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BRAVISSIMO
Quasi quasi voto il suo movimento alle prossime elezioni... mi pare sia uno dei pochi a dire cose sensate.-
Re: BRAVISSIMOScritto daNon Autenticatoil 2012-04-21 14:32:18.0 alle 2012-04-21 14:32:18.0>
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> Quasi quasi voto il suo movimento alle prossime elezioni... mi pare sia uno dei pochi a dire cose sensate.
Sperando non facciano fuori anche lui.
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Come ho guidato la rivoluzione islandeseScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2012-04-21 14:38:00.0 alle 2012-04-21 14:38:00.0Trollate totali: 11553Ma smettila di secernere cazzate!
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Re: Come ho guidato la rivoluzione islanScritto daNon Autenticatoil 2012-04-21 15:30:44.0 alle 2012-04-21 15:30:44.0> http://www.movimento5stelleravenna.it/?p=2701

Sarei cauto a parlare di rivoluzione. Il famigerato impianto per l'alluminio con megadiga è in costruzione, da parte di maestranze straniere, a eneficio di una multinazionale.
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Re: Come ho guidato la rivoluzione islanScritto da: Alessandrox
> http://www.movimento5stelleravenna.it/?p=2701
Il fatto però è che l'Islanda è un paese con pochissime persone.
In tutta l'Islanda ci sono meno di 400'000 persone, la città più grossa (Reykjavik) ne ospita attorno ai 100'000.
Roma, per confronto, ha quasi 10 volte più abitanti che l'intera Islanda.
In una comunità di modeste dimensioni hai molte più probabilità di far valere le tue idee. La gente tende a partecipare di più alle scelte della comunità perché sa che quello che dice viene ascoltato ed è importante. Mentre più diluisci i singoli in un mare di persone meno quei singoli contano, più si disaffezionano dalla partecipazione alle scelte della comunità e alla comunità stessa. La stessa cosa la puoi osservare confrontando piccole cittadine e grosse città... nelle piccole cittadine bene o male ci si conosce, ci si aiuta a vicenda in caso di bisogno, si tende a provare empatia per il vicino di casa o di quartiere... nelle grosse città sparisce persino questo e così magari puoi vivere per 20 anni nell'appartamento a fianco di qualcuno senza mai sapere chi razzo è.
Ed è proprio quello che ho sempre sostenuto... la democrazia funziona lì dove hai piccole comunità. Tende a fallire miseramente quando hai grosse città è peggio, grosse nazioni. Noi, entrando in Europa, abbiamo di gran lunga peggiorato le cose. Se già prima non contavamo un cazzo di niente, ora non conta un cazzo di niente nemmeno chi eleggiamo.
In Islanda hanno potuto cambiare le cose perché erano in 4 gatti... che hanno potuto partecipare attivamente alle scelte, in cui ogni voce contava. Come ha detto il tipo del belink si è scelto _assieme_. Cosa che non puoi fare in paesi più grandi... e già 400'000 persone sono tante eh... IMO si dovrebbe tornare alle città-stato in forma democratica. Ogni città decide per sé le regole da seguire. Ogni cittadino si sente partecipe e ogni cittadino può cambiare città se le regole della città in cui vive non gli piacciono. In questo modo tutti hanno un peso nelle decisioni... e tutti si assumono le responsabilità di quello che fanno.-
Re: Come ho guidato la rivoluzione islancittà stato ? Ma dai, si troppo esagerato. Il vero problema della democrazia, non sono il numero di persone, ma chi gestisce il tutto una volta messo ad amministrare lo stato.
Se ci stanno persone che si fanno i porci comodi loro, vedi che succede qui.Il forum dei troll ha anche la firma... oddio...-
Re: Come ho guidato la rivoluzione islanScritto da: Sgabbio
> città stato ? Ma dai, si troppo esagerato.
Non credo proprio. Ritengo fermamente che sia l'unico frangente in cui la democrazia ha una minima speranza di funzionare.
Solo in comunità molto piccole hai diretto controllo sulle persone che eleggi. E solo lì la tua opinione ha un valore diverso da zero.
Eventualmente si potrebbe anche accettare regioni-stato... ma già lì IMO la democrazia fallisce. Forse potrebbe andare bene un modello federale cittadino all'interno di singole regioni-stato.
> Il vero problema della democrazia, non sono il numero di persone, ma chi gestisce il tutto una volta messo ad amministrare lo stato.
Invece è proprio il numero di persone che rende impossibile controllare i politici.
> Se ci stanno persone che si fanno i porci comodi loro, vedi che succede qui.
E ci stanno perché su di loro tu non hai nessun potere, nonostante tu sia in "democrazia". La tua opinione infatti vale zero. Non hai semplicemente voce in capitolo. E quei politici se gli dici che voterai qualcun altro ti rideranno in faccia perché il tuo voto per loro non conta.-
Re: Come ho guidato la rivoluzione islanTu hai troppo pessimismo italico nel sangue, per ragionare in questo modo:
Fare regioni stato o città stato, porterebbe a maggiori complicanze burocratiche, perchè non in tutte le città ci sono le stesse risorse per mantenere i servizi esenziali, poi se ogni uno si fa le leggi che vuole, ci sarebbero ancora altre complicazioni. Già in italia abbiamo un surplus di leggi e leggine, fatte pure con il culo, se poi mettiamo che ogni città d'italia legiferi per conto suo, diventa un caos legal burcratico, perchè nell'era del digitale, della rete, che accorcia le distanze, ci sarebbero problemi peggiori rispetto allo stato attuale.
Ripeto ancora che il numero demografico di una popolazione, non è il vero problema della democrazia, ma ben altro. In altri stati un politico se ne guarda bene di riderti infaccia o fare discorsi sprezzanti contro chi è ridotto in miseria (vedi brunetta che ha dato della peggior italia ad una precaria mentre gli stava chiedendo delle cose), verrebbero dimessi o verrebbero pesantemente depenalizzati dopo le prossime elezioni.
In italia, il problema è CULTURALE, la gente, buona parte se ne sbatte i coglioni di certi problemi o si lasciano andare al "ma tanto non cambia un cazzo" o all'immancabile "blablabla son tutti uguali" ecc ecc.
E' questo il vero problema, altrimenti mafia e affini sarebbero già fortemente ridimensionatiIl forum dei troll ha anche la firma... oddio...-
Re: Come ho guidato la rivoluzione islanScritto da: Sgabbio
> Tu hai troppo pessimismo italico nel sangue, per ragionare in questo modo:
Non è pessimismo quando fai valutazioni negative basate sui fatti e sulla realtà delle cose.
> Fare regioni stato o città stato, porterebbe a maggiori complicanze burocratiche,
Non credo proprio.
> perchè non in tutte le città ci sono le stesse risorse per mantenere i servizi esenziali,
Eventualmente più città stato possono mettersi insieme in cooperative per fornire quei servizi se non ce la fanno da soli e se è nel loro interesse farlo.
> poi se ogni uno si fa le leggi che vuole, ci sarebbero ancora altre complicazioni.
Nessuna complicazione. Ogni città avrebbe le sue leggi. Se le leggi della tua città non ti piacciono puoi incolpare solo te stesso, o cambiare città... ma avendo più peso politico hai anche più possibilità di far passare il tuo punto di vista e trattandosi di medio-piccole cittadine è più probabile che la gente che ti sta attorno ti conosca e sia in grado di valutare le tue proposte anche in base alla tua onestà effettiva.
> Già in italia abbiamo un surplus di leggi e leggine, fatte pure con il culo, se poi mettiamo che ogni città d'italia legiferi per conto suo, diventa un caos legal burcratico, perchè nell'era del digitale, della rete, che accorcia le distanze, ci sarebbero problemi peggiori rispetto allo stato attuale.
Le leggi delle singole città sarebbero indipendenti fra loro. Ciò significa che le leggi dettate a Genova non avrebbero nessuna influenza sulle leggi scelte dai fiorentini.
Avendo una cognizione migliore del territorio e della gente che rappresenti sarebbe anche più facile per i politici fare leggi sensate. Io non sto comunque parlando di "federalismo"... ma di reale indipendenza.
Poi come ho detto, se il problema sono le risorse, è possibile che più città-stato si mettano assieme con contratti che soddisfino quel particolare gruppo di città-stato. Ma in nessun modo le leggi della città A devono influire su chi vive nella città B.
> In italia, il problema è CULTURALE
In italia il problema è che i ladri di altre città vengono a dettar legge nella mia.-
Re: Come ho guidato la rivoluzione islanStai minimizzando i problemi di un sistema simile.
Siamo in un era dove le distanze con le tecnologie attuali si sono terribilmente accorciate, tu vorresti fare dei passi indietro stile antica grecia a livello geografico per una questione di "buon governo".
E anacronistico oltre che pericoloso, per i problemi detti prima, ovvero che tante città con leggi diverse, rendono difficile operare in tutta la nazione dopo, sopratutto quando magari in varie città stato mettono leggi dementi e censorie, oppure ci sono leggi amministrative che sono una l'opposta dell'altro, provocando una quaduplico della burocrazia.
Poi visto che ogni città stato sarà indipendente, dovrà avere la propria costituzione, con i propri principi diversi ecc ecc.
Poi ci sarebbero cittadinanze diverse, quindi non puoi cambiare città stato tanto facilmente, perchè poi dovrai cambiare un fottio di documenti ed altre cagate burocratiche, che per questa trasformazione, sarà più complicato.
E ovviamente visto che ogni città è indipendnete dall'altra, sicuramente ci saranno dogane in ogni dove, quindi romperai l'anima al libero scambio e alla libera circolazione.
Poi quella di mettersi in insieme in coperative e contratti mi sa molto di aumento di conflitti, dove una città stato può riccattare l'altra e cosi via, magari causando tanti bei conflitti armati...
Insomma... Sta idea mi sembra sbagliata, basterebbe un cambio cuturale.Il forum dei troll ha anche la firma... oddio...
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