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Re: using java as native linux appsScritto daNon Autenticatoil 2012-10-07 14:43:44.0 alle 2012-10-07 14:43:44.0Scritto da: ::1
> http://java.dzone.com/articles/using-java-native-l...
>
> Il punto 3. me lo segno.
"trully executable JARs" trully (
) o trolly 

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Re: using java as native linux appsScritto daNon Autenticatoil 2012-10-07 14:56:06.0 alle 2012-10-07 14:56:06.0> http://java.dzone.com/articles/using-java-native-l...

Ecco, per riallacciarsi al discorso che sto facendo con alex.tg, è pressoché certo che di quell'articolo io non abbia capito nulla.-
Re: using java as native linux appsScritto daaltgutente che non utieneil 2012-10-07 16:07:00.0 alle 2012-10-07 16:07:00.0Trollate totali: 11540> > http://java.dzone.com/articles/using-java-native-l...

>
> Ecco, per riallacciarsi al discorso che sto facendo con alex.tg, è pressoché certo che di quell'articolo io non abbia capito nulla.
Io, da una rapida scorsa, avrei capito che c'e` una libreria che permette di interfacciarsi con un sistema ben specifici in modi specifici del sistema, e avere accesso a caratteristiche alle quali le app java non hanno accesso perche` l'ambiente java, essendo cross-platform, non puo` permettersi di fare affidamento su features specifiche di un sistema. Un po' come quelli che scrivevano librerie Linoleum per accedere alle API specifiche di Windows.
A prima vista potrebbero essere pessime idee perche` legano l'applicazione al sistema, pero` poi boh... magari possono essere implementate come metodi di un'interfaccia astratta che potenzialmente adegui l'implementazione alle caratteristiche corrispondenti su altri sistemi.
Ehm.
Vado a fare il caffe`.-
Re: using java as native linux appsScritto daNon Autenticatoil 2012-10-07 16:15:35.0 alle 2012-10-07 16:15:35.0Scritto da: altg
> > > http://java.dzone.com/articles/using-java-native-l...
> >
> > Ecco, per riallacciarsi al discorso che sto facendo con alex.tg, è pressoché certo che di quell'articolo io non abbia capito nulla.
>
> Io, da una rapida scorsa, avrei capito che c'e` una libreria che permette di interfacciarsi con un sistema ben specifici in modi specifici del sistema, e avere accesso a caratteristiche alle quali le app java non hanno accesso perche` l'ambiente java, essendo cross-platform, non puo` permettersi di fare affidamento su features specifiche di un sistema. Un po' come quelli che scrivevano librerie Linoleum per accedere alle API specifiche di Windows.
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> A prima vista potrebbero essere pessime idee perche` legano l'applicazione al sistema, pero` poi boh... magari possono essere implementate come metodi di un'interfaccia astratta che potenzialmente adegui l'implementazione alle caratteristiche corrispondenti su altri sistemi.
>
> Ehm.
> Vado a fare il caffe`.
mai sentito parlare di pattern bridge?
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Re: using java as native linux appsScritto daaltgutente che non utieneil 2012-10-07 17:16:18.0 alle 2012-10-07 17:16:18.0Trollate totali: 11540> > > > http://java.dzone.com/articles/using-java-native-l...

> > >
> > > Ecco, per riallacciarsi al discorso che sto facendo con alex.tg, è pressoché certo che di quell'articolo io non abbia capito nulla.
> >
> > Io, da una rapida scorsa, avrei capito che c'e` una libreria che permette di interfacciarsi con un sistema ben specifici in modi specifici del sistema, e avere accesso a caratteristiche alle quali le app java non hanno accesso perche` l'ambiente java, essendo cross-platform, non puo` permettersi di fare affidamento su features specifiche di un sistema. Un po' come quelli che scrivevano librerie Linoleum per accedere alle API specifiche di Windows.
> >
> > A prima vista potrebbero essere pessime idee perche` legano l'applicazione al sistema, pero` poi boh... magari possono essere implementate come metodi di un'interfaccia astratta che potenzialmente adegui l'implementazione alle caratteristiche corrispondenti su altri sistemi.
> >
> > Ehm.
> > Vado a fare il caffe`.
>
> mai sentito parlare di pattern bridge?
>
>

Secondo wikipedia, interfacce che ereditano le caratteristiche di altre interfacce, e le estendono. Ho presente il concetto, ma non sapevo si chiamassero "bridge patterns". Comunque si`, intendevo un design del genere.-
Re: using java as native linux appsScritto daNon Autenticatoil 2012-10-07 17:41:38.0 alle 2012-10-07 17:41:38.0Scritto da: altg
> > > > > http://java.dzone.com/articles/using-java-native-l...
> > > >
> > > > Ecco, per riallacciarsi al discorso che sto facendo con alex.tg, è pressoché certo che di quell'articolo io non abbia capito nulla.
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> > > Io, da una rapida scorsa, avrei capito che c'e` una libreria che permette di interfacciarsi con un sistema ben specifici in modi specifici del sistema, e avere accesso a caratteristiche alle quali le app java non hanno accesso perche` l'ambiente java, essendo cross-platform, non puo` permettersi di fare affidamento su features specifiche di un sistema. Un po' come quelli che scrivevano librerie Linoleum per accedere alle API specifiche di Windows.
> > >
> > > A prima vista potrebbero essere pessime idee perche` legano l'applicazione al sistema, pero` poi boh... magari possono essere implementate come metodi di un'interfaccia astratta che potenzialmente adegui l'implementazione alle caratteristiche corrispondenti su altri sistemi.
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> > > Ehm.
> > > Vado a fare il caffe`.
> >
> > mai sentito parlare di pattern bridge?
> >
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> Secondo wikipedia, interfacce che ereditano le caratteristiche di altre interfacce, e le estendono.
sì vabbè così è talmente generico che ci infili dentro metà dei pattern strutturali
"il pattern bridge disaccoppia un'astrazione dalla sua implementazione, in modo che le due possano variare indipendentemente"
> Ho presente il concetto, ma non sapevo si chiamassero "bridge patterns". Comunque si`, intendevo un design del genere.
si chiama pattern bridge in italiano, perchè il plurale?
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Re: using java as native linux appsScritto daaltgutente che non utieneil 2012-10-07 17:55:14.0 alle 2012-10-07 17:55:14.0Trollate totali: 11540> > > > > > http://java.dzone.com/articles/using-java-native-l...

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> > > > > Ecco, per riallacciarsi al discorso che sto facendo con alex.tg, è pressoché certo che di quell'articolo io non abbia capito nulla.
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> > > > Io, da una rapida scorsa, avrei capito che c'e` una libreria che permette di interfacciarsi con un sistema ben specifici in modi specifici del sistema, e avere accesso a caratteristiche alle quali le app java non hanno accesso perche` l'ambiente java, essendo cross-platform, non puo` permettersi di fare affidamento su features specifiche di un sistema. Un po' come quelli che scrivevano librerie Linoleum per accedere alle API specifiche di Windows.
> > > >
> > > > A prima vista potrebbero essere pessime idee perche` legano l'applicazione al sistema, pero` poi boh... magari possono essere implementate come metodi di un'interfaccia astratta che potenzialmente adegui l'implementazione alle caratteristiche corrispondenti su altri sistemi.
> > > >
> > > > Ehm.
> > > > Vado a fare il caffe`.
> > >
> > > mai sentito parlare di pattern bridge?
> > >
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> > Secondo wikipedia, interfacce che ereditano le caratteristiche di altre interfacce, e le estendono.
>
> sì vabbè così è talmente generico che ci infili dentro metà dei pattern strutturali
>
> "il pattern bridge disaccoppia un'astrazione dalla sua implementazione, in modo che le due possano variare indipendentemente"
um... gli esempi su wikipedia sono poco chiari.
All'atto pratico, come si ottiene questo disaccoppiamento?
> > Ho presente il concetto, ma non sapevo si chiamassero "bridge patterns". Comunque si`, intendevo un design del genere.
>
> si chiama pattern bridge in italiano, perchè il plurale?
>
>

Ciai raggione.
A volte mi viene.-
Re: using java as native linux appsScritto daNon Autenticatoil 2012-10-07 18:16:19.0 alle 2012-10-07 18:16:19.0Scritto da: altg
> > > > > > > http://java.dzone.com/articles/using-java-native-l...
> > > > > >
> > > > > > Ecco, per riallacciarsi al discorso che sto facendo con alex.tg, è pressoché certo che di quell'articolo io non abbia capito nulla.
> > > > >
> > > > > Io, da una rapida scorsa, avrei capito che c'e` una libreria che permette di interfacciarsi con un sistema ben specifici in modi specifici del sistema, e avere accesso a caratteristiche alle quali le app java non hanno accesso perche` l'ambiente java, essendo cross-platform, non puo` permettersi di fare affidamento su features specifiche di un sistema. Un po' come quelli che scrivevano librerie Linoleum per accedere alle API specifiche di Windows.
> > > > >
> > > > > A prima vista potrebbero essere pessime idee perche` legano l'applicazione al sistema, pero` poi boh... magari possono essere implementate come metodi di un'interfaccia astratta che potenzialmente adegui l'implementazione alle caratteristiche corrispondenti su altri sistemi.
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> > > > > Ehm.
> > > > > Vado a fare il caffe`.
> > > >
> > > > mai sentito parlare di pattern bridge?
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> > > Secondo wikipedia, interfacce che ereditano le caratteristiche di altre interfacce, e le estendono.
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> > sì vabbè così è talmente generico che ci infili dentro metà dei pattern strutturali
> >
> > "il pattern bridge disaccoppia un'astrazione dalla sua implementazione, in modo che le due possano variare indipendentemente"
>
> um... gli esempi su wikipedia sono poco chiari.
> All'atto pratico, come si ottiene questo disaccoppiamento?
definendo classi astratte per la funzionalità e la sua implementazione e classi concrete che estendono l'implementazione astratta, su google trovi tonnellate di esempi in tutti i maggiori linguaggi di programmazione (ebbene sì, anche in php puoi usare tranquillamente i design pattern)
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