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pedofili e "pedomaniaci"Proc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-01-06 18:08:00.0 alle 2008-01-06 18:08:00.0Pedofilia, ecco la rete degli orchi. Su Internet i siti dell'orrore
L'inchiesta: 250mila quelli censiti, ne vengono chiusi a centinaia ma risorgono in continuazione
di PAOLO BERIZZI
Pedofilia, ecco la Rete degli orchiSu Internet i siti dell'orrore
La divisione investigativa della polizia delle comunicazioniMILANO - Per entrare nella stanza dell'orco non bisogna nemmeno bussare. Si saltano le presentazioni. Nessuna maschera o identità posticcia. Al massimo: un nickname a scadenza. In molti casi neanche quello. Entri e fai i tuoi porci comodi, e anche ottimi affari. Indisturbato. Impunito. Senza pagare un centesimo. Anche se con Internet non sei un drago. Bastano un minimo di dimestichezza telematica e un paio di dritte giuste per accedere gratuitamente alla galleria degli orrori della pedofilia on line. Lì si può mettere in piedi, in quattro e quattr'otto, un mercato nostrano, redditizio. Scarichi, gratis, foto vietatissime, e le rivendi. Spiega un italiano che si firma Eric e che conosco su un forum cileno: "Crei un free book a costo zero, lo immetti sul web, attivi le modalità di pagamento attraverso il solito sistema di carte di credito, e il gioco è fatto". In un giorno puoi mettere in cascina anche 10 mila contatti. Che sono un bel po' di soldi. Su 10 mila visitatori il 10 per cento (1000 utenti) acquista; un book di 10 foto viene sugli 80 euro (70 $); in ventiquattro ore i più furbi riescono a tirare su anche 80mila euro. Si chiamano pedosciacalli. Sono i nuovi raider della pedofilia telematica. Scaricano gratis e rivendono. Una figura di pedofilo autarchico, furbetto. Il business prima del piacere sessuale. O assieme. Sono loro, oggi, il vero incubo delle polizie postali di tutto il mondo. Per un po' di giorni abbiamo navigato nel mare grande della pedopornografia: per capire quanto fosse diffuso, e quanto fosse facile entrarci. Troppo, in entrambi i casi. Abbiamo conosciuto i pedosciacalli e i pedofili delle chat, quelli che si scambiano materiale non a fini di lucro ma solo per piacere. E i pedofili culturali, certo, la versione sofisticata, solo apparentemente platonica, dell'orco. E poi i pedofili sfacciati, quelli che si mostrano in viso e ti invitano a entrare nella loro "grande famiglia". Quella dove l'amore "non ha barriere", e "i nostri angeli e le nostre ninfe meritano solo dolci carezze". Entrando in queste "grandi famiglie" - sono 256.302 i siti web monitorati dal 2001 a oggi dalla polizia postale, 155 quelli chiusi in Italia, 10.376 quelli segnalati all'estero - abbiamo visto foto e video di bambini e bambine di ogni età. Nudi, seminudi, qualcuno cosciente, la maggior parte no, tutti abusati, ridotti a pupazzi con lo sguardo vitreo dai loro aguzzini. È stato un viaggio nell'orrore, in un nero mercato che prevede anche la morte. I pedofili immettono nel circuito telematico immagini delle loro prede da morte dandole in pasto - a pagamento, fino a 20 mila euro in Europa, molto meno se riesci a scovarle sugli ormai diffusissimi e più economici portali mediorientali, soprattutto iraniani e iracheni o africani - ai maniaci del pedosnuff (snuff, morire). Oppure le fissano sul digitale quando devono ancora nascere.
Quando sono feti di sette-otto mesi. "La merce più rara e più ambita della pedofilia estrema, assieme ai bambini sfigurati vittime di incidenti stradali, oggi sono le ecografie neonatali - spiega don Fortunato Di Noto, dell'associazione Meter impegnata da anni nella lotta alla pedofilia - . Una tribù che ogni giorno a tutte le ore si scambia materiale, esperienze, curiosità, indirizzi web, consigli, sulla loro ossessione. Sono un esercito gigantesco i pedofili virtuali. Alex, americano del New Jersey, barba e capelli stile Bee Gees, non si fa problemi a mostrarsi in viso, sbracato in poltrona, o nel letto, in compagnia delle sue lolite. Nel suo portale - del quale omettiamo volutamente l'indirizzo ma che è in assoluto uno dei più frequentati e forniti - Alex espone i prodotti della ditta. Si va dai neonati alle bambine di sette-otto anni. Ci sono foto da voltastomaco. Decine di porn lover page e in mezzo lui, in canottiera, orgoglioso, che tiene in braccio una bambina con addosso solo il pannolino. Mi informa che questo mese c'è un'offerta speciale: "79 $ per tutta la settimana". In pratica: paghi e per sette giorni hai accesso alle immagini. Ma decine di foto sono scaricabili senza pagare. Crearsi un quaderno personale è un attimo. Rivenderlo, pure. Una delle cose più impressionanti di questo mercato è la facilità con cui da consumatore puoi diventare produttore. Per dire: ci sono navigatori italiani che hanno spremuto il sito di Alex e ne hanno fatto un pozzo di approvvigionamento per i loro business.-
Re: pedofili e "pedomaniaci"Proc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-01-06 18:10:00.0 alle 2008-01-06 18:10:00.0Non daremo il nome di questi e altri siti e chat e forum - l'iniziale e basta - per evidenti ragioni. Se ne occuperà la polizia postale. Gli adolescenti sono già bombardati dai pedofili via telefonino: una pioggia di messaggi per invogliarli a spogliarsi, a inviare foto in cambio di ricariche telefoniche e piccole regalie. Un adescamento sempre più diffuso, che ha per obiettivo finale l'incontro. I primi connazionali con cui entriamo in contatto li incrociamo sul forum "K...". Una chat di boylover e girlover dove si danno appuntamento pedofili di tutto il mondo. Non ci sono foto, su "K"; solo messaggi. Dopo essere stati esaminati e accettati accediamo alla room chiamata the lounge. Michele-Ita e Salvatore-Ita: ci si firma così, con nome - vero o falso che sia - e sigla della nazione di provenienza. Michele mi dà il benvenuto in inglese: "Ciao, sono felice di conoscere una persona come me libera da pregiudizi. Questo - aggiunge con soddisfazione - è l'unico forum dove si può conversare liberamente e condividere in allegria la passione per i bambini e le bambine". Provo a rivolgere a Michele qualche domanda vagamente personale. E' evasivo. Mi dice solo: "Ho 48 anni e adoro i bambini tra i 10 e i 14 anni". I pedofili (a eccezione dei "culturali") non amano parlare troppo di sé. Di solito vanno subito al sodo. Si concentrano sulla preda. Sulle fotografie, sui video. Scambiano dritte sui siti dove poter reperire materiale. Salvatore-Ita snocciola un indirizzo buono fatto di molti numeri: "Vai su "2..." e troverai roba interessante". Clicco. Si schiude l'home page di uno dei portali più grossi e hard nel panorama della pedofilia virtuale. Sequenze interminabili di neonati e bambini ritratti in pose oscene. Mi accolgono in modo ospitale: "Benvenuto nella "sick...", il paradiso della depravazione infantile". Scene di sesso tra adulti e bambini, o solo tra bambini. Sono minori di varie nazionalità. A occhio, soprattutto Europa dell'Est, Asia, Africa. Secondo i dati raccolti dall'associazione Meter e incrociati coi colleghi di altre nazioni, i bambini coinvolti nel mercato pedopornografico sono oltre 2 milioni: il 78% femmine, il 22% maschi. Per il 70% sono di razza bianca, per il 20 di provenienza asiatica e africana, e per il 10 di origine araba e mediorientale.
Seconda parte dell'inchiesta. Un giro di affari spaventosoSu Internet si presentano come "grandi famiglie"
Pedofilia, olocausto bianco due milioni le vittime in Rete
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Re: pedofili e "pedomaniaci"Proc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-01-06 18:15:00.0 alle 2008-01-06 18:15:00.0
- Scritto da:
> Non daremo il nome di questi e altri siti e chat
> e forum - l'iniziale e basta - per evidenti
> ragioni. Se ne occuperà la polizia postale. Gli
> adolescenti sono già bombardati dai pedofili via
> telefonino: una pioggia di messaggi per
> invogliarli a spogliarsi, a inviare foto in
> cambio di ricariche telefoniche e piccole
> regalie. Un adescamento sempre più diffuso, che
> ha per obiettivo finale l'incontro. I primi
> connazionali con cui entriamo in contatto li
> incrociamo sul forum "K...". Una chat di boylover
> e girlover dove si danno appuntamento pedofili di
> tutto il mondo. Non ci sono foto, su "K"; solo
> messaggi. Dopo essere stati esaminati e accettati
> accediamo alla room chiamata the lounge.
> Michele-Ita e Salvatore-Ita: ci si firma così,
> con nome - vero o falso che sia - e sigla della
> nazione di provenienza. Michele mi dà il
> benvenuto in inglese: "Ciao, sono felice di
> conoscere una persona come me libera da
> pregiudizi. Questo - aggiunge con soddisfazione -
> è l'unico forum dove si può conversare
> liberamente e condividere in allegria la passione
> per i bambini e le bambine". Provo a rivolgere a
> Michele qualche domanda vagamente personale. E'
> evasivo. Mi dice solo: "Ho 48 anni e adoro i
> bambini tra i 10 e i 14 anni". I pedofili (a
> eccezione dei "culturali") non amano parlare
> troppo di sé. Di solito vanno subito al sodo. Si
> concentrano sulla preda. Sulle fotografie, sui
> video. Scambiano dritte sui siti dove poter
> reperire materiale. Salvatore-Ita snocciola
> un indirizzo buono fatto di molti numeri: "Vai su
> "2..." e troverai roba interessante". Clicco. Si
> schiude l'home page di uno dei portali più grossi
> e hard nel panorama della pedofilia virtuale.
> Sequenze interminabili di neonati e bambini
> ritratti in pose oscene. Mi accolgono in modo
> ospitale: "Benvenuto nella "sick...", il paradiso
> della depravazione infantile". Scene di sesso tra
> adulti e bambini, o solo tra bambini. Sono minori
> di varie nazionalità. A occhio, soprattutto
> Europa dell'Est, Asia, Africa. Secondo i dati
> raccolti dall'associazione Meter e incrociati coi
> colleghi di altre nazioni, i bambini coinvolti
> nel mercato pedopornografico sono oltre 2
> milioni: il 78% femmine, il 22% maschi. Per il
> 70% sono di razza bianca, per il 20 di
> provenienza asiatica e africana, e per il 10 di
> origine araba e
> mediorientale.
> Seconda parte dell'inchiesta. Un giro di affari
> spaventosoSu Internet si presentano come "grandi
> famiglie"
>
> Pedofilia, olocausto bianco due milioni le
> vittime in
> Rete
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Re: pedofili e "pedomaniaci"Proc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-01-06 18:16:00.0 alle 2008-01-06 18:16:00.0
- Scritto da:
> Pedofilia, ecco la rete degli orchi. Su Internet
> i siti
> dell'orrore
>
> L'inchiesta: 250mila quelli censiti, ne vengono
> chiusi a centinaia ma risorgono in
> continuazione
>
> di PAOLO BERIZZI
> Pedofilia, ecco la Rete degli orchiSu Internet i
> siti
> dell'orrore
> La divisione investigativa della polizia delle
> comunicazioniMILANO - Per entrare nella stanza
> dell'orco non bisogna nemmeno bussare. Si saltano
> le presentazioni. Nessuna maschera o identità
> posticcia. Al massimo: un nickname a scadenza. In
> molti casi neanche quello. Entri e fai i tuoi
> porci comodi, e anche ottimi affari.
> Indisturbato. Impunito. Senza pagare un
> centesimo. Anche se con Internet non sei un
> drago. Bastano un minimo di dimestichezza
> telematica e un paio di dritte giuste per
> accedere gratuitamente alla galleria degli orrori
> della pedofilia on line. Lì si può mettere in
> piedi, in quattro e quattr'otto, un mercato
> nostrano, redditizio. Scarichi, gratis, foto
> vietatissime, e le rivendi. Spiega un italiano
> che si firma Eric e che conosco su un forum
> cileno: "Crei un free book a costo zero, lo
> immetti sul web, attivi le modalità di pagamento
> attraverso il solito sistema di carte di credito,
> e il gioco è fatto". In un giorno puoi mettere in
> cascina anche 10 mila contatti. Che sono un bel
> po' di soldi. Su 10 mila visitatori il 10 per
> cento (1000 utenti) acquista; un book di 10 foto
> viene sugli 80 euro (70 $); in ventiquattro ore i
> più furbi riescono a tirare su anche 80mila euro.
> Si chiamano pedosciacalli. Sono i nuovi raider
> della pedofilia telematica. Scaricano gratis e
> rivendono. Una figura di pedofilo autarchico,
> furbetto. Il business prima del piacere sessuale.
> O assieme. Sono loro, oggi, il vero incubo delle
> polizie postali di tutto il mondo. Per un po' di
> giorni abbiamo navigato nel mare grande della
> pedopornografia: per capire quanto fosse diffuso,
> e quanto fosse facile entrarci. Troppo, in
> entrambi i casi. Abbiamo conosciuto i
> pedosciacalli e i pedofili delle chat, quelli che
> si scambiano materiale non a fini di lucro ma
> solo per piacere. E i pedofili culturali, certo,
> la versione sofisticata, solo apparentemente
> platonica, dell'orco. E poi i pedofili sfacciati,
> quelli che si mostrano in viso e ti invitano a
> entrare nella loro "grande famiglia". Quella dove
> l'amore "non ha barriere", e "i nostri angeli e
> le nostre ninfe meritano solo dolci carezze".
> Entrando in queste "grandi famiglie" - sono
> 256.302 i siti web monitorati dal 2001 a oggi
> dalla polizia postale, 155 quelli chiusi in
> Italia, 10.376 quelli segnalati all'estero -
> abbiamo visto foto e video di bambini e bambine
> di ogni età. Nudi, seminudi, qualcuno cosciente,
> la maggior parte no, tutti abusati, ridotti a
> pupazzi con lo sguardo vitreo dai loro
> aguzzini. È stato un viaggio nell'orrore, in
> un nero mercato che prevede anche la morte. I
> pedofili immettono nel circuito telematico
> immagini delle loro prede da morte dandole in
> pasto - a pagamento, fino a 20 mila euro in
> Europa, molto meno se riesci a scovarle sugli
> ormai diffusissimi e più economici portali
> mediorientali, soprattutto iraniani e iracheni o
> africani - ai maniaci del pedosnuff (snuff,
> morire). Oppure le fissano sul digitale quando
> devono ancora
> nascere.
> Quando sono feti di sette-otto mesi. "La merce
> più rara e più ambita della pedofilia estrema,
> assieme ai bambini sfigurati vittime di incidenti
> stradali, oggi sono le ecografie neonatali -
> spiega don Fortunato Di Noto, dell'associazione
> Meter impegnata da anni nella lotta alla
> pedofilia - . Una tribù che ogni giorno a tutte
> le ore si scambia materiale, esperienze,
> curiosità, indirizzi web, consigli, sulla loro
> ossessione. Sono un esercito gigantesco i
> pedofili virtuali. Alex, americano del New
> Jersey, barba e capelli stile Bee Gees, non si fa
> problemi a mostrarsi in viso, sbracato in
> poltrona, o nel letto, in compagnia delle sue
> lolite. Nel suo portale - del quale omettiamo
> volutamente l'indirizzo ma che è in assoluto uno
> dei più frequentati e forniti - Alex espone i
> prodotti della ditta. Si va dai neonati alle
> bambine di sette-otto anni. Ci sono foto da
> voltastomaco. Decine di porn lover page e in
> mezzo lui, in canottiera, orgoglioso, che tiene
> in braccio una bambina con addosso solo il
> pannolino. Mi informa che questo mese c'è
> un'offerta speciale: "79 $ per tutta la
> settimana". In pratica: paghi e per sette giorni
> hai accesso alle immagini. Ma decine di foto sono
> scaricabili senza pagare. Crearsi un quaderno
> personale è un attimo. Rivenderlo, pure. Una
> delle cose più impressionanti di questo mercato è
> la facilità con cui da consumatore puoi diventare
> produttore. Per dire: ci sono navigatori italiani
> che hanno spremuto il sito di Alex e ne hanno
> fatto un pozzo di approvvigionamento per i loro
> business.
Non so se sei curabile, ma hai provato a chiedere aiuto ad un esperto?
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