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    il 2007-09-03 23:38:00.0 alle 2007-09-03 23:38:00.0
    Anche Leopardi era un trollone
    Carissima Signora. Giacché mi trovo in viaggio volevo fare una visita a Voi e a tutti li Signori Ragazzi della Vostra conversazione, ma la neve mi ha rotto le tappe e non mi posso trattenere. Ho pensato dunque di fermarmi un momento per fare la Piscia nel vostro portone, e poi tirare avanti il mio viaggio. Bensì vi mando certe bagattelle per cotesti figliuoli, acciocché siano buoni, ma ditegli che se sentirò cattive relazioni di loro, quest'altro anno gli porterò un po' di Merda.
    Veramente io voleva destinare a ognuno il suo regalo, per esempio a chi un corno, a chi un altro, ma ho temuto di dimostrare parzialità, e che quello il quale avesse li corni curti invidiasse li corni lunghi. Ho pensato dunque di rimettere le cose alla ventura, e farete così. Dentro l'anessa cartina trovarete tanti biglietti con altrettanti numeri. Mettete tutti questi biglietti dentro un orinale, e mischiateli ben bene con le vostre mani. Poi ognuno pigli il suo biglietto, e veda il suo numero. Poi con l'anessa chiave aprite il baulle. Prima di tutto ci trovarete certa cosetta da godere in comune e credo che cotesti Signori la gradiranno perché sono un branco di ghiotti. Poi ci trovarete tutti li corni segnati col rispettivo numero. Ognuno pigli il suo, e vada in pace. Chi non è contento del corno che gli tocca, faccia a baratto con li corni delli compagni. Se avvanza qualche corno lo riprenderò al mio ritorno. Un altr'anno poi si vedrà di far meglio.
    Voi poi Signora carissima avvertite in tutto quest'anno di trattare bene cotesti Signori, non solo col caffè che già si intende, ma ancora con pasticci, crostate, cialde, cialdoni, ed altri regali, e non siate stitica, e non vi fate pregare, perché chi vuole la conversazione deve allargare la mano, e se darete un pasticcio per sera sarete meglio lodata, e la vostra conversazione si chiamarà la conversazione del pasticcio. Frattanto state allegri, e andate tutti dove io vi mando, e restateci finché non torno, ghiotti, indiscreti, somari, scrocconi dal primo fino all'ultimo.
    La Befana.

    (Giacomo Leopardi, 1810)
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      il 2007-09-04 02:18:00.0 alle 2007-09-04 02:18:00.0
      Re: Anche Leopardi era un trollone

      - Scritto da:
      > Carissima Signora. Giacché mi trovo in viaggio
      > volevo fare una visita a Voi e a tutti li Signori
      > Ragazzi della Vostra conversazione, ma la neve mi
      > ha rotto le tappe e non mi posso trattenere. Ho
      > pensato dunque di fermarmi un momento per fare la
      > Piscia nel vostro portone, e poi tirare avanti il
      > mio viaggio. Bensì vi mando certe bagattelle per
      > cotesti figliuoli, acciocché siano buoni, ma
      > ditegli che se sentirò cattive relazioni di loro,
      > quest'altro anno gli porterò un po' di
      > Merda.
      > Veramente io voleva destinare a ognuno il suo
      > regalo, per esempio a chi un corno, a chi un
      > altro, ma ho temuto di dimostrare parzialità, e
      > che quello il quale avesse li corni curti
      > invidiasse li corni lunghi. Ho pensato dunque di
      > rimettere le cose alla ventura, e farete così.
      > Dentro l'anessa cartina trovarete tanti biglietti
      > con altrettanti numeri. Mettete tutti questi
      > biglietti dentro un orinale, e mischiateli ben
      > bene con le vostre mani. Poi ognuno pigli il suo
      > biglietto, e veda il suo numero. Poi con l'anessa
      > chiave aprite il baulle. Prima di tutto ci
      > trovarete certa cosetta da godere in comune e
      > credo che cotesti Signori la gradiranno perché
      > sono un branco di ghiotti. Poi ci trovarete tutti
      > li corni segnati col rispettivo numero. Ognuno
      > pigli il suo, e vada in pace. Chi non è contento
      > del corno che gli tocca, faccia a baratto con li
      > corni delli compagni. Se avvanza qualche corno lo
      > riprenderò al mio ritorno. Un altr'anno poi si
      > vedrà di far
      > meglio.
      > Voi poi Signora carissima avvertite in tutto
      > quest'anno di trattare bene cotesti Signori, non
      > solo col caffè che già si intende, ma ancora con
      > pasticci, crostate, cialde, cialdoni, ed altri
      > regali, e non siate stitica, e non vi fate
      > pregare, perché chi vuole la conversazione deve
      > allargare la mano, e se darete un pasticcio per
      > sera sarete meglio lodata, e la vostra
      > conversazione si chiamarà la conversazione del
      > pasticcio. Frattanto state allegri, e andate
      > tutti dove io vi mando, e restateci finché non
      > torno, ghiotti, indiscreti, somari, scrocconi dal
      > primo fino
      > all'ultimo.
      > La Befana.
      >
      > (Giacomo Leopardi, 1810)

      Vuoi vedere che il gobbo di Recanati era in realtà il radicchione di Treviso?

      L'età corrisponde Imbarazzato


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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2007-09-04 02:55:00.0 alle 2007-09-04 02:55:00.0
        Re: Anche Leopardi era un trollone

        - Scritto da:
        >
        > - Scritto da:
        > > Carissima Signora. Giacché mi trovo in viaggio
        > > volevo fare una visita a Voi e a tutti li
        > Signori
        > > Ragazzi della Vostra conversazione, ma la neve
        > mi
        > > ha rotto le tappe e non mi posso trattenere. Ho
        > > pensato dunque di fermarmi un momento per fare
        > la
        > > Piscia nel vostro portone, e poi tirare avanti
        > il
        > > mio viaggio. Bensì vi mando certe bagattelle per
        > > cotesti figliuoli, acciocché siano buoni, ma
        > > ditegli che se sentirò cattive relazioni di
        > loro,
        > > quest'altro anno gli porterò un po' di
        > > Merda.
        > > Veramente io voleva destinare a ognuno il suo
        > > regalo, per esempio a chi un corno, a chi un
        > > altro, ma ho temuto di dimostrare parzialità, e
        > > che quello il quale avesse li corni curti
        > > invidiasse li corni lunghi. Ho pensato dunque di
        > > rimettere le cose alla ventura, e farete così.
        > > Dentro l'anessa cartina trovarete tanti
        > biglietti
        > > con altrettanti numeri. Mettete tutti questi
        > > biglietti dentro un orinale, e mischiateli ben
        > > bene con le vostre mani. Poi ognuno pigli il suo
        > > biglietto, e veda il suo numero. Poi con
        > l'anessa
        > > chiave aprite il baulle. Prima di tutto ci
        > > trovarete certa cosetta da godere in comune e
        > > credo che cotesti Signori la gradiranno perché
        > > sono un branco di ghiotti. Poi ci trovarete
        > tutti
        > > li corni segnati col rispettivo numero. Ognuno
        > > pigli il suo, e vada in pace. Chi non è contento
        > > del corno che gli tocca, faccia a baratto con li
        > > corni delli compagni. Se avvanza qualche corno
        > lo
        > > riprenderò al mio ritorno. Un altr'anno poi si
        > > vedrà di far
        > > meglio.
        > > Voi poi Signora carissima avvertite in tutto
        > > quest'anno di trattare bene cotesti Signori, non
        > > solo col caffè che già si intende, ma ancora con
        > > pasticci, crostate, cialde, cialdoni, ed altri
        > > regali, e non siate stitica, e non vi fate
        > > pregare, perché chi vuole la conversazione deve
        > > allargare la mano, e se darete un pasticcio per
        > > sera sarete meglio lodata, e la vostra
        > > conversazione si chiamarà la conversazione del
        > > pasticcio. Frattanto state allegri, e andate
        > > tutti dove io vi mando, e restateci finché non
        > > torno, ghiotti, indiscreti, somari, scrocconi
        > dal
        > > primo fino
        > > all'ultimo.
        > > La Befana.
        > >
        > > (Giacomo Leopardi, 1810)
        >
        > Vuoi vedere che il gobbo di Recanati era in
        > realtà il radicchione di
        > Treviso?
        >
        > L'età corrisponde Imbarazzato

        Comunque chi pensa che Leopardi sia il poeta sfigato della "natura matrigna" è perché non ha mai avuto interesse ad andare oltre le 4 minchiate che raccontano a scuola.
        Leopardi aveva una verve satirica che molti comici di oggi non hanno.
        Non so, mi sono sempre chiesto come mai Leopardi, per la scuola, debba essere considerato il gobbo sfigato.
        E' un modo come un altro per ingabbiarlo...un ateo pessimista, nel nostro belpaese, deve essere contenuto.

        ...alla Signora Marchesa Roberti
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          ☺
          Scritto da
          il 2007-09-04 08:57:00.0 alle 2007-09-04 08:57:00.0
          Trollate totali: 17613
          Re: Anche Leopardi era un trollone

          - Scritto da:
          >
          > Comunque chi pensa che Leopardi sia il poeta
          > sfigato della "natura matrigna" è perché non ha
          > mai avuto interesse ad andare oltre le 4
          > minchiate che raccontano a
          > scuola.
          > Leopardi aveva una verve satirica che molti
          > comici di oggi non
          > hanno.

          > Non so, mi sono sempre chiesto come mai Leopardi,
          > per la scuola, debba essere considerato il gobbo
          > sfigato.
          > E' un modo come un altro per ingabbiarlo...un
          > ateo pessimista, nel nostro belpaese, deve essere
          > contenuto.
          >
          > ...alla Signora Marchesa Roberti

          Io penso che le persone intelligenti abbiano spesso questa caratteristica.
          Everyone has the right to my opinion!
<softv>

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