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    Non Autenticato
    il 2008-03-23 14:09:00.0 alle 2008-03-23 14:09:00.0
    uova
    No, non parlo di uova pasquali.
    Ieri su repubblica (cartacea) è apparso un articolo in cui vengono descritte le varie tipologie di allevamento delle galline ovaiole. Ebbene, gli allevamenti più diffusi sono quelli in gabbia, in batterie... e fin qui... diciamo che lo immaginavo.
    Quello che non immaginavo è:
    - dimensione della gabbia: meno di un foglio A4, 40 cm di altezza;
    - il primo giorno di vita fanno la vaccinazione, al settimo giorno tagliano il becco (perché l'animale impazzisce e col becco si mangerebbe da sola), al 5° mese inizia a fare le uova, circa una al giorno, al 18° mese viene venduta ai macelli, a 0.25 € / kg.
    Bella vita del cavolo che fanno queste galline (gli allevamenti hanno circa 80.000 esemplari stoccati in un singolo magazzino).
    Poi leggendo oltre si scopre che oltre agli allevamenti intensivi ci sono anche quelli all'aperto o nei capannoni ma a terra, o quelli biologici.
    Come scoprire la provenienza delle uova? Ci sono dei codici stampati sopra le uova stesse. Per la cronaca:
    - 0 allevamento biologico
    - 1 allevamento all'aperto
    - 2 allevamento in capannoni, ma a terra
    - 3 allevamento in gabbia.

    Personalmente mi premurerò di scegliere d'ora in poi solo uova di tipo 0 o 1, pur essendo consapevole che l'industria alimentare continuerà ad usare le uova di allevamento in gabbia... (se non erro l'industria alimentare utilizza le uova non destinate al mercato umano... uova molto vecchie, ma questa è un'altra storia).
    Insomma, non è voler essere animalisti ad ogni costo, ma sfruttare una bestia in questo modo (che poi la gallina in gabbia si ammala anche di osteoporosi dato che non si muove) mi sembra eccessivo.
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      Non Autenticato
      il 2008-03-23 14:29:00.0 alle 2008-03-23 14:29:00.0
      Re: uova

      - Scritto da:
      > No, non parlo di uova pasquali.
      > Ieri su repubblica (cartacea) è apparso un
      > articolo in cui vengono descritte le varie
      > tipologie di allevamento delle galline ovaiole.
      > Ebbene, gli allevamenti più diffusi sono quelli
      > in gabbia, in batterie... e fin qui... diciamo
      > che lo
      > immaginavo.
      > Quello che non immaginavo è:
      > - dimensione della gabbia: meno di un foglio A4,
      > 40 cm di
      > altezza;
      > - il primo giorno di vita fanno la vaccinazione,
      > al settimo giorno tagliano il becco (perché
      > l'animale impazzisce e col becco si mangerebbe da
      > sola), al 5° mese inizia a fare le uova, circa
      > una al giorno, al 18° mese viene venduta ai
      > macelli, a 0.25 € /
      > kg.
      > Bella vita del cavolo che fanno queste galline
      > (gli allevamenti hanno circa 80.000 esemplari
      > stoccati in un singolo
      > magazzino).
      > Poi leggendo oltre si scopre che oltre agli
      > allevamenti intensivi ci sono anche quelli
      > all'aperto o nei capannoni ma a terra, o quelli
      > biologici.
      > Come scoprire la provenienza delle uova? Ci sono
      > dei codici stampati sopra le uova stesse. Per la
      > cronaca:
      > - 0 allevamento biologico
      > - 1 allevamento all'aperto
      > - 2 allevamento in capannoni, ma a terra
      > - 3 allevamento in gabbia.
      >
      > Personalmente mi premurerò di scegliere d'ora in
      > poi solo uova di tipo 0 o 1, pur essendo
      > consapevole che l'industria alimentare continuerà
      > ad usare le uova di allevamento in gabbia... (se
      > non erro l'industria alimentare utilizza le uova
      > non destinate al mercato umano... uova molto
      > vecchie, ma questa è un'altra
      > storia).
      > Insomma, non è voler essere animalisti ad ogni
      > costo, ma sfruttare una bestia in questo modo
      > (che poi la gallina in gabbia si ammala anche di
      > osteoporosi dato che non si muove) mi sembra
      > eccessivo.

      C'è anche di peggio. Perplesso
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2008-03-24 10:37:00.0 alle 2008-03-24 10:37:00.0
      Re: uova

      - Scritto da:
      > No, non parlo di uova pasquali.
      > Ieri su repubblica (cartacea) è apparso un
      > articolo in cui vengono descritte le varie
      > tipologie di allevamento delle galline ovaiole.
      > Ebbene, gli allevamenti più diffusi sono quelli
      > in gabbia, in batterie... e fin qui... diciamo
      > che lo
      > immaginavo.
      > Quello che non immaginavo è:
      > - dimensione della gabbia: meno di un foglio A4,
      > 40 cm di
      > altezza;
      > - il primo giorno di vita fanno la vaccinazione,
      > al settimo giorno tagliano il becco (perché
      > l'animale impazzisce e col becco si mangerebbe da
      > sola), al 5° mese inizia a fare le uova, circa
      > una al giorno, al 18° mese viene venduta ai
      > macelli, a 0.25 € /
      > kg.
      > Bella vita del cavolo che fanno queste galline
      > (gli allevamenti hanno circa 80.000 esemplari
      > stoccati in un singolo
      > magazzino).
      > Poi leggendo oltre si scopre che oltre agli
      > allevamenti intensivi ci sono anche quelli
      > all'aperto o nei capannoni ma a terra, o quelli
      > biologici.
      > Come scoprire la provenienza delle uova? Ci sono
      > dei codici stampati sopra le uova stesse. Per la
      > cronaca:
      > - 0 allevamento biologico
      > - 1 allevamento all'aperto
      > - 2 allevamento in capannoni, ma a terra
      > - 3 allevamento in gabbia.
      >
      > Personalmente mi premurerò di scegliere d'ora in
      > poi solo uova di tipo 0 o 1, pur essendo
      > consapevole che l'industria alimentare continuerà
      > ad usare le uova di allevamento in gabbia... (se
      > non erro l'industria alimentare utilizza le uova
      > non destinate al mercato umano... uova molto
      > vecchie, ma questa è un'altra
      > storia).
      > Insomma, non è voler essere animalisti ad ogni
      > costo, ma sfruttare una bestia in questo modo
      > (che poi la gallina in gabbia si ammala anche di
      > osteoporosi dato che non si muove) mi sembra
      > eccessivo.


      Anche io la pensavo così, poi ho scoperto che anche negli allevamenti a terra la concentrazione di galline è mostruosa, in più essendo a terra sono costrette a sguazzare nel loro guano, insomma, anche peggio di quelle in gabbia.
      Quindi mi piacerebbe avere una definizione più oggettiva e vincolante dell'allevamento in capannoni aperti e dell'allevamento biologico. Una volta che mi spiegano che queste forme di allevamento sono definite per legge secondo certi criteri, e che rispettano un minimo di etica animale, allora posso fidarmi un pochino di più delle uova tipo 0 o 1. Che sono comunque le stesse che prendo adesso, pur non nascondendo un'abbondante dose di scetticismo.
<softv>

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