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    Non Autenticato
    il 2009-10-05 23:27:00.0 alle 2009-10-05 23:27:00.0
    svegliatevi dal torpore, la realtà
    Il consumismo è la manifestazione del bisogno cronico di acquistare continuamente nuovi beni e nuovi servizi, con scarso riguardo all’effettiva necessità che si ha di essi, alla loro durata, alla loro origine o alle conseguenze ambientali della loro produzione e smaltimento. Il consumismo è dovuto ad ingenti somme spese in pubblicità con lo scopo di creare sia il desiderio di seguire una moda, un trend, sia il conseguente sistema di auto-compiacimento che ne deriva. Il materialismo è uno dei risultati finali del consumismo.Fino a qui niente di nuovo. Siamo ormai abituati a non vedere il consumismo interferire nelle nostre scelte o nella nostra vita sociale, rimpiazzando i bisogni dettati dal buon senso, sostituendo la necessità di una famiglia stabile, di una vita in comunità e di sane relazioni umane con un artificiale ed insaziabile ricerca di denaro necessario a comprare sempre più cose, per lo più inutili, che siamo stati portati a desiderare. Cose progettate per non durare, o per passare di moda in tempi sempre più brevi.Ma che cosa ci ha portati a tutto questo? Come siamo arrivati a fare quasi tutti lavori che odiamo per comprare cose che non ci servono, a volte per impressionare persone di cui nella maggior parte dei casi non ci importa nulla? Dove ha avuto origine questo meccanismo perverso?Oltre allo sviluppo dell’industrializzazione e del capitalismo, una delle principali ragioni della diffusione del consumismo di massa è sicuramente attribuibile agli sforzi di Edward Bernays, un nipote americano di Sigmund Freud, il quale ha utilizzato alcune teorie sviluppate dallo zio sugli esseri umani per riuscire a controllare e manipolare le masse in tempo di pace e di democrazia (o presunta tale). Appurato il fatto che le masse possono essere manipolate, Bernays ha pensato bene di utilizzare queste “tecniche” per generare e poi incentivare nell’America degli anni venti il costante bisogno di “beni” di consumo. Di ritorno da una conferenza di pace tenutasi a Parigi nel 1926, infatti, Bernays si rese conto che se la propaganda era riuscita ad ottenere tali livelli di consenso in tempo di guerra in Europa, sicuramente poteva farlo anche in America in tempo di pace.Egli fu il primo a mostrare alle corporations americane come creare nella gente il bisogno di cose di cui non avevano bisogno, semplicemente facendo in modo di associare le merci di consumo di massa ai loro desideri inconsci, soddisfacendo o facendo credere di soddisfare i loro più reconditi ed egoistici desideri, così da renderli “felici” e, quindi, mansueti. Da ciò nacque ovviamente anche l’idea prettamente politica di controllare le masse americane. Per questo quando gli USA entrarono in guerra contro la Germania (e l’Austria di Freud, il quale anni dopo e poco prima di un’altra guerra mondiale, con l’avvento del nazismo e l’annessione dell’Austria al Terzo Reich, si rifiutò di trasferirsi per le sue origini ebree negli Stati Uniti, posto che il padre della psicoanalisi riteneva troppo volgare e dozzinale, riparando così a Londra), Bernays, a quel tempo agente di stampa, fu chiamato a promuovere sia in patria che all’estero l’idea (che ormai ci siamo più che abituati a sentire) che gli USA avrebbero esportato oltre oceano la democrazia (1).Insomma, l’inizio dell’era consumistica, oggi più dominante che mai, si può pensare sia iniziata così. Il consumismo può essere considerato come figlio del dispotismo, o, ancor più, come “nipote” della psicoanalisi. Il trarre profitto dalla manipolazione mediatica dell’opinione pubblica è stata studiata a tavolino. Del resto è strana l’idea che da un giorno all’altro si possa essere diventati tutti dei convinti consumisti. Ma, come si è passati dagli stili di vita frugali di un tempo alle smanie consumistiche che oggi schiavizzano così tante persone, è molto probabile che si possa anche percorrere il percorso inverso. Certo la disintossicazione da questa droga, come l’ha definita Serge Latouche, sarà dura da affrontare. La depressione culturale e la miseria prodotta da un sistema studiato per renderci infelici di ciò che abbiamo e farci desiderare ciò che non abbiamo sarà dura a morire (2). Il fatto è che oggi è più che mai necessario uscirne, visto le situazioni limite sia a livello sociale che ambientale in cui ormai ci troviamo.
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      Scritto da
      avvelentani
      Cubicolario
      il 2009-10-05 23:48:00.0 alle 2009-10-05 23:48:00.0
      Trollate totali: 18184
      Re: svegliatevi dal torpore, la realtà

      - Scritto da:
      > Il consumismo è la manifestazione del bisogno
      > cronico di acquistare continuamente nuovi beni e
      > nuovi servizi, con scarso riguardo all’effettiva
      > necessità che si ha di essi, alla loro durata,
      > alla loro origine o alle conseguenze ambientali
      > della loro produzione e smaltimento. Il
      > consumismo è dovuto ad ingenti somme spese in
      > pubblicità con lo scopo di creare sia il
      > desiderio di seguire una moda, un trend, sia il
      > conseguente sistema di auto-compiacimento che ne
      > deriva. Il materialismo è uno dei risultati
      > finali del consumismo.Fino a qui niente di nuovo.
      > Siamo ormai abituati a non vedere il consumismo
      > interferire nelle nostre scelte o nella nostra
      > vita sociale, rimpiazzando i bisogni dettati dal
      > buon senso, sostituendo la necessità di una
      > famiglia stabile, di una vita in comunità e di
      > sane relazioni umane con un artificiale ed
      > insaziabile ricerca di denaro necessario a
      > comprare sempre più cose, per lo più inutili, che
      > siamo stati portati a desiderare. Cose progettate
      > per non durare, o per passare di moda in tempi
      > sempre più brevi.Ma che cosa ci ha portati a
      > tutto questo? Come siamo arrivati a fare quasi
      > tutti lavori che odiamo per comprare cose che non
      > ci servono, a volte per impressionare persone di
      > cui nella maggior parte dei casi non ci importa
      > nulla? Dove ha avuto origine questo meccanismo
      > perverso?Oltre allo sviluppo
      > dell’industrializzazione e del capitalismo, una
      > delle principali ragioni della diffusione del
      > consumismo di massa è sicuramente attribuibile
      > agli sforzi di Edward Bernays, un nipote
      > americano di Sigmund Freud, il quale ha
      > utilizzato alcune teorie sviluppate dallo zio
      > sugli esseri umani per riuscire a controllare e
      > manipolare le masse in tempo di pace e di
      > democrazia (o presunta tale). Appurato il fatto
      > che le masse possono essere manipolate, Bernays
      > ha pensato bene di utilizzare queste “tecniche”
      > per generare e poi incentivare nell’America degli
      > anni venti il costante bisogno di “beni” di
      > consumo. Di ritorno da una conferenza di pace
      > tenutasi a Parigi nel 1926, infatti, Bernays si
      > rese conto che se la propaganda era riuscita ad
      > ottenere tali livelli di consenso in tempo di
      > guerra in Europa, sicuramente poteva farlo anche
      > in America in tempo di pace.Egli fu il primo a
      > mostrare alle corporations americane come creare
      > nella gente il bisogno di cose di cui non avevano
      > bisogno, semplicemente facendo in modo di
      > associare le merci di consumo di massa ai loro
      > desideri inconsci, soddisfacendo o facendo
      > credere di soddisfare i loro più reconditi ed
      > egoistici desideri, così da renderli “felici” e,
      > quindi, mansueti. Da ciò nacque ovviamente anche
      > l’idea prettamente politica di controllare le
      > masse americane. Per questo quando gli USA
      > entrarono in guerra contro la Germania (e
      > l’Austria di Freud, il quale anni dopo e poco
      > prima di un’altra guerra mondiale, con l’avvento
      > del nazismo e l’annessione dell’Austria al Terzo
      > Reich, si rifiutò di trasferirsi per le sue
      > origini ebree negli Stati Uniti, posto che il
      > padre della psicoanalisi riteneva troppo volgare
      > e dozzinale, riparando così a Londra), Bernays, a
      > quel tempo agente di stampa, fu chiamato a
      > promuovere sia in patria che all’estero l’idea
      > (che ormai ci siamo più che abituati a sentire)
      > che gli USA avrebbero esportato oltre oceano la
      > democrazia (1).Insomma, l’inizio dell’era
      > consumistica, oggi più dominante che mai, si può
      > pensare sia iniziata così. Il consumismo può
      > essere considerato come figlio del dispotismo, o,
      > ancor più, come “nipote” della psicoanalisi. Il
      > trarre profitto dalla manipolazione mediatica
      > dell’opinione pubblica è stata studiata a
      > tavolino. Del resto è strana l’idea che da un
      > giorno all’altro si possa essere diventati tutti
      > dei convinti consumisti. Ma, come si è passati
      > dagli stili di vita frugali di un tempo alle
      > smanie consumistiche che oggi schiavizzano così
      > tante persone, è molto probabile che si possa
      > anche percorrere il percorso inverso. Certo la
      > disintossicazione da questa droga, come l’ha
      > definita Serge Latouche, sarà dura da affrontare.
      > La depressione culturale e la miseria prodotta da
      > un sistema studiato per renderci infelici di ciò
      > che abbiamo e farci desiderare ciò che non
      > abbiamo sarà dura a morire (2). Il fatto è che
      > oggi è più che mai necessario uscirne, visto le
      > situazioni limite sia a livello sociale che
      > ambientale in cui ormai ci
      > troviamo.

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      I think happiness is love
      - Vladimir Putin
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      Scritto da
      Seu
      Trombeur de femmes
      il 2009-10-06 08:25:00.0 alle 2009-10-06 08:25:00.0
      Trollate totali: 2082
      Re: svegliatevi dal torpore, la realtà

      - Scritto da:
      > Il consumismo è la manifestazione del bisogno
      > cronico di acquistare continuamente nuovi beni e

      tl;dr
      Atoms & Love
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2009-10-06 08:45:00.0 alle 2009-10-06 08:45:00.0
        Re: svegliatevi dal torpore, la realtà

        - Scritto da: Seu
        >
        > - Scritto da:
        > > Il consumismo è la manifestazione del bisogno
        > > cronico di acquistare continuamente nuovi beni e
        >
        > tl;dr

        sbagli, è invece un interessante agglomerato di banalità

        vale la pena di perderci 5 minuti
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          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2009-10-06 13:31:00.0 alle 2009-10-06 13:31:00.0
          Re: svegliatevi dal torpore, la realtà
          > sbagli, è invece un interessante agglomerato di
          > banalità
          >
          > vale la pena di perderci 5 minuti

          Non è un agglomerato di banalità. È un'analisi fondamentalmente corretta (ad esempio quando parla di regresso culturale) che però ha il difetto di ripetere tante altre analisi, in una paralisi da analisi tipicamente sinistrese che si riflette nell'uso ripetuto di certi termini e schemi mentali.

          Ad esempio l'autore non ha capito che una parte consistente dell'opinione pubblica s'è stufata di sentir ripetere "il paese".

          Perché?

          Perché "il paese" sottintende l'esistenza di un qualcosa di unitario in cui riconoscersi e per il quale dover sacrificare i propri interessi "egoistici e particolari". Un pensiero frutto di una mentalità per cui l'unità è comunque un valore e la frammentazione un disvalore (Napolitano dixit).
          Quando uno ha mangiato la foglia, nel "paese" non crede più e il solo sentir nominare quelle due parole provoca un irrefrenabile impulso di impadronirsi di uno scatolone di schede elettorali e compilarle tutte con voti alla Lega.

          Il problema è che quest'ultimo atteggiamento si traduce proprio nel regresso culturale di cui parla il blogger, nel prepensionamento della ragione, nell'affidarsi a gente di cui si tollera anche la corruzione purché porti "ordine".
          Cioè il centrodestra.
          E pure il centrosinistra, cosa che però i sinistresi incalliti proprio non capiscono, diventando così centrosinistresi.

          Gatto Selvaggio


          UGH, ho detto. Dov'è la carta igienica?
<softv>

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