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    Non Autenticato
    il 2007-04-16 18:48:00.0 alle 2007-04-16 18:48:00.0
    sul carcere
    traggo spunto da http://punto-informatico.it/f/m.aspx?m_id=1958418&...
    Nessuno tiene in considerazione la possibilità che la pena viene ridotta per reale ravvedimento del reo?
    D'altronde, se la pena deve avere un valore rieducativo (cosa sostenuta ufficialmente da ogni realtà giuridica) e non vendicativo (cosa negata altrettanto ufficialmente, ma a giudicare dagli interventi nel salottino "buono" non ancora dato per assodato (e figuriamoci se fosse stato il salottino cattivo!!)), mi sembra scontato che sia necessario usare qualche ricompensa per far leva sulla voglia del detenuto di migliorare la sua condizione, ammettendo l'erroneità del crimine.

    Questo secondo me mette a risalto il contrasto e la contraddittorietà tra il ruolo ufficiale del carcere di ente preposto oltre che al contenimento delle persone socialmente pericolose, anche di quello rieducatore dei princìpi base di civiltà e rispetto delle leggi e del prossimo, e quello vendicativo, esigenza che per quanto atavicamente insita nell'animo umano difficilmente sarà eradicabile finanche tra 3, 4, 5 illuminismi.
    Io rimango quindi convinto che se il carcere lo abolissimo in toto, trasformandolo in una struttura di contenimento per persone socialmente pericolose, affiancandolo a personale esperto in psicologia e psichiatria, e affidando invece il ruolo di "vendetta" ad un sistema più oggettivo, scalabile e ufficiale, come le pene corporali, sarebbe estremamente più disincentivante, a patto di avere pena certa per il reo.
    Stupratori?
    30 nerbate al giorno per 30 giorni, con pause a discrezione del medico.
    Assassini?
    60 nerbate al giorno per 90 giorni, con pause a discrezione del medico.
    Torturatori?
    80 nerbate al giorno per 300 giorni, con pause come sopra.
    La durata della pena di contenimento invece non sarebbe vincolata dalla gravità del reato, ma dalla decisione del team di psicologi che si occuperanno del reo, visto che paradossalmente un ladro di caramelle che non riesce ad afferrare il senso del rispetto della proprietà puà essere più pericoloso di un assassino che ha capito di aver commesso un'atrocità dalla quale vuole solo affrancarsi, e richiedere rispetto a quest'ultimo più anni di fermo.
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      Non Autenticato
      il 2007-04-16 18:53:00.0 alle 2007-04-16 18:53:00.0
      Re: sul carcere

      - Scritto da:
      > traggo spunto da
      > http://punto-informatico.it/f/m.aspx?m_id=1958418&
      > Nessuno tiene in considerazione la possibilità
      > che la pena viene ridotta per reale ravvedimento
      > del
      > reo?
      > D'altronde, se la pena deve avere un valore
      > rieducativo (cosa sostenuta ufficialmente da ogni
      > realtà giuridica) e non vendicativo (cosa negata
      > altrettanto ufficialmente, ma a giudicare dagli
      > interventi nel salottino "buono" non ancora dato
      > per assodato (e figuriamoci se fosse stato il
      > salottino cattivo!!)), mi sembra scontato che

      ecco, chiedo solo: come si può rieducare un omicida o uno stupratore? E qualunque sia il metodo, come possiamo appurare che quel metodo abbia funzionato? Come si misura la rieducazione?
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2007-04-16 19:41:00.0 alle 2007-04-16 19:41:00.0
        Re: sul carcere

        >
        > ecco, chiedo solo: come si può rieducare un
        > omicida o uno stupratore? E qualunque sia il
        > metodo, come possiamo appurare che quel metodo
        > abbia funzionato? Come si misura la
        > rieducazione?

        Sono belle domande alle quali non ti so dare risposta, però il mio sistema prevede anche la possibilità che NON CI SIA POSSIBILITA' di rieducazione, cosa che per alcune persone è vero, indipendentemente dal crimine.
        Una persona inadatta alla vita societaria va tenuta reclusa per il resto della propria vita.
        Per quanto riguarda la misura della rieducazione, suggerirei che in caso di recidiva le pene aumentassero esponenzialmente, calibrate in modo che alla terza recidiva sia inevitabile l'ergastolo.
<softv>

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