- Scritto da: Wakko Warner
> Sinceramente mi sono rotto le paXXe di vedere
> quanta pubblicità questo signore si fa e come
> usa la stampa per continuare la sua _CACCIA
> ALLE STREGHE_
Repetita iuvant:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1764588 
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1778520 
tanto per far vedere che lui censura indiscriminatamente QUALUNQUE cosa non gli vada a genio. E' il Girolamo Savonarola del terzo millennio. E come diceva il buon Massimo Troisi "Per quello lì, ogni cosa è peccato".
> e giustificarla fingendo di essere
> l'unto del Signore sceso sulla Terra per
> difendere i più deboli.
I più deboli, alla luce delle leggi recenti volute e pressate anche dalla sua associazione, sono quelli che finiscono in guai giudiziari a causa di PRESUNTI reati commessi su Internet. Che poi magari dopo ANNI si scopre che non erano colpevoli ma intanto avranno avuto soldi spesi in altri PC, avvocati da pagare, fegato ingrossato e malattie di ogni tipo. Sì, MALATTIE perché a subire pressioni psicologiche di questo tipo CI SI AMMALA.
Sarebbe bello che lui, i PM e i gip con cui sta in combutta pagassero DIRETTAMENTE DI TASCA LORO tutti i danni che causano agli indagati, ma questo accadrebbe solo nelle favole, non certo nella demagogica Italia, dove l'impunibiltà dei magistrati è considerata né più né meno che un principio assoluto.
E i preti, specie quelli come don Di Noto, seguono a ruota. Quante denunce e querele si sarebbe dovuto prendere, per diffamazione, per razzismo, per abuso di potere e soprattutto per dichiarata commissione del reato di ricerca CONSAPEVOLE di materiale pedopornografico?
Eppure NESSUNO l'ha non dico condannato (troppa grazia) ma nemmeno iscritto mai in un registro degli indagati per reati che lui compie alla luce del sole. Che strano, eh?
Ad una persona così non dico cosa si dovrebbe fare perché lui si gongolerebbe a gridare allo scandalo, ma lo penso e glielo auguro di tutto cuore, ah sì se glielo auguro...
A proposito di malanni e di traumi causati agli indagati, anche qui repetita iuvant:
http://www.interlex.it/regole/amonti63.htm
> È ridicolo che una determinata situazione,
> come anche l'immagine del nudo di un bambino,
> possa essere ritenuta a priori "violenza"
> quando magari di violenza non c'è stato
> nemmeno 1 milligrammo ma anzi, è proprio
> l'intervento di questo signore e dei suoi
> complici a procurarla.
Pensi che gliene freghi qualcosa a quello lì???
Svegliaaaaaaaa!!! LUI CI MARCIA!!!!
Più si sfiora il ridicolo e l'assurdo, più restringe il campo del lecito, più allarga l'illecito, più può trovare materiale illegale (che prima non lo era) e sparare cifre quasi a vanvera, in cambio di SOLDI (Regione Sicilia...) e di impunità/appoggio da parte di procure e magistrati di almeno 3 luoghi diversi.
> Voglio sentire l'opinione OPPOSTA alla sua.
Impossibile. Chiunque lo farebbe passerebbe guai. Leggi questa favoletta (naturalmente è tutto inventato):
"da il CORRIERE DELLA SERA 17 marzo 2004 pag. 38
FLASH IL CASO
PEDOFILO SI RACCONTA AL "COSTANZO SHOW" SUBITO INDAGATO DALLA PROCURA
Ha raccontato la sua storia di pedofilia in tv ed è stato indagato. L'uomo di origini brasiliane e residente a Como, ha partecipato due giorni fa al "Maurizio Costanzo show"( la puntata è andata in onda ieri sera) dove ha sostenuto di avere avuto rapporti sessuali con minorenni. Tra gli ospiti anche lo psichiatra criminologo Massimo Picozzi, Dania Manti della squadra mobile di Roma che si occupa di reati sessuali contro i minori e la parlamentare Alessandra Mussolini, che, appena sentita la storia, ha chiesto alla polizia di intervenire. La Manti ha identificato l'uomo che, d'intesa con la Procura di Como, è stato formalmente indagato. La polizia dovrà verificare se si tratta di un mitomane o meno. Ieri sera, in tv, il suo viso è stato oscurato."Per la cronaca, io vidi quella puntata in tv, anche se ora che ci penso è tutto inventato. Quindi continuando nell'invenzione, riassumendo in estrema sintesi, il tizio sosteneva principalmente che ci sono ragazzi (non parlò di "bambini") in grado di capire e di dare un libero consenso all'atto sessuale con un adulto, e che ne aveva conosciuti e ci aveva fatto sesso. Se ricordo bene l'invenzione, Costanzo lo fece identificare e di fatto arrestare (praticamente lo buttò fuori "accompagnato gentilmente" dai tizi del servizio d'ordine che erano in sala).
Mitomane o meno (forse lo era), rimane gravissima una cosa del genere. Ma tanto è tutto inventato. Non siamo mica in una dittatura dove non si può parlare, siamo in una democrazia.
> Perché a lui si da tanto spazio gratuito in
> TV e sui giornali e a coloro che NON la
> pensano come lui no?
Perché per lui uscire in TV significa far pubblicità alla sua associazione (a delinquere, perché come già detto delinque commettendo il reato di ricerca consapevole di materiale pedopornografico) e quindi far sì che qualche ingenuo possa dargli altre "donazioni" (soldi).
> Perché non sentiamo una volta l'opinione
> delle VITTIME di questo signore? Di tutti i
> RAGAZZI che questo signore ha direttamente o
> indirettamente contribuito a ROVINARE?
Ti racconto un'altra favoletta, naturalmente è tutto inventato

Tanti anni fa (metà anni 90, si cominciò allora a fare il gran polverone) comparì un articolo non ricordo su che giornale, forse (è strano a dirsi oggi) era proprio "La Repubblica", in cui un pedofilo (non indagato o sotto processo) venne intervistato e spiegava i suoi punti di vista, anche se già allora il/la giornalista cercò di chiudere l'articolo con le solite frasette. Però va dato atto al giornalista che almeno quell'intervista ci fu e fu pubblicata.
Per tre motivi:
1) NESSUN GIORNALISTA è disposto più oggi a intervistare uno in grado di ragionare su queste questioni; se ce ne sono, fate i nomi.
2) NESSUNA persona intelligente o comunque in grado di ragionare è disposta a testimoniare a favore di queste cose per evitare condanne ulteriori per apologia e/o istigazione a delinquere
3) NESSUN giornale è disposto più a garantire l'indispensabile (e necessario per evitare il punto 2) anonimato alla persona intervistata, perché le leggi attuali sulla stampa prevederebbero che a pagarne le conseguenze sia il direttore responsabile; se ce ne sono, fate i nomi.
Lo stesso discorso vale per gli editori (in Italia i pochi libri che c'erano che ne affrontavano esplicitamente un punto di vista "diverso" sono tutti fuori catalogo e NON più ristampati).