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    il 2009-06-01 16:32:00.0 alle 2009-06-01 16:32:00.0
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    Ivan Illich
    http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich#La_societ...

    Secondo Ivan Illich la crisi planetaria ha le sue radici nel fallimento dell’impresa moderna: cioè la sostituzione della macchina all’uomo. In “La convivialità” [3] egli prova a individuare il limite critico all’interno della millenaria triade uomo, strumento, società oltre il quale non è più possibile mantenere un equilibrio globale, l’uomo diventa schiavo della macchina e la società iper-industriale diviene irrispettosa di scale e limiti naturali. Illich scrive che c’è un uso della scoperta che conduce alla specializzazione dei compiti, alla istituzionalizzazione dei valori, alla centralizzazione del potere: l’uomo diviene l’accessorio della megamacchina, un ingranaggio della burocrazia. Ma c’è un secondo modo di mettere a frutto l’invenzione, che accresce il sapere e il potere di ognuno, consentendo a ognuno di esercitare la propria creatività senza per questo negare lo stesso spazio d’iniziativa e di produttività agli altri. "Se vogliamo – continua Illich – poter dire qualcosa sul mondo futuro, disegnare i contorni di una società a venire che non sia iper-industriale, dobbiamo riconoscere l’esistenza di scale e limiti naturali. Esistono delle soglie che non si possono superare. Infatti, superato il limite, lo strumento da servitore diviene despota. Oltrepassata la soglia, la società diventa scuola, ospedale, prigione e comincia la grande reclusione." Illich chiamava società conviviale una società in cui lo strumento moderno sia utilizzabile dalla persona integrata con la collettività, e non riservato a un gruppo di specialisti che lo tiene sotto il proprio controllo. Conviviale per Illich è la società in cui prevale la possibilità per ciascuno di usare lo strumento per realizzare le proprie intenzioni. L’uomo a cui pensava Illich non era un uomo che vive solo di beni e servizi, ma della libertà di modellare gli oggetti che gli stanno attorno, di conformarli al proprio gusto, di servirsene con gli altri e per gli altri. Nei paesi ricchi i carcerati dispongono spesso di beni e servizi in quantità maggiore delle loro famiglie, ma non hanno voce in capitolo riguardo al come le cose sono fatte, né diritto di interloquire sull’uso che se ne fa: degradati al rango di consumatori utenti allo stato puro, sono privi di convivialità.
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      il 2009-06-01 16:50:00.0 alle 2009-06-01 16:50:00.0
      Re: Ivan Illich

      - Scritto da: achille97
      > http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich#La_societ
      >
      > Secondo Ivan Illich la crisi planetaria ha le sue
      > radici nel fallimento dell’impresa moderna: cioè
      > la sostituzione della macchina all’uomo. In “La
      > convivialità” [3] egli prova a individuare il
      > limite critico all’interno della millenaria
      > triade uomo, strumento, società oltre il quale
      > non è più possibile mantenere un equilibrio
      > globale, l’uomo diventa schiavo della macchina e
      > la società iper-industriale diviene irrispettosa
      > di scale e limiti naturali. Illich scrive che c’è
      > un uso della scoperta che conduce alla
      > specializzazione dei compiti, alla
      > istituzionalizzazione dei valori, alla
      > centralizzazione del potere: l’uomo diviene
      > l’accessorio della megamacchina, un ingranaggio
      > della burocrazia. Ma c’è un secondo modo di
      > mettere a frutto l’invenzione, che accresce il
      > sapere e il potere di ognuno, consentendo a
      > ognuno di esercitare la propria creatività senza
      > per questo negare lo stesso spazio d’iniziativa e
      > di produttività agli altri. "Se vogliamo –
      > continua Illich – poter dire qualcosa sul mondo
      > futuro, disegnare i contorni di una società a
      > venire che non sia iper-industriale, dobbiamo
      > riconoscere l’esistenza di scale e limiti
      > naturali. Esistono delle soglie che non si
      > possono superare. Infatti, superato il limite, lo
      > strumento da servitore diviene despota.
      > Oltrepassata la soglia, la società diventa
      > scuola, ospedale, prigione e comincia la grande
      > reclusione." Illich chiamava società conviviale
      > una società in cui lo strumento moderno sia
      > utilizzabile dalla persona integrata con la
      > collettività, e non riservato a un gruppo di
      > specialisti che lo tiene sotto il proprio
      > controllo. Conviviale per Illich è la società in
      > cui prevale la possibilità per ciascuno di usare
      > lo strumento per realizzare le proprie
      > intenzioni. L’uomo a cui pensava Illich non era
      > un uomo che vive solo di beni e servizi, ma della
      > libertà di modellare gli oggetti che gli stanno
      > attorno, di conformarli al proprio gusto, di
      > servirsene con gli altri e per gli altri. Nei
      > paesi ricchi i carcerati dispongono spesso di
      > beni e servizi in quantità maggiore delle loro
      > famiglie, ma non hanno voce in capitolo riguardo
      > al come le cose sono fatte, né diritto di
      > interloquire sull’uso che se ne fa: degradati al
      > rango di consumatori utenti allo stato puro, sono
      > privi di
      > convivialità.

      Una tua opinione a riguardo?
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        il 2009-06-01 16:54:00.0 alle 2009-06-01 16:54:00.0
        Re: Ivan Illich

        - Scritto da:
        >
        > - Scritto da: achille97
        > >
        > http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich#La_societ
        > >
        > > Secondo Ivan Illich la crisi planetaria ha le
        > sue
        > > radici nel fallimento dell’impresa moderna: cioè
        > > la sostituzione della macchina all’uomo. In “La
        > > convivialità” [3] egli prova a individuare il
        > > limite critico all’interno della millenaria
        > > triade uomo, strumento, società oltre il quale
        > > non è più possibile mantenere un equilibrio
        > > globale, l’uomo diventa schiavo della macchina e
        > > la società iper-industriale diviene irrispettosa
        > > di scale e limiti naturali. Illich scrive che
        > c’è
        > > un uso della scoperta che conduce alla
        > > specializzazione dei compiti, alla
        > > istituzionalizzazione dei valori, alla
        > > centralizzazione del potere: l’uomo diviene
        > > l’accessorio della megamacchina, un ingranaggio
        > > della burocrazia. Ma c’è un secondo modo di
        > > mettere a frutto l’invenzione, che accresce il
        > > sapere e il potere di ognuno, consentendo a
        > > ognuno di esercitare la propria creatività senza
        > > per questo negare lo stesso spazio d’iniziativa
        > e
        > > di produttività agli altri. "Se vogliamo –
        > > continua Illich – poter dire qualcosa sul mondo
        > > futuro, disegnare i contorni di una società a
        > > venire che non sia iper-industriale, dobbiamo
        > > riconoscere l’esistenza di scale e limiti
        > > naturali. Esistono delle soglie che non si
        > > possono superare. Infatti, superato il limite,
        > lo
        > > strumento da servitore diviene despota.
        > > Oltrepassata la soglia, la società diventa
        > > scuola, ospedale, prigione e comincia la grande
        > > reclusione." Illich chiamava società conviviale
        > > una società in cui lo strumento moderno sia
        > > utilizzabile dalla persona integrata con la
        > > collettività, e non riservato a un gruppo di
        > > specialisti che lo tiene sotto il proprio
        > > controllo. Conviviale per Illich è la società in
        > > cui prevale la possibilità per ciascuno di usare
        > > lo strumento per realizzare le proprie
        > > intenzioni. L’uomo a cui pensava Illich non era
        > > un uomo che vive solo di beni e servizi, ma
        > della
        > > libertà di modellare gli oggetti che gli stanno
        > > attorno, di conformarli al proprio gusto, di
        > > servirsene con gli altri e per gli altri. Nei
        > > paesi ricchi i carcerati dispongono spesso di
        > > beni e servizi in quantità maggiore delle loro
        > > famiglie, ma non hanno voce in capitolo riguardo
        > > al come le cose sono fatte, né diritto di
        > > interloquire sull’uso che se ne fa: degradati al
        > > rango di consumatori utenti allo stato puro,
        > sono
        > > privi di
        > > convivialità.
        >
        > Una tua opinione a riguardo?

        Gli chiedi un'opinione riguardo un' opinione racattata da opinioni di altri?
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          il 2009-06-01 17:06:00.0 alle 2009-06-01 17:06:00.0
          Re: Ivan Illich

          - Scritto da:
          >
          > - Scritto da:
          > >
          > > - Scritto da: achille97
          > > >
          > >
          > http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich#La_societ
          > > >
          > > > Secondo Ivan Illich la crisi planetaria ha le
          > > sue
          > > > radici nel fallimento dell’impresa moderna:
          > cioè
          > > > la sostituzione della macchina all’uomo. In
          > “La
          > > > convivialità” [3] egli prova a individuare il
          > > > limite critico all’interno della millenaria
          > > > triade uomo, strumento, società oltre il quale
          > > > non è più possibile mantenere un equilibrio
          > > > globale, l’uomo diventa schiavo della
          > macchina
          > e
          > > > la società iper-industriale diviene
          > irrispettosa
          > > > di scale e limiti naturali. Illich scrive che
          > > c’è
          > > > un uso della scoperta che conduce alla
          > > > specializzazione dei compiti, alla
          > > > istituzionalizzazione dei valori, alla
          > > > centralizzazione del potere: l’uomo diviene
          > > > l’accessorio della megamacchina, un
          > ingranaggio
          > > > della burocrazia. Ma c’è un secondo modo di
          > > > mettere a frutto l’invenzione, che accresce il
          > > > sapere e il potere di ognuno, consentendo a
          > > > ognuno di esercitare la propria creatività
          > senza
          > > > per questo negare lo stesso spazio
          > d’iniziativa
          > > e
          > > > di produttività agli altri. "Se vogliamo –
          > > > continua Illich – poter dire qualcosa sul
          > mondo
          > > > futuro, disegnare i contorni di una società a
          > > > venire che non sia iper-industriale, dobbiamo
          > > > riconoscere l’esistenza di scale e limiti
          > > > naturali. Esistono delle soglie che non si
          > > > possono superare. Infatti, superato il limite,
          > > lo
          > > > strumento da servitore diviene despota.
          > > > Oltrepassata la soglia, la società diventa
          > > > scuola, ospedale, prigione e comincia la
          > grande
          > > > reclusione." Illich chiamava società
          > conviviale
          > > > una società in cui lo strumento moderno sia
          > > > utilizzabile dalla persona integrata con la
          > > > collettività, e non riservato a un gruppo di
          > > > specialisti che lo tiene sotto il proprio
          > > > controllo. Conviviale per Illich è la società
          > in
          > > > cui prevale la possibilità per ciascuno di
          > usare
          > > > lo strumento per realizzare le proprie
          > > > intenzioni. L’uomo a cui pensava Illich non
          > era
          > > > un uomo che vive solo di beni e servizi, ma
          > > della
          > > > libertà di modellare gli oggetti che gli
          > stanno
          > > > attorno, di conformarli al proprio gusto, di
          > > > servirsene con gli altri e per gli altri. Nei
          > > > paesi ricchi i carcerati dispongono spesso di
          > > > beni e servizi in quantità maggiore delle loro
          > > > famiglie, ma non hanno voce in capitolo
          > riguardo
          > > > al come le cose sono fatte, né diritto di
          > > > interloquire sull’uso che se ne fa: degradati
          > al
          > > > rango di consumatori utenti allo stato puro,
          > > sono
          > > > privi di
          > > > convivialità.
          > >
          > > Una tua opinione a riguardo?
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          > Gli chiedi un'opinione riguardo un' opinione
          > racattata da opinioni di
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      Re: Ivan Illich

      - Scritto da: achille97
      > http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich#La_societ
      >
      > Secondo Ivan Illich la crisi planetaria ha le sue
      > radici nel fallimento dell’impresa moderna: cioè
      > la sostituzione della macchina all’uomo. In “La
      > convivialità” [3] egli prova a individuare il
      > limite critico all’interno della millenaria
      > triade uomo, strumento, società oltre il quale
      > non è più possibile mantenere un equilibrio
      > globale, l’uomo diventa schiavo della macchina e
      > la società iper-industriale diviene irrispettosa
      > di scale e limiti naturali. Illich scrive che c’è
      > un uso della scoperta che conduce alla
      > specializzazione dei compiti, alla
      > istituzionalizzazione dei valori, alla
      > centralizzazione del potere: l’uomo diviene
      > l’accessorio della megamacchina, un ingranaggio
      > della burocrazia. Ma c’è un secondo modo di
      > mettere a frutto l’invenzione, che accresce il
      > sapere e il potere di ognuno, consentendo a
      > ognuno di esercitare la propria creatività senza
      > per questo negare lo stesso spazio d’iniziativa e
      > di produttività agli altri. "Se vogliamo –
      > continua Illich – poter dire qualcosa sul mondo
      > futuro, disegnare i contorni di una società a
      > venire che non sia iper-industriale, dobbiamo
      > riconoscere l’esistenza di scale e limiti
      > naturali. Esistono delle soglie che non si
      > possono superare. Infatti, superato il limite, lo
      > strumento da servitore diviene despota.
      > Oltrepassata la soglia, la società diventa
      > scuola, ospedale, prigione e comincia la grande
      > reclusione." Illich chiamava società conviviale
      > una società in cui lo strumento moderno sia
      > utilizzabile dalla persona integrata con la
      > collettività, e non riservato a un gruppo di
      > specialisti che lo tiene sotto il proprio
      > controllo. Conviviale per Illich è la società in
      > cui prevale la possibilità per ciascuno di usare
      > lo strumento per realizzare le proprie
      > intenzioni. L’uomo a cui pensava Illich non era
      > un uomo che vive solo di beni e servizi, ma della
      > libertà di modellare gli oggetti che gli stanno
      > attorno, di conformarli al proprio gusto, di
      > servirsene con gli altri e per gli altri. Nei
      > paesi ricchi i carcerati dispongono spesso di
      > beni e servizi in quantità maggiore delle loro
      > famiglie, ma non hanno voce in capitolo riguardo
      > al come le cose sono fatte, né diritto di
      > interloquire sull’uso che se ne fa: degradati al
      > rango di consumatori utenti allo stato puro, sono
      > privi di
      > convivialità.



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      Re: Ivan Illich

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        Re: Ivan Illich

        - Scritto da: The Lich
        >
        > - Scritto da: achille97
        > >
        > http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich#La_societ
        > >
        > > Secondo Ivan Illich la crisi planetaria ha le
        > sue
        > > radici nel fallimento dell’impresa moderna: cioè
        > > la sostituzione della macchina all’uomo. In “La
        > > convivialità” [3] egli prova a individuare il
        > > limite critico all’interno della millenaria
        > > triade uomo, strumento, società oltre il quale
        > > non è più possibile mantenere un equilibrio
        > > globale, l’uomo diventa schiavo della macchina e
        > > la società iper-industriale diviene irrispettosa
        > > di scale e limiti naturali. Illich scrive che
        > c’è
        > > un uso della scoperta che conduce alla
        > > specializzazione dei compiti, alla
        > > istituzionalizzazione dei valori, alla
        > > centralizzazione del potere: l’uomo diviene
        > > l’accessorio della megamacchina, un ingranaggio
        > > della burocrazia. Ma c’è un secondo modo di
        > > mettere a frutto l’invenzione, che accresce il
        > > sapere e il potere di ognuno, consentendo a
        > > ognuno di esercitare la propria creatività senza
        > > per questo negare lo stesso spazio d’iniziativa
        > e
        > > di produttività agli altri. "Se vogliamo –
        > > continua Illich – poter dire qualcosa sul mondo
        > > futuro, disegnare i contorni di una società a
        > > venire che non sia iper-industriale, dobbiamo
        > > riconoscere l’esistenza di scale e limiti
        > > naturali. Esistono delle soglie che non si
        > > possono superare. Infatti, superato il limite,
        > lo
        > > strumento da servitore diviene despota.
        > > Oltrepassata la soglia, la società diventa
        > > scuola, ospedale, prigione e comincia la grande
        > > reclusione." Illich chiamava società conviviale
        > > una società in cui lo strumento moderno sia
        > > utilizzabile dalla persona integrata con la
        > > collettività, e non riservato a un gruppo di
        > > specialisti che lo tiene sotto il proprio
        > > controllo. Conviviale per Illich è la società in
        > > cui prevale la possibilità per ciascuno di usare
        > > lo strumento per realizzare le proprie
        > > intenzioni. L’uomo a cui pensava Illich non era
        > > un uomo che vive solo di beni e servizi, ma
        > della
        > > libertà di modellare gli oggetti che gli stanno
        > > attorno, di conformarli al proprio gusto, di
        > > servirsene con gli altri e per gli altri. Nei
        > > paesi ricchi i carcerati dispongono spesso di
        > > beni e servizi in quantità maggiore delle loro
        > > famiglie, ma non hanno voce in capitolo riguardo
        > > al come le cose sono fatte, né diritto di
        > > interloquire sull’uso che se ne fa: degradati al
        > > rango di consumatori utenti allo stato puro,
        > sono
        > > privi di
        > > convivialità.
        >
        > appunto, io seguo questo principio quando batto
        > il
        > ferro
        >

        te hai battuto la testa Rotola dal ridere
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          Trollate totali: 21351
          Re: Ivan Illich

          - Scritto da: nathan71
          >
          > - Scritto da: The Lich
          > >
          > > - Scritto da: achille97
          > > >
          > >
          > Immagine postata dall'utente
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            il 2009-06-01 21:25:00.0 alle 2009-06-01 21:25:00.0
            Trollate totali: 27559
            Re: Ivan Illich

            - Scritto da: The Lich
            >
            > - Scritto da: nathan71
            > >
            > > - Scritto da: The Lich
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            > > > - Scritto da: achille97
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            > http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich#La_societ
            > > > >
            > > > > Secondo Ivan Illich la crisi planetaria ha
            > le
            > > > sue
            > > > > radici nel fallimento dell’impresa moderna:
            > > cioè
            > > > > la sostituzione della macchina all’uomo. In
            > > “La
            > > > > convivialità” [3] egli prova a individuare
            > il
            > > > > limite critico all’interno della millenaria
            > > > > triade uomo, strumento, società oltre il
            > quale
            > > > > non è più possibile mantenere un equilibrio
            > > > > globale, l’uomo diventa schiavo della
            > > macchina
            > > e
            > > > > la società iper-industriale diviene
            > > irrispettosa
            > > > > di scale e limiti naturali. Illich scrive
            > che
            > > > c’è
            > > > > un uso della scoperta che conduce alla
            > > > > specializzazione dei compiti, alla
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            > > > > centralizzazione del potere: l’uomo diviene
            > > > > l’accessorio della megamacchina, un
            > > ingranaggio
            > > > > della burocrazia. Ma c’è un secondo modo di
            > > > > mettere a frutto l’invenzione, che accresce
            > il
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            > > > > ognuno di esercitare la propria creatività
            > > senza
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            > > d’iniziativa
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            > > > > continua Illich – poter dire qualcosa sul
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            > dobbiamo
            > > > > riconoscere l’esistenza di scale e limiti
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            > limite,
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            > > > > Oltrepassata la soglia, la società diventa
            > > > > scuola, ospedale, prigione e comincia la
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            > > conviviale
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            > > > > utilizzabile dalla persona integrata con la
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            > > > > cui prevale la possibilità per ciascuno di
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            > > > > attorno, di conformarli al proprio gusto, di
            > > > > servirsene con gli altri e per gli altri.
            > Nei
            > > > > paesi ricchi i carcerati dispongono spesso
            > di
            > > > > beni e servizi in quantità maggiore delle
            > loro
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            > > riguardo
            > > > > al come le cose sono fatte, né diritto di
            > > > > interloquire sull’uso che se ne fa:
            > degradati
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            > > >
            > > > appunto, io seguo questo principio quando
            > batto
            > > > il
            > > > ferro
            > > >
            > >
            > > te hai battuto la testa Rotola dal ridere
            >
            > parlando di materiali ferrosi, chissà cosa
            > verrebbe fuori a forgiare la tua
            > Idea!


            Hattori Hanzo potrebbe fare una magnifica katana Sorride
            • Avatar
              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2009-06-01 21:26:00.0 alle 2009-06-01 21:26:00.0
              Re: Ivan Illich

              - Scritto da: nathan71
              >
              > - Scritto da: The Lich
              > >
              > > - Scritto da: nathan71
              > > >
              > > > - Scritto da: The Lich
              > > > >
              > > > > - Scritto da: achille97
              > > > > >
              > > > >
              > > >
              > >
              > http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich#La_societ
              > > > > >
              > > > > > Secondo Ivan Illich la crisi planetaria ha
              > > le
              > > > > sue
              > > > > > radici nel fallimento dell’impresa
              > moderna:
              > > > cioè
              > > > > > la sostituzione della macchina all’uomo.
              > In
              > > > “La
              > > > > > convivialità” [3] egli prova a individuare
              > > il
              > > > > > limite critico all’interno della
              > millenaria
              > > > > > triade uomo, strumento, società oltre il
              > > quale
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              > equilibrio
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              > > > irrispettosa
              > > > > > di scale e limiti naturali. Illich scrive
              > > che
              > > > > c’è
              > > > > > un uso della scoperta che conduce alla
              > > > > > specializzazione dei compiti, alla
              > > > > > istituzionalizzazione dei valori, alla
              > > > > > centralizzazione del potere: l’uomo
              > diviene
              > > > > > l’accessorio della megamacchina, un
              > > > ingranaggio
              > > > > > della burocrazia. Ma c’è un secondo modo
              > di
              > > > > > mettere a frutto l’invenzione, che
              > accresce
              > > il
              > > > > > sapere e il potere di ognuno, consentendo
              > a
              > > > > > ognuno di esercitare la propria creatività
              > > > senza
              > > > > > per questo negare lo stesso spazio
              > > > d’iniziativa
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              > > > > > di produttività agli altri. "Se vogliamo –
              > > > > > continua Illich – poter dire qualcosa sul
              > > > mondo
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              > > > > > Oltrepassata la soglia, la società diventa
              > > > > > scuola, ospedale, prigione e comincia la
              > > > grande
              > > > > > reclusione." Illich chiamava società
              > > > conviviale
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              > sia
              > > > > > utilizzabile dalla persona integrata con
              > la
              > > > > > collettività, e non riservato a un gruppo
              > di
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              > > Nei
              > > > > > paesi ricchi i carcerati dispongono spesso
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              > > loro
              > > > > > famiglie, ma non hanno voce in capitolo
              > > > riguardo
              > > > > > al come le cose sono fatte, né diritto di
              > > > > > interloquire sull’uso che se ne fa:
              > > degradati
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              > > > > > privi di
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              > > > > appunto, io seguo questo principio quando
              > > batto
              > > > > il
              > > > > ferro
              > > > >
              > > >
              > > > te hai battuto la testa Rotola dal ridere
              > >
              > > parlando di materiali ferrosi, chissà cosa
              > > verrebbe fuori a forgiare la tua
              > > Idea!
              >
              >
              > Hattori Hanzo potrebbe fare una magnifica puttana
              > Sorride


              Puo essere.. Ficoso



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                ☺
                Scritto da
                il 2009-06-01 21:35:00.0 alle 2009-06-01 21:35:00.0
                Trollate totali: 27559
                Re: Ivan Illich

                - Scritto da:
                >
                > - Scritto da: nathan71
                > >
                > > - Scritto da: The Lich
                > > >
                > > > - Scritto da: nathan71
                > > > >
                > > > > - Scritto da: The Lich
                > > > > >
                > > > > > - Scritto da: achille97
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                > http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich#La_societ
                > > > > > >
                > > > > > > Secondo Ivan Illich la crisi planetaria
                > ha
                > > > le
                > > > > > sue
                > > > > > > radici nel fallimento dell’impresa
                > > moderna:
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                > > > > > > la sostituzione della macchina all’uomo.
                > > In
                > > > > “La
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                > scrive
                > > > che
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                > > > > > > un uso della scoperta che conduce alla
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                > vogliamo
                > –
                > > > > > > continua Illich – poter dire qualcosa
                > sul
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                > > la
                > > > > > > collettività, e non riservato a un
                > gruppo
                > > di
                > > > > > > specialisti che lo tiene sotto il
                > proprio
                > > > > > > controllo. Conviviale per Illich è la
                > > > società
                > > > > in
                > > > > > > cui prevale la possibilità per ciascuno
                > di
                > > > > usare
                > > > > > > lo strumento per realizzare le proprie
                > > > > > > intenzioni. L’uomo a cui pensava Illich
                > > non
                > > > > era
                > > > > > > un uomo che vive solo di beni e servizi,
                > > ma
                > > > > > della
                > > > > > > libertà di modellare gli oggetti che gli
                > > > > stanno
                > > > > > > attorno, di conformarli al proprio
                > gusto,
                > > di
                > > > > > > servirsene con gli altri e per gli
                > altri.
                > > > Nei
                > > > > > > paesi ricchi i carcerati dispongono
                > spesso
                > > > di
                > > > > > > beni e servizi in quantità maggiore
                > delle
                > > > loro
                > > > > > > famiglie, ma non hanno voce in capitolo
                > > > > riguardo
                > > > > > > al come le cose sono fatte, né diritto
                > di
                > > > > > > interloquire sull’uso che se ne fa:
                > > > degradati
                > > > > al
                > > > > > > rango di consumatori utenti allo stato
                > > puro,
                > > > > > sono
                > > > > > > privi di
                > > > > > > convivialità.
                > > > > >
                > > > > > appunto, io seguo questo principio quando
                > > > batto
                > > > > > il
                > > > > > ferro
                > > > > >
                > > > >
                > > > > te hai battuto la testa Rotola dal ridere
                > > >
                > > > parlando di materiali ferrosi, chissà cosa
                > > > verrebbe fuori a forgiare la tua
                > > > Idea!
                > >
                > >
                > > Hattori Hanzo potrebbe fare una magnifica
                > puttana
                >
                > > Sorride
                >
                >
                > Puo essere.. Ficoso



                Rotola dal ridere
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