Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-12-18 18:04:00.0 alle 2008-12-18 18:04:00.0
Carcere e vita sessuale
Interessante articolo..
Gli studi in proposito ci dicono che nelle carceri giudiziarie lomosessualità risulta praticata in modo sporadico ed occasionale, mentre nelle carceri penali si stima che il 70-80% dei reclusi pratichi rapporti omosessuali con gli altri detenuti.
Come tutte le cose che vengono negate, in carcere la sessualità diventa unossessione e non è raro che le persone si lascino tentare dalle occasioni che man mano si presentano loro. Ad esempio il soggiorno nella propria cella di un soggetto che ha bisogno di denaro per potersi comperare la droga (o altri oggetti personali cui è abituato e che gli vengono negati in carcere), e che per averli è disposto a prostituirsi.
Per questo lamministrazione penitenziaria cerca di prevenire tali problemi, prima ancora che si presentino, mettendo ad esempio in celle isolate i trans, che potrebbero creare uno stato di confusione fra i detenuti. Altro caso è quello dellarrivo in carcere di un nuovo detenuto che si sia macchiato di un crimine contro i bambini. In questo caso le leggi non scritte della prigione prevedono infatti la sodomizzazione del reo.
Non dobbiamo dimenticare che chi entra in carcere, fino a quel momento ha avuto una vita sessuale normale, ovvero ha potuto scegliere il proprio/la propria partner con la massima libertà. Se eterosessuale, non ha forse mai pensato ad avere un partner dello stesso sesso: pratica verso la quale nella vita attiva può aver provato semplice avversione, se non addirittura ripugnanza. In carcere tutto cambia: i detenuti raccontano che, dopo un primo periodo in cui tutto si pensa meno che alla sessualità, comincia a farsi opprimente il desiderio, il bisogno di allentare le tensioni che, man mano, si sono andate creando nellapparato genitale.
A questo proposito, va rilevato che la popolazione carceraria femminile sembra in questo molto più tranquilla di quella maschile. La tensione sessuale delle donne è più orientata verso manifestazioni di affetto e dunque, sebbene vi siano rapporti lesbici, essi sono meno appariscenti di quelli messi in atto dagli uomini, sono meno violenti e soprattutto tesi a formare delle relazioni pseudofamiliari, che non creano motivi di disordine.
Per gli uomini, il sollievo viene dapprima cercato nellautoerotismo, via via sempre più stimolato dalla visione di materiale pornografico, che in carcere è assai diffuso. Poi anche questo non basta più e si desidera toccare, lasciarsi accarezzare, perché la sessualità, dopo tutto, è anche affettività, comunicazione, contatto. Ed allora si comincia con uno scherzo, un gesto affettuoso, una coccola e si finisce col diventare veri e propri amanti, con tanto di gelosie, tradimenti, scenate e violenze.
E questo cambiamento indotto nellidentità di genere ed anche nella scelta del proprio ruolo sessuale può provocare delle dissociazioni a livello psichico, che possono essere alla base di un successivo disturbo psico-patologico o psichiatrico. Infatti, si possono andare ad incrinare precedenti fragilità, rinfocolare traumi, esaltare sensi di autocolpevolizzazione, perdere completamente la stima di sé.
Per questo si assiste a numerosi suicidi in carcere, un numero purtroppo in costante crescita. (Per dare unidea del problema, nelle carceri francesi, nel 2001, ci sono stati 104 suicidi su 203 decessi).
Si è anche visto che il passaggio allatto suicidarlo ha riguardato soggetti in carcere per delitti sessuali, specie verso i minori (a causa dei maltrattamenti subiti da parte degli altri detenuti), oppure i più giovani ed i più fragili, oltre che coloro che sono stati condannati ad una pena superiore ai dieci anni. Anche il semplice rifiuto di un permesso, labbandono di una persona cara,i rimorsi, possono essere fonte di una grave disperazione e della decisione di farla finita. In genere queste condotte suicidarie sono precedute da scioperi della fame, automutilazioni, altri tentativi di suicidio.