Mostra notizie nelle discussioni
  • Avatar
    Scritto da
    Non Autenticato
    il 2006-10-22 14:46:00.0 alle 2006-10-22 14:46:00.0
    «I ragazzi devono avere più tempo libero
    «I ragazzi devono avere più tempo libero». Impegnati per 10 ore e mezzo la settimana
    ROMA — L’idea gli è venuta pochi giorni fa, quando ha ricevuto gli studenti italiani che hanno vinto le olimpiadi di matematica: «Nessuno di loro— racconta il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni — è Archimede Pitagorico. Sono ragazzi normali, hanno la fidanzata, giocano a pallone. Mi hanno spiegato che di mattina a scuola imparavano le teorie e il pomeriggio a casa si divertivano ad applicarle a giochi, rebus, invenzioni ».

    Giochi, invenzioni, pallone, fidanzate: altro che quelle valanghe di esercizi e regolette da mandare a memoria che allietano le giornate dei nostri ragazzi (e spesso anche dei loro genitori). L’idea, quindi: «Credo che i compiti—spiega il ministro al programma de La7 In Breve — dovrebbero essere svolti prevalentemente in classe in modo che a casa i ragazzi, il pomeriggio, possano interessarsi agli elementi che inducono loro curiosità».

    Per questo Fioroni annuncia la creazione in tempi stretti di un «gruppo di lavoro». Un comitato di esperti che studi la questione e «rifletta attentamente sull’ipotesi di dare indicazioni e possibilmente anche risorse per favorire tempo pieno e prolungato». Magari più tempo a scuola, insomma, ma una volta suonata la campanella libri e quaderni chiusi. Il ministero non potrà «ordinare» di ridurre il carico di lavoro: il principio dell’autonomia scolastica fa sì che ogni istituto possa decidere come regolarsi. Ma la questione, adesso, è sul tappeto.

    Del resto il confronto con gli altri Paesi fa riflettere: in Italia si studia a casa dieci ore e mezza la settimana, quasi il doppio della media Ocse. Perché? Il pedagogista Franco Frabboni — preside della facoltà di Scienza della formazione dell’Università di Bologna — chiama in causa i programmi: «Da noi gli insegnanti pensano solo ad arrivare alla fine del libro di testo. Si trasformano in sacerdoti che devono assicurare il culto del programma.

    E allora pur di arrivare all’ultima pagina appioppano masse insostenibili di lavori a casa». Quello della lunghezza dei programmi è un altro record italiano. Più di una volta il professor Frabboni ha fatto parte delle commissioni chiamate a rivederli. «Si comincia sempre con l’intenzione di sfoltirli — racconta — ma poi per ogni materia entrano in gioco le lobby. Avere un programma più snello significa avere meno prestigio, meno ore di insegnamento e quindi meno cattedre, meno di posti di lavoro. E alla fine nessuno sposta una virgola».

    Le resistenze, però, sono anche altre. Nel 2000 Salvatore Li Puma, preside della scuola elementare De Amicis di Palermo, chiese ai suoi maestri di non dare più compiti: «Protestarono quasi tutti i genitori. Dicevano che il pomeriggio i figli si piazzavano davanti alla tv a mangiare patatine». L’anno dopo il professor Li Puma ha cambiato scuola. «Hanno vinto loro. Spero che a Fioroni vada meglio».

    L. Sal.
    22 ottobre 2006

    Immagine postata dall'utente
    • Avatar
      ☺
      Scritto da
      avvelenato
      un mezzo cavallo
      il 2006-10-22 18:51:00.0 alle 2006-10-22 18:51:00.0
      Trollate totali: 14239
      Re: «I ragazzi devono avere più tempo li
      Sono ultradaccordo, tanto i compiti in otto anni di superiori e 3 di medie li ho visti fare il 10% delle volte e copiare il restante 90.

      Ed e` ovvio che fosse cosi`, se infatti uno si mettesse a fare cio` che i professori pretendono, alla lettera, dovrebbe rinunciare ad ogni velleita` di socialita` e attivita` extrascolastiche, ed e` qui che nascono le figure dei secchioni: persone magari pure intelligenti, ma cosi` condizionate dall'aderire al metro di approvazione della societa` da fare tutto secondo il "regolamento", e quindi guai se copiassero o si arrangiassero in altri modi! Di conseguenza a scuola vanno benissimo ma socialmente risulteranno un disastro. A questo punto ci si dovrebbe domandare se quello che si insegna a scuola abbia cosi` tanta importanza da valere il sacrificio della sfera sociale dei ragazzi, ma la risposta e` ovvia che NO, le secchie non riescono a trarre dalla vita un modo soddisfacente di vivere, vengono derisi e sfruttati sempre.
      Il passo successivo sara` di interpretare il ruolo della scuola nella giusta dimensione che ufficiosamente ha gia` assunto, ma ufficialmente e` un ruolo trattato solo come un diversivo, un effetto collaterale, o al massimo un utile plus: la dimensione sociale della vita scolastica.


      ps: ovvio che per i genitori che non vogliono occuparsi dei propri figli questo provvedimento desti antagonismi: metterli a fare i compiti tutto il pomeriggio e` un modo rapido per disimpegnarsi senza i sensi di colpa che invece il copione di metterli davanti alla tv a mangiare patatine prevederebbe. Il problema e` che non si rendono conto di quanto le due cose siano simili. Se tuo figlio ha un sacco di tempo libero, dedica un po' del tuo tempo a lui, cerca di scoprire se qualche hobby potrebbe interessarlo (molto spesso dagli hobby nascono professioni), finanzia associazioni culturali o di quartiere che prevedano spazi di aggregazione giovanili, spiegagli come funzionano le cose fra ragazzi e ragazze, perche` nonostante l'esplosione ormonale che inizia a 12 anni e prosegue imperterrita per parecchio tempo, l'istinto non sempre e` sufficiente e spesso i ragazzi finiscono per esorcizzare i propri desideri creando rivalita` e distacco tra gruppi di maschi e di femmine.
      I pedoni possono muoversi solo in avanti.
      • Avatar
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2006-10-22 18:56:00.0 alle 2006-10-22 18:56:00.0
        Re: «I ragazzi devono avere più tempo li

        - Scritto da: avvelenato
        > ps: ovvio che per i genitori che non vogliono
        > occuparsi dei propri figli questo provvedimento
        > desti antagonismi: metterli a fare i compiti
        > tutto il pomeriggio e` un modo rapido per
        > disimpegnarsi senza i sensi di colpa che invece
        > il copione di metterli davanti alla tv a mangiare
        > patatine prevederebbe. Il problema e` che non si
        > rendono conto di quanto le due cose siano simili.
        > Se tuo figlio ha un sacco di tempo libero, dedica
        > un po' del tuo tempo a lui, cerca di scoprire se
        > qualche hobby potrebbe interessarlo (molto spesso
        > dagli hobby nascono professioni)

        Molto spesso gli hobby sono l'analogo della Tv, e dei compiti, vedi tutti quelli che fanno fare ai loro figli corsi di danza, musica, e robe del genere...pur di levarseli dalle scatole...
        • Avatar
          ☺
          Scritto da
          avvelenato
          un mezzo cavallo
          il 2006-10-22 19:07:00.0 alle 2006-10-22 19:07:00.0
          Trollate totali: 14239
          Re: «I ragazzi devono avere più tempo li

          - Scritto da:
          >
          > - Scritto da: avvelenato
          > > ps: ovvio che per i genitori che non vogliono
          > > occuparsi dei propri figli questo provvedimento
          > > desti antagonismi: metterli a fare i compiti
          > > tutto il pomeriggio e` un modo rapido per
          > > disimpegnarsi senza i sensi di colpa che invece
          > > il copione di metterli davanti alla tv a
          > mangiare
          > > patatine prevederebbe. Il problema e` che non si
          > > rendono conto di quanto le due cose siano
          > simili.
          > > Se tuo figlio ha un sacco di tempo libero,
          > dedica
          > > un po' del tuo tempo a lui, cerca di scoprire se
          > > qualche hobby potrebbe interessarlo (molto
          > spesso
          > > dagli hobby nascono professioni)
          >
          > Molto spesso gli hobby sono l'analogo della Tv, e
          > dei compiti, vedi tutti quelli che fanno fare ai
          > loro figli corsi di danza, musica, e robe del
          > genere...pur di levarseli dalle
          > scatole...


          Quasi sempre.
          Per questo prima dell'hobby si dovrebbe passare del tempo col figlio, e l'hobby dev'essere un desiderio del figlio.
          Molto spesso i ragazzi non conoscono le possibilita' che la vita offre, quindi il ruolo di un genitore dovrebbe essere quello di fargli valutare le scelte che lui deve intraprendere con desiderio e forza di volonta`.

          Ad esempio: io ho iniziato a cazzeggiare coi pc a 8 anni, su di un c= plus4. Giochi non ce ne erano e quindi mi consumavo a fare e ricopiare programmi basic, e col 486 e` stato lo stesso.
          Tuttavia e` stato un caso che scoprissi questa cosa. Come e` stato un caso che qualcuno mi suggerisse che oltre a sport come il calcio, la pallavolo e la danza esistessero numerose altre possibilita`, tra cui il karate sembrava interessante.

          poi cazzo diciamocelo, se come genitore non si mantiene un minimo di feedback con tuo figlio e non si riesce a capire se la vita che fa lo soddisfa o meno, allora stiamo parlando di un genitore che sta fallendo il suo compito di educatore.
          I pedoni possono muoversi solo in avanti.
      • Avatar
        ☺
        Scritto da
        avvelenato
        un mezzo cavallo
        il 2006-10-22 19:02:00.0 alle 2006-10-22 19:02:00.0
        Trollate totali: 14239
        aggiungo
        Con tutte le classi e tutti i professori che ho visto, posso assicurare che l'utilizzo degli esercizi a casa e` quasi sempre un modo col quale insegnanti poco competenti recuperano tempo (o cercano di), evitando esercizi in classe si risparmiano minuti che si possono dedicare a interrogazioni o spiegazioni tirate per le lunghe.

        Quello che secondo me invece e` un buon insegnante riesce a creare un insieme omogeneo dove spiegazioni ed esercizi, per lo piu` di esempio, rendendo quindi la pratica a casa necessaria solo per impadronirsi della tecnica, quindi non molto impegnativa in termini di tempo da dedicarvi e soprattutto non indispensabile, specie per ragazzi brillanti in grado di capire con le semplici esercitazioni in classe.

        Questo e` un atteggiamento opposto rispetto all'atteggiamento tipo dei professori, che spesso pretendono che gli studenti si dedichino due ore al giorno solo per la propria materia, creando risultati paradossali come la competizione tra le ore di studio casalinghe per le materie di scuola (del tipo: "ho due ore di tempo, studio storia e bigio mate, o bigio storia e studio mate?"). Se questo lo accettate come metodo di apprendimento, non stupitevi se poi i ragazzi che escono dalle scuole italiane abbiano appreso per lo piu` furbizia, tecniche di copia e di antisgamo, leccaculismo verso il prof, capacita` di arrampicarsi sui vetri per tirare scuse false, ecc. Che poi, se vogliamo vedere, nel mondo del lavoro italiano sono poi i requisiti fondamentali per il successo, quindi possiamo anche ammettere che una scuola cosi` vada bene, prepara al futuro i nostri giovani, che si sapranno arrangiare.
        I pedoni possono muoversi solo in avanti.
        • Avatar
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2006-10-22 19:13:00.0 alle 2006-10-22 19:13:00.0
          Re: aggiungo
          Il tuo è un modo per autoconvincerti che la causa dei tuoi fallimenti scolastici, siano i tuoi prof e la tua scuola.
          • Avatar
            ☺
            Scritto da
            avvelenato
            un mezzo cavallo
            il 2006-10-22 19:42:00.0 alle 2006-10-22 19:42:00.0
            Trollate totali: 14239
            Re: aggiungo

            - Scritto da:
            > Il tuo è un modo per autoconvincerti che la causa
            > dei tuoi fallimenti scolastici, siano i tuoi prof
            > e la tua
            > scuola.

            I miei "fallimenti scolastici" furono causati dalla mia coglionaggine di non ammettere che "cosi` fan tutti": copiavano tutti, avrei dovuto copiare anche io. Durante le versioni di latino la prof se ne andava a prendere il caffe` in modo da alzare la media della classe a scapito della secchiona che passava a tutti i compiti. Col senno di poi penso che avrei dovuto fare anche io come gli altri. Ho visto gente diplomarsi e adesso laurearsi, compagni ai quali passavo interi esercizi delle verifiche di fisica, facendo loro prendere 7 anziche` 2, persone che mi ringraziavano per aver capito questo o quel problema di mate dopo la mia spiegazione, e grazie ad essa arrivavano all'agognato e dignitosamente sudato 6. Per non parlare delle olimpiadi di matematica, all'epoca ero un campioncino nella mia scuola, nulla di speciale ma insomma qualcosina ce l'azzeccavo.
            Pero` ero troppo testa quadrata, e questo m'ha fregato!
            Adesso invece non capisco + una sega ne` di mate ne` del resto, ho riletto qualche giochetto di mate che un tempo mi piacevano tanto, senza capirci una sega, c'ho i neuroni consumati dall'alcol e dagli psicofarmaci, pero` non sono testa quadrata, sfotto lichene e la cosa mi rende molto piu` felice di quanto non lo fossi all'epoca!
            I pedoni possono muoversi solo in avanti.
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2006-10-22 19:12:00.0 alle 2006-10-22 19:12:00.0
      Re: «I ragazzi devono avere più tempo li
      Parole parole parole.
      Concordo sul principio che si dovrebbe studiare a scuola e non a casa, ma la fattibilità?

      1) impensabile togliere alle attuali 30-40 ore settimanali di lezione spazio per poter studiare/fare i compiti, ergo serve uno spazio aggiuntivo (poi chiamiamolo come vogliamo, tempo pieno/prolungato/vattelapesca)

      2) presumo dovrà essere impiegato personale a gestire/guidare queste attività. con quali risorse umane/finanziarie? nuove assunzioni, straordinari, ecc.

      3) presumo che tutto questo richiederà un prolungamento della giornata vissuta a scuola perciò salta fuori il problema del pasto e lì altre rogne (mense studentesche, buoni pasto, ecc.)

      4) come la mettiamo con l'organizzazione dei trasporti? Milano e Roma saranno anche isole felici dove il problema non sussiste, ma ci sono molte realtà nel regno italico dove trattenersi un'ora in più a scuola è possibile solo usando un mezzo privato oppure aggiungendo tempi di trasporto di 3-4 ore per percorrenze di 20-30 km

      5) come la mettiamo con l'edilizia scolastica? si dovrà pur rendere vivibili gli edifici scolastici dotandoli di locali adatti all'uopo e ben dotati di arredi. O vogliamo trasformare quelle desolate aule in camerate di studio? Per il momento mi sembra che la priorità sia quella di evitare che nel 50% degli edifici scolastici crolli il tetto in testa durante l'ora di lezione.

      Leggendo quel testo mi sono immaginato una classe di 20-25 pellegrini che si mangiano il panino alla mortadella per trattenersi a scuola per altre 2 ore (più 3 di viaggio per il ritorno a casa cambiando 3 mezzi di trasporto), dopo di che li stipiamo nella solita aula-camerata rigorosamente fornita di soli banchi e sedie e con il solito insegnante-sfigato a fare da cerbero istituzionale per far finta che studino invece di giocare a basket con il cestino della carta straccia.
      Chissà perché ho una vaga impressione che il tutto si risolverà nella solita mega-consulenza affidata a misteriosi cervelloni pagati a peso d'oro con dobloni pubblici per far partorire i soliti mostricciattoli gonfi di aria fritta e inapplicabili.

      Fare una volta tanto un passo proporzionato alla lunghezza della gamba è chiedere la luna, eh?
      • Avatar
        ☺
        Scritto da
        avvelenato
        un mezzo cavallo
        il 2006-10-22 19:36:00.0 alle 2006-10-22 19:36:00.0
        Trollate totali: 14239
        Re: «I ragazzi devono avere più tempo li
        Secondo me non e` mica d'obbligo che l'esercitazione in classe debba aumentare il tempo di permanenza scolastica.
        Come gia` detto altrove, ho visto applicato numerosi metodi di insegnamento, e posso con sicurezza affermare che i piu` efficaci, ovvero quelli dove gli studenti mostravano di capire la lezione e dove le capacita` individuali miglioravano, non prevedevano un carico di lavoro casalingo pesante.
        Poi e' vero che alcune materie sono prevalentemente di studio e quindi devono avere un carico di lavoro casalingo differente da altre, tuttavia spesso questo e` diventato un alibi per i professori per riuscire a far fare a casa cio` che invece sarebbe stato da svolgersi a scuola.
        Ne conoscevo una ad esempio la cui lezione consisteva nel far leggere il libro in classe. I suoi interventi e commenti erano rari e spesso volti semplicemente a reinterpretare il passo letto senza nulla aggiungere.Bella merda, cosi` so insegnare anche io: poi ci credo che tutto il lavoro va fatto a casa, se le ore di lezione si buttano cosi`!

        Comunque sia su una cosa sono d'accordo, ovvero che questo provvedimento rischia di diventare impraticabile: a ridurre il carico di lavoro a casa sono d'accordo, ma a cancellarlo mi sembra dura, anche perche` lo studente deve avere modo di confrontarsi da solo con la materia. Tuttavia cio` non mi preoccupa, se la cosa andra` in porto funzionera` semplicemente da "linea guida": fara` riflettere i professori sulla necessita' di non abusare dello strumento compiti, e lascera' comunque la liberta` di assegnare esercitazioni, facoltative, le quali possono essere svolte dagli studenti o meno, a seconda del proprio grado di comprensione e padronanza dell'argomento.
        I pedoni possono muoversi solo in avanti.
        • Avatar
          ☺
          Scritto da
          avvelentani
          Cubicolario
          il 2006-10-22 20:25:00.0 alle 2006-10-22 20:25:00.0
          Trollate totali: 18184
          Re: «I ragazzi devono avere più tempo li

          - Scritto da: avvelenato

          > Ne conoscevo una ad esempio la cui lezione
          > consisteva nel far leggere il libro in classe. I
          > suoi interventi e commenti erano rari e spesso
          > volti semplicemente a reinterpretare il passo
          > letto senza nulla aggiungere.

          uh, bello il libro letto in classe! Me lo ricordo bene, l'ho fatto anche io per due anni.
          Se non ricordo male erano le due ore del sabato, ma tra compitini, giri di interrogazione e riepiloghi vari (indispensabili quando la prima meta` del capitolo l'hai letta piu` di quindici giorni fa`) la velocita` di avanzamento era molto piu` bassa. Infatti un agile libretto di poco piu` di 100 pagine, sostiene Pereira, si trasformo` in un bolide di noia della durata di nove mesi. E i due capitoli finali avanzarono.
          Di sostiene pereira mi ricordo soprattutto l'odore di fritto dell'incipit.

          L'altro libro invece credo si chiamasse "la casa del caxone" ma non mi ricordo nulla (forse ad un certo punto c'era una lampadina a incandescenza). Credo che non arrivammo nemmeno a meta`.
          I think happiness is love
          - Vladimir Putin
          • Avatar
            ☺
            Scritto da
            avvelenato
            un mezzo cavallo
            il 2006-10-22 20:40:00.0 alle 2006-10-22 20:40:00.0
            Trollate totali: 14239
            Re: «I ragazzi devono avere più tempo li

            - Scritto da: avvelentani
            >
            > - Scritto da: avvelenato
            >
            > > Ne conoscevo una ad esempio la cui lezione
            > > consisteva nel far leggere il libro in classe. I
            > > suoi interventi e commenti erano rari e spesso
            > > volti semplicemente a reinterpretare il passo
            > > letto senza nulla aggiungere.
            >
            > uh, bello il libro letto in classe! Me lo ricordo
            > bene, l'ho fatto anche io per due
            > anni.
            > Se non ricordo male erano le due ore del sabato,
            > ma tra compitini, giri di interrogazione e
            > riepiloghi vari (indispensabili quando la prima
            > meta` del capitolo l'hai letta piu` di quindici
            > giorni fa`) la velocita` di avanzamento era molto
            > piu` bassa. Infatti un agile libretto di poco
            > piu` di 100 pagine, sostiene Pereira, si
            > trasformo` in un bolide di noia della durata di
            > nove mesi. E i due capitoli finali
            > avanzarono.
            > Di sostiene pereira mi ricordo soprattutto
            > l'odore di fritto
            > dell'incipit.
            >
            > L'altro libro invece credo si chiamasse "la casa
            > del caxone" ma non mi ricordo nulla (forse ad un
            > certo punto c'era una lampadina a incandescenza).
            > Credo che non arrivammo nemmeno a
            > meta`.

            Io mi domando ancora oggi come mai non ho avuto il coraggio di insultare quella prof a morte e semplicemente adagiarmi su di comportamenti di ribellione passiva.
            I pedoni possono muoversi solo in avanti.
        • Avatar
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2006-10-22 20:48:00.0 alle 2006-10-22 20:48:00.0
          Re: «I ragazzi devono avere più tempo li

          - Scritto da: avvelenato
          > Secondo me non e` mica d'obbligo che
          > l'esercitazione in classe debba aumentare il
          > tempo di permanenza
          > scolastica.

          Con una buona classe no, con le classi ordinarie si

          > Come gia` detto altrove, ho visto applicato
          > numerosi metodi di insegnamento, e posso con
          > sicurezza affermare che i piu` efficaci, ovvero
          > quelli dove gli studenti mostravano di capire la
          > lezione e dove le capacita` individuali
          > miglioravano, non prevedevano un carico di lavoro
          > casalingo
          > pesante.

          Qualsiasi metodo d'insegnamento non ha alcuna efficacia se non è seguito da un processo di apprendimento e consolidamento. Che ci siano poi metodi d'insegnamento potenzialmente efficaci o meno sono d'accordo, ma non puoi demandare tutto al metodo d'insegnamento

          > Poi e' vero che alcune materie sono
          > prevalentemente di studio e quindi devono avere
          > un carico di lavoro casalingo differente da
          > altre, tuttavia spesso questo e` diventato un
          > alibi per i professori per riuscire a far fare a
          > casa cio` che invece sarebbe stato da svolgersi a
          > scuola.

          Se stai parlando del professore che cazzeggia per un'ora dopo di che sfagiola un "per domani studiate da pagina 55 a pagina 85" sono d'accordo (esistono ancora?). Se però vuoi imparare seriamente gli integrali o i calcoli stechiometrici c'è poco da fare, devi fare esercizi su esercizi. Quanti si riesce a farne in un'ora di matematica o di chimica in classe? E quanti s'impegnano autonomamente e non si limitano a scopiazzare lo svolgimento alla lavagna? Quand'ero in quinta liceo ricordo che mezza classe copiava lo svolgimento dello studio di una funzione alla lavagna, dopo di che se lo studiava a memoria. Cos'hanno imparato?

          > Ne conoscevo una ad esempio la cui lezione
          > consisteva nel far leggere il libro in classe.

          Metti una classe in cui ci sono semianalfabeti (cioè che riescono a leggere ma non a interpretare un testo). Ti sembrerà strano ma in Italia ce ne sono parecchi. Dovresti andare in un istituto professionale o in parecchie classi di istituti tecnici per rendertene conto. Leggere il libro in classe in certi contesti è indispensabile perché altrimenti ci sono ragazzi del tutto abbandonati che non riusciranno mai ad applicarsi autonomamente.

          > I
          > suoi interventi e commenti erano rari e spesso
          > volti semplicemente a reinterpretare il passo
          > letto senza nulla aggiungere.Bella merda, cosi`
          > so insegnare anche io: poi ci credo che tutto il
          > lavoro va fatto a casa, se le ore di lezione si
          > buttano
          > cosi`!

          Dipende da come viene fatto. Pensi che la pappardella pianificata e proiettata con powerpoint sia migliore? Pensi che l'insegnante abile in oratoria e masturbologia mentale sia un bravo insegnante se ha di fronte ragazzi che non sanno prendere appunti e non sanno poi collegare le informazioni con quelle trasmesse sul libro? La capacità d'insegnare risiede nella capacità di adottare metodi differenti secondo il contesto e il target.
          Nell'insegnamento non esiste un metodo unico e insindacabile.

          >
          > Comunque sia su una cosa sono d'accordo, ovvero
          > che questo provvedimento rischia di diventare
          > impraticabile: a ridurre il carico di lavoro a
          > casa sono d'accordo, ma a cancellarlo mi sembra
          > dura, anche perche` lo studente deve avere modo
          > di confrontarsi da solo con la materia.

          E come? costruendo metodologie d'apprendimento omologate e appiattite a prescindere dalle propensioni individuali? Perché sarebbe questo lo studio in classe.
          Il lavoro autonomo ci deve essere e non puoi certo pretendere di realizzarlo in una camerata.
          Dovresti provare una sana esperienza di università fatta per un anno in una casa dello studente in camera doppia o tripla per valutare. Dopo di che prova a fare il parallelo con un gruppo di 20-25 ragazzi in un'aula.


          Tuttavia
          > cio` non mi preoccupa, se la cosa andra` in porto
          > funzionera` semplicemente da "linea guida": fara`
          > riflettere i professori sulla necessita' di non
          > abusare dello strumento compiti, e lascera'
          > comunque la liberta` di assegnare esercitazioni,
          > facoltative, le quali possono essere svolte dagli
          > studenti o meno, a seconda del proprio grado di
          > comprensione e padronanza
          > dell'argomento.

          Le linee guide stanno facendo sconquassi nella scuola italiana. Chissà perché la scuola di qualche decennio fa funzionava mentre ora non funziona più...
          • Avatar
            ☺
            Scritto da
            avvelenato
            un mezzo cavallo
            il 2006-10-22 22:14:00.0 alle 2006-10-22 22:14:00.0
            Trollate totali: 14239
            Re: «I ragazzi ( pt1)
            - Scritto da:
            >
            > - Scritto da: avvelenato
            > > Secondo me non e` mica d'obbligo che
            > > l'esercitazione in classe debba aumentare il
            > > tempo di permanenza
            > > scolastica.
            >
            > Con una buona classe no, con le classi ordinarie
            > si
            >

            Ponendo come ipotesi che una buona classe teorica sia composta da buoni alunni, e una cattiva classe teorica da cattivi alunni, e che la distribuzione di probabilità che un alunno sia buono o cattivo segua la legge di gauss (cosa molto probabile imho), secondo te, sono tante le buone classi teoriche e le cattive classe teoriche? O sono eccezionalità totalmente teoriche, mentre le classi ordinarie sono il metro con il quale l'insegnamento deve potersi rapportare e dotare di metodi di insegnamento efficaci?
            Detto questo, io penso che si possa fare anche con una classe ordinaria: l'ho visto fare, ho cambiato un sacco di classi e ho visto professori competenti e incompetenti per molte materie, quindi penso di poter portare qualche esperienza come argomentazione di come si potrebbe/dovrebbe lavorare in classe, per ridurre il lavoro di casa.

            > Qualsiasi metodo d'insegnamento non ha alcuna
            > efficacia se non è seguito da un processo di
            > apprendimento e consolidamento. Che ci siano poi
            > metodi d'insegnamento potenzialmente efficaci o
            > meno sono d'accordo, ma non puoi demandare tutto
            > al metodo
            > d'insegnamento
            >

            Il consolidamento e l'apprendimento non deve essere per forza casalingo o del tutto casalingo, e spesso può anche essere una fase non distaccata dalla spiegazione: addirittura ho ricordi di un'ottima insegnante di matematica che interrogava in geometria facendo dimostrare all'interrogato teoremi che sarebbero stati da studiare, ovviamente dandogli degli aiuti e degli appigli, fornendogli strumenti adeguati, tuttavia premiando la brillantezza di chi non ne aveva bisogno, e aiutando invece chi, svantaggiato nel compito, aveva una guida sulla quale modellare il proprio modus cogitandi.

            Insomma quello che voglio dirti è che stiamo parlando di uno spreco di tempo enorme, che significa anche soldi delle nostre tasse che vanno in tasca a professori incapaci di fare il proprio lavoro e senza un criterio che possa oggettivamente stabilire la qualità del loro operato. A me se non faccio la resa, al lavoro, rischio la segnalazione e possono pure arrivare multe in caso di recidiva. Bella differenza, neh?


            > Se stai parlando del professore che cazzeggia per
            > un'ora dopo di che sfagiola un "per domani
            > studiate da pagina 55 a pagina 85" sono d'accordo
            > (esistono ancora?)

            Ed esisteranno sempre.
            I professori sono un subset degli impiegati statali, tenere presente questo dato fattuale aiuta ad inquadrare le situazioni che emergono.

            >. Se però vuoi imparare
            > seriamente gli integrali o i calcoli
            > stechiometrici c'è poco da fare, devi fare
            > esercizi su esercizi. Quanti si riesce a farne in
            > un'ora di matematica o di chimica in classe?

            Sono d'accordo, tuttavia il tempo da dedicare a casa dev'essere ridotto al minimo indispensabile, non si può pretendere che un ragazzo dedichi 12 ore al giorno alla scuola. Se il programma non può essere svolto in tempo minore allora è questo il problema. Si tagli il programma. Tanto ciò che viene fatto alle superiori spesso non vale granché rispetto all'insegnamento universitario, e parlo soprattutto dei licei, nei quali il problema del carico di lavoro casalingo mi sembra più sentito che altrove, è inutile far fare qualcosa male e approssimativamente se poi dovrà essere ripetuta (è lo stesso motivo che mi vedrebbe favorevole ad un'unificazione elementari-medie...)

            > E
            > quanti s'impegnano autonomamente e non si
            > limitano a scopiazzare lo svolgimento alla
            > lavagna? Quand'ero in quinta liceo ricordo che
            > mezza classe copiava lo svolgimento dello studio
            > di una funzione alla lavagna, dopo di che se lo
            > studiava a memoria. Cos'hanno
            > imparato?
            >

            Questo è un problema non correlato all'argomento. Pensi che il fatto che esistessero compiti per casa abbia salvaguardato i tuoi compagni? Io scommetto che copiavano pure quelli, o magari andavano a farseli fare da un laureando che "dava ripetizioni", ovvero praticamente gli faceva gli esercizi a pagamento.

            >
            > Metti una classe in cui ci sono semianalfabeti
            > (cioè che riescono a leggere ma non a
            > interpretare un testo). Ti sembrerà strano ma in
            > Italia ce ne sono parecchi. Dovresti andare in un
            > istituto professionale o in parecchie classi di
            > istituti tecnici per rendertene conto.

            Sono stato in un istituto tecnico, il diploma l'ho preso lì, e ho visto ipsia oltre che averne ricevuto testimonianze.
            So di cosa parli. Tuttavia anche questo è un problema non correlabile.
            L'acquisizione degli skills di comprensione verbale scritta è pterogativa delle scuole elementari e medie, se queste non funzionano evidentemente c'è qualcosa che non va. Tenere elevato il carico casalingo non può essere una soluzione, sia perché come già spiegato all'inizio, è pura illusione che venga svolto come si pretenderebbe, sia perché alcune abilità sono le fondamenta di altre: se una persona non ha capacità di comprensione verbale scritta come ti puoi aspettare che svolga proficuamente esercizi a casa?

            > Leggere il
            > libro in classe in certi contesti è
            > indispensabile perché altrimenti ci sono ragazzi
            > del tutto abbandonati che non riusciranno mai ad
            > applicarsi
            > autonomamente.
            >

            Non sono d'accordo. Prima perché ho visto che questo non aiuta affatto. Quando va bene riescono a prendersi un pezzo di carta e vanno a fare dei lavori del quarzo che avrebbero potuto far senza.
            Quando va male, in realtà va meglio perché non perdono tempo, abbandonano la scuola e vanno a lavorare prima, con conseguenze finanziare e previdenziali per loro vantaggiose.

            Insomma, non facciamo i buonisti, andare a scuola presuppone delle capacità, se non ci sono è inutile, l'insegnamento, i compiti, il cazzinculo fritto non faranno i miracoli.
            Promuovere tutti anche abbassando il livello non aiuta mica.

            (continua..)
            I pedoni possono muoversi solo in avanti.
            • Avatar
              ☺
              Scritto da
              avvelenato
              un mezzo cavallo
              il 2006-10-22 22:14:00.0 alle 2006-10-22 22:14:00.0
              Trollate totali: 14239
              Re: «I ragazzi ( pt1)
              (..segue)

              > Dipende da come viene fatto. Pensi che la
              > pappardella pianificata e proiettata con
              > powerpoint sia migliore? Pensi che l'insegnante
              > abile in oratoria e masturbologia mentale sia un
              > bravo insegnante se ha di fronte ragazzi che non
              > sanno prendere appunti e non sanno poi collegare
              > le informazioni con quelle trasmesse sul libro?
              > La capacità d'insegnare risiede nella capacità di
              > adottare metodi differenti secondo il contesto e
              > il
              > target.
              > Nell'insegnamento non esiste un metodo unico e
              > insindacabile.
              >

              Guarda, uno degli insegnanti migliori che ho avuto ci ha parlato del cosiddetto "metodo austriaco". In pratica sosteneva che un bravo insegnante dev'essere in grado di insegnare bene qualsiasi materia.
              Se lo diceva uno abilitato ad insegnare materie "antitetiche" come diritto e matematica, statistica e storia, insomma, un poco penso che abbia ragione.
              L'abilità di un insegnante consiste in un sacco di cose: instaurare un rapporto fiducioso e leale con gli alunni; destare vivo il loro senso di interesse, e, cosa collegata, non metterli nella condizione di provare sfiducia o incapacità verso la materia.
              E poi dev'essere in grado di organizzarsi, tanto per tornare IT.
              Se non è in grado non può insegnare. Organizzarsi significa anche organizzare il tempo che gli studenti dedicheranno alla propria materia, che se ci pensi è una grossa responsabilità.

              > E come? costruendo metodologie d'apprendimento
              > omologate e appiattite a prescindere dalle
              > propensioni individuali? Perché sarebbe questo lo
              > studio in
              > classe.
              > Il lavoro autonomo ci deve essere e non puoi
              > certo pretendere di realizzarlo in una camerata.
              >

              Guarda che ho proprio detto questo.

              > Dovresti provare una sana esperienza di
              > università fatta per un anno in una casa dello
              > studente in camera doppia o tripla per valutare.

              Ma perché parli dando per assolto che io certe esperienze non le abbia provate?

              > Dopo di che prova a fare il parallelo con un
              > gruppo di 20-25 ragazzi in
              > un'aula.
              >

              In un aula puoi anche fare del lavoro individuale. Professori in gamba sfruttavano questa opportunità, vantaggiosa rispetto ai compiti a casa in quanto con la presenza di un professore uno può scegliere il grado di aiuto e confronto che vuole ricevere, come ad esempio fare l'esercizio totalmente assistito dal prof oppure confrontarne l'esecuzione alla fine.

              >
              > Le linee guide stanno facendo sconquassi nella
              > scuola italiana. Chissà perché la scuola di
              > qualche decennio fa funzionava mentre ora non
              > funziona
              > più...

              Le linee guida semmai sono un tentativo timido e semifallimentare di porre freno ad una decadenza che trae le sue cagioni da origini differenti.
              Uno di questi è l'incapacità per il modello scolastico di adattarsi al modus vivendi che cambia negli anni. Ad esempio il senso del dovere era molto più radicato in passato, come se fosse un valore assoluto dal quale disobbedire era impossibile, almeno ufficialmente. Invece adesso i giovani sono portati a domandarsi il perché, e non trovano spiegazioni, c'è molta crisi di identità e paura nel futuro. Di conseguenza nessuno farà una cosa perché la deve fare e basta. Ed è giusto che sia così, mica si vive perché si deve.
              Un modello scolastico basato su di un lavoro molto duro può essere efficiente se portato avanti con serietà e determinazione al limite dello stoicismo, ma se invece viene preso sottogamba rischia di diventare meno efficiente di un modello più lasso ma anche più rispettato.
              La scuola deve prendere atto che i ragazzi non hanno più intenzione di studiare 5 ore dopo le 5 che stanno sui banchi. Deve prendere atto che, come nel lavoro esistono tetti massimi settimanali, anche la scuola deve evitare l'oberazione del tempo dello studente a scapito della sua socialità e della dimensione individuale del suo tempo libero: gioco, hobbies, ecc.
              Anche perché è pretenzioso e non sempre vero considerare ciò che si impara in 5 ore di scuola più importante di ciò che si impara in 5 ore di gioco, la sociologia ha oramai dimostrato che le persone utilizzano giochi, hobbies, divertimenti allo scopo di imparare tattiche utili per vivere.
              Altrimenti l'alternativa è costringere, frusta alla mano, a fare i compiti senza copiarli, per davvero, e tutti. Una scuola dura e stoica, adatta forse a piccoli licheni, ma non certo ad un essere umano degno di questo nome.
              I pedoni possono muoversi solo in avanti.
<softv>

Pagina generata in 197 millisecondi

Utenti attivi: 13 nell'ultimo minuto, 38 negli ultimi cinque minuti, 80 negli ultimi 15 minuti