vi sono due concezioni in base
apro una discussione filosofica per analizzare una fonte del diritto ..di autodeterminazione ..in ogni ambito
la fonte del diritto di autodeterminazione dovrebbe essere la volontà
ma questa può essere interpretata in 3 modi
1)volontà intesa come DESIDERIO ..verbalizzazione di un desiderio
2) volontà intesa come capacità di scegliere/discernere tra due o più opzioni ..argomentando tali scelte
3) volontà intesa come consenso maturo ( sviluppo pieno di capacità cognitive) e informato possesso di tutte le informazioni necessarie all'esperienza
elaboriamo le tre ipotesi ..perchè una rispetto all'altra dovrebbe essere fonte di diritto o meno?
la 1) vi è quando si appena appena in grado di verbalizzare quindi boh a 4 anni tipo?
la 2) quando si raggiunge l'età del primo discernimento o età dell'accountability (responsabilità) età che in diverse culture si attesta tra i 6-7,8 anni
3) il terzo quando si raggiunge la maturità mentale 11-12 anni secondo i recenti studi della Dott Waber
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=c... 
..o interpretato alla pubertà nel passato nel diritto romano
il punto 2) dovrebbe essere l'età in cui il bambino è in grado di scegliere tra bene e male per cui lo si considera responsabile a livello religioso/penale
prima può volere desiderare ma senza discernere perciò cosa può desiderare? solo il Bene ? o solo ciò che crede essere Bene? ciò che il suo istinto considera bene
cmq penso ci sia una differenza su questo tra
liberalismo e libertarismo
nel liberalismo è lo Stato che concede i diritti no? quindi per concedere diritti di autodeterminarsi in assoluto richiede un consenso maturo e informato
nel libertarismo dovrebbe essere l'individuo che si "conquista" i propri diritti con la forza di agire no? quindi basterebbe in teoria il desiderio di agire per acquisire dei diritti
se un bambino si autoconquistasse un diritto con la forza di agire questo sarebbe un diritto naturale
invece il diritto concesso dallo stato fa parte del diritto positivo
quindi vi è uno scontro tra diritto naturale (giusnaturalismo) e diritto positivo (giuspositivismo)