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    Proc di Catania
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    Non Autenticato
    il 2008-01-13 11:42:00.0 alle 2008-01-13 11:42:00.0
    La storia di una donna (e di una bimba)
    Una storia vera.
    Risale circa a quattro anni fa.
    Trovata su internet e tradotta dall'inglese.
    Leggetela con mente aperta e diffondetela il più possibile.

    -----------------------------------------

    Sono una donna di ventotto anni e vivo in Europa. Sono attratta dalle bambine, e fino a poco fa credevo di essere la sola a provare cose di questo genere. Non ho mai incontrato altre donne con lo stesso tipo di interesse verso i bambini, nemmeno in Internet. Questo finché non ho trovato il sito “Female Child Love”.

    Mi sono resa conto di essere diversa dalle altre ragazze sin dall’adolescenza, intorno ai quattordici anni. E dato che pensavo di essere l’unica in tutto il mondo a cui piacessero le ragazzine, non sapevo che la gente sarebbe potuta essere tanto crudele nei miei confronti come invece scoprii in seguito.

    Da adolescente la mia ossessione era raccogliere foto di bambine prese da riviste di moda e poi nasconderle nella mia stanza, dove i miei genitori non potessero trovarle. Scrivevo anche delle poesie, ma questo erano molto ermetiche perché ero terrorizzata che qualcuno le leggesse e capisse di cosa parlavano. Crescendo cominciai a conoscere diverse cose sulla sessualità e conclusi che probabilmente ero lesbica. Cercai qalunque libro potessi trovare che parlasse del lesbismo, ma solo per scoprire che in questo caso non si è attratti dalle bambine, ma da altre donne delle stessa età. Questo mi rese depressa e ancor piú introversa. Tuttavia ancora oggi mi identifico come lesbica, visto che comunque non sono attratta in alcun modo da uomini o ragazzi.

    Poi, un giorno, quando avevo diciassette anni, mia mamma trovò il posto segreto dove tenevo le foto che tagliavo dalle riviste. Non so chi fosse piú schockata, lei o io. Quando tornai a casa e la vidi nella mia stanza con le foto davanti, cominciai a tremare come se avessi la febbre. Mi chiese cosa volevano dire, ma io non sapevo cosa rispondere. Ero estremamente imbarazzata e impaurita mentre lei sembrava infuriata, delusa e persino triste nello stesso momento. Non ci dicemmo piú niente per tutto il resto della giornata, finché mio padre non tornò dal lavoro e mi chiamò per parlarmi. C’era anche la mamma, e quindi mi chiesero tutto quello che potevano riuscire a pensare. Io cercai di restare calma, ma alla fine cedetti e dissi tutto, dissi che probabilmente ero lesbica ma mi piacevano le bambine e poi siccome anche loro mi stavano facendo arrabbiare cominciai a gridare, dicendo che non me ne fregava un c***o di quello che loro ne pensavano. Mio padre andò fuori di testa, mi prese a schiaffi e mi buttò fuori di casa. Io rimasi a piangere, da sola, sulla strada, senza un posto in cui andare. Alla fine decisi di andare dalla mia migliore amica e quella notte dormii da lei. Tornai a casa il giorno dopo, perché non avevo proprio nessun altro posto dove andare, ma la situazione, a casa mia, rimase molto difficile finché, alla fine, a diciannove anni, me ne andai.

    Mi sono iscritta all’università, ho studiato arte e oggi ho un lavoro che amo tanto anche se non ha nulla a che vedere con le bambine. Ho fatto amicizia con molte lesbiche e ho cosí saputo che ce ne sono molte che trovano le adolescenti molto eccitanti, anche quelle molto giovani, ma non ho mai incontrato nessuna che fosse attratta dalle bambine come me. Ho persino provato il sesso con altre ragazze, e in questi anni ho avuto alcune amanti della mia età, ma non sono mai riuscite a soddisfarmi pienamente e le mie relazioni sono durate poco tempo.

    Poi, circa due anni fa, ho incontrato una coppia sposata con una bambina sugli otto anni. Li ho incontrati a una delle feste cui vado, la moglie è bisessuale ed è cosí che l’ho conosciuta. Suo marito, infatti, l’accompagna quando lei si incontra con le sue amiche lesbiche. Siamo diventati buoni amici e un po’ alla volta io ho detto loro del mio amore per le bambine, rimanendo sorpresa che non mi cacciassero come aveva fatto mio padre. Dicevano che non c’era nulla di male fintantoché non costringessi le mie “partner” a fare nulla, e io ho assicurato che non avrei mai fatto nulla del genere. Gli ho quindi chiesto se avrei potuto badare alla loro figlia quando loro uscivano o erano impegnati a far altro, ma la risposta è stata negativa. Fui ancora una volta delusa e mi sentii tradita dalla loro ipocrisia.

    Ma un mese dopo mi telefonarono per chiedermi se volevo essere presente alla festa di compleanno di loro figlia. La festa è stata uno dei momenti migliori della mia vita. La casa era piena di bambine che continuavano a giocare e ridacchiare e questo mi faceva sentire il cuore gonfio di amore. C’erano anche i genitori ed altri adulti, cosí potevo parlare anche con loro, ma la maggior parte del tempo l’ho passato giocando con le bambine e facendole ridere. Penso sia stato questo il giorno in cui i genitori della bambina (che chiamerò Annie) cambiarono idea su di me, permettendomi poi, di tanto in tanto, di badare alla loro figlia.

    Annie e io siame diventate molto amiche e ogni volta che devo badare a lei cerco di farla divertire il piú possibile. Andiamo al cinema, nei musei, nei parchi e le faccio vedere tutto quello che le interessa. Lei è anche molto intelligente e parliamo di tutto quello che ci viene in mente. Tra i suoi passatempi c’è la costruzione di piccole casette per la bambole e ci divertiamo tanto a farlo insieme. Una cosa di cui non riesco a fare a meno è farle dei regali! Le ho dato le mie bambole che ho tenuto sin da quando ero bambina e ogni volta che ci vediamo le porto un piccolo regalo, e anche se è qualcosa di molto piccolo, come un lecca lecca, ogni volta lei mi abbraccia e mi bacia. Le piace anche leggere libri, e attualmente il suo libro preferito è “Harry Potter”. Comunque legge anche libri per adulti, come fantasy o fantascienza. Anche a me piace leggere quello che legge lei, oppure le consiglio libri che mi piacerebbe leggesse e poi ne parliamo e creiamo le nostre storie.

    Amiamo entrambe stare insieme e lei spesso dice che non vorrà mai aver nessun’altra persona che stia con lei. Anche se nella nostra amicizia non c’è nulla di sessuale, siamo comunque molto intime e ci lanciamo spesso sguardi di complicità, cosa che lei riesce a fare molto bene proprio perché il modo in cui lo fa è ancora tanto innocente. Io non so come potrei descrivere quel che fa, so solo che la amo con tutto il mio cuore. Quando ci abbracciamo e baciamo o anche soltanto ci teniamo per mano, io mi sento come se fossi in paradiso.

    Annie ha compiuto dieci anni giusto un paio di settimane fa. Sono dunque due anni che ci conosciamo e sono sicura che resteremo delle ottime amiche per molti altri anni. Ormai non vedo piú la famiglia ma questo non ha alcuna importanza: tutto il sostegno e l’amore di cui ho bisogno lo posso trovare nella mia piccola Annie.
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      Proc di Catania
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      Non Autenticato
      il 2008-01-13 16:37:00.0 alle 2008-01-13 16:37:00.0
      Re: La storia di una donna (e di una bim
      - Scritto da:
      > Una storia vera.
      > Risale circa a quattro anni fa.
      > Trovata su internet e tradotta dall'inglese.
      > Leggetela con mente aperta e diffondetela il più
      > possibile.
      >
      > ---------------------------------------------------------
      se vuoi fare informazione (di qualsiasi tipo) devi dare il link da dove hai preso l'articolo... Deluso
      senno e' solo aria fritta... Triste



      Fantasma


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      Proc di Catania
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2008-01-13 17:31:00.0 alle 2008-01-13 17:31:00.0
      Re: La storia di una donna (e di una bim
      Letto. Si, interessante. Credo non sia impossibile ripescare il forum di donne Girl Lovers a cui fa riferimento.
      Accettarsi è difficile quando ci si sente così alieni dal resto del mondo. E' lacerante comprendere che nonostante non vi sia nulla di male in quello che si prova, assai difficilmente si verrà accettati dalla società, per lo più portata a nascondere negare reprimere certe "anomalie", o comunque certo non ad occuparsene in modo conciliante. Il più delle volte la scelta ricade tra le seguenti possibilità:
      - accettare ciò che si è, mostrarsi a viso aperto e lottare per rivendicare dei diritti comunemente riconosciuti a chiunque, mirando sempre ad una quanto più possibile relizzazione personale in ambito umano e relazionale, accettando purtuttavia tutti i sacrifici, le sofferenze, la solitudine, le discriminazioni e le delusioni che ne possono conseguire. Ed è la scelta più in salita questa, che più facilmente può condurre alla rovina ma anche, in rari casi, alle vette più alte.
      - accettarsi ma vivere restandosene nascosti.
      - NON accettarsi o, decidere comunque, di provare a cambiare-adeguarsi, volendo condurre un'esistenza più ordinaria e apparentemente gestibile.    

      E' stata molto coraggiosa ad affrontare i suoi e a tirar dritto.
      Al di la di come andranno per lei le cose nel proseguo, direi già è riuscita ad ottenere tanto dalla vita.

      Secondo te è più accettato a livello sociale il lesbismo pedofilo, oppure un rapporto etero-pedone, laddove il partner adulto è una lei?
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        Proc di Catania
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2008-01-13 17:38:00.0 alle 2008-01-13 17:38:00.0
        Re: La storia di una donna (e di una bim

        - Scritto da:
        > Letto. Si, interessante. Credo non sia
        > impossibile ripescare il forum di donne Girl
        > Lovers a cui fa riferimento.
        >
        > Accettarsi è difficile quando ci si sente così
        > alieni dal resto del mondo. E' lacerante
        > comprendere che nonostante non vi sia nulla di
        > male in quello che si prova, assai difficilmente
        > si verrà accettati dalla società, per lo più
        > portata a nascondere negare reprimere certe
        > "anomalie", o comunque certo non ad occuparsene
        > in modo conciliante. Il più delle volte la scelta
        > ricade tra le seguenti possibilità:
        >
        > - accettare ciò che si è, mostrarsi a viso aperto
        > e lottare per rivendicare dei diritti comunemente
        > riconosciuti a chiunque, mirando sempre ad una
        > quanto più possibile relizzazione personale in
        > ambito umano e relazionale, accettando
        > purtuttavia tutti i sacrifici, le sofferenze, la
        > solitudine, le discriminazioni e le delusioni che
        > ne possono conseguire. Ed è la scelta più in
        > salita questa, che più facilmente può condurre
        > alla rovina ma anche, in rari casi, alle vette
        > più
        > alte.
        > - accettarsi ma vivere restandosene nascosti.
        > - NON accettarsi o, decidere comunque, di provare
        > a cambiare-adeguarsi, volendo condurre
        > un'esistenza più ordinaria e apparentemente
        > gestibile.    
        >
        >
        > E' stata molto coraggiosa ad affrontare i suoi e
        > a tirar
        > dritto.
        > Al di la di come andranno per lei le cose nel
        > proseguo, direi già è riuscita ad ottenere tanto
        > dalla
        > vita.
        >   
        > Secondo te è più accettato a livello sociale il
        > lesbismo pedofilo, oppure un rapporto
        > etero-pedone, laddove il partner adulto è una
        > lei?
        ----------------------------------------------------
        da da' pensare che certi(chiamiamoli)"stimoli"..
        fossero presenti anche in ambito adolescenziale...


        Fantasma
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          Proc di Catania
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          Non Autenticato
          il 2008-01-13 20:36:00.0 alle 2008-01-13 20:36:00.0
          Re: La storia di una donna (e di una bim

          - Scritto da:
          >
          > - Scritto da:
          > > Letto. Si, interessante. Credo non sia
          > > impossibile ripescare il forum di donne Girl
          > > Lovers a cui fa riferimento.
          > >
          > > Accettarsi è difficile quando ci si sente così
          > > alieni dal resto del mondo. E' lacerante
          > > comprendere che nonostante non vi sia nulla di
          > > male in quello che si prova, assai difficilmente
          > > si verrà accettati dalla società, per lo più
          > > portata a nascondere negare reprimere certe
          > > "anomalie", o comunque certo non ad occuparsene
          > > in modo conciliante. Il più delle volte la
          > scelta
          > > ricade tra le seguenti possibilità:
          > >
          > > - accettare ciò che si è, mostrarsi a viso
          > aperto
          > > e lottare per rivendicare dei diritti
          > comunemente
          > > riconosciuti a chiunque, mirando sempre ad una
          > > quanto più possibile relizzazione personale in
          > > ambito umano e relazionale, accettando
          > > purtuttavia tutti i sacrifici, le sofferenze, la
          > > solitudine, le discriminazioni e le delusioni
          > che
          > > ne possono conseguire. Ed è la scelta più in
          > > salita questa, che più facilmente può condurre
          > > alla rovina ma anche, in rari casi, alle vette
          > > più
          > > alte.
          > > - accettarsi ma vivere restandosene nascosti.
          > > - NON accettarsi o, decidere comunque, di
          > provare
          > > a cambiare-adeguarsi, volendo condurre
          > > un'esistenza più ordinaria e apparentemente
          > > gestibile.    
          > >
          > >
          > > E' stata molto coraggiosa ad affrontare i suoi e
          > > a tirar
          > > dritto.
          > > Al di la di come andranno per lei le cose nel
          > > proseguo, direi già è riuscita ad ottenere tanto
          > > dalla
          > > vita.
          > >   
          > > Secondo te è più accettato a livello sociale il
          > > lesbismo pedofilo, oppure un rapporto
          > > etero-pedone, laddove il partner adulto è una
          > > lei?
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          > da da' pensare che certi(chiamiamoli)"stimoli"..
          > fossero presenti anche in ambito adolescenziale...
          >
          >
          > Fantasma

          Per alcuni il coming-in avviene già durante l'adolescenza (perfino la prima).
          Altri si accorgono di questa cosa in età più avanzata.
          Non si sa se vi sono o no delle cause scatenanti , e se si, quali esse siano. Io credo esistano delle condizioni che possano FAVORIRE il presentarsi di particolari inclinazioni, non determinarle in assoluto. Credo abbia la sua utilità uno studio eziologico che non parta dalla presunzione di "riuscire a dimostrare delle cause vi siano", basato sulla semplice osservazione ed autonalisi (escludente quindi quelle tecniche di indagine invasive o che possano ledere in qualche modo alla dignità dei primi interessati).
          Attualmente per la psichiatria "ufficiale", un soggetto non può essere considerato pedofilo prima dei 16 anni.
<softv>

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