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    il 2008-01-26 11:35:00.0 alle 2008-01-26 11:35:00.0
    bambini lanciano appello su you tube



    "La mamma ci fa cose molto brutte"
    Il video su YouTube: «Nessuno ci crede, aiutateci»

        
    Quattro fratellini chiedono aiuto su
    Internet: «Aiutateci, abusano di noi»
    FLAVIA AMABILE
    ROMA
    Sono undici minuti agghiaccianti, due filmati apparsi mercoledì su YouTube. Il titolo, freddo come una lama: «Videodenuncia di 4 fratellini». Clicchi sulla freccia e inizi un viaggio nell’orrore raccontato con spietata lucidità dai protagonisti, quattro fratellini romani da anni vittime di abusi da parte della mamma e del suo amante. «Caso di pedofilia» annuncia con un tono duro, sprezzante la più grande dei quattro. Si presenta, presenta i suoi fratelli, ne dice i nomi veri che non scriveremo, dice anche il quartiere in cui abitano. Hanno 7, 9 11 e 14 anni.

    E poi inizia il racconto. Da «quella donna è una criminale» riferito alla loro madre fino a «vogliamo una vita normale», c’è da far accapponare la pelle a chiunque. I bambini denunciano le psicologhe, il pm, il giudice del tribunale dei minori. In due anni nessuno ha mai creduto alla loro versione, il loro caso è stato archiviato, e allora mercoledì scorso la più grande ha preso il telefonino, si sono chiusi nella loro stanzetta da letto e hanno iniziato le riprese.

    Pochi minuti poi hanno postato il video su YouTube. Due giorni di attesa e silenzio, e allora ieri hanno iniziato a chiamare le redazioni dei giornali. E finalmente qualcuno ha ascoltato quello che avevano da raccontare. «Da due anni viviamo nello schifo più totale, siamo persone che dovrebbero essere tutelate e invece siamo maltrattati e questa è una denuncia alle persone che ci hanno trattato male». Sono le psicologhe, i giudici e poi la madre e il suo nuovo compagno. «Queste due persone sono due pedofili che hanno fatto del male ai nostri due fratelli piccoli».

    Una pausa nel racconto. La bimba più piccola si alza. Prende alcuni fogli. Sono suoi disegni. «Allora, questa sono io quando mamma mi leccava e non era piacevole quello che mi ha fatto», racconta. C’era «qualcuno che filmava per mettere nel computer così potevano vederlo». Mostra altri disegni «Questo è un tipico esempio per dire che mamma era veramente uno schifo e faceva piangere tutti con un sasso infilato ed un fuoco che bruciava tutto».

    Poi si alza il fratellino più grande. «Ho nove anni e questa storia va avanti da quando ero all’asilo». Racconta di quando c’era «R. che filmava le cose schifose fra mamma e M., e io le dovevo guardare». Anche lui passa davanti alla telecamera del telefonino con i suoi disegni. «Qui è quando M. mi ha messo sul letto nudo e mi fa del wrestling e mi ha fatto molto male». E racconta di «maschere» e di essere stato «inchiodato». Abbassa i fogli. «E io sogno cose molto brutte e non ce la faccio più a vivere. Grazie». Tocca alla sorella più grande prendere di nuovo la parola. «Ci trattano come bambole. Ma noi siamo di carne ed ossa». Accusa la psicologa «che ha detto sono tutte fandonie, tutte fantasie».

    E poi la pm che ha chiesto di ascoltarla in Tribunale e «mi è venuta a prendere e non dovevo dire nulla a nessuno e sono uscita con l’auto della Polizia, sono andata in Procura e tutti mi guardavano. E poi ero sola in una stanzetta senza un avvocato, senza uno psicologo e mi sono sentita il peggior criminale della terra». E poi la tutrice: «Mai vista». E il giudice del tribunale dei minori: «Ci ha mandato in una casa famiglia a luglio. Ma noi chiediamo solo di poter vivere qui». Qui significa a casa con il padre. Allora la più grande ha scritto al sindaco Walter Veltroni. «E l’assessore ha scritto una lettera davvero bellissima per dire confida negli adulti. Quali adulti?» chiede la ragazzina con lo sguardo beffardo, disilluso di chi non crede più a nulla ormai. «Hanno chiuso tutti le orecchie e gli occhi, ma ci faremo ascoltare con la forza. Non siamo coraggiosi. Ci vogliamo bene. Siamo un gruppo. E molto forte».
    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronac...

    una volta che ci sarebbe qualcosa da perseguire ..un INCESTO condannato anche dai pedoni in genere

    tutti a non dare credito ai piccoli

    e te credo le psicologe sono delle femministe del cazzo

    sarebbe da postarla su Girlpower

    vorrei vedere se tirano fuori post da camera degli orrori come questi
    http://community.girlpower.it/2-vt75567.html?postd...

    vorrei vedere se quelle tardone forcaiole inneggierebbero alla tortura per "una delle loro"
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2008-01-26 12:17:00.0 alle 2008-01-26 12:17:00.0
      Re: bambini lanciano appello su you tube

      - Scritto da:
      > sarebbe da postarla su Girlpower
      >
      > vorrei vedere se tirano fuori post da camera
      > degli orrori come
      > questi
      > http://community.girlpower.it/2-vt75567.html?postd
      >
      > vorrei vedere se quelle tardone forcaiole
      > inneggierebbero alla tortura per "una delle
      > loro"

      Su quella pagina m'è bastato leggere "pena di morte per gli stupratori" per rendermi conto dell'idiozia di chi ci scrive. Se uno stupratore sa che verrà condannato a morte, allora sarà motivato a fare di tutto per non essere beccato, quindi sarà motivato a uccidere la vittima e distruggerne il cadavere per far sparire tutte le tracce. Nel migliore dei casi finirà all'ergastolo (visto che se il cadavere è distrutto non ci saranno prove della violenza) e non dovrà subire la pena di morte. In compenso invece di un bambino traumatizzato ma vivo e recuperabile ci sarà un bambino morto.
      Davvero molto, molto intelligente inneggiare alla pena di morte... è proprio a favore delle vittime: talmente a favore da volere che le vittime muoiano...
<softv>

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