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    il 2010-08-17 16:16:00.0 alle 2010-08-17 16:16:00.0
    realtà soggettiva e sogni lucidi
    http://www.stevepavlina.com/blog/2007/09/subjectiv...

    alex.tg, perché non pubblichi lo schema di quella tua macchina per provare i sogni lucidi?
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      il 2010-08-17 22:11:00.0 alle 2010-08-17 22:11:00.0
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      Re: realtà soggettiva e sogni lucidi
      Non aveva uno schema granche` complesso: l'ho detto, era un vecchio Joystick per Amiga smantellato, di cui avevo usato i due cavetti dell'unico pulsante "fire" per far sapere al computer quando si apriva il contatto. Poi avevo messo una pallina di stagno in cima ai due fili e confezionato una "fibbia" elastica di silicone che li manteneva uniti e l'avevo legata attorno al busto: quando inspiravo, il contatto si apriva e il computer registrava il ritmo respiratorio. Quando si alzava e si manteneva elevato per un po', faceva un bel BIIIIIP e mi avvertiva. Ma e` come andare sui pattini: di per se` gli strumenti sono semplici, il problema e` imparare a usarli, quindi lo schema non saprei a quanto potrebbe servire...
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        il 2010-08-17 22:45:00.0 alle 2010-08-17 22:45:00.0
        Re: realtà soggettiva e sogni lucidi
        > Non aveva uno schema granche` complesso: l'ho
        > detto, era un vecchio Joystick per Amiga
        > smantellato, di cui avevo usato i due cavetti
        > dell'unico pulsante "fire" per far sapere al
        > computer quando si apriva il contatto. Poi avevo
        > messo una pallina di stagno in cima ai due fili e
        > confezionato una "fibbia" elastica di silicone
        > che li manteneva uniti e l'avevo legata attorno
        > al busto: quando inspiravo, il contatto si apriva
        > e il computer registrava il ritmo respiratorio.
        > Quando si alzava e si manteneva elevato per un
        > po', faceva un bel BIIIIIP e mi avvertiva. Ma e`
        > come andare sui pattini: di per se` gli strumenti
        > sono semplici, il problema e` imparare a usarli,
        > quindi lo schema non saprei a quanto potrebbe
        > servire...

        Il tizio del blog dice di riuscire a fare sogni lucidi anche da sveglio Deluso e lo chiama "realtà soggettiva". Mi consumo dall'invidia. A bocca storta
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          il 2010-08-18 00:08:00.0 alle 2010-08-18 00:08:00.0
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          Re: realtà soggettiva e sogni lucidi
          > Il tizio del blog dice di riuscire a fare sogni
          > lucidi anche da sveglio Deluso e lo chiama "realtà
          > soggettiva". Mi consumo dall'invidia.
          > A bocca storta

          Ah, no, a quello non ci sono arrivato neanche quando mi cannavo. A bocca aperta

          Pero` a volte, scrivendo certi libri che non ho mai finito o che - come per tanti wannabe scrittori - non mi hanno mai soddisfatto, se l'immedesimazione e` abbastanza buona m'e` capitato di:

          - vedere abbastanza chiaramente le scene;
          - sentirmi il personaggio chiamato in causa;
          - se compatibili, prendere perfino le sue abitudini;
          - ritrovarmi i sogni (non lucidi) inquinati dai personaggi, o ritrovarmi in sogno nei loro panni.

          E` successo proprio di recente: di solito quando cominciano a fare intrusione nei sogni notturni, stacco un po'. Deluso
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            il 2010-08-18 00:25:00.0 alle 2010-08-18 00:25:00.0
            Re: realtà soggettiva e sogni lucidi
            > Pero` a volte, scrivendo certi libri che non ho
            > mai finito o che - come per tanti wannabe
            > scrittori - non mi hanno mai soddisfatto

            Anche tu hai iniziato libri che non hai mai finito? Purtroppo le mie trame sono dritte come rette, e per un wannabe-scrittore è un bel problema.
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              il 2010-08-18 00:45:00.0 alle 2010-08-18 00:45:00.0
              Trollate totali: 3444
              Re: realtà soggettiva e sogni lucidi
              > Anche tu hai iniziato libri che non hai mai
              > finito? Purtroppo le mie trame sono dritte come
              > rette, e per un wannabe-scrittore è un bel
              > problema.

              Ben due, da circa mezzo megabyte l'uno.

              Tre con l'attuale, incompleto perche` iniziato da poco: l'attuale potrebbe arrivare alla fine, soprattutto perche` non scommetterei un centesimo sulla possibilita` di completarlo. Per quanto riguarda gli altri, ero convintissimo che li avrei portati a un livello che avrei considerato leggibile, per poi arenarmi inesorabilmente dopo aver scritto chilometri di roba da buttare.

              Il primo non aveva una trama: era un accozzaglia di avvenimenti piu` o meno legati da un debole filo conduttore; a tratti poteva essere entusiasmante, ma alla lunga credo sarebbe risultato noioso ai piu`. Il secondo aveva una trama complessa, molto complessa: pure troppo, tanto che ne ho perse le fila e quella e` terminata in un finale deludente buttato li` in fretta e furia; m'ero promesso di trovare un finale migliore ma poi non l'ho mai fatto. Il terzo lo sto scrivendo dal 12 luglio scorso, al momento sono intorno ai 180 kilobytes. E` una quasi-autobiografia (o forse un autobiografia alternativa, o magari anche un modo di riscrivere la propria vita) condita di effetti speciali; di per se` non sta venendo male, credo, pero` scriverlo mi rende nervoso, vuoi per la nostalgia da morsa allo stomaco che provo ripensando ai miei 14 anni pre-nevrotici, vuoi perche` le incongruenze tra il mio presente e quello del mio alter-ego mi rendono un po' invidioso dell'alter. L'ultimo post in 4000 mornings no dawn parla appunto di quella roba che mi affligge quando scrivo 'sto libro. Dopo un avvio rapido, purtroppo in questo periodo ne scrivo forse una paginetta o due al giorno e i personaggi stanno cazzeggiando molto, ma forse in modi non noiosi. Il difficile e` appunto l'evitare di renderlo noioso anche se non c'e` nessuno che deve salvare il mondo, il Vaticano o roba del genere, ecco.
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                il 2010-08-18 01:13:00.0 alle 2010-08-18 01:13:00.0
                Re: realtà soggettiva e sogni lucidi
                > > Anche tu hai iniziato libri che non hai mai
                > > finito? Purtroppo le mie trame sono dritte come
                > > rette, e per un wannabe-scrittore è un bel
                > > problema.
                >
                > Ben due, da circa mezzo megabyte l'uno.

                Belli pesi! Ad un certo punto mi son reso conto che preferivo scrivere racconti. Magari un giorno farò un blog di racconti, perché al momento non sono scritti ma solo archiviati come idee. Cioè mi viene l'idea, la segno in uno qualunque dei miei millemila file di appunti e resta seppellita lì.

                Farlo come lavoro nemmeno ci penso. Perché... ehm le mie idee sul lavoro sono note, e poi chi li leggerebbe? Fare lo scrittore per lavoro tramite un editore richiede di sostenere dei ritmi di produzione, e queste cose mi deprimono.

                Oltretutto i miei libri sarebbero diretti a un pubblico di lettori a me simili, cioè lo 0,0001% della popolazione. Farlo per lucro è fuori discussione.

                > Tre con l'attuale, incompleto perche` iniziato da
                > poco: l'attuale potrebbe arrivare alla fine,
                > soprattutto perche` non scommetterei un centesimo
                > sulla possibilita` di completarlo. Per quanto
                > riguarda gli altri, ero convintissimo che li
                > avrei portati a un livello che avrei considerato
                > leggibile, per poi arenarmi inesorabilmente dopo
                > aver scritto chilometri di roba da
                > buttare.
                >
                > Il primo non aveva una trama: era un accozzaglia
                > di avvenimenti piu` o meno legati da un debole
                > filo conduttore; a tratti poteva essere
                > entusiasmante, ma alla lunga credo sarebbe
                > risultato noioso ai piu`. Il secondo aveva una
                > trama complessa, molto complessa: pure troppo,
                > tanto che ne ho perse le fila e quella e`
                > terminata in un finale deludente buttato li` in
                > fretta e furia; m'ero promesso di trovare un
                > finale migliore ma poi non l'ho mai fatto. Il
                > terzo lo sto scrivendo dal 12 luglio scorso, al
                > momento sono intorno ai 180 kilobytes. E` una
                > quasi-autobiografia (o forse un autobiografia
                > alternativa, o magari anche un modo di riscrivere
                > la propria vita) condita di effetti speciali; di
                > per se` non sta venendo male, credo, pero`
                > scriverlo mi rende nervoso, vuoi per la nostalgia
                > da morsa allo stomaco che provo ripensando ai
                > miei 14 anni pre-nevrotici, vuoi perche` le
                > incongruenze tra il mio presente e quello del mio
                > alter-ego mi rendono un po' invidioso dell'alter.
                > L'ultimo post in 4000 mornings no dawn parla
                > appunto di quella roba che mi affligge quando
                > scrivo 'sto libro. Dopo un avvio rapido,
                > purtroppo in questo periodo ne scrivo forse una
                > paginetta o due al giorno e i personaggi stanno
                > cazzeggiando molto, ma forse in modi non noiosi.
                > Il difficile e` appunto l'evitare di renderlo
                > noioso anche se non c'e` nessuno che deve salvare
                > il mondo, il Vaticano o roba del genere,
                > ecco.

                Dev'esserci di mezzo qualche difetto di progettazione. Probabilmente il modo migliore sarebbe figurarsi la trama, scriverne un sunto, stendere una scaletta di capitoli in progetto nella quale inserire ciò che viene in mente. Invece scrivo frasi e brani alla rinfusa prima di avere in mente una trama, e infatti questo metodo non ha mai prodotto risultati.

                Però mi piacerebbe essere più bravo a ideare trame: le mie sembrano dismostrazioni matematiche.
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                  Scritto da
                  il 2010-08-18 08:55:00.0 alle 2010-08-18 08:55:00.0
                  Trollate totali: 3444
                  Re: realtà soggettiva e sogni lucidi
                  > > Ben due, da circa mezzo megabyte l'uno.
                  >
                  > Belli pesi!

                  Oh be', quando parto, parto.
                  Poi con calma mi rendo conto che e` un pastrocchio: lungo, ma comunque un pastrocchio.

                  > Ad un certo punto mi son reso conto
                  > che preferivo scrivere racconti. Magari un giorno
                  > farò un blog di racconti, perché al momento non
                  > sono scritti ma solo archiviati come idee. Cioè
                  > mi viene l'idea, la segno in uno qualunque dei
                  > miei millemila file di appunti e resta seppellita
                  > lì.

                  No no, io ho le tipiche ispirazioni folgoranti e mi butto subito a pesce, senza paura, sulla stesura kolossal. Ha sempre funzionato cosi` anche per il software, e ultimamente anche per l'hardware: mica mi sono messo a ragionare su quanta cacchio di esperienza, manualita`, o quali ostacoli ci fossero a realizzare nella pratica quel congegno. Tendo a pensare che in qualche modo faro` e improvviso molto.

                  > Farlo come lavoro nemmeno ci penso. Perché... ehm
                  > le mie idee sul lavoro sono note, e poi chi li
                  > leggerebbe? Fare lo scrittore per lavoro tramite
                  > un editore richiede di sostenere dei ritmi di
                  > produzione, e queste cose mi
                  > deprimono.

                  Si`, qui e` lo stesso. A me basterebbe pubblicarlo su internet, come semplice collezione di pagine web, e lasciarlo ai posteri; avevo questa intenzione anche coi precedenti libri, prima di scartarli per manifesta impresentabilita`.

                  > Oltretutto i miei libri sarebbero diretti a un
                  > pubblico di lettori a me simili, cioè lo 0,0001%
                  > della popolazione. Farlo per lucro è fuori
                  > discussione.

                  Mah, i miei non saprei. Non sono proprio telenovele e quanto a stile, credo di saper trascinare i lettori nella storia; il mio problema e` che di solito manca la storia.

                  > Dev'esserci di mezzo qualche difetto di
                  > progettazione. Probabilmente il modo migliore
                  > sarebbe figurarsi la trama, scriverne un sunto,
                  > stendere una scaletta di capitoli in progetto
                  > nella quale inserire ciò che viene in mente.

                  Nel 2006, per il secondo libro feci qualcosa del genere, anche se tenni a mente la scaletta. L'unica cosa che non pianificai - tah dah - fu il finale, sul quale appunto inciampai. Pero` questo modo di fare, in fondo, non mi piace: se sapessi gia` per filo e per segno cosa deve succedere e come va a finire, poi non lo scriverei perche` mi diventerebbe una specie di lavoro da fare e basta.

                  > Invece scrivo frasi e brani alla rinfusa prima di
                  > avere in mente una trama, e infatti questo metodo
                  > non ha mai prodotto
                  > risultati.

                  Per me funzionicchia: il risultato finale cede solo in qualche aspetto. Comunque non posso fare altrimenti, se no l'attivita` non m'ispira. Ci arrivo abbastanza vicino, a un risultato decente. Riguardo a quello che non va, alla fine tendo a dare la colpa a un qualche blocco creativo o cedimento dell'ispirazione.

                  > Però mi piacerebbe essere più bravo a ideare
                  > trame: le mie sembrano dismostrazioni
                  > matematiche.

                  A parte il secondo tentativo, le mie si articolano un po' come capita: una volta partito, butto nell'universo narrativo diversi avvenimenti e personaggi che vivono in effetti una vita propria, e mi limito a descriverne le interazioni. Un po' come far partire un simulatore e stare a vedere, ma di solito non sono io a guidare la "realta`" del libro: e` l'esatto contrario.

                  A proposito di descrizioni, una cosa che mi piace fare ma che temo risulti noiosa e` dilungarmi un po' nelle descrizioni degli ambienti. Cerco di bilanciarle, ma non mi limito quasi mai a descrivere l'indispensabile: mi piace trasmettere un'immagine precisa della scena, specie se si tratta di un ambiente chiave. Nei dialoghi, raramente scrivo solo quel che viene detto: aggiungo dettagli su gestualita`, espressioni, riflessioni, eccetera. Il libro attuale e` il nec plus ultra di uno stile "simulativo", portato alle estreme conseguenze: in 180 KB descrive un po' piu` di mezza giornata di trama, praticamente in tempo reale, in soggettiva e col punto di vista attaccato con la colla a un protagonista che non molla mai. Mi rendo conto che e` un'impresa riuscire a non annoiare scrivendo in questo modo, dato che non mi permetto di fare stacchi nella storia o di alternare le inquadrature. Ma mi piace sfidarmi a farlo, e poi ha il vantaggio di essere uno stile MOLTO atmosferico: e` come andare a vedere Cloverfield, meno i punti in cui la telecamera viene spenta.
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