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Malattia e la CulturaProc di CataniaScritto daSuor DannataViziosa fustigatrice di stoltiil 2011-12-05 22:05:00.0 alle 2011-12-05 22:05:00.0Trollate totali: 4147Malattia ricorrendo al suo ingegnoso intelletto, ha ben pensato di ridefinire la nozione di cultura come segue:
"Avere cultura significa imparare le cose a memoria."
Peccato che la riformulazione si distanzi alquanto dalla definizione ufficiale, così per tentare di metterci una toppa, cos'ha escogitato il genio?
E' andato a pescarsi la definizione più "malleabile", che ha trovato su
http://www.sapere.it/sapere/search.html?q=cultura&...
ed ha estrapolato dall'accezione Cultura POPOLARE, la parte ritenuta dal fenomeno adeguata al caso, ovvero:
"il sapere trasmessosi per lo piùoralmente allinterno di un gruppo sociale"
Peccato l'impiastro non abbia neppure con la sua scorrettezza potuto provar nulla, poichè in nessuna delle accezioni ufficiali, inclusa quella che ha forzosamente impegnato, si può stabilire una corrispondenza tra cutura ed imparare a memoria.
E un'altra panzana va ad allungare la lista.
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Re: Malattia e la CulturaProc di Catania
- Scritto da: Suor Dannata
> Malattia ricorrendo al suo ingegnoso intelletto,
> ha ben pensato di ridefinire la nozione di
> cultura come
> segue:
>
> "Avere cultura significa imparare le cose a
> memoria."
>
> Peccato che la riformulazione si distanzi
> alquanto dalla definizione ufficiale, così per
> tentare di metterci una toppa, cos'ha escogitato
> il genio?
>
> E' andato a pescarsi la definizione più
> "malleabile", che ha trovato su
>
>
> http://www.sapere.it/sapere/search.html?q=cultura&
>
> ed ha estrapolato dall'accezione Cultura
> POPOLARE, la parte ritenuta dal fenomeno adeguata
> al caso,
> ovvero:
>
> "il sapere trasmessosi per lo piùoralmente
> allinterno di un gruppo sociale"
>
>
> Peccato l'impiastro non abbia neppure con la sua
> scorrettezza potuto provar nulla, poichè in
> nessuna delle accezioni ufficiali, inclusa quella
> che ha forzosamente impegnato, si può stabilire
> una corrispondenza tra cutura ed imparare a
> memoria.
>
>
> E un'altra panzana va ad allungare la lista.
>
Cribio, non sia così severo con questo povero giovane figlio del disastro inferto alla scuola pubblica dall'incompetenza della sinistra. Bisogna essere comprensivi. Dico di più: non ha del tutto torto. Tutti sanno che fin che dalla preistoria, e ancora oggi, la trasmissione orale è la più immediata e inarrestabile forma di diffusione della cultura. Modestamente, io e molte delle mie più squisite amiche possiamo vantarci di averla praticata più volte, vicendevolmente a favore l'uno dell'altra, in quei grandi, mi consenta, templi del sapere, del focolare e della discrezione che di certo non esageratamente sono le mie tante magioni. E' indecente che il nostro comune amico non possa approfittarne: lo invito quindi, insieme a tutte le gentilsignore e sopratutto gentilsignorine della sua famiglia, a recarsi ospite presso di me una di queste sere, in modo che possa rallegrarmi di farlo assistere alla più pura, silenziosa e letterale trasmissione orale della migliore cultura italiana. A presto.-
Re: Malattia e la CulturaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2011-12-05 22:39:00.0 alle 2011-12-05 22:39:00.0> > Malattia ricorrendo al suo ingegnoso intelletto,
> > ha ben pensato di ridefinire la nozione di
> > cultura come
> > segue:
> >
> > "Avere cultura significa imparare le cose a
> > memoria."
> >
> > Peccato che la riformulazione si distanzi
> > alquanto dalla definizione ufficiale, così per
> > tentare di metterci una toppa, cos'ha escogitato
> > il genio?
> >
> > E' andato a pescarsi la definizione più
> > "malleabile", che ha trovato su
> >
> >
> >
> http://www.sapere.it/sapere/search.html?q=cultura&
> >
> > ed ha estrapolato dall'accezione Cultura
> > POPOLARE, la parte ritenuta dal fenomeno
> adeguata
> > al caso,
> > ovvero:
> >
> > "il sapere trasmessosi per lo piùoralmente
> > allinterno di un gruppo sociale"
> >
> >
> > Peccato l'impiastro non abbia neppure con la sua
> > scorrettezza potuto provar nulla, poichè in
> > nessuna delle accezioni ufficiali, inclusa
> quella
> > che ha forzosamente impegnato, si può stabilire
> > una corrispondenza tra cutura ed imparare a
> > memoria.
> >
> >
> > E un'altra panzana va ad allungare la lista.
> >
>
> Cribio, non sia così severo con questo povero
> giovane figlio del disastro inferto alla scuola
> pubblica dall'incompetenza della sinistra.
> Bisogna essere comprensivi. Dico di più: non ha
> del tutto torto. Tutti sanno che fin che dalla
> preistoria, e ancora oggi, la trasmissione orale
> è la più immediata e inarrestabile forma di
> diffusione della cultura. Modestamente, io e
> molte delle mie più squisite amiche possiamo
> vantarci di averla praticata più volte,
> vicendevolmente a favore l'uno dell'altra, in
> quei grandi, mi consenta, templi del sapere, del
> focolare e della discrezione che di certo non
> esageratamente sono le mie tante magioni. E'
> indecente che il nostro comune amico non possa
> approfittarne: lo invito quindi, insieme a tutte
> le gentilsignore e sopratutto gentilsignorine
> della sua famiglia, a recarsi ospite presso di me
> una di queste sere, in modo che possa rallegrarmi
> di farlo assistere alla più pura, silenziosa e
> letterale trasmissione orale della migliore
> cultura italiana. A presto.

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Re: Malattia e la CulturaProc di CataniaScritto daSuor DannataViziosa fustigatrice di stoltiil 2011-12-05 23:01:00.0 alle 2011-12-05 23:01:00.0Trollate totali: 4147
- Scritto da: Ordine Berlusca
>
> - Scritto da: Suor Dannata
> > Malattia ricorrendo al suo ingegnoso intelletto,
> > ha ben pensato di ridefinire la nozione di
> > cultura come
> > segue:
> >
> > "Avere cultura significa imparare le cose a
> > memoria."
> >
> > Peccato che la riformulazione si distanzi
> > alquanto dalla definizione ufficiale, così per
> > tentare di metterci una toppa, cos'ha escogitato
> > il genio?
> >
> > E' andato a pescarsi la definizione più
> > "malleabile", che ha trovato su
> >
> >
> >
> http://www.sapere.it/sapere/search.html?q=cultura&
> >
> > ed ha estrapolato dall'accezione Cultura
> > POPOLARE, la parte ritenuta dal fenomeno
> adeguata
> > al caso,
> > ovvero:
> >
> > "il sapere trasmessosi per lo piùoralmente
> > allinterno di un gruppo sociale"
> >
> >
> > Peccato l'impiastro non abbia neppure con la sua
> > scorrettezza potuto provar nulla, poichè in
> > nessuna delle accezioni ufficiali, inclusa
> quella
> > che ha forzosamente impegnato, si può stabilire
> > una corrispondenza tra cutura ed imparare a
> > memoria.
> >
> >
> > E un'altra panzana va ad allungare la lista.
> >
> Cribio, non sia così severo con questo povero
> giovane
Con lei adotterà molto più rigore la compagna Ilda, imputato Berlusconi. Si preoccupi pertanto dei processi che pendono su quel suo cappello, dietro cui non possono esser tenute nascoste le calvizie che detesta.
> figlio del disastro inferto alla scuola
> pubblica dall'incompetenza della sinistra.
Ma lui è alla scuola della destra che va.
> Bisogna essere comprensivi. Dico di più: non ha
> del tutto torto. Tutti sanno che fin che dalla
> preistoria, e ancora oggi, la trasmissione orale
> è la più immediata e inarrestabile forma di
> diffusione della cultura.
A lui più che una cultura gli sono state trasmesse malattie encefaliche.
> Modestamente, io e
> molte delle mie più squisite amiche possiamo
> vantarci di averla praticata più volte,
> vicendevolmente a favore l'uno dell'altra, in
> quei grandi, mi consenta, templi del sapere, del
> focolare e della discrezione che di certo non
> esageratamente sono le mie tante magioni.
Ha ormai le orge contate signor EX presidente.
> E'
> indecente che il nostro comune amico non possa
> approfittarne: lo invito quindi, insieme a tutte
> le gentilsignore e sopratutto gentilsignorine
> della sua famiglia, a recarsi ospite presso di me
> una di queste sere, in modo che possa rallegrarmi
> di farlo assistere alla più pura, silenziosa e
> letterale trasmissione orale della migliore
> cultura italiana. A
> presto.
Si farebbe una bella CULtura si, così facendo; temo però che lui si troverebbe spaesato in mezzo ai vostri festini: manca di esperienza ed è -ahimè- attratto principalmente da ben altri soggetti, stando a quanto riferisce (tralasciando le contraddizioni in cui spesso incespica). Un asilo dlle libertà per l'asino del FdT, non rappresentere un approccio più graduale?
ROTFL!
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Re: Malattia e la CulturaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2011-12-05 23:59:00.0 alle 2011-12-05 23:59:00.0
- Scritto da: Suor Dannata
> Malattia ricorrendo al suo ingegnoso intelletto,
> ha ben pensato di ridefinire la nozione di
> cultura come
> segue:
>
> "Avere cultura significa imparare le cose a
> memoria."
>
> Peccato che la riformulazione si distanzi
> alquanto dalla definizione ufficiale, così per
> tentare di metterci una toppa, cos'ha escogitato
> il genio?
>
> E' andato a pescarsi la definizione più
> "malleabile", che ha trovato su
>
>
> http://www.sapere.it/sapere/search.html?q=cultura&
>
> ed ha estrapolato dall'accezione Cultura
> POPOLARE, la parte ritenuta dal fenomeno adeguata
> al caso,
> ovvero:
>
> "il sapere trasmessosi per lo piùoralmente
> allinterno di un gruppo sociale"
>
>
> Peccato l'impiastro non abbia neppure con la sua
> scorrettezza potuto provar nulla, poichè in
> nessuna delle accezioni ufficiali, inclusa quella
> che ha forzosamente impegnato, si può stabilire
> una corrispondenza tra cutura ed imparare a
> memoria.
>
>
> E un'altra panzana va ad allungare la lista.
>
Ma allora sei rincoglionito, ma veramente tanto Goddamn!
Avere cultura significa sapere tante cose. Sapere tante cose significa aver imparato tante cose. Imparare significa memorizzare, registrare delle cose nel proprio cervello.
Tutti sono capaci.
Invece non tutti sono capaci a eleborare idee e inventare cose nuove.
Qui sta l'intelligenza, cosa diversa dalla cultura.
Infatti uno può essersi imparato a memoria tutte le poesie di tutti gli autori del 1900, e allora avrà una grande cultura della poesia del 900. Ma poi magari se lo metti a scrivere due righe di una poesia, o a sviluppare qualsiasi cosa, rimane bloccato.
Una persona del 1300 che non aveva la stessa istruzione delle persone di oggi, aveva meno cultura rispetto alle persone di oggi, ma magari aveva un cervellino che poteva mettere via 10 eruditi.
Magari aveva le potenzialità di un Leonardo da Vinci.
E chissà quanti ce ne sono che hanno grandi potenzialità ma... sono ignoranti e privi di cultura perché meno fortunati, ma nella loro ignoranza, sono delle persone in gamba.
In sostanza, quello che dicevo è che poco mi importa se Lich ha una grande cultura, visto che appena si trova di fronte a un argomento che non ha studiato non riesce a fare 2 ragionamenti in croce.-
Re: Malattia e la CulturaProc di CataniaScritto daSuor DannataViziosa fustigatrice di stoltiil 2011-12-06 00:08:00.0 alle 2011-12-06 00:08:00.0Trollate totali: 4147
- Scritto da Mr. Bill Gates Rosik Malattia
>
> - Scritto da: Suor Dannata
> > Malattia ricorrendo al suo ingegnoso intelletto,
> > ha ben pensato di ridefinire la nozione di
> > cultura come
> > segue:
> >
> > "Avere cultura significa imparare le cose a
> > memoria."
> >
> > Peccato che la riformulazione si distanzi
> > alquanto dalla definizione ufficiale, così per
> > tentare di metterci una toppa, cos'ha escogitato
> > il genio?
> >
> > E' andato a pescarsi la definizione più
> > "malleabile", che ha trovato su
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Della serie: I meccanismi di difesa dell'Io!

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