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      Scritto da
      il 2011-04-30 03:37:00.0 alle 2011-04-30 03:37:00.0
      Trollate totali: 3444
      Re: L’Italia è il modello da non seguire
      Sito interessante, non lo conoscevo.
      Questo e` un bell'articolo:

      Si potrebbe forse affermare che l’Italia è tollerante perché non ha scelta: dev’esserlo per non esplodere. L’Italia è un tentativo recente di fondere le culture locali più antiche d’Europa in una nazione comune. Per molti versi, l’Italia è ancora un sottile velo davanti ad un abisso culturale nel quale continuamente echeggiano tradizioni dell’antichità così come del medioevo. Il campanilismo è una forza che già Dante deplorava. L’orgoglio per la storia, lo stile di vita e l’identità del proprio paesello è ancora oggi così forte che il fenomeno del “complesso della città di provincia”, tanto comune nelle nazioni vecchie e centralizzate, in Italia brilla per la sua assenza. Il territorio e il contesto locale in cui si vive brillano invece come il centro stesso della vita.

      - http://italiadallestero.info/archives/11467

      Lo trovo molto vero.
      Acqua calda o no, il problema resta.
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2011-04-30 09:31:00.0 alle 2011-04-30 09:31:00.0
        Re: L’Italia è il modello da non seguire

        - Scritto da: alex.tg
        > Sito interessante, non lo conoscevo.
        > Questo e` un bell'articolo:
        >
        > Si potrebbe forse affermare che l’Italia è
        > tollerante perché non ha scelta: dev’esserlo per
        > non esplodere. L’Italia è un tentativo recente di
        > fondere le culture locali più antiche d’Europa in
        > una nazione comune. Per molti versi, l’Italia è
        > ancora un sottile velo davanti ad un abisso
        > culturale
        nel quale continuamente echeggiano
        > tradizioni dell’antichità così come del medioevo.
        > Il campanilismo è una forza che già Dante
        > deplorava. L’orgoglio per la storia, lo stile di
        > vita e l’identità del proprio paesello è ancora
        > oggi così forte che il fenomeno del “complesso
        > della città di provincia”, tanto comune nelle
        > nazioni vecchie e centralizzate, in Italia brilla
        > per la sua assenza. Il territorio e il contesto
        > locale in cui si vive brillano invece come il
        > centro stesso della
        > vita.

        >
        > - http://italiadallestero.info/archives/11467
        >
        > Lo trovo molto vero.
        > Acqua calda o no, il problema resta.


        Il problema invece è che gli italiani hanno perso proprio perso certi valori e si sono abbandonati al consumismo, portando abusivismo edilizio e altre brutture che hanno distrutto ciò che di bello c'era in Italia. Come dice Pasolini il consumismo è riuscito a fare ciò che al fascismo non riuscì.
        • Avatar
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2011-04-30 09:48:00.0 alle 2011-04-30 09:48:00.0
          Re: L’Italia è il modello da non seguire

          - Scritto da:
          >
          > - Scritto da: alex.tg
          > > Sito interessante, non lo conoscevo.
          > > Questo e` un bell'articolo:
          > >
          > > Si potrebbe forse affermare che l’Italia è
          > > tollerante perché non ha scelta: dev’esserlo per
          > > non esplodere. L’Italia è un tentativo recente
          > di
          > > fondere le culture locali più antiche d’Europa
          > in
          > > una nazione comune. Per molti versi, l’Italia è
          > > ancora un sottile velo davanti ad un abisso
          > > culturale
          nel quale continuamente echeggiano
          > > tradizioni dell’antichità così come del
          > medioevo.
          > > Il campanilismo è una forza che già Dante
          > > deplorava. L’orgoglio per la storia, lo stile di
          > > vita e l’identità del proprio paesello è ancora
          > > oggi così forte che il fenomeno del “complesso
          > > della città di provincia”, tanto comune nelle
          > > nazioni vecchie e centralizzate, in Italia
          > brilla
          > > per la sua assenza. Il territorio e il contesto
          > > locale in cui si vive brillano invece come il
          > > centro stesso della
          > > vita.

          > >
          > > - http://italiadallestero.info/archives/11467
          > >
          > > Lo trovo molto vero.
          > > Acqua calda o no, il problema resta.
          >
          >
          > Il problema invece è che gli italiani hanno perso
          > proprio perso certi valori e si sono abbandonati
          > al consumismo, portando abusivismo edilizio e
          > altre brutture che hanno distrutto ciò che di
          > bello c'era in Italia. Come dice Pasolini il
          > consumismo è riuscito a fare ciò che al fascismo
          > non
          > riuscì.

          quanto rimpiango gli italiani di una volta, che non erano dediti al consumismo e quindi non avevano tutto questo abusivismo edilizio ed altre brutture che hanno distrutto ciò che c'era di bello in italia!
        • Avatar
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2011-04-30 18:28:00.0 alle 2011-04-30 18:28:00.0
          Re: L’Italia è il modello da non seguire
          > > Sito interessante, non lo conoscevo.
          > > Questo e` un bell'articolo:
          > >
          > > Si potrebbe forse affermare che l’Italia è
          > > tollerante perché non ha scelta: dev’esserlo per
          > > non esplodere. L’Italia è un tentativo recente
          > di
          > > fondere le culture locali più antiche d’Europa
          > in
          > > una nazione comune. Per molti versi, l’Italia è
          > > ancora un sottile velo davanti ad un abisso
          > > culturale
          nel quale continuamente echeggiano
          > > tradizioni dell’antichità così come del
          > medioevo.
          > > Il campanilismo è una forza che già Dante
          > > deplorava. L’orgoglio per la storia, lo stile di
          > > vita e l’identità del proprio paesello è ancora
          > > oggi così forte che il fenomeno del “complesso
          > > della città di provincia”, tanto comune nelle
          > > nazioni vecchie e centralizzate, in Italia
          > brilla
          > > per la sua assenza. Il territorio e il contesto
          > > locale in cui si vive brillano invece come il
          > > centro stesso della
          > > vita.

          > >
          > > - http://italiadallestero.info/archives/11467
          > >
          > > Lo trovo molto vero.
          > > Acqua calda o no, il problema resta.
          >
          >
          > Il problema invece è che gli italiani hanno perso
          > proprio perso certi valori e si sono abbandonati
          > al consumismo, portando abusivismo edilizio e
          > altre brutture che hanno distrutto ciò che di
          > bello c'era in Italia. Come dice Pasolini il
          > consumismo è riuscito a fare ciò che al fascismo
          > non riuscì.

          Dopo di che apri un articolo di critica all'Italia e credi di trovarci questo tipo di considerazioni, e invece leggi che "l'Italia non cresce" non cresce crescita crescita oh crescita centrosinistri fissati con questa crescita ma quanto ciccioni volete diventare? e capisci che l'Italia fa proprio schifo. Cylon
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2011-04-30 18:43:00.0 alle 2011-04-30 18:43:00.0
            Re: L’Italia è il modello da non seguire

            - Scritto da:
            > > > Sito interessante, non lo conoscevo.
            > > > Questo e` un bell'articolo:
            > > >
            > > > Si potrebbe forse affermare che l’Italia è
            > > > tollerante perché non ha scelta: dev’esserlo
            > per
            > > > non esplodere. L’Italia è un tentativo recente
            > > di
            > > > fondere le culture locali più antiche d’Europa
            > > in
            > > > una nazione comune. Per molti versi, l’Italia
            > è
            > > > ancora un sottile velo davanti ad un abisso
            > > > culturale
            nel quale continuamente
            > echeggiano
            > > > tradizioni dell’antichità così come del
            > > medioevo.
            > > > Il campanilismo è una forza che già Dante
            > > > deplorava. L’orgoglio per la storia, lo stile
            > di
            > > > vita e l’identità del proprio paesello è
            > ancora
            > > > oggi così forte che il fenomeno del “complesso
            > > > della città di provincia”, tanto comune nelle
            > > > nazioni vecchie e centralizzate, in Italia
            > > brilla
            > > > per la sua assenza. Il territorio e il
            > contesto
            > > > locale in cui si vive brillano invece come il
            > > > centro stesso della
            > > > vita.

            > > >
            > > > - http://italiadallestero.info/archives/11467
            > > >
            > > > Lo trovo molto vero.
            > > > Acqua calda o no, il problema resta.
            > >
            > >
            > > Il problema invece è che gli italiani hanno
            > perso
            > > proprio perso certi valori e si sono abbandonati
            > > al consumismo, portando abusivismo edilizio e
            > > altre brutture che hanno distrutto ciò che di
            > > bello c'era in Italia. Come dice Pasolini il
            > > consumismo è riuscito a fare ciò che al fascismo
            > > non riuscì.
            >
            > Dopo di che apri un articolo di critica
            > all'Italia e credi di trovarci questo tipo di
            > considerazioni, e invece leggi che "l'Italia non
            > cresce" non cresce crescita crescita oh crescita
            > centrosinistri fissati con questa crescita ma
            > quanto ciccioni volete diventare? e capisci che
            > l'Italia fa proprio schifo.
            > Cylon

            gatto lo so che vorresti tutti come nelle economie rurali del centr'africa, ma se per un breve momento fai lo sforzo di accendere quel cervellino indolenzito, ci arrivi anche tu che con 114%*PIL di debito pubblico , o si cresce economicamente, oppure bisognerà cominciare a tagliare tanto da far scoppiare una guerra civile. Perché fino a quando si mangia stanno tutti buoni, ma inizia a dire alla gente che non ci sono più soldi per pensioni, sanità, istruzione, ammortizzatori sociali. Dillo però dicendo che le tasse servono lo stesso perché c'è un buco grosso così nel bilancio.
            Dopo aver detto questo poi fai anche un accenno al fatto che per far cassa bisogna privatizzare tutto, dall'acqua potabile alla gestione dei parchi protetti, dall'istruzione alle carceri. Per monetizzare daremo ai privati finanche la sanità.
            Tu dici che non scoppierebbe una guerra civile?
            E visto che la tua unica preoccupazione sembra essere questo cazzo di pianeta di merda fatto di una natura di merda, ti dovrebbe per lo meno preoccupare il fatto che in una guerra civile l'inquinamento da metallo pesante diventa molto elevato...
            • Avatar
              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2011-04-30 20:36:00.0 alle 2011-04-30 20:36:00.0
              Re: L’Italia è il modello da non seguire

              - Scritto da:
              >
              > - Scritto da:
              > > > > Sito interessante, non lo conoscevo.
              > > > > Questo e` un bell'articolo:
              > > > >
              > > > > Si potrebbe forse affermare che l’Italia
              > è
              > > > > tollerante perché non ha scelta: dev’esserlo
              > > per
              > > > > non esplodere. L’Italia è un tentativo
              > recente
              > > > di
              > > > > fondere le culture locali più antiche
              > d’Europa
              > > > in
              > > > > una nazione comune. Per molti versi,
              > l’Italia
              > > è
              > > > > ancora un sottile velo davanti ad un
              > abisso
              > > > > culturale nel quale continuamente
              > > echeggiano
              > > > > tradizioni dell’antichità così come del
              > > > medioevo.
              > > > > Il campanilismo è una forza che già Dante
              > > > > deplorava. L’orgoglio per la storia, lo
              > stile
              > > di
              > > > > vita e l’identità del proprio paesello è
              > > ancora
              > > > > oggi così forte che il fenomeno del
              > “complesso
              > > > > della città di provincia”, tanto comune
              > nelle
              > > > > nazioni vecchie e centralizzate, in Italia
              > > > brilla
              > > > > per la sua assenza. Il territorio e il
              > > contesto
              > > > > locale in cui si vive brillano invece come
              > il
              > > > > centro stesso della
              > > > > vita.

              > > > >
              > > > > -
              > http://italiadallestero.info/archives/11467
              > > > >
              > > > > Lo trovo molto vero.
              > > > > Acqua calda o no, il problema resta.
              > > >
              > > >
              > > > Il problema invece è che gli italiani hanno
              > > perso
              > > > proprio perso certi valori e si sono
              > abbandonati
              > > > al consumismo, portando abusivismo edilizio e
              > > > altre brutture che hanno distrutto ciò che di
              > > > bello c'era in Italia. Come dice Pasolini il
              > > > consumismo è riuscito a fare ciò che al
              > fascismo
              > > > non riuscì.
              > >
              > > Dopo di che apri un articolo di critica
              > > all'Italia e credi di trovarci questo tipo di
              > > considerazioni, e invece leggi che "l'Italia non
              > > cresce" non cresce crescita crescita oh crescita
              > > centrosinistri fissati con questa crescita ma
              > > quanto ciccioni volete diventare? e capisci che
              > > l'Italia fa proprio schifo.
              > > Cylon
              >
              > gatto lo so che vorresti tutti come nelle
              > economie rurali del centr'africa, ma se per un
              > breve momento fai lo sforzo di accendere quel
              > cervellino indolenzito, ci arrivi anche tu che
              > con 114%*PIL di debito pubblico , o si cresce
              > economicamente, oppure bisognerà cominciare a
              > tagliare tanto da far scoppiare una guerra
              > civile. Perché fino a quando si mangia stanno
              > tutti buoni, ma inizia a dire alla gente che non
              > ci sono più soldi per pensioni, sanità,
              > istruzione, ammortizzatori sociali. Dillo però
              > dicendo che le tasse servono lo stesso perché c'è
              > un buco grosso così nel
              > bilancio.
              > Dopo aver detto questo poi fai anche un accenno
              > al fatto che per far cassa bisogna privatizzare
              > tutto, dall'acqua potabile alla gestione dei
              > parchi protetti, dall'istruzione alle carceri.
              > Per monetizzare daremo ai privati finanche la
              > sanità.
              > Tu dici che non scoppierebbe una guerra civile?
              > E visto che la tua unica preoccupazione sembra
              > essere questo cazzo di pianeta di merda fatto di
              > una natura di merda, ti dovrebbe per lo meno
              > preoccupare il fatto che in una guerra civile
              > l'inquinamento da metallo pesante diventa molto
              > elevato...

              l'unico escremento che vedo qui sei te Cylon
            • Avatar
              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2011-04-30 21:28:00.0 alle 2011-04-30 21:28:00.0
              Re: L’Italia è il modello da non seguire
              > > > > Sito interessante, non lo conoscevo.
              > > > > Questo e` un bell'articolo:
              > > > >
              > > > > Si potrebbe forse affermare che l’Italia
              > è
              > > > > tollerante perché non ha scelta: dev’esserlo
              > > per
              > > > > non esplodere. L’Italia è un tentativo
              > recente
              > > > di
              > > > > fondere le culture locali più antiche
              > d’Europa
              > > > in
              > > > > una nazione comune. Per molti versi,
              > l’Italia
              > > è
              > > > > ancora un sottile velo davanti ad un
              > abisso
              > > > > culturale nel quale continuamente
              > > echeggiano
              > > > > tradizioni dell’antichità così come del
              > > > medioevo.
              > > > > Il campanilismo è una forza che già Dante
              > > > > deplorava. L’orgoglio per la storia, lo
              > stile
              > > di
              > > > > vita e l’identità del proprio paesello è
              > > ancora
              > > > > oggi così forte che il fenomeno del
              > “complesso
              > > > > della città di provincia”, tanto comune
              > nelle
              > > > > nazioni vecchie e centralizzate, in Italia
              > > > brilla
              > > > > per la sua assenza. Il territorio e il
              > > contesto
              > > > > locale in cui si vive brillano invece come
              > il
              > > > > centro stesso della
              > > > > vita.

              > > > >
              > > > > -
              > http://italiadallestero.info/archives/11467
              > > > >
              > > > > Lo trovo molto vero.
              > > > > Acqua calda o no, il problema resta.
              > > >
              > > >
              > > > Il problema invece è che gli italiani hanno
              > > perso
              > > > proprio perso certi valori e si sono
              > abbandonati
              > > > al consumismo, portando abusivismo edilizio e
              > > > altre brutture che hanno distrutto ciò che di
              > > > bello c'era in Italia. Come dice Pasolini il
              > > > consumismo è riuscito a fare ciò che al
              > fascismo
              > > > non riuscì.
              > >
              > > Dopo di che apri un articolo di critica
              > > all'Italia e credi di trovarci questo tipo di
              > > considerazioni, e invece leggi che "l'Italia non
              > > cresce" non cresce crescita crescita oh crescita
              > > centrosinistri fissati con questa crescita ma
              > > quanto ciccioni volete diventare? e capisci che
              > > l'Italia fa proprio schifo.
              > > Cylon
              >
              > gatto lo so che vorresti tutti come nelle
              > economie rurali del centr'africa,

              Hai ragione, c'era una jpg che mostrava quanto mangia una famiglia di ogni paese in un mese, e quanto spende: dagli americani grassi come tacchini con una tavola piena di porcherie ai tedeschi come suini con una tavola piena di quasi porcherie fino alla famiglia del Chad con una stuoia piena di sacchi di cereali e una spesa di sei dollari al mese. Sono ancor qui che mi chiedo dove si comprano quei cereali, voglio nutrirmi anch'io spendendo sei dollari al mese.

              > ma se per un
              > breve momento fai lo sforzo di accendere quel
              > cervellino indolenzito, ci arrivi anche tu che
              > con 114%*PIL di debito pubblico , o si cresce
              > economicamente, oppure bisognerà cominciare a
              > tagliare tanto da far scoppiare una guerra
              > civile. Perché fino a quando si mangia stanno
              > tutti buoni, ma inizia a dire alla gente che non
              > ci sono più soldi per pensioni, sanità,
              > istruzione, ammortizzatori sociali. Dillo però
              > dicendo che le tasse servono lo stesso perché c'è
              > un buco grosso così nel
              > bilancio.
              > Dopo aver detto questo poi fai anche un accenno
              > al fatto che per far cassa bisogna privatizzare
              > tutto, dall'acqua potabile alla gestione dei
              > parchi protetti, dall'istruzione alle carceri.
              > Per monetizzare daremo ai privati finanche la
              > sanità.
              > Tu dici che non scoppierebbe una guerra civile?
              > E visto che la tua unica preoccupazione sembra
              > essere questo cazzo di pianeta di merda fatto di
              > una natura di merda, ti dovrebbe per lo meno
              > preoccupare il fatto che in una guerra civile
              > l'inquinamento da metallo pesante diventa molto
              > elevato...

              PIL pil pil pilpil pongopichapilpil
              sai che me ne frega del PIL?

              Il PIL è un indicatore fallato, qualsiasi cosa voglia indicare. È la somma degli utili (o dei ricavi, non ricordo ma il succo non cambia) di tute le aziende del paese.
              Se una certa azienda guadagna tot, il suo contributo al PIL è tot. Se per guadagnare di più inquina un chilometro quadro di territorio, il PIL sarà di più, alleluia, ma non solo: per bonificare quel territorio verrà pagata un'altra azienda il cui guadagno apporterà un contributo ulteriore al PIL. Quindi il PIL è scorrelato dal tenore di vita, non indica nulla d'importante tranne per gli economisti e i loro seguaci.
              • Avatar
                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2011-04-30 21:30:00.0 alle 2011-04-30 21:30:00.0
                Re: L’Italia è il modello da non seguire

                - Scritto da:
                > > > > > Sito interessante, non lo conoscevo.
                > > > > > Questo e` un bell'articolo:
                > > > > >
                > > > > > Si potrebbe forse affermare che
                > l’Italia
                > > è
                > > > > > tollerante perché non ha scelta:
                > dev’esserlo
                > > > per
                > > > > > non esplodere. L’Italia è un tentativo
                > > recente
                > > > > di
                > > > > > fondere le culture locali più antiche
                > > d’Europa
                > > > > in
                > > > > > una nazione comune. Per molti versi,
                > > l’Italia
                > > > è
                > > > > > ancora un sottile velo davanti ad un
                > > abisso
                > > > > > culturale nel quale continuamente
                > > > echeggiano
                > > > > > tradizioni dell’antichità così come del
                > > > > medioevo.
                > > > > > Il campanilismo è una forza che già Dante
                > > > > > deplorava. L’orgoglio per la storia, lo
                > > stile
                > > > di
                > > > > > vita e l’identità del proprio paesello è
                > > > ancora
                > > > > > oggi così forte che il fenomeno del
                > > “complesso
                > > > > > della città di provincia”, tanto comune
                > > nelle
                > > > > > nazioni vecchie e centralizzate, in Italia
                > > > > brilla
                > > > > > per la sua assenza. Il territorio e il
                > > > contesto
                > > > > > locale in cui si vive brillano invece come
                > > il
                > > > > > centro stesso della
                > > > > > vita.

                > > > > >
                > > > > > -
                > > http://italiadallestero.info/archives/11467
                > > > > >
                > > > > > Lo trovo molto vero.
                > > > > > Acqua calda o no, il problema resta.
                > > > >
                > > > >
                > > > > Il problema invece è che gli italiani hanno
                > > > perso
                > > > > proprio perso certi valori e si sono
                > > abbandonati
                > > > > al consumismo, portando abusivismo edilizio
                > e
                > > > > altre brutture che hanno distrutto ciò che
                > di
                > > > > bello c'era in Italia. Come dice Pasolini il
                > > > > consumismo è riuscito a fare ciò che al
                > > fascismo
                > > > > non riuscì.
                > > >
                > > > Dopo di che apri un articolo di critica
                > > > all'Italia e credi di trovarci questo tipo di
                > > > considerazioni, e invece leggi che "l'Italia
                > non
                > > > cresce" non cresce crescita crescita oh
                > crescita
                > > > centrosinistri fissati con questa crescita ma
                > > > quanto ciccioni volete diventare? e capisci
                > che
                > > > l'Italia fa proprio schifo.
                > > > Cylon
                > >
                > > gatto lo so che vorresti tutti come nelle
                > > economie rurali del centr'africa,
                >
                > Hai ragione, c'era una jpg che mostrava quanto
                > mangia una famiglia di ogni paese in un mese, e
                > quanto spende: dagli americani grassi come
                > tacchini con una tavola piena di porcherie ai
                > tedeschi come suini con una tavola piena di quasi
                > porcherie fino alla famiglia del Chad con una
                > stuoia piena di sacchi di cereali e una spesa di
                > sei dollari al mese. Sono ancor qui che mi chiedo
                > dove si comprano quei cereali, voglio nutrirmi
                > anch'io spendendo sei dollari al
                > mese.
                >
                > > ma se per un
                > > breve momento fai lo sforzo di accendere quel
                > > cervellino indolenzito, ci arrivi anche tu che
                > > con 114%*PIL di debito pubblico , o si cresce
                > > economicamente, oppure bisognerà cominciare a
                > > tagliare tanto da far scoppiare una guerra
                > > civile. Perché fino a quando si mangia stanno
                > > tutti buoni, ma inizia a dire alla gente che non
                > > ci sono più soldi per pensioni, sanità,
                > > istruzione, ammortizzatori sociali. Dillo però
                > > dicendo che le tasse servono lo stesso perché
                > c'è
                > > un buco grosso così nel
                > > bilancio.
                > > Dopo aver detto questo poi fai anche un accenno
                > > al fatto che per far cassa bisogna privatizzare
                > > tutto, dall'acqua potabile alla gestione dei
                > > parchi protetti, dall'istruzione alle carceri.
                > > Per monetizzare daremo ai privati finanche la
                > > sanità.
                > > Tu dici che non scoppierebbe una guerra civile?
                > > E visto che la tua unica preoccupazione sembra
                > > essere questo cazzo di pianeta di merda fatto di
                > > una natura di merda, ti dovrebbe per lo meno
                > > preoccupare il fatto che in una guerra civile
                > > l'inquinamento da metallo pesante diventa molto
                > > elevato...
                >
                > PIL pil pil pilpil pongopichapilpil
                > sai che me ne frega del PIL?
                >
                > Il PIL è un indicatore fallato, qualsiasi cosa
                > voglia indicare. È la somma degli utili (o dei
                > ricavi, non ricordo ma il succo non cambia) di
                > tute le aziende del
                > paese.
                > Se una certa azienda guadagna tot, il suo
                > contributo al PIL è tot. Se per guadagnare di più
                > inquina un chilometro quadro di territorio, il
                > PIL sarà di più, alleluia, ma non solo: per
                > bonificare quel territorio verrà pagata un'altra
                > azienda il cui guadagno apporterà un contributo
                > ulteriore al PIL. Quindi il PIL è scorrelato dal
                > tenore di vita, non indica nulla d'importante
                > tranne per gli economisti e i loro
                > seguaci.

                Quello che conta è il debito estero, perché se decidi di non saldarlo più vengono qui a bombardarti di democrazia.
                L'Italia però non ha un debito estero altissimo. Noi dobbiamo i soldi agli italiani che hanno comprato i titoli di stato (in realtà probabilmente sono stati comprati dai mafiosi per riciclare il denaro sporco, ma questa è un'altra storia)
              • Avatar
                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2011-04-30 22:08:00.0 alle 2011-04-30 22:08:00.0
                Re: L’Italia è il modello da non seguire

                - Scritto da:
                > > > > > Sito interessante, non lo conoscevo.
                > > > > > Questo e` un bell'articolo:
                > > > > >
                > > > > > Si potrebbe forse affermare che
                > l’Italia
                > > è
                > > > > > tollerante perché non ha scelta:
                > dev’esserlo
                > > > per
                > > > > > non esplodere. L’Italia è un tentativo
                > > recente
                > > > > di
                > > > > > fondere le culture locali più antiche
                > > d’Europa
                > > > > in
                > > > > > una nazione comune. Per molti versi,
                > > l’Italia
                > > > è
                > > > > > ancora un sottile velo davanti ad un
                > > abisso
                > > > > > culturale nel quale continuamente
                > > > echeggiano
                > > > > > tradizioni dell’antichità così come del
                > > > > medioevo.
                > > > > > Il campanilismo è una forza che già Dante
                > > > > > deplorava. L’orgoglio per la storia, lo
                > > stile
                > > > di
                > > > > > vita e l’identità del proprio paesello è
                > > > ancora
                > > > > > oggi così forte che il fenomeno del
                > > “complesso
                > > > > > della città di provincia”, tanto comune
                > > nelle
                > > > > > nazioni vecchie e centralizzate, in Italia
                > > > > brilla
                > > > > > per la sua assenza. Il territorio e il
                > > > contesto
                > > > > > locale in cui si vive brillano invece come
                > > il
                > > > > > centro stesso della
                > > > > > vita.

                > > > > >
                > > > > > -
                > > http://italiadallestero.info/archives/11467
                > > > > >
                > > > > > Lo trovo molto vero.
                > > > > > Acqua calda o no, il problema resta.
                > > > >
                > > > >
                > > > > Il problema invece è che gli italiani hanno
                > > > perso
                > > > > proprio perso certi valori e si sono
                > > abbandonati
                > > > > al consumismo, portando abusivismo edilizio
                > e
                > > > > altre brutture che hanno distrutto ciò che
                > di
                > > > > bello c'era in Italia. Come dice Pasolini il
                > > > > consumismo è riuscito a fare ciò che al
                > > fascismo
                > > > > non riuscì.
                > > >
                > > > Dopo di che apri un articolo di critica
                > > > all'Italia e credi di trovarci questo tipo di
                > > > considerazioni, e invece leggi che "l'Italia
                > non
                > > > cresce" non cresce crescita crescita oh
                > crescita
                > > > centrosinistri fissati con questa crescita ma
                > > > quanto ciccioni volete diventare? e capisci
                > che
                > > > l'Italia fa proprio schifo.
                > > > Cylon
                > >
                > > gatto lo so che vorresti tutti come nelle
                > > economie rurali del centr'africa,
                >
                > Hai ragione, c'era una jpg che mostrava quanto
                > mangia una famiglia di ogni paese in un mese, e
                > quanto spende: dagli americani grassi come
                > tacchini con una tavola piena di porcherie ai
                > tedeschi come suini con una tavola piena di quasi
                > porcherie fino alla famiglia del Chad con una
                > stuoia piena di sacchi di cereali e una spesa di
                > sei dollari al mese. Sono ancor qui che mi chiedo
                > dove si comprano quei cereali, voglio nutrirmi
                > anch'io spendendo sei dollari al
                > mese.
                >
                > > ma se per un
                > > breve momento fai lo sforzo di accendere quel
                > > cervellino indolenzito, ci arrivi anche tu che
                > > con 114%*PIL di debito pubblico , o si cresce
                > > economicamente, oppure bisognerà cominciare a
                > > tagliare tanto da far scoppiare una guerra
                > > civile. Perché fino a quando si mangia stanno
                > > tutti buoni, ma inizia a dire alla gente che non
                > > ci sono più soldi per pensioni, sanità,
                > > istruzione, ammortizzatori sociali. Dillo però
                > > dicendo che le tasse servono lo stesso perché
                > c'è
                > > un buco grosso così nel
                > > bilancio.
                > > Dopo aver detto questo poi fai anche un accenno
                > > al fatto che per far cassa bisogna privatizzare
                > > tutto, dall'acqua potabile alla gestione dei
                > > parchi protetti, dall'istruzione alle carceri.
                > > Per monetizzare daremo ai privati finanche la
                > > sanità.
                > > Tu dici che non scoppierebbe una guerra civile?
                > > E visto che la tua unica preoccupazione sembra
                > > essere questo cazzo di pianeta di merda fatto di
                > > una natura di merda, ti dovrebbe per lo meno
                > > preoccupare il fatto che in una guerra civile
                > > l'inquinamento da metallo pesante diventa molto
                > > elevato...
                >
                > PIL pil pil pilpil pongopichapilpil
                > sai che me ne frega del PIL?
                >
                > Il PIL è un indicatore fallato, qualsiasi cosa
                > voglia indicare. È la somma degli utili (o dei
                > ricavi, non ricordo ma il succo non cambia) di
                > tute le aziende del
                > paese.
                > Se una certa azienda guadagna tot, il suo
                > contributo al PIL è tot. Se per guadagnare di più
                > inquina un chilometro quadro di territorio, il
                > PIL sarà di più, alleluia, ma non solo: per
                > bonificare quel territorio verrà pagata un'altra
                > azienda il cui guadagno apporterà un contributo
                > ulteriore al PIL. Quindi il PIL è scorrelato dal
                > tenore di vita, non indica nulla d'importante
                > tranne per gli economisti e i loro
                > seguaci.


                Sentite, ma anche col PIL ce la potremmo cavare se anziché inseguire il mito americano ci rendessimo conto che l'Italia attira un sacco di turisti proprio per i resti del suo passato e anche per le bellissime terre che ha o che anzi aveva.
                Quindi anziché diventare un paese prettamente turistico la stiamo inzozzando e devastando col cemento. Così uno straniero arriva qua e cosa trova? Inquinamento, mozzarella di bufala al metanolo, grattacieli come in una qualsiasi città di merda in america o in asia, macchine ovunque, musei chiusi o mal gestiti, orchestre di musica classica che non ci sono più perché vengono tagliati i fondi per lo spettacolo.
                Abbiamo Venezia coperta di pubblicità e sempre più lercia con quel ponte lì di vetro che non c'entra un cazzo col resto della città e ci inciampano tutti. I gondolieri che fanno prezzi da ladri, così come i tassisti e i bar che fanno pagare di più i turisti stranieri.
                Così come tutti gli altri hotel che abbiamo in Italia privi di un sito Internet o col sito fatto dal nipote e indicati i prezzi del 1999. Dove vai e trovi mobili anni '70 e i prezzi un hotel di lusso 5 stelle.
                QUESTA È L'ITALIA
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                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2011-04-30 22:54:00.0 alle 2011-04-30 22:54:00.0
                  Re: L’Italia è il modello da non seguire

                  - Scritto da:
                  >
                  > - Scritto da:
                  > > > > > > Sito interessante, non lo conoscevo.
                  > > > > > > Questo e` un bell'articolo:
                  > > > > > >
                  > > > > > > Si potrebbe forse affermare che
                  > > l’Italia
                  > > > è
                  > > > > > > tollerante perché non ha scelta:
                  > > dev’esserlo
                  > > > > per
                  > > > > > > non esplodere. L’Italia è un tentativo
                  > > > recente
                  > > > > > di
                  > > > > > > fondere le culture locali più antiche
                  > > > d’Europa
                  > > > > > in
                  > > > > > > una nazione comune. Per molti versi,
                  > > > l’Italia
                  > > > > è
                  > > > > > > ancora un sottile velo davanti ad un
                  > > > abisso
                  > > > > > > culturale nel quale continuamente
                  > > > > echeggiano
                  > > > > > > tradizioni dell’antichità così come del
                  > > > > > medioevo.
                  > > > > > > Il campanilismo è una forza che già
                  > Dante
                  > > > > > > deplorava. L’orgoglio per la storia, lo
                  > > > stile
                  > > > > di
                  > > > > > > vita e l’identità del proprio paesello è
                  > > > > ancora
                  > > > > > > oggi così forte che il fenomeno del
                  > > > “complesso
                  > > > > > > della città di provincia”, tanto comune
                  > > > nelle
                  > > > > > > nazioni vecchie e centralizzate, in
                  > Italia
                  > > > > > brilla
                  > > > > > > per la sua assenza. Il territorio e il
                  > > > > contesto
                  > > > > > > locale in cui si vive brillano invece
                  > come
                  > > > il
                  > > > > > > centro stesso della
                  > > > > > > vita.

                  > > > > > >
                  > > > > > > -
                  > > > http://italiadallestero.info/archives/11467
                  > > > > > >
                  > > > > > > Lo trovo molto vero.
                  > > > > > > Acqua calda o no, il problema resta.
                  > > > > >
                  > > > > >
                  > > > > > Il problema invece è che gli italiani
                  > hanno
                  > > > > perso
                  > > > > > proprio perso certi valori e si sono
                  > > > abbandonati
                  > > > > > al consumismo, portando abusivismo
                  > edilizio
                  > > e
                  > > > > > altre brutture che hanno distrutto ciò che
                  > > di
                  > > > > > bello c'era in Italia. Come dice Pasolini
                  > il
                  > > > > > consumismo è riuscito a fare ciò che al
                  > > > fascismo
                  > > > > > non riuscì.
                  > > > >
                  > > > > Dopo di che apri un articolo di critica
                  > > > > all'Italia e credi di trovarci questo tipo
                  > di
                  > > > > considerazioni, e invece leggi che "l'Italia
                  > > non
                  > > > > cresce" non cresce crescita crescita oh
                  > > crescita
                  > > > > centrosinistri fissati con questa crescita
                  > ma
                  > > > > quanto ciccioni volete diventare? e capisci
                  > > che
                  > > > > l'Italia fa proprio schifo.
                  > > > > Cylon
                  > > >
                  > > > gatto lo so che vorresti tutti come nelle
                  > > > economie rurali del centr'africa,
                  > >
                  > > Hai ragione, c'era una jpg che mostrava quanto
                  > > mangia una famiglia di ogni paese in un mese, e
                  > > quanto spende: dagli americani grassi come
                  > > tacchini con una tavola piena di porcherie ai
                  > > tedeschi come suini con una tavola piena di
                  > quasi
                  > > porcherie fino alla famiglia del Chad con una
                  > > stuoia piena di sacchi di cereali e una spesa di
                  > > sei dollari al mese. Sono ancor qui che mi
                  > chiedo
                  > > dove si comprano quei cereali, voglio nutrirmi
                  > > anch'io spendendo sei dollari al
                  > > mese.
                  > >
                  > > > ma se per un
                  > > > breve momento fai lo sforzo di accendere quel
                  > > > cervellino indolenzito, ci arrivi anche tu che
                  > > > con 114%*PIL di debito pubblico , o si cresce
                  > > > economicamente, oppure bisognerà cominciare a
                  > > > tagliare tanto da far scoppiare una guerra
                  > > > civile. Perché fino a quando si mangia stanno
                  > > > tutti buoni, ma inizia a dire alla gente che
                  > non
                  > > > ci sono più soldi per pensioni, sanità,
                  > > > istruzione, ammortizzatori sociali. Dillo però
                  > > > dicendo che le tasse servono lo stesso perché
                  > > c'è
                  > > > un buco grosso così nel
                  > > > bilancio.
                  > > > Dopo aver detto questo poi fai anche un
                  > accenno
                  > > > al fatto che per far cassa bisogna
                  > privatizzare
                  > > > tutto, dall'acqua potabile alla gestione dei
                  > > > parchi protetti, dall'istruzione alle carceri.
                  > > > Per monetizzare daremo ai privati finanche la
                  > > > sanità.
                  > > > Tu dici che non scoppierebbe una guerra
                  > civile?
                  > > > E visto che la tua unica preoccupazione sembra
                  > > > essere questo cazzo di pianeta di merda fatto
                  > di
                  > > > una natura di merda, ti dovrebbe per lo meno
                  > > > preoccupare il fatto che in una guerra civile
                  > > > l'inquinamento da metallo pesante diventa
                  > molto
                  > > > elevato...
                  > >
                  > > PIL pil pil pilpil pongopichapilpil
                  > > sai che me ne frega del PIL?
                  > >
                  > > Il PIL è un indicatore fallato, qualsiasi cosa
                  > > voglia indicare. È la somma degli utili (o dei
                  > > ricavi, non ricordo ma il succo non cambia) di
                  > > tute le aziende del
                  > > paese.
                  > > Se una certa azienda guadagna tot, il suo
                  > > contributo al PIL è tot. Se per guadagnare di
                  > più
                  > > inquina un chilometro quadro di territorio, il
                  > > PIL sarà di più, alleluia, ma non solo: per
                  > > bonificare quel territorio verrà pagata un'altra
                  > > azienda il cui guadagno apporterà un contributo
                  > > ulteriore al PIL. Quindi il PIL è scorrelato dal
                  > > tenore di vita, non indica nulla d'importante
                  > > tranne per gli economisti e i loro
                  > > seguaci.
                  >
                  >
                  > Sentite, ma anche col PIL ce la potremmo cavare
                  > se anziché inseguire il mito americano ci
                  > rendessimo conto che l'Italia attira un sacco di
                  > turisti proprio per i resti del suo passato e
                  > anche per le bellissime terre che ha o che anzi
                  > aveva.
                  > Quindi anziché diventare un paese prettamente
                  > turistico la stiamo inzozzando e devastando col
                  > cemento. Così uno straniero arriva qua e cosa
                  > trova? Inquinamento, mozzarella di bufala al
                  > metanolo, grattacieli come in una qualsiasi città
                  > di merda in america o in asia, macchine ovunque,
                  > musei chiusi o mal gestiti, orchestre di musica
                  > classica che non ci sono più perché vengono
                  > tagliati i fondi per lo
                  > spettacolo.
                  > Abbiamo Venezia coperta di pubblicità e sempre
                  > più lercia con quel ponte lì di vetro che non
                  > c'entra un cazzo col resto della città e ci
                  > inciampano tutti. I gondolieri che fanno prezzi
                  > da ladri, così come i tassisti e i bar che fanno
                  > pagare di più i turisti
                  > stranieri.
                  > Così come tutti gli altri hotel che abbiamo in
                  > Italia privi di un sito Internet o col sito fatto
                  > dal nipote e indicati i prezzi del 1999. Dove vai
                  > e trovi mobili anni '70 e i prezzi un hotel di
                  > lusso 5
                  > stelle.
                  > QUESTA È L'ITALIA

                  è un modello di economia da servi.
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                    Non Autenticato
                    il 2011-04-30 22:55:00.0 alle 2011-04-30 22:55:00.0
                    Re: L’Italia è il modello da non seguire

                    - Scritto da:
                    >
                    > - Scritto da:
                    > >
                    > > - Scritto da:
                    > > > > > > > Sito interessante, non lo conoscevo.
                    > > > > > > > Questo e` un bell'articolo:
                    > > > > > > >
                    > > > > > > > Si potrebbe forse affermare che
                    > > > l’Italia
                    > > > > è
                    > > > > > > > tollerante perché non ha scelta:
                    > > > dev’esserlo
                    > > > > > per
                    > > > > > > > non esplodere. L’Italia è un tentativo
                    > > > > recente
                    > > > > > > di
                    > > > > > > > fondere le culture locali più antiche
                    > > > > d’Europa
                    > > > > > > in
                    > > > > > > > una nazione comune. Per molti versi,
                    > > > > l’Italia
                    > > > > > è
                    > > > > > > > ancora un sottile velo davanti ad un
                    > > > > abisso
                    > > > > > > > culturale nel quale continuamente
                    > > > > > echeggiano
                    > > > > > > > tradizioni dell’antichità così come
                    > del
                    > > > > > > medioevo.
                    > > > > > > > Il campanilismo è una forza che già
                    > > Dante
                    > > > > > > > deplorava. L’orgoglio per la storia,
                    > lo
                    > > > > stile
                    > > > > > di
                    > > > > > > > vita e l’identità del proprio
                    > paesello
                    > è
                    > > > > > ancora
                    > > > > > > > oggi così forte che il fenomeno del
                    > > > > “complesso
                    > > > > > > > della città di provincia”, tanto
                    > comune
                    > > > > nelle
                    > > > > > > > nazioni vecchie e centralizzate, in
                    > > Italia
                    > > > > > > brilla
                    > > > > > > > per la sua assenza. Il territorio e il
                    > > > > > contesto
                    > > > > > > > locale in cui si vive brillano invece
                    > > come
                    > > > > il
                    > > > > > > > centro stesso della
                    > > > > > > > vita.

                    > > > > > > >
                    > > > > > > > -
                    > > > > http://italiadallestero.info/archives/11467
                    > > > > > > >
                    > > > > > > > Lo trovo molto vero.
                    > > > > > > > Acqua calda o no, il problema resta.
                    > > > > > >
                    > > > > > >
                    > > > > > > Il problema invece è che gli italiani
                    > > hanno
                    > > > > > perso
                    > > > > > > proprio perso certi valori e si sono
                    > > > > abbandonati
                    > > > > > > al consumismo, portando abusivismo
                    > > edilizio
                    > > > e
                    > > > > > > altre brutture che hanno distrutto ciò
                    > che
                    > > > di
                    > > > > > > bello c'era in Italia. Come dice
                    > Pasolini
                    > > il
                    > > > > > > consumismo è riuscito a fare ciò che al
                    > > > > fascismo
                    > > > > > > non riuscì.
                    > > > > >
                    > > > > > Dopo di che apri un articolo di critica
                    > > > > > all'Italia e credi di trovarci questo tipo
                    > > di
                    > > > > > considerazioni, e invece leggi che
                    > "l'Italia
                    > > > non
                    > > > > > cresce" non cresce crescita crescita oh
                    > > > crescita
                    > > > > > centrosinistri fissati con questa crescita
                    > > ma
                    > > > > > quanto ciccioni volete diventare? e
                    > capisci
                    > > > che
                    > > > > > l'Italia fa proprio schifo.
                    > > > > > Cylon
                    > > > >
                    > > > > gatto lo so che vorresti tutti come nelle
                    > > > > economie rurali del centr'africa,
                    > > >
                    > > > Hai ragione, c'era una jpg che mostrava quanto
                    > > > mangia una famiglia di ogni paese in un mese,
                    > e
                    > > > quanto spende: dagli americani grassi come
                    > > > tacchini con una tavola piena di porcherie ai
                    > > > tedeschi come suini con una tavola piena di
                    > > quasi
                    > > > porcherie fino alla famiglia del Chad con una
                    > > > stuoia piena di sacchi di cereali e una spesa
                    > di
                    > > > sei dollari al mese. Sono ancor qui che mi
                    > > chiedo
                    > > > dove si comprano quei cereali, voglio nutrirmi
                    > > > anch'io spendendo sei dollari al
                    > > > mese.
                    > > >
                    > > > > ma se per un
                    > > > > breve momento fai lo sforzo di accendere
                    > quel
                    > > > > cervellino indolenzito, ci arrivi anche tu
                    > che
                    > > > > con 114%*PIL di debito pubblico , o si
                    > cresce
                    > > > > economicamente, oppure bisognerà cominciare
                    > a
                    > > > > tagliare tanto da far scoppiare una guerra
                    > > > > civile. Perché fino a quando si mangia
                    > stanno
                    > > > > tutti buoni, ma inizia a dire alla gente che
                    > > non
                    > > > > ci sono più soldi per pensioni, sanità,
                    > > > > istruzione, ammortizzatori sociali. Dillo
                    > però
                    > > > > dicendo che le tasse servono lo stesso
                    > perché
                    > > > c'è
                    > > > > un buco grosso così nel
                    > > > > bilancio.
                    > > > > Dopo aver detto questo poi fai anche un
                    > > accenno
                    > > > > al fatto che per far cassa bisogna
                    > > privatizzare
                    > > > > tutto, dall'acqua potabile alla gestione dei
                    > > > > parchi protetti, dall'istruzione alle
                    > carceri.
                    > > > > Per monetizzare daremo ai privati finanche
                    > la
                    > > > > sanità.
                    > > > > Tu dici che non scoppierebbe una guerra
                    > > civile?
                    > > > > E visto che la tua unica preoccupazione
                    > sembra
                    > > > > essere questo cazzo di pianeta di merda
                    > fatto
                    > > di
                    > > > > una natura di merda, ti dovrebbe per lo meno
                    > > > > preoccupare il fatto che in una guerra
                    > civile
                    > > > > l'inquinamento da metallo pesante diventa
                    > > molto
                    > > > > elevato...
                    > > >
                    > > > PIL pil pil pilpil pongopichapilpil
                    > > > sai che me ne frega del PIL?
                    > > >
                    > > > Il PIL è un indicatore fallato, qualsiasi cosa
                    > > > voglia indicare. È la somma degli utili (o dei
                    > > > ricavi, non ricordo ma il succo non cambia) di
                    > > > tute le aziende del
                    > > > paese.
                    > > > Se una certa azienda guadagna tot, il suo
                    > > > contributo al PIL è tot. Se per guadagnare di
                    > > più
                    > > > inquina un chilometro quadro di territorio, il
                    > > > PIL sarà di più, alleluia, ma non solo: per
                    > > > bonificare quel territorio verrà pagata
                    > un'altra
                    > > > azienda il cui guadagno apporterà un
                    > contributo
                    > > > ulteriore al PIL. Quindi il PIL è scorrelato
                    > dal
                    > > > tenore di vita, non indica nulla d'importante
                    > > > tranne per gli economisti e i loro
                    > > > seguaci.
                    > >
                    > >
                    > > Sentite, ma anche col PIL ce la potremmo cavare
                    > > se anziché inseguire il mito americano ci
                    > > rendessimo conto che l'Italia attira un sacco di
                    > > turisti proprio per i resti del suo passato e
                    > > anche per le bellissime terre che ha o che anzi
                    > > aveva.
                    > > Quindi anziché diventare un paese prettamente
                    > > turistico la stiamo inzozzando e devastando col
                    > > cemento. Così uno straniero arriva qua e cosa
                    > > trova? Inquinamento, mozzarella di bufala al
                    > > metanolo, grattacieli come in una qualsiasi
                    > città
                    > > di merda in america o in asia, macchine ovunque,
                    > > musei chiusi o mal gestiti, orchestre di musica
                    > > classica che non ci sono più perché vengono
                    > > tagliati i fondi per lo
                    > > spettacolo.
                    > > Abbiamo Venezia coperta di pubblicità e sempre
                    > > più lercia con quel ponte lì di vetro che non
                    > > c'entra un cazzo col resto della città e ci
                    > > inciampano tutti. I gondolieri che fanno prezzi
                    > > da ladri, così come i tassisti e i bar che fanno
                    > > pagare di più i turisti
                    > > stranieri.
                    > > Così come tutti gli altri hotel che abbiamo in
                    > > Italia privi di un sito Internet o col sito
                    > fatto
                    > > dal nipote e indicati i prezzi del 1999. Dove
                    > vai
                    > > e trovi mobili anni '70 e i prezzi un hotel di
                    > > lusso 5
                    > > stelle.
                    > > QUESTA È L'ITALIA
                    >
                    > è un modello di economia da servi.

                    La pensi come vuole, le porto il conto o prende ancora qualcosa?
                    • Avatar
                      Scritto da
                      Non Autenticato
                      il 2011-04-30 23:13:00.0 alle 2011-04-30 23:13:00.0
                      Re: L’Italia è il modello da non seguire
                      > > > Sentite, ma anche col PIL ce la potremmo
                      > cavare
                      > > > se anziché inseguire il mito americano ci
                      > > > rendessimo conto che l'Italia attira un sacco
                      > di
                      > > > turisti proprio per i resti del suo passato e
                      > > > anche per le bellissime terre che ha o che
                      > anzi
                      > > > aveva.
                      > > > Quindi anziché diventare un paese prettamente
                      > > > turistico la stiamo inzozzando e devastando
                      > col
                      > > > cemento. Così uno straniero arriva qua e cosa
                      > > > trova? Inquinamento, mozzarella di bufala al
                      > > > metanolo, grattacieli come in una qualsiasi
                      > > città
                      > > > di merda in america o in asia, macchine
                      > ovunque,
                      > > > musei chiusi o mal gestiti, orchestre di
                      > musica
                      > > > classica che non ci sono più perché vengono
                      > > > tagliati i fondi per lo
                      > > > spettacolo.
                      > > > Abbiamo Venezia coperta di pubblicità e sempre
                      > > > più lercia con quel ponte lì di vetro che non
                      > > > c'entra un cazzo col resto della città e ci
                      > > > inciampano tutti. I gondolieri che fanno
                      > prezzi
                      > > > da ladri, così come i tassisti e i bar che
                      > fanno
                      > > > pagare di più i turisti
                      > > > stranieri.
                      > > > Così come tutti gli altri hotel che abbiamo in
                      > > > Italia privi di un sito Internet o col sito
                      > > fatto
                      > > > dal nipote e indicati i prezzi del 1999. Dove
                      > > vai
                      > > > e trovi mobili anni '70 e i prezzi un hotel di
                      > > > lusso 5
                      > > > stelle.
                      > > > QUESTA È L'ITALIA
                      > >
                      > > è un modello di economia da servi.
                      >
                      > La pensi come vuole, le porto il conto o prende
                      > ancora qualcosa?

                      Gli hai sputato nel caffè? Ficoso
              • Avatar
                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2011-04-30 23:00:00.0 alle 2011-04-30 23:00:00.0
                Re: L’Italia è il modello da non seguire

                - Scritto da:
                > > > > > Sito interessante, non lo conoscevo.
                > > > > > Questo e` un bell'articolo:
                > > > > >
                > > > > > Si potrebbe forse affermare che
                > l’Italia
                > > è
                > > > > > tollerante perché non ha scelta:
                > dev’esserlo
                > > > per
                > > > > > non esplodere. L’Italia è un tentativo
                > > recente
                > > > > di
                > > > > > fondere le culture locali più antiche
                > > d’Europa
                > > > > in
                > > > > > una nazione comune. Per molti versi,
                > > l’Italia
                > > > è
                > > > > > ancora un sottile velo davanti ad un
                > > abisso
                > > > > > culturale nel quale continuamente
                > > > echeggiano
                > > > > > tradizioni dell’antichità così come del
                > > > > medioevo.
                > > > > > Il campanilismo è una forza che già Dante
                > > > > > deplorava. L’orgoglio per la storia, lo
                > > stile
                > > > di
                > > > > > vita e l’identità del proprio paesello è
                > > > ancora
                > > > > > oggi così forte che il fenomeno del
                > > “complesso
                > > > > > della città di provincia”, tanto comune
                > > nelle
                > > > > > nazioni vecchie e centralizzate, in Italia
                > > > > brilla
                > > > > > per la sua assenza. Il territorio e il
                > > > contesto
                > > > > > locale in cui si vive brillano invece come
                > > il
                > > > > > centro stesso della
                > > > > > vita.

                > > > > >
                > > > > > -
                > > http://italiadallestero.info/archives/11467
                > > > > >
                > > > > > Lo trovo molto vero.
                > > > > > Acqua calda o no, il problema resta.
                > > > >
                > > > >
                > > > > Il problema invece è che gli italiani hanno
                > > > perso
                > > > > proprio perso certi valori e si sono
                > > abbandonati
                > > > > al consumismo, portando abusivismo edilizio
                > e
                > > > > altre brutture che hanno distrutto ciò che
                > di
                > > > > bello c'era in Italia. Come dice Pasolini il
                > > > > consumismo è riuscito a fare ciò che al
                > > fascismo
                > > > > non riuscì.
                > > >
                > > > Dopo di che apri un articolo di critica
                > > > all'Italia e credi di trovarci questo tipo di
                > > > considerazioni, e invece leggi che "l'Italia
                > non
                > > > cresce" non cresce crescita crescita oh
                > crescita
                > > > centrosinistri fissati con questa crescita ma
                > > > quanto ciccioni volete diventare? e capisci
                > che
                > > > l'Italia fa proprio schifo.
                > > > Cylon
                > >
                > > gatto lo so che vorresti tutti come nelle
                > > economie rurali del centr'africa,
                >
                > Hai ragione, c'era una jpg che mostrava quanto
                > mangia una famiglia di ogni paese in un mese, e
                > quanto spende: dagli americani grassi come
                > tacchini con una tavola piena di porcherie ai
                > tedeschi come suini con una tavola piena di quasi
                > porcherie fino alla famiglia del Chad con una
                > stuoia piena di sacchi di cereali e una spesa di
                > sei dollari al mese. Sono ancor qui che mi chiedo
                > dove si comprano quei cereali, voglio nutrirmi
                > anch'io spendendo sei dollari al
                > mese.
                >

                non c'è bisogno di arrivare agli eccessi dell'america. Dico solo che bisogna che l'economia un po' si svegli.
                Comunque i cereali a 6 dollari/mese li trovi solo lì, qua costerebbero minimo 30 volte tanto, forse anche 100, perché non puoi pretendere che un agricoltore di qui si accontenti della paga che prende un agricoltore nel chad.

                > > ma se per un
                > > breve momento fai lo sforzo di accendere quel
                > > cervellino indolenzito, ci arrivi anche tu che
                > > con 114%*PIL di debito pubblico , o si cresce
                > > economicamente, oppure bisognerà cominciare a
                > > tagliare tanto da far scoppiare una guerra
                > > civile. Perché fino a quando si mangia stanno
                > > tutti buoni, ma inizia a dire alla gente che non
                > > ci sono più soldi per pensioni, sanità,
                > > istruzione, ammortizzatori sociali. Dillo però
                > > dicendo che le tasse servono lo stesso perché
                > c'è
                > > un buco grosso così nel
                > > bilancio.
                > > Dopo aver detto questo poi fai anche un accenno
                > > al fatto che per far cassa bisogna privatizzare
                > > tutto, dall'acqua potabile alla gestione dei
                > > parchi protetti, dall'istruzione alle carceri.
                > > Per monetizzare daremo ai privati finanche la
                > > sanità.
                > > Tu dici che non scoppierebbe una guerra civile?
                > > E visto che la tua unica preoccupazione sembra
                > > essere questo cazzo di pianeta di merda fatto di
                > > una natura di merda, ti dovrebbe per lo meno
                > > preoccupare il fatto che in una guerra civile
                > > l'inquinamento da metallo pesante diventa molto
                > > elevato...
                >
                > PIL pil pil pilpil pongopichapilpil
                > sai che me ne frega del PIL?
                >
                > Il PIL è un indicatore fallato, qualsiasi cosa
                > voglia indicare. È la somma degli utili (o dei
                > ricavi, non ricordo ma il succo non cambia) di
                > tute le aziende del
                > paese.
                > Se una certa azienda guadagna tot, il suo
                > contributo al PIL è tot. Se per guadagnare di più
                > inquina un chilometro quadro di territorio, il
                > PIL sarà di più, alleluia, ma non solo: per
                > bonificare quel territorio verrà pagata un'altra
                > azienda il cui guadagno apporterà un contributo
                > ulteriore al PIL. Quindi il PIL è scorrelato dal
                > tenore di vita, non indica nulla d'importante
                > tranne per gli economisti e i loro
                > seguaci.

                io ti ho parlato del debito pubblico, il pil l'ho usato solo a metro di paragone.
                quanto dici è vero e so che sono allo studio altri parametri di benchmarking economici che tengano conto delle storture che tanti altri prima di te hanno denunciato. Detto questo è facile capire che con un debito pubblico tanto elevato, buona parte del bilancio statale vien speso per pagare gli interessi, quando potrebbe essere spesa in altre cose, comprese cose ecologiche.
                • Avatar
                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2011-04-30 23:15:00.0 alle 2011-04-30 23:15:00.0
                  Re: L’Italia è il modello da non seguire
                  > > Hai ragione, c'era una jpg che mostrava quanto
                  > > mangia una famiglia di ogni paese in un mese, e
                  > > quanto spende: dagli americani grassi come
                  > > tacchini con una tavola piena di porcherie ai
                  > > tedeschi come suini con una tavola piena di
                  > quasi
                  > > porcherie fino alla famiglia del Chad con una
                  > > stuoia piena di sacchi di cereali e una spesa di
                  > > sei dollari al mese. Sono ancor qui che mi
                  > chiedo
                  > > dove si comprano quei cereali, voglio nutrirmi
                  > > anch'io spendendo sei dollari al
                  > > mese.
                  > >
                  >
                  > non c'è bisogno di arrivare agli eccessi
                  > dell'america. Dico solo che bisogna che
                  > l'economia un po' si
                  > svegli.
                  > Comunque i cereali a 6 dollari/mese li trovi solo
                  > lì, qua costerebbero minimo 30 volte tanto, forse
                  > anche 100, perché non puoi pretendere che un
                  > agricoltore di qui si accontenti della paga che
                  > prende un agricoltore nel
                  > chad.

                  Cioè: qui pianti la roba e cresce da sola, l'agricoltura è meccanizzata e i cereali costerebbero di più che nel chad dove devono zappare e irrigare col sudore?
<softv>

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