Mostra notizie nelle discussioni
  • Avatar
    Proc di Catania
    Scritto da
    Non Autenticato
    il 2010-06-06 20:27:00.0 alle 2010-06-06 20:27:00.0
    L'Italietta è tra i paesi più omofobi
    Diritti dei gay, male l'Italia
    Gli svedesi i più "omo-friendly"


    L'associazione Ilga Europe stila la graduatoria degli stati che tutelano maggiormente, a livello legislativo, le persone omosessuali. Dominano le nazioni nordiche e la Spagna. Il nostro paese ai livelli di Serbia e Georgia

    di MARCO PASQUA

    E' LA SVEZIA il Paese più gay-friendly d'Europa, che garantisce, a livello legislativo, parità di trattamento alle persone omosessuali, oltre a fornire valide tutele normative contro l'omofobia. Con i suoi 10 punti (su un massimo di 10), guida una classifica redatta dalla Ilga Europe 1 (il ramo europeo della International lesbian and gay association). Per stilare questa vera e propria mappa dei diritti umani riconosciuti alla comunità omosessuale, e denominata Rainbow Europe Country Index, si è tenuto conto della legislazione vigente nei singoli Paesi. L'Italia si colloca nella fascia delle nazioni più omofobe: è ai livelli di Georgia e Serbia (qui, nel 2009, il governo cancellò all'ultimo momento il Gay Pride). "Siamo un Paese omofobo, e questi dati non mi stupiscono affatto", osserva Paola Concia, deputata del Pd.

    Nell'elaborare questa classifica, l'associazione europea che si batte per i diritti delle persone omosessuali e transessuali, ha assegnato un punto a ogni Paese per ognuna delle seguenti occorenze: quando la legislazione tutela la discriminazione per motivi di orientamento sessuale. Quando si riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso. Quando si garantiscono i diritti genitoriali tra partner dello stesso sesso. Quando si giudica l'omofobia in quanto espressione di odio e criminalità. Punti negativi, invece, vengono assegnati nel caso di legislazioni che vietino ancora gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso o che violino i diritti delle persone gay e lesbiche di riunione pacifica e libertà di associazione.

    La liberale Svezia è l'unica ad aver raccolto tutti i punti disponibili, seguita (a nove punti), da Belgio, Olanda, Norvegia, Spagna. Terzi classificati, con otto punti, Islanda e Regno Unito. L'Italia, ferma ad appena un punto, è in fondo alla classifica, in decima posizione: a farle compagnia ci sono Georgia, Grecia, Malta, Montenegro, Serbia. Peggio del Belpaese hanno fatto la Città del Vaticano e la Polonia (ferme a 0 punti), la Bielorussia e la Turchia (-1 punto) e, infine, Russia e Ucraina (- 2 punti).

    La mappa, che non tiene però conto dei diritti delle persone transessuali (su questo punto la Ilga sta lavorando ancora ad una raccolta dati esaustiva), conferma una dura relazione presentata nel marzo dello scorso anno dall'Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA): secondo quel documento l'Italia risultava per numero di abitanti, il Paese con il più alto tasso di omofobia sia sociale che politica e istituzionale. L'indice dell'Ilga, tra l'altro, non prende in esame le frequenti aggressioni omofobe che si registrano a livello nazionale, adottando esclusivamente un approccio di tipo legislativo. L'unico punto che l'Italia si è aggiudicato, è stato merito del recepimento di una direttiva europea, che tutela le persone omosessuali sul luogo di lavoro.

    "Inutile negare che siamo un Paese omofobo", dice a Repubblica.it Concia. "All'estero siamo visti come i vecchi Paesi dell'Est. In pratica, i miei colleghi deputati di Francia e Germania ci considerano allo stesso livello dei nuovi ingressi nell'Unione euopea. Non mi stupisce il fatto che siamo in una posizione così bassa". La Concia ricorda anche il travagliato cammino della proposta di legge contro l'omofobia, di cui lei stessa è la relatrice: "Se ne discute dal 10 dicembre in commissione Giustizia. La Lega ha già fatto sapere di essere contraria. Cosa farà il Pdl? Ora dovrà giocare a carte scoperte, e dire da che parte sta realmente".

    "L'Italia dimostra di non essere realmente entrata a far parte dell'Unione europea", osserva invece Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay. "Da troppo tempo si fanno solo valutazioni di natura economica, mentre il passaggio nell'Unione dovrebbe tenere conto di questioni sociali e politiche. Siamo di fronte ad un problema, dal punto di vita del riconoscimento dei diritti gay. Un problema della classe politica italiana, che è più indietro della società che rappresenta. Tra i Paesi fondatori dell'Unione europea", continua Patanè, "l'Italia è l'unica ad essere priva di una legge sulle coppie omosessuali e una legge contro l'omofobia e la transfobia".

    Stefano Bucaioni, responsabile affari internazionale di Arcigay, fa notare come già il dipartimento esteri americano, nel suo rapporto annuale sui diritti umani, abbia messo in luce l'omofobia tutta italiana: "In quel rapporto, che prendeva in esame anche la aggressioni verso i gay, si evidenziava l'assenza di una legislazione contro l'omofobia".

    (06 giugno 2010)

    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/06/news/c...
    • Avatar
      Proc di Catania
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2010-06-06 20:51:00.0 alle 2010-06-06 20:51:00.0
      Re: L'Italietta è tra i paesi più omofobi

      - Scritto da:
      > Diritti dei gay, male l'Italia
      > Gli svedesi i più "omo-friendly"

      >
      > L'associazione Ilga Europe stila la
      > graduatoria degli stati che tutelano
      > maggiormente, a livello legislativo, le persone
      > omosessuali. Dominano le nazioni nordiche e la
      > Spagna. Il nostro paese ai livelli di Serbia e
      > Georgia

      >
      > di MARCO PASQUA
      >
      > E' LA SVEZIA il Paese più gay-friendly d'Europa,
      > che garantisce, a livello legislativo, parità di
      > trattamento alle persone omosessuali, oltre a
      > fornire valide tutele normative contro
      > l'omofobia. Con i suoi 10 punti (su un massimo di
      > 10), guida una classifica redatta dalla Ilga
      > Europe 1 (il ramo europeo della International
      > lesbian and gay association). Per stilare questa
      > vera e propria mappa dei diritti umani
      > riconosciuti alla comunità omosessuale, e
      > denominata Rainbow Europe Country Index, si è
      > tenuto conto della legislazione vigente nei
      > singoli Paesi. L'Italia si colloca nella fascia
      > delle nazioni più omofobe: è ai livelli di
      > Georgia e Serbia (qui, nel 2009, il governo
      > cancellò all'ultimo momento il Gay Pride). "Siamo
      > un Paese omofobo, e questi dati non mi stupiscono
      > affatto", osserva Paola Concia, deputata del
      > Pd.
      >
      > Nell'elaborare questa classifica, l'associazione
      > europea che si batte per i diritti delle persone
      > omosessuali e transessuali, ha assegnato un punto
      > a ogni Paese per ognuna delle seguenti occorenze:
      > quando la legislazione tutela la discriminazione
      > per motivi di orientamento sessuale. Quando si
      > riconoscono le unioni tra persone dello stesso
      > sesso. Quando si garantiscono i diritti
      > genitoriali tra partner dello stesso sesso.
      > Quando si giudica l'omofobia in quanto
      > espressione di odio e criminalità. Punti
      > negativi, invece, vengono assegnati nel caso di
      > legislazioni che vietino ancora gli atti sessuali
      > tra persone dello stesso sesso o che violino i
      > diritti delle persone gay e lesbiche di riunione
      > pacifica e libertà di
      > associazione.
      >
      > La liberale Svezia è l'unica ad aver raccolto
      > tutti i punti disponibili, seguita (a nove
      > punti), da Belgio, Olanda, Norvegia, Spagna.
      > Terzi classificati, con otto punti, Islanda e
      > Regno Unito. L'Italia, ferma ad appena un punto,
      > è in fondo alla classifica, in decima posizione:
      > a farle compagnia ci sono Georgia, Grecia, Malta,
      > Montenegro, Serbia. Peggio del Belpaese hanno
      > fatto la Città del Vaticano e la Polonia (ferme a
      > 0 punti), la Bielorussia e la Turchia (-1 punto)
      > e, infine, Russia e Ucraina (- 2
      > punti).
      >
      > La mappa, che non tiene però conto dei diritti
      > delle persone transessuali (su questo punto la
      > Ilga sta lavorando ancora ad una raccolta dati
      > esaustiva), conferma una dura relazione
      > presentata nel marzo dello scorso anno
      > dall'Agenzia europea per i diritti fondamentali
      > (FRA): secondo quel documento l'Italia risultava
      > per numero di abitanti, il Paese con il più alto
      > tasso di omofobia sia sociale che politica e
      > istituzionale. L'indice dell'Ilga, tra l'altro,
      > non prende in esame le frequenti aggressioni
      > omofobe che si registrano a livello nazionale,
      > adottando esclusivamente un approccio di tipo
      > legislativo. L'unico punto che l'Italia si è
      > aggiudicato, è stato merito del recepimento di
      > una direttiva europea, che tutela le persone
      > omosessuali sul luogo di
      > lavoro.
      >
      > "Inutile negare che siamo un Paese omofobo", dice
      > a Repubblica.it Concia. "All'estero siamo visti
      > come i vecchi Paesi dell'Est. In pratica, i miei
      > colleghi deputati di Francia e Germania ci
      > considerano allo stesso livello dei nuovi
      > ingressi nell'Unione euopea. Non mi stupisce il
      > fatto che siamo in una posizione così bassa". La
      > Concia ricorda anche il travagliato cammino della
      > proposta di legge contro l'omofobia, di cui lei
      > stessa è la relatrice: "Se ne discute dal 10
      > dicembre in commissione Giustizia. La Lega ha già
      > fatto sapere di essere contraria. Cosa farà il
      > Pdl? Ora dovrà giocare a carte scoperte, e dire
      > da che parte sta
      > realmente".
      >
      > "L'Italia dimostra di non essere realmente
      > entrata a far parte dell'Unione europea", osserva
      > invece Paolo Patanè, presidente nazionale di
      > Arcigay. "Da troppo tempo si fanno solo
      > valutazioni di natura economica, mentre il
      > passaggio nell'Unione dovrebbe tenere conto di
      > questioni sociali e politiche. Siamo di fronte ad
      > un problema, dal punto di vita del riconoscimento
      > dei diritti gay. Un problema della classe
      > politica italiana, che è più indietro della
      > società che rappresenta. Tra i Paesi fondatori
      > dell'Unione europea", continua Patanè, "l'Italia
      > è l'unica ad essere priva di una legge sulle
      > coppie omosessuali e una legge contro l'omofobia
      > e la
      > transfobia".
      >
      > Stefano Bucaioni, responsabile affari
      > internazionale di Arcigay, fa notare come già il
      > dipartimento esteri americano, nel suo rapporto
      > annuale sui diritti umani, abbia messo in luce
      > l'omofobia tutta italiana: "In quel rapporto, che
      > prendeva in esame anche la aggressioni verso i
      > gay, si evidenziava l'assenza di una legislazione
      > contro
      > l'omofobia".
      >
      > (06 giugno 2010)
      >
      > http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/06/news/c

      hola frocio represso Ficoso
<softv>

Pagina generata in 22 millisecondi

Utenti attivi: 9 nell'ultimo minuto, 28 negli ultimi cinque minuti, 54 negli ultimi 15 minuti