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    Non Autenticato
    il 2006-08-02 08:00:00.0 alle 2006-08-02 08:00:00.0
    DENUNCIO TUTTI
    Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA'   e senza astenuti (ma va?!)   un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00   al mese.   
    Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
        
    STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
    STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
    PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o   familiare.
    RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
    INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
    TUTTI ESENTASSE
    +
    TELEFONO CELLULARE gratis
    TESSERA DEL CINEMA gratis
    TESSERA TEATRO gratis
    TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
    FRANCOBOLLI gratis
    VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
    CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
    PISCINE E PALESTRE gratis
    FS gratis
    AEREO DI STATO gratis
    AMBASCIATE gratis
    CLINICHE gratis
    ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
    ASSICURAZIONE MORTE gratis
    AUTO BLU CON AUTISTA gratis
    RISTORANTE gratis
    (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (80% dello stipendio e oltre 40 anni per lo stipendio intero che, secondo le categortie di lavoratori è di 900 e 1300 euro al mese).
    Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in   violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)
    La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
    La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
        
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      Non Autenticato
      il 2006-08-02 20:59:00.0 alle 2006-08-02 20:59:00.0
      Re: DENUNCIO TUTTI

      - Scritto da:
      > Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un
      > articoletto che spiega che recentemente il
      > Parlamento ha votato all'UNANIMITA'   e senza
      > astenuti (ma va?!)   un aumento di stipendio per
      > i parlamentari pari a circa 1.135,00   al mese.
      >
      >
      > Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale
      > da non risultare nei verbali ufficiali.
      >
      >    
      > STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
      > STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
      > PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese
      > (generalmente parente o   familiare.
      >
      > RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
      > INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro
      > 6.455,00)
      > TUTTI ESENTASSE
      > +
      > TELEFONO CELLULARE gratis
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      > TESSERA TEATRO gratis
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      > ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
      > ASSICURAZIONE MORTE gratis
      > AUTO BLU CON AUTISTA gratis
      > RISTORANTE gratis
      > (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro
      > 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno
      > diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento
      > mentre obbligano i cittadini a 35 anni di
      > contributi (80% dello stipendio e oltre 40 anni
      > per lo stipendio intero che, secondo le
      > categortie di lavoratori è di 900 e 1300 euro
      > al
      > mese).
      > Circa Euro 103.000,00 li incassano con il
      > rimborso spese elettorali (in   violazione alla
      > legge sul finanziamento ai partiti), più i
      > privilegi per quelli che sono stati Presidenti
      > della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es:
      > la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un
      > ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta
      > sempre al suo
      > servizio)
      > La classe politica ha causato al paese un danno
      > di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di
      > EURO.
      > La sola camera dei deputati costa al cittadino
      > Euro 2.215,00 al MINUTO
      > !!
      >    

      E' una bufala vecchia di anni.
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      Non Autenticato
      il 2006-08-19 12:09:00.0 alle 2006-08-19 12:09:00.0
      Re: DENUNCIO TUTTI
      Le indennità di carica

      Carica
          

      Indennità mensile lorda in lire salvo specifiche

      Presidente del Consiglio
          

      11.321.000

      Presidenti di Camera e Senato
      Vice presidenti
          

      13.891.452
      9.260.967

      Questore
          

      8.341.526

      Ministri
      Viceministri
          

      7.550.000
      Quasi 7.000.000

      Membri dell'Ufficio di presidenza, Giunta e Commissioni (Camera)
          

      Minimo 648.840
      Massimo 2.500.000

      Segretario di Presidenza e presidente di Commissione (Senato)
          

      5.958.233

      Vice presidente di Commissione (Senato)
          

      1.489.558

      Segretario di commissione (Senato)
          

      744.779

      Le indennità di Funzione

      Indennità mensile deputati

      Indennità mensile senatori
          

      19.315.728

      19.984.810

      Rimborso spese per mantenere il rapporto tra eletto ed elettori, ex spese di segreteria e rappresentanza (portaborse)
          

      7.804.232

      Diaria mensile netta (esentasse) a titolo di soggiorno e rimborso spese calcolata su una media di 15 sedute al mese conteggiate a 350.00 lire l'una alla Camera e a 500.000 lire l'una al Senato più una quota fissa di 251.100 lire al mese (solo alla Camera).
          

      Camera 5.501.100

      Senato 7.500.000

      Rimborso spese accessorie di viaggio per i senatori.

      Per i senatori eletti a Roma
          

      2.650.000

      825.000

      Rimborso spese di viaggio per i deputati:
      a chi abita a meno di 100 km di distanza dal più vicino aeroporto o stazione:
      a chi abita oltre i 100 Km:
          

      1.650.000


      1.983.333

      Altri privilegi e benefit

      Rimborso bollette telefoniche
          

      25 mila scatti gratis all'anno pari a circa 4.000.000

      Telefono cellulare
          

      Gratis

      Rimborso spese fax
          

      23.800.000 all'anno

      Tribuna d'onore negli stadi
          

      Gratis

      Tessera per il cinema
          

      Gratis

      Tessera per il teatro
          

      Gratis

      Tessera autobus e metropolitana
          

      Gratis

      Rimborso francobolli per la corrispondenza
          

      3.000.000 all'anno più la posta gratis se spedita dal parlamento

      Viaggi aereo, treno e navi su tutte le tratte nazionali prima classe
          

      Gratis

      Rimborso spese per il taxi
          

      Dai 19 ai 23 milioni all'anno

      Circolazione su tutte le autostrade d'Italia
          

      Gratis

      Corsi di lingua straniera
          

      Gratis

      Piscina e palestre
          

      Gratis

      Vagone rappresentanza della FS
          

      Gratis

      Aereo di Stato
          

      Gratis

      Servizio di assistenza medica 24 ore su 24
          

      Gratis

      Rimborso spese mediche e dentistiche
          

      90% della spesa sostenuta

      Assicurazione infortuni, morte e rischio volo e assistenza integrativa per tutti i familiari e conviventi
          

      4,5% dell'indennità mensile

      Auto blu con autista, più permesso di circolazione nelle Ztl di tutte le città
          

      Gratis

      Giornali quotidiani e settimanali
          

      Gratis

      Liquidazione
          

      80% dell'indennità mensile lorda moltiplicato per ogni anno di mandato effettivo tutto esentasse.

      Pensione
          

      Minimo: 4.828.932 (3.700.142 netti) dopo 5 anni di mandato e a 60 anni di età.

      Massimo: 16.514.947 (12.654.485 netti) dopo 35 anni di mandato e a 50 anni di età.

      Cumulo
          

      Fra stipendi, stipendio da eurodeputato e pensione e pensioni

      Rimborso mensile per le spese di mantenimento di un ufficio a Roma
          

      1.137.000

      Rimborso giornaliero per le missioni
          

      In Italia 200.000 al giorno
      All'estero 250.000 al giorno

      Pasto completo presso il ristorante interno della Camera
          

      25.000

      Taglio di capelli presso il parrucchiere interno della Camera
          

      20.000

      Conti correnti, prestiti e mutui presso lo sportello bancario della Camera
          

      A tassi superprivilegiati

      Iscrizioni al circolo dell'Acqua Cetosa, lezioni di tennis e quant'altro
          

      Gratis

      Rimborso per l'acquisto di un'auto Fiat
          

      12% del valore complessivo

      Viaggi di studio all'estero
          

      4.000.000 all'anno
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        Non Autenticato
        il 2006-08-19 12:10:00.0 alle 2006-08-19 12:10:00.0
        Re: DENUNCIO TUTTI
        AI SENATORI 27,5 MILIONI NETTI AL MESE. AI DEPUTATI 25 MILIONI
        Violante incassa oltre 32,5 milioni al mese, Mancino oltre 33.
        Pensioni di 4,2 milioni netti mensili dopo soli 5 anni
        Dopo gli ultimi aumenti di stipendio (1 milione e 372 mila lire in più al mese ai deputati e 3 milioni e mezzo netti al mese ai senatori, vedi "Il Bolscevico'' n.2/2001); ora un parlamentare cosiddetto "peone'' senza cioè rilevanti incarichi di governo e/o istituzionali si porta a casa ogni fine mese fra indennità di carica, contributi e rimborsi vari circa 27,5 milioni netti al mese se siede fra gli scranni di Palazzo Madama e oltre 25 milioni netti al mese se eletto a Montecitorio.
        Si pensi che solo per coprire l'aumento delle uscite dovuto agli ultimi aumenti scattati tra ottobre e dicembre scorsi la Camera nel bilancio di previsione per l'anno 2001 estorcerà ai contribuenti italiani altri 10 miliardi e 372 milioni aggiuntivi.
        Il nuovo regalo autoconfezionato dai deputati segue l'aumento di 940 mila lire nette deciso ad aprile 2000 sempre dallo stesso Ufficio di presidenza di Violante e che aveva portato la stessa voce stipendiale dedicata alle spese per il collegio elettorale da 6 milioni e 860 mila lire a ben 7 milioni e 800 mila lire con tanto di recupero di 14 mesi di arretrati che portò nelle tasche dei deputati altri 13 milioni e 980 mila lire nette.
        Alla luce di tutta questa manna, il malloppo mensile di un deputato oggi risulta così composto: a tutti spetta un'indennità mensile lorda di 19 milioni, 315 mila e 728 lire che al netto fanno 8 milioni, 949 mila e 386 lire per i deputati. Per i senatori invece, che a ottobre si sono aumentati una serie di varie voci stipendiali per un ammontare complessivo di circa 3 milioni e mezzo netti al mese, l'indennità base, grazie a un aumento di 310 mila lire nette al mese, adesso ammonta a 19 milioni 984 mila e 810 lire lorde e un netto di 9 milioni, 259 mila 386 lire.
        A ciò si aggiunge, per i deputati, una diaria mensile netta perché è tutta esentasse di 5 milioni, 501 mila e 100 lire che sono il risultato del cumulo di 251 mila lire di fisso mensile più una diaria giornaliera forfettaria di 350 mila lire moltiplicata per 15 giorni di lavoro che corrisponde al numero di sedute che normalmente effettua il parlamento in un mese.
        Per i senatori invece, dopo l'aumento di 150 mila lire nette al giorno deciso sempre a ottobre, la diaria è passata da 350 a 500 mila lire nette al giorno e ammonta a 7 milioni e mezzo netti al mese.
        Poi c'é da sommare il "rimborso spese accessorie di viaggio'' che è pari a 1 milione e 650 mila lire al mese per i parlamentari che abitano a meno di 100 chilometri di distanza dal più vicino aeroporto o stazione ferroviaria e 1 milione e 983 mila e 333 lire a chi abita a più di cento chilometri. Dunque tutti i parlamentari, oltre a viaggiare gratis e in prima classe su tutti i treni, aerei e autostrade italiane, ricevono questa somma, anche chi abita a 20 metri dalla stazione.
        Per i senatori, invece che sempre a ottobre si sono aumentati anche questa voce stipendiale di 1 milione netto al mese, il rimborso spese di viaggio vale 2 milioni e 650 mila lire per i fuori sede e 825 mila lire per i senatori eletti a Roma.
        A tutto ciò va sommato il cosiddetto contributo per il portaborse che prima si chiamava "spese di segreteria e rappresentanza'' e oggi più pudicamente denominata "spese per mantenere il rapporto tra eletto ed elettori'' e che dopo questo aumento vale la bellezza di 7 milioni, 804 mila e 232 lire nette mensili che il parlamentare riscuote attraverso il proprio gruppo di appartenenza.
        Totale: 25 milioni, 272 mila e 486 lire nette al mese per i deputati e 27 milioni, 450 mila e 486 lire nette al mese per i senatori. Si noti bene comunque che tali cifre sono il minimo che un parlamentare mediamente intasca tutti i mesi. Infatti i parlamentari oltre ad avere stipendi da favola godono di una serie infinita di privilegi che in molti casi portano a raddoppiare o a triplicare la busta paga.
        Ogni parlamentare oltre all'indennità di funzione ha diritto anche a una cospicua indennità di carica se nominato ministro, sottosegretario o membro di una o più giunte o commissioni.
        Ai presidenti di Camera e Senato spettano oltre 12 milioni di indennità di carica. Ai loro vice oltre 9,2 milioni. Ai questori oltre 8 milioni. Ai ministri oltre 7,5 milioni. Ai sottosegretari quasi 7 milioni. Ai membri dell'Ufficio di presidenza, giunte e commissioni alla Camera da un minimo di 648 e 840 lire a un massimo di 12,5 milioni. A un segretario di presidenza o presidente di commissione al Senato vanno quasi 6 milioni, a un suo vice quasi 1,5 milioni e così via fino alle 744.779 mila lire del segretari di commissione a Palazzo Madama.
        Tutti i deputati godono di una pensione minima di ben 4.828.932 lire lordi, pari a circa 4.200.000 netti, dopo appena 5 anni di mandato e a 60 anni di età; le nuove norme già approvate l'anno scorso e che dovrebbero portare l'età pensionabile minima a 65 anni entreranno in vigore solo a partire dalla prossima legislatura e saranno applicate solo ai nuovi eletti. Chi sarà riconfermato continuerà con la vecchia normativa. Tutti potranno tuttavia continuare a usufruire del versamento volontario dei contributi pensionistici e della possibilità di abbassare di un anno l'età pensionabile per ogni anno di mandato oltre i primi 5 fino alla soglia minima di 50 anni che si raggiunge con appena 15 anni di mandato.
        Tra gli altri privilegi e benefici goduti dei parlamentari ci sono: il diritto di cumulo fra indennità parlamentare e altri stipendi e/o pensioni ivi compreso lo stipendio da europarlamentare; 4 milioni all'anno di rimborso spese telefoniche più altri 4 milioni per i viaggi di studio all'estero, più il rimborso taxi e tutta una serie di tessere e abbonamenti gratuiti, agevolazioni bancarie e sanitarie di cui è quasi impossibile calcolare l'ammontare preciso ma che elenchiamo in tabella.
        Da sottolineare infine che molti di questi privilegi il parlamentare li conserva vita natural durante, anche se dopo il primo mandato non dovesse essere più rieletto.
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          Non Autenticato
          il 2006-08-19 12:11:00.0 alle 2006-08-19 12:11:00.0
          Re: DENUNCIO TUTTI
          Parlamentari: l'esoso stipendio dei nostri dipendenti

          A cura di Redazione, aggiornato al 14/12/2005
          Fonti: IoScelgo, Radio Capital

          "Voglio un aumento di stipendio? Me lo voto!". Quella dei parlamentari è l'unica categoria che evidentemente può fare un'affermazione del genere. E quella riguardante lo stipendio dei parlamentari è probabilmente la catena di sant’Antonio via internet più diffusa e persistente al passare degli anni ( c’è una mail in particolare che gira, malaguratamente zeppa di errori).
          Come è noto gli stipendi dei nostri parlamentari in Parlamento, cioè "i nostri dipendenti" come li chiama Beppe Grillo, godono degli stipendi più alti tra i loro colleghi con pari ruolo in Europa e al mondo. Sono gli unici lavoratori a votarsi lo stipendio: quali effetti ha avuto questo potere sulle loro tasche?

          Prendiamo come riferimento gli stipendi di un eletto al Senato che, rispetto all’eletto alla Camera, prende alla fine dell'anno circa 6 mila euro in più.
          I 12.434 euro, ovvero la cifra lorda del salario mensile di un senatore, potrebbero essere una cifra alta ma tutto sommato comprensibile per un lavoro di così alta responsabilità.
          Ma guardare solo a queste cifre è fuorviante. Perchè a questa somma si aggiungono i 4.003 euro della diaria mensile per il rimborso delle spese di soggiorno a Roma” (su cui torniamo avanti nell’articolo), i 4.678,36 euro"per lo svolgimento del mandato parlamentare", i 1.107,80 euro per “i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma", i 258,33 euro per "viaggi di aggiornamento all’estero”, i 345,83 euro per le “ spese telefoniche”.

          Tutto questo fa un faraonico totale di 22.827,76 euro di stipendio lordo mensile per un senatore eletto coi nostri voti, "un nostro dipendente".
          Oltre all'immaginifico stipendio di cui sopra, secondo il programma Report di Rai3 sono garantiti: "un ufficio a Roma attrezzato, un computer portatile, […], il vitalizio la tessera per il cinema, quella per lo stadio in tribuna d'onore e l'assistenza sanitaria, che fornisce persino gli occhiali da vista [...] Questa assistenza sanitaria prevede che per occhiali da vista vi sia la possibilità di avere un rimborso di 500 mila lire all'anno".

          Ma non solo: incredibilmente il parlamentare ha diritto a una pensione anche con una sola elezione, che varia "da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per cento" dello stipendio da parlamentare e varia "a seconda degli anni di mandato parlamentare". I dati ufficiali del Senato riportano che "il Senatore riceve il vitalizio a partire dal sessantacinquesimo anno di età. Il limite di età è ridotto al sessantesimo anno ove siano state svolte più legislature".

          I nostri dipendenti di lusso purtroppo non riescono... a investire in occupazione. Letteralmente infatti un anno fa 502 onorevoli eletti alla Camera hanno dovuto autodenunciarsi per il trattamento che fornivano ai loro collaboratori, noti nel gergo del palazzo come “portaborse”.
          Questi, sono stati indicati dagli stessi parlamentari come lavoratori a "titolo non oneroso”: il che significa che i nostri onorevoli li pagano in nero o, alla meglio, non li pagano affatto, a fronte degli oltre 4 mila euro mensili che vengono erogati dallo Stato come da voce " per lo svolgimento del mandato parlamentare", di cui sopra.

          Tutte queste cifre, che fanno parte del composito e multi-nome stipendio dei nostri parlamentari, non sono incompatibili con dei salari derivanti da aziende private e, eccezione nell'impiego pubblico per una casta speciale ovvero i docenti universitari.
          Tornando infatti sulla voce dei 4.003 euro derivanti dalla diaria mensile per il “ rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. E’ una voce che avrebbe senso per chi non è residente a Roma e invece vale anche per i deputati romani. Carlo Taormina di Forza Italia ha dichiarato a proposito: "la considero un'autentica contraddizione”. Bei tempi andati quelli in cui Bossi abbaiava a " Roma Ladrona".

          Una parte dei soldi che i parlamentari ricevono vengono girati, per contributo libero o per legge, ai partiti e ai gruppi parlamentari a cui gli eletti sono iscritti. Certo, i partiti possono essere un elemento fondamentale di una democrazia e ha un senso – discutibile o no - che i soldi dei cittadini vadano a finanziarli.

          Racconta però l’associazione dei consumatori Aduc a proposito dell’ultima Finanziaria: "i parlamentari, su proposta del Governo, dovrebbero votare la riduzione del 10% del proprio stipendio [...] Ma, c'e' sempre un ma, la stessa proposta del Governo aumenta di 40 milioni di euro la dotazione annua dei partiti per il rimborso delle spese elettorali, che passa da 160 a 200 milioni di euro annuali, cioè 1 miliardo di euro (circa 2.000 miliardi di lire) per il quinquennio di legislatura. Insomma quello che e' stato preso con una mano viene restituito con l'altra. E con gli interessi perche' la differenza a favore dei partiti e' di 16,6 milioni di euro all'anno. Il prossimo anno ci saranno le elezioni e i "poveri" partiti hanno le loro esigenze, quindi e' bene provvedere".

          Scrive Gloria Buffo dei Ds sull’Unità: "In un paese in cui un insegnante, un'operaia o un impiegato guadagnano, mediamente, meno che nei paesi a noi vicini, e i parlamentari nazionali e d europei eletti in Italia sono remunerati, mediamente, di più e godono di benefici a volte inspiegabili, non è saggio bollare come puramente qualunquistico il severo giudizio di gran parte dell'opinione pubblica".

          Quanto guadagnano (rimborsi esclusi) negli altri paesi i parlamentari e quanti sono per ogni paese? In Gran Bretagna i 645 parlamentari della Camera dei Comuni guadagnano 6.800 euro al mese. In Francia, gli eletti all’Assemblea Nazionale sono 577 e guadagnano 5.200 euro al mese. In Germania gli eletti al Bundestag sono 603 e guadagnano 7 mila euro al mese.
          L’Italia invece - fino all'entrata in vigore della riforma Costituzionale - ha un sistema bicamerale perfetto composto in totale da 945 tra onorevoli e senatori che costa ogni mese per ognuno dei “nostri dipendenti”circa 12 mila euro solo di stipendio ciascuno. Tutti questi salari, sommati a quelli di una quarantina tra ministri e vice, ci costano in totale ogni anno 144 milioni di euro. Benefit e rimborsi esclusi.
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            Non Autenticato
            il 2006-08-19 12:14:00.0 alle 2006-08-19 12:14:00.0
            Re: DENUNCIO TUTTI
            LA CUCCAGNA

            Ovvero: come diventare ricchi con lo stipendio fisso

            Tratto dal SITO INTERNET: http://space.tin.it/edicola/marcalle

            PRESENTAZIONE

            Si sente sempre più spesso parlare, da parte dei nostri politici di "riforma dei welfare", con riferimento alle pensioni di anzianità, ritenute oramai un vergognoso privilegio dei lavoratori dipendenti (e statali in particolare) a danno dei giovani disoccupati. Viene spontaneo chiedersi a quanto ammontano le pensioni (e gli stipendi) degli artefici di tali dichiarazioni: abbiamo provato a dare una risposta raccogliendo alcuni articoli apparsi in tempi diversi su quotidiani e settimanali.

            La maggior parte degli articoli è tratta da "Il Corriere della Sera" e dal suo supplemento "Sette"; altre informazioni sono attinte da "L'Italia della vergogna" di Mario Guarino; vi sono poi articoli pubblicati su altri periodici a diffusione nazionale, come "La Repubblica", "Il Messaggero", "L'Espresso", "Panorama", "Il Giorno", ecc. Di ogni dato è citata la fonte e/o il giorno di pubblicazione.

            Questa ricerca non ha alcuna pretesa di completezza: sicuramente sono apparsi numerosi altri articoli che qui non sono presi in esame; tuttavia riteniamo che quanto trovato sia sufficiente a dare un'idea complessiva della situazione.

            La speranza è che questa lettura aiuti tanti disoccupati e pensionati a riflettere con maggior consapevolezza sulla propria situazione e sul livello del "fare politica" oggi nel nostro paese. Pensiamo infatti sia giusto, al di là di ogni semplice qualunquismo, che le persone per bene prendano coscienza del distacco creatosi tra i problemi e le aspettative della maggior parte della popolazione ed i privilegi di una casta ingorda ambiziosa e veramente trasversale, che difficilmente rinuncerà a questo lauto banchetto completamente a carico dei contribuenti.



            Nota degli Autori

            Questo sito è stato attivato la prima volta nel novembre 1998; in seguito ci sono pervenute molte e-mail e form compilate dai visitatori, alcune di consenso altre di critica. Molte chiedono informazioni sugli autori: chi siamo, come mai abbiamo realizzato questa raccolta di articoli, cosa vogliamo, ecc. Cerchiamo ora di rispondere: siamo due amici, entrambi insegnanti, non legati ad alcun partito o movimento politico; l'idea di questa raccolta è nata in seguito alla lettura del libro di Mario Guarino "L'Italia della vergogna": profondamente colpiti dai dati riportati, abbiamo dato inizio ad una ricerca di articoli sulle indennità dei Parlamentari, al fine di avere un quadro il più preciso possibile della situazione. La ricerca è diventata via via più interessante, e, incoraggiati anche dagli amici che ne venivano a conoscenza, abbiamo pensato di renderla disponibile a tutti tramite Internet. Non perseguiamo altro scopo se non quello di rendere accessibili a tutti le informazioni che abbiamo raccolto, sia perché riteniamo fondamentale in uno Stato Civile la trasparenza e la chiarezza sulla gestione del denaro pubblico, sia perché speriamo che ciò sia un contributo alle tante discussioni che si fanno sulla riforma del welfare e per una maggiore equità sociale: per la nostra coscienza è scandaloso continuare a chiedere sacrifici e tagli alle pensioni dei deboli in presenza di tali e tanti privilegi!
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              Non Autenticato
              il 2006-08-19 12:15:00.0 alle 2006-08-19 12:15:00.0
              Re: DENUNCIO TUTTI
              E' molto importante per noi precisare quanto già detto nella presentazione:

                  * questa è una raccolta di articoli pubblicati in diverso tempo su vari giornali: NIENTE è frutto di una nostra ricerca su "fonti dirette";

                  * gli articoli citati sono stati da noi riassunti il più fedelmente possibile: nonostante la cura che abbiamo riposto nel far questo, siamo consapevoli che qualunque sintesi nasconde sempre delle insidie e qualche imprecisione: saremo grati a tutti coloro che volessero comunicarci eventuali inesattezze, precisazioni o correzioni da apportare;

                  * non abbiamo nessuna intenzione di distorcere le informazioni o manipolare artificiosamente i dati di cui siamo venuti a conoscenza, in quanto li riteniamo di per sé sufficientemente scandalosi, se paragonati al tenore di vita di gran parte dei cittadini;

                  * invitiamo tutti gli interessati che volessero approfondire l'argomento, a consultare direttamente gli articoli citati, che ovviamente riportano molte più informazioni di quelle disponibili in questo sito;

                  * questa raccolta di articoli, come già premesso, non ha alcuna pretesa di completezza: sicuramente sono apparsi altri articoli con altre notizie più aggiornate.

              Tra i messaggi pervenuti segnaliamo in particolare quello di un dipendente della Banca d'Italia, che ci segnala gentilmente diverse inesattezze; riletto l'articolo da cui sono stati presi i dati, abbiamo chiarito le frasi che si prestavano ad ambigue interpretazioni, cercando di renderle più chiare possibili; occorre tener conto, comunque, che l'articolo in questione è stato pubblicato nel 1997, e che da allora i tassi dei mutui per l'acquisto di una casa sono notevolmente diminuiti per tutti. Tutto ciò, d'altronde, non altera la sostanza: che cioè un caporeparto della carriera operaia di Bankitalia, dopo 30 anni di servizio, poteva arrivare a guadagnare nel 1997, fino a 111.987.000 lire, cioè circa 2,5 volte quello che percepisce oggi un professore di liceo con 34 anni di servizio!

              Stipendi e pensioni dei parlamentari

              Sfogliando il libro di Mario Guarino "L'Italia della vergogna" LASER edizioni, pubblicato nel settembre 1995, alle pagine 163-165 scopriamo quali sono e a quanto ammontano i privilegi dei nostri parlamentari; abbiamo:

                 1. "Indennità" di £ 16.000.000 al mese lordi;

                 2. £ 3.950.000 al mese per l'assistente;

                 3. £ 3.750.000 al mese per diaria;

                 4. £ 4.000.000 l'anno per viaggi all'estero;

                 5. £ 1.000.000 al mese per l'affitto di un ufficio a Roma;

                 6. Telefono gratis;

                 7. Tribuna d'onore gratis negli stadi;

                 8. Tessera per il cinema gratis;

                 9. Voli aerei nazionali gratuiti;

              10. Viaggi in treno e carrozza letto gratuiti;

              11. Tessera di libera circolazione sulle autostrade;

              12. Polizza assicurativa per morte e infortuni;

              13. Permesso per l'automobile nel centro storico di Roma;

              14. Possibilità di usare i ristoranti di Camera e Senato;

              15. Conto corrente presso il Banco di Napoli con lo scoperto di 20 milioni;

              16. Rimborso del 90% delle spese mediche e dentistiche;

              17. Corso di lingua straniera gratuito;

              18. Assistenza medica 24 ore su 24;

              19. Iscrizione al circolo sportivo Acquacetosa;

                     

                   A tutti questi il Presidente della Camera aggiunge:

              20. £ 4.500.000 d'indennità di presidenza;

              21. Appartamento di rappresentanza di 350 metri quadrati a Montecitorio;

              22. Uso di macchina, autista e scorta, anche a mandato concluso;

              23. Uso di un vagone di rappresentanza delle ferrovie della Stato;

              24. Uso dell'aereo di Stato;

              25. Uso delle prefetture e delle ambasciate in occasione dei viaggi.



              Alcune osservazioni: in qualche modo si comprende che alcuni di questi privilegi sono direttamente collegati alla funzione di "rappresentanti del Popolo", ma proprio non si comprende la necessità di avere la tribuna gratis agli stadi, o la tessera gratis per il cinema o il corso di lingua straniera (con le evidenti difficoltà di molti a parlare correttamente la nostra lingua…); così come è amaro constatare che, mentre si affannano a risolvere quello che chiamano "il dramma della disoccupazione", i nostri rappresentanti non disdegnano una partitella a tennis, sempre a spese dei disoccupati. Visto il funzionamento del pronto soccorso, non ci stupisce l'assistenza medica 24 ore su 24, anche se riteniamo che tanti casi di malasanità non si sarebbero verificati se nostri politici fossero finiti d'urgenza in ospedale (possibilmente a Ferragosto).

              Ancora più sorprendente è lo scoprire che molti di questi privilegi proseguono anche a mandato concluso, quando cioè, il consenso degli elettori non è più quello di un tempo; nelle stesse pagine del libro citato troviamo un elenco dei privilegi degli ex:

                 1. Assegno di fine mandato;

                 2. Pensione di parlamentare;

                 3. Tessera di libera circolazione sulle autostrade;

                 4. Viaggi in treno gratuiti;

                 5. 18 biglietti aerei l'anno gratuiti;

                 6. Utilizzo dei servizi parlamentari e dei ristoranti;

                 7. Conto corrente presso il Banco di Napoli con scoperto di 20 milioni;

                 8. Rimborso del 90% delle spese mediche e dentistiche;

              Ammirevole l'attenzione che i nostri pongono nella cura dei propri denti (con quello che mangiano!), ed il perenne legame verso il Banco di Napoli, (e su questo evitiamo i fin troppo facili commenti, ricordando che il Banco di Napoli è stato salvato dal fallimento dallo Stato!).

              A fronte di tanti e tali privilegi, ci si aspetterebbe un notevole rendimento di Camera e Senato, con parlamentari consapevoli del loro compito di rappresentanti del Popolo; ed invece apprendiamo (fonte: L'Espresso) che su 439 votazioni effettuate dalla Camera dal 5 maggio 1994 al 19 ottobre 1994, le percentuali delle assenze per alcuni big della politica sono:

                 1. Silvio Berlusconi: 100%

                 2. Giulio Tremonti: 100%

                 3. Gianfranco Fini: 97.72%

                 4. Giuseppe Tatarella: 97.49%

                 5. Rocco Buttiglione: 97.49%

                 6. Fausto Bertinotti: 96.35%

                 7. Clemente Mastella: 94.98%

                 8. Adriana Poli Bortone: 94.53%

                 9. Franco Marini: 91.34%

              10. Vittorio Sgarbi: 89.97%

              11. Umberto Bossi: 89.97%

              12. Massimo D'Alema: 87.69%

              13. Walter Veltroni: 87.47%

              14. Antonio Martino 86.35%

              15. Oliviero Diliberto 86.10%

              16. Armando Cossutta: 83.82%

              17. Beniamino Andreatta: 78.81%

              18. Enrico Boselli: 77.44%

              19. Giovanni Pilo: 76.08%

              20. Miriam Mafai: 74.94%

              21. Ottaviano Del Turco: 74.03%

              22. Roberto Formigoni: 73.12%

              23. Luciano Violante: 71.52%

              24. Francesco D'Onofrio: 70.84%

              25. Luigi Berlinguer: 68.56%

              26. Alfredo Biondi: 68.33%

              27. Vincenzo Visco: 67.42%

              28. Rosa Russo Jervolino: 66.28%

              Onorevoli, senatori, boiardi, uscieri e segretarie
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                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2006-08-19 12:15:00.0 alle 2006-08-19 12:15:00.0
                Re: DENUNCIO TUTTI
                Si dice che chi sta vicino al fuoco si scalda: è certamente vero se si leggono gli articoli pubblicati dal "Corriere della Sera" nella primavera del 1997 a firma d'Ivo Caizzi: scorrendo le interessanti tabelle che accompagnano l'inchiesta, si scopre ad esempio che:

                    * (CdS del 7/4/97, Supplemento Corriere Economia, anno IX/Numero12, pag. 20) a proposito di pensioni, i politici della "Prima Repubblica" incassano vitalizi fino a 200 milioni. Non sono da meno i loro colleghi della "Seconda": inquisiti, miliardari, sindacalisti tutti retribuiti (e bene) a carico dei contribuenti; in tutto si contano, alla Camera, 1.188 onorevoli pensionati. Tra i casi più eclatanti citiamo quello di Bettino Craxi che, nonostante il volontario esilio, continua ad incassare come ex deputato della Camera la pensione di 200 milioni annui. Non è minore il vitalizio di Arnaldo Forlani e Vincenzo Scotti; di poco inferiore quello di Gianni Prandini, Cirino Pomicino, Gianni De Michelis, Rino Formica e Claudio Martelli. Sempre a carico dei contribuenti sono galantuomini del calibro dell'ex ministro della sanità De Lorenzo e di Massimo Abbatangelo, condannato quest'ultimo per l'attentato dell'84 al treno Napoli-Milano, per non parlare di Salvo Andò e Calogero Mannino, coinvolti in inchieste di mafia.

                Vi sono poi miliardari che hanno preteso la pensione da ex deputato con appena due anni di mandato parlamentare, come Franco Miroglio, ed altri del calibro di Eugenio Scalfari e Claudio Signorile.

                Per i nostri parlamentari, inoltre, è possibile sommare la pensione con altri redditi: usufruiscono di questo privilegio, ad esempio, Giorgio Napolitano, Marco Formentini, Giuliano Amato, Marco Pannella ed Emma Bonino, Stefano Rodotà, Luigi Spaventa, Pino Rauti, Mariotto Segni, Adelaide Aglietta e Pino Leccisi (consigliere personale di Silvio Berlusconi).

                Vi piacerebbe essere un ricco pensionato a 50 anni? Sicuramente la cosa non dispiace a Roberto Formigoni, baby pensionato pur restando in attività. Come lui, pensionati a 50 anni sono La Ganga, Franco Piro, Vizzini, Mario Raffaelli, Giulio Di Donato.

                Sul CdS del 14/4/97, Supplemento Corriere Economia, anno IX/Numero13, pag. 17, compare poi un altro lungo elenco di ex deputati, vecchi e nuovi, le cui pensioni variano da un minimo di 50 milioni ad un massimo di 200 milioni.

                Ma come funziona la pensione dei parlamentari? La base è l'indennità parlamentare di £16.933.339, non soggetta a ritenute previdenziali; si segue poi la seguente tabella.

                Legislatura
                    

                Vitalizio Mensile Lordo

                Prima = 25% dell'indennità parlamentare
                    

                4.233.350

                Seconda = 38%
                    

                6.434.692

                Terza = 53%
                    

                8.974.701

                Quarta = 68%
                    

                11.514.711

                Quinta = 75.5%
                    

                12.784.716

                Sesta = 80.5%
                    

                13.631.386

                Settima = 85.5%
                    

                14.478.056

                Complimenti!

                Nello stesso articolo di Caizzi del 7/4/97 troviamo altri dati circa le indennità dei parlamentari; secondo il giornalista esse ammontano:

                   1. £ 16.933.399 per l'indennità parlamentare base;

                   2. £ 4.125.000 per diaria di vitto e alloggio;

                   3. £ 6.500.000 per i "portaborse"

                   4. Da £ 648.841 per il segretario di una commissione a £ 12.089092 per il presidente della Camera;

                   5. Liquidazione (esente da imposte) a fine mandato pari all'80% dell'indennità parlamentare per ogni anno di "servizio";

                   6. Rimborso di £ 200.000 al giorno per le missioni;

                   7. Contributo di £ 1.137.000 mensili per l'ufficio a Roma;

                ed altri ancora già citati.

                Passiamo ora ad esaminare gli stipendi dei dipendenti di Montecitorio; un commesso, ad esempio, con una ventina d'anni di anzianità, guadagna circa 5 milioni netti per 15 mensilità senza contare altre indennità; un operaio specializzato o una segretaria raggiungono circa 125 milioni annui, senza parlare poi dei quadri e dei dirigenti. Inoltre, il personale di Montecitorio non è toccato dai tagli e dalle riforme imposte dal governo ai pensionati dell'INPS e degli altri enti previdenziali pubblici. Più dettagliatamente abbiamo i seguenti importi mensili lordi:

                Anni
                    

                Commesso/Operaio
                    

                Operaio Specializ.
                    

                Segretario
                    

                Quadro
                    

                Dirigente

                1
                    

                2.067.000
                    

                2.319.000
                    

                2.319.000
                    

                2.726.000
                    

                4.908.000

                5
                    

                2.699.000
                    

                3.166.000
                    

                3.166.000
                    

                4.320.000
                    

                7.155.000

                10
                    

                3.365.000
                    

                4.592.000
                    

                4.592.000
                    

                6.243.000
                    

                10.666.000

                15
                    

                4.592.000
                    

                5.689.000
                    

                6.113.000
                    

                8.931.000
                    

                13.556.000

                20
                    

                5.689.000
                    

                6.565.000
                    

                7.629.000
                    

                10.452.000
                    

                15.808.000

                23
                    

                6.565.000
                    

                7.629.000
                    

                8.362.000
                    

                12.241.000
                    

                18.609.000

                25
                    

                7.284.000
                    

                8.362.000
                    


                    

                13.247.000
                    

                20.117.000

                Ancora complimenti!

                    * (CdS del 21/4/97, pag. 19) Un discorso del tutto analogo si potrebbe rifare per i pensionati del Senato; senza riportare le stesse tabelle viste precedentemente, ci limitiamo a qualche nome famoso: pensionati del Senato sono ad esempio Severino Citaristi, Antonio Gava (con quasi 200 milioni annui), Carlo Bernini, Claudio Vitalone, Giulio Andreotti il quale non ha negato di aver sommato la pensione da ex ministro con l'indennità da senatore a vita e con la liquidazione anticipata di una parte del vitalizio da ex deputato, "richiesta perché altrimenti non avrebbe potuto cumulare gli introiti di Montecitorio con quelli di palazzo Madama".

                Nessun ex senatore ha rinunciato al vitalizio, e lo ricevono pure miliardari come Susanna Agnelli, Umberto Agnelli, Luciano Benetton, Guido Rossi, Francesco Merloni ed altri ancora.

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                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2006-08-19 12:17:00.0 alle 2006-08-19 12:17:00.0
                  Re: DENUNCIO TUTTI
                  Anche al Senato non mancano i cumulatori di pensioni, come magistrati, generali, professori universitari ed altri ancora. In tutto il Senato paga circa 752 pensioni d'oro a cui vanno aggiunti 391 eredi di defunti (perché anche loro godono di privilegi per diritto ereditario).

                  Da segnalare anche la presenza di un'associazione di ex parlamentari, presieduta da Paolo Cavezzali, che si impegna a difendere proprio i privilegi degli onorevoli pensionati.

                  Per ciò che riguarda i dipendenti del Senato, oltre a poter andare in pensione (fino al 1995) con solo 20 anni di servizio (ora ne occorrono almeno altri sei, anche se versati con altri datori di lavoro: aggiungendoci i quattro anni che da sempre vengono regalati ai commessi come ai dirigenti, si arriva al minimo di 30 anni, che prevede una penalizzazione del 3%), rileviamo la seguente tabella, a cui vanno aggiunte le indennità di funzione e vari fringe benefit:





                  Scatti
                      

                  Commesso
                      

                  Coadiutore
                      

                  Segretario
                      

                  Stenografo
                      

                  Dirigente

                  Iniziale
                      

                  3.254.000
                      

                  3.584.000
                      

                  3.992.000
                      

                  5.040.000
                      

                  6.397.000

                  3°
                      

                  3.649.000
                      


                      


                      

                  6.330.000
                      

                  8.119.000

                  5°
                      

                  3.960.000
                      

                  4.330.000
                      

                  5.080.000
                      


                      



                  7°
                      

                  4.297.000
                      


                      


                      


                      



                  Assistente/capo
                      

                  5.434.000
                      

                  6.165.000
                      

                  7.515.000
                      

                  9.130.000
                      

                  11.172.000

                  3°
                      

                  6.425.000
                      

                  7.411.000
                      

                  10.143.000
                      

                  11.191.000
                      

                  13.746.000

                  6°
                      

                  7.695.000
                      


                      


                      


                      



                  7°
                      


                      

                  9.608.000
                      

                  13.541.000
                      

                  15.017.000
                      

                  18.537.000

                  8°
                      

                  8.980.000
                      


                      


                      


                      



                  10°
                      


                      


                      


                      


                      
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                    Scritto da
                    Non Autenticato
                    il 2006-08-19 12:17:00.0 alle 2006-08-19 12:17:00.0
                    Re: DENUNCIO TUTTI


                    23.286.000

                    A questo punto viene da chiedersi quanto ci costano le due Camere; senza riportare le dettagliate tabelle pubblicate nell'articolo, vediamo che i totali sono: 638 miliardi di lire per il Senato per l'anno 1996, e 1.259 per la Camera dei Deputati per l'anno 1997, che nel '98 diventano 658 per il Senato e 1.414 per la Camera (tratto da "Sette", supplemento del Corriere della Sera, N°24-1998)

                        * (CdS del 5/5/97, pag. 21) Passiamo ora ai dipendenti della Banca d'Italia: possono contare su 17 stipendi l'anno, ricche liquidazioni, e tanti altri fringe benefit che Ciampi o Dini non hanno mai proposto nemmeno per gli italiani più poveri.

                    Senza entrare nei dettagli riportiamo solo qualche esempio:

                        * le spese di Via Nazionale relative al 1995 ammontano a 2.146 miliardi di lire per circa 9.500 dipendenti in servizio, 7500 tra pensionati e loro eredi ed un migliaio dell'Ufficio italiano cambi;

                        * un operaio neo assunto incassa circa 50 milioni annui, cioè quasi 3 milioni netti al mese, che con il progredire della carriera possono diventare anche 5 milioni al mese, (se rapportati a 12 mensilità);

                        * nella carriera direttiva, si parte da uno stipendio iniziale di 4,5 milioni netti al mese, fino ad arrivare a circa 10 milioni netti mensili, senza contare la gratifica annuale (alcune decine di milioni) ed altri privilegi ancora, quali ad esempio la casa concessa dalla banca (una volta ad equo canone, creando casi analoghi a quello dello scandalo "Affittopoli", ora con i patti in deroga, ma sempre a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato), un mutuo a tasso agevolato, l'asilo nido privato a prezzi modici, più contributi per i figli per lo studio, il tempo libero, le attività sportive, i regali della Befana, e una diaria per 15 giorni di vacanza l'anno per ciascun figlio a carico; inoltre, controllo medico generale ogni anno (con 40.000 lire di ticket) e mutua integrativa. Come se non bastasse, i dipendenti possono accedere a prestiti a tassi minimi e assicurazione sulla vita a favore degli eredi. Per andare in pensione, una volta bastavano 20 anni di anzianità, riscattando gli anni della laurea e usufruendo del fondo pensionistico interno; oggi sono state introdotte penalizzazioni sul massimo e sui tempi di ritiro, mantenendo però ampie possibilità di cumulare con altri introiti.

                        * Non si conoscono le retribuzioni del vertice della banca: gli ultimi dati riguardano la retribuzione di Fazio (che chiede maggiore flessibilità per gli operai, in pratica stipendi più bassi e licenziamenti più facili), il quale dichiarava nel lontano 1993 quasi un miliardo annuo;

                        * pensionati d'oro e cumulatori sono ad esempio Dini, Masera, Padoa Schioppa, Mario Sarcinelli, e altri ancora. Anche Ciampi è un pensionato (con 927 milioni annui) della Banca d'Italia, di cui è stato Governatore, ma (come riportato in seguito) ha rinunciato allo stipendio di ministro.


                        * Solo a titolo di esempio riportiamo gli stipendi lordi annui del 1997 riguardanti la carriera operaia secondo lo sviluppo funzionale (personale con veloce avanzamento per merito) e lo sviluppo professionale (personale con avanzamento per sola anzianità)

                    Anni Serv.
                        

                    Grado
                        

                    Sviluppo Funzionale
                        

                    Grado
                        

                    Sviluppo Professionale

                    1
                        

                    Operaio di III
                        

                    49.753.000
                        

                    Operaio di III
                        

                    49.753.000

                    15
                        

                    Operaio di I
                        

                    76.778.000
                        

                    Operaio di II
                        

                    67.954.000

                    30
                        

                    Capo Reparto
                        

                    111.987.000
                        

                    Operaio di I
                        

                    79.005.000



                        * (CdS del 19/5/97, pag 18) Un capitolo a parte merita Giulio Andreotti; riportiamo la parte dell'articolo che lo riguarda: "Eletto alla Camera nel '46, ha maturato il vitalizio massimo degli ex parlamentari (si ottiene con almeno sette legislature), che è di 9.229.178 lire nette al mese (…). I suoi 45 anni da onorevole valgono una liquidazione pari a 45 volte l'80% netto dell'indennità parlamentare lorda. In più Andreotti nel '91 è stato nominato senatore a vita dal suo collega DC ed allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Per cui da quell'anno gode dell'intera indennità parlamentare, più 5.250.000 lire mensili nette come diaria, più 6.500.000 lire nette come contributo per il "portaborse", più i ricchi fringe benefit in denaro e servizi che i legislatori italiani si sono autoassegnati". Occhio e croce, l'ex DC dovrebbe ricevere circa 400 milioni annui, solo in parte pignorabili. Tra gli altri big che godono della pensione da ex ministro citiamo: Emilio Colombo, Remo Gaspari, Paolo Emilio Taviani che dopo 21 anni da ministro è stato nominato senatore a vita e dovrebbe cumulare anche con la pensione da ex professore. Professore è anche Prodi, che tra gli introiti di Palazzo Chigi e di deputato dell'Ulivo incamera circa 500 milioni annui.

                        * L'inchiesta di Caizzi prosegue analizzando gli stipendi e le pensioni d'oro dei magistrati (CdS del 26/5/97 pag.22), dei magistrati amministrativi (CdS del 9/6/97, pag.18), dei giornalisti di radio e tv di stato (CdS del 16/6/97, pag.23), dei manager statali (CdS del 30/6/97, pag.26).

                        * Sul CdS del 13/8/97, pag.15 compare una tabella sugli stipendi dei manager delle Ferrovie di Stato: prendiamo atto che, ad esempio, l'amministratore delegato Cimoli incassa un assegno di circa un miliardo annuo, seguito da vari amministratori, come Buaron, Conti e Rossi, che si fermano a 500 milioni.

                        * Da "Il Messaggero" del 31/8/97, pag.7 riportiamo i compensi di alcuni manager e giornalisti RAI nel 1996:

                    Antonio Perricone
                        

                    622.223.000

                    Giovanni Minoli
                        

                    530.371.000

                    Marino Bartoletti
                        

                    563.076.000

                    Luca Giurato
                        

                    496.947.000

                    Bruno Vespa
                        

                    468.678.000

                    Michele Lubrano
                        

                    433.655.000

                    Michele Santoro (35 settimane)
                        

                    393.632.000
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                      Non Autenticato
                      il 2006-08-19 12:18:00.0 alle 2006-08-19 12:18:00.0
                      Re: DENUNCIO TUTTI
                          * Da Sette, supplemento del CdS (n°24, del 18/6/98, pag.42-48) apprendiamo che il costo complessivo di Camera e Senato per il 1998 supera i 2.000 miliardi, di cui 28,5 miliardi per affitti (?), 8 miliardi per "pulizia e igiene" (e pensiamo a certi ospedali), ed un altro miliardo per cure termali. Inoltre ad ogni deputato e senatore è stato fornito un personal computer portatile. Sempre a carico dei contribuenti.

                          * Un articolo di Marco Dal Fior pubblicato sul Corriere della Sera del 26/8/1997 (Corriere di Milano, pag.42) ci informa sugli stipendi dei manager delle aziende municipalizzate di Milano; scopriamo così che il Direttore Generale della SEA ha dichiarato nel 1993 un reddito di 630 milioni lordi: comprendiamo ora l'amarezza del sindaco Albertini che considera la sua busta paga, di soli 91 milioni netti annui, inadeguata al prestigio del Primo Cittadino di Milano.

                          * Su "Il Messaggero" del 12/10/97 pag.9, è indicato l'aumento di stipendio dei ministri e sottosegretari tecnici (cioè non eletti dal popolo): con la legge 334 del 2/10/97 a firma di Romano Prodi, lo stipendio annuo di un ministro tecnico passa da circa 98.000.000 annui lordi a circa 200.000.000 lordi l'anno (che bel salto, quasi come gli aumenti delle pensioni minime!), che è l'indennità parlamentare dei ministri eletti. Gli interessati del governo Prodi erano circa 20, tra cui Giovanni Maria Flick e Paolo Costa; non ne ha beneficiato invece Carlo Azeglio Ciampi che, pensionato della Banca d'Italia, ha fatto sapere di aver rinunciato anche allo stipendio di ministro. (Finalmente una bella notizia!)

                      Che questa leggina abbia comportato un "leggero" aumento della spesa pubblica, se n'è accorta anche la Corte dei Conti (CdS del 5/8/98, pag.2) che segnala nel 1997 un aumento di spesa per il personale dell'Amministrazione dello Stato del 15,75% rispetto l'anno precedente; da notare che nel 1996 la spesa era cresciuta rispetto il 1995 del 30,11%!

                          * (CdS del 30/9/99, pag.3, di Giuseppe Sarcina) Dopo questa scorpacciata di dati e tabelle, torniamo ai nostri rappresentanti: le sorprese non finiscono mai! Il 1999 sembra regalarci una rilevante svolta nella moralizzazione della vita politica: il Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, promette che nella finanziaria ci saranno sgravi fiscali e, finalmente, quello che viene definito con grande enfasi un contributo di solidarietà: è una tassa del 2% per tutte le pensioni superiori ai 138.000.000 annui, per la quota eccedente tale cifra! A conti fatti non è proprio gran che, ma è il gesto che conta: per dirla con Moretti, "finalmente qualcosa di sinistra!". Vediamo un esempio concreto: chi ha una pensione di £ 150.000.000 annui, subirà un prelievo del 2% su £ 12.000.000, ovvero £ 240.000; è un prelievo praticamente indolore: su un mensile di £ 12.500.000 si perdono ben 20.000 lire! E' come togliere 2.560 lire da un stipendio di 1.600.000 lire. Ma questa proposta sembra scatenare un putiferio: Dini sostiene "che è incostituzionale modificare retroattivamente i trattamenti previdenziali" (ma evidentemente non c'è alcun problema per chi in pensione sta per andarci!); anche i magistrati sembrano non gradire il contributo di solidarietà, e trovano il sostegno del ministro Diliberto. Ma ecco che i nostri politici tirano fuori il coniglio dal cilindro: con un colpo di scena degno del miglior romanzo giallo, scopriamo (CdS del 7/10/99, pag.41), grazie ad una lettera inviata dal Sig. Guido Hassan a "La stanza di Montanelli", che il contributo di solidarietà non verrà applicato a magistrati e politici! Se la notizia verrà confermata (e speriamo in una rapida smentita!) ci verrà il mal di pancia per le risate!

                          * (Panorama del 11/2/1999, pag. 48, di Giancarlo Perna) Nella nostra semplicità ed ingenuità, ritenevamo che i dipendenti delle due Camere fossero ben soddisfatti degli emolumenti percepiti: ed invece non è per nulla così! Il personale amministrativo di Palazzo Madama (900 e passa dipendenti), rappresentato da ben nove sindacati (!?), è entrato in sciopero lunedì 8 febbraio, perché si sente trascurato rispetto ai dipendenti di Montecitorio.

                      Lo stesso articolo ci fa conoscere altri privilegi (ma quando finiscono?) dei parlamentari: pare che ogni senatore sia stato dotato di un personal computer da 8 milioni (e sembra che molti lo usino solo come stereo), ed inoltre ogni eletto a Palazzo Madama può chiedere il rimborso di sei paia di occhiali l'anno!

                          * (Panorama del 10/6/1999, pag. 24) In questa nostra rassegna sembrano essere sfuggite altre due categorie di privilegiati: i consiglieri regionali e gli europarlamentari. Iniziamo dai deputati di Strasburgo: percepiscono lo stipendio più alto tra tutti i rappresentanti europei, oltre a diverse altre voci:

                          * 18.400.000 lire mensili;

                          * 447.000 lire per ogni giorno di partecipazione ai lavori;

                          * 6.300.000 lire per spese di segreteria;

                          * un extra mensile di 24.400.000 lire per gli assistenti personali e le relative spese viaggio.

                      In tutto, all'incirca 60.000.000 di lire al mese! Siamo senza parole!

                          * (Il Giorno del 4 8/1999, pag. 4, di Alessandro Farruggia) Non se la passano male neppure i consiglieri regionali; ecco un piccolo elenco di agevolazioni:

                          * nella maggior parte dei casi bastano 5 anni di mandato per aver diritto alla pensione (10 anni per il Trentino): ma questi limiti devono sembrare troppo rigorosi per gli eletti del Molise e della Campania, per i quali sono sufficienti appena 30 mesi.

                          * L'età pensionabile è fissata a 60 anni, ma per vari motivi può essere anticipata a 55 anni per Piemonte, Liguria, Abruzzo, Friuli, Campania, Basilicata e Puglia.

                          * Vi è per tutti una quota di reversibilità, e non solo alla moglie o ai figli: in Friuli anche alla convivente. In Toscana, Umbria, Piemonte ed Abruzzo ne possono beneficiare anche i genitori over 65 o a carico! In Umbria e Abruzzo la presenza di più figli fa raddoppiare l'assegno.

                          * Le pensioni sono cumulabili senza limite con qualsiasi reddito, da lavoro dipendente o autonomo, con pensioni INPS, da deputato, da parlamentare europeo, da commissario europeo, da giudice costituzionale.

                          * Non contenti di tutto ciò, in estate (perché queste cose per tradizione si fanno in agosto, possibilmente vicino al 15) la giunta dell'Umbria guidata dal diessino Bracalente, ha gratificato i manager della regione con un aumento medio di 15.000.000 di lire annue circa, aumento reso possibile dalla mancata sostituzione dei pensionati: cioè, chi già lavora guadagna di più, chi è disoccupato ci rimane! Insomma, è la politica di chi toglie al povero per dare al ricco: proprio la politica che ci si aspetta da una giunta di sinistra. (Il Giorno del 13/8/1999, pag. 2, di Pier Paolo Ciuffi)
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                        Scritto da
                        Non Autenticato
                        il 2006-08-19 12:18:00.0 alle 2006-08-19 12:18:00.0
                        Re: DENUNCIO TUTTI

                            * Una segnalazione particolare merita a nostro avviso il libro di Gian Antonio Stella "Lo Spreco" Baldini&Castoldi: in 349 pagine sono riportati sprechi, privilegi anacronistici, truffe grandi e piccole che hanno caratterizzato gli ultimi 40 anni d'Italia. La lettura è coinvolgente e scorre via veloce; sono talmente tanti i dati, i fatti e le cifre riportate che è arduo tentarne una sintesi. Solo per stuzzicare, citiamo il caso di Arturo Guatelli, che è riuscito a prendere la pensione di senatore (poco più di 39 milioni netti l'anno) senza mai mettere piede a Palazzo Madama: come ha fatto? Se avete fretta, procuratevi il libro! Addolorano un po' i casi umani di coloro che, pur avendo rendite di tutto rispetto, non rinunciano neppure a pensioni piccine piccine (con le briciole si fanno le pagnotte!): come Carlo Ripa di Meana che riceve dall'INPS ben 462 mila lire (mensili?), o Eolo Parodi che cumula le indennità con ben 272 mila lire dell'Ente nazionale di previdenza dei medici.

                        Analoghi sono i casi degli "irriducibili del cumulo", di coloro cioè, che non si rassegnano al divieto introdotto nel 1993, di sommare all'indennità del parlamentare in attività, lo stipendio da pubblico dipendente (cosa che avveniva regolarmente fino a quella data): e così diversi parlamentari hanno tentato la strada del ricorso al TAR; tra essi vi sono insospettabili come Sergio Mattarella (che dopo il TAR siciliano si è appellato al locale consiglio di giustizia amministrativa), Vincenzo Visco e Mario Condorelli; riportiamo il commento del deputato-questore di Montecitorio, Ugo Martinat: "Trovo vergognoso che esponenti di primo piano del governo vadano contro una legge dello Stato; stiamo combattendo tanto per eliminare i privilegi, ma vedo che c'è ancora chi in Parlamento vorrebbe incassare stipendi senza aver nemmeno lavorato". Buon lavoro, onorevole Martinat. (L'Espresso del 7/10/1999, pag. 52, di Primo Di Nicola).









                        FONTI

                        Elenchiamo i testi e gli articoli dai quali abbiamo tratto le notizie sopra riportate: spesso sono molto lunghi e dettagliati, corredati da un gran numero di tabelle e cifre; non potendo riportare integralmente gli articoli esaminati, abbiamo operato una scelta dei dati che ci sono parsi più interessanti, cercando tuttavia di rimanere il più possibile fedeli al testo degli Autori; riportiamo l'elenco degli articoli, invitando ad una consultazione diretta degli stessi.

                            * Mario Guarino "L'Italia della vergogna" LASER edizioni, 1995

                            * "Corriere della Sera" del 7 aprile 1997, pag.20
                            * "Corriere della Sera" del 14 aprile 1997, pag.17
                            * "Corriere della Sera" del 21 aprile 1997, pag.19
                            * "Corriere della Sera" del 5 maggio 1997, pag.21
                            * "Corriere della Sera" del 19 maggio 1997, pag.18
                            * "Corriere della Sera" del 26 maggio 1997, pag.22
                            * "Corriere della Sera" del 9 giugno 1997, pag.18
                            * "Corriere della Sera" del 16 giugno 1997, pag.23
                            * "Corriere della Sera" del 30 giugno 1997, pag.26
                            * "Corriere della Sera" del 13 agosto 1997, pag.15
                            * "Corriere della Sera" del 26 agosto 1997, pag.42
                            * "Il Messaggero" del 31 agosto 1997, pag.7
                            * "Il Messaggero" del 12 ottobre 1997, pag.9
                            * "Sette", Supplemento del Corriere della Sera, n°24, del 18 giugno 1998
                            * "Panorama" del 11 febbraio 1999, pag. 48
                            * "Panorama" del 10 giugno 1999, pag. 24
                            * "Il Giorno" del 4 agosto 1999, pag. 4
                            * "Il Giorno" del 13 agosto1999, pag. 2
                            * "Corriere della Sera" del 30 settembre 1999, pag.3
                            * "Corriere della Sera" del 7 ottobre 1999, pag.41
                            * Gian Antonio Stella, "Lo Spreco" Baldini & Castoldi, 2a edizione, 1998



                        Segnaliamo ora altri articoli che riteniamo interessanti, ma che non abbiamo ancora utilizzato per questa rassegna:

                            * "La Repubblica" del 11 gennaio 1999, pag. 8: "Mille miliardi in arrivo ai partiti"
                            * "Il Borghese" del 17 febbraio 1999, pag. 8 "Il gigante mangiasoldi"
                            * "Panorama" del 25 febbraio 1999, pag. 19 "Prodi a Palazzo, costo 120 milioni"
                            * "Sette" supplemento del CdS n°21/99 del 27 maggio 1999, pag.3 "Quegli onorevoli pianisti"
                            * "Panorama" del 24 giugno 1999, pag. 18 "Parcelle d'oro ai furbi"
                            * "Liberazione" del 26 giugno 1999, pag. 4 "$alari $alatissimi"
                            * "Panorama" del 1 luglio 1999, pag. 32 "Quanto guadagna il tuo capo. I conti in tasca ai top manager d'Italia"
                            * "Il Giornale" del 4 luglio 1999, pag.6: "Doppia pensione al pm Violante, ma non all'avvocato Mancino"
                            * "Il Giorno" del 13 agosto 1999, pag. 2 "I big dei partiti? Onorevoli fantasmi"
                            * "L'Espresso" del 19 agosto 1999, pag. 24 "Giungle di stato/ Le pensioni eccellenti"
                            * "L'Espresso" del 16 settembre 1999, pag. 51 "Diliberto alle Seychelles e Pantalone paga"
                            * "L'Espresso" del 23 settembre 1999, pag. 40 "Pensioni d'oro/ i conti in tasca ai parlamentari"
                            * "L'Espresso" del 7 ottobre 1999, pag.52 "Il palazzo di Bengodi"
                            * "Corriere della Sera" del 21 ottobre 1999, pag.15: "L'indennità di Craxi. Gli ex azionisti dell'Ambrosiano denunciano la Camera"







                        LINKS

                        Proponiamo un elenco di links a siti che affrontano in qualche misura le tematiche presentate su "La Cuccagna":

                           1. http://www.freeweb.org/associazioni/ANTIFISCO/

                             ...oggi constatiamo che siamo in piena emergenza fiscale e quindi lanciamo l'S.O.S.. La crescita insostenibile della pressione fiscale determina interventi consistenti nella lotta manifestata, con il preciso fine di stabilire una consuetudine fiscale che non ha nulla a che fare con i principi costituzionale attualmente in vigore…..

                           2. http://www.freeweb.org/associazioni/fiscoetico/

                             …….PERCHÈ PAGARE LE IMPOSTE È UN DOVERE DI TUTTI I CITTADINI, A PATTO CHE QUESTE SIANO GIUSTE, EQUE, STABILITE DA POCHE REGOLE CHIARE E UGUALI PER TUTTI E CHE SERVANO EFFETTIVAMENTE A RESTITUIRE POI UN SERVIZIO AL CONTRIBUENTE!….

                           3. http://www.goldnet.it/lafederazione/

                        Tra le varie iniziative segnaliamo: Proposta di Referendum per togliere pensione stipendio e privilegi ai Deputati e Senatori della Repubblica Italiana.


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                          Scritto da
                          Non Autenticato
                          il 2006-12-09 13:07:00.0 alle 2006-12-09 13:07:00.0
                          Re: DENUNCIO TUTTI
                          è uno skifo, facciamo qualcosa!!!!!!!!e io che nn posso nemmeno costruirmi un futuro perchè non ho possibilità di fare un mutuo per una casa se non lavoro stabilmente! noi un lavoro da 1000 euro al mese ce lo sognamo e loro ne guandagnano 16mila così, per non adnare nemmeno in aula a fare il loro lavoro!!!!
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