☺
God? No, thanks
Scritto da
il 2011-12-01 14:52:00.0 alle 2011-12-01 14:52:00.0
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Regalità d'amore
Siamo arrivati alla fine dellanno liturgico passato in compagnia di Matteo. Come ultima tappa del nostro percorso siamo invitati a contemplare la regalità di Gesù.
Faccio fatica, lo ammetto, a tenere vicine queste ultime parole.
Per noi regalità significa prestigio, potere, comando, autorità e Gesù, fin dallinzio della sua vita, ha rifiutato categoricamente tutto questo.
Abbiamo bisogno di ribaltare, di capovolgere lidea di regalità a cui siamo abituati.
Gesù è re perché serve, e non perché è servito.
Gesù è re perché svela che la vera potenza non è quella delle armi e della prevaricazione, ma quella dellamore e della compassione.
Il brano di Vangelo che la liturgia ci propone per questa solennità ci svela che la regalità di Dio è diversa in tutto, anche nel giudizio. Questo brano di Matteo è chiarissimo: quando il Figlio delluomo ritornerà sulla terra ci chiederà quanto abbiamo amato!
Lelemento discriminate fra i benedetti e i maledetti è la forma concretissima dellamore: ti sei preso cura di chi ti ho messo vicino? E commuovente la concretezza di Gesù: dar da bere e da mangiare, visitare, curare, ospitare, vestire Sono quei gesti dellamore quotidiano, nascosto e silenzioso, che fanno la differenza!
Mi piace proprio questo brano di Vangelo perché è una vera cannonata che può svegliarci dal nostro cristianesimo assonnato, dai nostri spiritualismi vuoti e inconcludenti. Il Signore ci chiama ad una preghiera che cambia il cuore, gli occhi, le mani, e non a forme di finta spiritualità che anestetizzano e assopiscono. Il Signore ci chiama a celebrare quellEucaristia che non rimane intrappolata tra le mura delle nostre Chiese, ma che prosegue nelle nostre case, nelle fabbriche, negli uffici, nella scuola.
Coraggio, cari amici! Scegliamo Gesù come nostro re, facciamone il criterio di verifica delle nostre scelte e dei nostri progetti.
Scegliamo Lui e non saremo mai delusi.
don Fortune