- Scritto da: exsinistro
> Quest'anno ad agosto penso che andrò in Cina, due
> settimane,
> minimo.
> Uso le "ferie" (soldi & tempo)per sondare cosa
> conviene o non conviene far costruire laggiù. Di
> cose che servono a me
> intendo.
> Se va bene, qualcun'altro rimarrà disoccupato in
> Italy. Ringraziate i
> fancazzisti.
Ringrazia te la globalizzazione, d'altra parte è giusto che un imprenditore cerchi di ridurre i costi per quanto possibile.
Il fatto che sia possibile è una buona cosa, il fatto che sia conveniente dimostra quanto poco sviluppata tecnologicamente è la nostra capacità produttiva.
Ma non c'è da stupirsi: si spendono soldi assurdi nell'istruzione e poi quelli bravi scappano all'estero per mancanza di fondi e meritocrazia, la produzione italiana rimane per lo più manifatturiera e quindi ci vuol poco ad essere tecnologicamente raggiungibile a livelli qualitativi paragonabili.
Basta vedere la moda. Un tempo made in china significava merce scadente e farlocca, da evitare quanto possibile. Adesso tutti vendono made in china, ho preso un paio di scarpe italiane a 19 euro e sono made in china, e mi trovo meglio rispetto a molte scarpe italiane made in italy!!!
Ci vorrà poco perché accada ciò che è successo con il giappone: nelle scatole delle schede madri i produttori
si vantano di utilizzare componentistica giapponese.