Mostra notizie nelle discussioni
  • Avatar
    ☺
    God? No, thanks
    Scritto da
    il 2011-09-01 00:41:00.0 alle 2011-09-01 00:41:00.0
    Trollate totali: 48
    Dietro a me
    Con il dono della Spirito, Pietro aveva trovato in sé il coraggio e l'audacia per professare forte la sua fede: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". Ma ora le parole del maestro lo disorientano.
    Andare a Gerusalemme e soffrire? Essere ucciso e risuscitare il terzo giorno?
    Ma che sta dicendo? Che sia impazzito?
    Per la prima volta Gesù parla a viso scoperto del suo dono totale d'amore e i discepoli non capiscono. Nel loro cuore si è stampata la certezza granitica che Gesù è il Messia, ma ancora non hanno capito quale Messia è Gesù. Davanti al cammino della Croce, i sogni patriottici e trionfali che avevano affibbiato a Gesù, iniziano a traballare.
    Già: si aspettavano un nuovo glorioso regno con capitale a Gerusalemme, una nuova libertà concessa al popolo oppresso dall'invasore romano, i loro nomi scritti a carattere cubitale accanto a quello del maestro e invece
    Gesù manda in frantumi le illusioni dei discepoli e inizia a far intravedere che la gloria verso cui è incamminato non è quella del potere, ma quella dell'amore; che la logica che guida le sue scelte non è quella del dominio, ma quella del dono totale della vita.
    Pietro non accetta, non capisce e vuole dissuadere il maestro: "Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai". L'ex-pescatore di Cafarnao si oppone, suggerisce una via diversa. Pietro non dubita che Gesù sia il Messia, ma non accetta il cammino che il Rabbì inizia a prefigurare.
    Ma Gesù, il grande Gesù, lo rimette nella sua giusta posizione: "Dietro a me". Questo è il discepolo: uno che cammina dietro al suo Signore.
    Gesù è molto chiaro nell'indicare la via del discepolo, il suo cammino e il suo futuro. In tutto e per tutto il discepolo si pone in riferimento a Gesù. Seguirlo è rinnegare se stessi e prendere la Croce. Quella che Gesù propone è una via di leggerezza, di abbandono e di fiducia. Il cammino proposto dal Rabbì di Nazareth è una lotta contro la chiusura dell'autoaffermazione, è una terapia contro la tossina inquinante dell'egoismo.
    Gesù è molto chiaro, è vero. La Sua è una proposta, un invito: "Se qualcuno vuole venire dietro a me". C'è una possibilità di vita nuova, la strada è aperta, Lui ti invita, ti aspetta. Ora tocca a te decidere che fare!
    buona settimana
    don Fortune
<softv>

Pagina generata in 47 millisecondi

Utenti attivi: 13 nell'ultimo minuto, 19 negli ultimi cinque minuti, 44 negli ultimi 15 minuti