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    Proc di Catania
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    il 2011-07-23 23:49:00.0 alle 2011-07-23 23:49:00.0
    Trollate totali: 75
    Alcune testimonianze
    (Tratto da: "The problem with consensus morality" di Bruce Rind, Ph.D., Department of Psychology, Temple University, Philadelphia, Pennsylvania; in: Archives of Sexual Behavior, Vol. 31, n. 6, dicembre 2002).

    CASO 1 - Nathan, un inglese di 45 anni, cominciò a dimostrare un forte interesse per i genitali maschili fin dall'età di 8 anni. A questa età, cercando di soddisfare questa curiosità, penetrò furtivamente nella camera del custode del suo stabile che stava dormendo, toccandolo sotto le coperte. Raggiunti i 10 anni, la sua iniziale curiosità si era trasformata in eccitazione sessuale, e Nathan cercò (senza successo) di ottenere prestazioni sessuali da uomini negli spogliatoi. A 11 anni incontrò un vicino a cui fece visita diverse volte cercando di ottenerne relazioni sessuali, cosa che alla fine gli riuscì.
    Nei suoi nuovi incontri con l'uomo nei due anni seguenti, Nathan ha riferito che era egli stesso ad essere il "conduttore" e a controllare le relazioni sessuali. Sempre da ragazzo ha avuto altre relazioni sessuali con uomini adulti, trovandole tutte estremamente positive. Ritiene che il sesso lo abbia aiutato nella propria autoconvinzione sessuale: diventato [sessualmente] maturo sapeva esattamente cosa cercare, mentre i suoi coetanei erano ancora in fase di ricerca.

    CASO 2 - James, un ragazzo canadese di 23 anni, cominciò a provare interesse per altri ragazzi già all'età di 6 anni e ebbe la sua prima esperienza a 8 anni con un coetaneo. A 11 anni fece amicizia con un vicino di casa, al quale mandò molti segnali nella speranza di ricavarne contatti sessuali. Alla fine riuscì nel suo intento, cosa che lo fece sentire orgoglioso e lo legò ancora di più a quell'uomo.
    Nei tre anni successivi gli fece visita regolarmente, spesso di nascosto per evitare che i suoi genitori mettessero fine alla relazione. James valuta questa relazione in modo estremamente positivo, affermando che ha costruito la sua personalità (ad esempio dandogli una maggiore stima di se stesso) ed ha influenzato molti dei suoi interessi (ad esempio per la letteratura).

    CASO 3[ - Daniel, un 33enne francese, si era sentito fisicamente attratto dal padre fin dall'età di 6 anni. A 8 anni cominciò a provare veri e propri stimoli sessuali nei suoi confronti, e a 10 cominciò a toccarlo, cosa a cui il padre acconsentì. Nella corso della relazione sessuale, durata 4 anni, era sempre Daniel a iniziare il sesso.
    Daniel serba un caro ricordo della relazione sessuale e descrive la relazione come "bella, pura, sicura, sincera ed amorevole", affermando che ha contribuito a costruire la propria autostima.

    CASO 4 - A 8 anni Dennis, un ragazzo americano di 21 anni, ebbe le sue prime esperienze sessuali con un amico di famiglia di cui sospettava avesse coinvolto suo fratello maggiore. Ci furono numerose relazioni sessuali per due anni. Dennis afferma che era sempre lui stesso ad iniziarle perché era già pronto per il sesso. Descrive la relazione come la più positiva che abbia mai avuto. Si sentiva padrone della situazione poiché sentiva di avere il controllo sull'uomo che amava e che vedeva pronto a qualsiasi cosa pur di soddisfare i desideri di Dennis.
    Dennis ritiene che le sue relazioni sessuali da adolescente ed in età adulta siano state più scorrevoli per via della competenza da lui acquisita grazie a queste esperienze da giovanissimo. Alla domanda di come un ragazzo eterosessuale possa aver gradito esperienze omosessuali, risponde che si sentiva attratto dal sesso in quanto tale e non tanto da uomini o donne singoli.

    CASO 5 - John, un australiano di 22 anni, cominciò a provare interesse sessuale per le ragazze a 8 anni. A 9 anni si sentiva solo e veniva schernito dagli altri ragazzi, quando incontrò un vicino. Divennero subito amici e John passò molto tempo a casa sua, e infine il giovane iniziò a masturbarsi assieme a lui. Inizialmente John temeva che altri li potessero scoprire, ma col passare del tempo queste preoccupazioni si rivelarono infondate.
    La relazione durò 3 anni: John era fiero di farsi vedere accanto all'uomo più maturo che egli vedeva come un protettore, e considera la loro reciproca intimità uno dei più bei punti della sua vita. Chiedendogli se fosse consenziente a questa relazione risponde di sì, perché entrambi la volevano e lui amava il giovane. In altre parole "Sì, fai pure" significa consenso.

    Continua con il commento di Bruce Rind...
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    Modificato dall' autore il 23 luglio 2011 23.51
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      Proc di Catania
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      il 2011-07-23 23:51:00.0 alle 2011-07-23 23:51:00.0
      Trollate totali: 75
      Re: Alcune testimonianze
      (Tratto da: "The problem with consensus morality" di Bruce Rind, Ph.D., Department of Psychology, Temple University, Philadelphia, Pennsylvania; in: Archives of Sexual Behavior, Vol. 31, n. 6, dicembre 2002).

      Commento di Bruce Rind:

      Questi casi contraddicono le obiezioni di Schmidt secondo le quali le relazioni con bambini al di sotto della pubertà sarebbero sempre differenti e che gli adulti usano l'inganno per mantenerle. In ciascuno dei casi esaminati il bambino era già informato circa il sesso, e in quattro casi su cinque è proprio lui il primo soggetto a cercarlo. Questi casi contraddicono l'obiezione che lo squilibrio di potere soffocherebbe l'autodeterminazione sessuale: tutti i soggetti hanno avuto la sensazone di tenere sotto controllo la relazione sessuale ed hanno sentito che le proprie necessità e la propria volontà venivano rispettate. Invece di impedire il loro sviluppo, le relazioni hanno avuto una funzione pedagogica ed altre funzioni di crescita. In questo senso, esse sono consistenti con altri dati interculturali ed inter-specie, per i quali i ricercatori spesso hanno dedotto simili funzioni. Fra parentesi, lo stesso presupposto secondo il quale gli adulti avrebbero necessariamente maggior potere è discutibile, come questi casi illustrano. Oltre tutto, nella società attuale una parola di accusa da parte di un bambino è potenzialmente in grado di soffocare completamente l'autodeterminazione dell'adulto per quanto riguarda vita, libertà e beni patrimoniali di un uomo, cosa che sembra dia al bambino un potere enorme.

      Questi casi sono auto-selezionati e si sono verificati in culture estremamente contrarie a queste relazioni, e pertanto possono essere necessariamente incoerenti. Nonostante ciò, dato che i resoconti provenienti da culture che permettono o favoriscono queste relazioni (invece di ricoprirle di senso di colpa e rafforzando l'ignoranza sessuale) indicano che le reazioni positive sono comuni (Williams, 1996), questi casi non possono essere accantonati come "colpi di fortuna". I dati interculturali mostrano infatti il potenziale universale dei ragazzini al di sotto della pubertà, pur se alle soglie della stessa, che li rende i grado di rispondere “sulla stessa pagina” come adulti meno giovani (Herdt, 1987; Williams, 1996). L'affermazione moralmente derivata di Shmidt dell'invariabile mancato consenso si mostra empiricamente erronea.

      Nella nostra società, il consenso sessuale è certamente assente in molte relazioni sessuali tra ragazzini di 10 anni e adulti. Il punto importante, tuttavia, è che vi sono variazioni (a volte non c'è e a volte c'è, in diverse gradazioni), e queste variazioni sono moderate da certi fattori (ad esempio differenze individuali e cultura). Queste conclusioni derivanti dai dati sono impossibili da ottenere mediante il paradigma della moralità del consenso, che è ideologico e porta chi lo sostiene a vedere quello che dovrebbe essere invece di quello che è. Un motto di questo sistema morale potrebbe essere “Gleichheit macht frei” (l'uguaglianza rende liberi), perché questo sistema deifica l'uguaglianza sessuale come liberatoria, demonizzando invece la disuguaglianza sessuale come schiavizzante. Malgrado sia un sistema liberale, esso [...] pone l'accento sul potere all'interno delle relazioni a scapito di altri fattori che possono essere più rilevanti. Pertanto la moralità del consenso ostacola l'esame scientifico della sessualità tra minori e adulti, ed obbliga tutti i dati e le interpretazoni ad adattarsi ai contorni di questa ideologia.
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        Proc di Catania
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2011-07-24 00:48:00.0 alle 2011-07-24 00:48:00.0
        Re: Alcune testimonianze
        il commento di Bruce Rind...

        > l'autodeterminazione sessuale: tutti i soggetti
        > hanno avuto la sensazione di tenere sotto
        > controllo la relazione sessuale


        Ops, mi è semblato di vedele un pedone Newbie, inesperto


        naaa, impossibile Anonimo

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          Proc di Catania
          Scritto da
          il 2011-07-24 01:07:00.0 alle 2011-07-24 01:07:00.0
          Trollate totali: 75
          Re: Alcune testimonianze
          - Scritto da:
          > il commento di Bruce Rind...
          >
          > > l'autodeterminazione sessuale: tutti i soggetti
          > > hanno avuto la sensazione di
          > tenere
          > sotto
          > > controllo la relazione sessuale
          >
          >
          > Ops, mi è semblato di vedele un pedone Newbie, inesperto
          >
          >
          > naaa, impossibile Anonimo
          >
          Una sensazione può rivelarsi fondata o no. In ogni caso è proprio questa sensazione che fa sentire il bambino padrone della situazione e che evita l'insorgenza del sentimento opposto: quello di sentirsi abusato.
          Solitamente questa sensazone nasce grazie alla sensibilità dell'adulto che rispetta il volere del più piccolo e non da un plagio mentale messo in atto dal pedone nei confronti del bambino, tant'è vero che in 4 casi su 5 di quelli riportati sono i bambini stessi a cercare contatti sessuali con adulti.
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          Modificato dall' autore il 24 luglio 2011 01.10
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            Proc di Catania
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2011-07-26 14:06:00.0 alle 2011-07-26 14:06:00.0
            Re: Alcune testimonianze

            - Scritto da: pandistelle
            > - Scritto da:
            > > il commento di Bruce Rind...
            > >
            > > > l'autodeterminazione sessuale: tutti i
            > soggetti
            > > > hanno avuto la sensazione di
            > > tenere
            > > sotto
            > > > controllo la relazione sessuale
            > >
            > >
            > > Ops, mi è semblato di vedele un pedone Newbie, inesperto
            > >
            > >
            > > naaa, impossibile Anonimo
            > >
            > Una sensazione può rivelarsi fondata o no. In
            > ogni caso è proprio questa sensazione che fa
            > sentire il bambino padrone della situazione e che
            > evita l'insorgenza del sentimento opposto: quello
            > di sentirsi
            > abusato.
            > Solitamente questa sensazone nasce grazie alla
            > sensibilità dell'adulto che rispetta il volere
            > del più piccolo e non da un plagio mentale messo
            > in atto dal pedone nei confronti del bambino,
            > tant'è vero che in 4 casi su 5 di quelli
            > riportati sono i bambini stessi a cercare
            > contatti sessuali con
            > adulti.

            Certo, nella vostra fantasia malata.. A bocca storta

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        Proc di Catania
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2011-07-24 11:59:00.0 alle 2011-07-24 11:59:00.0
        Re: Alcune testimonianze

        - Scritto da: pandistelle
        > (Tratto da: "The problem with consensus morality"
        > di Bruce Rind, Ph.D., Department of Psychology,
        > Temple University, Philadelphia, Pennsylvania;
        > in: Archives of Sexual Behavior, Vol. 31, n. 6,
        > dicembre
        > 2002).
        >
        > Commento di Bruce Rind:
        >
        > Questi casi contraddicono le obiezioni di Schmidt
        > secondo le quali le relazioni con bambini al di
        > sotto della pubertà sarebbero sempre differenti e
        > che gli adulti usano l'inganno per mantenerle. In
        > ciascuno dei casi esaminati il bambino era già
        > informato circa il sesso, e in quattro casi su
        > cinque è proprio lui il primo soggetto a
        > cercarlo. Questi casi contraddicono l'obiezione
        > che lo squilibrio di potere soffocherebbe
        > l'autodeterminazione sessuale: tutti i soggetti
        > hanno avuto la sensazone di tenere sotto
        > controllo la relazione sessuale ed hanno sentito
        > che le proprie necessità e la propria volontà
        > venivano rispettate. Invece di impedire il loro
        > sviluppo, le relazioni hanno avuto una funzione
        > pedagogica ed altre funzioni di crescita. In
        > questo senso, esse sono consistenti con altri
        > dati interculturali ed inter-specie, per i quali
        > i ricercatori spesso hanno dedotto simili
        > funzioni. Fra parentesi, lo stesso presupposto
        > secondo il quale gli adulti avrebbero
        > necessariamente maggior potere è discutibile,
        > come questi casi illustrano. Oltre tutto, nella
        > società attuale una parola di accusa da parte di
        > un bambino è potenzialmente in grado di soffocare
        > completamente l'autodeterminazione dell'adulto
        > per quanto riguarda vita, libertà e beni
        > patrimoniali di un uomo, cosa che sembra dia al
        > bambino un potere
        > enorme.
        >
        > Questi casi sono auto-selezionati e si sono
        > verificati in culture estremamente contrarie a
        > queste relazioni, e pertanto possono essere
        > necessariamente incoerenti. Nonostante ciò, dato
        > che i resoconti provenienti da culture che
        > permettono o favoriscono queste relazioni (invece
        > di ricoprirle di senso di colpa e rafforzando
        > l'ignoranza sessuale) indicano che le reazioni
        > positive sono comuni (Williams, 1996), questi
        > casi non possono essere accantonati come "colpi
        > di fortuna". I dati interculturali mostrano
        > infatti il potenziale universale dei ragazzini al
        > di sotto della pubertà, pur se alle soglie della
        > stessa, che li rende i grado di rispondere “sulla
        > stessa pagina” come adulti meno giovani (Herdt,
        > 1987; Williams, 1996). L'affermazione moralmente
        > derivata di Shmidt dell'invariabile mancato
        > consenso si mostra empiricamente
        > erronea.
        >
        > Nella nostra società, il consenso sessuale è
        > certamente assente in molte relazioni sessuali
        > tra ragazzini di 10 anni e adulti. Il punto
        > importante, tuttavia, è che vi sono variazioni (a
        > volte non c'è e a volte c'è, in diverse
        > gradazioni), e queste variazioni sono moderate da
        > certi fattori (ad esempio differenze individuali
        > e cultura). Queste conclusioni derivanti dai dati
        > sono impossibili da ottenere mediante il
        > paradigma della moralità del consenso, che è
        > ideologico e porta chi lo sostiene a vedere
        > quello che dovrebbe essere invece di quello che
        > è. Un motto di questo sistema morale potrebbe
        > essere “Gleichheit macht frei” (l'uguaglianza
        > rende liberi), perché questo sistema deifica
        > l'uguaglianza sessuale come liberatoria,
        > demonizzando invece la disuguaglianza sessuale
        > come schiavizzante. Malgrado sia un sistema
        > liberale, esso [...] pone l'accento sul potere
        > all'interno delle relazioni a scapito di altri
        > fattori che possono essere più rilevanti.
        > Pertanto la moralità del consenso ostacola
        > l'esame scientifico della sessualità tra minori e
        > adulti, ed obbliga tutti i dati e le
        > interpretazoni ad adattarsi ai contorni di questa
        > ideologia.

        questi ragazzi sono rintracciabili e pronti a confermare quanto scritto ?
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          Proc di Catania
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2011-07-26 14:07:00.0 alle 2011-07-26 14:07:00.0
          Re: Alcune testimonianze
          > > (Tratto da: "The problem with consensus
          > morality"
          > > di Bruce Rind, Ph.D., Department of Psychology,
          > > Temple University, Philadelphia, Pennsylvania;
          > > in: Archives of Sexual Behavior, Vol. 31, n. 6,
          > > dicembre
          > > 2002).

          > questi ragazzi sono rintracciabili e pronti a
          > confermare quanto scritto
          > ?

          Ovvio che no, l'autore non rivelerà i loro nomi senza il loro consenso, ed è improbabile che uno di loro lo dia. Però se quell'università - http://www.temple.edu/ - ha ritenuto di pubblicare il lavoro, perché lo si dovrebbe giudicare inattendibile?
    • Avatar
      Proc di Catania
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2011-07-23 23:52:00.0 alle 2011-07-23 23:52:00.0
      Re: Alcune testimonianze

      > CASO 1 - Nathan71, un inglese di 45 anni, cominciò
      > a dimostrare un forte interesse per i genitali
      > maschili fin dall'età di 8 anni. A questa età,
      > cercando di soddisfare questa curiosità, penetrò
      > furtivamente nella camera del custode del suo
      > stabile che stava dormendo, toccandolo sotto le
      > coperte.

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