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    il 2009-11-30 10:41:00.0 alle 2009-11-30 10:41:00.0
    "Figlio mio, lascia questo Paese"
    Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

    Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
    Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

    Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

    Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

    Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

    Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

    Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

    Preparati comunque a soffrire.

    Con affetto,



    tuo padre





    L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.

    (30 novembre 2009)



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      il 2009-11-30 10:49:00.0 alle 2009-11-30 10:49:00.0
      Trollate totali: 17613
      Re: "Figlio mio, lascia questo Paese"
      L'autore è stato ed è una delle cause principali di questo stato di cose, il presunto suo figlio non ha nessuna necessità di essere bravo ne di andare all'estero perchè la strada ce l'ha già spianata dal papino, ma poi all'estero, dove? A Cuba? In Brasile con Lula? Da Chavez? Oppure negli odiati USA?

      Pirlate, solo pirlate per nullità umane.

      O Balle, come direbbe Nathan.
      Everyone has the right to my opinion!
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        Non Autenticato
        il 2009-11-30 14:14:00.0 alle 2009-11-30 14:14:00.0
        Re: "Figlio mio, lascia questo Paese"

        - Scritto da: exsinistro
        > L'autore è stato ed è una delle cause principali
        > di questo stato di cose, il presunto suo figlio
        > non ha nessuna necessità di essere bravo ne di
        > andare all'estero perchè la strada ce l'ha già
        > spianata dal papino, ma poi all'estero, dove? A
        > Cuba? In Brasile con Lula? Da Chavez? Oppure
        > negli odiati
        > USA?
        >
        > Pirlate, solo pirlate per nullità umane.
        >
        > O Balle, come direbbe Nathan.

        in Italia va tutto benissimo e la meritocrazia e' un principio intoccabile Rotola dal ridere

        quanto sei deficiente A bocca storta
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          il 2009-11-30 14:22:00.0 alle 2009-11-30 14:22:00.0
          Trollate totali: 17613
          Re: "Figlio mio, lascia questo Paese"

          - Scritto da:
          >
          > - Scritto da: exsinistro
          > > L'autore è stato ed è una delle cause principali
          > > di questo stato di cose, il presunto suo figlio
          > > non ha nessuna necessità di essere bravo ne di
          > > andare all'estero perchè la strada ce l'ha già
          > > spianata dal papino, ma poi all'estero, dove? A
          > > Cuba? In Brasile con Lula? Da Chavez? Oppure
          > > negli odiati
          > > USA?
          > >
          > > Pirlate, solo pirlate per nullità umane.
          > >
          > > O Balle, come direbbe Nathan.
          >
          > in Italia va tutto benissimo e la meritocrazia e'
          > un principio intoccabile
          > Rotola dal ridere
          >
          > quanto sei deficiente A bocca storta

          No, è l'esatto contrario, ma la fuga non è la soluzione, poi, la fuga dove?
          Ecco adesso ridi che la mamma ha fatto i gnocchi.
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            il 2009-11-30 18:33:00.0 alle 2009-11-30 18:33:00.0
            Re: "Figlio mio, lascia questo Paese"

            - Scritto da: exsinistro
            >
            > - Scritto da:
            > >
            > > - Scritto da: exsinistro
            > > > L'autore è stato ed è una delle cause
            > principali
            > > > di questo stato di cose, il presunto suo
            > figlio
            > > > non ha nessuna necessità di essere bravo ne di
            > > > andare all'estero perchè la strada ce l'ha già
            > > > spianata dal papino, ma poi all'estero, dove?
            > A
            > > > Cuba? In Brasile con Lula? Da Chavez? Oppure
            > > > negli odiati
            > > > USA?
            > > >
            > > > Pirlate, solo pirlate per nullità umane.
            > > >
            > > > O Balle, come direbbe Nathan.
            > >
            > > in Italia va tutto benissimo e la meritocrazia
            > e'
            > > un principio intoccabile
            > > Rotola dal ridere
            > >
            > > quanto sei deficiente A bocca storta
            >
            > No, è l'esatto contrario,

            almeno questo

            > ma la fuga non è la
            > soluzione,

            se vivi in un paese dove la maggioranza delle persone sembra essere daccordo con l'andare in una direzione che a me non piace e le cose non sembrano destinate a migliorare, ma anzi a peggiorare allora forse si Occhiolino

            > poi, la fuga
            > dove?

            il nord europa non mi fa affatto schifo, anzi

            > Ecco adesso ridi che la mamma ha fatto i gnocchi.

            orpo buon appetito Sorpresa
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              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2009-11-30 18:41:00.0 alle 2009-11-30 18:41:00.0
              Re: "Figlio mio, lascia questo Paese"

              - Scritto da:
              >
              > - Scritto da: exsinistro
              > >
              > > - Scritto da:
              > > >
              > > > - Scritto da: exsinistro
              > > > > L'autore è stato ed è una delle cause
              > > principali
              > > > > di questo stato di cose, il presunto suo
              > > figlio
              > > > > non ha nessuna necessità di essere bravo ne
              > di
              > > > > andare all'estero perchè la strada ce l'ha
              > già
              > > > > spianata dal papino, ma poi all'estero,
              > dove?
              > > A
              > > > > Cuba? In Brasile con Lula? Da Chavez? Oppure
              > > > > negli odiati
              > > > > USA?
              > > > >
              > > > > Pirlate, solo pirlate per nullità umane.
              > > > >
              > > > > O Balle, come direbbe Nathan.
              > > >
              > > > in Italia va tutto benissimo e la meritocrazia
              > > e'
              > > > un principio intoccabile
              > > > Rotola dal ridere
              > > >
              > > > quanto sei deficiente A bocca storta
              > >
              > > No, è l'esatto contrario,
              >
              > almeno questo
              >
              > > ma la fuga non è la
              > > soluzione,
              >
              > se vivi in un paese dove la maggioranza delle
              > persone sembra essere daccordo con l'andare in
              > una direzione che a me non piace e le cose non
              > sembrano destinate a migliorare, ma anzi a
              > peggiorare allora forse si
              > Occhiolino
              >
              > > poi, la fuga
              > > dove?
              >
              > il nord europa non mi fa affatto schifo, anzi
              >
              Bellissimo! Tempo cupissimo, gente depressa e alcolizzata. Non per niente in quei paesi c'è un tasso di suicidi altissimo.
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                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2009-11-30 18:48:00.0 alle 2009-11-30 18:48:00.0
                Re: "Figlio mio, lascia questo Paese"
                - Scritto da:
                >
                > - Scritto da:
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                > > > > - Scritto da: exsinistro
                > > > > > L'autore è stato ed è una delle cause
                > > > principali
                > > > > > di questo stato di cose, il presunto suo
                > > > figlio
                > > > > > non ha nessuna necessità di essere bravo
                > ne
                > > di
                > > > > > andare all'estero perchè la strada ce l'ha
                > > già
                > > > > > spianata dal papino, ma poi all'estero,
                > > dove?
                > > > A
                > > > > > Cuba? In Brasile con Lula? Da Chavez?
                > Oppure
                > > > > > negli odiati
                > > > > > USA?
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                > > > > > Pirlate, solo pirlate per nullità umane.
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                > > > > > O Balle, come direbbe Nathan.
                > > > >
                > > > > in Italia va tutto benissimo e la
                > meritocrazia
                > > > e'
                > > > > un principio intoccabile
                > > > > Rotola dal ridere
                > > > >
                > > > > quanto sei deficiente A bocca storta
                > > >
                > > > No, è l'esatto contrario,
                > >
                > > almeno questo
                > >
                > > > ma la fuga non è la
                > > > soluzione,
                > >
                > > se vivi in un paese dove la maggioranza delle
                > > persone sembra essere daccordo con l'andare in
                > > una direzione che a me non piace e le cose non
                > > sembrano destinate a migliorare, ma anzi a
                > > peggiorare allora forse si
                > > Occhiolino
                > >
                > > > poi, la fuga
                > > > dove?
                > >
                > > il nord europa non mi fa affatto schifo, anzi
                > >
                > Bellissimo! Tempo cupissimo, gente depressa e
                > alcolizzata. Non per niente in quei paesi c'è un
                > tasso di suicidi
                > altissimo.

                Si vede che ci hai passato un bel po' di tempo A bocca storta
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      Non Autenticato
      il 2009-11-30 11:16:00.0 alle 2009-11-30 11:16:00.0
      Re: "Figlio mio, lascia questo Paese"

      - Scritto da:
      > Figlio mio, stai per finire la tua Università;
      > sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti.
      > Finisci in tempo e bene: molto più di quello che
      > tua madre e io ci aspettassimo....


      Lettera da vomito, patetica e piena di luoghi comuni. Si vede che hanno il grano questi. Ma non poteva chiamarlo al telefono?
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2009-11-30 11:45:00.0 alle 2009-11-30 11:45:00.0
        Re: "Figlio mio, lascia questo Paese"

        - Scritto da:
        >
        > - Scritto da:
        > > Figlio mio, stai per finire la tua Università;
        > > sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti.
        > > Finisci in tempo e bene: molto più di quello che
        > > tua madre e io ci aspettassimo....
        >
        >
        > Lettera da vomito, patetica e piena di luoghi
        > comuni. Si vede che hanno il grano questi. Ma non
        > poteva chiamarlo al
        > telefono?

        e poi come avrebbe fatto repubblica a pubblicarla? I coglioni hanno bisogno di un catalizzatore per scandalizzarsi Perplesso
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2009-11-30 14:12:00.0 alle 2009-11-30 14:12:00.0
      Re: "Figlio mio, lascia questo Paese"

      - Scritto da:
      > Figlio mio, stai per finire la tua Università;
      > sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti.
      > Finisci in tempo e bene: molto più di quello che
      > tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che
      > ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora
      > ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più
      > un posto in cui sia possibile stare con
      > orgoglio.
      >
      > Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti
      > dico queste cose e la preoccupazione per un
      > futuro che finirà con lo spezzare le dolci
      > consuetudini del nostro vivere uniti, come è
      > avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non
      > posso, onestamente, nascondere quello che ho
      > lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per
      > sapere quanto sia forte il tuo senso di
      > giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il
      > sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e
      > meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo
      > studio duro sia la sola strada per renderti
      > credibile e affidabile nel lavoro che
      > incontrerai.
      > Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è
      > che tutto questo ha sempre meno valore in una
      > Società divisa, rissosa, fortemente
      > individualista, pronta a svendere i minimi valori
      > di solidarietà e di onestà, in cambio di un
      > riconoscimento degli interessi personali, di
      > prebende discutibili; di carriere feroci fatte su
      > meriti inesistenti. A meno che non sia un merito
      > l'affiliazione, politica, di clan, familistica:
      > poco fa la
      > differenza.
      >
      > Questo è un Paese in cui, se ti va bene,
      > comincerai guadagnando un decimo di un portaborse
      > qualunque; un centesimo di una velina o di un
      > tronista; forse poco più di un millesimo di un
      > grande manager che ha all'attivo disavventure e
      > fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese
      > in cui, per viaggiare, devi augurarti che
      > l'Alitalia non si metta in testa di fare
      > l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il
      > rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe
      > capitare di vederti annullare ogni volo per
      > giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di
      > una informazione (o di una scusa) che non
      > arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere
      > diversamente, se questo è l'unico Paese in cui
      > una compagnia aerea di Stato, tecnicamente
      > fallita per non aver saputo stare sul mercato, è
      > stata privatizzata regalandole il Monopolio, e
      > così costringendo i suoi vertici alla paralisi di
      > fronte a dipendenti che non crederanno mai più di
      > essere a
      > rischio.
      >
      > Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po',
      > non troverai molte ragioni per rincuorarti.
      > Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo
      > fatto magari il taxista, si vede premiato - per
      > ragioni intuibili - con un Consiglio di
      > Amministrazione, o non sapendo nulla di
      > elettricità, gas ed energie varie, accede
      > imperterrito al vertice di una Multiutility. Non
      > varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci
      > sono ragioni sufficienti che lavorano su altri
      > terreni, in grado di spingerti a incarichi
      > delicati, magari critici per i destini
      > industriali del Paese. Questo è un Paese in cui
      > nessuno sembra destinato a pagare per gli errori
      > fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro
      > pensando che non gli tocchi un posto superiore,
      > una volta officiato, per raccomandazione, a
      > qualsiasi incarico. Potrei continuare
      > all'infinito, annoiandoti e
      > deprimendomi.
      >
      > Per questo, col cuore che soffre più che mai, il
      > mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi,
      > prenda la strada dell'estero. Scegli di andare
      > dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto,
      > il riconoscimento del merito e dei risultati.
      > Probabilmente non sarà tutto oro, questo no.
      > Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la
      > nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei
      > tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti,
      > per fare quello per cui ti sei preparato per
      > anni.
      >
      > Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita.
      > Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo
      > fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere
      > diversamente, senza chiederti, ad esempio, se
      > quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno
      > di questi mediocri che contano, col rischio di
      > essere messo nel mirino, magari subdolamente, e
      > trovarti emarginato senza capire
      > perché.
      >
      > Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto
      > evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo
      > prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti
      > conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi
      > dirai che è tutto vero, che le cose stanno
      > proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che
      > tu, proprio per questo, non gliela darai vinta.
      > Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di
      > più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per
      > aver trovato il modo di non deludermi,
      > assecondando le mie
      > amarezze.
      >
      > Preparati comunque a soffrire.
      >
      > Con affetto,
      >
      >
      >
      > tuo padre
      >
      >
      >
      >
      >
      > L'autore è stato direttore generale della Rai.
      > Attualmente è direttore generale della Libera
      > Università internazionale degli studi sociali,
      > Luiss Guido
      > Carli.
      >
      > (30 novembre 2009)

      >
      >
      > http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_
      >
      >
      > [img]http://www.bestweekever.tv/bwe/images/2009/11


      Negli altri paesi non si sta poi tanto meglio, il paese del ben godi resta sempre l'Italia.
<softv>

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