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perchè ho persoSecondo quest'autorevole fonte sembra che i veneziani creano sul serio che dia la caccia ai fannulloni

Ogni tornata elettorale nasconde un giacimento di spigolature che nella concitazione del dato generale rischiano di andare perdute come lacrime nella pioggia. Alcune suonano consolatorie per chi è uscito sconfitto. Sono nicchie di buonumore sotto cui rifugiarsi intanto che continua a piovere. In questo senso, qualcosa più di una notazione sbrigativa merita la sconfitta del ministro Brunetta, che si era candidato a sindaco di Venezia con tutto il suo peso anche mediatico di ras in ascesa nel partito di maggioranza. E invece per lui cè stato un imprevisto tuffo in laguna. Nel Veneto del PdL triumphans, solo lui è rimasto con un palmo di naso. Eppure è sempre in tv, ogni sua dichiarazione viene riportata e commentata su tutti i giornali. Eppure per intercettare flussi di denaro pubblico ai veneziani avrebbe fatto comodo un sindaco-ministro, visto che ormai lincompatibilità legale è considerata questione troppo triviale per essere sollevata.
Alla ricerca di motivazioni plausibili per questa incongruenza, una sola resta in piedi: che i suoi elettori gli abbiano creduto. Che abbiano creduto alla sua battaglia contro i fannulloni. Non cè altra spiegazione: una quota determinate di suoi elettori potenziali deve aver pensato che volesse sul serio far lavorare le persone. Ciò che davvero risulterebbe imperdonabile, se trasposto dai proclami alla prassi.
Lipotesi appare inverosimile: quale persona intelligente potrebbe aver preso per buone le rodomontate del ministro Brunetta, considerato pure il lassismo fancazzista che imperversa fra i suoi compagni di cordata? Non cè limite allumana credulità... Del resto il suo principale laveva detto: gli elettori sono come alunni di scuola media, e nemmeno fra i più svegli.