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    Proc di Catania
    Scritto da
    Non Autenticato
    il 2010-10-10 10:34:00.0 alle 2010-10-10 10:34:00.0
    un volto umano
    Il pezzo di dialogo che segue, che ho letto qualche anno fa è che mi è rimasto impresso, è tratto da Lone Wolf e Cub, un fumetto piuttosto famoso che racconta delle avventure di Ogami Itto, boia dello shogun, bandito a causa di una cospirazione e diventato assassino allo scopo di sovvenzionare la propria vendetta. A metà della storia, durante una serie di tre episodi tra i più belli di tutta l'opera, gli avversari di Itto, gli yagyu, ormai allo stremo delle loro forze dopo innumerevoli tentativi di ucciderlo, decidono di chiedere l'aiuto delle erbacce, i ninja al loro servizio infiltrati per intere generazioni nella società giapponese. Uno di essi, Getsugyouku, è pero un fuggitivo, un ninja che dopo essere stato sottoposto da bambino a un addestramento disumano atto a trasformarlo in un essere spietato e privo di emozioni, si è deciso ad abbandonare gli yagyu e a nascondersi in un luogo remoto, in compagnia di alcuni bambini. Gli yaygu riescono tuttavia a trovarlo, e gli chiedono le ragioni della sua fuga.

    "Perchè Getsugyouku? Perchè sei fuggito? Pensavamo fossi scappato con una donna. Chi sono questi mocciosi?"

    "L'ho portata qui perchè potesse occuparsi dei bambini."

    "Dov'è lei, ora?"

    "Si è ammalata, ed è morta."

    "E i bambini...?"

    "Sono orfani. Mi sono preso cura di loro al tempio di Takato...
    ...rivolevo il mio volto, un volto umano. Un volto che piange quanto sono triste, ride quando sono felice, e poi, anche quando sono arrabbiato...volevo il volto della mia infanzia, un ultima volta prima di morire.
    Mi piace vivere con questi bambini. Rischiarano il mio cuore. E, a poco a poco, il mio volto ha cominciato a registrare di nuovo la gioia, la rabbia, il dolore, il piacere...
    Quando ero un erbaccia, dovevo nascondere un pugnale nel mio cuore. Non avrei mai potuto riavere indietro il mio volto. E' per questo sono fuggito, in un luogo dove avrei potuto vivere con i bambini..."

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      Proc di Catania
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2010-10-10 12:11:00.0 alle 2010-10-10 12:11:00.0
      Cazzata
      Un giorno i bambini non saranno più tali

      bisogna riscoprire il bambino che è in noi Sorride

      E poi pedarlo

      - Scritto da:
      > Il pezzo di dialogo che segue, che ho letto
      > qualche anno fa è che mi è rimasto impresso, è
      > tratto da Lone Wolf e Cub, un fumetto piuttosto
      > famoso che racconta delle avventure di Ogami
      > Itto, boia dello shogun, bandito a causa di una
      > cospirazione e diventato assassino allo scopo di
      > sovvenzionare la propria vendetta. A metà della
      > storia, durante una serie di tre episodi tra i
      > più belli di tutta l'opera, gli avversari di
      > Itto, gli yagyu, ormai allo stremo delle loro
      > forze dopo innumerevoli tentativi di ucciderlo,
      > decidono di chiedere l'aiuto delle erbacce, i
      > ninja al loro servizio infiltrati per intere
      > generazioni nella società giapponese. Uno di
      > essi, Getsugyouku, è pero un fuggitivo, un ninja
      > che dopo essere stato sottoposto da bambino a un
      > addestramento disumano atto a trasformarlo in un
      > essere spietato e privo di emozioni, si è deciso
      > ad abbandonare gli yagyu e a nascondersi in un
      > luogo remoto, in compagnia di alcuni bambini. Gli
      > yaygu riescono tuttavia a trovarlo, e gli
      > chiedono le ragioni della sua
      > fuga.
      >
      > "Perchè Getsugyouku? Perchè sei fuggito?
      > Pensavamo fossi scappato con una donna. Chi sono
      > questi
      > mocciosi?"
      >
      > "L'ho portata qui perchè potesse occuparsi dei
      > bambini."
      >
      > "Dov'è lei, ora?"
      >
      > "Si è ammalata, ed è morta."
      >
      > "E i bambini...?"
      >
      > "Sono orfani. Mi sono preso cura di loro al
      > tempio di
      > Takato...
      > ...rivolevo il mio volto, un volto umano. Un
      > volto che piange quanto sono triste, ride quando
      > sono felice, e poi, anche quando sono
      > arrabbiato...volevo il volto della mia infanzia,
      > un ultima volta prima di
      > morire.
      > Mi piace vivere con questi bambini. Rischiarano
      > il mio cuore. E, a poco a poco, il mio volto ha
      > cominciato a registrare di nuovo la gioia, la
      > rabbia, il dolore, il
      > piacere...
      > Quando ero un erbaccia, dovevo nascondere un
      > pugnale nel mio cuore. Non avrei mai potuto
      > riavere indietro il mio volto. E' per questo sono
      > fuggito, in un luogo dove avrei potuto vivere con
      > i
      > bambini..."
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