Mostra notizie nelle discussioni
Avatar
☺
Cinema
Scritto da
il 2026-09-26 21:53:03.0 alle 2026-09-26 21:53:03.0
Trollate totali: 9885
Nominations "Miglior film" del 1983 - Tootsie (1982)
Prossimo film: Tootsie (1982).

Immagine postata dall'utente


Diretto da Sidney Pollack ,

Immagine postata dall'utente


Michael Dorsey è un attore di teatro di grande talento ma dal carattere notoriamente impossibile, pignolo e litigioso, motivo per cui nessun produttore o regista a New York intende più ingaggiarlo. Disperato e bisognoso di raccogliere cinquemila dollari per finanziare la pièce teatrale del suo compagno di stanza Jeff, Michael decide di tentare una mossa estrema: si traveste da donna, assume l'identità dell'austera ed energica "Dorothy Michaels" e si presenta a un provino per la soap opera televisiva South West General. Contro ogni previsione, Dorothy ottiene la parte di un'infermiera dal carattere forte ed emancipato. Le sue improvvisazioni femministe sul set trasformano il personaggio in un vero e proprio fenomeno di costume nazionale e in un simbolo di liberazione per le donne.





La pellicola è un'intelligente, esilarante e raffinata commedia dei equivoci sull'identità di genere, sulle dinamiche del mondo dello spettacolo e sui rapporti interpersonali, e ha ricevuto 10 nomination agli Oscars, vincendone 1:

- Migliore attrice non protagonista (Jessica Lange)


Le restanti nomination includono:

- Miglior film (Sydney Pollack e Dick Richards)

- Miglior regia (Sydney Pollack)

- Miglior attore protagonista (Dustin Hoffman)

- Migliore attrice non protagonista (Teri Garr)

- Migliore sceneggiatura originale (Larry Gelbart, Murray Schisgal e Don McGuire)

- Migliore fotografia (Owen Roizman)

- Miglior montaggio (Fredric Steinkamp e William Steinkamp)

- Miglior sonoro (Arthur Piantadosi, Les Fresholtz, Dick Alexander e Les Lazarowitz)

- Miglior canzone originale ("It Might Be You" di Dave Grusin, Alan Bergman e Marilyn Bergman)


Il film rappresentò uno dei più imponenti successi di pubblico e critica del cinema americano degli anni '80, inserito dall'American Film Institute al secondo posto tra le migliori commedie statunitensi di tutti i tempi (dietro solo ad A qualcuno piace caldo). Dustin Hoffman regalò una prova recitativa memorabile per sensibilità, tempi comici e trasformismo mimetico, affiancato da un cast straordinario che comprendeva Jessica Lange (premiata con l'Oscar per il suo ruolo toccante), Teri Garr, Bill Murray (nei panni del coinquilino Jeff) e lo stesso regista Sydney Pollack nel ruolo dell'agente di Michael.


Un buon voto in IMDB: 7.4 su 10. Anche a me è piaciuto e lo consiglio!






Film in streaming in HD: https://alta-definizione.beer/detail/film-9576-too...

Trailer

Vieni anche tu a fare autostop in merio oriente!!!

Ad https://imgoat.com/uploads/cdd60ea004/183004.png
Non lasciarti scappare questa occasione più unica che rara di conoscere nuove culture e la gentilezza dei taxisti che provano a stuprarti ma a metà opera se ne pentono e ti lasciano in mezzo ad un bosco!‎
Avatar
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-26 13:11:45.0 alle 2026-09-26 13:11:45.0
Re: La domanda che l’ambientalismo non può più eludere
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > > Forse sarebbe l'ora di rassegnarsi al fatto che la battaglia è stata persa! Se uno è contrario alla costruzione di un'opera fa legittimamente le sue battaglie, ma una volta che le perde si tira indietro e la smette di rompere i coglioni!
> >
> > E tutti i discorsi sull'autodeterminazione finiscono nel cesso.
>
> Che cazzo c'entra, l'autodeterminazione consiste nel fatto che sei il proprietario di te stesso, della tua vita, del tuo corpo e della tua vita privata; non significa che sei il padrone del mondo!
>
> Già giustificare la proprietà della terra con l'autodeterminazione è una cosa che sta poco in piedi logicamente (essere il proprietario di te stesso ti da forse il diritto di prendere a mazzate gli altri per impedirgli di muoversi liberamente, o magari la libertà di movimento fa parte della libertà di autodeterminazione?), se poi cominci pure a sostenere che sulla terra demaniale comandi te perché hai il diritto all'autodeterminazione finisci per sostenere una cosa che dal punto di vista liberale è un delirio e che può sembrare sensata al massimo ai fascisti!
>
> La terra demaniale appartiene a tutti, quindi decidiamo tutti insieme cosa farci! Perciò se sei contrario alla costruzione di un'opera puoi convincere legittimamente la maggioranza della popolazione a non costruirla, e queste battaglie a volte vengono vinte, vedi ad esempio la superstrada che il governo ticinese voleva costruire sul piano di Magadino: il popolo ha mandato il progetto a fare in culo in una votazione popolare.
>
> Il problema dell'Italia è che lì la democrazia è rappresentativa e votate solo partiti che poi fanno quello che vogliono, e ho già detto che dovreste usare le vostre energie per avere la democrazia in stile elvetico invece di tirare fuori polemichette continue su singoli temi quando alla fine il problema è uno solo, ma va detto che ai NO TAV la democrazia diretta non converrebbe, visto che i sondaggi dicono che solo il 25% della popolazione italiana è contraria alla TAV.
>
> Insomma, si vuole costruire un'opera che a te non piace e legittimamente fai opposizione, poi vedi che governo dopo governo il progetto viene confermato e riconfermato perché vengono votati partiti che sono favorevoli e vedi che solo il 25% della popolazione è contraria: cosa fai se credi nell'autodeterminazione? Ti rassegni della sconfitta perché sei che il mondo non appartiene a te ma a tutti quanti!
> Se invece sei un aspirante dittatore che pensa di essere il padrone del mondo, e non semplicemente il proprietario di sé stesso, cerchi di imporre a tutti la tua volontà riguardo all'utilizzo della terra demaniale!

Madonna santa, è impossibile discutere con i disinformati.
Avatar
Informatica
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-26 13:02:05.0 alle 2026-09-26 13:02:05.0
Re: IL MODELLO OS PAGA
Scritto da: Alessandrox
>
> x quanto detesti le politiche di canonical
> https://www.ilsoftware.it/ubuntu-ricavi-record-can...

Sono i servizi che pagano, vedi anche redhat.
Avatar
☺
Informatica
Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2026-09-26 12:15:01.0 alle 2026-09-26 12:15:01.0
Trollate totali: 11553
IL MODELLO OS PAGA

x quanto detesti le politiche di canonical
https://www.ilsoftware.it/ubuntu-ricavi-record-can...
Ma smettila di secernere cazzate!
Avatar
☺
Scritto da
il 2026-09-26 08:34:07.0 alle 2026-09-26 08:34:07.0
Trollate totali: 9885
Re: La domanda che l’ambientalismo non può più eludere
Scritto da:
> > Forse sarebbe l'ora di rassegnarsi al fatto che la battaglia è stata persa! Se uno è contrario alla costruzione di un'opera fa legittimamente le sue battaglie, ma una volta che le perde si tira indietro e la smette di rompere i coglioni!
>
> E tutti i discorsi sull'autodeterminazione finiscono nel cesso.

Che cazzo c'entra, l'autodeterminazione consiste nel fatto che sei il proprietario di te stesso, della tua vita, del tuo corpo e della tua vita privata; non significa che sei il padrone del mondo!

Già giustificare la proprietà della terra con l'autodeterminazione è una cosa che sta poco in piedi logicamente (essere il proprietario di te stesso ti da forse il diritto di prendere a mazzate gli altri per impedirgli di muoversi liberamente, o magari la libertà di movimento fa parte della libertà di autodeterminazione?), se poi cominci pure a sostenere che sulla terra demaniale comandi te perché hai il diritto all'autodeterminazione finisci per sostenere una cosa che dal punto di vista liberale è un delirio e che può sembrare sensata al massimo ai fascisti!

La terra demaniale appartiene a tutti, quindi decidiamo tutti insieme cosa farci! Perciò se sei contrario alla costruzione di un'opera puoi convincere legittimamente la maggioranza della popolazione a non costruirla, e queste battaglie a volte vengono vinte, vedi ad esempio la superstrada che il governo ticinese voleva costruire sul piano di Magadino: il popolo ha mandato il progetto a fare in culo in una votazione popolare.

Il problema dell'Italia è che lì la democrazia è rappresentativa e votate solo partiti che poi fanno quello che vogliono, e ho già detto che dovreste usare le vostre energie per avere la democrazia in stile elvetico invece di tirare fuori polemichette continue su singoli temi quando alla fine il problema è uno solo, ma va detto che ai NO TAV la democrazia diretta non converrebbe, visto che i sondaggi dicono che solo il 25% della popolazione italiana è contraria alla TAV.

Insomma, si vuole costruire un'opera che a te non piace e legittimamente fai opposizione, poi vedi che governo dopo governo il progetto viene confermato e riconfermato perché vengono votati partiti che sono favorevoli e vedi che solo il 25% della popolazione è contraria: cosa fai se credi nell'autodeterminazione? Ti rassegni della sconfitta perché sei che il mondo non appartiene a te ma a tutti quanti!
Se invece sei un aspirante dittatore che pensa di essere il padrone del mondo, e non semplicemente il proprietario di sé stesso, cerchi di imporre a tutti la tua volontà riguardo all'utilizzo della terra demaniale!


**Modificato dall'autore il 26.09.2026 08:37**

MA checcazzo ne so

Ad http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.‎
Avatar
☺
Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2026-09-26 00:31:25.0 alle 2026-09-26 00:31:25.0
Trollate totali: 11553
Re: La domanda che l’ambientalismo non può più eludere
Scritto da:
>
> E tutti i discorsi sull'autodeterminazione finiscono nel cesso.
>
Con Mattia che tira lo sciacquone
Ma smettila di secernere cazzate!
Avatar
☺
Cinema
Scritto da
il 2026-09-25 22:27:01.0 alle 2026-09-25 22:27:01.0
Trollate totali: 9885
Nominations "Miglior film" del 1983 - Missing - Scomparso (1982)
Prossimo film: Missing - Scomparso (1982).

Immagine postata dall'utente


Diretto da Costa-Gavras .

Immagine postata dall'utente

Storia vera.

Nel settembre del 1973, durante il sanguinoso colpo di Stato militare guidato dal generale Augusto Pinochet in Cile, Charles Horman, un giovane giornalista ed ideale idealista americano che vive a Santiago con la moglie Beth, scompare improvvisamente nel nulla prelevato dalle forze armate. Disperata, Beth inizia a cercarlo negli ospedali e nelle prigioni, venendo ben presto raggiunta dal suocero Ed Horman, un facoltoso ed esponente conservatore di New York che ripone un'incrollabile fiducia nelle istituzioni e nella diplomazia del governo degli Stati Uniti. Inizialmente scettico verso la nuora e convinto che il figlio si sia cacciato nei guai per le sue idee progressiste, Ed si scontra con il muro di gomma, l'omertà e le palesi menzogne dei funzionari dell'ambasciata americana a Santiago. Man mano che i due percorrono la capitale devastata dalla repressione e dai massacri del regime, l'uomo d'affari è costretto ad aprire gli occhi di fronte a una cupa e sconvolgente realtà: la connivenza e il coinvolgimento diretto dei servizi segreti e delle autorità statunitensi nel golpe e nella sparizione di suo figlio, colpevole di aver scoperto informazioni riservate sull'intervento americano.



La pellicola è un teso, tragico e civile thriller politico di denuncia, incentrato sulla ricerca della verità e sulla perdita delle illusioni, e ha ricevuto 4 nomination agli Oscars, vincendone 1:

- Migliore sceneggiatura non originale (Costa-Gavras e Donald E. Stewart)


Le restanti nomination includono:

- Miglior film (Edward Lewis e Mildred Lewis)

- Miglior attore protagonista (Jack Lemmon)

- Migliore attrice protagonista (Sissy Spacek)


Basato su fatti realmente accaduti e tratto dal libro di Thomas Hauser sulla vicenda di Charles Horman, il film segnò il trionfale esordio ad Hollywood del regista greco-francese Costa-Gavras, maestro del cinema d'impegno civile. La pellicola conquistò la Palma d'Oro al Festival di Cannes nel 1982 e regalò a Jack Lemmon il premio per la miglior interpretazione maschile sulla Croisette grazie a una delle sue prove recitative più drammatiche, sobrie e intense di sempre. Al suo fianco, Sissy Spacek offrì una performance straordinaria nei panni della coraggiosa e determinata Beth. Per via dei suoi espliciti contenuti d'accusa verso la politica estera americana, il film fu oggetto di accese controversie e cause legali negli Stati Uniti, ma rimase una pietra miliare del cinema politico degli anni '80, impreziosita dalle suggestive ed evocative musiche del compositore greco Vangelis.


Il film ha un voto quasi ottimo in IMDB: 7.7 su 10. Io l'ho trovato un po' noioso, ma senza dubbio i film che raccontano la realtà sono sempre utili e questo film mostra molto bene le barbarie del regime di Pinochet, in particolare in una scena in cui in un luogo adibito a raccogliere i cadaveri ci sono talmente tanti corpi da non riuscire a camminare e non sapendo più dove mettere i corpi hanno iniziato a metterli sul tetto dell'edificio.





Film in streaming in HD: https://altadefinizionex.live/biografico/6267-miss...

Trailer

Avatar
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-25 15:58:57.0 alle 2026-09-25 15:58:57.0
Re: La domanda che l’ambientalismo non può più eludere
Scritto da: Alessandrox
> NOn sono contrari perché non gli piace x una questione di gusti o ideologia, ma perché sta distruggendo le loro vite.
>
> C'è la VITA in gioco, ecco perché continueranno a rompere i coglioni fino alla morte.

Il problema è che è una questione di vita o di morte per tutti, e nessuno lo capisce.

Che fine farà la libertà, la democrazia. È una questione di vita o di morte per la civiltà occidentale.
Avatar
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-25 14:27:37.0 alle 2026-09-25 14:27:37.0
Re: La domanda che l’ambientalismo non può più eludere
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > ... Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness, torna sui fatti della Val di Susa e del Festival Alta Felicità, ma soprattutto prova ad allargare lo sguardo alle prospettive dell’ambientalismo...
> >
> > https://www.mountainwilderness.it/editoriale/no-ta...
> > https://gognablog.sherpa-gate.com/no-tav-e-alta-fe...
> >
> > Il movimento No Tav è una delle più importanti esperienze di resistenza civile della storia italiana recente
> >
> > Se guardiamo alle grandi opere degli ultimi anni, dobbiamo riconoscere una realtà difficile da contestare: le forme di protesta che restano rigorosamente dentro i confini di una legalità interpretata e gestita dal potere hanno spesso prodotto risultati insufficienti, quando non nulli.
> > Manifestare, organizzare convegni, raccogliere firme e ricorrere alle vie legali sono azioni necessarie, ma spesso del tutto inefficaci. Il potere concede volentieri questi spazi di dissenso perché sa che sono spesso del tutto inoffensivi, incapaci di scalfire decisioni già prese altrove. Pretendendo di dettare regole e modalità della protesta, l’autorità la neutralizza sul nascere, riducendola a rituale sterile. Si protesta contro un nuovo impianto di risalita o una strada, si denunciano i danni ambientali, ma l’esito è già scritto: una volta spenti i riflettori di questa messinscena regolamentata, si torna a casa. E nel silenzio generale, le istituzioni proseguono imperterrite: i cantieri aprono, i boschi cadono e il cemento avanza, ignorando ogni richiesta.

> >
> > Di fronte a tutto questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che esiste una forma di violenza molto più feroce, cinica e subdola di quella che vediamo nelle immagini degli scontri di piazza. È la violenza sistematica esercitata dallo Stato: da un lato, quella istituzionale che violenta la natura e le comunità imponendo opere devastanti contro ogni ragione ambientale e contro la volontà dei territori; dall’altro, quella repressiva che usa il braccio armato e la forza delle leggi speciali per silenziare, criminalizzare e schiacciare chiunque provi a opporsi.
> > La prima violenza, quella degli scontri di piazza, viene sistematicamente manipolata, ingigantita e riproposta in modo ossessivo per criminalizzare il dissenso. La seconda, una violenza brutale contro gli esseri umani e contro la natura, viene invece spacciata, venduta e imposta come sviluppo o superiore interesse nazionale.

> >
> > La questione non è se scegliere la violenza, ma capire come continuare a costruire conflitto sociale e opposizione politica mentre gli spazi democratici vengono progressivamente ridotti.
> > I Ddl Sicurezza, la criminalizzazione di forme storiche di protesta, l’uso della sorveglianza tecnologica e del riconoscimento facciale nelle piazze, insieme alla sostanziale impunità di troppi episodi di violenza delle forze dell’ordine, delineano un quadro preoccupante. È in questo contesto che la vicenda No Tav torna a interrogarci: non per legittimare ogni forma di azione, ma per ricordarci che la disobbedienza e la radicalità, quando inserite in una strategia politica e sociale, hanno spesso aperto spazi che la sola protesta istituzionale non era riuscita a conquistare.

>
>
> Forse sarebbe l'ora di rassegnarsi al fatto che la battaglia è stata persa! Se uno è contrario alla costruzione di un'opera fa legittimamente le sue battaglie, ma una volta che le perde si tira indietro e la smette di rompere i coglioni!

E tutti i discorsi sull'autodeterminazione finiscono nel cesso.

Vaffanculo

Ad https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=vaffanculo&ia=web
VAFFANCULOOOO‎
Avatar
☺
Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2026-09-25 09:54:16.0 alle 2026-09-25 09:54:16.0
Trollate totali: 11553
Re: La domanda che l’ambientalismo non può più eludere
NOn sono contrari perché non gli piace x una questione di gusti o ideologia, ma perché sta distruggendo le loro vite.

C'è la VITA in gioco, ecco perché continueranno a rompere i coglioni fino alla morte.

**Modificato dall'autore il 25.09.2026 09:58**
Ma smettila di secernere cazzate!
Avatar
☺
Politica
Scritto da
il 2026-09-25 09:46:49.0 alle 2026-09-25 09:46:49.0
Trollate totali: 9885
Re: Vittime di furti che sparano ai ladri
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da:
> > > > > Il messaggio è: anche se lo stato vi difende, noi vi ammazziamo.
> > > > >
> > > > > Se finiamo in galera, pazienza, magari poi il clima politico cambia e verremo liberati: l'importante è che se rapini un negozio non la passi liscia.
> > > >
> > > > Voi marcite giustamente in galera mentre nuovi ladri crescono dato che è fisiologico nella società umana. Quelli più bravi li votate pure, vedi te.
> > >
> > > Cos'hai contro la proprietà privata? Hai ceduto tutti i tuoi averi al proletariato?
> >
> > Qui si parla di ammazzare gente, non di proprietà privata.
>
> Eehh sarebbe meglio se il gioielliere potesse dire se mi rapini ti metto io in prigione dato che lo stato ti protegge, ma il gioielliere può solo ammazzare. Al massimo ferire, poteva fargli saltare la rotula, ma poi una volta guarito tornava a vendicarsi.
>
> Adesso il rapinatore è al cimitero e il gioielliere al gabbio, tutto perché lo stato non fa il suo mestiere.

Cosa vuol dire "lo stato non fa il suo mestiere"? Roggero ha chiamato la polizia e non è arrivata?
Avatar
☺
Scritto da
il 2026-09-25 09:44:28.0 alle 2026-09-25 09:44:28.0
Trollate totali: 9885
Re: La domanda che l’ambientalismo non può più eludere
Scritto da:
> ... Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness, torna sui fatti della Val di Susa e del Festival Alta Felicità, ma soprattutto prova ad allargare lo sguardo alle prospettive dell’ambientalismo...
>
> https://www.mountainwilderness.it/editoriale/no-ta...
> https://gognablog.sherpa-gate.com/no-tav-e-alta-fe...
>
> Il movimento No Tav è una delle più importanti esperienze di resistenza civile della storia italiana recente
>
> Se guardiamo alle grandi opere degli ultimi anni, dobbiamo riconoscere una realtà difficile da contestare: le forme di protesta che restano rigorosamente dentro i confini di una legalità interpretata e gestita dal potere hanno spesso prodotto risultati insufficienti, quando non nulli.
> Manifestare, organizzare convegni, raccogliere firme e ricorrere alle vie legali sono azioni necessarie, ma spesso del tutto inefficaci. Il potere concede volentieri questi spazi di dissenso perché sa che sono spesso del tutto inoffensivi, incapaci di scalfire decisioni già prese altrove. Pretendendo di dettare regole e modalità della protesta, l’autorità la neutralizza sul nascere, riducendola a rituale sterile. Si protesta contro un nuovo impianto di risalita o una strada, si denunciano i danni ambientali, ma l’esito è già scritto: una volta spenti i riflettori di questa messinscena regolamentata, si torna a casa. E nel silenzio generale, le istituzioni proseguono imperterrite: i cantieri aprono, i boschi cadono e il cemento avanza, ignorando ogni richiesta.

>
> Di fronte a tutto questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che esiste una forma di violenza molto più feroce, cinica e subdola di quella che vediamo nelle immagini degli scontri di piazza. È la violenza sistematica esercitata dallo Stato: da un lato, quella istituzionale che violenta la natura e le comunità imponendo opere devastanti contro ogni ragione ambientale e contro la volontà dei territori; dall’altro, quella repressiva che usa il braccio armato e la forza delle leggi speciali per silenziare, criminalizzare e schiacciare chiunque provi a opporsi.
> La prima violenza, quella degli scontri di piazza, viene sistematicamente manipolata, ingigantita e riproposta in modo ossessivo per criminalizzare il dissenso. La seconda, una violenza brutale contro gli esseri umani e contro la natura, viene invece spacciata, venduta e imposta come sviluppo o superiore interesse nazionale.

>
> La questione non è se scegliere la violenza, ma capire come continuare a costruire conflitto sociale e opposizione politica mentre gli spazi democratici vengono progressivamente ridotti.
> I Ddl Sicurezza, la criminalizzazione di forme storiche di protesta, l’uso della sorveglianza tecnologica e del riconoscimento facciale nelle piazze, insieme alla sostanziale impunità di troppi episodi di violenza delle forze dell’ordine, delineano un quadro preoccupante. È in questo contesto che la vicenda No Tav torna a interrogarci: non per legittimare ogni forma di azione, ma per ricordarci che la disobbedienza e la radicalità, quando inserite in una strategia politica e sociale, hanno spesso aperto spazi che la sola protesta istituzionale non era riuscita a conquistare.



Forse sarebbe l'ora di rassegnarsi al fatto che la battaglia è stata persa! Se uno è contrario alla costruzione di un'opera fa legittimamente le sue battaglie, ma una volta che le perde si tira indietro e la smette di rompere i coglioni!
Avatar
☺
Scritto da
il 2026-09-25 09:41:42.0 alle 2026-09-25 09:41:42.0
Trollate totali: 9885
Re: mattia
Scritto da:
> il motorino è rotto

Per forza!

http://forumdeitroll.com/motorino/search?dummy=tru...

ed è normale che non lo trovi, però non trova nemmeno...

http://forumdeitroll.com/FdTViewer/motorino/search...


Misteri della fede! Se qualcuno riesce a suggerire un link funzionante...

abcdefghi

Ad www.www.www
qwerty‎
Avatar
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-25 07:20:34.0 alle 2026-09-25 07:20:34.0
Re: La domanda che l’ambientalismo non può più eludere
Scritto da:
> ma questi quando vanno in galera?

Che fretta hai, saranno i primi ad essere rastrellati quando i fasci saranno tornati al potere al 100%. Serve solo un altro po' di tempo grazie agli elettori di merda, alias italiani.
Avatar
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-25 00:47:29.0 alle 2026-09-25 00:47:29.0
Re: La domanda che l’ambientalismo non può più eludere
ma questi quando vanno in galera?
Avatar
☺
Musica
Scritto da
il 2026-09-24 17:33:29.0 alle 2026-09-24 17:33:29.0
Trollate totali: 9885
Tutte le sinfonie di Mendelssohn - Sinfonia No. 2 (1840)
Pochi minuti fa mi sono messo a riascoltare le canzoni rap da me sfornate a 18-19 anni. Bei tempi, ma adesso sono altri tempi: i tempi di Mendelssohn!

Proseguiamo quindi con il penultimo pezzo della lista delle sinfonie del campione: la Sinfonia No. 2 è stata scritta da Mendelssohn (in Italiano "figlio di Mendel") nel 1840, all'età di 31 anni.

Tecnicamente più che una sinfonia è una cantata, ma non importa! L'importante è la qualità: questo pezzo per me spacca il culo dei bambini, è sottovalutato!



Mendelssohn - Op. 52 - Symphony No. 2 in B-flat major "Lobgesang" (1840):
1. Sinfonia:
- 00:00 Maestoso con moto - Allegro (B-flat major)
- 12:15 Allegretto un poco agitato (G minor)
- 17:23 Adagio religioso (D major)
24:55 2. Soprano, Chorus: "Alles was Odem hat lobe den Herrn" Allegro moderato maestoso (B-flat major)
32:09 3. Tenor: "Saget es, die ihr erlöst seid durch den Herrn" Recitativ – Allegro moderato. (G minor)
34:56 4. Chorus: "Sagt es, die ihr erlöst seid vor dem Herrn" A tempo moderato. (G minor)
37:01 5. 2 Sopranos, Chorus: "Ich harrete des Herrn." Andante (E-flat major)
42:42 6. Soprano, Tenor: "Strick des Todes hatten uns umfangen." Allegro un poco agitato – Allegro assai agitato (C minor)
46:27 7. Chorus: "Die Nacht ist vergangen" Allegro maestoso e molto vivace. (D major)
51:17 8. Chorus: "Nun danket alle Gott." Andante con moto (G major)
56:41 9. Soprano, Tenor: "Drum sing’ ich mit meinem Liede" Andante sostenuto assai. (B-flat major)
1:01:15 10. Chorus: "Ihr Völker! bringet her dem Herrn Ehre und Macht" Allegro non troppo (B-flat major)

Avatar
☺
Musica
Scritto da
il 2026-09-24 17:24:06.0 alle 2026-09-24 17:24:06.0
Trollate totali: 9885
Re: Il meglio di Brahms - Sestetto per archi no. 1 (1860)
Scritto da: Mattia
> Avevo scritto che la grandezza di Brahms la si vede soprattutto nella musica da camera, e il pezzo che posto oggi è un buon esempio.
>
> Parlo del suo primo sestetto per archi! Il secondo movimento in particolare è bello come il sesso anale con un bambino biondo: contiene una delle più belle melodie della musica classica (e io di pezzi ne ho sentiti parecchi!).
>
>
> Brahms - Op. 18 - String Sextet No. 1 in B♭ major (1860):
> 00:00 I. Allegro ma non troppo
> 10:53 II. Andante ma moderato
> 21:06 III. Scherzo. Allegro Molto
> 24:34 IV. Rondo. Poco Allegretto e grazioso
>
>


Sempre nel 1860, Brahms scrisse un arrangiamento per piano del secondo movimento di questo pezzo.

Si vede che anche lui, come me, lo apprezzava molto!


Brahms - Op. 18b - Theme and Variations (1860)


AlexTG

Ad https://twitter.com/onlyfans_alextg
Only su onlyfans!‎
Avatar
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-24 16:07:32.0 alle 2026-09-24 16:07:32.0
La domanda che l’ambientalismo non può più eludere
... Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness, torna sui fatti della Val di Susa e del Festival Alta Felicità, ma soprattutto prova ad allargare lo sguardo alle prospettive dell’ambientalismo...

https://www.mountainwilderness.it/editoriale/no-ta...
https://gognablog.sherpa-gate.com/no-tav-e-alta-fe...

Il movimento No Tav è una delle più importanti esperienze di resistenza civile della storia italiana recente

Se guardiamo alle grandi opere degli ultimi anni, dobbiamo riconoscere una realtà difficile da contestare: le forme di protesta che restano rigorosamente dentro i confini di una legalità interpretata e gestita dal potere hanno spesso prodotto risultati insufficienti, quando non nulli.
Manifestare, organizzare convegni, raccogliere firme e ricorrere alle vie legali sono azioni necessarie, ma spesso del tutto inefficaci. Il potere concede volentieri questi spazi di dissenso perché sa che sono spesso del tutto inoffensivi, incapaci di scalfire decisioni già prese altrove. Pretendendo di dettare regole e modalità della protesta, l’autorità la neutralizza sul nascere, riducendola a rituale sterile. Si protesta contro un nuovo impianto di risalita o una strada, si denunciano i danni ambientali, ma l’esito è già scritto: una volta spenti i riflettori di questa messinscena regolamentata, si torna a casa. E nel silenzio generale, le istituzioni proseguono imperterrite: i cantieri aprono, i boschi cadono e il cemento avanza, ignorando ogni richiesta.


Di fronte a tutto questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che esiste una forma di violenza molto più feroce, cinica e subdola di quella che vediamo nelle immagini degli scontri di piazza. È la violenza sistematica esercitata dallo Stato: da un lato, quella istituzionale che violenta la natura e le comunità imponendo opere devastanti contro ogni ragione ambientale e contro la volontà dei territori; dall’altro, quella repressiva che usa il braccio armato e la forza delle leggi speciali per silenziare, criminalizzare e schiacciare chiunque provi a opporsi.
La prima violenza, quella degli scontri di piazza, viene sistematicamente manipolata, ingigantita e riproposta in modo ossessivo per criminalizzare il dissenso. La seconda, una violenza brutale contro gli esseri umani e contro la natura, viene invece spacciata, venduta e imposta come sviluppo o superiore interesse nazionale.


La questione non è se scegliere la violenza, ma capire come continuare a costruire conflitto sociale e opposizione politica mentre gli spazi democratici vengono progressivamente ridotti.
I Ddl Sicurezza, la criminalizzazione di forme storiche di protesta, l’uso della sorveglianza tecnologica e del riconoscimento facciale nelle piazze, insieme alla sostanziale impunità di troppi episodi di violenza delle forze dell’ordine, delineano un quadro preoccupante. È in questo contesto che la vicenda No Tav torna a interrogarci: non per legittimare ogni forma di azione, ma per ricordarci che la disobbedienza e la radicalità, quando inserite in una strategia politica e sociale, hanno spesso aperto spazi che la sola protesta istituzionale non era riuscita a conquistare.
Avatar
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-24 15:55:32.0 alle 2026-09-24 15:55:32.0
Re: Vittime di furti che sparano ai ladri
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Il messaggio è: anche se lo stato vi difende, noi vi ammazziamo.
> > > >
> > > > Se finiamo in galera, pazienza, magari poi il clima politico cambia e verremo liberati: l'importante è che se rapini un negozio non la passi liscia.
> > >
> > > Voi marcite giustamente in galera mentre nuovi ladri crescono dato che è fisiologico nella società umana. Quelli più bravi li votate pure, vedi te.
> >
> > Cos'hai contro la proprietà privata? Hai ceduto tutti i tuoi averi al proletariato?
>
> Qui si parla di ammazzare gente, non di proprietà privata.

Eehh sarebbe meglio se il gioielliere potesse dire se mi rapini ti metto io in prigione dato che lo stato ti protegge, ma il gioielliere può solo ammazzare. Al massimo ferire, poteva fargli saltare la rotula, ma poi una volta guarito tornava a vendicarsi.

Adesso il rapinatore è al cimitero e il gioielliere al gabbio, tutto perché lo stato non fa il suo mestiere.
Avatar
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-24 15:52:03.0 alle 2026-09-24 15:52:03.0
Re: W IL DUCE
> https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/24/predap...
>
> Immagine postata dall'utente
>
> E Berlusconi e la Meloni! Ficoso

Hòla Nathan! Ficoso

Pagina generata in 2107 millisecondi

Utenti attivi: 12 nell'ultimo minuto, 41 negli ultimi cinque minuti, 88 negli ultimi 15 minuti