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normalità in pubblicoProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2011-12-08 05:02:00.0 alle 2011-12-08 05:02:00.0Torno ora da una serata tra amici e colleghi. Tra di loro c'è stato anche l'amico che mi ha detto da poco di essere un pedofilo.
Vederlo mi ha imbarazzato. E' una persona molto rilassata e amichevole ma sono rimasto per buona parte della serata con l'idea che fosse rimasto qualcosa di non detto tra di noi. A malapena gli ho parlato. Per lui è stato come se niente fosse successo, e me l'aspettavo.
L'accaduto mi ha innervosito più che per un paio di giorni. Ma ho potuto rifletterci un pò. Lui è rimasto la persona di sempre, e prima non c'era niente di strano. Adesso vorrei sapere come faccia a portarsi dietro un segreto così. Fossi in lui non so se avrei il coraggio di uscire di casa. Come si fa a nascondere una cosa così grande? Tenuta dentro di se, che messaggio può far trasparire agli altri? Cosa può rappresentare, di per se.
La prossima volta lo vedrò a capodanno. Sento il bisogno di fargli delle domande ma vorrei riordinarmi le idee prima.
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Re: normalità in pubblicoProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2011-12-08 12:21:00.0 alle 2011-12-08 12:21:00.0
- Scritto da:
> Torno ora da una serata tra amici e colleghi. Tra
> di loro c'è stato anche l'amico che mi ha detto
> da poco di essere un
> pedofilo.
> Vederlo mi ha imbarazzato. E' una persona molto
> rilassata e amichevole ma sono rimasto per buona
> parte della serata con l'idea che fosse rimasto
> qualcosa di non detto tra di noi. A malapena gli
> ho parlato. Per lui è stato come se niente fosse
> successo, e me l'aspettavo.
>
> L'accaduto mi ha innervosito più che per un paio
> di giorni. Ma ho potuto rifletterci un pò. Lui è
> rimasto la persona di sempre, e prima non c'era
> niente di strano. Adesso vorrei sapere come
> faccia a portarsi dietro un segreto così. Fossi
> in lui non so se avrei il coraggio di uscire di
> casa. Come si fa a nascondere una cosa così
> grande? Tenuta dentro di se, che messaggio può
> far trasparire agli altri? Cosa può
> rappresentare, di per
> se.
> La prossima volta lo vedrò a capodanno. Sento il
> bisogno di fargli delle domande ma vorrei
> riordinarmi le idee
> prima.
>
Ma quanti anni ha il ragazzino che gli piace?
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Re: normalità in pubblicoProc di Catania<Fossi in lui non so se avrei il coraggio di uscire di casa. Come si fa a nascondere una cosa così grande? >
In termini psichiatrici si chiama "falso Sè", cioè: quando una persona finge di essere diversa da quello che è e da quello che prova (vale anche per i gay che fingono di essere etero) allora si parla del 'falso sè'; certamente non dire di essere pedofili è un peso che per molti è difficile da sopportare. Ma a non voler uscire di casa mi pare che esageri....Cosa dovremmo fare? Vivere in clausura? E poi i ragazzini li trovi fuori di casa..La società poi ha una grande parte di colpa quando crea il clima isterico contro i pedofili e li colpevolizza oltre ogni limite...
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Re: normalità in pubblicoProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2011-12-10 02:06:00.0 alle 2011-12-10 02:06:00.0- Scritto da: KAMIKAZE
> <Fossi in lui non so se avrei il coraggio di
> uscire di casa. Come si fa a nascondere una cosa
> così grande?
> >
> In termini psichiatrici si chiama "falso Sè",
> cioè: quando una persona finge di essere diversa
> da quello che è e da quello che prova (vale anche
> per i gay che fingono di essere etero) allora si
> parla del 'falso sè'; certamente non dire di
> essere pedofili è un peso che per molti è
> difficile da sopportare. Ma a non voler uscire di
> casa mi pare che esageri....Cosa dovremmo fare?
> Vivere in clausura? E poi i ragazzini li trovi
> fuori di casa..La società poi ha una grande parte
> di colpa quando crea il clima isterico contro i
> pedofili e li colpevolizza oltre ogni limite...
>
Non sembrava fosse falso. Sembrava qualcun'altro. No anzi, è sempre stato cosi, è che ora so che c'è di più. Che mi abbia rivelato che è un pedofilo mi sembra cosi assurdo che fossi stato io non avrei potuto nasconderlo.
Lo conosco da una vita ma sento di non conoscerlo più. Voglio sapere come convive con questa identità, se ne ha passate di brutte.
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Re: normalità in pubblicoProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2011-12-10 11:26:00.0 alle 2011-12-10 11:26:00.0
- Scritto da:
> - Scritto da: KAMIKAZE
> > <Fossi in lui non so se avrei il coraggio di
> > uscire di casa. Come si fa a nascondere una cosa
> > così grande?
> > >
> > In termini psichiatrici si chiama "falso Sè",
> > cioè: quando una persona finge di essere diversa
> > da quello che è e da quello che prova (vale
> anche
> > per i gay che fingono di essere etero) allora si
> > parla del 'falso sè'; certamente non dire di
> > essere pedofili è un peso che per molti è
> > difficile da sopportare. Ma a non voler uscire
> di
> > casa mi pare che esageri....Cosa dovremmo fare?
> > Vivere in clausura? E poi i ragazzini li trovi
> > fuori di casa..La società poi ha una grande
> parte
> > di colpa quando crea il clima isterico contro i
> > pedofili e li colpevolizza oltre ogni limite...
> >
>
> Non sembrava fosse falso. Sembrava qualcun'altro.
> No anzi, è sempre stato cosi, è che ora so che
> c'è di più. Che mi abbia rivelato che è un
> pedofilo mi sembra cosi assurdo che fossi stato
> io non avrei potuto nasconderlo.
>
> Lo conosco da una vita ma sento di non conoscerlo
> più. Voglio sapere come convive con questa
> identità, se ne ha passate di
> brutte.
>
Mi togli una curiosità?
Quanti anni ha il ragazzino che gli piace??
Non pensi che ne stai facendo una questione un po' esagerata?
Solo perché ha dati gusti sessuali non lo conosci più?
Come se una persona fosse solo i suoi gusti sessuali!
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Re: normalità in pubblicoProc di CataniaSe tu conoscessi un po la psicologia (come me) sapresti che OGNUNO di noi vive con delle "maschere" che mette e toglie in diverse situazioni della giornata o della vita. Alcune di queste "maschere" le mettiamo consapevolmente per:
a- il quieto vivere
b- motivi opportunistici
c- sul lavoro
d- in famiglia
e- con gli amici
f- con gli sconosciuti
g- con noi stessi.
Assaggioli, il fondatore della Psicosintesi, parlava di queste maschere come di: "Sub-personalità" che hanno vita propria. E' per questo che spesso vorremmo fare una cosa ma ne facciamo una completamente diversa. Spesso ci comportiamo in un certo modo con una persona e diversamente con un altra persona. Noi abbiamo sì delle personalità dominanti ma abbiamo decine e decine di multipersonalità di cui non è facile sbarazzarsene. Il tuo amico non aveva ritenuto di confidarti che era pedofilo perchè una sua personalità (dominante) glielo vietava, poi ha preso il sopravvento un'altra sub-personalità che gli ha consigliato di dirtelo...E così Via. Lui è sempre lui solo che affiorano personalità diverse. Sicuramente, il fatto che aveva taciuto la sua pedofilia, era perchè ha paura delle reazioni degli altri. Chi oggi direbbe a cuor leggero di essere pedofilo? Nessuno (ma anche dire di essere gay crea problemi). Quindi non stare a farti troppi problemi: se gli vuoi bene devi essergli grato di avertelo detto. Ma non giudicarlo mai. Ok?
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Re: normalità in pubblicoProc di Catania
- Scritto da:
> Torno ora da una serata tra amici e colleghi. Tra
> di loro c'è stato anche l'amico che mi ha detto
> da poco di essere un
> pedofilo.
> Vederlo mi ha imbarazzato. E' una persona molto
> rilassata e amichevole ma sono rimasto per buona
> parte della serata con l'idea che fosse rimasto
> qualcosa di non detto tra di noi. A malapena gli
> ho parlato. Per lui è stato come se niente fosse
> successo, e me l'aspettavo.
>
> L'accaduto mi ha innervosito più che per un paio
> di giorni. Ma ho potuto rifletterci un pò. Lui è
> rimasto la persona di sempre, e prima non c'era
> niente di strano. Adesso vorrei sapere come
> faccia a portarsi dietro un segreto così. Fossi
> in lui non so se avrei il coraggio di uscire di
> casa. Come si fa a nascondere una cosa così
> grande?
E' più facile di quanto si pensa. Credo che, in generale, le persone non solo non siano così percettive o capaci di caprire l'interiorità altrui, ma che neppure siano interessate a farlo.
Il convivere con se stessi, qualora si percepiscano come un peso parti più o meno estese del proprio essere, è qualcosa che si impara forse lavorando più all'esterno che all'interno. In questo ultimo caso, si finisce spesso per esaurirsi e difficilmente si riesce a produrre qualcosa che non sia un riciclo di qualcos'altro.
> Tenuta dentro di se, che messaggio può
> far trasparire agli altri? Cosa può
> rappresentare, di per
> se.
In che senso?
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Re: normalità in pubblicoProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2011-12-10 02:18:00.0 alle 2011-12-10 02:18:00.0- Scritto da: Dead Ringer
> - Scritto da:
> > Torno ora da una serata tra amici e colleghi.
> Tra
> > di loro c'è stato anche l'amico che mi ha detto
> > da poco di essere un
> > pedofilo.
> > Vederlo mi ha imbarazzato. E' una persona molto
> > rilassata e amichevole ma sono rimasto per buona
> > parte della serata con l'idea che fosse rimasto
> > qualcosa di non detto tra di noi. A malapena gli
> > ho parlato. Per lui è stato come se niente fosse
> > successo, e me l'aspettavo.
> >
> > L'accaduto mi ha innervosito più che per un paio
> > di giorni. Ma ho potuto rifletterci un pò. Lui è
> > rimasto la persona di sempre, e prima non c'era
> > niente di strano. Adesso vorrei sapere come
> > faccia a portarsi dietro un segreto così. Fossi
> > in lui non so se avrei il coraggio di uscire di
> > casa. Come si fa a nascondere una cosa così
> > grande?
>
>
> E' più facile di quanto si pensa. Credo che, in
> generale, le persone non solo non siano così
> percettive o capaci di carpire l'interiorità
> altrui, ma che neppure siano interessate a farlo.
>
> Il convivere con se stessi, qualora si
> percepiscano come un peso parti più o meno estese
> del proprio essere, e alildà della necessità di
> aprirsi o no agli altri, è qualcosa che si impara
> forse lavorando più all'esterno che all'interno.
> In questo ultimo caso, si finisce spesso per
> esaurirsi e difficilmente si riesce a produrre
> qualcosa che non sia un riciclo di
> qualcos'altro.
>
>
> > Tenuta dentro di se, che messaggio può
> > far trasparire agli altri? Cosa può
> > rappresentare, di per
> > se.
>
> In che senso?
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> Modificato dall' autore il 09 dicembre 2011 12.42
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Penso che ogni persona abbia qualcosa da mostrare agli altri. La sua quale può essere. Una cosa cosi importante, se non è una malattia, come si può tenerla nascosta?
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Re: normalità in pubblicoProc di Catania
- Scritto da:
> Penso che ogni persona abbia qualcosa da mostrare
> agli altri. La sua quale può essere. Una cosa
> cosi importante, se non è una malattia, come si
> può tenerla
> nascosta?
Non è molto diverso da quello che pativano gli omosessuali fino a qualche anno fa. Anche oggi troverai imbecilli convinti che l'omosessualità sia una malattia. Anche oggi trovi genitori che mandano a "curare" da psicazzi compiacenti (solitamente cattolici) i loro figli perché gay (e non sto parlando di paesi in culo al mondo, sto parlando di paesi come gli USA, ma anche l'Italia). Anche oggi in alcuni paesi i gay vengono processati, umiliati, torturati, impiccati, ecc.
Guarda cos'è successo ad Oscar Wilde e ad Alan Turing per esempio, entrambi uccisi da idiote convinzioni sociali... è vero, si sta male a non poter dire queste cose pubblicamente, ma purtroppo ci sono epoche in cui è bene tenersi certe cose per sé... soprattutto quando gli altri non sono disposti ad ascoltarti.
Il tizio, dicendotelo, ha fatto un atto di fiducia enorme... evidentemente ti considera davvero un suo amico... ma da come ne parli (soprattutto all'inizio) temo che questa sua fiducia sia mal riposta... spero per lui di sbagliarmi.-
Re: normalità in pubblicoProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2011-12-10 04:50:00.0 alle 2011-12-10 04:50:00.0- Scritto da: Daisuke Niwa
>
> - Scritto da:
> > Penso che ogni persona abbia qualcosa da
> mostrare
> > agli altri. La sua quale può essere. Una cosa
> > cosi importante, se non è una malattia, come si
> > può tenerla
> > nascosta?
>
> Non è molto diverso da quello che pativano gli
> omosessuali fino a qualche anno fa. Anche oggi
> troverai imbecilli convinti che l'omosessualità
> sia una malattia. Anche oggi trovi genitori che
> mandano a "curare" da psicazzi compiacenti
> (solitamente cattolici) i loro figli perché gay
> (e non sto parlando di paesi in culo al mondo,
> sto parlando di paesi come gli USA, ma anche
> l'Italia). Anche oggi in alcuni paesi i gay
> vengono processati, umiliati, torturati,
> impiccati,
> ecc.
>
> Guarda cos'è successo ad Oscar Wilde e ad Alan
> Turing per esempio, entrambi uccisi da idiote
> convinzioni sociali... è vero, si sta male a non
> poter dire queste cose pubblicamente, ma
> purtroppo ci sono epoche in cui è bene tenersi
> certe cose per sé... soprattutto quando gli altri
> non sono disposti ad
> ascoltarti.
>
> Il tizio, dicendotelo, ha fatto un atto di
> fiducia enorme... evidentemente ti considera
> davvero un suo amico... ma da come ne parli
> (soprattutto all'inizio) temo che questa sua
> fiducia sia mal riposta... spero per lui di
> sbagliarmi.
-
Re: normalità in pubblicoProc di Catania
- Scritto da:
> - Scritto da: Daisuke Niwa
> >
> > - Scritto da:
> > > Penso che ogni persona abbia qualcosa da
> > mostrare
> > > agli altri. La sua quale può essere. Una cosa
> > > cosi importante, se non è una malattia, come
> si
> > > può tenerla
> > > nascosta?
> >
> > Non è molto diverso da quello che pativano gli
> > omosessuali fino a qualche anno fa. Anche oggi
> > troverai imbecilli convinti che l'omosessualità
> > sia una malattia. Anche oggi trovi genitori che
> > mandano a "curare" da psicazzi compiacenti
> > (solitamente cattolici) i loro figli perché gay
> > (e non sto parlando di paesi in culo al mondo,
> > sto parlando di paesi come gli USA, ma anche
> > l'Italia). Anche oggi in alcuni paesi i gay
> > vengono processati, umiliati, torturati,
> > impiccati,
> > ecc.
> >
> > Guarda cos'è successo ad Oscar Wilde e ad Alan
> > Turing per esempio, entrambi uccisi da idiote
> > convinzioni sociali... è vero, si sta male a non
> > poter dire queste cose pubblicamente, ma
> > purtroppo ci sono epoche in cui è bene tenersi
> > certe cose per sé... soprattutto quando gli
> altri
> > non sono disposti ad
> > ascoltarti.
> >
> > Il tizio, dicendotelo, ha fatto un atto di
> > fiducia enorme... evidentemente ti considera
> > davvero un suo amico... ma da come ne parli
> > (soprattutto all'inizio) temo che questa sua
> > fiducia sia mal riposta... spero per lui di
> > sbagliarmi.
>
>
>
> BAU BAU BAU GRRRR BAUUUUUUUUUUU
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Re: normalità in pubblicoProc di Catania<è vero, si sta male a non poter dire queste cose pubblicamente, ma purtroppo ci sono epoche in cui è bene tenersi certe cose per sé... soprattutto quando gli altri non sono disposti ad ascoltarti.
Il tizio, dicendotelo, ha fatto un atto di fiducia enorme... evidentemente ti considera davvero un suo amico... ma da come ne parli (soprattutto all'inizio) temo che questa sua fiducia sia mal riposta... spero per lui di sbagliarmi.>
Parole sante. In realtà, noi dagli altri ci aspetteremmo tutto tranne che sia pedofilo. Se uno sta spesso con ragazzini tutti a dire: "che bravo" "come sa stare bene coi bambini" e nessuno che sospetti che sia probabilmente pedofilo. I gay però a differenza dei pedofili, hanno i loro circoli, le loro discoteche e le loro associazioni dove andare a piangere l'intolleranza degli etero; i pedofili neppure quello....
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Re: normalità in pubblicoProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2011-12-09 14:12:00.0 alle 2011-12-09 14:12:00.0- Scritto da:
> Torno ora da una serata tra amici e colleghi. Tra
> di loro c'è stato anche l'amico che mi ha detto
> da poco di essere un
> pedofilo.
> Vederlo mi ha imbarazzato. E' una persona molto
> rilassata e amichevole ma sono rimasto per buona
> parte della serata con l'idea che fosse rimasto
> qualcosa di non detto tra di noi. A malapena gli
> ho parlato. Per lui è stato come se niente fosse
> successo, e me l'aspettavo.
>
Doveva mettere un annuncio sul giornare..
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