepotenti prosperano nonostante i continui calpestamenti, negli alberi (di che tipo???) svettanti maestosi verso il cielo.
>
> Penso alla mia "slave". Lei vive le stesse sensazioni mie, lo stato di coscienza alterato che le faccio magistralmente (e istintivamente) esperire attraverso un sapiente uso di piacere e dolore, di umiliazione e gratificazione. Forse anche lei si sente così, quando scoppia a piangere disperata, mentre i succhi della sua vagina competono con lo scorrere copioso di liquido salino dai dotti lacrimali?
> No. Sono stato bravo con lei. Le ho insegnato a usare la safe word quando l'intensità era eccessiva. Le ho fatto capire come intendo io il rapporto dom/sub. Qual è lo scopo. Lei SA che può fermarmi.
> E nel caso se ne dimentichi, ogni tanto glielo ricordo. Non sono mica uno psicopatico sadico.
>
> No, non c'è esperienza paragonabile. Tranne forse gli attacchi di panico che ho avuto da adolescente. Sí, è vero!
> Ora ricordo.
>
> Ero felice! Solo che ero talmente impreparato da non essere stato in grado di interpretare le situazioni.
>
> Penso che è da tanto che non piango, nel mentre mi siedo su una panca isolata del parco del Magnolia.
>
> E decido di spingere le lacrime fuori.
> Godendimi masochisticamente la vergogna di piangere in pubblico, per colpa di una bellezza talmente intensa da avermi violentato in pubblico e avermi causato mille orgasmi multipli senza che io avessi alcun potere di rifiuto.
>
In lacrime
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☺
Rep.Psichiatria
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2016-07-07 21:52:31.0 alle 2016-07-07 21:52:31.0
Trollate totali: 14239
Attacco di panico da troppa gioia
Questo post lo dedico alla wakka, sperando che capisca che il suo psiconegazionismo e riduzionismo non può esaurire minimamente la complessità della psiche umana.


Ho appena avuto un attacco di panico per troppa gioia.

Sono stati dei giorni molto felici. È da mercoledì che ho preso ferie, un po' per insonnia, un po' per avere il tempo di scopare duro, un po' perché... Perché potevo A bocca aperta

Stamattina, con solo 3 ore di sonno, mi sono accorto che il concerto di Grimes, per il quale avevo acquistato il biglietto due mesi fa, sarebbe stato stasera.

Privo di macchina per via della batteria ko, decido di servirmi di un taxi.
La tassista, una donna di mezza età neanche tanto male, è estremamente simpatica. È un po' ignorantella ma a suo modo intelligente. Le piacciono molto le serie tv, e le piacciono le locuzioni verbali con cui infioretto i miei discorsi: "vuoto per pieno", "cliffhanger", "saltare lo squalo".
Parliamo come penso si sia capito di serie tv e cinema.

Ci flirto persino un poco (le ho chiesto fb con la scusa che doveva dirmi se le era piaciuto Mad Men ). Peccato che non ha colto/ha avuto paura! Cmq anche io ne ho avuta, quindi quando mi ha chiesto aiuto per il suo Mac (collegandosi alla mia professione di informatico) ho lasciato perdere.
Entro al concerto tutto ringalluzzito, un po' agitato perché ho dovuto prepararmi di fretta.

Inizio a muovermi nel parco del magnolia verso la musica. Sembrava proprio Grimes, mi sembrava strano avesse cominciato a suonare alle 19 (gli spettacoli iniziavano alle 18.45, Grimes è nella headline del festival).

Una tizia bravissima inizia a cantare. E io mi sento da dio. Troppo da dio. Poche volte mi sono sentito così.
Mi sentivo connesso a tutti. Collegato a ogni essere umano. Perfetto.
Poi la felicità è continuata ad aumentare.

E ad un certo punto era troppa. In ogni foglia di ogni albero, in ogni pettinatura stravagante degli astanti, in ogni sorriso dei ragazzi e della ragazze divertiti e felici, vedevo una bellezza che mi stordiva.
Ad un certo punto ho iniziato a non capire più nulla.

Non mi ricordo bene cosa è successo, so solo che ero vulnerabile. Avevo paura di impazzire. I colori erano troppo vivi.

Ho scritto alla mia psicologa dicendole che stavo per avere un attacco di panico. Non che pensassi avrebbe potuto fare qualcosa, speravo che scrivendole mi sarei tranquillizzato.

La spunta non è diventata blu.

Avevo considerato il rischio. Mi serviva un piano B.

"Rifletti avve, rifletti. Sii razionale". Forse era questo il mio pensiero.

Ho decodificato come "ansia" quest'emozione incomprensibile, gradevole e al tempo stesso terrificante. Ho pensato che sarebbe stato tutto ok se avessi avuto dietro mezza pastiglia di stilnox.
Sperando che questa razionalizzazione avrebbe disinnescato la bomba emotiva che stavo vivendo, ho scritto nuovamente alla psicologa, dicendole che avevo risolto. "Risolto. Prenderò un appuntamento con la psichiatra per farmi prescrivere un ansiolitico da usare alla bisogna".


Ma non è bastato.


Mentre mi allontanavo dalla zona concerti, realizzavo che stavo inconsciamente cercando il servizio ambulanze. Com'è che a un festival così grande non c'è nessun paramedico?
Ho bisogno di un ansiolitico, subito!


Nel frattempo, la nauseabonda dolcezza della natura mi stava violentando l'anima.

E mi piaceva.


Mi sentivo in colpa come una ragazza che gode e ha un orgasmo mentre viene stuprata.

Mi rendo conto della similitudine tra questo stato di coscienza alterato che sto vivendo e i picchi di intensità che vivo nel Bdsm, ma in quest'ultimo ho il controllo, non ho paura, posso fermarmi quando voglio.

Mentre in sto fottuto parco come cazzo faccio a dire al mio cervello che ha avuto troppa gioia?? Che deve smettere di cercare la bellezza persino nelle venature delle panchine di legno, nei ciuffi d'erba che prepotenti prosperano nonostante i continui calpestamenti, negli alberi (di che tipo???) svettanti maestosi verso il cielo.

Penso alla mia "slave". Lei vive le stesse sensazioni mie, lo stato di coscienza alterato che le faccio magistralmente (e istintivamente) esperire attraverso un sapiente uso di piacere e dolore, di umiliazione e gratificazione. Forse anche lei si sente così, quando scoppia a piangere disperata, mentre i succhi della sua vagina competono con lo scorrere copioso di liquido salino dai dotti lacrimali?
No. Sono stato bravo con lei. Le ho insegnato a usare la safe word quando l'intensità era eccessiva. Le ho fatto capire come intendo io il rapporto dom/sub. Qual è lo scopo. Lei SA che può fermarmi.
E nel caso se ne dimentichi, ogni tanto glielo ricordo. Non sono mica uno psicopatico sadico.

No, non c'è esperienza paragonabile. Tranne forse gli attacchi di panico che ho avuto da adolescente. Sí, è vero!
Ora ricordo.

Ero felice! Solo che ero talmente impreparato da non essere stato in grado di interpretare le situazioni.

Penso che è da tanto che non piango, nel mentre mi siedo su una panca isolata del parco del Magnolia.

E decido di spingere le lacrime fuori.
Godendimi masochisticamente la vergogna di piangere in pubblico, per colpa di una bellezza talmente intensa da avermi violentato in pubblico e avermi causato mille orgasmi multipli senza che io avessi alcun potere di rifiuto.

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il 2016-06-25 13:14:55.0 alle 2016-06-25 13:14:55.0
Re: Progressi
Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> >
> > M'è venuta in mente una cosa che non ho scritto nella email.
>
> Eh, scrivila, non farmi controllare la mail in continuazione!

Ah già, m'ero dimenticato! La scrivo qui, tanto non è nulla di particolarmente privato.

La convinzione che i bulli (e gli altri in generale) abbiano ragione, perché dopo tutto fanno quel che gli conviene, e che sia un torto nostro lasciarglielo fare, messa in modo leggermente diverso sarebbe una semplice constatazione oggettiva*, ma in questi termini è deleteria perché aggiunge sulle nostre spalle un peso, un'aspettativa che genera ansie e depressioni a non finire, dato che dà la colpa a noi stessi se non riusciamo a rintuzzare gli altri.

* Una semplice constatazione oggettiva perché oggettivamente tutti agiscono per il proprio interesse estendendo il più possibile la propria sfera, e di fatto spetta a qualcun altro arrestare questa espansione. Sostenere il contrario implica una sorta di diritto naturale che in sé non esiste. Però credere di avere diritto al proprio spazio e agire come se questo diritto non ci fosse - e quindi non subire passivi - dà un vantaggio psicologico che aiuta a ottenere il diritto e lo spazio.

AlexTG

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avvelenato
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il 2016-06-25 12:14:15.0 alle 2016-06-25 12:14:15.0
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Re: Progressi
Scritto da:
>
> M'è venuta in mente una cosa che non ho scritto nella email.

Eh, scrivila, non farmi controllare la mail in continuazione!
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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Non Autenticato
il 2016-06-24 22:35:58.0 alle 2016-06-24 22:35:58.0
Re: Progressi
Scritto da: avvelenato
> Ieri la psichiatra ha concordato con me che era il caso di iniziare lo scalaggio dei farmaci. La psicoterapia mi sembra andare bene, non credo di aver più bisogno di un supporto chimico. E comunque, lo zoloft non funzionava, non faceva per il mio caso.
> Oggi è il primo dei prossimi 5 giorni a 75mg.
>
> Ogni 5 giorni -25.
>
>
> Ero abbastanza euforico e ottimista quando ho iniziato, adesso lo sono un po' meno. Ma vabbé.
>
> Sto facendo un percorso.
>
> You can clean around the wound
> But if you want it to heal It just takes time


M'è venuta in mente una cosa che non ho scritto nella email.
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un mezzo cavallo
il 2016-06-24 19:28:32.0 alle 2016-06-24 19:28:32.0
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Progressi
Ieri la psichiatra ha concordato con me che era il caso di iniziare lo scalaggio dei farmaci. La psicoterapia mi sembra andare bene, non credo di aver più bisogno di un supporto chimico. E comunque, lo zoloft non funzionava, non faceva per il mio caso.
Oggi è il primo dei prossimi 5 giorni a 75mg.

Ogni 5 giorni -25.


Ero abbastanza euforico e ottimista quando ho iniziato, adesso lo sono un po' meno. Ma vabbé.

Sto facendo un percorso.

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il 2016-06-14 18:50:55.0 alle 2016-06-14 18:50:55.0
Re: Sono uscito il sabato sera
Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da:
> > > >
> > > > Ho seguito sto thread perché m'incuriosiva quale fosse il punto della reductio ad hitlerum.
> > > >
> > > > Gli psicologi sono i cultori della normalità. Nella Germania nazista la normalità era bruciare d'ardore bellico per il führer, oggi è essere una pecora, adattarsi, produci consuma e crepa.
> > > >
> > > >
> > >
> > > No, ma infatti su questo ho sbagliato (e sbagli anche te a giudicare gli psicologi in questo modo).
> >
> > Non ne ho visto uno che non rientri nella definizione.
> >
> > > E' più corretto il concetto che ha descritto mattia, di serenità interiore.
> >
> > Serenità interiore perché il mondo corrisponde a ciò che ti rende sereno, o serenità interiore a dispetto di ciò che nel mondo ti disturberebbe se tu non avessi raggiunto la serenità interiore? La seconda è menzogna, autoinganno, illusione.
> >
> > Dico questo perché le persone che cercano la serenità, i piaceri della vita o cose simili, son quelli che non muovono mai un dito. Il progresso è opera di persone irragionevoli.
> >
>
> Non è sempre così. La ricerca dell'omeostasi è una componente innata umana (anzi animale, anzi di qualsiasi sistema chiuso, vivente e non).
> Il fatto è che la serenità a volte può essere raggiunta solo attraverso l'accettazione dello status quo, la presa di consapevolezza delle proprie risorse, l'azione volta a capitalizzare queste risorse nell'ottica di cambiare quanto più possibile lo status quo, nella speranza di riuscirvi e costruire quindi un nuovo status quo dove la serenità sia raggiungibile.
>
> Tipo l'antinazista che fa finta di essere nazista però li sabota dall'interno. Di certo non sarà sereno, però la sua motivazione interiore è quella di raggiungere la serenità.

Ranona

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il 2016-06-14 18:49:11.0 alle 2016-06-14 18:49:11.0
Re: Sono uscito il sabato sera
Scritto da: avvelenato

> Sono convinto che esistano regole che è giusto infrangere.
> Però, insomma, prendi atto che questo potrebbe avere delle conseguenze.

Proprio questo a noi logici non piace. Se è giusto infrangerle non devono esistere.
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2016-06-14 17:20:31.0 alle 2016-06-14 17:20:31.0
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Re: Sono uscito il sabato sera
Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > > Scritto da: avvelenato
> > > > Scritto da:
> > > >
> > > > La risposta seria è talmente banale che mi vergogno per te che debba spiegartela, comunque il senso è che se relativizziamo il bene e il male a tal punto, cosa impedirebbe a qualcuno di rapirti, derubarti, spaccarti i denti contro a un tubo e farsi fare un boccaponcio con la tua bocca insanguinata?
> > > >
> > > > La società si basa sulle regole. Se non accetti le regole allora devi accettare la legge del più forte. E quindi la società vince comunque.
> > >
> > > Anche le regole sono legge del più forte.
> >
> > Precisamente quanto ho appena detto. Ovvio che vederla così non può che far male.
>
> Quindi facciamo finta che non sia così, è così che la vedi? Quando la realtá non ti piace ignorala o fingi che sia diversa?

Ma è così. La società è costruita su delle regole che fa applicare attraverso sistemi coercitivi. Questa società attuale dove viviamo è particolarmente illuminata, se la confrontiamo con quelle pre-illuministe. Le regole sono scritte in modo da offrire un certo grado di plasticità.
Se non accetti che debba esistere un sistema di regole per definire una società, non contrasto la tua ideologia in sé e per sé. Ti dico solo che ciò logicamente implica che la legge del più forte, così come si applica per te nei confronti della società, si applica per la società nei tuoi confronti.

Poi io non è che ti stia dicendo "devi rispettare le regole a tutti i costi". Sono convinto che esistano regole che è giusto infrangere.
Però, insomma, prendi atto che questo potrebbe avere delle conseguenze.
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il 2016-06-14 17:10:23.0 alle 2016-06-14 17:10:23.0
Re: Sono uscito il sabato sera
Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da:
> > > >
> > > > Questa non è una risposta, è un eludere la risposta. La vuoi eludere perché sai benissimo qual è, è quella di Trasimaco e non esiste alcun argomento che vi si possa opporre.
> > >
> > > La risposta seria è talmente banale che mi vergogno per te che debba spiegartela, comunque il senso è che se relativizziamo il bene e il male a tal punto, cosa impedirebbe a qualcuno di rapirti, derubarti, spaccarti i denti contro a un tubo e farsi fare un boccaponcio con la tua bocca insanguinata?
> > >
> > > La società si basa sulle regole. Se non accetti le regole allora devi accettare la legge del più forte. E quindi la società vince comunque.
> >
> > Anche le regole sono legge del più forte.
>
> Precisamente quanto ho appena detto. Ovvio che vederla così non può che far male.

Quindi facciamo finta che non sia così, è così che la vedi? Quando la realtá non ti piace ignorala o fingi che sia diversa?
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2016-06-14 16:56:33.0 alle 2016-06-14 16:56:33.0
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Re: Sono uscito il sabato sera
Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > >
> > > Questa non è una risposta, è un eludere la risposta. La vuoi eludere perché sai benissimo qual è, è quella di Trasimaco e non esiste alcun argomento che vi si possa opporre.
> >
> > La risposta seria è talmente banale che mi vergogno per te che debba spiegartela, comunque il senso è che se relativizziamo il bene e il male a tal punto, cosa impedirebbe a qualcuno di rapirti, derubarti, spaccarti i denti contro a un tubo e farsi fare un boccaponcio con la tua bocca insanguinata?
> >
> > La società si basa sulle regole. Se non accetti le regole allora devi accettare la legge del più forte. E quindi la società vince comunque.
>
> Anche le regole sono legge del più forte.

Precisamente quanto ho appena detto. Ovvio che vederla così non può che far male.

**Modificato dall'autore il 14.06.2016 16:57**
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EH?

Ad ehhhhhhjhhhhhhh.eh
EHH? EHHHH? EEEEHHHH? Aahhhhhhhh....‎
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Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2016-06-14 16:51:30.0 alle 2016-06-14 16:51:30.0
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Re: Sono uscito il sabato sera
Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > >
> > > Ho seguito sto thread perché m'incuriosiva quale fosse il punto della reductio ad hitlerum.
> > >
> > > Gli psicologi sono i cultori della normalità. Nella Germania nazista la normalità era bruciare d'ardore bellico per il führer, oggi è essere una pecora, adattarsi, produci consuma e crepa.
> > >
> > >
> >
> > No, ma infatti su questo ho sbagliato (e sbagli anche te a giudicare gli psicologi in questo modo).
>
> Non ne ho visto uno che non rientri nella definizione.
>
> > E' più corretto il concetto che ha descritto mattia, di serenità interiore.
>
> Serenità interiore perché il mondo corrisponde a ciò che ti rende sereno, o serenità interiore a dispetto di ciò che nel mondo ti disturberebbe se tu non avessi raggiunto la serenità interiore? La seconda è menzogna, autoinganno, illusione.
>
> Dico questo perché le persone che cercano la serenità, i piaceri della vita o cose simili, son quelli che non muovono mai un dito. Il progresso è opera di persone irragionevoli.
>

Non è sempre così. La ricerca dell'omeostasi è una componente innata umana (anzi animale, anzi di qualsiasi sistema chiuso, vivente e non).
Il fatto è che la serenità a volte può essere raggiunta solo attraverso l'accettazione dello status quo, la presa di consapevolezza delle proprie risorse, l'azione volta a capitalizzare queste risorse nell'ottica di cambiare quanto più possibile lo status quo, nella speranza di riuscirvi e costruire quindi un nuovo status quo dove la serenità sia raggiungibile.

Tipo l'antinazista che fa finta di essere nazista però li sabota dall'interno. Di certo non sarà sereno, però la sua motivazione interiore è quella di raggiungere la serenità.
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Scritto da
Non Autenticato
il 2016-06-13 20:57:50.0 alle 2016-06-13 20:57:50.0
Re: Sono uscito il sabato sera
Scritto da: Giambo
> Scritto da:
>
> > > > > > Questa non è una risposta, è un eludere la risposta. La vuoi eludere perché sai benissimo qual è, è quella di Trasimaco e non esiste alcun argomento che vi si possa opporre.
> > > > >
> > > > > La risposta seria è talmente banale che mi vergogno per te che debba spiegartela, comunque il senso è che se relativizziamo il bene e il male a tal punto, cosa impedirebbe a qualcuno di rapirti, derubarti, spaccarti i denti contro a un tubo e farsi fare un boccaponcio con la tua bocca insanguinata?
> > > > >
> > > > > La società si basa sulle regole. Se non accetti le regole allora devi accettare la legge del più forte. E quindi la società vince comunque.
> > > >
> > > > Anche le regole sono legge del più forte.
> > >
> > > In democrazia sono le leggi dei piu' numerosi
> >
> > È una convenzione. Nel momento in cui uno rifiuta la decisione dei più numerosi intervengono i più forti. Tanto vale allora dire direttamente che si tratta dei più forti.
>
> Non hai bene in chiaro la separazione dei tre poteri: Legislativo, esecutivo e giudiziario.

Non c'entra.
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Scritto da
il 2016-06-13 20:47:17.0 alle 2016-06-13 20:47:17.0
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Re: Sono uscito il sabato sera
Scritto da:

> > > > > Questa non è una risposta, è un eludere la risposta. La vuoi eludere perché sai benissimo qual è, è quella di Trasimaco e non esiste alcun argomento che vi si possa opporre.
> > > >
> > > > La risposta seria è talmente banale che mi vergogno per te che debba spiegartela, comunque il senso è che se relativizziamo il bene e il male a tal punto, cosa impedirebbe a qualcuno di rapirti, derubarti, spaccarti i denti contro a un tubo e farsi fare un boccaponcio con la tua bocca insanguinata?
> > > >
> > > > La società si basa sulle regole. Se non accetti le regole allora devi accettare la legge del più forte. E quindi la società vince comunque.
> > >
> > > Anche le regole sono legge del più forte.
> >
> > In democrazia sono le leggi dei piu' numerosi
>
> È una convenzione. Nel momento in cui uno rifiuta la decisione dei più numerosi intervengono i più forti. Tanto vale allora dire direttamente che si tratta dei più forti.

Non hai bene in chiaro la separazione dei tre poteri: Legislativo, esecutivo e giudiziario.
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo

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