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    Proc di Catania
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    Non Autenticato
    il 2008-07-05 19:27:00.0 alle 2008-07-05 19:27:00.0
    Compagni pedoni (situazione e consigli)
    Troppi morti sulle strade e stavolta non ci riferiamo solo ai morti per incidenti stradali dove coinvolte sono le auto, ma a quelle persone che finiscono travolti dalle stesse, così tante da far esclamare l’Asaps, l’Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale, che “Per i pedoni la strada è ancora un posto poco raccomandabile”.

    E, dunque, altro che sicurezza stradale, se ogni giorno sulle strade italiane restano coinvolti 60 pedoni e di queste 2 ci rimettono la vita e 58 si feriscono, più o meno, gravemente. Da sottolineare che 51 volte su 100 la responsabilità è solo da ascriversi agli automobilisti e che la una qualche forma di responsabilità del pedone è emersa in 27 casi su 100; non mancano comportamenti scorretti dei pedoni perché in preda ai fumi dell’alcol, ma è una minoranza, pari allo 0,14% .

    Quel che più preoccupa è l’altro dato che ci mostra in tutta la sua drammaticità il trend progressivo negli ultimi otto anni di vittime della strada rappresentate dai pedoni, se si pensa che nel 2000 le vittime rappresentavano il 12,7% delle vittime da incidenti automobilistici totali, nel 2006 tale soglia è salita al 13,4% con ben 758 vittime, 55 in più rispetto al 2005 .
    Ovvio che a soffrire maggiormente di questa condizione sono gli anziani, con una percentuale altissima di morti, il 54,4 % e di feriti, il 29,9% , più maschi, 222, che femmine, 190 e ben 6.300 feriti fra la popolazione non più giovane. Nell’età compresa fra i 75 e i 79 anni d’età si toccano i picchi, con 114 morti e 1.422 feriti nell’età compresa fra i 70 e i 74 anni d’età.
    Volendo stilare una classifica degli incidenti dove rimangono coinvolti pedoni in Italia che tenga conto delle regioni che più di altre soffrono del problema, citiamo, in pole position, la Lombardia, con 110 vittime (111 nel 2003), il Lazio con 95 (81 nel 2003), il Piemonte con 70 (71 nel 2003), l’Emilia Romagna con 61 (miglior risultato rispetto all’anno precedente quando furono 92 le vittime) e il Veneto con 60 (68 l’anno prima). Agli ultimi posti la Sardegna con 9 (21 nel 2003) il Molise e la Basilicata non hanno contato vittime fra i pedoni nel 2004.


    Questi i consigli dell’Asaps:
    • per i pedoni, l’utilizzo delle strisce che devono essere rese ancora più evidenti e corredate di strutture protettive con segnaletica orizzontale e verticale adeguate e, quando è possibile, dei sottopassaggi. Di notte e quando c’è maltempo rendersi il più possibile visibili con indumenti chiari e retroriflettenti.
    • l’industria invece deve continuare nel percorso di adattamento della costruzione dei veicoli alle nuove direttive Ue con il maggior assorbimento dell’impatto con appositi paraurti e più adeguata tecnologia.
    • serve anche un maggior rispetto da parte dei conducenti per questa esposta e spesso indifesa categoria di fruitori non occasionali della strada. Concedere la precedenza al pedone, anche quando non è sulle strisce, appare idea condivisibile.
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      Proc di Catania
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2008-07-05 19:35:00.0 alle 2008-07-05 19:35:00.0
      Re: Compagni pedoni (situazione e consig

      - Scritto da:
      > Troppi morti sulle strade e stavolta non ci
      > riferiamo solo ai morti per incidenti stradali
      > dove coinvolte sono le auto, ma a quelle persone
      > che finiscono travolti dalle stesse, così tante
      > da far esclamare l’Asaps, l’Associazione
      > Sostenitori Amici della Polizia Stradale, che
      > “Per i pedoni la strada è ancora un posto poco
      > raccomandabile”.
      >
      > E, dunque, altro che sicurezza stradale, se ogni
      > giorno sulle strade italiane restano coinvolti 60
      > pedoni e di queste 2 ci rimettono la vita e 58 si
      > feriscono, più o meno, gravemente. Da
      > sottolineare che 51 volte su 100 la
      > responsabilità è solo da ascriversi agli
      > automobilisti e che la una qualche forma di
      > responsabilità del pedone è emersa in 27 casi su
      > 100; non mancano comportamenti scorretti dei
      > pedoni perché in preda ai fumi dell’alcol, ma è
      > una minoranza, pari allo 0,14%
      > .
      >
      > Quel che più preoccupa è l’altro dato che ci
      > mostra in tutta la sua drammaticità il trend
      > progressivo negli ultimi otto anni di vittime
      > della strada rappresentate dai pedoni, se si
      > pensa che nel 2000 le vittime rappresentavano il
      > 12,7% delle vittime da incidenti automobilistici
      > totali, nel 2006 tale soglia è salita al 13,4%
      > con ben 758 vittime, 55 in più rispetto al 2005
      > .
      > Ovvio che a soffrire maggiormente di questa
      > condizione sono gli anziani, con una percentuale
      > altissima di morti, il 54,4 % e di feriti, il
      > 29,9% , più maschi, 222, che femmine, 190 e ben
      > 6.300 feriti fra la popolazione non più giovane.
      > Nell’età compresa fra i 75 e i 79 anni d’età si
      > toccano i picchi, con 114 morti e 1.422 feriti
      > nell’età compresa fra i 70 e i 74 anni
      > d’età.
      > Volendo stilare una classifica degli incidenti
      > dove rimangono coinvolti pedoni in Italia che
      > tenga conto delle regioni che più di altre
      > soffrono del problema, citiamo, in pole position,
      > la Lombardia, con 110 vittime (111 nel 2003), il
      > Lazio con 95 (81 nel 2003), il Piemonte con 70
      > (71 nel 2003), l’Emilia Romagna con 61 (miglior
      > risultato rispetto all’anno precedente quando
      > furono 92 le vittime) e il Veneto con 60 (68
      > l’anno prima). Agli ultimi posti la Sardegna con
      > 9 (21 nel 2003) il Molise e la Basilicata non
      > hanno contato vittime fra i pedoni nel
      > 2004.
      >
      >
      > Questi i consigli dell’Asaps:
      > • per i pedoni, l’utilizzo delle strisce che
      > devono essere rese ancora più evidenti e
      > corredate di strutture protettive con segnaletica
      > orizzontale e verticale adeguate e, quando è
      > possibile, dei sottopassaggi. Di notte e quando
      > c’è maltempo rendersi il più possibile visibili
      > con indumenti chiari e
      > retroriflettenti.
      > • l’industria invece deve continuare nel percorso
      > di adattamento della costruzione dei veicoli alle
      > nuove direttive Ue con il maggior assorbimento
      > dell’impatto con appositi paraurti e più adeguata
      > tecnologia.
      > • serve anche un maggior rispetto da parte dei
      > conducenti per questa esposta e spesso indifesa
      > categoria di fruitori non occasionali della
      > strada. Concedere la precedenza al pedone, anche
      > quando non è sulle strisce, appare idea
      > condivisibile.

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