- Scritto da: Giambo
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> Se dei bambini di 8 anni possono avere un
> articolo pubblicato su "Biology Letters", perche'
> non possono essere pedati
> ?
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> http://science.slashdot.org/story/10/12/22/2252222 
I bambini infatti non sono stupidi. Il fatto che molti adulti li trattino come tali dipende da vari fattori ma i principali possono essere riassunti così:
- sete di possesso: molte persone non sono in grado di accettare il fatto che altre persone, loro famigliari/sposi/fidanzati/figli/ecc, NON gli appartengono (come l'auto, la casa, ecc)
- gelosia: pochi genitori sarebbero disposti ad accettare che altri adulti, magari a loro sconosciuti o comunque esterni alla loro famiglia, abbiano rapporti migliori con i loro stessi figli. O in altre parole che i loro figli li amino più di quanto amano loro.
- sete di comando: le persone spesso trovano estremamente piacevole poter comandare sugli altri. Una volta questo desiderio era sopperito dalla schiavitù, oggi gli ultimi schiavi non riconosciuti come tali sono appunto i propri figli (e in taluni casi persino propria moglie/marito). Molti adulti troverebbero infatti intollerabile il fatto che proprio figlio non debba necessariamente fare ciò che tale adulto vuole. Chiaramente se il bambino ha altri adulti che possono garantirgli vitto e alloggio, magari per il solo piacere di averli con sé, potrebbero andarsene in qualsiasi momento lasciando il precedente adulto solo con la sua sete di comando insaziata
- deficienza diffusa: molti adulti, dimenticatisi di come erano _davvero_ da bambini, si lasciano convincere dalle bojate che leggono su TV e giornali che, attraverso l'uso di termini errati (tipo chiamare "bambino" un ragazzo di 14 anni, o "uomo" lo stesso ragazzo di 14 anni a seconda della convenienza) e stereotipi, sono stati in grado di diffondere l'idea del "bambino-angelo-asessuato" quando in realtà non c'è nulla di più falso.
- paura del sesso: molti adulti sono ancora convinti che il sesso sia qualcosa di dannoso e malvagio, pur magari praticandolo quotidianamente. Questa è una stortura tipica religiosa che è stata in grado di uscire dalla sua tana originale (la religione) per diffondersi sotto-forma di "tradizione" e "usanza sociale" anche in ambienti laici. In altre parole la stragrande maggioranza degli adulti, seppur inconsciamente, applica un significato negativo al concetto di "sesso" pur sapendo consciamente che non è affatto così. (Non sto parlando di malati come Gody, queste persone hanno una reale fobia nei riguardi del sesso anche a livello conscio che prende la gran parte della loro vita [e infatti passano l'esistenza su Internet/altrove a urlare e strapparsi i capelli oppure si fanno preti e risolvono il problema {salvo poi scoppiare un giorno e stuprare qualcuno per poi magari ucciderlo e seppellirlo nella cripta della chiesa}])
- diffidenza verso l'estraneo: molti adulti sono diffidenti verso le persone che non conoscono e pensano sempre che essi abbiano secondi fini o siano lì per ingannarli in qualche modo. Ritenendo i propri figli di loro proprietà (come un'auto, una casa, ecc) non vogliono esserne "derubati" e, ritenendo l'estraneo "cattivo a prescindere" sono poco disposti ad accettare amicizie con i loro figli che loro non possono controllare e di cui loro non sanno nulla. Questo naturalmente sarebbe almeno parzialmente riparabile chiedendo di conoscere l'altra persona, cosa che però costa una fatica che in pochi sono disposti a fare, specie se "tanto" si tratta solo di un "capriccio" di proprio figlio.
- desiderio di apparire migliori di qualcuno: gli adulti in genere ritengono i bambini in qualche modo inferiori a loro. Trovano quindi inaccettabile che un bambino sia in grado di fare cose che loro non sanno fare (chessò... suonare il piano meglio, essere bravi in qualche sport o qualche attività mentale [scacchi per esempio], ecc). Di bambini di questo tipo ne è pieno il mondo proprio perché l'intelligenza non dipende dall'età (quella semmai è l'esperienza e non sempre è vero nemmeno in questo caso). In genere quando un adulto vede, magari sul WEB o in TV bambini di questo tipo dice infatti "bravo... però un bambino dovrebbe essere un bambino... non dovrebbe passare le sue giornate fra gli scacchi/piano/ecc ma dovrebbe starsene a giocare con i suoi coetanei". Dice questo ovviamente infischiandosene dell'opinione del bambino per il semplice motivo che inconsciamente la cosa gli da enormemente fastidio, ovvero l'idea che esistono bambini migliori di lui in un dato campo.
Ora, è pur vero che non tutti i bambini sono geni, ma se è per questo nemmeno la stragrande maggioranza degli adulti (tant'è che per lo meno il 50% degli adulti ha un QI inferiore a 100 [ovvero quello che è considerato come "normale"] e oltre l'80% ha un QI inferiore a 115). Una data esperienza non dovrebbe essere proibita in base all'età, ma in base all'opinione soggettiva di quella data esperienza. Il bambino che preferisce giocare a scacchi con qualche adulto piuttosto che andare a rincorrere una palla con i suoi coetanei dovrebbe essere lasciato in pace a fare ciò che più gli piace, oppure stai semplicemente imponendo la TUA opinione di come la vita in TUA opinione dovrebbe essere a qualcuno che, purtroppo, non ha l'autorità per opporsi a questa forma di schiavitù a cui lo stai sottoponendo. Ricordo bene, infatti, che quando ero bambino adoravo passare le giornate fra i libri e i computer, di starmene con i miei coetanei non me ne fregava una beneamata sega. Ogni volta che mi obbligavano a giocare con loro (soprattutto a scuola) per me era una sofferenza e cercavo di evitarlo il più possibile. In altre parole cercavano di impormi uno stile di vita che io detestavo, e che detesto tutt'ora. Ovviamente hanno fallito perché la relazione "padrone-schiavo" non è produttiva e anzi spesso ottiene l'effetto contrario a quello sperato. Per me quelle esperienze imposte dall'alto, solo in base a quello che secondo qualcuno doveva essere la vita di un "bambino", sono state solo enormi perdite di tempo. Tempo passato a fare cose per me del tutto inutili che avrei potuto impiegare per fare qualcosa di utile PER ME. Ma purtroppo all'epoca essendo stato un bambino ero uno schiavo, e altri adulti (genitori e professori) decidevano per me quali fossero le attività migliori per me, pur avendo torto, pur SAPENDO di avere torto, pur avendo spiegato loro che tali attività per me erano perdite di tempo che non mi divertivano affatto e non avevano alcun effetto positivo su di me.