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isolazionismo e australiaScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2012-04-14 15:18:09.0 alle 2012-04-14 15:18:09.0Trollate totali: 14239zac, 3500 anni fa in australia sono arrivati i cani, e hanno messo i tilacini all'angolo, sicché poi quando arrivarono gli inglesi quei pochi rimasti han fatto in fretta a sterminarli.
l'isolazionismo è così, funziona finché dura, ma indebolisce, e se non ci sono barriere naturali con l'indebolimento del sistema si indeboliscono pure le barriere artificiali (qualcuno parlava di mezzi tecnici per impedire l'immigrazione, ma potrebbero diventare oltre la nostra portata ad un certo punto nella storia), prima o poi qualcuno entra perché trova conveniente entrare in un territorio non sfruttato e la cui popolazione autoctona non è in grado di competere adeguatamente, la popolazione autoctona si estingue o diminuisce paurosamente in quanto quella aliena è più competitiva.
**Modificato dall'autore il 14.04.2012 15:21**I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: isolazionismo e australiaScritto da: avvelenato
> zac, 3500 anni fa in australia sono arrivati i cani, e hanno messo i tilacini all'angolo, sicché poi quando arrivarono gli inglesi quei pochi rimasti han fatto in fretta a sterminarli.
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> l'isolazionismo è così, funziona finché dura, ma indebolisce, e se non ci sono barriere naturali con l'indebolimento del sistema si indeboliscono pure le barriere artificiali (qualcuno parlava di mezzi tecnici per impedire l'immigrazione, ma potrebbero diventare oltre la nostra portata ad un certo punto nella storia), prima o poi qualcuno entra perché trova conveniente entrare in un territorio non sfruttato e la cui popolazione autoctona non è in grado di competere adeguatamente, la popolazione autoctona si estingue o diminuisce paurosamente in quanto quella aliena è più competitiva.
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succederà anche ai topocani?
Young professional woman and busy mom.
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Re: isolazionismo e australiaScritto daNon Autenticatoil 2012-04-14 16:57:24.0 alle 2012-04-14 16:57:24.0Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).-
Re: isolazionismo e australiaScritto daNon Autenticatoil 2012-04-14 17:01:35.0 alle 2012-04-14 17:01:35.0In altri termini se una società vive in un territorio e l'arrivo di immigrati introduce modificazioni casuali e imprevedibili, che non si sa quale tipo di società produrranno ma di sicuro distruggono quella preesistente, può fregarmene di meno che dopo trecento anni si produca un nuovo equilibrio: io vivo qui adesso, e lo scopo della società di cui faccio parte è far vivere bene me e gli altri che ne fanno parte.
Lo scopo della società è far vivere il meglio possibile i suoi membri, non organizzare gare di sopravvivenza.-
Re: isolazionismo e australiaScritto da:
> Lo scopo della società è far vivere il meglio possibile i suoi membri, non organizzare gare di sopravvivenza.
più sei giovane e più pensi al futuro, quindi proiettandoti anche nel "deep time", ovvero pensi alla sopravvivenza a lungo termine, più diventi vecchio e più pensi al tuo presente e quel che ti rimane come futuro, ma non a quello proiettato verso l'infinito.
almeno, stranamente questo è quello che fanno i vecchiacci italiani, i vecchiacci crucchi fanno il contrario, però sto giudicando sulla base di UN vecchio tedesco che conosco bene e tanti vecchi italiani che conosco bene.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!
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Re: isolazionismo e australiaScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2012-04-14 18:36:05.0 alle 2012-04-14 18:36:05.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> In altri termini se una società vive in un territorio e l'arrivo di immigrati introduce modificazioni casuali e imprevedibili, che non si sa quale tipo di società produrranno ma di sicuro distruggono quella preesistente, può fregarmene di meno che dopo trecento anni si produca un nuovo equilibrio: io vivo qui adesso, e lo scopo della società di cui faccio parte è far vivere bene me e gli altri che ne fanno parte.
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> Lo scopo della società è far vivere il meglio possibile i suoi membri, non organizzare gare di sopravvivenza.
io ritengo che sia possibile creare un nuovo equilibrio che non distrugga il preesistente, questo evitando inutili isolazionismi;
viceversa se ci isola prima o poi questo isolamento verrà rotto. Nel breve termine quest'isolamento produce il danno dell'isolamento stesso (indisponibilità di beni e servizi non essenziali, indisponibilità di risorse umane straniere), nel lungo termine una complessiva vulnerabilità della società.
comunque se ritieni dovresti chiedere asilo politico in corea del nord, lì condividono la tua concezione.I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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Re: isolazionismo e australiaScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2012-04-14 18:38:15.0 alle 2012-04-14 18:38:15.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: isolazionismo e australiaScritto daNon Autenticatoil 2012-04-14 21:07:46.0 alle 2012-04-14 21:07:46.0> > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
>
> la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.-
Re: isolazionismo e australiaScritto daNon Autenticatoil 2012-04-14 21:15:48.0 alle 2012-04-14 21:15:48.0Scritto da:
> > > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
> >
> > la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> > L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
>
> Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.
Se venissero a mancare gli elementi di sussistenza comuni quante persone sarebbero in grado di sopravvivere quando il cibo corre ancora con le sue gambe..
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Re: isolazionismo e australiaScritto daNon Autenticatoil 2012-04-14 21:26:41.0 alle 2012-04-14 21:26:41.0> > > > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > > > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
> > >
> > > la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> > > L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
> >
> > Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.
>
> Se venissero a mancare gli elementi di sussistenza comuni quante persone sarebbero in grado di sopravvivere quando il cibo corre ancora con le sue gambe..
Infatti la civiltà e la società servono a ritagliare intorno alle persone un ambiente in cui esse possano vivere, isolato dalle leggi della sopravvivenza. La sola cosa da ricordare è che fuori di questa cellula la natura continua a esistere e non è possibile farne a meno, ma resta il fatto che la società serve a proteggere i deboli.
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Re: isolazionismo e australiaScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2012-04-14 22:24:48.0 alle 2012-04-14 22:24:48.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> > > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
> >
> > la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> > L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
>
> Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.
non hai capito un ciufolo, rileggi e riprova.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: isolazionismo e australiaScritto daNon Autenticatoil 2012-04-14 22:26:59.0 alle 2012-04-14 22:26:59.0Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> > > > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > > > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
> > >
> > > la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> > > L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
> >
> > Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.
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> non hai capito un ciufolo, rileggi e riprova.
per capirti dovrebbe essere un cerebroleso, deve ritenersi fortunato
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Re: isolazionismo e australiaScritto daNon Autenticatoil 2012-04-14 22:30:21.0 alle 2012-04-14 22:30:21.0> > > > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > > > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
> > >
> > > la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> > > L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
> >
> > Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.
>
> non hai capito un ciufolo, rileggi e riprova.
Tu rispondi alla domanda su patate e banane.
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Re: isolazionismo e australiaScritto daNon Autenticatoil 2012-04-15 10:17:53.0 alle 2012-04-15 10:17:53.0> > > > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > > > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
> > >
> > > la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> > > L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
> >
> > Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.
>
> non hai capito un ciufolo, rileggi e riprova.
Ormai ho perso il filo, ma mi pare di capire che tu dai un valore estremamente positivo alla specie, o alla forma culturale, che si ritrova particolarmente adatta a espandersi in un determinato ambiente. Attribuisci alla selezione naturale un significato etico che non ha.
Se in un ecosistema viene introdotta una specie estranea che, non avendo avversari o competitori, dilaga con successo, occupa nicchie ecologiche di specie preesistenti e ne prende il posto (come ad esempio lo scoiattolo grigio americano nei confronti di quello rosso europeo), gli scienziati non diranno che è una cosa positiva. Perché questa specie altera quello che prima della sua venuta era un equilibrio, produce una catena di alterazioni che conduce al ridimensionamento di alcune specie, all'estinzione di altre, e in genere alla banalizzazione dell'ecosistema.
Come ad esempio praticamente ovunque sia stato introdotto il coniglio in assenza di predatori. L'isola di Kerguelen ospitava una ricca flora endemica di piante specializzate a vivere nelle condizioni locali: introdotti accidentalmente il coniglio e il ratto, la flora endemica si è ridotta a poche aree superstiti, e al posto della varietà di specie di prima ora l'isola ospita praterie monospecifiche di acena, la sola erba che ha resistito. Allora è stato introdotto il gatto domestico perché predasse topi e conigli: cosa che in effetti fa anche, ma trova molto più facile predare gli uccelli locali, i loro nidiacei e le loro uova. Di conseguenza si è anche ridotta la precedentemente ricchissima popolazione di uccelli del'isola.-
Re: isolazionismo e australiaScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2012-04-15 10:57:06.0 alle 2012-04-15 10:57:06.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> > > > > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > > > > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
> > > >
> > > > la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> > > > L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
> > >
> > > Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.
> >
> > non hai capito un ciufolo, rileggi e riprova.
>
> Ormai ho perso il filo, ma mi pare di capire che tu dai un valore estremamente positivo alla specie, o alla forma culturale, che si ritrova particolarmente adatta a espandersi in un determinato ambiente. Attribuisci alla selezione naturale un significato etico che non ha.
>
ti ripeto che non hai capito un ciufolo. La selezione non ha un valore etico ma funzionale, senza di essa ti ritrovi i trota al potere.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: isolazionismo e australiaScritto daNon Autenticatoil 2012-04-15 19:05:18.0 alle 2012-04-15 19:05:18.0> > > > > > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > > > > > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
> > > > >
> > > > > la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> > > > > L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
> > > >
> > > > Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.
> > >
> > > non hai capito un ciufolo, rileggi e riprova.
> >
> > Ormai ho perso il filo, ma mi pare di capire che tu dai un valore estremamente positivo alla specie, o alla forma culturale, che si ritrova particolarmente adatta a espandersi in un determinato ambiente. Attribuisci alla selezione naturale un significato etico che non ha.
> >
>
> ti ripeto che non hai capito un ciufolo. La selezione non ha un valore etico ma funzionale, senza di essa ti ritrovi i trota al potere.
E con l'immigrazione che c'entrerebbe?-
Re: isolazionismo e australiaScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2012-04-15 21:07:17.0 alle 2012-04-15 21:07:17.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> > > > > > > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > > > > > > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
> > > > > >
> > > > > > la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> > > > > > L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
> > > > >
> > > > > Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.
> > > >
> > > > non hai capito un ciufolo, rileggi e riprova.
> > >
> > > Ormai ho perso il filo, ma mi pare di capire che tu dai un valore estremamente positivo alla specie, o alla forma culturale, che si ritrova particolarmente adatta a espandersi in un determinato ambiente. Attribuisci alla selezione naturale un significato etico che non ha.
> > >
> >
> > ti ripeto che non hai capito un ciufolo. La selezione non ha un valore etico ma funzionale, senza di essa ti ritrovi i trota al potere.
>
> E con l'immigrazione che c'entrerebbe?
te l'ho detto, è un plusvalore perché aumenta la variabilità memetica.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: isolazionismo e australiaScritto daNon Autenticatoil 2012-04-16 00:43:42.0 alle 2012-04-16 00:43:42.0> > > > > > > > Gli ecologisti inftti non valutano positivamente gli effetti dell'introduzione di nuove specie. Dal punto di vista culturale l'immigrazione è analoga all'introduzione di nuove specie.
> > > > > > > > Continui a ragionare come se la natura e la società avessero lo scopo di selezionare forme migliori tramite competizione. Non esiste alcuno scopo simile in natura - e nella società esiste solo se un'intera società se lo pone, su come vada a finire non mi pronuncio - la selezione naturale produce semplicemente forme adatte all'ambiente in cui vivono: se tale ambiente consiste in un ecosistema degenere, magari degenerato proprio per sovrappopolazione o introduzione di specie estranee, l'adattamento produce forme "involute" invece che "evolute" (usando qui, per dare l'idea, l'aggettivo "evoluto" nell'accezione positiva del senso comune invece che in quella neutra che si usa di solito nelle scienze naturali e in fisica).
> > > > > > >
> > > > > > > la selezione naturale funziona tale e quale in società. Non esiste nessun disegno intelligente, la genetica e la memetica, quando efficienti, sopravvivono e si riproducono.
> > > > > > > L'unica differenza è che noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di modificare la società affinché i tratti memetici vantaggiosi per il singolo siano quelli che rechino vantaggio anche alla collettività.
> > > > > >
> > > > > > Lo scopo della civiltà e della società non è la selezione naturale. Al contrario, è permettere di sopravvivere e vivere a individui che allo stato naturale non durerebbero due minuti.
> > > > >
> > > > > non hai capito un ciufolo, rileggi e riprova.
> > > >
> > > > Ormai ho perso il filo, ma mi pare di capire che tu dai un valore estremamente positivo alla specie, o alla forma culturale, che si ritrova particolarmente adatta a espandersi in un determinato ambiente. Attribuisci alla selezione naturale un significato etico che non ha.
> > > >
> > >
> > > ti ripeto che non hai capito un ciufolo. La selezione non ha un valore etico ma funzionale, senza di essa ti ritrovi i trota al potere.
> >
> > E con l'immigrazione che c'entrerebbe?
>
>
> te l'ho detto, è un plusvalore perché aumenta la variabilità memetica.
E in italiano come si dice?
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