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Chavez idolo della sinistraScritto daNon Autenticatoil 2012-12-15 20:47:22.0 alle 2012-12-15 20:47:22.0
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Re: Chavez idolo della sinistraScritto da:
>http://www.lastampa.it/2012/12/14/multimedia/ester...

"alcuni hanno perso la vita"
non devi andare fino in venezuela, bastano le carceri italiane, solo che da noi non si tratta dei ministri ma di EXSINISTRI E NATHAN (cioè i puppen da grandi), tutti protettissimi dai potentissimi sindacati di polizia e dalla connivenza di politici che hanno seriamente paura di finire loro ad essere pestati a morte, che frustrati dalla loro vita di merda sfogano le frustrazioni su chi gli capita sotto, e siamo ormai ben oltre l'odio politico/razziale, proprio chiunque gli capiti sotto,
e poi infatti capita, come ho visto succedere, che ad un exsinistro di Alleanza Nazionale il figlio finisca in questura per una stronzata e vada ad un soffio dalla morte per calci, poi si presenta il padre e gli viene lui "scusi, non avevamo visto che era suo figlio"
Riccardo Rasman, 34 anni, muore il 27 ottobre 2006, nel suo appartamento a Trieste: ammanettato a terra, prono, con le caviglie legate da un fil di ferro, ha un arresto respiratorio. La polizia era intervenuta a seguito della segnalazione di alcuni vicini perché Riccardo teneva il volume della musica troppo alto e aveva lanciato due petardi nella corte interna dello stabile;
Giulio Comuzzi, 24 anni, muore suicida il 28 febbraio 2007 in un Centro di riabilitazione mentale di Trieste. Secondo il padre, parte di responsabilità per il gesto del figlio sarebbero imputabili ai medici che lo avevano in cura per un problema psichiatrico;
Manuel Eliantonio, 22 anni, muore il 25 luglio 2008, nel carcere Marassi di Genova, coperto di lividi e di segni di violenze, ufficialmente dopo aver inalato del gas butano. Stava scontando una condanna a 5 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La sua pena avrebbe dovuto terminare il 4 settembre;
Marcello Lonzi, 29 anni, muore l’11 luglio 2003 nel carcere di Livorno: sarebbe deceduto per collasso cardiaco, dopo essere caduto battendo la testa. La madre non crede a questa ricostruzione e sospetta si sia trattato di un omicidio, anche perché il corpo del figlio era coperto di lividi;
Stefano Cucchi, 31 anni, muore il 22 ottobre 2009 nel reparto detentivo dell’Ospedale “Sandro Pertini” di Roma, dopo essere passato per il Tribunale, il carcere di Regina Coeli e l’Ospedale Fatebenefratelli. Otto giorni fatali durante i quali la famiglia ha tentato invano di mettersi in contatto con il proprio caro e con i medici che lo avevano in cura;
Aldo Bianzino, 44 anni, muore il 14 ottobre 2007, nel carcere “Capanne” di Perugia, dove era detenuto da meno di 48 ore. L’autopsia fa risalire le cause della morte a un aneurisma cerebrale. Incensurato, pacifista, di professione falegname, lascia la moglie, anch'essa imputata e che morirà di lì a poco, e un figlio, Rudra, ora diciassettenne, senza più una famiglia;
Gabriele Sandri, 28 anni, muore l’11 novembre 2007 in un Autogrill dell’autostrada A1, dove, dopo un accenno di rissa tra tifoserie opposte, la polizia stradale interviene e un agente spara due colpi di pistola a grande distanza colpendo Gabriele al collo mentre si trova all’interno di un’auto;
Stefano Frapporti, 50 anni muore suicida il 21 luglio 2009 nel carcere di Rovereto (TN). Era un muratore provetto e stimato. Con la legge non aveva mai avuto problemi, fino a quando una pattuglia di Carabinieri lo ferma, contestandogli una manovra errata in bicicletta. Gli perquisiscono la casa, dove gli trovano dell’hashish e lo arrestano. Il giorno stesso viene rinvenuto morto, impiccato in cella;
Simone La Penna, 32 anni, muore il 25 novembre 2009 nel carcere di Regina Coeli (Rm). Era in carcere per reati legati alla droga e soffriva di un’anoressia nervosa che gli aveva fatto perdere oltre 20 chili di peso in due mesi. A Regina Coeli, dove non poteva essere curato, era arrivato dal reparto medico per detenuti dell’ospedale “Belcolle” di Viterbo;
Katiuscia Favero, 30 anni, il 16 novembre 2005 viene ritrovata impiccata con un lenzuolo ad una recinzione, nel giardino interno dell’Opg di Castiglione delle Stiviere (Mn): è un suicidio, secondo gli investigatori, la madre però non crede a questa versione: “Voglio sapere cosa hanno fatto a mia figlia. Io non credo che si sia suicidata, sospetto che sia stata uccisa”;
Aldo Scardella, 24 anni, muore suicida il 2 luglio 1986 nel carcere Buoncammino di Cagliari. Era stato arrestato il 29 dicembre 1985, dopo una rapina in un market nel corso della quale perse la vita il titolare del negozio. Dieci anni dopo la sua morte, nel 1996, altre persone sono state condannate per quella rapina e quell’omicidio. Aldo era stato arrestato sulla base di sospetti infondati e messo in isolamento dove si è tolto la vita prima di essere processato. A tutt'oggi la famiglia attende di avere spiegazioni su alcune circostanze misteriose legate alla sua morte, e di un pronunciamento postumo di innocenza.
Giuliano Dragutinovic, 24 anni, muore il 7 marzo 2009 nel carcere di Velletri (Rm). Sembra si sia ucciso impiccandosi, ma tante sarebbero le incongruenze che portano i suoi famigliari a dubitare di una tale ricostruzione;
Riccardo Boccaletti, 38 anni, muore il 24 luglio 2007 nel carcere di Velletri. Era detenuto in attesa di giudizio per reati legati alla droga. Dopo il suo ingresso in carcere ha cominciato ad accusare inappetenza, vomito, astenia e progressivo peggioramento anoressico, arrivando a perdere oltre 30 chili di peso in pochi mesi. Nonostante le sue scadenti e precarie condizioni di salute, nei suoi confronti non sono state approntati tutti quegli interventi specialistici che il grave e disperato quadro clinico avrebbe richiesto.
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Re: Chavez idolo della sinistraScritto daNon Autenticatoil 2012-12-15 21:05:10.0 alle 2012-12-15 21:05:10.0> >
http://www.lastampa.it/2012/12/14/multimedia/ester...

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> non devi andare fino in venezuela, bastano le carceri italiane, solo che da noi non si tratta dei ministri ma di EXSINISTRI E NATHAN (cioè i puppen da grandi), tutti protettissimi dai potentissimi sindacati di polizia e dalla connivenza di politici che hanno seriamente paura di finire loro ad essere pestati a morte, che frustrati dalla loro vita di merda sfogano le frustrazioni su chi gli capita sotto, e siamo ormai ben oltre l'odio politico/razziale, proprio chiunque gli capiti sotto,
> e poi infatti capita, come ho visto succedere, che ad un exsinistro di Alleanza Nazionale il figlio finisca in questura per una stronzata e vada ad un soffio dalla morte per calci, poi si presenta il padre e gli viene lui "scusi, non avevamo visto che era suo figlio"
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> Riccardo Rasman, 34 anni, muore il 27 ottobre 2006, nel suo appartamento a Trieste: ammanettato a terra, prono, con le caviglie legate da un fil di ferro, ha un arresto respiratorio. La polizia era intervenuta a seguito della segnalazione di alcuni vicini perché Riccardo teneva il volume della musica troppo alto e aveva lanciato due petardi nella corte interna dello stabile;
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> Giulio Comuzzi, 24 anni, muore suicida il 28 febbraio 2007 in un Centro di riabilitazione mentale di Trieste. Secondo il padre, parte di responsabilità per il gesto del figlio sarebbero imputabili ai medici che lo avevano in cura per un problema psichiatrico;
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> Manuel Eliantonio, 22 anni, muore il 25 luglio 2008, nel carcere Marassi di Genova, coperto di lividi e di segni di violenze, ufficialmente dopo aver inalato del gas butano. Stava scontando una condanna a 5 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La sua pena avrebbe dovuto terminare il 4 settembre;
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> Marcello Lonzi, 29 anni, muore l’11 luglio 2003 nel carcere di Livorno: sarebbe deceduto per collasso cardiaco, dopo essere caduto battendo la testa. La madre non crede a questa ricostruzione e sospetta si sia trattato di un omicidio, anche perché il corpo del figlio era coperto di lividi;
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> Stefano Cucchi, 31 anni, muore il 22 ottobre 2009 nel reparto detentivo dell’Ospedale “Sandro Pertini” di Roma, dopo essere passato per il Tribunale, il carcere di Regina Coeli e l’Ospedale Fatebenefratelli. Otto giorni fatali durante i quali la famiglia ha tentato invano di mettersi in contatto con il proprio caro e con i medici che lo avevano in cura;
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> Aldo Bianzino, 44 anni, muore il 14 ottobre 2007, nel carcere “Capanne” di Perugia, dove era detenuto da meno di 48 ore. L’autopsia fa risalire le cause della morte a un aneurisma cerebrale. Incensurato, pacifista, di professione falegname, lascia la moglie, anch'essa imputata e che morirà di lì a poco, e un figlio, Rudra, ora diciassettenne, senza più una famiglia;
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> Gabriele Sandri, 28 anni, muore l’11 novembre 2007 in un Autogrill dell’autostrada A1, dove, dopo un accenno di rissa tra tifoserie opposte, la polizia stradale interviene e un agente spara due colpi di pistola a grande distanza colpendo Gabriele al collo mentre si trova all’interno di un’auto;
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> Stefano Frapporti, 50 anni muore suicida il 21 luglio 2009 nel carcere di Rovereto (TN). Era un muratore provetto e stimato. Con la legge non aveva mai avuto problemi, fino a quando una pattuglia di Carabinieri lo ferma, contestandogli una manovra errata in bicicletta. Gli perquisiscono la casa, dove gli trovano dell’hashish e lo arrestano. Il giorno stesso viene rinvenuto morto, impiccato in cella;
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> Simone La Penna, 32 anni, muore il 25 novembre 2009 nel carcere di Regina Coeli (Rm). Era in carcere per reati legati alla droga e soffriva di un’anoressia nervosa che gli aveva fatto perdere oltre 20 chili di peso in due mesi. A Regina Coeli, dove non poteva essere curato, era arrivato dal reparto medico per detenuti dell’ospedale “Belcolle” di Viterbo;
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> Katiuscia Favero, 30 anni, il 16 novembre 2005 viene ritrovata impiccata con un lenzuolo ad una recinzione, nel giardino interno dell’Opg di Castiglione delle Stiviere (Mn): è un suicidio, secondo gli investigatori, la madre però non crede a questa versione: “Voglio sapere cosa hanno fatto a mia figlia. Io non credo che si sia suicidata, sospetto che sia stata uccisa”;
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> Aldo Scardella, 24 anni, muore suicida il 2 luglio 1986 nel carcere Buoncammino di Cagliari. Era stato arrestato il 29 dicembre 1985, dopo una rapina in un market nel corso della quale perse la vita il titolare del negozio. Dieci anni dopo la sua morte, nel 1996, altre persone sono state condannate per quella rapina e quell’omicidio. Aldo era stato arrestato sulla base di sospetti infondati e messo in isolamento dove si è tolto la vita prima di essere processato. A tutt'oggi la famiglia attende di avere spiegazioni su alcune circostanze misteriose legate alla sua morte, e di un pronunciamento postumo di innocenza.
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> Giuliano Dragutinovic, 24 anni, muore il 7 marzo 2009 nel carcere di Velletri (Rm). Sembra si sia ucciso impiccandosi, ma tante sarebbero le incongruenze che portano i suoi famigliari a dubitare di una tale ricostruzione;
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> Riccardo Boccaletti, 38 anni, muore il 24 luglio 2007 nel carcere di Velletri. Era detenuto in attesa di giudizio per reati legati alla droga. Dopo il suo ingresso in carcere ha cominciato ad accusare inappetenza, vomito, astenia e progressivo peggioramento anoressico, arrivando a perdere oltre 30 chili di peso in pochi mesi. Nonostante le sue scadenti e precarie condizioni di salute, nei suoi confronti non sono state approntati tutti quegli interventi specialistici che il grave e disperato quadro clinico avrebbe richiesto.
Link? Somiglia alla casistica di La fine della libertà di Gore Vidal.-
Re: Chavez idolo della sinistraScritto da:
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> > "alcuni hanno perso la vita"
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> > non devi andare fino in venezuela, bastano le carceri italiane, solo che da noi non si tratta dei ministri ma di EXSINISTRI E NATHAN (cioè i puppen da grandi), tutti protettissimi dai potentissimi sindacati di polizia e dalla connivenza di politici che hanno seriamente paura di finire loro ad essere pestati a morte, che frustrati dalla loro vita di merda sfogano le frustrazioni su chi gli capita sotto, e siamo ormai ben oltre l'odio politico/razziale, proprio chiunque gli capiti sotto,
> > e poi infatti capita, come ho visto succedere, che ad un exsinistro di Alleanza Nazionale il figlio finisca in questura per una stronzata e vada ad un soffio dalla morte per calci, poi si presenta il padre e gli viene lui "scusi, non avevamo visto che era suo figlio"
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> > Riccardo Rasman, 34 anni, muore il 27 ottobre 2006, nel suo appartamento a Trieste: ammanettato a terra, prono, con le caviglie legate da un fil di ferro, ha un arresto respiratorio. La polizia era intervenuta a seguito della segnalazione di alcuni vicini perché Riccardo teneva il volume della musica troppo alto e aveva lanciato due petardi nella corte interna dello stabile;
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> > Giulio Comuzzi, 24 anni, muore suicida il 28 febbraio 2007 in un Centro di riabilitazione mentale di Trieste. Secondo il padre, parte di responsabilità per il gesto del figlio sarebbero imputabili ai medici che lo avevano in cura per un problema psichiatrico;
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> > Manuel Eliantonio, 22 anni, muore il 25 luglio 2008, nel carcere Marassi di Genova, coperto di lividi e di segni di violenze, ufficialmente dopo aver inalato del gas butano. Stava scontando una condanna a 5 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La sua pena avrebbe dovuto terminare il 4 settembre;
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> > Marcello Lonzi, 29 anni, muore l’11 luglio 2003 nel carcere di Livorno: sarebbe deceduto per collasso cardiaco, dopo essere caduto battendo la testa. La madre non crede a questa ricostruzione e sospetta si sia trattato di un omicidio, anche perché il corpo del figlio era coperto di lividi;
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> > Stefano Cucchi, 31 anni, muore il 22 ottobre 2009 nel reparto detentivo dell’Ospedale “Sandro Pertini” di Roma, dopo essere passato per il Tribunale, il carcere di Regina Coeli e l’Ospedale Fatebenefratelli. Otto giorni fatali durante i quali la famiglia ha tentato invano di mettersi in contatto con il proprio caro e con i medici che lo avevano in cura;
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> > Aldo Bianzino, 44 anni, muore il 14 ottobre 2007, nel carcere “Capanne” di Perugia, dove era detenuto da meno di 48 ore. L’autopsia fa risalire le cause della morte a un aneurisma cerebrale. Incensurato, pacifista, di professione falegname, lascia la moglie, anch'essa imputata e che morirà di lì a poco, e un figlio, Rudra, ora diciassettenne, senza più una famiglia;
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> > Gabriele Sandri, 28 anni, muore l’11 novembre 2007 in un Autogrill dell’autostrada A1, dove, dopo un accenno di rissa tra tifoserie opposte, la polizia stradale interviene e un agente spara due colpi di pistola a grande distanza colpendo Gabriele al collo mentre si trova all’interno di un’auto;
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> > Stefano Frapporti, 50 anni muore suicida il 21 luglio 2009 nel carcere di Rovereto (TN). Era un muratore provetto e stimato. Con la legge non aveva mai avuto problemi, fino a quando una pattuglia di Carabinieri lo ferma, contestandogli una manovra errata in bicicletta. Gli perquisiscono la casa, dove gli trovano dell’hashish e lo arrestano. Il giorno stesso viene rinvenuto morto, impiccato in cella;
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> > Simone La Penna, 32 anni, muore il 25 novembre 2009 nel carcere di Regina Coeli (Rm). Era in carcere per reati legati alla droga e soffriva di un’anoressia nervosa che gli aveva fatto perdere oltre 20 chili di peso in due mesi. A Regina Coeli, dove non poteva essere curato, era arrivato dal reparto medico per detenuti dell’ospedale “Belcolle” di Viterbo;
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> > Katiuscia Favero, 30 anni, il 16 novembre 2005 viene ritrovata impiccata con un lenzuolo ad una recinzione, nel giardino interno dell’Opg di Castiglione delle Stiviere (Mn): è un suicidio, secondo gli investigatori, la madre però non crede a questa versione: “Voglio sapere cosa hanno fatto a mia figlia. Io non credo che si sia suicidata, sospetto che sia stata uccisa”;
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> > Aldo Scardella, 24 anni, muore suicida il 2 luglio 1986 nel carcere Buoncammino di Cagliari. Era stato arrestato il 29 dicembre 1985, dopo una rapina in un market nel corso della quale perse la vita il titolare del negozio. Dieci anni dopo la sua morte, nel 1996, altre persone sono state condannate per quella rapina e quell’omicidio. Aldo era stato arrestato sulla base di sospetti infondati e messo in isolamento dove si è tolto la vita prima di essere processato. A tutt'oggi la famiglia attende di avere spiegazioni su alcune circostanze misteriose legate alla sua morte, e di un pronunciamento postumo di innocenza.
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> > Giuliano Dragutinovic, 24 anni, muore il 7 marzo 2009 nel carcere di Velletri (Rm). Sembra si sia ucciso impiccandosi, ma tante sarebbero le incongruenze che portano i suoi famigliari a dubitare di una tale ricostruzione;
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> > Riccardo Boccaletti, 38 anni, muore il 24 luglio 2007 nel carcere di Velletri. Era detenuto in attesa di giudizio per reati legati alla droga. Dopo il suo ingresso in carcere ha cominciato ad accusare inappetenza, vomito, astenia e progressivo peggioramento anoressico, arrivando a perdere oltre 30 chili di peso in pochi mesi. Nonostante le sue scadenti e precarie condizioni di salute, nei suoi confronti non sono state approntati tutti quegli interventi specialistici che il grave e disperato quadro clinico avrebbe richiesto.
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> Link? Somiglia alla casistica di La fine della libertà di Gore Vidal.
Questa lista è girata su facebook, per trovare le singole notizie è sufficiente cercare i nomi
A questo riguardo io ad esempio ho sentito discussioni in merito fatte da gente che ce li aveva dei carabinieri e poliziotti in casa/famiglia e che abbassava lo sguarda dalla vergogna, oltre che l'esempio appunto del quadro di AN.
Nei vicoli di Genova nessuno, e parlo anche dei ricchi architetti, vuole più vedere i carabinieri, alla fine hanno dovuto mettere carabinieri e alpini perchè se giravano solo carabinieri prendevano sassate dai tetti, secchiate di merda, finte chiamate...
la spiegazione che mi do io per i singoli carabinieri e poliziotti coinvolti in quelle storie è che è un momento particolarmente stressante, con la mancanza totale di soldi che abbiamo in italia e lo stato civile politico in cui versa il nostro paese vedi tutti quanti sclerare di brutto, compresi sbirri ed affini, anzi, loro probabilmente di più visto che completamente scemi non lo sono, ma quelle storie ci hanno fatto raggiungere il livello successivo, che non fu mai raggiunto dopo l'unità, solo prima quando a governarci appunto erano francesi e austriaci, cioè siamo passati dagli omicidi/violenze politici e razziali da parte delle FDO (la gente che cadeva dalle finestre delle questure) al fatto che se ti capitano gli agenti sbagliati questi ti ridono in faccia mentre ti ammanettano per terra e ti lasciano morire lì torturandoti, e non c'è niente di politico nelle loro azioni, solo, appunto, frustrazioni belle pesanti che vengono sfogate nella più totale anarchia, stiamo parlando di situazioni da bande armate di "bravi" del signorotto medievale che terrorizzano la popolazione.
**Modificato dall'autore il 15.12.2012 21:20**Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: Chavez idolo della sinistraScritto da: dada216
su quasi 70.000 detenuti ci son state una decina di morti sospette?
WOW WOW è una percentuale altissima le forze dell'ordine sono piene di delinquenti

come c'erano finiti in galera? ahhh perchè spacciavano, molestavano, ecc ecc? ma come hanno osato metterli dentro? è inaudito
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Re: Chavez idolo della sinistraScritto da: Nathan
> Scritto da: dada216
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> su quasi 70.000 detenuti ci son state una decina di morti sospette?
Lviolenze elencate sono la punta di un iceberg ed i llivello più trucido cui si è arrivati, per questo sono finite sui giornali (quello che è successo nei vicoli di genova negli anni successivi al g8 invece no, non c'è arivato sui giornali) ,se tu fossi il vero nathan ti inviterei ad uscire di casa e trovarti ad avere a che fare con dogana, tribunali, fdo e finanza pin prima persona, magari per lavoro (perfettamente consapevole che non ti capitarà mai perchè non vali un cazzo ma fa lo stesso), a me capita ed è capitato abbastanza spesso con il lavoro.
le piccole angherie e le grandi violenze elencate (per non parlare delle solite repressioni politiche ma anche delle connivenze davvero oscure) non sono cause ma effetti, il vero problema è dove originano, che siano grandi o piccole le connivenze da noi sono sistematiche e fondanti, non abbiamo i carabinieri ed i poliziotti od i giudici ed i prefetti, abbiamo i bravi e l'innominato, il grado di grettezza cui arrivano costoro è il vero specchio di come stanno degenerando questi rapporti che sono le vere fondamenta della società della penisola.
> WOW WOW è una percentuale altissima le forze dell'ordine sono piene di delinquenti

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> come c'erano finiti in galera? ahhh perchè spacciavano, molestavano, ecc ecc? ma come hanno osato metterli dentro? è inaudito
Non ho il cuore tenero e non mi spaventano le violenze, non partecipo al gioco della vittima e del carnefice.
Mi limito ad osservare lcon compiacimento la vista delle illusioni frantumate che fanno sanguinare i cuori dei "forti" dove avevano trovato casa, come le tue, sarai un uomo distrutto dopo l'essere diventato vittima e non ti riprenderai mai più.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!
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Re: Chavez idolo della sinistraScritto daNon Autenticatoil 2012-12-15 21:28:20.0 alle 2012-12-15 21:28:20.0> > > >
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> > > "alcuni hanno perso la vita"
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> > > non devi andare fino in venezuela, bastano le carceri italiane, solo che da noi non si tratta dei ministri ma di EXSINISTRI E NATHAN (cioè i puppen da grandi), tutti protettissimi dai potentissimi sindacati di polizia e dalla connivenza di politici che hanno seriamente paura di finire loro ad essere pestati a morte, che frustrati dalla loro vita di merda sfogano le frustrazioni su chi gli capita sotto, e siamo ormai ben oltre l'odio politico/razziale, proprio chiunque gli capiti sotto,
> > > e poi infatti capita, come ho visto succedere, che ad un exsinistro di Alleanza Nazionale il figlio finisca in questura per una stronzata e vada ad un soffio dalla morte per calci, poi si presenta il padre e gli viene lui "scusi, non avevamo visto che era suo figlio"
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> > > Riccardo Rasman, 34 anni, muore il 27 ottobre 2006, nel suo appartamento a Trieste: ammanettato a terra, prono, con le caviglie legate da un fil di ferro, ha un arresto respiratorio. La polizia era intervenuta a seguito della segnalazione di alcuni vicini perché Riccardo teneva il volume della musica troppo alto e aveva lanciato due petardi nella corte interna dello stabile;
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> > > Giulio Comuzzi, 24 anni, muore suicida il 28 febbraio 2007 in un Centro di riabilitazione mentale di Trieste. Secondo il padre, parte di responsabilità per il gesto del figlio sarebbero imputabili ai medici che lo avevano in cura per un problema psichiatrico;
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> > > Manuel Eliantonio, 22 anni, muore il 25 luglio 2008, nel carcere Marassi di Genova, coperto di lividi e di segni di violenze, ufficialmente dopo aver inalato del gas butano. Stava scontando una condanna a 5 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La sua pena avrebbe dovuto terminare il 4 settembre;
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> > > Marcello Lonzi, 29 anni, muore l’11 luglio 2003 nel carcere di Livorno: sarebbe deceduto per collasso cardiaco, dopo essere caduto battendo la testa. La madre non crede a questa ricostruzione e sospetta si sia trattato di un omicidio, anche perché il corpo del figlio era coperto di lividi;
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> > > Stefano Cucchi, 31 anni, muore il 22 ottobre 2009 nel reparto detentivo dell’Ospedale “Sandro Pertini” di Roma, dopo essere passato per il Tribunale, il carcere di Regina Coeli e l’Ospedale Fatebenefratelli. Otto giorni fatali durante i quali la famiglia ha tentato invano di mettersi in contatto con il proprio caro e con i medici che lo avevano in cura;
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> > > Aldo Bianzino, 44 anni, muore il 14 ottobre 2007, nel carcere “Capanne” di Perugia, dove era detenuto da meno di 48 ore. L’autopsia fa risalire le cause della morte a un aneurisma cerebrale. Incensurato, pacifista, di professione falegname, lascia la moglie, anch'essa imputata e che morirà di lì a poco, e un figlio, Rudra, ora diciassettenne, senza più una famiglia;
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> > > Gabriele Sandri, 28 anni, muore l’11 novembre 2007 in un Autogrill dell’autostrada A1, dove, dopo un accenno di rissa tra tifoserie opposte, la polizia stradale interviene e un agente spara due colpi di pistola a grande distanza colpendo Gabriele al collo mentre si trova all’interno di un’auto;
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> > > Stefano Frapporti, 50 anni muore suicida il 21 luglio 2009 nel carcere di Rovereto (TN). Era un muratore provetto e stimato. Con la legge non aveva mai avuto problemi, fino a quando una pattuglia di Carabinieri lo ferma, contestandogli una manovra errata in bicicletta. Gli perquisiscono la casa, dove gli trovano dell’hashish e lo arrestano. Il giorno stesso viene rinvenuto morto, impiccato in cella;
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> > > Simone La Penna, 32 anni, muore il 25 novembre 2009 nel carcere di Regina Coeli (Rm). Era in carcere per reati legati alla droga e soffriva di un’anoressia nervosa che gli aveva fatto perdere oltre 20 chili di peso in due mesi. A Regina Coeli, dove non poteva essere curato, era arrivato dal reparto medico per detenuti dell’ospedale “Belcolle” di Viterbo;
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> > > Katiuscia Favero, 30 anni, il 16 novembre 2005 viene ritrovata impiccata con un lenzuolo ad una recinzione, nel giardino interno dell’Opg di Castiglione delle Stiviere (Mn): è un suicidio, secondo gli investigatori, la madre però non crede a questa versione: “Voglio sapere cosa hanno fatto a mia figlia. Io non credo che si sia suicidata, sospetto che sia stata uccisa”;
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> > > Aldo Scardella, 24 anni, muore suicida il 2 luglio 1986 nel carcere Buoncammino di Cagliari. Era stato arrestato il 29 dicembre 1985, dopo una rapina in un market nel corso della quale perse la vita il titolare del negozio. Dieci anni dopo la sua morte, nel 1996, altre persone sono state condannate per quella rapina e quell’omicidio. Aldo era stato arrestato sulla base di sospetti infondati e messo in isolamento dove si è tolto la vita prima di essere processato. A tutt'oggi la famiglia attende di avere spiegazioni su alcune circostanze misteriose legate alla sua morte, e di un pronunciamento postumo di innocenza.
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> > > Giuliano Dragutinovic, 24 anni, muore il 7 marzo 2009 nel carcere di Velletri (Rm). Sembra si sia ucciso impiccandosi, ma tante sarebbero le incongruenze che portano i suoi famigliari a dubitare di una tale ricostruzione;
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> > > Riccardo Boccaletti, 38 anni, muore il 24 luglio 2007 nel carcere di Velletri. Era detenuto in attesa di giudizio per reati legati alla droga. Dopo il suo ingresso in carcere ha cominciato ad accusare inappetenza, vomito, astenia e progressivo peggioramento anoressico, arrivando a perdere oltre 30 chili di peso in pochi mesi. Nonostante le sue scadenti e precarie condizioni di salute, nei suoi confronti non sono state approntati tutti quegli interventi specialistici che il grave e disperato quadro clinico avrebbe richiesto.
> >
> > Link? Somiglia alla casistica di La fine della libertà di Gore Vidal.
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> Questa lista è girata su facebook, per trovare le singole notizie è sufficiente cercare i nomi
>
> A questo riguardo io ad esempio ho sentito discussioni in merito fatte da gente che ce li aveva dei carabinieri e poliziotti in casa/famiglia e che abbassava lo sguarda dalla vergogna, oltre che l'esempio appunto del quadro di AN.
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> Nei vicoli di Genova nessuno, e parlo anche dei ricchi architetti, vuole più vedere i carabinieri, alla fine hanno dovuto mettere carabinieri e alpini perchè se giravano solo carabinieri prendevano sassate dai tetti, secchiate di merda, finte chiamate...
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> la spiegazione che mi do io per i singoli carabinieri e poliziotti coinvolti in quelle storie è che è un momento particolarmente stressante, con la mancanza totale di soldi che abbiamo in italia e lo stato civile politico in cui versa il nostro paese vedi tutti quanti sclerare di brutto, compresi sbirri ed affini, anzi, loro probabilmente di più visto che completamente scemi non lo sono, ma quelle storie ci hanno fatto raggiungere il livello successivo, che non fu mai raggiunto dopo l'unità, solo prima quando a governarci appunto erano francesi e austriaci, cioè siamo passati dagli omicidi/violenze politici e razziali da parte delle FDO (la gente che cadeva dalle finestre delle questure) al fatto che se ti capitano gli agenti sbagliati questi ti ridono in faccia mentre ti ammanettano per terra e ti lasciano morire lì torturandoti, e non c'è niente di politico nelle loro azioni, solo, appunto, frustrazioni belle pesanti che vengono sfogate nella più totale anarchia, stiamo parlando di situazioni da bande armate di "bravi" del signorotto medievale che terrorizzano la popolazione.
In realtà la truppa è composta da elementi non molto differenti dai delinquenti a cui danno la caccia.
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