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I fondamenti dell'esistenza del denaroScritto daNon Autenticatoil 2013-03-13 21:18:46.0 alle 2013-03-13 21:18:46.0ma voi li avete capiti?
Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daThe LichÜbermenschil 2013-03-13 21:22:22.0 alle 2013-03-13 21:22:22.0Trollate totali: 21351Scritto da:
> ma voi li avete capiti?
>
> Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
materializzare il concetto di valore
avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-13 21:25:58.0 alle 2013-03-13 21:25:58.0Scritto da: The Lich
> Scritto da:
> > ma voi li avete capiti?
> >
> > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
>
> materializzare il concetto di valore
>
> avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
>
> The Lich™
> « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
> e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
>
>
..pagare le battone alla svelta comodamente..invece di portarsi dietro tutti quei capponi
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-13 21:51:49.0 alle 2013-03-13 21:51:49.0> > ma voi li avete capiti?
> >
> > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
>
> materializzare il concetto di valore
>
> avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
Vorrei capire se la serie
M = m + m2 + m3 + ...
può convergere o deve necessariamente divergere.
Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-14 15:04:54.0 alle 2013-03-14 15:04:54.0> > > ma voi li avete capiti?
> > >
> > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> >
> > materializzare il concetto di valore
> >
> > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
>
> Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
>
> Vorrei capire se la serie
> M = m + m2 + m3 + ...
> può convergere o deve necessariamente divergere.
>
> Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
>
> Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto da:
> > > > ma voi li avete capiti?
> > > >
> > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > >
> > > materializzare il concetto di valore
> > >
> > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> >
> > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> >
> > Vorrei capire se la serie
> > M = m + m2 + m3 + ...
> > può convergere o deve necessariamente divergere.
> >
> > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> >
> > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
>
> Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
Lich, che non esce mai di casa ne interagisce con nessuno, passa il tempo a lambiccarsi il cervello su questioni riguardo i criminali che popolano il mondo la fuori e cosa potrebbero fargli.
Exsinistro, che ormai l'unica cosa che infila da qualche parte è il piede nelle scarpe, passa il tempo a lambiccarsi sulle tette delle ministre che nominava berlusconi minacciando ritorsioni armate contro i giudici culattoni che mettono la figa in galera.
Gatto, che non lavora da quando le prime due cifre dell'anno erano 19, passa il proprio tempo a lambiccarsi il cervello sui modelli economici e i sistemi finanziari.
facciamo il giochino di trovare le differenze? ormai per me è diventato difficilissimo riconoscere i tre trollazzi, evidentemente le tare genetiche di puppen sono contagiose e lo avete frequentato troppo.
tenete conto che nel caso del paragrafo di ex non me la sono sentita di scrivere "lambiccarsi il cervello" e mi sono limitato a scrivere "lambiccarsi", questa non conta.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daThe LichÜbermenschil 2013-03-14 20:39:18.0 alle 2013-03-14 20:39:18.0Trollate totali: 21351Scritto da: dada216
> Scritto da:
> > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > >
> > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > >
> > > > materializzare il concetto di valore
> > > >
> > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > >
> > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> > >
> > > Vorrei capire se la serie
> > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > >
> > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > >
> > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> >
> > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
>
> Lich, che non esce mai di casa ne interagisce con nessuno, passa il tempo a lambiccarsi il cervello su questioni riguardo i criminali che popolano il mondo la fuori e cosa potrebbero fargli.
ex falso sequitur quodlibet
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-14 20:49:43.0 alle 2013-03-14 20:49:43.0> > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > >
> > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > >
> > > > materializzare il concetto di valore
> > > >
> > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > >
> > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> > >
> > > Vorrei capire se la serie
> > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > >
> > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > >
> > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> >
> > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
>
> Lich, che non esce mai di casa ne interagisce con nessuno, passa il tempo a lambiccarsi il cervello su questioni riguardo i criminali che popolano il mondo la fuori e cosa potrebbero fargli.
>
> Exsinistro, che ormai l'unica cosa che infila da qualche parte è il piede nelle scarpe, passa il tempo a lambiccarsi sulle tette delle ministre che nominava berlusconi minacciando ritorsioni armate contro i giudici culattoni che mettono la figa in galera.
>
> Gatto, che non lavora da quando le prime due cifre dell'anno erano 19, passa il proprio tempo a lambiccarsi il cervello sui modelli economici e i sistemi finanziari.
>
> facciamo il giochino di trovare le differenze? ormai per me è diventato difficilissimo riconoscere i tre trollazzi, evidentemente le tare genetiche di puppen sono contagiose e lo avete frequentato troppo.
>
> tenete conto che nel caso del paragrafo di ex non me la sono sentita di scrivere "lambiccarsi il cervello" e mi sono limitato a scrivere "lambiccarsi", questa non conta.
Non è una risposta alla mia domanda.
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daThe LichÜbermenschil 2013-03-14 20:38:42.0 alle 2013-03-14 20:38:42.0Trollate totali: 21351Scritto da:
> > > > ma voi li avete capiti?
> > > >
> > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > >
> > > materializzare il concetto di valore
> > >
> > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> >
> > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> >
> > Vorrei capire se la serie
> > M = m + m2 + m3 + ...
> > può convergere o deve necessariamente divergere.
> >
> > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> >
> > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
>
> Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
tu commetti sempre l'errore di ragionare in termini autarchici, da villaggio chiuso fra montagne impenetrabili
il denaro serve anche per fare transazioni internazionali, quindi esce dal tuo circolo
poi ci sono le rimesse degli immigrati, gli acquisti all'estero
stai trattando un sistema aperto come se fosse chiuso
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-14 21:02:35.0 alle 2013-03-14 21:02:35.0> > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > >
> > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > >
> > > > materializzare il concetto di valore
> > > >
> > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > >
> > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
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> > > Vorrei capire se la serie
> > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > >
> > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > >
> > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> >
> > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
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> tu commetti sempre l'errore di ragionare in termini autarchici, da villaggio chiuso fra montagne impenetrabili
>
> il denaro serve anche per fare transazioni internazionali, quindi esce dal tuo circolo
>
> poi ci sono le rimesse degli immigrati, gli acquisti all'estero
>
> stai trattando un sistema aperto come se fosse chiuso
Bè se non altro hai colto il punto, a differenza di dada, io però penso all'intero pianeta. Il meccanismo funziona necessariamente solo in un sistema aperto, indefinitamente aperto quindi, degenerando inesorabilmente in qualsiasi sistema chiuso, o esiste un sistema chiuso congegnabile in modo che il meccanismo funzioni?
È necessario un costante apporto esterno perché il sistema non degeneri?
1. La domanda nasce da una riflessione polidecennale sui rapporti tra il denaro e lo sviluppo (necessario o contingente?). Però è da pochi anni che sono riuscito a mettere a fuoco qualche domanda.
2. Un altro aspetto della questione è che mi è ritornata alla mente rimuginando sul reddito di cittadinanza (aha, dirà dada).
Supponiamo che lo stato o altra autorità emetta una quantità di moneta tale che, distribuita fra i cittadini, basti loro per vivere per un anno. Man mano che i cittadini spendono tale somma per procurarsi beni e servizi, lo stato recupera parte della somma sotto forma di IVA e altre tasse. Quanto tempo impiega a recuperare l'intera somma? È possibile fare in modo da recuperare l'intera somma entro l'anno, in modo da redistribuirla ai cittadini per l'anno seguente?
Esistono solide teorie in merito? Qualcuno ha mai fatto un calcolo sulla quantità di moneta (in una qualche unità di misura relativa a beni reali) necessaria ai bisogni di N persone?
3. Cosa avverrà quando saranno finiti i bitcoin?-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daThe LichÜbermenschil 2013-03-14 21:08:17.0 alle 2013-03-14 21:08:17.0Trollate totali: 21351Scritto da:
> > > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > > >
> > > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > > >
> > > > > materializzare il concetto di valore
> > > > >
> > > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > > >
> > > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> > > >
> > > > Vorrei capire se la serie
> > > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > > >
> > > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > > >
> > > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> > >
> > > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
> >
> > tu commetti sempre l'errore di ragionare in termini autarchici, da villaggio chiuso fra montagne impenetrabili
> >
> > il denaro serve anche per fare transazioni internazionali, quindi esce dal tuo circolo
> >
> > poi ci sono le rimesse degli immigrati, gli acquisti all'estero
> >
> > stai trattando un sistema aperto come se fosse chiuso
>
> Bè se non altro hai colto il punto,
dicesi QI
> a differenza di dada,
a differenza di dado il mio cervello non è consumato dall'uso di droghe
> io però penso all'intero pianeta. Il meccanismo funziona necessariamente solo in un sistema aperto, indefinitamente aperto quindi, degenerando inesorabilmente in qualsiasi sistema chiuso, o esiste un sistema chiuso congegnabile in modo che il meccanismo funzioni?
> È necessario un costante apporto esterno perché il sistema non degeneri?
conosci un sistema in cui l'entropia non aumenti senza apporto di lavoro dall'esterno?
> 1. La domanda nasce da una riflessione polidecennale sui rapporti tra il denaro e lo sviluppo (necessario o contingente?). Però è da pochi anni che sono riuscito a mettere a fuoco qualche domanda.
>
> 2. Un altro aspetto della questione è che mi è ritornata alla mente rimuginando sul reddito di cittadinanza (aha, dirà dada).
> Supponiamo che lo stato o altra autorità emetta una quantità di moneta tale che, distribuita fra i cittadini, basti loro per vivere per un anno. Man mano che i cittadini spendono tale somma per procurarsi beni e servizi, lo stato recupera parte della somma sotto forma di IVA e altre tasse. Quanto tempo impiega a recuperare l'intera somma? È possibile fare in modo da recuperare l'intera somma entro l'anno, in modo da redistribuirla ai cittadini per l'anno seguente?
non è possibile in generale in quanto esiste il risparmio privato
non è possibile in un paese come l'italia in cui l'evasione fiscale occulta una percentuale troppo alta del pil, a differenza dei paesi del nord europa
e questo risponde anche a quel coglione del gengivane: il welfare italiano non è confrontabile a quello dei paesi del nord europa
> Esistono solide teorie in merito? Qualcuno ha mai fatto un calcolo sulla quantità di moneta (in una qualche unità di misura relativa a beni reali) necessaria ai bisogni di N persone?
>
> 3. Cosa avverrà quando saranno finiti i bitcoin?
double boh
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-14 21:23:55.0 alle 2013-03-14 21:23:55.0> > > > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > > > >
> > > > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > > > >
> > > > > > materializzare il concetto di valore
> > > > > >
> > > > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > > > >
> > > > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> > > > >
> > > > > Vorrei capire se la serie
> > > > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > > > >
> > > > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > > > >
> > > > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> > > >
> > > > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
> > >
> > > tu commetti sempre l'errore di ragionare in termini autarchici, da villaggio chiuso fra montagne impenetrabili
> > >
> > > il denaro serve anche per fare transazioni internazionali, quindi esce dal tuo circolo
> > >
> > > poi ci sono le rimesse degli immigrati, gli acquisti all'estero
> > >
> > > stai trattando un sistema aperto come se fosse chiuso
> >
> > Bè se non altro hai colto il punto,
>
> dicesi QI
>
> > a differenza di dada,
>
> a differenza di dado il mio cervello non è consumato dall'uso di droghe
>
> > io però penso all'intero pianeta. Il meccanismo funziona necessariamente solo in un sistema aperto, indefinitamente aperto quindi, degenerando inesorabilmente in qualsiasi sistema chiuso, o esiste un sistema chiuso congegnabile in modo che il meccanismo funzioni?
> > È necessario un costante apporto esterno perché il sistema non degeneri?
>
> conosci un sistema in cui l'entropia non aumenti senza apporto di lavoro dall'esterno?
Ovvio che occorre un apporto costante di energia, ma mi riferivo a un apporto costante di persone che permettano di aumentare la quantità di moneta circolante senza generare inflazione.
> > 1. La domanda nasce da una riflessione polidecennale sui rapporti tra il denaro e lo sviluppo (necessario o contingente?). Però è da pochi anni che sono riuscito a mettere a fuoco qualche domanda.
> >
> > 2. Un altro aspetto della questione è che mi è ritornata alla mente rimuginando sul reddito di cittadinanza (aha, dirà dada).
> > Supponiamo che lo stato o altra autorità emetta una quantità di moneta tale che, distribuita fra i cittadini, basti loro per vivere per un anno. Man mano che i cittadini spendono tale somma per procurarsi beni e servizi, lo stato recupera parte della somma sotto forma di IVA e altre tasse. Quanto tempo impiega a recuperare l'intera somma? È possibile fare in modo da recuperare l'intera somma entro l'anno, in modo da redistribuirla ai cittadini per l'anno seguente?
>
> non è possibile in generale in quanto esiste il risparmio privato
Giusto, ma i soldi risparmiati prima o poi saranno spesi. Basta allora sostituire nelle domande il periodo di un anno con un periodo entro il quale il 100% del denaro distribuito viene recuperato. E se proprio questo periodo fosse indefinito, sostituiamo 100% con 99,999% accontentandoci di una stabilità approssimativa.
Il punto è che se occorre emettere continuamente nuovo denaro, o entra in gioco continuamente altra gente o si ha inflazione. È questo punto che mi ricorda le truffe piramidali.
> non è possibile in un paese come l'italia in cui l'evasione fiscale occulta una percentuale troppo alta del pil, a differenza dei paesi del nord europa
>
> e questo risponde anche a quel coglione del gengivane: il welfare italiano non è confrontabile a quello dei paesi del nord europa
>
> > Esistono solide teorie in merito? Qualcuno ha mai fatto un calcolo sulla quantità di moneta (in una qualche unità di misura relativa a beni reali) necessaria ai bisogni di N persone?
> >
> > 3. Cosa avverrà quando saranno finiti i bitcoin?
>
> double boh
Dici così perché non ti pagano in bitcoin!
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daThe LichÜbermenschil 2013-03-14 21:46:43.0 alle 2013-03-14 21:46:43.0Trollate totali: 21351Scritto da:
> > > > > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > > > > >
> > > > > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > > > > >
> > > > > > > materializzare il concetto di valore
> > > > > > >
> > > > > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > > > > >
> > > > > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > > > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > > > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> > > > > >
> > > > > > Vorrei capire se la serie
> > > > > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > > > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > > > > >
> > > > > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > > > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > > > > >
> > > > > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> > > > >
> > > > > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
> > > >
> > > > tu commetti sempre l'errore di ragionare in termini autarchici, da villaggio chiuso fra montagne impenetrabili
> > > >
> > > > il denaro serve anche per fare transazioni internazionali, quindi esce dal tuo circolo
> > > >
> > > > poi ci sono le rimesse degli immigrati, gli acquisti all'estero
> > > >
> > > > stai trattando un sistema aperto come se fosse chiuso
> > >
> > > Bè se non altro hai colto il punto,
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> > dicesi QI
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> > > a differenza di dada,
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> > a differenza di dado il mio cervello non è consumato dall'uso di droghe
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> > > io però penso all'intero pianeta. Il meccanismo funziona necessariamente solo in un sistema aperto, indefinitamente aperto quindi, degenerando inesorabilmente in qualsiasi sistema chiuso, o esiste un sistema chiuso congegnabile in modo che il meccanismo funzioni?
> > > È necessario un costante apporto esterno perché il sistema non degeneri?
> >
> > conosci un sistema in cui l'entropia non aumenti senza apporto di lavoro dall'esterno?
>
> Ovvio che occorre un apporto costante di energia, ma mi riferivo a un apporto costante di persone che permettano di aumentare la quantità di moneta circolante senza generare inflazione.
il modello è sbagliato alla base, non si misura l'emissione di denaro in base al numero di cittadini ma di ricchezza posseduta dallo stato.
Un ipotetico stato con 1000 persone e le miniere d'oro di re salomone potrebbe emettere moneta con un rapporto enormemente superiore ad un paese agricolo con un milione di persone
e infatti questo era ciò che succedeva quando c'era la parità aurea
adesso l'emissione di moneta segue principi molto più aleatori che ti potrebbe spiegare dado se ne avesse voglia
> > > 1. La domanda nasce da una riflessione polidecennale sui rapporti tra il denaro e lo sviluppo (necessario o contingente?). Però è da pochi anni che sono riuscito a mettere a fuoco qualche domanda.
> > >
> > > 2. Un altro aspetto della questione è che mi è ritornata alla mente rimuginando sul reddito di cittadinanza (aha, dirà dada).
> > > Supponiamo che lo stato o altra autorità emetta una quantità di moneta tale che, distribuita fra i cittadini, basti loro per vivere per un anno. Man mano che i cittadini spendono tale somma per procurarsi beni e servizi, lo stato recupera parte della somma sotto forma di IVA e altre tasse. Quanto tempo impiega a recuperare l'intera somma? È possibile fare in modo da recuperare l'intera somma entro l'anno, in modo da redistribuirla ai cittadini per l'anno seguente?
> >
> > non è possibile in generale in quanto esiste il risparmio privato
>
> Giusto, ma i soldi risparmiati prima o poi saranno spesi.
seee come le assicurazioni sulla vita o i titoli trentennali
> Basta allora sostituire nelle domande il periodo di un anno con un periodo entro il quale il 100% del denaro distribuito viene recuperato. E se proprio questo periodo fosse indefinito, sostituiamo 100% con 99,999% accontentandoci di una stabilità approssimativa.
no perchè la maggior parte della ricchezza consiste in titoli di debito pubblico o strumenti derivati aka soldi stampati sulla carta igienica usata
> Il punto è che se occorre emettere continuamente nuovo denaro, o entra in gioco continuamente altra gente o si ha inflazione. È questo punto che mi ricorda le truffe piramidali.
la "gente" non c'entra nulla
The Lich™
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e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-14 22:40:36.0 alle 2013-03-14 22:40:36.0> > > > > > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > > > > > >
> > > > > > > > materializzare il concetto di valore
> > > > > > > >
> > > > > > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > > > > > >
> > > > > > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > > > > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > > > > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> > > > > > >
> > > > > > > Vorrei capire se la serie
> > > > > > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > > > > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > > > > > >
> > > > > > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > > > > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > > > > > >
> > > > > > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> > > > > >
> > > > > > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
> > > > >
> > > > > tu commetti sempre l'errore di ragionare in termini autarchici, da villaggio chiuso fra montagne impenetrabili
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> > > > > il denaro serve anche per fare transazioni internazionali, quindi esce dal tuo circolo
> > > > >
> > > > > poi ci sono le rimesse degli immigrati, gli acquisti all'estero
> > > > >
> > > > > stai trattando un sistema aperto come se fosse chiuso
> > > >
> > > > Bè se non altro hai colto il punto,
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> > > dicesi QI
> > >
> > > > a differenza di dada,
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> > > a differenza di dado il mio cervello non è consumato dall'uso di droghe
> > >
> > > > io però penso all'intero pianeta. Il meccanismo funziona necessariamente solo in un sistema aperto, indefinitamente aperto quindi, degenerando inesorabilmente in qualsiasi sistema chiuso, o esiste un sistema chiuso congegnabile in modo che il meccanismo funzioni?
> > > > È necessario un costante apporto esterno perché il sistema non degeneri?
> > >
> > > conosci un sistema in cui l'entropia non aumenti senza apporto di lavoro dall'esterno?
> >
> > Ovvio che occorre un apporto costante di energia, ma mi riferivo a un apporto costante di persone che permettano di aumentare la quantità di moneta circolante senza generare inflazione.
>
> il modello è sbagliato alla base, non si misura l'emissione di denaro in base al numero di cittadini ma di ricchezza posseduta dallo stato.
Nel momento in cui ipotizzi di assegnare un reddito di cittadinanza entrano in gioco entrambi i parametri. La ricchezza posseduta stabilisce quanto denaro emettere in totale, e ne fissa il valore. Il numero di cittadini moltiplicato per la somma necessaria a vivere un anno dà la porzione di moneta emessa da destinare al reddito di cittadinanza (che potrebbe essere anche inteso come un dividendo sulla ricchezza prodotta dallo stato).
Però la questione resta valida sia che si parli di moneta da distribuire come reddito di cittadinanza, che di moneta da distribuire in pagamento di lavoro. Il perché si distribuisce la moneta emessa è secondario, e forse anche il come.
Ignoro i dettagli dei passaggi, ma quel che riscontro è che qualcuno emette moneta (una volta lo stato, ora le banche centrali, e questo è oggetto di discussioni) che in qualche modo finisce nelle mani di vari soggetti che se ne servono per degli scambi.
> Un ipotetico stato con 1000 persone e le miniere d'oro di re salomone potrebbe emettere moneta con un rapporto enormemente superiore ad un paese agricolo con un milione di persone
>
> e infatti questo era ciò che succedeva quando c'era la parità aurea
> adesso l'emissione di moneta segue principi molto più aleatori che ti potrebbe spiegare dado se ne avesse voglia
aleatori - dado
> > > > 1. La domanda nasce da una riflessione polidecennale sui rapporti tra il denaro e lo sviluppo (necessario o contingente?). Però è da pochi anni che sono riuscito a mettere a fuoco qualche domanda.
> > > >
> > > > 2. Un altro aspetto della questione è che mi è ritornata alla mente rimuginando sul reddito di cittadinanza (aha, dirà dada).
> > > > Supponiamo che lo stato o altra autorità emetta una quantità di moneta tale che, distribuita fra i cittadini, basti loro per vivere per un anno. Man mano che i cittadini spendono tale somma per procurarsi beni e servizi, lo stato recupera parte della somma sotto forma di IVA e altre tasse. Quanto tempo impiega a recuperare l'intera somma? È possibile fare in modo da recuperare l'intera somma entro l'anno, in modo da redistribuirla ai cittadini per l'anno seguente?
> > >
> > > non è possibile in generale in quanto esiste il risparmio privato
> >
> > Giusto, ma i soldi risparmiati prima o poi saranno spesi.
>
> seee come le assicurazioni sulla vita o i titoli trentennali
Il risparmio sottrae denaro al circolo. Calcolato quanto denaro viene in media sottratto si vede quanto nuovo denaro emettere.
> > Basta allora sostituire nelle domande il periodo di un anno con un periodo entro il quale il 100% del denaro distribuito viene recuperato. E se proprio questo periodo fosse indefinito, sostituiamo 100% con 99,999% accontentandoci di una stabilità approssimativa.
>
> no perchè la maggior parte della ricchezza consiste in titoli di debito pubblico o strumenti derivati aka soldi stampati sulla carta igienica usata
>
> > Il punto è che se occorre emettere continuamente nuovo denaro, o entra in gioco continuamente altra gente o si ha inflazione. È questo punto che mi ricorda le truffe piramidali.
>
> la "gente" non c'entra nulla
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto da: The Lich
> Scritto da:
> > > > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > > > >
> > > > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > > > >
> > > > > > materializzare il concetto di valore
> > > > > >
> > > > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > > > >
> > > > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> > > > >
> > > > > Vorrei capire se la serie
> > > > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > > > >
> > > > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > > > >
> > > > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> > > >
> > > > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
> > >
> > > tu commetti sempre l'errore di ragionare in termini autarchici, da villaggio chiuso fra montagne impenetrabili
> > >
> > > il denaro serve anche per fare transazioni internazionali, quindi esce dal tuo circolo
> > >
> > > poi ci sono le rimesse degli immigrati, gli acquisti all'estero
> > >
> > > stai trattando un sistema aperto come se fosse chiuso
> >
> > Bè se non altro hai colto il punto,
>
> dicesi QI
>
> > a differenza di dada,
>
> a differenza di dado il mio cervello non è consumato dall'uso di droghe
vuoi parlare del sistema monetario, di welfare o di politiche di gestione delle banche centrali?
Il welfare e' un argomento un po a parte, piu' o meno la penso come il licchione in realta', il reddito di cittadinanza e' una soluzione che viene adottta, ma solo in pochi posti dove sussistono condizioni particolari, non e' applicabile da noi ora come ora ne credo che lo potra' essere nel prossimo futuro.
>
> > io però penso all'intero pianeta. Il meccanismo funziona necessariamente solo in un sistema aperto, indefinitamente aperto quindi, degenerando inesorabilmente in qualsiasi sistema chiuso, o esiste un sistema chiuso congegnabile in modo che il meccanismo funzioni?
> > È necessario un costante apporto esterno perché il sistema non degeneri?
>
> conosci un sistema in cui l'entropia non aumenti senza apporto di lavoro dall'esterno?
>
> > 1. La domanda nasce da una riflessione polidecennale sui rapporti tra il denaro e lo sviluppo (necessario o contingente?). Però è da pochi anni che sono riuscito a mettere a fuoco qualche domanda.
> >
> > 2. Un altro aspetto della questione è che mi è ritornata alla mente rimuginando sul reddito di cittadinanza (aha, dirà dada).
> > Supponiamo che lo stato o altra autorità emetta una quantità di moneta tale che, distribuita fra i cittadini, basti loro per vivere per un anno. Man mano che i cittadini spendono tale somma per procurarsi beni e servizi, lo stato recupera parte della somma sotto forma di IVA e altre tasse. Quanto tempo impiega a recuperare l'intera somma? È possibile fare in modo da recuperare l'intera somma entro l'anno, in modo da redistribuirla ai cittadini per l'anno seguente?
>
> non è possibile in generale in quanto esiste il risparmio privato
ci provarono in russia, e fino agli anni 70/80 ci riuscirono piuttosto bene a gestire la moneta, quando noi avevamo crisi di inflzione galoppante loro erano stabilissimi.
non saprei nei dettagli come congeniarono il sistema monetario, ma era ipercontrollato e rigidissimo, immagino che sia un argomento sul quale esiste una letteratura piuttosto vasta, chissa' che non ci sia qualche ispirazione nascosta.
> > Esistono solide teorie in merito? Qualcuno ha mai fatto un calcolo sulla quantità di moneta (in una qualche unità di misura relativa a beni reali) necessaria ai bisogni di N persone?
lo fanno, piu' o meno, le banche centrali regolando ed agendo sull'offerta di moneta, vedasi lo schemino sulle varie offerte di moneta M sul kiwi:http://en.wikipedia.org/wiki/Money_supply

aggiungo anche che sono indici come il PIL quelli che vengono usati per fare questi calcoli, il che probabilmente e' una buona soluzione per produrre una approssimzione valida che permetta di farle bene queste scelte.
Detto questo cio che mi sento di aggiungere alla vostra discussione e' che il modello matematico-economico che sottende al sistema monetario attuale e' molto ragionevole ed e' il risultato di un processo politico che ne ha creato uno molto buono a mio avviso, e questo processo e' la nascita nel '900 dell'impero americano (questo e', e ci ha messo un secolo a formarsi), che ha generato anche il sistema monetario internazionale durante il secolo scorso.
In particolare pero' quello che voglio sottolineare e' che le condizioni politiche sono assolutamente prioritarie rispetto ai pregi od ai difetti dei vari modelli matematico economici e soluzioni che sono state applicate nei millenni di storia della moneta, come lo sono state quelle del novecento per la nascita del sistema attuale, agli USA non e' bastato vincere qualche guerra per realizzarlo.
Il fatto e' che queste condizioni attualmente stanno di nuovo cambiando secondo me, ed anche parecchio, quindi in realta' magari ci sono anche le condizioni per cui se spuntasse una volonta' politica adeguata questa possa poi condurre una politica monetaria seria e radicalmente diversa da quella attuale, che possa trarre vantaggio dalle mutate condizioni e migliorare quella attuale, costruendo su quello che c'e', che poi e' l'unica azione di politica monetaria mai intraprendibile, migliorandolo cosi' come quello attuale ha migliorato parecchio la soluzione "inglese" (il riferimento e' all'impero britannico ed all'ottocento, quando erano la francia e l'inghilterra a controllare il sistema monetario, con soluzioni diverse ovviamente da quelle che adottiamo adesso).
con questo non voglio dire che voterei si ad un eventuale referendum per uscire dall'euro, non ho tendenze suicide, ma penso che potremmo, anche come italiani che tengono in scacco l'europa nel giochino economicodelle palline coloratedel sistema monetario, magari andando a votare ma poi rimanendoci (tipica mossa italiana) per poi riformarlo l'euro (e l'europa)
Il problema ovviamente e' quali strategie di politica monetaria adottare per fare tutto questo, liquid feedback qui non c'entra niente pero', hai bisogno di singoli individui coi coglioni fuori scala per farle bene queste cose, senza andare ora a dilungarsi troppo pero' le condizioni politiche stanno mutando, e li il M5S e tutto sto patatrac divertentissimo cui stiamo assistendo c'entra parecchio invece.
Vi butto li' anche un altro parallelismo su Euro-Europa che piacera a voi che tanto la criticate, e cioe' che il famoso motto "fatta l'italia ora bisogna fare gli italiani" si applica anche all'europa; goodnight and goodluck.
**Modificato dall'autore il 14.03.2013 23:25**Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-15 00:03:59.0 alle 2013-03-15 00:03:59.0> > > > > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > > > > >
> > > > > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > > > > >
> > > > > > > materializzare il concetto di valore
> > > > > > >
> > > > > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > > > > >
> > > > > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > > > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > > > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> > > > > >
> > > > > > Vorrei capire se la serie
> > > > > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > > > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > > > > >
> > > > > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > > > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > > > > >
> > > > > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> > > > >
> > > > > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
> > > >
> > > > tu commetti sempre l'errore di ragionare in termini autarchici, da villaggio chiuso fra montagne impenetrabili
> > > >
> > > > il denaro serve anche per fare transazioni internazionali, quindi esce dal tuo circolo
> > > >
> > > > poi ci sono le rimesse degli immigrati, gli acquisti all'estero
> > > >
> > > > stai trattando un sistema aperto come se fosse chiuso
> > >
> > > Bè se non altro hai colto il punto,
> >
> > dicesi QI
> >
> > > a differenza di dada,
> >
> > a differenza di dado il mio cervello non è consumato dall'uso di droghe
>
>
> vuoi parlare del sistema monetario, di welfare o di politiche di gestione delle banche centrali?
>
> Il welfare e' un argomento un po a parte, piu' o meno la penso come il licchione in realta', il reddito di cittadinanza e' una soluzione che viene adottta, ma solo in pochi posti dove sussistono condizioni particolari, non e' applicabile da noi ora come ora ne credo che lo potra' essere nel prossimo futuro.
Maledetti occupati, ragionate tutti nello stesso modo!
Se invece ci fosse il reddito di cittadinanza io potrei prendere 600 euro al mese senza lavorare e tu 600 euro in più, o il tuo padrone potrebbe pagarti 600 euro in meno ed essere più concorrenziale.
> > > io però penso all'intero pianeta. Il meccanismo funziona necessariamente solo in un sistema aperto, indefinitamente aperto quindi, degenerando inesorabilmente in qualsiasi sistema chiuso, o esiste un sistema chiuso congegnabile in modo che il meccanismo funzioni?
> > > È necessario un costante apporto esterno perché il sistema non degeneri?
> >
> > conosci un sistema in cui l'entropia non aumenti senza apporto di lavoro dall'esterno?
> >
> > > 1. La domanda nasce da una riflessione polidecennale sui rapporti tra il denaro e lo sviluppo (necessario o contingente?). Però è da pochi anni che sono riuscito a mettere a fuoco qualche domanda.
> > >
> > > 2. Un altro aspetto della questione è che mi è ritornata alla mente rimuginando sul reddito di cittadinanza (aha, dirà dada).
> > > Supponiamo che lo stato o altra autorità emetta una quantità di moneta tale che, distribuita fra i cittadini, basti loro per vivere per un anno. Man mano che i cittadini spendono tale somma per procurarsi beni e servizi, lo stato recupera parte della somma sotto forma di IVA e altre tasse. Quanto tempo impiega a recuperare l'intera somma? È possibile fare in modo da recuperare l'intera somma entro l'anno, in modo da redistribuirla ai cittadini per l'anno seguente?
> >
> > non è possibile in generale in quanto esiste il risparmio privato
>
> ci provarono in russia, e fino agli anni 70/80 ci riuscirono piuttosto bene a gestire la moneta, quando noi avevamo crisi di inflzione galoppante loro erano stabilissimi.
> non saprei nei dettagli come congeniarono il sistema monetario, ma era ipercontrollato e rigidissimo, immagino che sia un argomento sul quale esiste una letteratura piuttosto vasta, chissa' che non ci sia qualche ispirazione nascosta.
>
> > > Esistono solide teorie in merito? Qualcuno ha mai fatto un calcolo sulla quantità di moneta (in una qualche unità di misura relativa a beni reali) necessaria ai bisogni di N persone?
>
> lo fanno, piu' o meno, le banche centrali regolando ed agendo sull'offerta di moneta, vedasi lo schemino sulle varie offerte di moneta M sul kiwi:
>http://en.wikipedia.org/wiki/Money_supply

>
> aggiungo anche che sono indici come il PIL quelli che vengono usati per fare questi calcoli, il che probabilmente e' una buona soluzione per produrre una approssimzione valida che permetta di farle bene queste scelte.
>
> Detto questo cio che mi sento di aggiungere alla vostra discussione e' che il modello matematico-economico che sottende al sistema monetario attuale e' molto ragionevole ed e' il risultato di un processo politico che ne ha creato uno molto buono a mio avviso, e questo processo e' la nascita nel '900 dell'impero americano (questo e', e ci ha messo un secolo a formarsi), che ha generato anche il sistema monetario internazionale durante il secolo scorso.
Ragionevole un par di cippe, le banche centrali appartengono ai Rotschild, ai Rockefeller, ai Windsor e varie altre case regnanti.
Inoltre sto strano meccanismo per cui gli stati prendono a prestito il denaro dalle banche ne fa dei perpetui indebitati.
> In particolare pero' quello che voglio sottolineare e' che le condizioni politiche sono assolutamente prioritarie rispetto ai pregi od ai difetti dei vari modelli matematico economici e soluzioni che sono state applicate nei millenni di storia della moneta, come lo sono state quelle del novecento per la nascita del sistema attuale, agli USA non e' bastato vincere qualche guerra per realizzarlo.
>
> Il fatto e' che queste condizioni attualmente stanno di nuovo cambiando secondo me, ed anche parecchio, quindi in realta' magari ci sono anche le condizioni per cui se spuntasse una volonta' politica adeguata questa possa poi condurre una politica monetaria seria e radicalmente diversa da quella attuale, che possa trarre vantaggio dalle mutate condizioni e migliorare quella attuale, costruendo su quello che c'e', che poi e' l'unica azione di politica monetaria mai intraprendibile, migliorandolo cosi' come quello attuale ha migliorato parecchio la soluzione "inglese" (il riferimento e' all'impero britannico ed all'ottocento, quando erano la francia e l'inghilterra a controllare il sistema monetario, con soluzioni diverse ovviamente da quelle che adottiamo adesso).
>
> con questo non voglio dire che voterei si ad un eventuale referendum per uscire dall'euro, non ho tendenze suicide, ma penso che potremmo, anche come italiani che tengono in scacco l'europa nel giochino economicodelle palline coloratedel sistema monetario, magari andando a votare ma poi rimanendoci (tipica mossa italiana) per poi riformarlo l'euro (e l'europa)
L'euro ha i suoi vantaggi ma penso che il pluralismo del potere monetario ne abbia di più. Per fortuna si stanno affermando i bitcoin.
> Il problema ovviamente e' quali strategie di politica monetaria adottare per fare tutto questo, liquid feedback qui non c'entra niente pero', hai bisogno di singoli individui coi coglioni fuori scala per farle bene queste cose, senza andare ora a dilungarsi troppo pero' le condizioni politiche stanno mutando, e li il M5S e tutto sto patatrac divertentissimo cui stiamo assistendo c'entra parecchio invece.
>
> Vi butto li' anche un altro parallelismo su Euro-Europa che piacera a voi che tanto la criticate, e cioe' che il famoso motto "fatta l'italia ora bisogna fare gli italiani" si applica anche all'europa; goodnight and goodluck.
Bella cagata, su questo la penso come Ida Magli.-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto da:
> > > > > > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > > > > > >
> > > > > > > > materializzare il concetto di valore
> > > > > > > >
> > > > > > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > > > > > >
> > > > > > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > > > > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > > > > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> > > > > > >
> > > > > > > Vorrei capire se la serie
> > > > > > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > > > > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > > > > > >
> > > > > > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > > > > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > > > > > >
> > > > > > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> > > > > >
> > > > > > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
> > > > >
> > > > > tu commetti sempre l'errore di ragionare in termini autarchici, da villaggio chiuso fra montagne impenetrabili
> > > > >
> > > > > il denaro serve anche per fare transazioni internazionali, quindi esce dal tuo circolo
> > > > >
> > > > > poi ci sono le rimesse degli immigrati, gli acquisti all'estero
> > > > >
> > > > > stai trattando un sistema aperto come se fosse chiuso
> > > >
> > > > Bè se non altro hai colto il punto,
> > >
> > > dicesi QI
> > >
> > > > a differenza di dada,
> > >
> > > a differenza di dado il mio cervello non è consumato dall'uso di droghe
> >
> >
> > vuoi parlare del sistema monetario, di welfare o di politiche di gestione delle banche centrali?
> >
> > Il welfare e' un argomento un po a parte, piu' o meno la penso come il licchione in realta', il reddito di cittadinanza e' una soluzione che viene adottta, ma solo in pochi posti dove sussistono condizioni particolari, non e' applicabile da noi ora come ora ne credo che lo potra' essere nel prossimo futuro.
>
> Maledetti occupati, ragionate tutti nello stesso modo!
>
> Se invece ci fosse il reddito di cittadinanza io potrei prendere 600 euro al mese senza lavorare e tu 600 euro in più, o il tuo padrone potrebbe pagarti 600 euro in meno ed essere più concorrenziale.
>
> > > > io però penso all'intero pianeta. Il meccanismo funziona necessariamente solo in un sistema aperto, indefinitamente aperto quindi, degenerando inesorabilmente in qualsiasi sistema chiuso, o esiste un sistema chiuso congegnabile in modo che il meccanismo funzioni?
> > > > È necessario un costante apporto esterno perché il sistema non degeneri?
> > >
> > > conosci un sistema in cui l'entropia non aumenti senza apporto di lavoro dall'esterno?
> > >
> > > > 1. La domanda nasce da una riflessione polidecennale sui rapporti tra il denaro e lo sviluppo (necessario o contingente?). Però è da pochi anni che sono riuscito a mettere a fuoco qualche domanda.
> > > >
> > > > 2. Un altro aspetto della questione è che mi è ritornata alla mente rimuginando sul reddito di cittadinanza (aha, dirà dada).
> > > > Supponiamo che lo stato o altra autorità emetta una quantità di moneta tale che, distribuita fra i cittadini, basti loro per vivere per un anno. Man mano che i cittadini spendono tale somma per procurarsi beni e servizi, lo stato recupera parte della somma sotto forma di IVA e altre tasse. Quanto tempo impiega a recuperare l'intera somma? È possibile fare in modo da recuperare l'intera somma entro l'anno, in modo da redistribuirla ai cittadini per l'anno seguente?
> > >
> > > non è possibile in generale in quanto esiste il risparmio privato
> >
> > ci provarono in russia, e fino agli anni 70/80 ci riuscirono piuttosto bene a gestire la moneta, quando noi avevamo crisi di inflzione galoppante loro erano stabilissimi.
> > non saprei nei dettagli come congeniarono il sistema monetario, ma era ipercontrollato e rigidissimo, immagino che sia un argomento sul quale esiste una letteratura piuttosto vasta, chissa' che non ci sia qualche ispirazione nascosta.
> >
> > > > Esistono solide teorie in merito? Qualcuno ha mai fatto un calcolo sulla quantità di moneta (in una qualche unità di misura relativa a beni reali) necessaria ai bisogni di N persone?
> >
> > lo fanno, piu' o meno, le banche centrali regolando ed agendo sull'offerta di moneta, vedasi lo schemino sulle varie offerte di moneta M sul kiwi:
> >http://en.wikipedia.org/wiki/Money_supply

> >
> > aggiungo anche che sono indici come il PIL quelli che vengono usati per fare questi calcoli, il che probabilmente e' una buona soluzione per produrre una approssimzione valida che permetta di farle bene queste scelte.
> >
> > Detto questo cio che mi sento di aggiungere alla vostra discussione e' che il modello matematico-economico che sottende al sistema monetario attuale e' molto ragionevole ed e' il risultato di un processo politico che ne ha creato uno molto buono a mio avviso, e questo processo e' la nascita nel '900 dell'impero americano (questo e', e ci ha messo un secolo a formarsi), che ha generato anche il sistema monetario internazionale durante il secolo scorso.
>
> Ragionevole un par di cippe, le banche centrali appartengono ai Rotschild, ai Rockefeller, ai Windsor e varie altre case regnanti.
non so ancora se sei il gatto o chi altro, ti rispondo una sola volta a questa cagata sperando che tu sia il gatto, per nessun altro perderei tempo cercando di farglielo capire:
la proprietà di una azienda di quel tipo è un fenomeno completamente diverso dalla proprietà di un paio di scarpe, il "proprietario" di una cosa del genere non ne puo disporre liberamente, e questo non perchè ci siano strani accordi o principi teorici in merito, ma proprio perchè non si puo materialmente, le dinamiche sono molto diverse.
punto, finito, senza la comprensione di cosa voglia dire "possedere" una spa o una banca centrale non ci sono le condizioni per discutere.
Io lo ho imparato negli anni confrontando i piccoli capetti delle srl, i grandi dirigenti con la poltrona di pelle umana delle spa, i dipendenti pubblici con funzioni "elevate" (dogana etc.) e i poveri stronzi che poi alla fine fanno il lavoro, sai chi è che comanda secondo me? quelli che il lavoro lo fanno, gli altri si limitano a prendere atto con cenni di assenso o di disprezzo.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-15 15:24:12.0 alle 2013-03-15 15:24:12.0> > > > > > > > > > ma voi li avete capiti?
> > > > > > > > > >
> > > > > > > > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > materializzare il concetto di valore
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> > > > > > > >
> > > > > > > > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > > > > > > > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > > > > > > > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Vorrei capire se la serie
> > > > > > > > M = m + m2 + m3 + ...
> > > > > > > > può convergere o deve necessariamente divergere.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > > > > > > > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
> > > > > > >
> > > > > > > Nessuno ha passato una notte insonne cercando una risposta?
> > > > > >
> > > > > > tu commetti sempre l'errore di ragionare in termini autarchici, da villaggio chiuso fra montagne impenetrabili
> > > > > >
> > > > > > il denaro serve anche per fare transazioni internazionali, quindi esce dal tuo circolo
> > > > > >
> > > > > > poi ci sono le rimesse degli immigrati, gli acquisti all'estero
> > > > > >
> > > > > > stai trattando un sistema aperto come se fosse chiuso
> > > > >
> > > > > Bè se non altro hai colto il punto,
> > > >
> > > > dicesi QI
> > > >
> > > > > a differenza di dada,
> > > >
> > > > a differenza di dado il mio cervello non è consumato dall'uso di droghe
> > >
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> > > vuoi parlare del sistema monetario, di welfare o di politiche di gestione delle banche centrali?
> > >
> > > Il welfare e' un argomento un po a parte, piu' o meno la penso come il licchione in realta', il reddito di cittadinanza e' una soluzione che viene adottta, ma solo in pochi posti dove sussistono condizioni particolari, non e' applicabile da noi ora come ora ne credo che lo potra' essere nel prossimo futuro.
> >
> > Maledetti occupati, ragionate tutti nello stesso modo!
> >
> > Se invece ci fosse il reddito di cittadinanza io potrei prendere 600 euro al mese senza lavorare e tu 600 euro in più, o il tuo padrone potrebbe pagarti 600 euro in meno ed essere più concorrenziale.
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> > > > > io però penso all'intero pianeta. Il meccanismo funziona necessariamente solo in un sistema aperto, indefinitamente aperto quindi, degenerando inesorabilmente in qualsiasi sistema chiuso, o esiste un sistema chiuso congegnabile in modo che il meccanismo funzioni?
> > > > > È necessario un costante apporto esterno perché il sistema non degeneri?
> > > >
> > > > conosci un sistema in cui l'entropia non aumenti senza apporto di lavoro dall'esterno?
> > > >
> > > > > 1. La domanda nasce da una riflessione polidecennale sui rapporti tra il denaro e lo sviluppo (necessario o contingente?). Però è da pochi anni che sono riuscito a mettere a fuoco qualche domanda.
> > > > >
> > > > > 2. Un altro aspetto della questione è che mi è ritornata alla mente rimuginando sul reddito di cittadinanza (aha, dirà dada).
> > > > > Supponiamo che lo stato o altra autorità emetta una quantità di moneta tale che, distribuita fra i cittadini, basti loro per vivere per un anno. Man mano che i cittadini spendono tale somma per procurarsi beni e servizi, lo stato recupera parte della somma sotto forma di IVA e altre tasse. Quanto tempo impiega a recuperare l'intera somma? È possibile fare in modo da recuperare l'intera somma entro l'anno, in modo da redistribuirla ai cittadini per l'anno seguente?
> > > >
> > > > non è possibile in generale in quanto esiste il risparmio privato
> > >
> > > ci provarono in russia, e fino agli anni 70/80 ci riuscirono piuttosto bene a gestire la moneta, quando noi avevamo crisi di inflzione galoppante loro erano stabilissimi.
> > > non saprei nei dettagli come congeniarono il sistema monetario, ma era ipercontrollato e rigidissimo, immagino che sia un argomento sul quale esiste una letteratura piuttosto vasta, chissa' che non ci sia qualche ispirazione nascosta.
> > >
> > > > > Esistono solide teorie in merito? Qualcuno ha mai fatto un calcolo sulla quantità di moneta (in una qualche unità di misura relativa a beni reali) necessaria ai bisogni di N persone?
> > >
> > > lo fanno, piu' o meno, le banche centrali regolando ed agendo sull'offerta di moneta, vedasi lo schemino sulle varie offerte di moneta M sul kiwi:
> > >http://en.wikipedia.org/wiki/Money_supply

> > >
> > > aggiungo anche che sono indici come il PIL quelli che vengono usati per fare questi calcoli, il che probabilmente e' una buona soluzione per produrre una approssimzione valida che permetta di farle bene queste scelte.
> > >
> > > Detto questo cio che mi sento di aggiungere alla vostra discussione e' che il modello matematico-economico che sottende al sistema monetario attuale e' molto ragionevole ed e' il risultato di un processo politico che ne ha creato uno molto buono a mio avviso, e questo processo e' la nascita nel '900 dell'impero americano (questo e', e ci ha messo un secolo a formarsi), che ha generato anche il sistema monetario internazionale durante il secolo scorso.
> >
> > Ragionevole un par di cippe, le banche centrali appartengono ai Rotschild, ai Rockefeller, ai Windsor e varie altre case regnanti.
>
> non so ancora se sei il gatto o chi altro, ti rispondo una sola volta a questa cagata sperando che tu sia il gatto, per nessun altro perderei tempo cercando di farglielo capire:
>
> la proprietà di una azienda di quel tipo è un fenomeno completamente diverso dalla proprietà di un paio di scarpe, il "proprietario" di una cosa del genere non ne puo disporre liberamente, e questo non perchè ci siano strani accordi o principi teorici in merito, ma proprio perchè non si puo materialmente, le dinamiche sono molto diverse.
>
> punto, finito, senza la comprensione di cosa voglia dire "possedere" una spa o una banca centrale non ci sono le condizioni per discutere.
> Io lo ho imparato negli anni confrontando i piccoli capetti delle srl, i grandi dirigenti con la poltrona di pelle umana delle spa, i dipendenti pubblici con funzioni "elevate" (dogana etc.) e i poveri stronzi che poi alla fine fanno il lavoro, sai chi è che comanda secondo me? quelli che il lavoro lo fanno, gli altri si limitano a prendere atto con cenni di assenso o di disprezzo.
Chi controlla una banca centrale, insieme a molti altri controllori e a un intrico di regole molto complesse che tutti insieme hanno creato, non sarà in grado di prendere delle decisioni ma ogni secondo incassa vagoni di soldi sulla nostra pelle.
L'alternativa è roba tipo Liberty Reserve (ma non sappiamo da chi è controllata) o meglio ancora Bitcoin (controllati da nessuno? per saperlo bisognerebbe capirne appieno il meccanismo). "By design" i bitcoin sono un numero finito, quali conseguenze ciò può avere su un possessore di bitcoin? Mi conviene diventare tale? Con i bitcoin non ci puoi comprare una casa se non con metodi hawala, immagino sia anche difficile convertirli in qualcos'altro se si tratta di grosse somme, ma puoi farci un muchio di cose creative assai.
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Re: I fondamenti dell'esistenza del dena
> > Il problema ovviamente e' quali strategie di politica monetaria adottare per fare tutto questo, liquid feedback qui non c'entra niente pero', hai bisogno di singoli individui coi coglioni fuori scala per farle bene queste cose, senza andare ora a dilungarsi troppo pero' le condizioni politiche stanno mutando, e li il M5S e tutto sto patatrac divertentissimo cui stiamo assistendo c'entra parecchio invece.
> >
> > Vi butto li' anche un altro parallelismo su Euro-Europa che piacera a voi che tanto la criticate, e cioe' che il famoso motto "fatta l'italia ora bisogna fare gli italiani" si applica anche all'europa; goodnight and goodluck.
>
> Bella cagata, su questo la penso come Ida Magli.
Belink, c'è molto di lei online.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-15 15:13:27.0 alle 2013-03-15 15:13:27.0> > > Il problema ovviamente e' quali strategie di politica monetaria adottare per fare tutto questo, liquid feedback qui non c'entra niente pero', hai bisogno di singoli individui coi coglioni fuori scala per farle bene queste cose, senza andare ora a dilungarsi troppo pero' le condizioni politiche stanno mutando, e li il M5S e tutto sto patatrac divertentissimo cui stiamo assistendo c'entra parecchio invece.
> > >
> > > Vi butto li' anche un altro parallelismo su Euro-Europa che piacera a voi che tanto la criticate, e cioe' che il famoso motto "fatta l'italia ora bisogna fare gli italiani" si applica anche all'europa; goodnight and goodluck.
> >
> > Bella cagata, su questo la penso come Ida Magli.
>
> Belink, c'è molto di lei online.
Tutto quello che scrive sul blog Italiani Liberi. Con una variante però: come si può dire "italiani liberi" si può anche dire "piemontesi liberi" e così via, esistono molteplici identità anche innestate e un modo per combattere il pensiero unico e il potere unico passa per rendere compatibili tutte queste molteplici identità.
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto dagengivaUtente privileggiatoil 2013-03-15 02:53:53.0 alle 2013-03-15 02:53:53.0Trollate totali: 9100Scritto da: dada216
> non e' applicabile da noi ora come ora ne credo che lo potra' essere nel prossimo futuro.
espanda
Cercatelo con Google, ritardato! ©-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto da: gengiva
> Scritto da: dada216
>
> > non e' applicabile da noi ora come ora ne credo che lo potra' essere nel prossimo futuro.
>
> espanda
>
>
>
>
Il welfare, che si tratti di pensioni calcolate sulla base dei contributi del singolo, di invalidità, di disoccupazione o un reddito di cittadinanza sempre quello è, e si basa, qualunque siano i conti che poi in realtà vengono fatti, sul fatto che tutti ci mettono qualcosa.
ecco: se hai l'evasioene fiscale a livelli italiani come cazzo fai a fare un welfare che non pesi su pochi (i pochi stronzi che le tasse le pagano TUTTE, come i dipendenti bustapagati) avvantaggiando enormemente chi ad esempio si becca i dipendenti in nero che hanno però comunque accesso ad un minimo di welfare (come la sanità semigratuita che abbiamo noi italiani), che quindi ne migliora le condizioni, senza che questi pero' paghino un emerito cazzo di queste spese? non solo il reddito di cittadinanza e' incompatibile con questo fenomeno ma qualunque tipo di welfare lo è, ed infatti ora come ora non è che siamo messi benissimo, exsinatra ci va con una leggerezza da criminale o da completo coglione (secondo me lui ed i vari accoliti del genere sono un po di entrambi), ma la realtà dei fatti è che il nero ha ammazzato tutto in italia, forse il nero delle dittarelle non è solo causa ma anche effetto della corruzione dilagante nella cosa pubblica italiana, quello si, ma cio non toglie che ha ucciso tutto, e se ora ex od il gattaccio spuntano a difenderlo faranno la stessa figura di quello che sopra ha scritto "eh ma le banche centrali sono dei rotschild e dei rockfeller", cio la figura di chi palesemente è sempre stato ad un miglio di distanza dagli argomenti battuti, e sono disposto a scendere nei dettagli con ex di questo, non sono certo un ragazzino di un centro sociale, ma dubito che avrebbe il coraggio di affrontare questa discussione seriamente con me, saprebbe di perdere.
quindi, per risponderti gengi: il reddito di cittadinanza potrebbe anche essere più che compatibile con la cultura italiana, invece di pagarle sotto forma di false pensioni di invalidità e dipendenti che si mettono in mutua sindacale potremmo pagare un reddito di cittadinanza organizzato e legale "ai fancazzisti/ai terroni", gli altri lavorano (non è che se domani mi danno 600euro io smetto di lavorare) e questi guadagnano di più e fanno i richhi, chissa', potrebbe anche andare.
Il punto secondo me è che prima di poter fare qualsiasi conto bisogna risolvere il problema della legalità degli stessi, e questo vorrebbe dire affrontare il problema evasione, solo dopo possiamo parlare di come organizzarli sti soldi, e io non sono ingroia che vuole gli evasori processati dal KGB.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-15 15:34:36.0 alle 2013-03-15 15:34:36.0> > > non e' applicabile da noi ora come ora ne credo che lo potra' essere nel prossimo futuro.
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> > espanda
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> Il welfare, che si tratti di pensioni calcolate sulla base dei contributi del singolo, di invalidità, di disoccupazione o un reddito di cittadinanza sempre quello è, e si basa, qualunque siano i conti che poi in realtà vengono fatti, sul fatto che tutti ci mettono qualcosa.
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> ecco: se hai l'evasioene fiscale a livelli italiani come cazzo fai a fare un welfare che non pesi su pochi (i pochi stronzi che le tasse le pagano TUTTE, come i dipendenti bustapagati) avvantaggiando enormemente chi ad esempio si becca i dipendenti in nero che hanno però comunque accesso ad un minimo di welfare (come la sanità semigratuita che abbiamo noi italiani), che quindi ne migliora le condizioni, senza che questi pero' paghino un emerito cazzo di queste spese? non solo il reddito di cittadinanza e' incompatibile con questo fenomeno ma qualunque tipo di welfare lo è, ed infatti ora come ora non è che siamo messi benissimo, exsinatra ci va con una leggerezza da criminale o da completo coglione (secondo me lui ed i vari accoliti del genere sono un po di entrambi), ma la realtà dei fatti è che il nero ha ammazzato tutto in italia, forse il nero delle dittarelle non è solo causa ma anche effetto della corruzione dilagante nella cosa pubblica italiana, quello si, ma cio non toglie che ha ucciso tutto, e se ora ex od il gattaccio spuntano a difenderlo faranno la stessa figura di quello che sopra ha scritto "eh ma le banche centrali sono dei rotschild e dei rockfeller", cio la figura di chi palesemente è sempre stato ad un miglio di distanza dagli argomenti battuti, e sono disposto a scendere nei dettagli con ex di questo, non sono certo un ragazzino di un centro sociale, ma dubito che avrebbe il coraggio di affrontare questa discussione seriamente con me, saprebbe di perdere.
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> quindi, per risponderti gengi: il reddito di cittadinanza potrebbe anche essere più che compatibile con la cultura italiana, invece di pagarle sotto forma di false pensioni di invalidità e dipendenti che si mettono in mutua sindacale potremmo pagare un reddito di cittadinanza organizzato e legale "ai fancazzisti/ai terroni", gli altri lavorano (non è che se domani mi danno 600euro io smetto di lavorare) e questi guadagnano di più e fanno i richhi, chissa', potrebbe anche andare.
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> Il punto secondo me è che prima di poter fare qualsiasi conto bisogna risolvere il problema della legalità degli stessi, e questo vorrebbe dire affrontare il problema evasione, solo dopo possiamo parlare di come organizzarli sti soldi, e io non sono ingroia che vuole gli evasori processati dal KGB.
Forse, ma intanto per molti poter disporre di 600 euro al mese senz far niente vorrebbe dire potersi dedicare alle proprie idee e/o missioni, che magari un giorno potrebbero essere produttive, invece di farsi ammazzare la mente dal lavoro. Idee che potrebbero ripagare la spesa.
Vedasi il reddito olandese per gli artisti. Ma se restringi l'erogazione a una sola categoria (artisti, disoccupati, a reddito basso) devi introdurre una moltitudine di controlli, parametri tipo ISEE, necessità di rivolgersi a commercialisti... meglio darlo a tutti.
La mia sola perplessità è dove prendere i soldi, perché non conosco per davvero come la moneta sia immessa in circolo nella società.-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-15 18:10:16.0 alle 2013-03-15 18:10:16.0> > > > non e' applicabile da noi ora come ora ne credo che lo potra' essere nel prossimo futuro.
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> > > espanda
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> > Il welfare, che si tratti di pensioni calcolate sulla base dei contributi del singolo, di invalidità, di disoccupazione o un reddito di cittadinanza sempre quello è, e si basa, qualunque siano i conti che poi in realtà vengono fatti, sul fatto che tutti ci mettono qualcosa.
> >
> > ecco: se hai l'evasioene fiscale a livelli italiani come cazzo fai a fare un welfare che non pesi su pochi (i pochi stronzi che le tasse le pagano TUTTE, come i dipendenti bustapagati) avvantaggiando enormemente chi ad esempio si becca i dipendenti in nero che hanno però comunque accesso ad un minimo di welfare (come la sanità semigratuita che abbiamo noi italiani), che quindi ne migliora le condizioni, senza che questi pero' paghino un emerito cazzo di queste spese? non solo il reddito di cittadinanza e' incompatibile con questo fenomeno ma qualunque tipo di welfare lo è, ed infatti ora come ora non è che siamo messi benissimo, exsinatra ci va con una leggerezza da criminale o da completo coglione (secondo me lui ed i vari accoliti del genere sono un po di entrambi), ma la realtà dei fatti è che il nero ha ammazzato tutto in italia, forse il nero delle dittarelle non è solo causa ma anche effetto della corruzione dilagante nella cosa pubblica italiana, quello si, ma cio non toglie che ha ucciso tutto, e se ora ex od il gattaccio spuntano a difenderlo faranno la stessa figura di quello che sopra ha scritto "eh ma le banche centrali sono dei rotschild e dei rockfeller", cio la figura di chi palesemente è sempre stato ad un miglio di distanza dagli argomenti battuti, e sono disposto a scendere nei dettagli con ex di questo, non sono certo un ragazzino di un centro sociale, ma dubito che avrebbe il coraggio di affrontare questa discussione seriamente con me, saprebbe di perdere.
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> > quindi, per risponderti gengi: il reddito di cittadinanza potrebbe anche essere più che compatibile con la cultura italiana, invece di pagarle sotto forma di false pensioni di invalidità e dipendenti che si mettono in mutua sindacale potremmo pagare un reddito di cittadinanza organizzato e legale "ai fancazzisti/ai terroni", gli altri lavorano (non è che se domani mi danno 600euro io smetto di lavorare) e questi guadagnano di più e fanno i richhi, chissa', potrebbe anche andare.
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> > Il punto secondo me è che prima di poter fare qualsiasi conto bisogna risolvere il problema della legalità degli stessi, e questo vorrebbe dire affrontare il problema evasione, solo dopo possiamo parlare di come organizzarli sti soldi, e io non sono ingroia che vuole gli evasori processati dal KGB.
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> Forse, ma intanto per molti poter disporre di 600 euro al mese senz far niente vorrebbe dire potersi dedicare alle proprie idee e/o missioni, che magari un giorno potrebbero essere produttive, invece di farsi ammazzare la mente dal lavoro. Idee che potrebbero ripagare la spesa.
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> Vedasi il reddito olandese per gli artisti. Ma se restringi l'erogazione a una sola categoria (artisti, disoccupati, a reddito basso) devi introdurre una moltitudine di controlli, parametri tipo ISEE, necessità di rivolgersi a commercialisti... meglio darlo a tutti.
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> La mia sola perplessità è dove prendere i soldi, perché non conosco per davvero come la moneta sia immessa in circolo nella società.
Precisazione:
La tangenziale est di Torino passerebbe per il chierese devastandone il territorio collinare con viadotti, gallerie, rilevati. Il costo stimato è un miliardo di euro ed è parte degli argomenti contro la sua costruzione, ma c'è chi dice che darebbe impulso all'economia locale (senza spiegare come, è evidente che è uno slogan perché le industrie locali hanno chiuso o stanno chiudendo perché non possono tenere il passo con la Cina e l'India).
Come è ormai chiaro per tutte le grandi opere, la sola ricaduta economica positiva sarebbe per le imprese costruttrici, e da esse a cascata su qualche impresuccia locale, forse, e da questa sui suoi operai immigrati. Supponendo che il territorio interessato abbia centomila abitanti (approssimazione per eccesso) non avrebbe ricadute assai più positive distribuire il miliardo di euro fra di essi, diecimila euro a testa, invece di costruire la tangenziale?
Se dai diecimila euro a centomila persone la maggior parte se li spenderà in dolciumi e salumi, ma qualcuno potrebbe anche usarli per tirar fuori una buona idea.
La differenza è tra distribuzione della moneta emessa ai grandi soggetti economici, e da essi a cascata fino ai piccoli, per successive fammentazioni della somma disponibile, in ragione al lavoro da essi prestato, e distribuzione direttamente ai piccoli che arriva ai grandi per successiva aggregazione, man mano che i piccoli spendono le somme percepite. Secondo me questo è il principio positivo del reddito di cittadinanza.
All'inizio ero scettico perché pensavo incentivasse il fancazzismo, ma fra tanti fancazzisti uno che se ne serve per incubare una buona idea è probabile trovarlo.
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daavvelentaniCubicolarioil 2013-03-14 17:07:16.0 alle 2013-03-14 17:07:16.0Trollate totali: 18184Scritto da:
> > > ma voi li avete capiti?
> > >
> > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> >
> > materializzare il concetto di valore
> >
> > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
>
> Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
>
> Vorrei capire se la serie
> M = m + m2 + m3 + ...
> può convergere o deve necessariamente divergere.
>
> Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
>
> Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
Nulla di quello che hai detto suona vagamente simile al motivo dell'esistenza del denaro.
**Modificato dall'autore il 14.03.2013 17:07**I think happiness is love
- Vladimir Putin-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-14 21:04:00.0 alle 2013-03-14 21:04:00.0> > > > ma voi li avete capiti?
> > > >
> > > > Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
> > >
> > > materializzare il concetto di valore
> > >
> > > avere un mezzo comodo per effettuare transazioni commerciali
> >
> > Non i fondamenti dello scopo del denaro, ma del funzionamento. Immagina di essere un'autorità che deve emettere moneta M in modo che N persone dispongano al mese, in media, di una cifra m (una variante consise nel distribuire una somma diversa a ciascuno, a partire da un minimo m, ma semplifichiamo e supponiamo m uguale per tutti).
> > Inizialmente emetti M = N m per il primo mese, distribuendo m a ciascuno (ragiono in base al principio della proprietà popolare della moneta, da alcuni invocato, perché è più semplice immaginare una distribuzione a tutti che i meccanismi attraverso cui avviene effettivamente la distribuzione nella società vigente).
> > Al passare del tempo non è necessario dare ogni mese m a tutti, perché statisticamente ognuno guadagna parte dell'm che gli serve da transazioni con altri membri della società. Se al secondo mese tutti avessero speso l'm iniziale per comprare i beni per vivere e al contempo lo avessero riguadagnato lavorando, vendendo beni in loro possesso eccetera, già al secondo mese l'autorità emettitrice non dovrebbe emettere nulla. Ma parte degli m ricevuti inizialmente, e dei successivi introiti di ogni mese, viene messo da parte per cui il secondo mese l'autorità dovrà distribuire a tutti una somma m2, il terzo mese m3 e così via. Teniamo però presente che le somme messe da parte, pur non immediatamente disponibili, torneranno in circolo in futuro.
> >
> > Vorrei capire se la serie
> > M = m + m2 + m3 + ...
> > può convergere o deve necessariamente divergere.
> >
> > Se diverge, necessariamente o per effetto di politiche monetarie scriteriate, la quantità di moneta in circolo aumenta indefinitamente e, per evitare inflazione, un modo è aumentare indefinitamente anche il numero N dei soggetti economici (da cui il favore altrimenti inspiegabile che gli economisti manifestano per l'immigrazione: consente alle benche centrali di emettere indefinitamente moneta, e a determinati soggetti di accumularne indefinitamente senza che essa diminuisca di valore).
> > Questa era la conclusione a cui ero giunto tempo fa, però in seguito mi è venuto in mente che la serie possa convergere.
> >
> > Se converge, ad un certo punto si stabilisce un equilibrio.
>
> Nulla di quello che hai detto suona vagamente simile al motivo dell'esistenza del denaro.
Non sto parlando del motivo. Vaghe precisazioni su di cosa sto parlando si trovano nella soprastante risposta a Lich.
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto da:
> ma voi li avete capiti?
>
> Più ci penso e mi sembra come quando si credeva che il mondo stesse sulle spalle di un gigante in piedi su una tartaruga che nuotava nell'oceano primordiale che...
la moneta e' come il linguaggio, serve ad effettuare degli scambi tra gli individui.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaIl denaro in teoria servirebbe a limitare l'ingordigia e l'egoismo intrinseco dell'essere umano, il problema è che quando ne hai troppo e come se potessi avere tutto gratis quindi è come se il riccastro vivesse in un mondo senza soldi, ma la realtà è ben diversa.
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto da: Ordine Reich 2
> Il denaro in teoria servirebbe a limitare l'ingordigia e l'egoismo intrinseco dell'essere umano,
da quale numero di topolino la hai presa questa?
>il problema è che quando ne hai troppo e come se potessi avere tutto gratis quindi è come se il riccastro vivesse in un mondo senza soldi, ma la realtà è ben diversa.
ok divertiamoci un po:
con 1eur compri un caffè, con 100 volte 1 euro compri 100 volte un caffè, con 1000 volte 1 euro compri la macchina del caffè e la polvere per fare i 100 caffè.
come mai?
il valore di 1eur è sempre lo stesso che tu ne abbia in tasca 1 oppure 1000, eppure con 1000 monete hai acquistato in proporzione molto più valore di quanto ne stavi acquistando con una sola.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto da: dada216
> Scritto da: Ordine Reich 2
> > Il denaro in teoria servirebbe a limitare l'ingordigia e l'egoismo intrinseco dell'essere umano,
>
> da quale numero di topolino la hai presa questa?
>
se vai un supermercato sapendo che tutto è gratis non avresti freni e con ogni probabilità prenderesti più di quanto ti serve.
> > il problema è che quando ne hai troppo e come se potessi avere tutto gratis quindi è come se il riccastro vivesse in un mondo senza soldi, ma la realtà è ben diversa.
>
> ok divertiamoci un po:
> con 1eur compri un caffè, con 100 volte 1 euro compri 100 volte un caffè, con 1000 volte 1 euro compri la macchina del caffè e la polvere per fare i 100 caffè.
>
> come mai?
> il valore di 1eur è sempre lo stesso che tu ne abbia in tasca 1 oppure 1000, eppure con 1000 monete hai acquistato in proporzione molto più valore di quanto ne stavi acquistando con una sola.
Ma se prima guadagnavo 1000 e il caffè costava 0,50, ora che guadagno sempre 1000 e il caffè costa 1 me ne frego di questo pseudo-ragionamento che hai fatto.
Ma in ogni caso non parlavo di proporzionalità ma di ingordigia di chi ha troppi soldi, non tutti per carità, ci sono anche quelli che proprio perchè ne hanno troppi diventano generosi, ma credo siano una minoranza.
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto da: Ordine Reich 2
> Scritto da: dada216
> > Scritto da: Ordine Reich 2
> > > Il denaro in teoria servirebbe a limitare l'ingordigia e l'egoismo intrinseco dell'essere umano,
> >
> > da quale numero di topolino la hai presa questa?
> >
>
> se vai un supermercato sapendo che tutto è gratis non avresti freni e con ogni probabilità prenderesti più di quanto ti serve.
>
adesso ho capito, tu stai facendo il confronto con il frigo e la cucina di mamma'




>
> > > il problema è che quando ne hai troppo e come se potessi avere tutto gratis quindi è come se il riccastro vivesse in un mondo senza soldi, ma la realtà è ben diversa.
> >
> > ok divertiamoci un po:
> > con 1eur compri un caffè, con 100 volte 1 euro compri 100 volte un caffè, con 1000 volte 1 euro compri la macchina del caffè e la polvere per fare i 100 caffè.
> >
> > come mai?
> > il valore di 1eur è sempre lo stesso che tu ne abbia in tasca 1 oppure 1000, eppure con 1000 monete hai acquistato in proporzione molto più valore di quanto ne stavi acquistando con una sola.
>
> Ma se prima guadagnavo 1000 e il caffè costava 0,50, ora che guadagno sempre 1000 e il caffè costa 1 me ne frego di questo pseudo-ragionamento che hai fatto.
ti e' venuto almeno un po duro quando hai scritto "me ne frego"?
> Ma in ogni caso non parlavo di proporzionalità ma di ingordigia di chi ha troppi soldi, non tutti per carità, ci sono anche quelli che proprio perchè ne hanno troppi diventano generosi, ma credo siano una minoranza.
>
ma tu chi conosci che "ha i soldi" e ti ha trattato di merda?
Ad ogni modo riassumiamo questa perla di puppen:
"A cosa serve il denaro?"
il denaro serve a limitare l'ingordigia delle persone, infatti se non ci fosse ci sarebbero i supermercati pieni di roba e tutti la potremmo prendere liberamente, ma visto che c'e' il denaro e (questa e' la parte meno chiara, prof. spiegacela) ciascuno ne ha in quantita limitata allora questo e' il meccanismo che limita i nostri consumi...
mi inchino a cotanta genialita', il miglior troll che abbiamo mai avuto non si era nemmeno lontanamente avvicinato a questi livelli, i miei piu' sentiti complimenti.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: I fondamenti dell'esistenza del dena`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto da: dada216
> Scritto da: Ordine Reich 2
> > Scritto da: dada216
> > > Scritto da: Ordine Reich 2
> > > > Il denaro in teoria servirebbe a limitare l'ingordigia e l'egoismo intrinseco dell'essere umano,
> > >
> > > da quale numero di topolino la hai presa questa?
> > >
> >
> > se vai un supermercato sapendo che tutto è gratis non avresti freni e con ogni probabilità prenderesti più di quanto ti serve.
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> adesso ho capito, tu stai facendo il confronto con il frigo e la cucina di mamma'
>
>




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> > > > il problema è che quando ne hai troppo e come se potessi avere tutto gratis quindi è come se il riccastro vivesse in un mondo senza soldi, ma la realtà è ben diversa.
> > >
> > > ok divertiamoci un po:
> > > con 1eur compri un caffè, con 100 volte 1 euro compri 100 volte un caffè, con 1000 volte 1 euro compri la macchina del caffè e la polvere per fare i 100 caffè.
> > >
> > > come mai?
> > > il valore di 1eur è sempre lo stesso che tu ne abbia in tasca 1 oppure 1000, eppure con 1000 monete hai acquistato in proporzione molto più valore di quanto ne stavi acquistando con una sola.
> >
> > Ma se prima guadagnavo 1000 e il caffè costava 0,50, ora che guadagno sempre 1000 e il caffè costa 1 me ne frego di questo pseudo-ragionamento che hai fatto.
>
> ti e' venuto almeno un po duro quando hai scritto "me ne frego"?
>
> > Ma in ogni caso non parlavo di proporzionalità ma di ingordigia di chi ha troppi soldi, non tutti per carità, ci sono anche quelli che proprio perchè ne hanno troppi diventano generosi, ma credo siano una minoranza.
> >
>
> ma tu chi conosci che "ha i soldi" e ti ha trattato di merda?
>
Ero certo prima di intervenire in questa discussione che mi avresti risposto tu, guai se ti toccano i soldi eh stronzo?
> Ad ogni modo riassumiamo questa perla di puppen:
>
> "A cosa serve il denaro?"
>
> il denaro serve a limitare l'ingordigia delle persone, infatti se non ci fosse ci sarebbero i supermercati pieni di roba e tutti la potremmo prendere liberamente, ma visto che c'e' il denaro e (questa e' la parte meno chiara, prof. spiegacela) ciascuno ne ha in quantita limitata allora questo e' il meccanismo che limita i nostri consumi...
>
> mi inchino a cotanta genialita', il miglior troll che abbiamo mai avuto non si era nemmeno lontanamente avvicinato a questi livelli, i miei piu' sentiti complimenti.
Chiaramente quello del supermercato è solo un esempio, è ovvio che nella realtà esso non sarebbe altro che ciò che ci circonda. Senza denaro tu metteresti mai a disposizione un servizio o un bene non solo per te stesso ma anche per altre persone senza poterne ricevere un tornaconto economico?? L'ho chiesto proprio alla persona giusta
E come si delineerebbe la proprietà privata senza denaro? Con le leggi del Far West ?
Finocchio, troia e capitalista.-
Re: I fondamenti dell'esistenza del denaEnnesimo KO di dada. E con questo siamo a....ho perso il conto
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-15 20:32:36.0 alle 2013-03-15 20:32:36.0
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daNon Autenticatoil 2013-03-15 21:40:29.0 alle 2013-03-15 21:40:29.0Scritto da: Ordine Reich 2
> Ennesimo KO di dada. E con questo siamo a....ho perso il conto
Ordine non sa contare
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Re: I fondamenti dell'esistenza del denaScritto daThe LichÜbermenschil 2013-03-14 20:36:39.0 alle 2013-03-14 20:36:39.0Trollate totali: 21351Scritto da: dada216
> Scritto da: Ordine Reich 2
> > Scritto da: dada216
> > > Scritto da: Ordine Reich 2
> > > > Il denaro in teoria servirebbe a limitare l'ingordigia e l'egoismo intrinseco dell'essere umano,
> > >
> > > da quale numero di topolino la hai presa questa?
> > >
> >
> > se vai un supermercato sapendo che tutto è gratis non avresti freni e con ogni probabilità prenderesti più di quanto ti serve.
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>
> adesso ho capito, tu stai facendo il confronto con il frigo e la cucina di mamma'
>
>




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> > > > il problema è che quando ne hai troppo e come se potessi avere tutto gratis quindi è come se il riccastro vivesse in un mondo senza soldi, ma la realtà è ben diversa.
> > >
> > > ok divertiamoci un po:
> > > con 1eur compri un caffè, con 100 volte 1 euro compri 100 volte un caffè, con 1000 volte 1 euro compri la macchina del caffè e la polvere per fare i 100 caffè.
> > >
> > > come mai?
> > > il valore di 1eur è sempre lo stesso che tu ne abbia in tasca 1 oppure 1000, eppure con 1000 monete hai acquistato in proporzione molto più valore di quanto ne stavi acquistando con una sola.
> >
> > Ma se prima guadagnavo 1000 e il caffè costava 0,50, ora che guadagno sempre 1000 e il caffè costa 1 me ne frego di questo pseudo-ragionamento che hai fatto.
>
> ti e' venuto almeno un po duro quando hai scritto "me ne frego"?
>
> > Ma in ogni caso non parlavo di proporzionalità ma di ingordigia di chi ha troppi soldi, non tutti per carità, ci sono anche quelli che proprio perchè ne hanno troppi diventano generosi, ma credo siano una minoranza.
> >
>
> ma tu chi conosci che "ha i soldi" e ti ha trattato di merda?
>
> Ad ogni modo riassumiamo questa perla di puppen:
>
> "A cosa serve il denaro?"
>
> il denaro serve a limitare l'ingordigia delle persone, infatti se non ci fosse ci sarebbero i supermercati pieni di roba e tutti la potremmo prendere liberamente, ma visto che c'e' il denaro e (questa e' la parte meno chiara, prof. spiegacela) ciascuno ne ha in quantita limitata allora questo e' il meccanismo che limita i nostri consumi...
>
> mi inchino a cotanta genialita', il miglior troll che abbiamo mai avuto non si era nemmeno lontanamente avvicinato a questi livelli, i miei piu' sentiti complimenti.
tu dici che non sia spontaneo?
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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