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    il 2010-06-16 09:34:00.0 alle 2010-06-16 09:34:00.0
    Sono quasi ateo, ma ho visto un miracolo
    Caro Direttore,
    sono un avvocato milanese di 42 anni e Vi scrivo per testimoniare la mia recentissima esperienza durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Dopo anni di studi in istituti privati religiosi, dai quali non mi è rimasto praticamente nulla a livello «spirituale», ho vissuto tutta la vita da cattolico non praticante: dicevo di credere in Dio solo perché sono nato in Italia, mi hanno battezzato, ho fatto la comunione e la cresima. Nulla di più.
    Le parole delle preghiere, della bibbia, dei vangeli sono sempre state per me solo parole, ma non ho mai sentito nulla dentro di me. Anzi, qualcosa sentivo: un grandissimo vuoto, che i beni materiali che il mio lavoro mi ha permesso di avere non hanno mai colmato.
    Poi, nell’estate dello scorso anno è stata diagnosticata a mia madre una brutta malattia degenerativa, che ha aumentato ancora di più la mia sofferenza interiore.
    Finalmente, a maggio di quest’anno mia madre mi ha casualmente raccontato di avere programmato un pellegrinaggio a Medjugorje (di cui non sapevo assolutamente nulla, se non che era un luogo «tipo Lourdes») e mi ha poi chiesto se «per caso» non avessi il desiderio di andare con lei: credo sia stata una domanda di circostanza, alla quale era convinta io avrei rifiutato. Con sua enorme sorpresa, ho invece accettato, non so nemmeno io perché, so solo che «sentivo» di dover andare.
    In seguito, quando sono giunto a Medjugorje, ho sentito dire che è la Madonna a «chiamarti» quando è arrivato il tuo momento: ebbene, credo che nel mio caso sia stato proprio così.
    Ogni mattina sveglia all’alba, alle 6 colazione, per poi «partire» secondo un programma di gruppo che mi trovava molto restio ad accettare, essendo io estremamente individualista e convinto di poter fare sempre tutto da solo, senza mai chiedere aiuto a nessuno. Così all’inizio me ne stavo in disparte, a osservare, anche perché dopo tanti anni di istituti religiosi non mi ricordavo più nemmeno le parole del padre nostro o dell’ave maria e mi vergognavo a farlo vedere.
    Senza nemmeno accorgermene, a poco a poco mi sono avvicinato sempre di più al gruppo e ho cominciato anch’io a pregare: non a pronunciare le parole delle preghiere, come avevo sempre fatto in modo automatico, senza pensare, in quelle rare occasioni in cui andavo in Chiesa (ad esempio per la Messa di Natale), ma a pregare veramente.
    Ho cominciato a sentire come una pietra, o un groviglio di nodi, dentro di me, che a poco a poco si scioglieva. E man mano che si scioglieva, ho incominciato a piangere. E così ho continuato per tutta la durata del soggiorno. Poi... Il primo giugno, il giorno prima di partire, alle ore 7.15 circa passavo insieme a mia madre e una sua amica davanti alla chiesa dove era in corso la messa. Nel piazzale davanti alla chiesa si era riunita una cinquantina di persone e tutti stavano guardando in direzione del sole con espressioni a dir poco stupite. Mosso dalla curiosità, mi sono girato verso il sole e ho assistito ad un fenomeno per me incredibile.
    All’inizio sono rimasto abbagliato, poi i miei occhi si sono abituati alla luce e ho potuto fissare il sole per una decina di minuti. Durante questo lasso di tempo, il sole pulsava come un cuore venendo verso di noi e poi ritraendosi, avvicinandosi e poi allontanandosi sempre pulsando. Il sole era accerchiato da un anello luminoso, che girava vorticosamente prima a destra e poi a sinistra e che sembrava cambiare colore, prima di colore rosso fuoco e poi giallo-oro.

    continua..

    http://www.ilgiornale.it/interni/sono_quasi_ateo_m...
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      Scritto da
      il 2010-06-16 10:14:00.0 alle 2010-06-16 10:14:00.0
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      Re: Sono quasi ateo, ma ho visto un mira

      - Scritto da:
      > Mosso dalla
      > curiosità, mi sono girato verso il sole e ho
      > assistito ad un fenomeno per me
      > incredibile.
      > All’inizio sono rimasto abbagliato, poi i miei
      > occhi si sono abituati alla luce e ho potuto
      > fissare il sole per una decina di minuti
      .

      BLAM!, retina bruciata. E con essa pure il cervello, mi pare di capire Sorride
      `"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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        Non Autenticato
        il 2010-06-16 12:20:00.0 alle 2010-06-16 12:20:00.0
        Re: Sono quasi ateo, ma ho visto un mira

        - Scritto da: Giambo
        >
        > - Scritto da:
        > > Mosso dalla
        > > curiosità, mi sono girato verso il sole e ho
        > > assistito ad un fenomeno per me
        > > incredibile.
        > > All’inizio sono rimasto abbagliato, poi i
        > miei
        > > occhi si sono abituati alla luce e ho potuto
        > > fissare il sole per una decina di minuti
        .
        >
        > BLAM!, retina bruciata. E con essa pure il
        > cervello, mi pare di capire
        > Sorride

        su su, non disperare, tanto non te ne facevi nulla Sorride
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      il 2010-06-16 10:38:00.0 alle 2010-06-16 10:38:00.0
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      Re: Sono quasi ateo, ma ho visto un mira

      - Scritto da:
      > Caro Direttore,
      > sono un avvocato milanese di 42 anni e Vi scrivo
      > per testimoniare la mia recentissima esperienza
      > durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Dopo anni
      > di studi in istituti privati religiosi, dai quali
      > non mi è rimasto praticamente nulla a livello
      > «spirituale», ho vissuto tutta la vita da
      > cattolico non praticante: dicevo di credere in
      > Dio solo perché sono nato in Italia, mi hanno
      > battezzato, ho fatto la comunione e la cresima.
      > Nulla di
      > più.
      > Le parole delle preghiere, della bibbia, dei
      > vangeli sono sempre state per me solo parole, ma
      > non ho mai sentito nulla dentro di me. Anzi,
      > qualcosa sentivo: un grandissimo vuoto, che i
      > beni materiali che il mio lavoro mi ha permesso
      > di avere non hanno mai
      > colmato.
      > Poi, nell’estate dello scorso anno è stata
      > diagnosticata a mia madre una brutta malattia
      > degenerativa, che ha aumentato ancora di più la
      > mia sofferenza
      > interiore.
      > Finalmente, a maggio di quest’anno mia madre mi
      > ha casualmente raccontato di avere programmato un
      > pellegrinaggio a Medjugorje (di cui non sapevo
      > assolutamente nulla, se non che era un luogo
      > «tipo Lourdes») e mi ha poi chiesto se «per caso»
      > non avessi il desiderio di andare con lei: credo
      > sia stata una domanda di circostanza, alla quale
      > era convinta io avrei rifiutato. Con sua enorme
      > sorpresa, ho invece accettato, non so nemmeno io
      > perché, so solo che «sentivo» di dover
      > andare.
      > In seguito, quando sono giunto a Medjugorje, ho
      > sentito dire che è la Madonna a «chiamarti»
      > quando è arrivato il tuo momento: ebbene, credo
      > che nel mio caso sia stato proprio
      > così.
      > Ogni mattina sveglia all’alba, alle 6 colazione,
      > per poi «partire» secondo un programma di gruppo
      > che mi trovava molto restio ad accettare, essendo
      > io estremamente individualista e convinto di
      > poter fare sempre tutto da solo, senza mai
      > chiedere aiuto a nessuno. Così all’inizio me ne
      > stavo in disparte, a osservare, anche perché dopo
      > tanti anni di istituti religiosi non mi ricordavo
      > più nemmeno le parole del padre nostro o dell’ave
      > maria e mi vergognavo a farlo
      > vedere.
      > Senza nemmeno accorgermene, a poco a poco mi sono
      > avvicinato sempre di più al gruppo e ho
      > cominciato anch’io a pregare: non a pronunciare
      > le parole delle preghiere, come avevo sempre
      > fatto in modo automatico, senza pensare, in
      > quelle rare occasioni in cui andavo in Chiesa (ad
      > esempio per la Messa di Natale), ma a pregare
      > veramente.
      > Ho cominciato a sentire come una pietra, o un
      > groviglio di nodi, dentro di me, che a poco a
      > poco si scioglieva. E man mano che si scioglieva,
      > ho incominciato a piangere. E così ho continuato
      > per tutta la durata del soggiorno. Poi... Il
      > primo giugno, il giorno prima di partire, alle
      > ore 7.15 circa passavo insieme a mia madre e una
      > sua amica davanti alla chiesa dove era in corso
      > la messa. Nel piazzale davanti alla chiesa si era
      > riunita una cinquantina di persone e tutti
      > stavano guardando in direzione del sole con
      > espressioni a dir poco stupite. Mosso dalla
      > curiosità, mi sono girato verso il sole e ho
      > assistito ad un fenomeno per me
      > incredibile.
      > All’inizio sono rimasto abbagliato, poi i miei
      > occhi si sono abituati alla luce e ho potuto
      > fissare il sole per una decina di minuti. Durante
      > questo lasso di tempo, il sole pulsava come un
      > cuore venendo verso di noi e poi ritraendosi,
      > avvicinandosi e poi allontanandosi sempre
      > pulsando. Il sole era accerchiato da un anello
      > luminoso, che girava vorticosamente prima a
      > destra e poi a sinistra e che sembrava cambiare
      > colore, prima di colore rosso fuoco e poi
      > giallo-oro.
      >
      > continua..
      >
      > http://www.ilgiornale.it/interni/sono_quasi_ateo_m


      Con una briciola di fede si può spostare una montagna Ficoso

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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2010-06-16 10:46:00.0 alle 2010-06-16 10:46:00.0
        Re: Sono quasi ateo, ma ho visto un mira
        - Scritto da: nathan71
        >
        > - Scritto da:
        > > Caro Direttore,
        > > sono un avvocato milanese di 42 anni e Vi scrivo
        > > per testimoniare la mia recentissima esperienza
        > > durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Dopo
        > anni
        > > di studi in istituti privati religiosi, dai
        > quali
        > > non mi è rimasto praticamente nulla a livello
        > > «spirituale», ho vissuto tutta la vita da
        > > cattolico non praticante: dicevo di credere in
        > > Dio solo perché sono nato in Italia, mi hanno
        > > battezzato, ho fatto la comunione e la cresima.
        > > Nulla di
        > > più.
        > > Le parole delle preghiere, della bibbia, dei
        > > vangeli sono sempre state per me solo parole, ma
        > > non ho mai sentito nulla dentro di me. Anzi,
        > > qualcosa sentivo: un grandissimo vuoto, che i
        > > beni materiali che il mio lavoro mi ha permesso
        > > di avere non hanno mai
        > > colmato.
        > > Poi, nell’estate dello scorso anno è stata
        > > diagnosticata a mia madre una brutta malattia
        > > degenerativa, che ha aumentato ancora di più la
        > > mia sofferenza
        > > interiore.
        > > Finalmente, a maggio di quest’anno mia madre mi
        > > ha casualmente raccontato di avere programmato
        > un
        > > pellegrinaggio a Medjugorje (di cui non sapevo
        > > assolutamente nulla, se non che era un luogo
        > > «tipo Lourdes») e mi ha poi chiesto se «per
        > caso»
        > > non avessi il desiderio di andare con lei: credo
        > > sia stata una domanda di circostanza, alla quale
        > > era convinta io avrei rifiutato. Con sua enorme
        > > sorpresa, ho invece accettato, non so nemmeno io
        > > perché, so solo che «sentivo» di dover
        > > andare.
        > > In seguito, quando sono giunto a Medjugorje, ho
        > > sentito dire che è la Madonna a «chiamarti»
        > > quando è arrivato il tuo momento: ebbene, credo
        > > che nel mio caso sia stato proprio
        > > così.
        > > Ogni mattina sveglia all’alba, alle 6 colazione,
        > > per poi «partire» secondo un programma di gruppo
        > > che mi trovava molto restio ad accettare,
        > essendo
        > > io estremamente individualista e convinto di
        > > poter fare sempre tutto da solo, senza mai
        > > chiedere aiuto a nessuno. Così all’inizio me ne
        > > stavo in disparte, a osservare, anche perché
        > dopo
        > > tanti anni di istituti religiosi non mi
        > ricordavo
        > > più nemmeno le parole del padre nostro o
        > dell’ave
        > > maria e mi vergognavo a farlo
        > > vedere.
        > > Senza nemmeno accorgermene, a poco a poco mi
        > sono
        > > avvicinato sempre di più al gruppo e ho
        > > cominciato anch’io a pregare: non a pronunciare
        > > le parole delle preghiere, come avevo sempre
        > > fatto in modo automatico, senza pensare, in
        > > quelle rare occasioni in cui andavo in Chiesa
        > (ad
        > > esempio per la Messa di Natale), ma a pregare
        > > veramente.
        > > Ho cominciato a sentire come una pietra, o un
        > > groviglio di nodi, dentro di me, che a poco a
        > > poco si scioglieva. E man mano che si
        > scioglieva,
        > > ho incominciato a piangere. E così ho continuato
        > > per tutta la durata del soggiorno. Poi... Il
        > > primo giugno, il giorno prima di partire, alle
        > > ore 7.15 circa passavo insieme a mia madre e una
        > > sua amica davanti alla chiesa dove era in corso
        > > la messa. Nel piazzale davanti alla chiesa si
        > era
        > > riunita una cinquantina di persone e tutti
        > > stavano guardando in direzione del sole con
        > > espressioni a dir poco stupite. Mosso dalla
        > > curiosità, mi sono girato verso il sole e ho
        > > assistito ad un fenomeno per me
        > > incredibile.
        > > All’inizio sono rimasto abbagliato, poi i miei
        > > occhi si sono abituati alla luce e ho potuto
        > > fissare il sole per una decina di minuti.
        > Durante
        > > questo lasso di tempo, il sole pulsava come un
        > > cuore venendo verso di noi e poi ritraendosi,
        > > avvicinandosi e poi allontanandosi sempre
        > > pulsando. Il sole era accerchiato da un anello
        > > luminoso, che girava vorticosamente prima a
        > > destra e poi a sinistra e che sembrava cambiare
        > > colore, prima di colore rosso fuoco e poi
        > > giallo-oro.
        > >
        > > continua..
        > >
        > >
        > http://www.ilgiornale.it/interni/sono_quasi_ateo_m
        >
        >
        > Con una briciola di fede si può spostare una
        > montagna
        > Ficoso
        >

        E per votare Silvio quante tonnellate ne servono.. Sorride
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      Non Autenticato
      il 2010-06-16 13:02:00.0 alle 2010-06-16 13:02:00.0
      Anch'io sono stato a Medjugorije
      nel 1984.

      Un amico mi aveva chiesto se volevo andare, e ho detto di sì per curiosità.

      Levatacce alle 6, canti e preghiere fin oltre mezzanotte predispongono agli stati allucinatori.

      Inoltre i preti ci avevano fatto bere un infuso di assenzio, blando allucinogeno, spacciandolo per "dissetante". Era amaro, non piaceva a nessuno tranne a me, che me ne scolai mezza bottiglia.

      Ciononostante non ho visto nessun prodigio, e così tutti gli altri del nostro gruppo.

      GS
<softv>

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