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    Non Autenticato
    il 2010-12-25 22:43:00.0 alle 2010-12-25 22:43:00.0
    Grandissima Svizzera
    Notizia fresca di giornata: gli svizzeri progettano due nuove centrali nucleari. Ne hanno già cinque ma, lungimiranti come sono, ne vogliono una ogni milione di abitanti, per garantirsi maggiore sicurezza di approvvigionamento energetico. Che è il vero problema del prossimo futuro.
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      Non Autenticato
      il 2010-12-25 22:49:00.0 alle 2010-12-25 22:49:00.0
      Re: Grandissima Svizzera

      - Scritto da:
      > Notizia fresca di giornata: gli svizzeri
      > progettano due nuove centrali nucleari. Ne hanno
      > già cinque ma, lungimiranti come sono, ne
      > vogliono una ogni milione di abitanti, per
      > garantirsi maggiore sicurezza di
      > approvvigionamento energetico. Che è il vero
      > problema del prossimo
      > futuro.

      E da noi che si fa? In politica energetica questo governo sta facendo bene, ma non è facile: bisogna recuperare un quarto di secolo di letargo, durante il quale non solo si è dormito, ma si è permesso anche che popolo ed opinione pubblica cadessero nello stato ipnotico indotto dall'illusionismo ambientalista del popolo della sinistra.
      Il quale a cadenza fissa non fa mancare proposte fantasiose e bizzarre, spesso condensate in uno slogan, molto sexy e non meno bizzarro. Non so se rammentate, ma otto anni fa erano tutti eccitati per l'idrogeno, col Corsera che andò addirittura in orgasmo titolando in prima pagina: «Energia dall'acqua!». Né potete aver dimenticato quando Prodi sentenziò che «la prima fonte d'energia è il risparmio». Già: come la dieta è la prima fonte di nutrimento. Per altri ancora, il massimo della goduria si raggiunge quando «si coniuga (sic) - risparmio con efficienza», con ciò manifestando piacere nel coltivare anche stravaganze lessicali. L'efficienza energetica è un'ottima cosa, ma inevitabilmente comporta aumenti dei consumi d'energia, cioè aggrava il problema della necessità di approvvigionarsi d'energia.
      La bomba sexy di questi tempi pare sia la parola mix. L'idea fissa è questa: ogni tecnologia disponibile deve contribuire alla produzione elettrica. La parola suona anche democratica e ciò forse spiega com'è che, ancorché piccola e innocente, o forse proprio per questo, vadano tutti matti per essa. Siccome penso che sia cruciale raffreddare gli animi, mi appresto a farlo, anche se qualcuno dovesse rimanerne deluso.
      Bisogna comprendere che nella produzione elettrica alcune tecnologie devono essere ignorate, per la semplice doppia ragione che sono un fallimento tecnico ed economico. Principe di queste è il fotovoltaico: dimostrarne il fallimento economico è un gioco da ragazzi. Vorremmo, dunque, che esso partecipi al mix energetico. Quanto? Manteniamoci bassi: 1%. Il che significa che dei 40 GW (gigawatt) elettrici che consumiamo, 0.4 vorremmo produrli col fotovoltaico. Allo scopo, dovremmo installare 4 GW di pannelli e impegnare 25 miliardi. Ma con questa cifra si installano 12 GW nucleari, che producono 10 GW elettrici, pari al 25% del nostro fabbisogno. Vedete bene che un contributo del fotovoltaico anche del solo 1% al mix energetico sarebbe per l'economia un tale crollo da risultare arduo poi ricomporla.
      Dimostrare il fallimento della tecnologia è invece un gioco da bambini: 100 GW fotovoltaici consentirebbero la chiusura di anche 1 solo gigawatt, che so, a carbone? Oppure, eviterebbero l'installazione di 1 GW nucleare? No, perché gli impianti fotovoltaici è come se non ci fossero quando non sono baciati dal sole, cosa che accade dal tramonto all'alba, sempre, e dall'alba al tramonto se è nuvolo o se i pannelli sono sommersi dalla neve. Insomma, installare impianti fotovoltaici è assolutamente ininfluente. Il che spiega perché gli svizzeri installano reattori nucleari e non tetti fotovoltaici.

      Nel mix vanno allora incluse solo le tecnologie che funzionano: idroelettrico, nucleare, carbone e gas, con porzioni che dipendono da diversi fattori e che variano da Paese a Paese. In generale, però, tre sono i criteri consolidati cui attenersi. Primo, proibire fotovoltaico ed eolico. Secondo, compatibilmente con l'orografia locale, massimizzare la quota di idroelettrico. Terzo, ripartire il restante fabbisogno tra nucleare per soddisfare la richiesta di base, carbone per soddisfare la richiesta superiore a quella di base ma pur sempre nella norma, e gas per aiutare l'idroelettrico a soddisfare la richiesta di picco.
      Noi dovremmo allora soddisfare il 50% col nucleare, il 30% col carbone, il 10-15% con l'idroelettrico, il 5-10% col gas. Dovremmo insomma avere 30 reattori nucleari, raddoppiare gli impianti a carbone e chiudere molti di quelli a gas. Insomma, bisognerebbe fare esattamente il contrario di quel che abbiamo fatto finora grazie ai Prodi Verdi. Non a caso la bolletta elettrica italiana è, con tasse o senza tasse, la più alta al mondo.

      Exsinistro
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        ☺
        Scritto da
        il 2010-12-25 23:05:00.0 alle 2010-12-25 23:05:00.0
        Trollate totali: 4459
        Re: Grandissima Svizzera
        risulta tutto molto giusto e corretto, se non fosse che, spannometricamente, il 70% dei costi di una centrale nucleare è data dai suoi sistemi di sicurezza.
        Esperienza insegna che laddove è possibile "risparmiare" sui sistemi di sicurezza per "intascare" il risparmio, se non c'è un sistema a prova di qualsiasi tipo di mafia o corruzione, questo accadrà.
        Come accaduto per la casa dello studente "antisismica" dell'aquila, come accaduto per questo o per quello.
        Questo, più la scelta di utilizzare un reattore di tipo EPR (che in finlandia sta dando un sacco di problemi di budget sforati) mi mettono in una condizione di imbarazzo quando cerco in qualche discussione di difendere la tecnologia nucleare, utilizzando le medesime argomentazioni da te usate.
        La verità pura e semplice è che se non si disinnesca il coacervo di intrallazzi tra stato e malavita, non dovremmo costruire neanche una scuola materna.

        Ma il governo ha fatto benissimo Ficoso CIUMBIA!

        - Scritto da:
        >
        > - Scritto da:
        > > Notizia fresca di giornata: gli svizzeri
        > > progettano due nuove centrali nucleari. Ne hanno
        > > già cinque ma, lungimiranti come sono, ne
        > > vogliono una ogni milione di abitanti, per
        > > garantirsi maggiore sicurezza di
        > > approvvigionamento energetico. Che è il vero
        > > problema del prossimo
        > > futuro.
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        > E da noi che si fa? In politica energetica questo
        > governo sta facendo bene, ma non è facile:
        > bisogna recuperare un quarto di secolo di
        > letargo, durante il quale non solo si è dormito,
        > ma si è permesso anche che popolo ed opinione
        > pubblica cadessero nello stato ipnotico indotto
        > dall'illusionismo ambientalista del popolo della
        > sinistra.
        > Il quale a cadenza fissa non fa mancare proposte
        > fantasiose e bizzarre, spesso condensate in uno
        > slogan, molto sexy e non meno bizzarro. Non so se
        > rammentate, ma otto anni fa erano tutti eccitati
        > per l'idrogeno, col Corsera che andò addirittura
        > in orgasmo titolando in prima pagina: «Energia
        > dall'acqua!». Né potete aver dimenticato quando
        > Prodi sentenziò che «la prima fonte d'energia è
        > il risparmio». Già: come la dieta è la prima
        > fonte di nutrimento. Per altri ancora, il massimo
        > della goduria si raggiunge quando «si coniuga
        > (sic) - risparmio con efficienza», con ciò
        > manifestando piacere nel coltivare anche
        > stravaganze lessicali. L'efficienza energetica è
        > un'ottima cosa, ma inevitabilmente comporta
        > aumenti dei consumi d'energia, cioè aggrava il
        > problema della necessità di approvvigionarsi
        > d'energia.
        > La bomba sexy di questi tempi pare sia la parola
        > mix. L'idea fissa è questa: ogni tecnologia
        > disponibile deve contribuire alla produzione
        > elettrica. La parola suona anche democratica e
        > ciò forse spiega com'è che, ancorché piccola e
        > innocente, o forse proprio per questo, vadano
        > tutti matti per essa. Siccome penso che sia
        > cruciale raffreddare gli animi, mi appresto a
        > farlo, anche se qualcuno dovesse rimanerne
        > deluso.
        > Bisogna comprendere che nella produzione
        > elettrica alcune tecnologie devono essere
        > ignorate, per la semplice doppia ragione che sono
        > un fallimento tecnico ed economico. Principe di
        > queste è il fotovoltaico: dimostrarne il
        > fallimento economico è un gioco da ragazzi.
        > Vorremmo, dunque, che esso partecipi al mix
        > energetico. Quanto? Manteniamoci bassi: 1%. Il
        > che significa che dei 40 GW (gigawatt) elettrici
        > che consumiamo, 0.4 vorremmo produrli col
        > fotovoltaico. Allo scopo, dovremmo installare 4
        > GW di pannelli e impegnare 25 miliardi. Ma con
        > questa cifra si installano 12 GW nucleari, che
        > producono 10 GW elettrici, pari al 25% del nostro
        > fabbisogno. Vedete bene che un contributo del
        > fotovoltaico anche del solo 1% al mix energetico
        > sarebbe per l'economia un tale crollo da
        > risultare arduo poi
        > ricomporla.
        > Dimostrare il fallimento della tecnologia è
        > invece un gioco da bambini: 100 GW fotovoltaici
        > consentirebbero la chiusura di anche 1 solo
        > gigawatt, che so, a carbone? Oppure, eviterebbero
        > l'installazione di 1 GW nucleare? No, perché gli
        > impianti fotovoltaici è come se non ci fossero
        > quando non sono baciati dal sole, cosa che accade
        > dal tramonto all'alba, sempre, e dall'alba al
        > tramonto se è nuvolo o se i pannelli sono
        > sommersi dalla neve. Insomma, installare impianti
        > fotovoltaici è assolutamente ininfluente. Il che
        > spiega perché gli svizzeri installano reattori
        > nucleari e non tetti
        > fotovoltaici.
        >
        > Nel mix vanno allora incluse solo le tecnologie
        > che funzionano: idroelettrico, nucleare, carbone
        > e gas, con porzioni che dipendono da diversi
        > fattori e che variano da Paese a Paese. In
        > generale, però, tre sono i criteri consolidati
        > cui attenersi. Primo, proibire fotovoltaico ed
        > eolico. Secondo, compatibilmente con l'orografia
        > locale, massimizzare la quota di idroelettrico.
        > Terzo, ripartire il restante fabbisogno tra
        > nucleare per soddisfare la richiesta di base,
        > carbone per soddisfare la richiesta superiore a
        > quella di base ma pur sempre nella norma, e gas
        > per aiutare l'idroelettrico a soddisfare la
        > richiesta di
        > picco.
        > Noi dovremmo allora soddisfare il 50% col
        > nucleare, il 30% col carbone, il 10-15% con
        > l'idroelettrico, il 5-10% col gas. Dovremmo
        > insomma avere 30 reattori nucleari, raddoppiare
        > gli impianti a carbone e chiudere molti di quelli
        > a gas. Insomma, bisognerebbe fare esattamente il
        > contrario di quel che abbiamo fatto finora grazie
        > ai Prodi Verdi. Non a caso la bolletta elettrica
        > italiana è, con tasse o senza tasse, la più alta
        > al mondo.
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