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    il 2010-04-02 02:17:00.0 alle 2010-04-02 02:17:00.0
    Trollate totali: 342
    A 9 anni sconfigge il tumore
    "«Voglio diventare una ballerina». Questo il sogno di una bambina di 9 anni, questo il sogno che le ha dato la forza per combattere una malattia rara che le stava mangiando il cervello e superare un intervento durante il quale ne è stato asportato la metà. Cameron Mott è riuscita a stupire i medici e la famiglia con un miracoloso recupero dopo un operazione che aveva più rischi che speranze. E invece lei ce l’ha fatta."

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/vogli...

    vabbe chi ha scritto il titolo ha sbagliato. la encefalite non e un tumore, e l emisferoctomia e l ultima spiaggia, altro che sconfiggere il tumore. non si muore, ma e un terno al lotto. leggo su internet che spesso si rimane invalidi. lei invece ne e uscita bene, anchese con qualche disturbo.
    ma vabbe, chi se ne frega. vivra Sorride
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      il 2010-04-02 02:59:00.0 alle 2010-04-02 02:59:00.0
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      Re: A 9 anni sconfigge il tumore
      - Scritto da: Blight
      > "«Voglio diventare una ballerina». Questo il
      > sogno di una bambina di 9 anni, questo il sogno
      > che le ha dato la forza per combattere una
      > malattia rara che le stava mangiando il cervello
      > e superare un intervento durante il quale ne è
      > stato asportato la metà. Cameron Mott è riuscita
      > a stupire i medici e la famiglia con un
      > miracoloso recupero dopo un operazione che aveva
      > più rischi che speranze. E invece lei ce l’ha
      > fatta."
      >
      > http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/vogli
      >
      > vabbe chi ha scritto il titolo ha sbagliato. la
      > encefalite non e un tumore, e l emisferoctomia e
      > l ultima spiaggia, altro che sconfiggere il
      > tumore. non si muore, ma e un terno al lotto.
      > leggo su internet che spesso si rimane invalidi.
      > lei invece ne e uscita bene, anchese con qualche
      > disturbo.
      > ma vabbe, chi se ne frega. vivra Sorride

      Poverina...
      Bé, non avevano molta scelta a quanto pare, ma mi chiedo che danni le siano stati procurati in questo modo, soprattutto alla personalità, ai suoi ricordi, ai suoi sentimenti e se questa bambina sia ora la stessa che è entrata in sala operatoria.

      Da quanto si ritiene di sapere, nella maggior parte dei casi (ad esempio questo non è vero per coloro che sono definiti "sociopatici") la parte destra si occupa delle doti artistiche, dei sentimenti, delle relazioni affettive, della fantasia, ecc.

      Non vorrei che ora diventasse un grave caso di sociopatica. È una condizione molto pericolosa, sia per sé stessi che per gli altri. Il sociopatico grave non sente la necessità di legami affettivi di sorta, tutto ciò che vede è limitato alla sua utilità, simulerà i legami affettivi là dove saranno utili per raggiungere gli obiettivi che si pone. Mente spudoratamente anche di fronte all'evidenza e non si cura se questo provocherà sofferenza negli altri (c'è da dire che non è colpa sua, semplicemente non è in grado di comprendere i sentimenti), non prova rimorso, molto spesso non è in grado di amare alcunché (ma può simularlo molto bene se ritiene che da questo riceverà qualche vantaggio, nonostante manchi dei sentimenti non è stupido e comprende bene i meccanismi che regolano la vita altrui tanto da poterli simulare senza grossi problemi), è estremamente manipolativo e non prova empatia per gli altri.

      Forse il fatto che è ancora così giovane le permetterà di riorganizzare il cervello in modo da compensare la mancanza della parte destra... me lo auguro per lei e per chi le sta attorno.
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        Non Autenticato
        il 2010-04-02 03:29:00.0 alle 2010-04-02 03:29:00.0
        Re: A 9 anni sconfigge il tumore
        E' una condizione a cui spesso spinge la società che conosciamo, vero e proprio ambiente patogeno. Non credo questa sia una conclusione a cui potrebbe giungere giusto un sociofobico, perchè tale non mi considero, pur vivendo un rapporto in parte problematico col contesto esterno al mio, che si esplica in un adattamento solo parziale ad una realtà d'insieme che in buona parte confuto/rigetto. No, credo piuttosto sia un'analisi razionale a portarla a vedere in questo modo.
        In un comunità semplice potrà contare molto di più la cooperazione, l'empatia e la ricerca di un'intesa comune, ma in un modello societario complesso e capitalistico come il nostro, al di là dei valori che più o meno ipocritamente si sbandierano, il conflitto tra le parti sembra inevitabile e l'affermazione individuale è una strada che ti porta come minimo a calpestare i piedi di qualcuno (se non proprio a passargli sul cadavere).
        A meno non ci si auto/escluda da tutto, finendo ad ingrossare le fila degli emarginati e dei perdenti, o che non ci si ritiri come anacoreta sul cucuzzolo di una montagna, il destino dell'uomo moderno, così "urbano" e tecnologico, pare sia inelluttabilmente questo.
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          Scritto da
          il 2010-04-02 03:47:00.0 alle 2010-04-02 03:47:00.0
          Trollate totali: 5425
          Re: A 9 anni sconfigge il tumore

          - Scritto da:
          > E' una condizione a cui spesso spinge la società
          > che conosciamo, vero e proprio ambiente patogeno.
          > Non credo questa sia una conclusione a cui
          > potrebbe giungere giusto un sociofobico, perchè
          > tale non mi considero, pur vivendo un rapporto in
          > parte problematico col contesto esterno al mio,
          > che si esplica in un adattamento solo parziale ad
          > una realtà d'insieme che in buona parte
          > confuto/rigetto. No, credo piuttosto sia
          > un'analisi razionale a portarla a vedere in
          > questo
          > modo.
          > In un comunità semplice potrà contare molto di
          > più la cooperazione, l'empatia e la ricerca di
          > un'intesa comune, ma in un modello societario
          > complesso e capitalistico come il nostro, al di
          > là dei valori che più o meno ipocritamente si
          > sbandierano, il conflitto tra le parti sembra
          > inevitabile e l'affermazione individuale è una
          > strada che ti porta come minimo a calpestare i
          > piedi di qualcuno (se non proprio a passargli sul
          > cadavere).
          >
          > A meno non ci si auto/escluda da tutto, finendo
          > ad ingrossare le fila degli emarginati e dei
          > perdenti, o che non ci si ritiri come anacoreta
          > sul cucuzzolo di una montagna, il destino
          > dell'uomo moderno, così "urbano" e tecnologico,
          > pare sia inelluttabilmente
          > questo.

          Credo che stai confondendo sociofobia con sociopatia. Non so se l'ambiente può influire sullo sviluppo di un individuo sociopatico o se invece si tratta di una cosa innata (un difetto o semplicemente una caratteristica diversa dal solito), ma la sociopatia non è la paura per le relazioni sociali (spesso dovute ad insicurezze proprie), anzi, per un sociopatico le relazioni sociali sono importanti perché gli permettono di raggiungere i suoi obiettivi, quindi cerca di curarle, ma si tratta di una "messa in scena", il sociopatico non prova nulla per gli altri, né paura né pietà né rimorso... è la tipica persona che è in grado di torturare e fare del male ad un animaletto solo perché può farlo, per vedere che succede, senza immedesimarsi nella sua vittima (per lui quindi ridotta ad un oggetto). La sociofobia è diversa, penso sia anzi provocata da un'eccessiva sensibilità verso gli altri, quindi una specie di "esatto contrario".

          Probabilmente poi esistono diversi livelli di sociopatia, dai più gravi (totale disinteresse per gli altri, incapacità totale di provare qualsiasi cosa, ecc) ai meno gravi (incapacità di provare qualche particolare sentimento in un qualche livello, relazioni con gli altri poco profonde, ecc).

          Non è comunque colpa del sociopatico, non l'ha voluto lui, non va quindi demonizzato per quello che non può cambiare, ma sapere che una persona che ti sta accanto è sociopatica è certamente un bene perché potrebbe farti del male senza volerlo, senza capire ciò che provi perché lui/lei non prova nulla o quasi nulla e quindi non può sapere che significa essere ingannati/traditi/abbandonati/ecc.

          Questa almeno è la teoria, bisogna poi vedere fino a che punto corrisponde al vero. Certo è che se privi una persona di un'intero lobo del cervello puoi aspettarti risultati di questo tipo... soprattutto se quella parte del cervello in genere si specializza appunto nella gestione dei sentimenti.

          Circa le influenze dell'ambiente che ti circondano, probabilmente è possibile. Se nessuno ti ha mai dato affetto, è probabile che tu non ne provi poi per nessuno, se ti è stato insegnato che un sentimento è "sbagliato", potresti arrivare ad escluderlo dalla tua esistenza (anche se faccio fatica a capire come)... ma penso che siano influenze che devono essere imposte sin da molto piccoli e per un lungo tempo prima di diventare davvero sociopatia, sempre che sia possibile.
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            Scritto da
            il 2010-04-02 04:06:00.0 alle 2010-04-02 04:06:00.0
            Trollate totali: 342
            Re: A 9 anni sconfigge il tumore

            - Scritto da: Rin Kobayashi
            >
            > - Scritto da:
            > > E' una condizione a cui spesso spinge la società
            > > che conosciamo, vero e proprio ambiente
            > patogeno.
            > > Non credo questa sia una conclusione a cui
            > > potrebbe giungere giusto un sociofobico, perchè
            > > tale non mi considero, pur vivendo un rapporto
            > in
            > > parte problematico col contesto esterno al mio,
            > > che si esplica in un adattamento solo parziale
            > ad
            > > una realtà d'insieme che in buona parte
            > > confuto/rigetto. No, credo piuttosto sia
            > > un'analisi razionale a portarla a vedere in
            > > questo
            > > modo.
            > > In un comunità semplice potrà contare molto di
            > > più la cooperazione, l'empatia e la ricerca di
            > > un'intesa comune, ma in un modello societario
            > > complesso e capitalistico come il nostro, al di
            > > là dei valori che più o meno ipocritamente si
            > > sbandierano, il conflitto tra le parti sembra
            > > inevitabile e l'affermazione individuale è una
            > > strada che ti porta come minimo a calpestare i
            > > piedi di qualcuno (se non proprio a passargli
            > sul
            > > cadavere).
            > >
            > > A meno non ci si auto/escluda da tutto, finendo
            > > ad ingrossare le fila degli emarginati e dei
            > > perdenti, o che non ci si ritiri come anacoreta
            > > sul cucuzzolo di una montagna, il destino
            > > dell'uomo moderno, così "urbano" e tecnologico,
            > > pare sia inelluttabilmente
            > > questo.
            >
            > Credo che stai confondendo sociofobia con
            > sociopatia. Non so se l'ambiente può influire
            > sullo sviluppo di un individuo sociopatico o se
            > invece si tratta di una cosa innata (un difetto o
            > semplicemente una caratteristica diversa dal
            > solito), ma la sociopatia non è la paura per le
            > relazioni sociali (spesso dovute ad insicurezze
            > proprie), anzi, per un sociopatico le relazioni
            > sociali sono importanti perché gli permettono di
            > raggiungere i suoi obiettivi, quindi cerca di
            > curarle, ma si tratta di una "messa in scena", il
            > sociopatico non prova nulla per gli altri, né
            > paura né pietà né rimorso... è la tipica persona
            > che è in grado di torturare e fare del male ad un
            > animaletto solo perché può farlo, per vedere che
            > succede, senza immedesimarsi nella sua vittima
            > (per lui quindi ridotta ad un oggetto). La
            > sociofobia è diversa, penso sia anzi provocata da
            > un'eccessiva sensibilità verso gli altri, quindi
            > una specie di "esatto
            > contrario".
            >
            > Probabilmente poi esistono diversi livelli di
            > sociopatia, dai più gravi (totale disinteresse
            > per gli altri, incapacità totale di provare
            > qualsiasi cosa, ecc) ai meno gravi (incapacità di
            > provare qualche particolare sentimento in un
            > qualche livello, relazioni con gli altri poco
            > profonde,
            > ecc).
            >
            > Non è comunque colpa del sociopatico, non l'ha
            > voluto lui, non va quindi demonizzato per quello
            > che non può cambiare, ma sapere che una persona
            > che ti sta accanto è sociopatica è certamente un
            > bene perché potrebbe farti del male senza
            > volerlo, senza capire ciò che provi perché
            > lui/lei non prova nulla o quasi nulla e quindi
            > non può sapere che significa essere
            > ingannati/traditi/abbandonati/ecc.
            >
            > Questa almeno è la teoria, bisogna poi vedere
            > fino a che punto corrisponde al vero. Certo è che
            > se privi una persona di un'intero lobo del
            > cervello puoi aspettarti risultati di questo
            > tipo... soprattutto se quella parte del cervello
            > in genere si specializza appunto nella gestione
            > dei
            > sentimenti.
            >
            > Circa le influenze dell'ambiente che ti
            > circondano, probabilmente è possibile. Se nessuno
            > ti ha mai dato affetto, è probabile che tu non ne
            > provi poi per nessuno, se ti è stato insegnato
            > che un sentimento è "sbagliato", potresti
            > arrivare ad escluderlo dalla tua esistenza (anche
            > se faccio fatica a capire come)... ma penso che
            > siano influenze che devono essere imposte sin da
            > molto piccoli e per un lungo tempo prima di
            > diventare davvero sociopatia, sempre che sia
            > possibile.

            non e chiaro se e vero che la separazione tra emisferi sia tanto netta. si leggono tante cose in giro. pare pero vera la plasticita che permette ai bimbi di rimediare presto a queste operazioni.
            la malattia mentale mi spaventa perche non si capisce. non centrano altri organismi spesso, anzi, la dentro nella testa ce la volonta della persona vera e propria. e una forma di cambiamento pericolosa spesso piu per gli altri che per chi a tiene.
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              Scritto da
              il 2010-04-02 04:37:00.0 alle 2010-04-02 04:37:00.0
              Trollate totali: 5425
              Re: A 9 anni sconfigge il tumore

              - Scritto da: Blight
              > non e chiaro se e vero che la separazione tra
              > emisferi sia tanto netta.

              Probabilmente non lo è.

              > si leggono tante cose
              > in giro. pare pero vera la plasticita che
              > permette ai bimbi di rimediare presto a queste
              > operazioni.

              Si, infatti spero che il suo cervello riesca a ritrovare un equilibrio suo, compensando le parti che mancano (ma fino a che livello è possibile?). Però... oramai ha già 9 anni... a 9 anni già sei in grado di capire parecchio, più o meno corrisponde all'età in cui un bambino smette di "ragionare con il cervello dei suoi genitori" e sviluppa idee proprie, sistemi per affrontare le situazioni proprie, ecc. Mah, spero non sia troppo tardi per lei... di certo però la parte del cervello "buttata" (o comunque "mangiata" dalla malattia) conteneva qualcosa. Che cosa però? Quale parte di lei se ne è andata? C'è da dire che forse il cervello, con il progresso della malattia, aveva già "abbandonato" la parte malata o prossima alla malattia e forse già aveva incominciato a compensare (questo spiegherebbe i danni "limitati" che questa bimba ha mostrato di avere... quelle funzioni erano già state "trasferite" in gran parte altrove). Ma chi può esserne sicuro? Bé, speriamo... più di così non possiamo fare.

              > la malattia mentale mi spaventa perche non si
              > capisce. non centrano altri organismi spesso,
              > anzi, la dentro nella testa ce la volonta della
              > persona vera e propria. e una forma di
              > cambiamento pericolosa spesso piu per gli altri
              > che per chi a
              > tiene.

              Bé credo che un'operazione come quella affrontata da quella bimba spaventi un po' tutti. Nessuno desidera "sparire" o "essere sostituito da qualcos'altro". Nessuno ti può garantire che la persona che uscirà dalla sala operatoria in questi casi sia uguale a quella che è entrata. Per quanto ne sappiamo quella bambina potrebbe avere i ricordi di prima, provare i sentimenti di prima... e ancora non essere più lei.

              Il cervello è un'organismo troppo complicato e di cui si sa ancora ben poco (nonostante in molti sostengano che basti conoscere la fisica di base per poter affermare di "saperne tanto", io non sono d'accordo). Puoi avere davanti a te un circuito elettronico immensamente complesso, conoscerne il funzionamento delle singole parti, dei singoli integrati, avere un'idea generale di quale sezione di questo circuito faccia più o meno cosa... e ancora non capirlo o farti sfuggire aspetti decisivi che ti portano a toccare qualcosa convinto che sia una parte di secondaria importanza o convinto di averne capito appieno lo scopo e invece rompere tutto.

              Non so se permetterei a qualcuno di mettere mano al mio cervello. Certo, quando l'alternativa è "vivere o morire" forse la paura ha la meglio. Mi chiedo cosa abbiano detto a questa bambina. Se le hanno dato tutte le informazioni necessarie e le hanno permesso di scegliere che fare, oppure se i genitori, pur di averla viva, hanno imposto la loro soluzione, magari senza nemmeno essere onesti con lei.
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            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2010-04-02 04:30:00.0 alle 2010-04-02 04:30:00.0
            Re: A 9 anni sconfigge il tumore
            - Scritto da: Rin Kobayashi
            >
            > - Scritto da:
            > > E' una condizione a cui spesso spinge la società
            > > che conosciamo, vero e proprio ambiente
            > patogeno.
            > > Non credo questa sia una conclusione a cui
            > > potrebbe giungere giusto un sociofobico, perchè
            > > tale non mi considero, pur vivendo un rapporto
            > in
            > > parte problematico col contesto esterno al mio,
            > > che si esplica in un adattamento solo parziale
            > ad
            > > una realtà d'insieme che in buona parte
            > > confuto/rigetto. No, credo piuttosto sia
            > > un'analisi razionale a portarla a vedere in
            > > questo
            > > modo.
            > > In un comunità semplice potrà contare molto di
            > > più la cooperazione, l'empatia e la ricerca di
            > > un'intesa comune, ma in un modello societario
            > > complesso e capitalistico come il nostro, al di
            > > là dei valori che più o meno ipocritamente si
            > > sbandierano, il conflitto tra le parti sembra
            > > inevitabile e l'affermazione individuale è una
            > > strada che ti porta come minimo a calpestare i
            > > piedi di qualcuno (se non proprio a passargli
            > sul
            > > cadavere).
            > >
            > > A meno non ci si auto/escluda da tutto, finendo
            > > ad ingrossare le fila degli emarginati e dei
            > > perdenti, o che non ci si ritiri come anacoreta
            > > sul cucuzzolo di una montagna, il destino
            > > dell'uomo moderno, così "urbano" e tecnologico,
            > > pare sia inelluttabilmente
            > > questo.
            >
            > Credo che stai confondendo sociofobia con
            > sociopatia.

            Dieri di no.

            Non so se l'ambiente può influire
            > sullo sviluppo di un individuo sociopatico

            E' questa una conclusione a cui sostengo non solo un sociofobico giungerebbe.

            o se
            > invece si tratta di una cosa innata (un difetto o
            > semplicemente una caratteristica diversa dal
            > solito),

            Anche la spiegazione innatista la si possa escludere. Anzi troverebbe terreno fertile.


            > ma la sociopatia non è la paura per le
            > relazioni sociali (spesso dovute ad insicurezze
            > proprie),

            Lo so. Le ragioni che possono esservi alla base di essa, nella misura in cui sono fondate, allora spingono il discorso, a partire dalla fobia, verso la paura naturale e l'istinto di sopravvivenza.

            anzi, per un sociopatico le relazioni
            > sociali sono importanti perché gli permettono di
            > raggiungere i suoi obiettivi, quindi cerca di
            > curarle, ma si tratta di una "messa in scena", il
            > sociopatico non prova nulla per gli altri, né
            > paura né pietà né rimorso... è la tipica persona
            > che è in grado di torturare e fare del male ad un
            > animaletto solo perché può farlo, per vedere che
            > succede, senza immedesimarsi nella sua vittima
            > (per lui quindi ridotta ad un oggetto).

            Punta a ciò che gli interessa, senza curarsi di poter far più o meno del male a qualcuno.

            > La
            > sociofobia è diversa, penso sia anzi provocata da
            > un'eccessiva sensibilità verso gli altri,

            Uhm... Non saprei...
            No, non necessariamente.

            quindi
            > una specie di "esatto
            > contrario".
            >
            > Probabilmente poi esistono diversi livelli di
            > sociopatia, dai più gravi (totale disinteresse
            > per gli altri, incapacità totale di provare
            > qualsiasi cosa, ecc) ai meno gravi (incapacità di
            > provare qualche particolare sentimento in un
            > qualche livello, relazioni con gli altri poco
            > profonde,
            > ecc).

            Chiaro che si.

            > Non è comunque colpa del sociopatico, non l'ha
            > voluto lui, non va quindi demonizzato per quello
            > che non può cambiare, ma sapere che una persona
            > che ti sta accanto è sociopatica è certamente un
            > bene perché potrebbe farti del male senza
            > volerlo, senza capire ciò che provi perché
            > lui/lei non prova nulla o quasi nulla e quindi
            > non può sapere che significa essere
            > ingannati/traditi/abbandonati/ecc.

            Occorrerebbe tentare ugualmente di sensibilizzarlo, entro i margini del possibile, un pò come si tenta di recuperare chii è affetto da altri disturbi.

            Il dito piuttosto lu punto contro la società, che spinge a "socipatizzarsi" anche chi in principio non sarebbe stato troppo incline ad un tale disturbo.

            > Questa almeno è la teoria, bisogna poi vedere
            > fino a che punto corrisponde al vero. Certo è che
            > se privi una persona di un'intero lobo del
            > cervello puoi aspettarti risultati di questo
            > tipo... soprattutto se quella parte del cervello
            > in genere si specializza appunto nella gestione
            > dei
            > sentimenti.

            Non sono un neuroscienziato, però il tuo ragionamento sembra filare, poi non saprei.
            Spero chiaramente per quella bambina (e per chi le sta intorno - dici bene) che non le accada quanto ipotizzato. Il tempo darà delle risposte, per chi saprà coglierle.

            > Circa le influenze dell'ambiente che ti
            > circondano, probabilmente è possibile. Se nessuno
            > ti ha mai dato affetto, è probabile che tu non ne
            > provi poi per nessuno,

            Oppure potresti arrivare ad un certo punto a reprimerlo, o riordinarlo rispetto ad altre priorità.

            se ti è stato insegnato
            > che un sentimento è "sbagliato",

            Questo causa alexitimia ed altri disturbi egodistonici abbastanza seri per esempio.

            potresti
            > arrivare ad escluderlo dalla tua esistenza (anche
            > se faccio fatica a capire come)...

            Se ti rendi conto che non puoi arrivare ad amare liberamente le persone verso cui ti senti di essere portato spontaneamente ad indirizzare un siffatto sentimento, oppure ti rendi conto che al solo provarci, rischieresti non solo te, ma anche la persona di cui sei infatuato, allora non è più così inspiegabile una scelta come quella di legare con un filo spinato il proprio cuore.

            Ma l'amore non è il solo sentimento che non sempre può essere espresso liberamente. Spesso è anche il suo contrapposto a non poter essere esternato: l'odio.

            ma penso che
            > siano influenze che devono essere imposte sin da
            > molto piccoli e per un lungo tempo prima di
            > diventare davvero sociopatia, sempre che sia
            > possibile.

            ...
            • Avatar
              ☺
              Scritto da
              il 2010-04-02 13:52:00.0 alle 2010-04-02 13:52:00.0
              Trollate totali: 342
              Re: A 9 anni sconfigge il tumore
              - Scritto da:
              > - Scritto da: Rin Kobayashi
              > >
              > > - Scritto da:
              > > > E' una condizione a cui spesso spinge la
              > società
              > > > che conosciamo, vero e proprio ambiente
              > > patogeno.
              > > > Non credo questa sia una conclusione a cui
              > > > potrebbe giungere giusto un sociofobico,
              > perchè
              > > > tale non mi considero, pur vivendo un rapporto
              > > in
              > > > parte problematico col contesto esterno al
              > mio,
              > > > che si esplica in un adattamento solo parziale
              > > ad
              > > > una realtà d'insieme che in buona parte
              > > > confuto/rigetto. No, credo piuttosto sia
              > > > un'analisi razionale a portarla a vedere in
              > > > questo
              > > > modo.
              > > > In un comunità semplice potrà contare molto di
              > > > più la cooperazione, l'empatia e la ricerca di
              > > > un'intesa comune, ma in un modello societario
              > > > complesso e capitalistico come il nostro, al
              > di
              > > > là dei valori che più o meno ipocritamente si
              > > > sbandierano, il conflitto tra le parti sembra
              > > > inevitabile e l'affermazione individuale è una
              > > > strada che ti porta come minimo a calpestare i
              > > > piedi di qualcuno (se non proprio a passargli
              > > sul
              > > > cadavere).
              > > >
              > > > A meno non ci si auto/escluda da tutto,
              > finendo
              > > > ad ingrossare le fila degli emarginati e dei
              > > > perdenti, o che non ci si ritiri come
              > anacoreta
              > > > sul cucuzzolo di una montagna, il destino
              > > > dell'uomo moderno, così "urbano" e
              > tecnologico,
              > > > pare sia inelluttabilmente
              > > > questo.
              > >
              > > Credo che stai confondendo sociofobia con
              > > sociopatia.
              >
              > Dieri di no.
              >
              > Non so se l'ambiente può influire
              > > sullo sviluppo di un individuo sociopatico
              >
              > E' questa una conclusione a cui sostengo non solo
              > un sociofobico
              > giungerebbe.
              >
              > o se
              > > invece si tratta di una cosa innata (un difetto
              > o
              > > semplicemente una caratteristica diversa dal
              > > solito),
              >
              > Anche la spiegazione innatista la si possa
              > escludere. Anzi troverebbe terreno fertile.
              >

              hai voglia. tra cose ereditarie e predisposizioni ci stara anche una cosa cosi credo io

              > > ma la sociopatia non è la paura per le
              > > relazioni sociali (spesso dovute ad insicurezze
              > > proprie),
              >
              > Lo so. Le ragioni che possono esservi alla base
              > di essa, nella misura in cui sono fondate, allora
              > spingono il discorso, a partire dalla fobia,
              > verso la paura naturale e l'istinto di
              > sopravvivenza.
              >
              > anzi, per un sociopatico le relazioni
              > > sociali sono importanti perché gli permettono di
              > > raggiungere i suoi obiettivi, quindi cerca di
              > > curarle, ma si tratta di una "messa in scena",
              > il
              > > sociopatico non prova nulla per gli altri, né
              > > paura né pietà né rimorso... è la tipica persona
              > > che è in grado di torturare e fare del male ad
              > un
              > > animaletto solo perché può farlo, per vedere che
              > > succede, senza immedesimarsi nella sua vittima
              > > (per lui quindi ridotta ad un oggetto).
              >
              > Punta a ciò che gli interessa, senza curarsi di
              > poter far più o meno del male a qualcuno.
              >
              >
              > > La
              > > sociofobia è diversa, penso sia anzi provocata
              > da
              > > un'eccessiva sensibilità verso gli altri,
              >
              > Uhm... Non saprei...
              > No, non necessariamente.
              >
              > quindi
              > > una specie di "esatto
              > > contrario".
              > >
              > > Probabilmente poi esistono diversi livelli di
              > > sociopatia, dai più gravi (totale disinteresse
              > > per gli altri, incapacità totale di provare
              > > qualsiasi cosa, ecc) ai meno gravi (incapacità
              > di
              > > provare qualche particolare sentimento in un
              > > qualche livello, relazioni con gli altri poco
              > > profonde,
              > > ecc).
              >
              > Chiaro che si.
              >
              > > Non è comunque colpa del sociopatico, non l'ha
              > > voluto lui, non va quindi demonizzato per quello
              > > che non può cambiare, ma sapere che una persona
              > > che ti sta accanto è sociopatica è certamente un
              > > bene perché potrebbe farti del male senza
              > > volerlo, senza capire ciò che provi perché
              > > lui/lei non prova nulla o quasi nulla e quindi
              > > non può sapere che significa essere
              > > ingannati/traditi/abbandonati/ecc.
              >
              > Occorrerebbe tentare ugualmente di
              > sensibilizzarlo, entro i margini del possibile,
              > un pò come si tenta di recuperare chii è affetto
              > da altri
              > disturbi.
              >
              > Il dito piuttosto lu punto contro la società, che
              > spinge a "socipatizzarsi" anche chi in principio
              > non sarebbe stato troppo incline ad un tale
              > disturbo.
              >

              ne possono succedono di cose che possono far schioppare anche lentamente. e magari non si vede manco

              >
              > > Questa almeno è la teoria, bisogna poi vedere
              > > fino a che punto corrisponde al vero. Certo è
              > che
              > > se privi una persona di un'intero lobo del
              > > cervello puoi aspettarti risultati di questo
              > > tipo... soprattutto se quella parte del cervello
              > > in genere si specializza appunto nella gestione
              > > dei
              > > sentimenti.
              >
              > Non sono un neuroscienziato, però il tuo
              > ragionamento sembra filare, poi non
              > saprei.
              > Spero chiaramente per quella bambina (e per chi
              > le sta intorno - dici bene) che non le accada
              > quanto ipotizzato. Il tempo darà delle risposte,
              > per chi saprà coglierle.
              >

              voglio fare la ballerina mi sembra un buon inizio Sorride

              > > Circa le influenze dell'ambiente che ti
              > > circondano, probabilmente è possibile. Se
              > nessuno
              > > ti ha mai dato affetto, è probabile che tu non
              > ne
              > > provi poi per nessuno,
              >
              > Oppure potresti arrivare ad un certo punto a
              > reprimerlo, o riordinarlo rispetto ad altre
              > priorità.
              >
              >
              > se ti è stato insegnato
              > > che un sentimento è "sbagliato",
              >
              > Questo causa alexitimia ed altri disturbi
              > egodistonici abbastanza seri per esempio.
              >
              >
              > potresti
              > > arrivare ad escluderlo dalla tua esistenza
              > (anche
              > > se faccio fatica a capire come)...
              >
              > Se ti rendi conto che non puoi arrivare ad amare
              > liberamente le persone verso cui ti senti di
              > essere portato spontaneamente ad indirizzare un
              > siffatto sentimento, oppure ti rendi conto che al
              > solo provarci, rischieresti non solo te, ma anche
              > la persona di cui sei infatuato, allora non è
              > più così inspiegabile una scelta come quella di
              > legare con un filo spinato il proprio cuore.
              >
              >
              > Ma l'amore non è il solo sentimento che non
              > sempre può essere espresso liberamente. Spesso è
              > anche il suo contrapposto a non poter essere
              > esternato:
              > l'odio.
              >

              penso che a odio stiamo apposto nel mondo. cosa diversa e l odio come cosa personale, da buttare fuori o realizzare. anche se la realta le sue forme di crudelta gia le tiene


      • Avatar
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2010-04-02 11:28:00.0 alle 2010-04-02 11:28:00.0
        Re: A 9 anni sconfigge il tumore
        > Il
        > sociopatico grave non sente la necessità di
        > legami affettivi di sorta, tutto ciò che vede è
        > limitato alla sua utilità, simulerà i legami
        > affettivi là dove saranno utili per raggiungere
        > gli obiettivi che si pone. Mente spudoratamente
        > anche di fronte all'evidenza e non si cura se
        > questo provocherà sofferenza negli altri (c'è da
        > dire che non è colpa sua, semplicemente non è in
        > grado di comprendere i sentimenti), non prova
        > rimorso, molto spesso non è in grado di amare
        > alcunché (ma può simularlo molto bene se ritiene
        > che da questo riceverà qualche vantaggio,
        > nonostante manchi dei sentimenti non è stupido e
        > comprende bene i meccanismi che regolano la vita
        > altrui tanto da poterli simulare senza grossi
        > problemi), è estremamente manipolativo e non
        > prova empatia per gli altri.

        Immagine postata dall'utente
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2010-04-02 08:53:00.0 alle 2010-04-02 08:53:00.0
      Re: A 9 anni sconfigge il tumore

      - Scritto da: Blight
      > "«Voglio diventare una ballerina». Questo il
      > sogno di una bambina di 9 anni, questo il sogno
      > che le ha dato la forza per combattere una
      > malattia rara che le stava mangiando il cervello
      > e superare un intervento durante il quale ne è
      > stato asportato la metà. Cameron Mott è riuscita
      > a stupire i medici e la famiglia con un
      > miracoloso recupero dopo un operazione che aveva
      > più rischi che speranze. E invece lei ce l’ha
      > fatta."
      >
      > http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/vogli
      >
      > vabbe chi ha scritto il titolo ha sbagliato. la
      > encefalite non e un tumore, e l emisferoctomia e
      > l ultima spiaggia, altro che sconfiggere il
      > tumore. non si muore, ma e un terno al lotto.
      > leggo su internet che spesso si rimane invalidi.
      > lei invece ne e uscita bene, anchese con qualche
      > disturbo.
      > ma vabbe, chi se ne frega. vivra Sorride

      Quando avrà 18 anni potrebbe prendere il posto della Carfagna. Cylon
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2010-04-02 16:01:00.0 alle 2010-04-02 16:01:00.0
      Re: A 9 anni sconfigge il tumore

      - Scritto da: Blight
      > "«Voglio diventare una ballerina». Questo il
      > sogno di una bambina di 9 anni, questo il sogno
      > che le ha dato la forza per combattere una
      > malattia rara che le stava mangiando il cervello
      > e superare un intervento durante il quale ne è
      > stato asportato la metà. Cameron Mott è riuscita
      > a stupire i medici e la famiglia con un
      > miracoloso recupero dopo un operazione che aveva
      > più rischi che speranze. E invece lei ce l’ha
      > fatta."
      >
      > http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/vogli
      >
      > vabbe chi ha scritto il titolo ha sbagliato. la
      > encefalite non e un tumore, e l emisferoctomia e
      > l ultima spiaggia, altro che sconfiggere il
      > tumore. non si muore, ma e un terno al lotto.
      > leggo su internet che spesso si rimane invalidi.
      > lei invece ne e uscita bene, anchese con qualche
      > disturbo.
      > ma vabbe, chi se ne frega. vivra Sorride


      non sarebbe la prima tipa che balla (aka fa ballonzolare le tette) in tv senza cervello
<softv>

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