> Non so da altre parti ma qua in Toscana nella zona tra Pistoia-Prato-Firenze sono almeno 3-4 giorni che in cielo sostano grosse nubi NERE colme di pioggia che.....
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> NON CADE
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> solo qualche goccia scarsa ieri, quando *normalmente* in condizioni come queste avrebbe dovuto se non diluviare almeno piovere regolarmente.
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> E questo dopo che sono MESI che nemmeno le nubi passavano.
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> Fatta eccezione per alcune regioni d' Italia in cui qualche mese fa è venuto giù il mondo e si è portato via pezzi di paese.
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> Emergenza siccità, Maracchi: “è colpa delle emissioni di Co2; dal 2000 si verifica ormai ogni anno o due”
> http://www.meteoweb.eu/2012/04/emergenza-siccita-m... 
> ”La situazione meteo – ha aggiunto il climatologo – fortunatamente e’ destinata a cambiare in questi giorni ma se anche cadessero 200 millilitri di pioggia, che e’ pari alla media di questo periodo, non cambiera’ molto lo stato delle falde e dei fiumi e a beneficiarne sara’ solo l’agricoltura. Questo perche’ l’evaporazione e’ alta”, e l’acqua non riesce a penetrare piu’ di tanto nel terreno.
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> SI ma la situazione è un po' più particolare di quella che ci descrive il buon Maracchi: il cielo è NERO-NERO da giorni ma viene giù quasi nulla... (ora il nero si sta trasformando in un grigio scuro diffuso) e siamo a rischio siccità! In base a quale fenomeno questo succede? Ce lo puiò spiegare?
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> Io sono sempre stato abituato all' equazione:
> CIELO NERO=PIOGGIA(PRIMA O POI e non 4 gocce)
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> Qua invece le nubi arrivano, sostano e passano come se non ci fossero mai state.
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> Quindi in realtà le correnti svolgono il loro regolare mestiere, portano le nubi da pioggia ma per qualche ragione queste NON scaricano (se non poche gocce).
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> E' chiaro che non potrà continare a lungo l' accumulazione di vapore in cielo, prima o poi dovrà scaricare ma lo farà *tutto insieme*, dopo mesi di accumulazione, scaricando un inferno d' acqua... e non è detto che lo faccia qua dove sostano le nubi ma altrove.
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> Cmq stiamo a vedere come si evolve la situazione.
A Chieri è piovuto ieri (il che fa pure rima), abbastanza abbondante, dopo un inverno soleggiato e complessivamente tiepido, fatta eccezione per una bella nevicata durante l'"ondata di gelo" dalla Russia alla fine di Gennaio. Definirla "ondata di gelo" è esagerato, lo è stata nell'Europa centro-orientale, però è stato un freddo più intenso del solito, com'era l'inverno prima del 1975, che ha danneggiato diverse piante nei giardini: melograni e nespoli del Giappone, oleandri e ulivi, intere siepi di lauroceraso seccate, palme malmesse. Piante non autoctone che però è venuta abitudine piantare nei giardini o negli orti, dopo anni e anni di inverni tiepidi. Quando ero bambino il melograno sopravviveva spiaccicato contro un muro esposto a sud, l'oleandro non era neppure pensabile, già il fico era a rischio.
Fine excursus fenologico. Per quanto riguarda la pioggia, il discorso si fa complicato e dipende da com'è la zona, ogni collegamento *diretto* con l'emissione di CO2 è semplicistico.
Non so come sia da te, ma ad esempio le Alpi trasformano in foehn - niente pioggia, vento e temperature tiepide - qualsiasi perturbazione che provenga da nord. Quindi le perturbazioni si avvicendano regolarmente, ma se vengono da nord è come se non ci fossero, per quanto riguarda l'intera pianura padana: si scaricano in Francia e Svizzera, la scavalcano per riformarsi sull'Appennino.
Se nel corso dell'inverno si fa vedere l'anticiclone russo, devia le perturbazioni in modo che prendono il Piemonte da ovest-sudovest e si hanno copiose nevicate seguite da giornate fredde in cui la neve si conserva. Se si tratta di aria da nord o nord-ovest, si hanno precipitazioni o meno a seconda della forma della lingua di aria fredda e di come devia le perturbazioni.
Se invece l'inverno è dominato da anticicloni atlantici, le perturbazioni sono deviate in modo da prenderci da nord e si hanno giorni e giorni secchi e tiepidi.
Questi fenomeni si vedono guardando le animazioni delle immagini da satellite, ad esempio su ZAMG
http://www.zamg.ac.at/wetter/sat_bilder/ 
: nelle scorse settimane ad esempio c'è sempre stato un nucleo di alta pressione piazzato sull'Europa che teneva lontane le perturbazioni, che solo negli ultimi giorni si è dissolto.
In sintesi, cosa succede a livello locale dipende dalla morfologia del territorio e dalla direzione delle perturbazioni. Il clima a livello globale, e quindi la CO2, influisce probabilmente sulla dimensione e posizione dei campi di alta e bassa pressione che determinano tale direzione, ma qui per capirci qualcosa occorrerebbero studi specifici in fisica dell'atmosfera e fisica del clima.